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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
Citazione:
Originalmente inviato da
alexsugar
per KEGI:
allora io nei disturbi somatoformi metterei per TUTTI la cognitivo-comportamentale....
direi che per la personalitÀ andrebbe bene la supportivo-espressiva ma SISTEMICO FAMILIARE..... almeno io ho trovato questo sopratutto nell ABC..... te che dici? ancora pero devo finirli i disturbi di personalitÀ ma per quanto riguarda i test ovviamente ci vanno sia l mmpi che il rorschach, credo!
Allora parlando al telefono con Sara siamo giunte a questa conclusione:
NON CITARE MAI LA FRASE TERAPIA SUPPORTIVA- ESPRESSIVA O COMUNQUE LE PAROLE SUPPORTIVA E ESPRESSIVA xkè furono MOTIVO DI BOCCIATURA nel 2009.......l'ABC venne criticato.......... FIGURATI!!!!!!!!
quindi tutto quello che ho scritto nella tua SCALETTA NON VA BENE!!!!!!! è DA CANCELLARE...........
Noi per la PERSONALITà ABBIAMO DECISO DI scrivere:
In linea generale può essere utilizzato un trattamento psicoterapeutico inizialmente individuale ad orientamento psicodinamico.
+ obiettivi...........
STOP! IO PER LA PERSONALITà FARò COSì E IMPARERò QUESTO! anche perchè la cognitivo-comportamentale abbiamo appurato che non va in tutti i disturbi di personalità invece la psicodinamica si...........
QUESTO SECONDO NOI! QUINDI FIDATEVI IL GIUSTO!
PS: tutto il mio sonno perso per il supportivo/espressivo non è servito a un tubo!
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ma non ci credo.....pure io mi sono fatta l'abc!
che palle!
comunque grazie mille
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ragazze vi prego mi dite se il parent training lo fa lo psicologo o lo psicoterapeuta?questo è davvero un dubbio amletico......
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
Citazione:
Originalmente inviato da
kegi7929
Allora parlando al telefono con Sara siamo giunte a questa conclusione:
NON CITARE MAI LA FRASE TERAPIA SUPPORTIVA- ESPRESSIVA O COMUNQUE LE PAROLE SUPPORTIVA E ESPRESSIVA xkè furono MOTIVO DI BOCCIATURA nel 2009.......l'ABC venne criticato.......... FIGURATI!!!!!!!!
quindi tutto quello che ho scritto nella tua SCALETTA NON VA BENE!!!!!!! è DA CANCELLARE...........
Noi per la PERSONALITà ABBIAMO DECISO DI scrivere:
In linea generale può essere utilizzato un trattamento psicoterapeutico inizialmente individuale ad orientamento psicodinamico.
+ obiettivi...........
STOP! IO PER LA PERSONALITà FARò COSì E IMPARERò QUESTO! anche perchè la cognitivo-comportamentale abbiamo appurato che non va in tutti i disturbi di personalità invece la psicodinamica si...........
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QUESTO SECONDO NOI! QUINDI FIDATEVI IL GIUSTO!
PS: tutto il mio sonno perso per il supportivo/espressivo non è servito a un tubo!
hm ok allora niente supportivo espressivo.... ora per i vari disturbi va bene, tanto io ci metto la cognitivo comportamentale oppure sistemico familiare.... invece per i disturbi di personalita non so...ne pross giorni vedo meglio la cosa, ovviamente li ci deve andare la psicodinamica...
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
Citazione:
Originalmente inviato da
egocentrica
ragazze vi prego mi dite se il parent training lo fa lo psicologo o lo psicoterapeuta?questo è davvero un dubbio amletico......
come mai è cosi fondamentale? non si deve sempre e comunque portare un intervento PSICOTERAPEUTICO ??? penso che al limite se lo psicologo non lo puo fare, il terapeuta sicuramente si... o sbaglio?
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
per kegi: provo allora a risolvere il caso del vecchio ordinamento di giungo e poi te lo posto qui.... È da un po che non scrivo casi almeno cosi mi esercito un po. poi ci sentiamo per gli altri casi ok?
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
anch'io è un pò che non ne scrivo, però qui cerchiamo di fare tipo scaletta........vado a cercarne uno e lo metto..........poi ne parliamo e ne mettiamo altri fra i tuoi ........
chi si unisce?
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ESERCITAZIONE CASO 1 ........... per tutti : FARE SEMPRE RISPOSTA CITATA sennò ci perdiamo.......
P. è un uomo di 38 anni che giunge alla consultazione dello psicologo in uno stato di profonda prostrazione psicologica anche se l'aspetto fisico è abbastanza ben curato.
P. fa molta fatica ad esprimersi ed, nfatti, l colloquio inizia con un silenzi interrotto poi dallo psicologo che gli domanda se desidera dire qualcosa. Con fatica e un pò alla volta P. comincia a dire che si sente molto giù da quasi due mesi e che ormai non riesce ad avere alcun interesse per tutto quello che, invece fino ad ora, di fatto rappresentava la sua vita.
P. riferisce di convivere, da 10 anni, cioè da quando è nata sua figlia, con una persona carina ed intelligente con cui va abbastanza d'accordo e di essere molto attaccato alle "due donne della sua vita" anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più da loro per evitare che scoprano come lui è ridotto. Il soggetto sostiene che anche nel lavoro, dice di essere un muratre che poi è diventato un piccolo imprenditore, le cose vanno molto male perchè "mi rendo conto di avere fatto degli investimenti troppo azzardati e di essermi comprato una casa forse troppo grande, insomma sono pieno di debiti e ora non so come fare a rimediare". Rispetto a come sia andata la sua vita precedentemente P. riferisce che a volte gli capita di vivere situazioni emotive molto diverse da quelle attuali e che anzi, spesso, è incredibilmente pieno di energia "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti; poi però all'improvviso tutto cambia, forse perchè la vita spess è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi impotente e sempre più triste e penso che non ce la faccio più".
Per quel che riguarda la famiglia di origine P. riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto e che frequenta poco e che non ha conosciuto il suo vero padre che è andato via di casa quando lui era molto piccolo.
P. sostiene di essere venuto alla consultazione perchè la sua compagna minaccia di mandarlo via di casa se non si decide a sentire il parere di un esperto ed eventualmente farsi seguire in qualche modo:"perchè, dottore, lei è cnvinta che io abbia qualcosa che non va, forse è anche un pò arrabbiata perchè ha scoperto qualche mia scappatella precedente, acqua passata però, ma poi non so se è lei quella strana, infatti già da un anno va da uno psicologo".
Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
a. quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustficazione dell'ipotesi fatta;
b. di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale;
c. di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
d. quali indagini, consulenze specialistice o altro richiederebbe alla persona e perchè;
e. se ritiene necessario un trattamento;
f. in caso di indicazione di trattamento specificare il tipo di orientamento, obiettivi, setting;
g. chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h. eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
I candidati sono invitati a rispondere a tutti i punti e ad indicare la lettera di risposta per ciascun punto mantendendo l'ordine dato.
vado a leggerlo poi vi dico che ne penso
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
per kegi:
per i dubbi sul caso v.o. io l ho svolto cosi....non so, dimmi te cosa pensi. ormai mi sono esercitata..... gli altri facciamoli con brevi accenni sulla diagnosi, test e trattamenti e STOP giusto????
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
Federicoh a 30 anni. Da poco tempo si è trasferitoa vivere da solo, dopo averec onseguitob rillantementela
laureai n Economia.L a sua famiglia di origine è compostad a padre (commercialista) e madre (insegnantedi letterec lassichea d un liceo). Suo fratello Francop iu piccolo di 3 anni vive a Zwigo dove studia alla scuola di interpreti.
Federico ha sempre praticato sport (gioca a calcio e per questo si allena 3 volte alla settimana). Non ha una storia affettiva che potrebbe definirsi 'seria' ma non si lamenta della sue conquiste. Non si sente ancora pronto a fare questo passo.
Si presenta al primo colloquio molto curato nell'aspetto e sfoggia un linguaggio forbito. Parlare con lui risultad ecisamentpei acevole.
Dichiara di presentarsai questo incontro spontaneamentela: sua famiglia non sa che si è rivolto ad uno psicologo e per il momento la cosa deve rimanere così.
Da un po' di tempo, più precisamented a quando si e trasferito nella nuova casa da solo, le cose sono cambiate.S i sentei nquieto,g li mancal a suaf amiglia. Ha diffrcoltà a fare le cosed i tutti i giomi, non riesce a stare serua tv o radio accesa. Se in casa c'è silenzio gli prende la smania e deve uscire: fa un giro con ia macchina o con la moto, si stanca così da tomare a casa e mettersi a dormire.
Anche sul lavoro le coses ono cambiate:s i rendec onto di non esserep iù sicuro delle decisionic he prende, attribuisceq uestoa lla stanchezzac hes entes pessofi n dalla mattina.
Temed i non farcela,m a non vuole assolutamentteo rnarea vivere con i suoi: sarebbeu na sconfittac he non potrebbes opportareT. uttavia sented i star perdendoi l controllo su quello che prima riusciva a fare e che adessog li costam olta fatica.
