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Riferimento: Dentro i libri
"Non possiamo dire in quale preciso momento nasca l'amicizia. Come nel riempire una caraffa a goccia a goccia, c'è finalmente una stilla che la fa traboccare, così in una sequela di atti gentili ce n'è infine uno che fa traboccare il cuore."
Ray Bradbury "Fahrenheit 451"
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Riferimento: Dentro i libri
PRESSO LA CASA DEI LETTERATI
"Le loro tessere?", ripetè la cittadina
"oh, che peccato" disse Korov'ev deluso, e continuò: "Ma allora, per convincersi del fatto che Dostoevskji era uno scrittore, era davvero necessario chiedergli la tessera? Ma prenda cinque pagine a caso di un suo qualsiasi romanzo e senza bisogno di alcuna tessera si convincerò di avere a che fare con uno scrittore. E suppongo che lui di tessere non ne abbia mai avute!"
"Lei non è Dostoevskji!!!!" disse la cittadina, confusa dalle parole di Korov'ev
"E chi lo sa? chi lo sa?" rispose quello.
"Dostoevskji è morto!!!" disse la cittadina
"Protesto!", esclamò il gatto con ardore "Dostoevskji è immortale!"
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LA PARTITA A SCACCHI
"Scacco al re" disse Woland
[...] Sulla scacchiera nel frattempo era scoppiato lo scompiglio. Il re col suo mantello bianco, assolutamente sconcertato, scalpicciava sul suo riquadro alzando disperato le braccia [...] Il gatto, scostato il binocolo dagli occhi, assestò un colpetto sulla schiena del suo re. Questi si nascose il viso tra le mani in preda alla disperazione [...] Le strizzatine d'occhio del gatto aumentarono di intensità. e il re bianco finalmente intuì quel che si voleva da lui: si levò improvvisamente il manto, lo gettò sul riquadro e fuggì dalla scacchiera. L'alfiere si buttò addosso la veste regale abbandonata e occupò il posto del re. "Messere, sono costernato!" si mise a ululare il gatto, atteggiando il muso a smorfie d'orrore "su quel riquadro non c'è nessun re!"
("Il Maestro e Margherita", Bulgakov)
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Riferimento: Dentro i libri
Doge: [...] "Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro
per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna
toglie ciò che non può essere conservato,
bisogna avere pazienza: essa muta in burla
la sua offesa. Il derubato che sorride,
ruba qualcosa al ladro, ma chi piange
per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso."
William Shakespeare - Otello
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Riferimento: Dentro i libri
"Io sono una persona malata...sono una persona cattiva"
"Adesso mi è venuta voglia di raccontarvi, signori miei, vi piaccia o non vi piaccia di starlo a sentire, come mai io non sia riuscito a diventare nemmeno un insetto. Nemmeno di questo sono stato degno"
"...l'essere troppo consapevoli è una malattia, un'autentica assoluta malattia"
"alla fin fine vien sempre fuori che il principale colpevole di tutto sei sempre tu, tu e nessun altro" ...... "smorire voluttuosamente nell'inerzia"
"gli uomini sono pur sempre uomini, e non tasti di pianoforte sui quali stian suonando le leggi della natura...."
"...l'uomo è un essere sconsiderato e biasimevole, e forse, come il giocatore di scacchi, egli ama solamente il processo del raggiungimento dello scopo, e non lo scopo medesimo.. " " non è forse perchè egli ha istintivamente paura di raggiungere lo scopo e di portare a termine l'edificio che sta creando?"
"Poniamo il caso che l'uomo non faccia altro che andare in cerca di simili due per due=quattro, e attraversi gli oceani, e sacrifichi la propria vita in tale ricerca; ma il pensiero di poterli finalmente trovare, di poter arrivare a scoprirli davvero - eh sì, in un certo qual modo gli fa proprio paura. Sì, perchè intuisce che quando avrà trovato, non gli rimarrà più nulla da cercare"
"..in questa fredda, abominevole mezza disperazione e mezza fede, in questo consapevole seppellire se stessi ancora vivi, per il gran dolore, nel sottosuolo, in questa situazione senza scampo che ci si costruisce con tanta intensità e della quale si continua tuttavia sempre a dubitare un poco, in tutto questo veleno di desideri insoddisfatti e discesi perciò giù, in fondo all'animo, in tutta questa febbre d'esitazioni, di decisioni prese irrevocabilmente e di pentimenti che ciononostante sopraggiungono meno d'un minuto dopo ......"
