Squassa Eros
l'animo mio, come il vento sui monti che investe le querce.
Saffo
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Squassa Eros
l'animo mio, come il vento sui monti che investe le querce.
Saffo
Un'arancia sulla tavola
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita
Jacques Prévert
Mia madre gemette, mio padre pianse,
nel periglioso mondo balzai,
impotente, nudo, lamentandomi forte,
come un fantasma nascosto in una nube.
Lottando nelle mani di mio padre,
agitandomi contro le bende che dovevano avvolgermi,
legato e stanco, ritenni la cosa migliore
il ripiegarmi sul petto di mia Madre.
Dolore di Bambino, William Blake
Il Passato
E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
Emily Dickinson
________________
Io ti chiesi
Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
Hermann Hesse
Cupido, monello testardo!
M'hai chiesto un riparo per poche ore,
e quanti giorni e notti sei rimasto!
Adesso il padrone in casa mia sei tu!
Sono scacciato dal mio ampio letto;
sto per terra, e di notte mi tormento;
il tuo capriccio attizza fiamma su fiamma nel fuoco,
brucia le scorte d'inverno e arde me misero.
Hai spostato e scompigliato gli oggetti miei,
io cerco, e sono come cieco e smarrito.
Strepiti senza ritegno, e io temo che l'animula
fugga via per sfuggire te, e abbandoni questa capanna.
Cupido, monello testardo. J. W. Goethe
Vedere il mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvaggio,
Tenere nel palmo della mano l’infinito
E l’eternità in un’ora.
[...]
da Auguries of Innocence di William Blake
" Dinanzi alla C.C.C. dei futuri anni radiosi,
sopra la banda dei poetici profittatori e scrocconi
io levero' come una tessera bolscevica
tutti i cento tomi dei miei libri di partito "
VLADIMIR MAJAKOVSKYJ
Le sere turchine d'estate andrò nei sentieri
punzecchiato dal grano, calpestando erba fina
sentirò, trasognato, quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento mi inondi il capo nudo
non dirò niente, non penserò niente
ma l'amore infinito mi salirà nell'animo,
e andrò lontano, più lontano, come uno zingaro,
nella natura - felice come una donna.
A. Rimbaud
Non c’è più la fresca ombra protettiva
del grande e saggio albero
abbattuto.
Ora tocca a me
rinforzare le penetranti radici,
stendere verso il cielo i robusti rami
e farvi scorrere fresca linfa vitale,
che dia vita ad innumerevoli foglie
e ad una frondosa chioma;
sarà ora la mia ombra
a riparare dai raggi troppo ardenti
i giovani arbusti e gli esili tronchi
che mi sono più vicini.
Mi nutrirò
della sapida memoria della sua vita,
dei racconti che già mi mormora il vento
che ben lo conobbe
e che il fogliame diffonde
di albero in albero.
La pioggia mi accarezzerà
sussurrando il suo nome e ricordando
come fossero accoglienti le sue foglie.
E tutta la vita alata e strisciante
che aveva trovato riparo presso di lui
si aggrapperà alle scaglie
della mia corteccia e troverà
tra i miei frutti e fra le foglie
l’asilo
che temeva di aver perduto.
qualcuno
Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l'anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia.
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode.
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede.
Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti.
Ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita!
E, se Dio vuole, ancor meglio t'amerò dopo la morte.
Elizabeth Barrett Browning
Predestinata a un'orbita di stella,
cosa t'importa, stella, tutto il buio?
Vola beata in mezzo a questo tempo!
La sua miseria ti sia estranea, ignota!
Del mondo più remoto è la tua luce:
pietà dev'essere per te peccato!
Solo Una legge hai: essere pura!
Morale di stella, Nietzsche
Credo in te, amica.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amica,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.
Elena Oshiro
Elévation
Volando sopra stagni sopra monti e vallate,
sopra foreste e nubi e mari senza fine,
oltre il sole oltre l'etere, e l'estremo confine
ancora sorpassando delle sfere stellate,
tu vai, spirito mio, vai con agilità
e come un nuotatore che s'inebria dell'onda
lietamente attraversi l'immensità profonda
preso da un'indicibile e forte voluttà.
Vola, vola ben oltre i fetori malsani,
purificati in alto, nell'aria fatta tersa,
bevi, come liquore che il cielo puro versa,
il chiaro fuoco che gli spazi empie lontani.