IL CANDIDATOIL LUSTRIC OME INTENDEA PPROFONDIRLEA CONOSCENZADECL ASOA VENDOC URA
DI INDICAREIL MODELLOT EORICOC HEI NTENDEU TILIZZAREE GLI STRUMENTPI SICODIAGNOSTICI
DI CUI SI AVVARREBBEA L FINE DI ADDIVEIYIREA D UNA DIAGNOSIS. ULAB ASED I TALE DIAGNOSI
INDICHI INFINE LE LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPORTUNE PER UN
TRATTAMENTO.
Si presenta dallo psicologo un giovane uomo, federico di 30 anni. Dall analisi del testo emerge un primissimo dato molto importante, ovvero che il ragazzo si presentato alla consulenza spontaneamente, e che i genitori nemmeno lo sanno! Dall analisi della domanda si evince che la richiesta di una consulenza È dovuta ad uno momentaneo stato di disagio e sofferenza che sembra compromettere fortemente la sua vita abituale e per il quale motivo evidentemente cerca aiuto e consiglio. Pertanto f. dovrebbe avere un atteggiamento alquanto collaborativo al fine di istaurare un buon rapporto di fiducia e collaborazione con il terapeuta, finalizzato in primis alla conoscenza ma non per ultimo alla “diagnosi” ed eventuale invio ad uno psicoterapeuta. Cio nonostante sembra indispensabile indagare in maniera approfondita le aspettative, i bisogni e le reali motivazioni che hanno spinto F. a chiedere una consulenza per dare al clinico l occasione di valutare se le sue aspettative possano essere realizzate o meno.
Dall primo incontro emerge che da un po' di tempo le cose per F. sono molto cambiate. L esordio della sua sintomatologia sembra coincidere con un evento molto importante per lui, ovvero quando si è trasferito nella nuova casa da solo. Da quel momento riferisce di sentirsi inquieto, li manca la sua famiglia, ha delle difficoltÀ a fare le cose di tutti giorni e non riesce a stare a casa senza tv o radio accese, perche se ce silenzio deve uscire per forza a sfogarsi con la moto o l auromobile. Anche sul lavoro le cose sembrano cambiate: non È piu sicuro delle proprie decisioni, è stanco sin dall mattino e teme di non farcela. Ritornare a vivere dai suoi per alleviare il disagio non li sembra essere una buona soluzione perche sarebbe per lui una sconfitta che difficilmente riuscirebbe a sopportare. Quello che prima riusciva a fare ora li costa molta fatica.
Per le finalitÀ diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text revision (DSM-IV TR) che utilizza un approccio descrittivo, categoriale e ateorico dei disturbi mentali, medianto un sistema di classificazione multi assiale. Dai dati emersi dall collqui non ci È possibile formulare un ipotesi diagnostica univoca, e pertanto vi sarebbe il bisogno di approfondire i numerosi spunti di riflessione che emergono al primo colloquio mediante ulteriori accertamenti. La sintomatologia riferita da F. e li aspetti direttamente osservati dal clinico indirizzano la diagnosi verso due possibili disturbi mentali dell asse I, ovvero un disturbo dell adattamento oppure un disturbo dell umore di tipo unipolare.
La nostra prima ipotesi diagnostica potrebbe dunque riguardare un disturbo dell adattamento, ma si tratta solo di ipotesi suscettibili di falsificazione mediante successivi approfondimenti. I criteri diagnostici per tale disturbo indicati nel manuale sopra nominato pertanto sono: un alterazione emotiva e comportamentale che insorge come conseguenza ad uno o piu fattori stressanti. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Non si tratta di una diretta conseguenza fisiologica da uso di sostanze o di una condizione medica generale. I sintomi non soddisfanno i criteri per nessun altro disturbo mentale dell asse I. I sintomi si esauriscono entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante scatenate. Dunque, la sintomatologia riferita da F. sembra in parte soddisfare tali criteri anche se dal testo risultanto mancanti molti dati utili per un inquadramento diagnostico piu preciso che sarebbe dunque interessante ed importante approfondire in un successivo momento. In effetti f. presenta un comportamento ed un emotività alterata rispetto a quello che erano i suoi pattern comportamentali ed il suo abituale tono dell umore (si sente inquieto, non riesce a stare da solo, deve uscire per forza a sfogarsi con la moto, È affaticato, stanco, senza energie). Apparentemente l esordio della sintomatologia sembra coincidere con un evento che per lui È fortemente stressante, ovvero È andato a vivere da solo nonstante il suo legame molto stretto con i genitori. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo e anche una notevole compromissione del funzionamento lavorativo (infatti lui riferisce di stare male e di avere delle grosse difficoltà sul lavoro).
Gli approfondimenti che tale ipotesi diagnostica dunque necessiterebbe sono: veramente la sintomatologia È iniziato con l evento per cosi dire stressante scatenante oppure era presente gia prima? Bisognerebbe approfondire il livello di menomazione sociale, lavorativa e in altre aree importanti ed eventualmente l intensitÀ del disagio percepito da F. indispensabile per eventualmente confermare o confermare tale ipotesi. Possiamo realmente escludere una condizione medica generale e l uso di sostanze o farmaci? Indispensabile oltrettutto È che la sintomatologia non possa essere attribuita a nessuno altro disturbo mentale dell asse I. Indice ulteriore sarebbe il fatto che la sintomatologia si verrebbe ad estinguere entro 6 mesi nel momento in cui cessa la fonte di stress e disagio, e in tal caso i sitnomi “tipicamente depressvi”potrebbero venir meno nel momento in cui la fonte di disagio o i suoi effetti vengono meno (infatt F. potrebbe per esempio piano piano adattarsi alla nuova situazione e quindi anche le sue alterazioni dell umore potrebbero via via scomparire).
La seconda ipotesi diagnostica che tale caso suscita riguarda un disturbo dell umore dell asse I, e vista la presenza di una sintomatologia “tipicamente depressiva” potremmo dunque azzardare una diagnosi di disturbo depressivo vista l assenza di sintomi maniacali che invece indirizzerebbero la diagnosi verso un disturbo dell umore bipolare. Pertanto i sintomi riferiti da F. quale inquietezza, mancanza degli affetti, senso di inadeguatezza, indecisione, insicurezza, stanchezza ed affaticamento in ogni cosa sembrano essere dei sintomi tipicamente depressivi che pero non sembrano soddisfare i criteri ne per un disturbo depressivo maggiore ne per un disturbo distimico e pertanto si potrebbe ipotizzare un disturbo dell umore non altrimento specificato. Comunque i dati in nostro possesso non sono sufficienti per confermare o disconfermare tale ipotesi e gli aspetti che necessiterebbe approfondire il clinico al fine di formulare una diagnosi univoca potrebbero essere: circostanzedi insorgenza della sintomatologia (erano dunque presenti anche prima dell uscita di casa di F. o veramente coincidono non l evento per lui cosi traumatico?). approfondimento della sintomatologia stessa, dunque come si sente, quali emozioni e sensazioni ha, quali sintomi e che intensità hanno, la durata, la frequenza al fine di poter eescludere o invece includere fra le ipotesi diagnostiche un disturbo depressivo maggiore. Valutare la presenza di una sintomatologia maniacale, al fine di poter escluder o meno un disturbo bipolare di tipo I o II. Livello di disagio (clinicamente significativo o meno) o il grado di menomazione del funzionamento globale che la sintomatologia comporta. Accertamenti medici e clinici mediante esame fisico e di laboratorio (p.e. screening delle urine) se possiamo effettivamente escludere una condizione medica generale o uso da sostanze/farmaci. Infine È indispensabile per eventualmente confermare suddetta ipotesi diagnostica escludere altri disturbi mentali dell asse I che potrebbero giustificare una simile sintomatologia.
A tal fine si potrebbero proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato, e avendo accuratamento fatto un analisi della domanda, e se il clinico è stato capace di istaurare una buon alleanza terapeutica, nonche clima di fiducia non vi sono fattori che potrebbero indicare l impossibilitÀ di tale obiettivo. Potrebbe esser utile al fine di raccogliere una piu ampia ed esaustiva anamnesi familiare proporre dei colloqui con i familiari (o solo genitori) al fine di avere ulteriori spunti di riflessione ed informazioni. Al fine di approfondire le conscenze di F. ed in linea con quanto affermato e l utilizzo del DSM come manuale di riferimento si potrebbe ipotizzare la somministrazione di un test di personalità MMPI-2 ci fornirebbe un valutazione globale degli aspetti piu importanti della personalitÀ nonché disordini emotivi, con particolare attenzione alla scala clinica D, e scala di contenuto Dep che permettono di valutare sintomi tipicamente depressivi, oltre a fornirci l MMPI un immagine globale ed esaustiva della personalità di F.
Qualora una delle ipotesi diagnostiche sopra riportate fosse confermata si potrebbe indirizzare F. verso un tipo di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Dall analisi della letteratura infatti emerge come tale tipo di terapia sia uno dei piu indicati in primis per trattare i disturbi dell umore (qualora l ipotesi di disturbo depressivo fosse confermata) ma risulta esser anche applicabile ai disturbi dell adattamento, e pertanto indirizzerei F. ad un terapeuta specializzato in tale apprccio.