(Memorie dal sottosuolo - Dostoevskij)
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Riferimento: Dentro i libri
"....
Quando leggo un libro mi ci sistemo dentro. E' il mio difetto.
....
E poi un libro, almeno per come lo concepisco io, è un labirinto fatto apposta per confondere gli uomini, con l'intenzione di farli smarrire e ricondurli alle anguste dimensioni delle loro ambizioni.
....
Ci sono delle emozioni che ti marcano la vita. E da allora, senza confessarmelo, cerco quel viso, quel corpo, quella apparenza furtiva! Adesso ho perso ogni speranza di ritrovarla.
....
Il tempo raccoglie ciò che porta il giorno e ciò che la notte sparge. Custodisce e trattiene.
...."
T. Ben Jelloun, * Creatura di sabbia *
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Riferimento: Dentro i libri
Non si sa bene che cosa significhi la parola felicità, e tanto meno quali valori autentici nasconda; non è assolutamente possibile misurare la felicità degli altri ed è troppo facile dichiarare fortunata la situazione che si vuole loro imporre: in particolare, col pretesto che la felicità è immobilità, si dichiarano felici coloro che vengono condannati ad un'esistenza stagnante.
Ogni soggetto si pone concretamente come trascendenza attraverso una serie di finalità; esso non attua la propria libertà che in un perpetuo passaggio ad altre libertà; la sola giustificazione dell'esistenza presente è la sua espansione verso un avvenire indefinitamente aperto. Ogni volta che la trascendenza ripiomba nell'immanenza v'è uno scadere dell'esistenza nell'"in sè", della libertà nella contingenza; tale caduta è una colpa morale se è accompagnata dal consenso del soggetto; ma se gli è imposta prende l'aspetto di una privazione e di un' oppressione; in ambedue i casi è un male assoluto.
Simone De Beauvoir - Il Secondo Sesso
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Riferimento: Dentro i libri
" [...] il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell'intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell'intento di stabilire una dittatura. il fine della persecuzione è la persecuzione. il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere."
1984 - George Orwell
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Riferimento: Dentro i libri
Posto il brano che segue immediatamente quello già postato in precedenza:
"Ogni individuo che vuol dare un significato alla propria esistenza la sente come un bisogno infinito di trascendersi. Ora, la situazione della donna si presenta in questa singolarissima prospettiva: pur essendo come ogni individuo umano una libertà autonoma, ella si scopre e si sceglie in un mondo in cui gli uomini le impongono di assumere la parte dell'Altro; in altre parole pretendono di irrigidirla in una funzione di oggetto e di votarla all'immanenza perchè la sua trascendenza deve essere perpetuamente trascesa da un'altra coscienza essenziale e sovrana. Il dramma della donna consiste nel conflitto fra la rivendicazione essenziale di ogni soggetto che si pone sempre come essenziale e le esigenze di una situazione che fa di lei un'inessenziale.
Data questa sua condizione, in che modo potrà realizzarsi come essere umano?"
Il Secondo Sesso di Simone De Beauvoir
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Riferimento: Dentro i libri
"...Si ottiene dal mare quello che ci offre, non quello che vogliamo. Le nostre reti, coffe, nasse, sono una domanda. La risposta non dipende da noi, dai pescatori. Chi va sotto a prendersela con le sue mani la risposta, fa il prepotente con il mare. [...] Noi bussiamo alla soglia, al pelo dell'acqua, non dobbiamo entrare in casa sua da padroni.
....
Capivo poco perchè la virilità dovesse ignorare il dolore. La vedevo applicata dagli uomini, cercavo di ripeterla quando veniva il mio turno. Capivo che non era il rifiuto di avere un corpo, ma la pazienza di sopportarlo, un carico sull'asino che a volte è esagerato e pure l'uccide, ma fino a quel punto non se ne lamenta."
