Muoversi, non stare con le mani in mano. Darsi da fare. Anche a distanza.
Come fanno loro (e alla loro pagina fb).
Grazie a Romy in pochi minuti c'è stato il passaparola e ci stiamo organizzando anche noi.
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io penso che certe persone vengano mandate nelle nostre vite in modo che noi possiamo capire da vicino cosa sia la perfezione e la meta più alta a cui dovremmo aspirare... e poichè la felicità totale è solo una bellissima illusione, affinchè siano per noi il punto di riferimento da cui partire per dedicare il resto della nostra vita alla ricerca di qualcosa che perlomeno assomigli loro...
...anche questo pensiero è per me.....e per te :kiss:
:mumble: mmm sono un po' egocentrica?..
almeno adesso mi tolgo il pensiero!
Ho fatto quello che mi sentivo... (forse).... staremo a vedere...
L'altro giorno ho sentito parlare in una trasmissione radiofonica ( Caterpillar ) alcuni sindaci dei Comuni più colpiti dal terremoto ( Mirandola, San Felice...). Uno di loro, non ricordo quale ( ma tanto non cambia, sembravano tutti uguali e dicevano cose sovrapponibili...), uno che, ovviamente, dormiva anche lui in tenda come tutti, raccontava di come erano riusciti non solo ad assicurare pasti caldi a tutti gli sfollati del paese, ma siccome erano in grado di fornirne di ulteriori, invitava chiunque ne avesse bisogno o, semplicemente volesse mangiare in compagnia a recarsi presso il centro che avevano allestito.
Ma la cosa che più mi ha colpito è che, nonostante fossero passati pochissimi giorni dal tragico evento e pur essendo ancora in piena emergenza col terreno che continua a tremare, questo sindaco aveva già iniziato a preoccuparsi di cose ugualmente importanti.... Aveva lanciato un appello chiedendo la disponibilità di animatori,operatori socio-culturali, psicologi che fossero disposti ad andare da loro a dare una mano, per aiutare a gestire anche la fase psicologica dell'emergenza... È importante, diceva questo primo cittadino, fare in modo che la gente costretta ad abbandonare le proprie case continui ad avere momenti di aggregazione e socializzazione, che non si senta da sola... Soprattutto i bambini, i più indifesi in situazioni del genere... Che possano continuare a giocare, fare sport, a partecipare a tornei, incontri, gare sportive...
In poche ore, questo sindaco aveva ottenuto la disponibilità di ben 150 persone, provenienti tutte dal modenese, disposte ad utilizzare tutto il proprio tempo libero e anche le proprie ferie per questo....
Che meraviglia!... Che popolo stupendo è quello emiliano.... E che amministratori! Gente che si occupa dei propri cittadini, che li ha veramente a cuore, come persone e non solo come elettori...
Che invidia: che Paese migliore sarebbe l'Italia se vi assomigliasse almeno un po'...
Sempre questa strana sensazione di fare la cosa sbagliata nel momento sbagliato :wall:
"Gentile Sig. Terremoto, c'è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto:
Per chiamarci non basta una parola sola : Emilia Romagna, Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due;
e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle.
Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate... tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutto insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve,
pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’italia,
la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo.
Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte,
e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo;
e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Bologna,
dorme a Modena, e va a ballare a Rimini come diceva Pier Vittorio Tondelli,
e tutto ci sembra comunque la stessa città che si chiama Emilia Romagna.
Siamo tante cose, tutte diverse e tutte insieme, per esempio siamo una regione nel cuore dell’Italia,
quasi al centro dell’Italia, eppure siamo una regione di frontiera,
siamo anche noi un trattino, una cerniera fra il nord e il sud, e se dal nord al sud vuoi andare e viceversa
devi passare per forza da qui, dall’Emilia Romagna,
e come tutti i posti di frontiera, qualcosa da, qualcosa prende a chi passa,
e soprattutto a chi resta,
ad esempio a chi è venuto qui per studiare a lavorare oppure a divertirsi e poi ha deciso di rimanerci tutta la vita…
in questa terra che non è soltanto un luogo, un posto fisico dove stare, ma è soprattutto un modo di fare e vedere le cose.
Perché ad esempio qui la terra prende forma e diventa vasi e piastrelle di ceramica,
la campagna diventa prodotto, e anche la notte e il mare diventano divertimento, diventano industria,
qui si va, veloci come le strade che attraversano la regione, così dritte che sembrano tirate con il righello.