Gli obiettivi principali di tale tipologia psicoterapeutica risultano essere: una maggiore autoconoscenza e autoconsapevolezza circa i proprio schemi mentali; tecniche di ristrutturazione cognitiva per sostituire tali credenze disfunzionali ed errate per sostituirle con quelle piu funzionali; maggior controllo delle proprie emozioni e la loro espressione nonche degli aspetti comportamentali; aumento dei comportamenti funzionali e addattivi e diminuzione di quelli disfunzionali e disadattavi; insegnamento di tecniche di gestione dello stress, stili di coping e problem solving per fronteggiare al meglio gli eventi stressanti e non. Per queste peculiarità un approccio di tale genere potrebbe contribuire in tempi brevi ad alleviare la sofferenza e la sintomatologia di F.
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
kegi7929
ESERCITAZIONE CASO 1 ........... per tutti : FARE SEMPRE RISPOSTA CITATA sennò ci perdiamo.......
P. è un uomo di 38 anni che giunge alla consultazione dello psicologo in uno stato di profonda prostrazione psicologica anche se l'aspetto fisico è abbastanza ben curato.
P. fa molta fatica ad esprimersi ed, nfatti, l colloquio inizia con un silenzi interrotto poi dallo psicologo che gli domanda se desidera dire qualcosa. Con fatica e un pò alla volta P. comincia a dire che si sente molto giù da quasi due mesi e che ormai non riesce ad avere alcun interesse per tutto quello che, invece fino ad ora, di fatto rappresentava la sua vita.
P. riferisce di convivere, da 10 anni, cioè da quando è nata sua figlia, con una persona carina ed intelligente con cui va abbastanza d'accordo e di essere molto attaccato alle "due donne della sua vita" anche se ora preferirebbe quasi non farsi vedere più da loro per evitare che scoprano come lui è ridotto. Il soggetto sostiene che anche nel lavoro, dice di essere un muratre che poi è diventato un piccolo imprenditore, le cose vanno molto male perchè "mi rendo conto di avere fatto degli investimenti troppo azzardati e di essermi comprato una casa forse troppo grande, insomma sono pieno di debiti e ora non so come fare a rimediare". Rispetto a come sia andata la sua vita precedentemente P. riferisce che a volte gli capita di vivere situazioni emotive molto diverse da quelle attuali e che anzi, spesso, è incredibilmente pieno di energia "proprio un vulcano di idee e infatti in quei momenti faccio tanti progetti; poi però all'improvviso tutto cambia, forse perchè la vita spess è crudele e mi manda troppe prove difficili da affrontare, per cui mi ritrovo a sentirmi impotente e sempre più triste e penso che non ce la faccio più".
Per quel che riguarda la famiglia di origine P. riferisce di avere una madre con la quale ha un pessimo rapporto e che frequenta poco e che non ha conosciuto il suo vero padre che è andato via di casa quando lui era molto piccolo.
P. sostiene di essere venuto alla consultazione perchè la sua compagna minaccia di mandarlo via di casa se non si decide a sentire il parere di un esperto ed eventualmente farsi seguire in qualche modo:"perchè, dottore, lei è cnvinta che io abbia qualcosa che non va, forse è anche un pò arrabbiata perchè ha scoperto qualche mia scappatella precedente, acqua passata però, ma poi non so se è lei quella strana, infatti già da un anno va da uno psicologo".
Sulla base dei dati forniti, il candidato indichi in maniera sintetica:
a. quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi ritenuti importanti a giustficazione dell'ipotesi fatta;
b. di quali altri dati ha bisogno per una diagnosi differenziale;
c. di quali strumenti psicodiagnostici si avvarrebbe;
d. quali indagini, consulenze specialistice o altro richiederebbe alla persona e perchè;
e. se ritiene necessario un trattamento;
f. in caso di indicazione di trattamento specificare il tipo di orientamento, obiettivi, setting;
g. chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h. eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
I candidati sono invitati a rispondere a tutti i punti e ad indicare la lettera di risposta per ciascun punto mantendendo l'ordine dato.
vado a leggerlo poi vi dico che ne penso
ipotesi diagnostica: disturbo dell umore, ovvero disturbo bipolare. ma bisogna vedere da QUANTO TEMPO si prottrae la sintomatologia e di che intensitÀ È, se durano piu di due anni allora la diagnsi potrebbe essere Disturbo ciclotimico, ma se dura meno di 2 anni allora bisogna valutare se È il tipo I oppure il tipo II... se vi sarebbero ulteriori sintomi depressivi oltre a quelli dichiarati allora il quadro attuale soddisfa i criteri per un episodio depressivo maggiore... e bisognerebbe indagare di piu i sintomi dove lui riferisce essere pieno di energia.. comunquesarebbe piu indicato il tipo I perche sembra che la sua sintomatologia maniacale È abbastanza grave e l indizio deteminante che potrebbe confermare tale ipotsi È che lui ha un eccessivo coinvolgiemto in attivitÀ ludiche anche potenzialmente pericolose (compra case ecc).
approfondimenti: circostanze di insorgenza dei sintomi, durata de sintomi, frequenza e tipologia dei sintomi, livello di menomazionone sociale e lavorativo, disagio clinicamente significativo, accertamenti clinici ed esami di laboratiorio per escluder condizioni mediche generali e uso da sostanze, presenza di altirn disturbi mentali che giustificano i sintomi; livello di consapevolezza dei sintomi, funzionalità globale (sociale, lavorativa, di coppia). dinamiche familiari, alleanze, rapporti fra coniugi..............
TEST: MMPI con le scale D, Dep, Ma
BDI per i sintomi depressivi
HCL-32 per quelli maniacali
terapia: cognitivo-comportamentale ed eventualmente in un secondo momento di sistemico familiare (oppure di coppia??? ma quello come glielo diciamo, come si formula: sistemica di coppia, esiste??????????????)
tu che dici?
ulteriori accertamenti per verificare se è un tipo I oppure II anche se dall analisi del teso sembrerebbe di tipo I ovv
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ESERCITAZIONE 1:
Si presenta al colloquio con lo psicologo Alberto, un giovane di 21 anni; riferisce di accusare da due anni: disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
Inoltre, da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
voglia di essere attivo. Afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ESERCITAZIONE 2:
B è una vedova di 36 aa inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 aa alla quale deve pensare ormai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da qdo ha perso il marito, è diventata inappetetnte, si sveglia alle 3 di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi . tende a isolarsi , rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre , anch’essa vedova , ma questo no n pare esserle d’aiuto. Si sente, infatti, dopo tali visite ancora più scoraggiata e sola . la donna asserisce che, da qdo il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi . si chiede se anche la figlia bisogno dello psicologo.
B. non si sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
kegi7929
Allora parlando al telefono con Sara siamo giunte a questa conclusione:
NON CITARE MAI LA FRASE TERAPIA SUPPORTIVA- ESPRESSIVA O COMUNQUE LE PAROLE SUPPORTIVA E ESPRESSIVA xkè furono MOTIVO DI BOCCIATURA nel 2009.......l'ABC venne criticato.......... FIGURATI!!!!!!!!
quindi tutto quello che ho scritto nella tua SCALETTA NON VA BENE!!!!!!! è DA CANCELLARE...........
Noi per la PERSONALITà ABBIAMO DECISO DI scrivere:
In linea generale può essere utilizzato un trattamento psicoterapeutico inizialmente individuale ad orientamento psicodinamico.
+ obiettivi...........
STOP! IO PER LA PERSONALITà FARò COSì E IMPARERò QUESTO! anche perchè la cognitivo-comportamentale abbiamo appurato che non va in tutti i disturbi di personalità invece la psicodinamica si...........
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QUESTO SECONDO NOI! QUINDI FIDATEVI IL GIUSTO!
PS: tutto il mio sonno perso per il supportivo/espressivo non è servito a un tubo!
Scusate ragazze....
ma io proprio non capisco...la TERAPIA SUPPORTIVA-ESPRESSIVA è nel Gabbard, che ci viene dato da loro da studiare...ma a parte questo, posso essere d'accordo nel non citare la terapia espressiva, che è propria della psicodinamica, ma LA TERAPIA SUPPORTIVA è l'unica terapia che può fare uno psicologo abilitato!!quindi come potrebbero contestarla?? Trovo più rischioso indicare le varie psicoterapie cognitive-comportamentali o altre...visto che significa inviare il pz dallo psicoterapeuta...non vi sembra?????