Tu, mio (E. De Luca) :cute:
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Riferimento: Dentro i libri
Il fattore che determina la condizione attuale della donna, è l'ostinata sopravvivenza, nella nuova civiltà che sta sbocciando, delle tradizioni più antiche...
Si aprono alle donne le fabbriche, gli uffici, le facoltà, ma si continua a considerare per loro il matrimonio come la carriera più onorevole, quella che le dispensa da ogni altra partecipazione alla vita collettiva.
... E' dovunque consentito alla donna di considerare il proprio corpo come un capitale da sfruttare. La prostituzione è tollerata, la galanteria incoraggiata. E la donna sposata è autorizzata a farsi mantenere dal marito; inoltre essa è rivestita di una dignità sociale molto superiore a quella nubile. Il costume è assai lontano ad accordare alla donna nubile possibilità sessuali equivalenti a quelle dell'uomo celibe; la maternità in particolare le è quasi proibita; poichè la ragazza madre è sempre oggetto di scandalo.
Come potrebbe il mito di Cenerentola non conservare tutto il suo valore?
Tutto incoraggia ancora le giovani ad attendere dal principe azzurro ricchezza e felicità, piuttosto che tentarne da sola la difficile ed incerta conquista.
In particolare, possono sperare di accedere grazie a lui ad una casta superiore alla loro, miracolo che non può essere ricompensato dal lavoro di tutta una vita.
Ma una tale speranza è nefasta perchè divide le loro forze e i loro interessi; per la donna questa divisione è forse l'handicap più grave. I genitori educano la figlia in previsione del matrimonio e poco si occupano del suo sviluppo personale; anch'ella lo desidera perchè vi vede indefiniti vantaggi, ne risulta che ella è meno specializzata, meno solidamente formata dei fratelli, e si impegna meno a fondo nella sua professione; perciò si condanna ad uno stato di inferiorità, e il circolo vizioso si stringe: questa inferiorità rafforza il desiderio di trovare marito.
S. De Beauvoir Il Secondo sesso
PS: Questo libro è stato scritto circa 60 anni fa, ma cazzo è ancora dannatamente attuale!
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Libri e immagini
provo ad aprire questo tread per raccogliere le immagini che cambiano
da tempo a tempo, da luogo a luogo, da autore ad autore e che abbiamo letto nei libri, quelli più amati quelli più odiati.
Chi non ricorda la madre di Cecilia: Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere su un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de'volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.
Certo, i Promessi a vent’anni sono una pizza, a 60 sono quel capolavoro che non abbiamo capito prima.
Trascrivo qui quella che ho appena letto:
Il mio cervello può paragonarsi ad una macchina distributrice. Nella macchina distributrice metti dentro la fessura una moneta e dopo un rapido armeggio di ingranaggi salta fuori un bigliettino o un pacchetto di sigarette. Nel mio cervello metti dentro la fessura degli occhi una immagine qualsiasi e dopo un rapido ribollire della materia grigia, salta fuori un idea. (Guarechi, La scoperta)
avrte qualcosa da trascrivere?
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Riferimento: Dentro i libri
Una vita ha viaggiato da noi incontro alla nostra ne abbiamo sentito il vento, l'odore di una sosta. Il suo sudore, la sua fatica erano dentro di noi.
Era per noi lo sforzo.
M. Mazzantini, Venuto al mondo
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Riferimento: Libri e immagini
"Spirava, in quelle stanze, da tutti i mobili d'antica foggia, dalle tende scolorite, quel tanfo speciale delle cose antiche, quasi il respiro d'un altro tempo; e ricodo che più d'una volta io mi guardai attorno con una strana costernazione che mi veniva dalla immobilità silenziosa di quei vecchi oggetti da tanti anni lì senz'uso, senza vita..."