Scrollandosi la noia e le altre grandi pene
che opprimono la vita e la fanno nebbiosa,
felice chiunque può con ala vigorosa
slanciarsi verso terre luminose e serene,
chi sente i suoi pensieri come allodole in viaggio
nel cielo del mattino in libertà volare,
chi plana sulla vita e così può ascoltare
delle tacite cose e dei fiori il linguaggio.
Charles Baudelaire
Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
da Il Sabato del Villaggio, Giacomo Leopardi
questo pane che spezzo un tempo era frumento,
questo vino su un albero straniero
nei suoi frutti era immerso;
l'uomo di giorno o il vento nella notte
piegò a terra le messi, spezzò la gioia dell'uva.
in questo vino, un tempo, il sangue dell'estate
batteva nella carne che vestiva la vite;
un tempo, in questo pane,
il frumento era allegro in mezzo al vento;
l'uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento.
questa carne che spezzi, questo sangue a cui lasci
devastare le vene,
erano un tempo frumento e uva,
nati da radice e linfa sensuali.
è il mio vino che bevi, è il mio pane che addenti.
d.thomas
E' stato un tempo il mondo giovane e forte,
odorante di sangue fertile,
rigoglioso di lotte, moltitudini,
splendeva pretendeva molto...
Famiglie donne incinte, sfregamenti,
facce gambe pance braccia...
Dimora della carne, riserva di calore,
sapore e familiare odore...
E' cavità di donna che crea il mondo,
veglia sul tempo lo protegge...
Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge,
insoddisfatto poi distrugge...
G. L. Ferretti, Del Mondo
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.
Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rurnorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità
Montale
Mirende sos ojos tuos
Chi sunt luminosos che su
Sole a mesudie
Sa manu m’has dadu amore
Pro caminare impare a tie
In sa vida
Biskisende has balladu
Biskisende has cantadu
Biskisende tue m’has abbeladu
E m’has furadu su coro
M’has furadu su coro
Caminende manu in sa manu
Longu sa semida
Podimos obiare
Zente logos terra
Chelu e mare chi s’incontrana
Cando falat su sole
Biskisende amus balladu
Biskisende amus cantadu
Biskisende tue m’has abbeladu
E m’has furadu su coro
M’has furadu su coro.
Guardando i tuoi occhi
Che sono luminosi
Come il sole a mezzogiorno
Mi hai dato la mano amore
Per camminare insieme a te
Nella vita
Sorridendo hai ballato
Sorridendo hai cantato
Sorridendo tu mi hai incantato
E mi hai rubato il cuore
Mi hai rubato il cuore
Camminando mano nella mano
Lungo il sentiero
Possiamo incontrare
Gente luoghi terra
Cielo e mare che s‘incontrano
Quando tramonta il sole
Sorridendo abbiamo ballato
Sorridendo abbiamo cantato
Sorridendo tu mi hai incantato
E mi hai rubato il cuore
Mi hai rubato il cuore.
Il volume del canto mi innamora:
come vorrei io invadere la terra
con i miei carmi e che tremasse tutta
sotto la poesia della canzone.
Io semino parole, sono accorta
seminatrice delle magre zolle
e pur qualcuno si alza ad ascoltarmi,
uno che il canto l'ha nel cuore chiuso
e che per tratti a me svolge la spola
della sua gaudente fantasia.
Alda Merini
"L' uomo veramente ricco è quello i cui figli corrono tra le sue braccia quando è a mani vuote"
non mi ricordo di chi è ma mi ha toccato il cuore e non riesco a dimenticarla..
Il mio slancio è infinito come il mare, e non meno profondo è il mio amore; più te
ne dono più ne posseggo, perché entrambi sono infiniti.
W.Shakespeare
Come posso dimenticarti?
nel tuo silenzio so che tu mi ami.
Anche tu quando io taccio,
sai che ti amo.
Non solamente io non dubito di te,
ma ti rispondo che anche tu sei sicuro di me.
Sei la seconda anima mia...
Entra nel segreto del tuo cuore,
osserva in esso il tuo amore per me,
e vi scorgerai il mio per te .
Anselmo d'Aosta
.. Straniero, se passando mi incontri e hai desiderio di parlare con me,
perché non dovresti parlarmi?