E comunque le notizie che ci giungono da varie fonti sono discordanti su questa prova...a me hanno detto di non mettere assolutamente tecniche psicoterapeutiche, sennò bocciano...boh, non so più che pensare, BISOGNEREBBE CHE CI ILLUMINASSE QUALCUNO CHE MAGARI HA PASSATO L'EDS ALL'ULTIMA SESSIONE E CI DICESSE CHE INDICAZIONI TERAPEUTICHE HA MESSO....
aiuto.....:sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbon k::sbonk::sbonk:
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
Citazione:
Originalmente inviato da
alexsugar
ipotesi diagnostica: disturbo dell umore, ovvero disturbo bipolare. ma bisogna vedere da QUANTO TEMPO si prottrae la sintomatologia e di che intensitÀ È, se durano piu di due anni allora la diagnsi potrebbe essere Disturbo ciclotimico, ma se dura meno di 2 anni allora bisogna valutare se È il tipo I oppure il tipo II... se vi sarebbero ulteriori sintomi depressivi oltre a quelli dichiarati allora il quadro attuale soddisfa i criteri per un episodio depressivo maggiore... e bisognerebbe indagare di piu i sintomi dove lui riferisce essere pieno di energia.. comunquesarebbe piu indicato il tipo I perche sembra che la sua sintomatologia maniacale È abbastanza grave e l indizio deteminante che potrebbe confermare tale ipotsi È che lui ha un eccessivo coinvolgiemto in attivitÀ ludiche anche potenzialmente pericolose (compra case ecc).
approfondimenti: circostanze di insorgenza dei sintomi, durata de sintomi, frequenza e tipologia dei sintomi, livello di menomazionone sociale e lavorativo, disagio clinicamente significativo, accertamenti clinici ed esami di laboratiorio per escluder condizioni mediche generali e uso da sostanze, presenza di altirn disturbi mentali che giustificano i sintomi; livello di consapevolezza dei sintomi, funzionalità globale (sociale, lavorativa, di coppia). dinamiche familiari, alleanze, rapporti fra coniugi..............
TEST: MMPI con le scale D, Dep, Ma
BDI per i sintomi depressivi
HCL-32 per quelli maniacali
terapia: cognitivo-comportamentale ed eventualmente in un secondo momento di sistemico familiare (oppure di coppia??? ma quello come glielo diciamo, come si formula: sistemica di coppia, esiste??????????????)
tu che dici?
ulteriori accertamenti per verificare se è un tipo I oppure II anche se dall analisi del teso sembrerebbe di tipo I ovv
mi si è cancellato tutto, non sto a riscrivere..........avevo scritto come te disturbo depressivo > e disturbo bipolare I però ero incerta per il II perchè la parola all'improvviso mi faceva pensare che "poi di nuovo tutto cambia" , quindi: 4 giorni di ipomania e poi di nuovo depressione???????? pensavo a questo........ma forse è meglio rimanere sull' bip I
test: mmpi-2 scala D e contenuto DEP
trattamento : cognitivo-comportamentale
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provo quello di federico........poi torno
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Originalmente inviato da
cleopatra78
Scusate ragazze....
ma io proprio non capisco...la TERAPIA SUPPORTIVA-ESPRESSIVA è nel Gabbard, che ci viene dato da loro da studiare...ma a parte questo, posso essere d'accordo nel non citare la terapia espressiva, che è propria della psicodinamica, ma LA TERAPIA SUPPORTIVA è l'unica terapia che può fare uno psicologo abilitato!!quindi come potrebbero contestarla?? Trovo più rischioso indicare le varie psicoterapie cognitive-comportamentali o altre...visto che significa inviare il pz dallo psicoterapeuta...non vi sembra?????
E comunque le notizie che ci giungono da varie fonti sono discordanti su questa prova...a me hanno detto di non mettere assolutamente tecniche psicoterapeutiche, sennò bocciano...boh, non so più che pensare, BISOGNEREBBE CHE CI ILLUMINASSE QUALCUNO CHE MAGARI HA PASSATO L'EDS ALL'ULTIMA SESSIONE E CI DICESSE CHE INDICAZIONI TERAPEUTICHE HA MESSO....
aiuto.....:sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbon k::sbonk::sbonk:
secondo me bisogna fare attenzione a COSA CHIEDONO, se ci chiedono un intervento PSICOLOGICO È ovvio che magari indirizzare il paziente allo psicoterapeuta È fuori luogo e in quel momento non bisonga nemmeno indicare nessuna terapia visto che loro hanno chiesto un intervento PSICOLOGICO e chiedere tali cose sarebbe un controsenso no? quindi in tal caso io metterei per esempio l ascolto empatico, il counselling, il supporto (?), eventuale accompagnamento verso una successiva ipotetica psicoterapia ecc (non so molto altro, qualcuno mi aiuta?)
se invece ti chiedono un intervento PSICOTERAPEUTICO allora È ovvio che noi NON SI FARA ma si indirizzera il paziente a qualcun altro esperto nell approccio che scegliamo, giusto? e in quel momento va ovviamente precisato di QUALE ORIENTAMENTO TEORICO doverebbe essere quella terapia. mi pare che a giungo n.o. l hanno chiesto e una mia amica l hanno bocciata per non aveva indicato il tipo di terapie (era rimasta sul vago dicendo di inviare il P. ad "uno psicoterapeuta" e avevo ridotto al minimo quella parte) invece mi ha raccontato che chi ha messo per esempio ristrutturazione cognitiva ecc È passato, perche infatti se chiedono le psicoterapie uno sceglie e ci mette varie cose, no?
anche io ho sentito che la psicodinamica a firenze non va tanto.... infatti preferisco evitarla, ma nel caso in cui non si puo evitare (vedi disturbi di personalitÀ, no?) io ovviamente la mettero per forza, ma avevo pensato di indicare in quel momento anche se l intervento sara o supportivo-espressvio oppure il contrario. POI mi È giunta notizia di kegi e ora devo vedere un po che fare...........
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
cleopatra78
Scusate ragazze....
ma io proprio non capisco...la TERAPIA SUPPORTIVA-ESPRESSIVA è nel Gabbard, che ci viene dato da loro da studiare...ma a parte questo, posso essere d'accordo nel non citare la terapia espressiva, che è propria della psicodinamica, ma LA TERAPIA SUPPORTIVA è l'unica terapia che può fare uno psicologo abilitato!!quindi come potrebbero contestarla?? Trovo più rischioso indicare le varie psicoterapie cognitive-comportamentali o altre...visto che significa inviare il pz dallo psicoterapeuta...non vi sembra?????
E comunque le notizie che ci giungono da varie fonti sono discordanti su questa prova...a me hanno detto di non mettere assolutamente tecniche psicoterapeutiche, sennò bocciano...boh, non so più che pensare, BISOGNEREBBE CHE CI ILLUMINASSE QUALCUNO CHE MAGARI HA PASSATO L'EDS ALL'ULTIMA SESSIONE E CI DICESSE CHE INDICAZIONI TERAPEUTICHE HA MESSO....
aiuto.....:sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbon k::sbonk::sbonk:
secondo me bisogna fare attenzione a COSA CHIEDONO, se ci chiedono un intervento PSICOLOGICO È ovvio che magari indirizzare il paziente allo psicoterapeuta È fuori luogo e in quel momento non bisonga nemmeno indicare nessuna terapia visto che loro hanno chiesto un intervento PSICOLOGICO e chiedere tali cose sarebbe un controsenso no? quindi in tal caso io metterei per esempio l ascolto empatico, il counselling, il supporto (?), eventuale accompagnamento verso una successiva ipotetica psicoterapia ecc (non so molto altro, qualcuno mi aiuta?)
se invece ti chiedono un intervento PSICOTERAPEUTICO allora È ovvio che noi NON SI FARA ma si indirizzera il paziente a qualcun altro esperto nell approccio che scegliamo, giusto? e in quel momento va ovviamente precisato di QUALE ORIENTAMENTO TEORICO doverebbe essere quella terapia. mi pare che a giungo n.o. l hanno chiesto e una mia amica l hanno bocciata per non aveva indicato il tipo di terapie (era rimasta sul vago dicendo di inviare il P. ad "uno psicoterapeuta" e avevo ridotto al minimo quella parte) invece mi ha raccontato che chi ha messo per esempio ristrutturazione cognitiva ecc È passato, perche infatti se chiedono le psicoterapie uno sceglie e ci mette varie cose, no?
anche io ho sentito che la psicodinamica a firenze non va tanto.... infatti preferisco evitarla, ma nel caso in cui non si puo evitare (vedi disturbi di personalitÀ, no?) io ovviamente la mettero per forza, ma avevo pensato di indicare in quel momento anche se l intervento sara o supportivo-espressvio oppure il contrario. POI mi È giunta notizia di kegi e ora devo vedere un po che fare...........
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Originalmente inviato da
kegi7929
mi si è cancellato tutto, non sto a riscrivere..........avevo scritto come te disturbo depressivo > e disturbo bipolare I però ero incerta per il II perchè la parola all'improvviso mi faceva pensare che "poi di nuovo tutto cambia" , quindi: 4 giorni di ipomania e poi di nuovo depressione???????? pensavo a questo........ma forse è meglio rimanere sull' bip I
test: mmpi-2 scala D e contenuto DEP
SCID -I modulo A e D
trattamento : cognitivo-comportamentale
ok perfetto allora va bene....... comunque secondo me il criterio determinante È che nel tipo I ce una grave compromissione del funzionamento (infatti in questo caso) mentre nel tipo II non ce....