L. Pirandello, Il fu Mattia Pascal
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Riferimento: Libri e immagini
Di lunghe e asciutte gambe, di piedi piccoli e stretti e ben arcati, che gli davano un passo leggiero e gentile, quasi schivo, e punteggiante come
quello degli aironi e delle cicogne sempre sull’ali e pronti al volo; di tal piccolezza dei piedi era vano un tantino, come della bella forma delle mani scarne.(Bacchelli, Il mulino)
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Riferimento: Dentro i libri
"Ma una cosa per lo meno divenne chiara. Cercare la propria realizzazione in un altro, nelle relazioni interpersonali, era un gioco femminile. E l'uomo che prova prima una donna e poi l'altra, malgrado il suo cuore bruci di idealismo, di desiderio per l'amore puro, è già entrato nel regno femminile. Dalla caduta di Napoleone in poi, il giovane ambizioso ha trasportato nel boudoir la sua sete di potere. E là dentro sono state le donne a prendere il comando. Come aveva fatto Madeleine, e come con molta facilità avrebbe potuto fare Wanda. E Ramona. E Herzog, che una volta era un giovane stupidello, e che adesso stava diventanto un vecchio stupidello, accettando il disegno di una vita privata (approvato da coloro che ne avevano l'autorità), si mutava in qualcosa che rassomigliava a una concubina"
Saul Bellow, "Herzog".
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"...io vado per la via diritta...cammino apertamente,senza ricorrere alle vie traverse,che disprezzo e che lascio agli altri.Non cerco di umiliare coloro che,forse,sono migliori di me e di lei.Non mi piacciono le mezze paroline,disprezzo i miserabili ipocriti,odio la calunnia e i pettegolezzi.La maschera me la metto solo di carnevale,e non la porto ogni giorno davanti agli altri"
"Si sentiva dentro una strana debolezza e un intorpidimento.Si sentiva piuttosto male,e nella sua testa regnavano il caos e il disorientamento più completo.A lungo camminò su e giù per la stanzetta;finalmente si sedette,si prese la testa fra le mani e si applicò con tutte le sue forze a valutare e a risolvere qualche problema che aveva attinenza con la sua situazione attuale"...
"In quel momento il signor Goljàdkin avrebbe voluto non soltanto fuggire da se stesso,ma addirittura distruggersi,ridursi in polvere!In quegl'istanti egli non si accorgeva neppure di ciò che lo circondava,non capiva nulla di ciò che accadeva intorno a lui e si guardava in giro come se per lui non esistessero neppure tutti gli inconvenienti di quella notte inclemente,come se non gli importasse nulla di dover fare tutta quella strada sotto la pioggia e la neve,con un vento quasi da bufera."
"La sua situazione in quel momento ricordava quella di un uomo che si trova in cima a un'erta scoscesa e vede spalancarsi sotto di sè un abisso;sotto di lui la terra già trema e si scuote,ondeggia per un'ultima volta e poi crolla e precipita attirandolo nella voragine,senza che il disgraziato possa trovare in sè nè la forza nè la presenza di spirito per balzare indietro e neppure per distogliere lo sguardo dall'abisso spalancatoglisi sotto.Infatti l'abisso l'attira,ed egli finisce per gettarvisi volontariamente,affrettando così il momento della sua fine".
"E intanto egli correva,correva sempre,come se a spingerlo fosse qualche forza a lui estranea,giacchè avvertiva una grande debolezza e sfinitezza in tutto il suo essere;non era in grado di pensare a nulla,sebbene le sue idee,come un cespuglio spinoso,si attaccassero a tutto".
"...ma comunque non sarebbe mai stato un semplice straccio,bensì uno straccio dotato di amor proprio,di un'anima e di sentimenti,anche se si trattava pur sempre di umili sentimenti,ben nascosti nelle piaghe più remote e più sudicie di quello straccio,ma pur sempre sentimenti...."
"Punzecchiarsi in tal modo fino a far sanguinare le sue ferite in quel momento procurava al signor Goljàdkin uno straordinario piacere,addirittura un vero e proprio godimento".
Il sosia - F.Dostoevskij
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Citazione:
Originalmente inviato da
nellogoi
provo ad aprire questo tread per raccogliere le immagini che cambiano
da tempo a tempo, da luogo a luogo, da autore ad autore e che abbiamo letto nei libri, quelli più amati quelli più odiati.
Chi non ricorda la madre di Cecilia: Portava essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Né la teneva a giacere, ma sorretta, a sedere su un braccio, col petto appoggiato al petto, come se fosse stata viva; se non che una manina bianca a guisa di cera spenzolava da una parte, con una certa inanimata gravezza, e il capo posava sull'omero della madre, con un abbandono più forte del sonno: della madre, ché, se anche la somiglianza de'volti non n'avesse fatto fede, l'avrebbe detto chiaramente quello de' due ch'esprimeva ancora un sentimento.