E si fa per avere certo, anche per essere, ma si fa soprattutto per stare, per stare meglio,
gli asili, le biblioteche, gli ospedali, le macchine e le moto più belle del mondo.
In nessun altro posto al mondo la gente parla così tanto a tavola di quello che mangia,
lo racconta, ci litiga, l’aceto balsamico, il ripieno dei torellini, la cottura degli gnocchini fritti e della piadina
e mica solo questo, sono più di 4000 le ricette depositate in emilia romagna;
ecco la gente lo studia quello che mangia, perché ogni cosa, anche la più terrena,
anche il cibo, anche il maiale diventa filosofia, ma non resta lassù per aria, poi la si mangia.
se in tutti i posti del mondo i cervelli si incontrano e dialogano nei salotti, da noi invece lo si fa in cucina,
perché siamo gente che parla, che discute, che litiga, gente che a stare zitta proprio non ci sa stare,
allora ci mettiamo insieme per farci sentire, fondiamo associazioni, comitati, cooperative, consorzi, movimenti,
per fare le cose insieme, spesso come un motore che batte a quattro tempi, con una testa che sogna cose fantastiche, però con le mani che davvero ci arrivano a fare quelle cose li, e quello che resta da fare va bene, diventa un altro sogno.
A Volte ci riusciamo a volte no, perché tante cose spesso vogliono dire tante contraddizioni.
Che spesso non si fondono per niente, al contrario non ci stanno proprio, però convivono sempre.
Tante cose tutte diverse, tutte insieme, perché questa è una regione che per raccontarla un nome solo non basta.
Ora ti ho raccontato quello che siamo, non credere di farmi o farci paura con due giri di mazurca
facendo ballare la nostra terra,
io questa terra l’amo e come mi ha detto una persona di Mirandola poche ore fa… questa è la mia casa e io non l’abbandonerò mai."
Bellissima Anti...:acchiapp:
Sgrigliare a mano un MMPI con tutte le scale è un'esperienza mistica...:medito:
ma un programmino di scoring al pc naaaaaaaaaaaaaa...vero?:| :sveng:
mi sta salendo un pò d'angoscia e anche un pò di sonno....
E' facile, dopo una delusione, pensare che non c'è più voglia di dare fiducia a qualcuno, nè di aprirsi....
E' bello constatare sempre che, nonostante tutto, la voglia di fidarmi e aprirmi non si è prosciugata nemmeno un po' :smile:
volte amare è come fare un figlio.
Prima di farlo non sai se sei fertile
se potrai davvero farlo
non sai le tue potenzialità.
E poi le cose vanno da sè
e tu fai nascere questo bambino
gli dai da mangiare fiori e nuvole
e lui cresce
a volte troppo profumato che non ti lascia respirare
a volte nebuloso che si sfalda
a volte no…
:look:
no, giusto per essere positivi... :asd:
"In una serie di studi condotti nel 2005 e nel 2006, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno scoperto che quando persone disinformate, particolarmente in campo politico, vengono messe di fronte a fatti reali che contraddicono le loro opinioni, molto raramente cambiano idea. Al contrario, si legano spesso ancor di più alle loro convinzioni errate. Conoscere i fatti non cura la loro disinformazione. Al contrario, come se fossero un antibiotico sotto dosato, la conoscenza dei fatti può, in realtà rendere la disinformazione ancora più forte"
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"L'idea generale è che sia assolutamente doloroso e destabilizzante ammettere di avere torto", dice il politologo Brendan Nyhan, il capo del team di ricercatori della Michigan. Il fenomeno - conosciuto come "backfire" - è un naturale meccanismo di difesa per evitare questa dissonanza cognitiva.
http://www.boston.com/bostonglobe/id...ckfire/?page=1
Questo studio conferma un'idea che mi ero già fatto: la Rete, la facilità di accesso ad una quantità sterminata di informazioni, non è detto che ci renda una società migliore e più democratica.... Al contrario, può radicare ancor più posizioni aprioristiche fondate sulla disinformazione, e la conseguente contrapposizione frontale, ancor più aprioristica, contro chi ha una posizione diversa, magari fondata su "altre" disinformazioni... Mentre la Verità, in questo oceano di notizie indiscriminate, diventa sempre più una chimera.
http://www.leggo.it/zoom/morto_mary_...e/181831.shtml
l'ho vista l'anno scorso, mi dispiace moltissimo
Ogni azione, anche la più piccola, apre e chiude una porta