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
KEGI: purtroppo devo cedere il pc a mio fratello...... metti i tuoi post anche sugli altri due casi che ho messo e domani ti metto io miei commenti ok? ci esercitiamo magari domani unpo di piu ok? bacio e buona notte ragazze
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Originalmente inviato da
alexsugar
Federicoh a 30 anni. Da poco tempo si è trasferitoa vivere da solo, dopo averec onseguitob rillantementela
laureai n Economia.L a sua famiglia di origine è compostad a padre (commercialista) e madre (insegnantedi letterec lassichea d un liceo). Suo fratello Francop iu piccolo di 3 anni vive a Zwigo dove studia alla scuola di interpreti.
Federico ha sempre praticato sport (gioca a calcio e per questo si allena 3 volte alla settimana). Non ha una storia affettiva che potrebbe definirsi 'seria' ma non si lamenta della sue conquiste. Non si sente ancora pronto a fare questo passo.
Si presenta al primo colloquio molto curato nell'aspetto e sfoggia un linguaggio forbito. Parlare con lui risultad ecisamentpei acevole.
Dichiara di presentarsai questo incontro spontaneamentela: sua famiglia non sa che si è rivolto ad uno psicologo e per il momento la cosa deve rimanere così.
Da un po' di tempo, più precisamented a quando si e trasferito nella nuova casa da solo, le cose sono cambiate.S i sentei nquieto,g li mancal a suaf amiglia. Ha diffrcoltà a fare le cosed i tutti i giomi, non riesce a stare serua tv o radio accesa. Se in casa c'è silenzio gli prende la smania e deve uscire: fa un giro con ia macchina o con la moto, si stanca così da tomare a casa e mettersi a dormire.
Anche sul lavoro le coses ono cambiate:s i rendec onto di non esserep iù sicuro delle decisionic he prende, attribuisceq uestoa lla stanchezzac hes entes pessofi n dalla mattina.
Temed i non farcela,m a non vuole assolutamentteo rnarea vivere con i suoi: sarebbeu na sconfittac he non potrebbes opportareT. uttavia sented i star perdendoi l controllo su quello che prima riusciva a fare e che adessog li costam olta fatica.
IL CANDIDATOIL LUSTRIC OME INTENDEA PPROFONDIRLEA CONOSCENZADECL ASOA VENDOC URA
DI INDICAREIL MODELLOT EORICOC HEI NTENDEU TILIZZAREE GLI STRUMENTPI SICODIAGNOSTICI
DI CUI SI AVVARREBBEA L FINE DI ADDIVEIYIREA D UNA DIAGNOSIS. ULAB ASED I TALE DIAGNOSI
INDICHI INFINE LE LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPORTUNE PER UN
TRATTAMENTO.
Si presenta dallo psicologo un giovane uomo, federico di 30 anni. Dall analisi del testo emerge un primissimo dato molto importante, ovvero che il ragazzo si presentato alla consulenza spontaneamente, e che i genitori nemmeno lo sanno! Dall analisi della domanda si evince che la richiesta di una consulenza È dovuta ad uno momentaneo stato di disagio e sofferenza che sembra compromettere fortemente la sua vita abituale e per il quale motivo evidentemente cerca aiuto e consiglio. Pertanto f. dovrebbe avere un atteggiamento alquanto collaborativo al fine di istaurare un buon rapporto di fiducia e collaborazione con il terapeuta, finalizzato in primis alla conoscenza ma non per ultimo alla “diagnosi” ed eventuale invio ad uno psicoterapeuta. Cio nonostante sembra indispensabile indagare in maniera approfondita le aspettative, i bisogni e le reali motivazioni che hanno spinto F. a chiedere una consulenza per dare al clinico l occasione di valutare se le sue aspettative possano essere realizzate o meno.
Dall primo incontro emerge che da un po' di tempo le cose per F. sono molto cambiate. L esordio della sua sintomatologia sembra coincidere con un evento molto importante per lui, ovvero quando si è trasferito nella nuova casa da solo. Da quel momento riferisce di sentirsi inquieto, li manca la sua famiglia, ha delle difficoltÀ a fare le cose di tutti giorni e non riesce a stare a casa senza tv o radio accese, perche se ce silenzio deve uscire per forza a sfogarsi con la moto o l auromobile. Anche sul lavoro le cose sembrano cambiate: non È piu sicuro delle proprie decisioni, è stanco sin dall mattino e teme di non farcela. Ritornare a vivere dai suoi per alleviare il disagio non li sembra essere una buona soluzione perche sarebbe per lui una sconfitta che difficilmente riuscirebbe a sopportare. Quello che prima riusciva a fare ora li costa molta fatica.
Per le finalitÀ diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text revision (DSM-IV TR) che utilizza un approccio descrittivo, categoriale e ateorico dei disturbi mentali, medianto un sistema di classificazione multi assiale. Dai dati emersi dall collqui non ci È possibile formulare un ipotesi diagnostica univoca, e pertanto vi sarebbe il bisogno di approfondire i numerosi spunti di riflessione che emergono al primo colloquio mediante ulteriori accertamenti. La sintomatologia riferita da F. e li aspetti direttamente osservati dal clinico indirizzano la diagnosi verso due possibili disturbi mentali dell asse I, ovvero un disturbo dell adattamento oppure un disturbo dell umore di tipo unipolare.
La nostra prima ipotesi diagnostica potrebbe dunque riguardare un disturbo dell adattamento, ma si tratta solo di ipotesi suscettibili di falsificazione mediante successivi approfondimenti. I criteri diagnostici per tale disturbo indicati nel manuale sopra nominato pertanto sono: un alterazione emotiva e comportamentale che insorge come conseguenza ad uno o piu fattori stressanti. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Non si tratta di una diretta conseguenza fisiologica da uso di sostanze o di una condizione medica generale. I sintomi non soddisfanno i criteri per nessun altro disturbo mentale dell asse I. I sintomi si esauriscono entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante scatenate. Dunque, la sintomatologia riferita da F. sembra in parte soddisfare tali criteri anche se dal testo risultanto mancanti molti dati utili per un inquadramento diagnostico piu preciso che sarebbe dunque interessante ed importante approfondire in un successivo momento. In effetti f. presenta un comportamento ed un emotività alterata rispetto a quello che erano i suoi pattern comportamentali ed il suo abituale tono dell umore (si sente inquieto, non riesce a stare da solo, deve uscire per forza a sfogarsi con la moto, È affaticato, stanco, senza energie). Apparentemente l esordio della sintomatologia sembra coincidere con un evento che per lui È fortemente stressante, ovvero È andato a vivere da solo nonstante il suo legame molto stretto con i genitori. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo e anche una notevole compromissione del funzionamento lavorativo (infatti lui riferisce di stare male e di avere delle grosse difficoltà sul lavoro).
Gli approfondimenti che tale ipotesi diagnostica dunque necessiterebbe sono: veramente la sintomatologia È iniziato con l evento per cosi dire stressante scatenante oppure era presente gia prima? Bisognerebbe approfondire il livello di menomazione sociale, lavorativa e in altre aree importanti ed eventualmente l intensitÀ del disagio percepito da F. indispensabile per eventualmente confermare o confermare tale ipotesi. Possiamo realmente escludere una condizione medica generale e l uso di sostanze o farmaci? Indispensabile oltrettutto È che la sintomatologia non possa essere attribuita a nessuno altro disturbo mentale dell asse I. Indice ulteriore sarebbe il fatto che la sintomatologia si verrebbe ad estinguere entro 6 mesi nel momento in cui cessa la fonte di stress e disagio, e in tal caso i sitnomi “tipicamente depressvi”potrebbero venir meno nel momento in cui la fonte di disagio o i suoi effetti vengono meno (infatt F. potrebbe per esempio piano piano adattarsi alla nuova situazione e quindi anche le sue alterazioni dell umore potrebbero via via scomparire).
La seconda ipotesi diagnostica che tale caso suscita riguarda un disturbo dell umore dell asse I, e vista la presenza di una sintomatologia “tipicamente depressiva” potremmo dunque azzardare una diagnosi di disturbo depressivo vista l assenza di sintomi maniacali che invece indirizzerebbero la diagnosi verso un disturbo dell umore bipolare. Pertanto i sintomi riferiti da F. quale inquietezza, mancanza degli affetti, senso di inadeguatezza, indecisione, insicurezza, stanchezza ed affaticamento in ogni cosa sembrano essere dei sintomi tipicamente depressivi che pero non sembrano soddisfare i criteri ne per un disturbo depressivo maggiore ne per un disturbo distimico e pertanto si potrebbe ipotizzare un disturbo dell umore non altrimento specificato. Comunque i dati in nostro possesso non sono sufficienti per confermare o disconfermare tale ipotesi e gli aspetti che necessiterebbe approfondire il clinico al fine di formulare una diagnosi univoca potrebbero essere: circostanzedi insorgenza della sintomatologia (erano dunque presenti anche prima dell uscita di casa di F. o veramente coincidono non l evento per lui cosi traumatico?). approfondimento della sintomatologia stessa, dunque come si sente, quali emozioni e sensazioni ha, quali sintomi e che intensità hanno, la durata, la frequenza al fine di poter eescludere o invece includere fra le ipotesi diagnostiche un disturbo depressivo maggiore. Valutare la presenza di una sintomatologia maniacale, al fine di poter escluder o meno un disturbo bipolare di tipo I o II. Livello di disagio (clinicamente significativo o meno) o il grado di menomazione del funzionamento globale che la sintomatologia comporta. Accertamenti medici e clinici mediante esame fisico e di laboratorio (p.e. screening delle urine) se possiamo effettivamente escludere una condizione medica generale o uso da sostanze/farmaci. Infine È indispensabile per eventualmente confermare suddetta ipotesi diagnostica escludere altri disturbi mentali dell asse I che potrebbero giustificare una simile sintomatologia.