Certo, i Promessi a vent’anni sono una pizza, a 60 sono quel capolavoro che non abbiamo capito prima.
Trascrivo qui quella che ho appena letto:
Il mio cervello può paragonarsi ad una macchina distributrice. Nella macchina distributrice metti dentro la fessura una moneta e dopo un rapido armeggio di ingranaggi salta fuori un bigliettino o un pacchetto di sigarette. Nel mio cervello metti dentro la fessura degli occhi una immagine qualsiasi e dopo un rapido ribollire della materia grigia, salta fuori un idea. (Guarechi, La scoperta)
avrte qualcosa da trascrivere?
Nello,se non ho capito male intendi qualcosa tipo questo? Dentro i libri:lookat:
Se è così li unisco :sisi:
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Riferimento: Libri e immagini
Citazione:
Originalmente inviato da
Zingarella85
Nello,se non ho capito male intendi qualcosa tipo questo?
Dentro i libri:lookat:
Se è così li unisco :sisi:
puoi ripetere la domanda?
"L'acqua sporca colava giù per la viottola nella strada, simile ad una mano deforme, quasi stagnante; la fissai con non so che disperazione, come una spoglia di annegato sulla tavola di un deposito funeario. G.D'annunzio, La Leda
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C'è già un thread,"Dentro i libri" appunto,in cui vengono trascritti i passi più significativi di un testo,quelli che ci colpiscono e lasciano qualcosa dentro.
Ti chiedevo se la discussione da te aperta avesse lo stesso intento,perchè a questo punto va accorpata a quella già esistente.Sostanzialmente mi sembrano simili....
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Riferimento: Libri e immagini
Citazione:
Originalmente inviato da
Zingarella85
C'è già un thread,"Dentro i libri" appunto,in cui vengono trascritti i passi più significativi di un testo,quelli che ci colpiscono e lasciano qualcosa dentro.
Ti chiedevo se la discussione da te aperta avesse lo stesso intento,perchè a questo punto va accorpata a quella già esistente.Sostanzialmente mi sembrano simili....
Grazie! Non lo sapevo! E ora come si fa?
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Nessun problema :D
Si uniscono le due discussioni,volevo solo accertarmi di aver compreso bene la tua proposta prima di agire.
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Riferimento: Libri e immagini
allora ci vediamo dentro :yahoo:"dentro i libri":asd:
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Riferimento: Dentro i libri
Guardava la campagna distendersi a strisce policrome, come se colori liquidi si fossero rovesciati sulla pianura, disegnando rivoletti paralleli, sottili,variopinti. (Pittigrillli, Mammiferi)
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Riferimento: Dentro i libri
L’epoca di questo fatto ci è ignota; il paese è la Spagna. Un cavallo corre furiosamente per campi deserti, un cavaliere lo sprona, nero l’uno, nero l’altro; ravvolti nelle pieghe d’un immenso mantello, sembrano una nuvola d’uragano che voli, radendo la terra, col fulmine in grembo. Il cavaliere nasconde la sua faccia in un ampio cappuccio. Sotto quella tenebrosa coperta si possono supporre tutte le schiatte umane di tutti i tempi, lo spagnuolo, il saraceno, l’hidalgo, la corazza di ferro del quattrocento, il giustacuore di cuoio del cinquecento, la giubba di velluto del seicento vi si potrebbero parimenti celare. Quel fosco mantello è una larva che maschera un uomo e un secolo. Alla oscurità delle vesti, la vertigine della corsa s’aggiunge per fare più inafferrabile ancora quel mistero volante. Veduto da lungi, il cavallo disegna nel vuoto colla curva delle zampe balzanti un arco d’aereo ponte che si ripete sterminatamente per la campagna. Lo scalpito metallico de’ ferri scande sul terreno un ritmo stringato e preciso come i trochei di Pindaro. Quel cavallo ha il volo e il metro dell’ode. I pioppi sfilano in processione sotto gli occhi del cavaliero e le loro fronde, smosse dalla brezza del vespro, rendono suono d’applausi lontani.