E perché non dovrei parlare con te? ..
di Walt Whitman
Sei la mia passione tu
La mia vena di follia
tu sei la divinità di carne e poesia
Sei la spiritualità
Fantasia e fragilità
Sei nell'euforia che c'è nei giorni di sole
Sei nell'acqua che io bevo dalle mie mani
Sei dentro il mio sangue tu
Sei una ragione in più
Travolgente come il vento che scuote il mare
Sei un'invasione tu
Un vulcano di allegria
Miele d'ambra che mi dà nuova energia
Tu sei la semplicità
Gioco di sensualità
Nei miei pensieri
dove non c'eri
sempre sarai
Le parole stanno scivolando fuori come una pioggia infinita in una tazza di carta
Scivolano selvaggiamente e si disperdono nell'universo
pozze di dolore, onde di gioia alla deriva nella mia mente aperta
possedendomi e accarezzandomi
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Immagini di luci spezzate danzano davanti a me come milioni di occhi
Mi chiamano attraverso l'universo
Pensieri vagano come un vento irrequieto dentro una cassetta della posta
Cadono alla cieca mentre seguono la propria strada attraverso l'universo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Suoni delle ombre ridenti dell'amore fischiano attraverso le mie orecchie aperte
Incitandomi e invitandomi
Amore senza limite e senza fine che splende attorno a me come un milione di soli
Mi chiama attraverso l'universo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Niente cambierà il mio mondo
Ho incontrato i tuoi occhi
E mi hanno raccontato di te
Occhi che sapevano di sorrisi e di pianti,
di albe e di tramonti, di gioie e di dolori
I nostri occhi si sono incontrati,
per cercare nel poco la pace
E i nostri occhi hanno trovato la luce
per trafiggere la fitta notte
che ci aveva sorpreso.
(Guglielmo Guglielminetti)
Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
È così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.
(Alda Merini)
La vita oscilla
tra il sublime e l'immondo
con qualche propensione
per il secondo
ne sapremo di più
dopo le ultime elezioni
che si terranno lassù
o laggiù o in nessun luogo
perché siamo già eletti
tutti quanti
e chi non lo fu
sta assai meglio quaggiù
e quando se ne accorge
è troppo tardi.
Les jeux sont faits
dice il croupier, per l'ultima volta
e il suo cucchiaione
spazza le carte.
"La Vita Oscilla", Eugenio Montale
SII pronto a spingerti avanti, o cuore!
e lascia indugiare chi debba.
Poiché il tuo nome fu chiamato nel cielo
mattutino.
Non aspettare alcuno!
Il desiderio della gemma son la notte e
la rugiada, ma il fiore sbocciato invoca
libera la luce.
Frangi l'involucro, o cuore, e n'esci
Rabindranath Tagore
Solitudine
La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.
Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l'un l'altro;
e persone che si odiano a vicenda
sono costrette a dormire insieme in un letto unico:
è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.
Rainer Maria Rilke
Il pesce è muto nel mare,
la bestia è turbolenta sulla terra,
l’uccello canta per l’aria.
Ma l’uomo ha dentro di sé
e il silenzio del mare
e lo strepito della terra
e la musica dell’aria.
(Rabindranath Tagore )
Incontro di due mani
Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!
Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!
Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.
Rassegnazione d'amore,
tanto infinita come l'impossibile!
(Juan Ramòn Jiménez)
YouTube - Ludovico Einaudi e Montale - Ho sceso, dandoti il braccio
Eugenio Montale - Ho sceso un milione di scale.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Fa ch'io per te sia l'estate
quando saran fuggiti i giorni estivi!
La tua musica quando il fanello
tacerà e il pettirosso!
A fiorire per te io saprò sfuggire alla tomba
riseminando il mio splendore!
E tu coglimi, anemone,
tuo fiore per l'eterno!
Emily Dickinson
EX VOTO
Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro.
(Eugenio Montale)
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini, da "Vuoto d'amore"
I pastori
Settembre, andiamo. E' tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natía
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.
Ah perché non son io cò miei pastori?
Gabriele D'Annunzio
Se mai, per caso, rivolgi a me il pensiero,
immagina che io scriva un canto
quando la sera piovosa diffonde ombra sul fiume,
trascinando lenta la sua luce offuscata,
quando lo spazio del giorno è troppo breve
per il lavoro e l'ozio.
Sarai sola e seduta nella terrazza a oriente,
io canterò dalla stanza semibuia.
L'umido profumo delle foglie entrerà dalle finestre
avvicinandosi il crepuscolo,
mentre il vento urlerà la sua ira
nel boschetto dei cocchi.
Quando nella stanza sarà portata la lampada accesa
io andrò via. Tu forse allora ascolterai la notte,
e, anche se io tacerò, sentirai la mia canzone.
(Rabindranath Tagore)
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta.
(Rabindranath Tagore)