A tal fine si potrebbero proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato, e avendo accuratamento fatto un analisi della domanda, e se il clinico è stato capace di istaurare una buon alleanza terapeutica, nonche clima di fiducia non vi sono fattori che potrebbero indicare l impossibilitÀ di tale obiettivo. Potrebbe esser utile al fine di raccogliere una piu ampia ed esaustiva anamnesi familiare proporre dei colloqui con i familiari (o solo genitori) al fine di avere ulteriori spunti di riflessione ed informazioni. Al fine di approfondire le conscenze di F. ed in linea con quanto affermato e l utilizzo del DSM come manuale di riferimento si potrebbe ipotizzare la somministrazione di un test di personalità MMPI-2 ci fornirebbe un valutazione globale degli aspetti piu importanti della personalitÀ nonché disordini emotivi, con particolare attenzione alla scala clinica D, e scala di contenuto Dep che permettono di valutare sintomi tipicamente depressivi, oltre a fornirci l MMPI un immagine globale ed esaustiva della personalità di F.
Qualora una delle ipotesi diagnostiche sopra riportate fosse confermata si potrebbe indirizzare F. verso un tipo di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Dall analisi della letteratura infatti emerge come tale tipo di terapia sia uno dei piu indicati in primis per trattare i disturbi dell umore (qualora l ipotesi di disturbo depressivo fosse confermata) ma risulta esser anche applicabile ai disturbi dell adattamento, e pertanto indirizzerei F. ad un terapeuta specializzato in tale apprccio.
Gli obiettivi principali di tale tipologia psicoterapeutica risultano essere: una maggiore autoconoscenza e autoconsapevolezza circa i proprio schemi mentali; tecniche di ristrutturazione cognitiva per sostituire tali credenze disfunzionali ed errate per sostituirle con quelle piu funzionali; maggior controllo delle proprie emozioni e la loro espressione nonche degli aspetti comportamentali; aumento dei comportamenti funzionali e addattivi e diminuzione di quelli disfunzionali e disadattavi; insegnamento di tecniche di gestione dello stress, stili di coping e problem solving per fronteggiare al meglio gli eventi stressanti e non. Per queste peculiarità un approccio di tale genere potrebbe contribuire in tempi brevi ad alleviare la sofferenza e la sintomatologia di F.
trovo ottimo quello che hai scritto...........
però propongo anche questo:
F di presenta lamentando sintomi depressivi, però si potrebbe pensare anche a Disturbo D'ansia con Agorafobia ( gli prende la smania e deve uscire) o a un disturbo dell'adattamento (stress causato dall'essere andato via da casa e condotte alterate del comportamento e dell'umore)
quello che voglio dire è che uno psicologo dovrebbe essere in grado di capire se ciò che lamenta il paziente corrisponde o no al reale problema che presenta quindi calcolando che si presenta ben curato e con linguaggio forbito dubito che si senta davvero depresso.......
CHE NE DITE???????????
quindi proporrei Ansia con agorafobia e disturbo adattamento da verificare con approfondimenti........
in questi casi complessi si può inizialmente utilizzare lo SCID- I che oltre ad un'accurata analisi della storia personale del paziente (dati che qui sono veramente pochi valuta attraverso il modulo D e A la depressione (A episodi di depressione) e la F per l'ansia, tanto per far subito un chiarimento e dopo anche un test per la personalità come l' MMPI- 2 (con scala per ansia e depressione in questo caso non lo scriverei visto che ho fatto l'altro)
CHE DITE?
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Originalmente inviato da
alexsugar
ESERCITAZIONE 1:
Si presenta al colloquio con lo psicologo Alberto, un giovane di 21 anni; riferisce di accusare da due anni: disturbi somatici di vario tipo, quali nausea e vomito, vertigini, palpitazioni cardiache; tale
sintomatologia si presenta soprattutto prima di andare a scuola;
sensazioni di inadeguatezza e inferiorità rispetto ai compagni di scuola e agli amici in generale.
Inoltre, da alcuni mesi accusa fiacchezza, facile affaticabilità, inappetenza, disturbi di sonno, umore depresso, poca
voglia di essere attivo. Afferma di avvertire sempre più il desiderio di legarsi alla madre e di chiederne
la presenza quando è a casa, affermando di avere paura di impazzire o di morire se si trova solo.
io qui ci vedo: disturbi dell'asse I: disturbo dell'umore e disturbo d'ansia
magari si potrebbe dire Attacchi di Panico con agorafobia.......e disturbo depressivo maggiore
non so che dire per quanto riguarda la fobia sociale............che ne pensate?
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
il secondo caso lo faccio domani ora chiudo..............notte
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Citazione:
Originalmente inviato da
cleopatra78
E comunque le notizie che ci giungono da varie fonti sono discordanti su questa prova...a me hanno detto di non mettere assolutamente tecniche psicoterapeutiche, sennò bocciano...boh, non so più che pensare, BISOGNEREBBE CHE CI ILLUMINASSE QUALCUNO CHE MAGARI HA PASSATO L'EDS ALL'ULTIMA SESSIONE E CI DICESSE CHE INDICAZIONI TERAPEUTICHE HA MESSO....
aiuto.....:sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbonk::sbon k::sbonk::sbonk:
Ciao, io ho superato l'EDS la scorsa sessione... Posso dirti che io, nel caso clinico, non ho specificato alcun indirizzo psicoterapeutico. Anche perchè loro chiedono come interverremmo noi - in quanto psicologi . Quindi, attenti a non sconfinare!
L'unica cosa che ho messo, ovviamente, è che "qualora venisse riscontrata la necessità di un intervento psicoterapeutico, si procederà all'invio ad un professionista competente".
A loro va bene così!
Poi non so dirti se il citare il tipo di intervento abbia comportato una bocciatura... Ma io penso questo: chi ve lo fa fare? Non gliene importa nulla :)
IN BOCCA AL LUPO!!!
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
kegi7929
trovo ottimo quello che hai scritto...........
però propongo anche questo:
F di presenta lamentando sintomi depressivi, però si potrebbe pensare anche a Disturbo D'ansia con Agorafobia ( gli prende la smania e deve uscire) o a un disturbo dell'adattamento (stress causato dall'essere andato via da casa e condotte alterate del comportamento e dell'umore)
quello che voglio dire è che uno psicologo dovrebbe essere in grado di capire se ciò che lamenta il paziente corrisponde o no al reale problema che presenta quindi calcolando che si presenta ben curato e con linguaggio forbito dubito che si senta davvero depresso.......
CHE NE DITE???????????
quindi proporrei Ansia con agorafobia e disturbo adattamento da verificare con approfondimenti........
in questi casi complessi si può inizialmente utilizzare lo SCID- I che oltre ad un'accurata analisi della storia personale del paziente (dati che qui sono veramente pochi valuta attraverso il modulo D e A la depressione (A episodi di depressione) e la F per l'ansia, tanto per far subito un chiarimento e dopo anche un test per la personalità come l' MMPI- 2 (con scala per ansia e depressione in questo caso non lo scriverei visto che ho fatto l'altro)
CHE DITE?
ciao bella!
allora, ho ripensato a quello che ci siamo dette ieri riguardo al caso di federico... e ti voglio dire questo: a me sin dall inizio NON TORNAVA l ipotesi di un disturbo d ansia. È vero che lo psicologo dovrebbe andare oltre cio che dice il paziente ma qui secondo me oltre a fare un ipotesi di disturbo d adattamento (e ci sono veramente tanti elementi che te lo confermano) secondo me si puo azzardare soltanto un altra ipotesi, dando peso ai sintomi depressivi e prendendo in considerazione un ev disturbo dell umore.
per ritornare alla tua ipotesi dell ansia, non ti voglio far venire ulteriori dubbi e magari aspettiamo che qualcuno ci dia un aiuto a risolvere sto caso, ma il mio raggionamento È questo: ci sono veramente POCHISSIMI elementi che indicano un ev disturbo d ansia, ma lasciando da parte cio e tenendoli in considerazione in qualche modo bisogno assegnare i sintomi ansiosi presenti ad un distubo no? perche non tutte le manifestazioni d ansia sono necessariamente patologiche e di per se segnale di un disturbo mentale. Dunque, lui lamenta soltanto che non riesce a stare solo in casa e deve uscire a fare un giro in macchina..... e da questo si deduce come dicevi te un agorafobia giusto? di per se È vero che È un sintomo agorafobico, pero ricordati questo che l agorafobia NON E UN DISTURBO CLASSIFICABILE SULL ASSE I e quindi la si puo diagnosticare solo in associazione ad un altro disturbo come ad esempio il disturbo di panico. pra qui pero dove li vediamo sintomi di un attacco di panico???? NON CE NE SONO NEMMENO UNO, quindi niente disturbo di panico, niente agorafobia perche l uno va a pari passo con l altro. quindi che ipotesi di disturbo da ansia rimane? nessuna.... non ci sono elementi ne per un disturbo di panico con agorafobia, ne fobia specifica, ne fobia sociale, ne doc, ne disturbo post traumatico da stress, ne ansia generalizzata..... e allora non È rimasto nulla fra i disturbo d ansia.....
capisci cosa voglio dire??? fare un ipotesi diagnostica vera e proprio quando il sintomo È uno solo e di per se non corrisponde ad un disturbo classificabil `everamente rischioso.... anche perche a sto punto rischi di lasciare da parte altri disturbi che invece sono molto piu probabili e adatti a tale caso.
magari puoi dire che ci sono sitomi ansiosi che vanno comunque monitorati e indagata l eventuale presenza di ulteriori sintomi, ma questo io personalmente lo metterei fra gli approfondimenti e cosi li fai capire che sei riuscita a cogliere tutti gli elementi, pero non ti sei lasciata fuorviare nella diagnosi...................
scusa, io la penso così.... te lo volevo solo dire, magari alla fine sei d accordo con me?! gli altri che dicono'?????????????????