Arrigo Boito, Iberia
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Riferimento: Dentro i libri
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi? se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: - Ti aspettavo
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo
- Tu sei matto.
E per sempre lo amerà.
da Oceano Mare di Alessandro Baricco
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Riferimento: Dentro i libri
La primavera regnava nella campagna selvaggia; il fiume azzurrognolo rifletteva i fiori del sambuco, i narcisi esalavano voluttuose fragranze; nelle notti rischiarate dalla luna o dalla via lattea, tiepide e silenti, pareva che nell'aria ondeggiasse un filtro inebbriante.
Grazia Deledda
Cenere
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Riferimento: Dentro i libri
"Forse l'alta efficienza lavorativa dei paesi capitalisti contemporanei può essere in parte ricondotta all'effetto della minaccia costante della disoccupazione. La precarietà del lavoro rende le persone particolarmente operose."
I 36 stratagemmi a cura di Gianluca Magi
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Riferimento: Dentro i libri
Noi siam ricchi nelle società civilizzate. Perché dunque d'intorno a noi questa miseria? Perché questo penoso lavoro delle masse, sino all'abbrutimento? Perché quest'incertezza del domani, anche per i lavoratori meglio retribuiti, in mezzo a tante ricchezze tramandateci in eredità dal passato, e malgrado i grandi e potenti mezzi di produzione che darebbero l'agiatezza a tutti, in compenso di poche ore di lavoro giornaliero?
Petr Alekseevic Kropotkin
La conquista del pane
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Riferimento: Dentro i libri
"L'uomo non concede se stesso agli angeli e nemmeno interamente alla morte, se non quando s'indebolisce la sua volontà."
Joseph Glanvill
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Riferimento: Dentro i libri
“Ma il lavoro non si compie senza fatica: come una macchina a vapore ha bisogno di essere alimentata, mantenuta in efficienza e riparata, fino al momento in cui, per via dell’usura naturale, non comporta più né rendimento né riparazioni e deve essere gettata tra i ferri vecchi, così la forza dell’uomo, consumata ogni giorno, esige una restaurazione quotidiana, fino al giorno in cui il lavoratore, fuori servizio, è buono per l’ospedale o per la fossa. ”
Pierre Joseph Proudhon (1809-1865), La questione Sociale
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Riferimento: Dentro i libri
Proprio dove ci eravamo fermati, era una porta carraia. "Guarda questa porta carraia! Nano! continuai: essa ha due volti. Due sentieri convengono qui: nessuno li ha mai percorsi fino alla fine. Questa lunga via fino alla porta e all'indietro: dura un'eternità. E quella lunga via fuori della porta e avanti è un'altra eternità. Si contraddicono a vicenda, questi sentieri; sbattono la testa l'un contro l'altro: e qui, a questa porta carraia, essi convengono. In alto sta scritto il nome della porta: "attimo". Ma, chi ne percorresse uno dei due sempre più avanti e sempre più lontano: credi tu, nano, che questi sentieri si contraddicano in eterno?". "Tutte le cose diritte mentono, borbottò sprezzante il nano. Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo.
Friedrich W. Nietzsche, "Così parlò Zarathustra"
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Riferimento: Dentro i libri
In principio del tempo, il Leopardo viveva in un luogo chiamato l’Alto Veldt. Notare che non era il basso Veldt o il boscoso Veldt o l’agro Veldt, ma l’alto Veldt, assolutamente nudo, rovente e lucente, dove non c’eran che sabbia e rocce color di sabbia e unicamente ciuffi di erba gialliccia color di sabbia. Vi abitavano la Giraffa e la Zebra e l’Antilope e il Koodoo e l’Hartbeest, ed erano dalla testa alla punta della coda d’un bruno gialliccio color di sabbia; ma il più bruno gialliccio color di sabbia fra tutti era veramente il Leopardo, una specie di bestia grigio-gialliccio somigliante a un gatto, che s’appaiava a meraviglia col color bruno grigio, gialliccio dell’Alto Veld.