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Originalmente inviato da
lisa11482
Ciao, io ho superato l'EDS la scorsa sessione... Posso dirti che io, nel caso clinico, non ho specificato alcun indirizzo psicoterapeutico. Anche perchè loro chiedono come interverremmo noi - in quanto psicologi . Quindi, attenti a non sconfinare!
L'unica cosa che ho messo, ovviamente, è che "qualora venisse riscontrata la necessità di un intervento psicoterapeutico, si procederà all'invio ad un professionista competente".
A loro va bene così!
Poi non so dirti se il citare il tipo di intervento abbia comportato una bocciatura... Ma io penso questo: chi ve lo fa fare? Non gliene importa nulla :)
IN BOCCA AL LUPO!!!
ciao!
si bisogna vedere cosa chiedono infatti....... le terapie ad indirizzo specifico si mettono qualora viene chiesto, altrimenti si evita e si fa un intervento psicologico giusto?
scusa, mi sapresti aiutare nell elencare un insieme di interventi che puo fare lo PSICOLOGO....cosi nel caso in cui lo dovessero chiedere............
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
kegi7929
io qui ci vedo: disturbi dell'asse I: disturbo dell'umore e disturbo d'ansia
magari si potrebbe dire Attacchi di Panico con agorafobia.......e disturbo depressivo maggiore
non so che dire per quanto riguarda la fobia sociale............che ne pensate?
per i sintomi come palpitazioni ecc io metterei disturbo d ansia, piu nello specifico fobia sociale (sensazini di inadeguatezza ed inferioritÀ) perche i sintomi tipici dell attacco di panico si presentano qui come conseguenza al fatto che deve andare a scuola e sono quindi prevedibili, percio niente disturbo di panico dove gli attacci sono imprevedibili e non si limitano ad uno situazione specifica............. io penso.
i sintomi depressivi indicano un disturbo dell umore depressivo maggiore, che sembra pero svilupparsi come conseguenza ad un disturbo d ansia (da pochi mesi) e quindi non so se fare subito la diagnosi aggiuntiva di disturbo dell umore oppure metterla fra gli approfondimenti per vedere se con il trattare il disturbo d ansia eventualmente scomparirebbe anche la sintomatologia depressiva................. ????????????
per quanto riguarda gli ultimi sintomi della paura di impazzire o di morire sembrano tipici di un attacco di panico.................. non so.................... meglio che vado ad approfondire i disturbi d ansia, piu tardi ci sentiamo e ne parliamo ok? cosi ora non so piu che pensare.....
ragazze, voi che ne dite???????????
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alexsugar
scusa, mi sapresti aiutare nell elencare un insieme di interventi che puo fare lo PSICOLOGO....cosi nel caso in cui lo dovessero chiedere............
Sì, allora lo psicologo in generale si occupa di questi ambiti:
- prevenzione
- diagnosi
- abilitazione / riabilitazione
- sostegno
applicandolo ad un ipotetico caso clinico, lo psicologo può svolgere diversi ruoli (dando per scontato che abbia fatto la diagnosi ecc):
- nel caso di un soggetto portatore di handicap, può stilare il PEI e interagire con le diverse figure (neuropsichiatra, insegnanti, assistenti sociali, ...)
- sempre con l'handicap, può lavorare per RIABILITARE il soggetto quindi ponendosi obiettivi educativi e lavorandoci sopra. Questo lo può fare anche con bambini e ragazzi (anche adulti) con problemi comportamentali. L'importante è che si focalizzi sulla RIABILITAZIONE di certi comportamenti e non sulla CURA degli stessi.
- Svolge poi una funzione di supervisione e raccordo per es tra famiglia, scuola, servizi,...
In pratica, lo psicologo non psicoterapeuta prende in carico la persona in toto, effettua il processo diagnostico in accordo con le altre figure, stila un piano di intervento, lo supervisiona, può svolgere colloqui di sostegno col soggetto in itinere, può pensare percorsi di riabilitazione per disabili, può effettuare colloqui di sostegno con i familiari qualora sia necessario. Infine, se si accorge che il paziente ha bisogno di un intervento psicoterapeutico o psichiatrico, lo invia al professionista competente.
Spero di esserti stata d'aiuto! .. :) Io vengo da sviluppo, quindi tutto quello che leggi è più su quel versante... nell'ambito clinico comunque le cose sono più o meno le stesse, cambia il contesto.
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Originalmente inviato da
lisa11482
Sì, allora lo psicologo in generale si occupa di questi ambiti:
- prevenzione
- diagnosi
- abilitazione / riabilitazione
- sostegno
applicandolo ad un ipotetico caso clinico, lo psicologo può svolgere diversi ruoli (dando per scontato che abbia fatto la diagnosi ecc):
- nel caso di un soggetto portatore di handicap, può stilare il PEI e interagire con le diverse figure (neuropsichiatra, insegnanti, assistenti sociali, ...)
- sempre con l'handicap, può lavorare per RIABILITARE il soggetto quindi ponendosi obiettivi educativi e lavorandoci sopra. Questo lo può fare anche con bambini e ragazzi (anche adulti) con problemi comportamentali. L'importante è che si focalizzi sulla RIABILITAZIONE di certi comportamenti e non sulla CURA degli stessi.
- Svolge poi una funzione di supervisione e raccordo per es tra famiglia, scuola, servizi,...
In pratica, lo psicologo non psicoterapeuta prende in carico la persona in toto, effettua il processo diagnostico in accordo con le altre figure, stila un piano di intervento, lo supervisiona, può svolgere colloqui di sostegno col soggetto in itinere, può pensare percorsi di riabilitazione per disabili, può effettuare colloqui di sostegno con i familiari qualora sia necessario. Infine, se si accorge che il paziente ha bisogno di un intervento psicoterapeutico o psichiatrico, lo invia al professionista competente.
Spero di esserti stata d'aiuto! .. :) Io vengo da sviluppo, quindi tutto quello che leggi è più su quel versante... nell'ambito clinico comunque le cose sono più o meno le stesse, cambia il contesto.
ok grazie! comunque io volevo sapere quello che puo fare lo psicologo ne caso di un intervento sui disturbi mentali, perche la terza prova È incentrata su questo..... tutto il resto che hai detto È giustissimo, ma qui non mi c entra molto visto che dobbiamo magari fare un intervento psicologico nel caso di un disturbo es di personalitÀ..............
voglio dire, oltre a fare dei colloqui di valutazione e diagnosi, oltre a fornire ascolto empatico, eventualmente counselling e sostegno ed accompagnare il pz verso un ipotetico percorso psicoterapeutico cercando di lavorare sulla sua motivazione ecc... cosa altro puo fare? nello specifico lo psicologo PUO lavorare per esempio sull autostima, stili di coping, problem solving??????????? penso che alla fine si possa riprendere gli obiettivi di un intervento che ci siamo preparati per la prova del progetto giusto? dunque si occuperÀ del potenziamento dell lifeskills ?????? quindi stili di coping, problemsolving, autostima, autoefficacia, autonomia e controllo decisionale, potenzinamento della rete di sostegno dunque colloqui informativi anche per i genitori e familiari.....................
che ne dici di queste cose??????
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Ciao ragazze! Che io sappia (confrontandomi con professionisti già avviati) le techiche cognitivo-comportamentali come per esempio modeling, rinforzi, insegnare autocontrollo, parent training possono essere effettuate anche dallo psicologo perchè non sono tecniche psicoterapeutiche ma interventi psicoeducativi che rientrano nell'area dell'abilitazione e riabilitazione psicologica! Io di questo ne sono certa, il problema è che non mi fido di ciò che vuole sentirsi dire la commissione!!!!