Rudyard Kipling
Il libro delle bestie
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Riferimento: Dentro i libri
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
<< Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora >>, disse la volpe. << Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sà quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... >>
<< Addio >>, disse la volpe. <<Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi >>.
Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry
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Riferimento: Dentro i libri
Perchè in generale è l'ente e non piuttosto il Niente?
"Che cos'è metafisica?", Martin Heidegger
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Riferimento: Dentro i libri
Mario Samigli era un letterato quasi sessantenne. Un romanzo ch’egli aveva pubblicato quarant’anni prima, si sarebbe potuto considerare morto se a questo mondo sapessero morire anche le cose che non furono mai vive. Scolorito e un po’ indebolito, Mario, invece, continuò a vivere per tanti anni di certa vita lemme lemme com’era consentita da un impieguccio che gli dava non molti fastidi e un piccolissimo reddito. Una tale vita è igienica e si fa ancora più sana se, come avveniva da Mario, è condita da qualche bel sogno.
Italo Svevo
Una burla riuscita
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Riferimento: Dentro i libri
Chi vive, quando vive, non si vede: vive... Se uno può vedere la propria vita, è segno che la trascina, la subisce, non la vive più. Come una cosa morta, la trascina. Perchè ogni forma è una morte. Pochi lo sanno; i più, quasi tutti, lottano, si affannano per farsi uno stato, per raggiungere una forma; raggiuntala, credono d'aver conquistato la loro vita, ed invece cominciano a morire.
L.Pirandello
La carriola
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Riferimento: Dentro i libri
"Vivere: nel vivere non c'è alcuna felicità. Vivere: portare il proprio io dolente per il mondo. Ma essere, essere è felicità. Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l'universo cade come una tiepida pioggia."
Da L'immortalità.
Forse il senso di queste frasi può risultare poco chiaro a chi non ha letto il libro; Kundera è davvero sottile per certi versi, continuamente in bilico tra l'amarezza e l'ironia, con frangenti malinconici di pura leggerezza.
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Riferimento: Dentro i libri
Un uomo che costringa una donna ad accettarlo senza che lei lo voglia, un uomo che allunghi le sue mani su una donna che lo rifiuta, merita la morte. Non fate nulla per causare questa morte, se farlo vi costerebbe la vostra anima, ma ricordate sempre che quest'uomo, chiunque egli sia, la meriterebbe.
L'ultimo Orco - Silvana de Mari.
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Riferimento: Dentro i libri
«Beate le marionette,» sospirai, «su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà; nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrir mai vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato.
Luigi Pirandello - Il fu Mattia Pascal
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« Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiava in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell'azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime. Ma non osava ribellarsi, non osava tentare di rompere il fil di ferro che la teneva carcerata, la povera prigioniera. Eppure i suoi custodi, le volevano bene, cari bambini che si trastullavano col suo dolore e le pagavano la sua malinconia con miche di pane e con parole gentili. La povera capinera cercava rassegnarsi, la meschinella; non era cattiva; non voleva rimproverarli neanche col suo dolore, poiché tentava di beccare tristamente quel miglio e quelle miche di pane; ma non poteva inghiottirle. Dopo due giorni chinò la testa sotto l'ala e l'indomani fu trovata stecchita nella sua prigione. Era morta, povera capinera! Eppure il suo scodellino era pieno. Era morta perché in quel corpicino c'era qualche cosa che non si nutriva soltanto di miglio, e che soffriva qualche cosa oltre la fame e la sete.
Allorché la madre dei due bimbi, innocenti e spietati carnefici del povero uccelletto, mi narrò la storia di un'infelice di cui le mura del chiostro avevano imprigionato il corpo, e la superstizione e l'amore avevano torturato lo spirito: una di quelle intime storie, che passano inosservate tutti i giorni, storia di un cuore tenero, timido, che aveva amato e pianto e pregato senza osare di far scorgere le sue lagrime o di far sentire la sua preghiera, che infine si era chiuso nel suo dolore ed era morto; io pensai alla povera capinera che guardava il cielo attraverso le gretole della sua prigione, che non cantava, che beccava tristamente il suo miglio, che aveva piegato la testolina sotto l'ala ed era morta.
Ecco perché l'ho intitolata: Storia di una capinera. »
Giovanni Verga