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alexsugar
ciao bella!
allora, ho ripensato a quello che ci siamo dette ieri riguardo al caso di federico... e ti voglio dire questo: a me sin dall inizio NON TORNAVA l ipotesi di un disturbo d ansia. È vero che lo psicologo dovrebbe andare oltre cio che dice il paziente ma qui secondo me oltre a fare un ipotesi di disturbo d adattamento (e ci sono veramente tanti elementi che te lo confermano) secondo me si puo azzardare soltanto un altra ipotesi, dando peso ai sintomi depressivi e prendendo in considerazione un ev disturbo dell umore.
per ritornare alla tua ipotesi dell ansia, non ti voglio far venire ulteriori dubbi e magari aspettiamo che qualcuno ci dia un aiuto a risolvere sto caso, ma il mio raggionamento È questo: ci sono veramente POCHISSIMI elementi che indicano un ev disturbo d ansia, ma lasciando da parte cio e tenendoli in considerazione in qualche modo bisogno assegnare i sintomi ansiosi presenti ad un distubo no? perche non tutte le manifestazioni d ansia sono necessariamente patologiche e di per se segnale di un disturbo mentale. Dunque, lui lamenta soltanto che non riesce a stare solo in casa e deve uscire a fare un giro in macchina..... e da questo si deduce come dicevi te un agorafobia giusto? di per se È vero che È un sintomo agorafobico, pero ricordati questo che l agorafobia NON E UN DISTURBO CLASSIFICABILE SULL ASSE I e quindi la si puo diagnosticare solo in associazione ad un altro disturbo come ad esempio il disturbo di panico. pra qui pero dove li vediamo sintomi di un attacco di panico???? NON CE NE SONO NEMMENO UNO, quindi niente disturbo di panico, niente agorafobia perche l uno va a pari passo con l altro. quindi che ipotesi di disturbo da ansia rimane? nessuna.... non ci sono elementi ne per un disturbo di panico con agorafobia, ne fobia specifica, ne fobia sociale, ne doc, ne disturbo post traumatico da stress, ne ansia generalizzata..... e allora non È rimasto nulla fra i disturbo d ansia.....
capisci cosa voglio dire??? fare un ipotesi diagnostica vera e proprio quando il sintomo È uno solo e di per se non corrisponde ad un disturbo classificabil `everamente rischioso.... anche perche a sto punto rischi di lasciare da parte altri disturbi che invece sono molto piu probabili e adatti a tale caso.
magari puoi dire che ci sono sitomi ansiosi che vanno comunque monitorati e indagata l eventuale presenza di ulteriori sintomi, ma questo io personalmente lo metterei fra gli approfondimenti e cosi li fai capire che sei riuscita a cogliere tutti gli elementi, pero non ti sei lasciata fuorviare nella diagnosi...................
scusa, io la penso così.... te lo volevo solo dire, magari alla fine sei d accordo con me?! gli altri che dicono'?????????????????
si effettivamente mi hai convinta e mi trovi d'accordo.........effettivamente l'agorafobia non è diagnosticabile e qui non ci sono elementi suff per indicare ansia.........
l'unico cosa è : se lui si presenta ben curato e con eloquio chiaro........questo non si tiene conto?????? ti torna che una persona in depressione non si cura così in modo particolareggiato??????
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alexsugar
per i sintomi come palpitazioni ecc io metterei disturbo d ansia, piu nello specifico fobia sociale (sensazini di inadeguatezza ed inferioritÀ) perche i sintomi tipici dell attacco di panico si presentano qui come conseguenza al fatto che deve andare a scuola e sono quindi prevedibili, percio niente disturbo di panico dove gli attacci sono imprevedibili e non si limitano ad uno situazione specifica............. io penso.
i sintomi depressivi indicano un disturbo dell umore depressivo maggiore, che sembra pero svilupparsi come conseguenza ad un disturbo d ansia (da pochi mesi) e quindi non so se fare subito la diagnosi aggiuntiva di disturbo dell umore oppure metterla fra gli approfondimenti per vedere se con il trattare il disturbo d ansia eventualmente scomparirebbe anche la sintomatologia depressiva................. ????????????
per quanto riguarda gli ultimi sintomi della paura di impazzire o di morire sembrano tipici di un attacco di panico.................. non so.................... meglio che vado ad approfondire i disturbi d ansia, piu tardi ci sentiamo e ne parliamo ok? cosi ora non so piu che pensare.....
ragazze, voi che ne dite???????????
per la fobia sociale ci sono..........ok la tua diagnosi........
ma allora a questo punto il disturbo depressivo > c'è o no???????
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kegi7929
si effettivamente mi hai convinta e mi trovi d'accordo.........effettivamente l'agorafobia non è diagnosticabile e qui non ci sono elementi suff per indicare ansia.........
l'unico cosa è : se lui si presenta ben curato e con eloquio chiaro........questo non si tiene conto?????? ti torna che una persona in depressione non si cura così in modo particolareggiato??????
hm.... il fatto È pero che lui non ha alle spalle anni e anni di depressione, ma si tratta di sintomi presenti da pochi mesi e non si sa nemmeno se sono molto gravi e comunque infatti non È la mia ipotesi principale.
per quanto riguarda un disturbo dell addattamento lui puo anche presentarsi curato e con un eloquio piacevole, perche il disturbo va ad intaccare solo l emotivitÀ e il comportamento...........quindi sta cosa non la esclude la diagnosi giusto?
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kegi7929
per la fobia sociale ci sono..........ok la tua diagnosi........
ma allora a questo punto il disturbo depressivo > c'è o no???????
guarda io mi ricordo vagamente che i sitnomi depressivi sono molto comuni quando si tratta di un disturbo d ansia, addirittura se ti leggi il caso dell ordine che mi hai inviato li ce un disturbo "ansioso-depressivo" che io sinceramente non so se esiste veramente, ma a questo punto io propongo un disturbo d ansia, metterei la sintomatologia depressiva negli approfondimenti e proporrei un monitoraggio continuo per vedere se persistono oltre il disturbo d ansia e se con la terpia diminuiscono anche quelli..............boh, voi che dite?
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ragazze per delirium e demenza che TEST E TRATTAMENTI abbiamo????????????
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alexsugar
Federicoh a 30 anni. Da poco tempo si è trasferitoa vivere da solo, dopo averec onseguitob rillantementela
laureai n Economia.L a sua famiglia di origine è compostad a padre (commercialista) e madre (insegnantedi letterec lassichea d un liceo). Suo fratello Francop iu piccolo di 3 anni vive a Zwigo dove studia alla scuola di interpreti.
Federico ha sempre praticato sport (gioca a calcio e per questo si allena 3 volte alla settimana). Non ha una storia affettiva che potrebbe definirsi 'seria' ma non si lamenta della sue conquiste. Non si sente ancora pronto a fare questo passo.
Si presenta al primo colloquio molto curato nell'aspetto e sfoggia un linguaggio forbito. Parlare con lui risultad ecisamentpei acevole.
Dichiara di presentarsai questo incontro spontaneamentela: sua famiglia non sa che si è rivolto ad uno psicologo e per il momento la cosa deve rimanere così.
Da un po' di tempo, più precisamented a quando si e trasferito nella nuova casa da solo, le cose sono cambiate.S i sentei nquieto,g li mancal a suaf amiglia. Ha diffrcoltà a fare le cosed i tutti i giomi, non riesce a stare serua tv o radio accesa. Se in casa c'è silenzio gli prende la smania e deve uscire: fa un giro con ia macchina o con la moto, si stanca così da tomare a casa e mettersi a dormire.
Anche sul lavoro le coses ono cambiate:s i rendec onto di non esserep iù sicuro delle decisionic he prende, attribuisceq uestoa lla stanchezzac hes entes pessofi n dalla mattina.
Temed i non farcela,m a non vuole assolutamentteo rnarea vivere con i suoi: sarebbeu na sconfittac he non potrebbes opportareT. uttavia sented i star perdendoi l controllo su quello che prima riusciva a fare e che adessog li costam olta fatica.
IL CANDIDATOIL LUSTRIC OME INTENDEA PPROFONDIRLEA CONOSCENZADECL ASOA VENDOC URA
DI INDICAREIL MODELLOT EORICOC HEI NTENDEU TILIZZAREE GLI STRUMENTPI SICODIAGNOSTICI
DI CUI SI AVVARREBBEA L FINE DI ADDIVEIYIREA D UNA DIAGNOSIS. ULAB ASED I TALE DIAGNOSI
INDICHI INFINE LE LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPORTUNE PER UN
TRATTAMENTO.
Si presenta dallo psicologo un giovane uomo, federico di 30 anni. Dall analisi del testo emerge un primissimo dato molto importante, ovvero che il ragazzo si presentato alla consulenza spontaneamente, e che i genitori nemmeno lo sanno! Dall analisi della domanda si evince che la richiesta di una consulenza È dovuta ad uno momentaneo stato di disagio e sofferenza che sembra compromettere fortemente la sua vita abituale e per il quale motivo evidentemente cerca aiuto e consiglio. Pertanto f. dovrebbe avere un atteggiamento alquanto collaborativo al fine di istaurare un buon rapporto di fiducia e collaborazione con il terapeuta, finalizzato in primis alla conoscenza ma non per ultimo alla “diagnosi” ed eventuale invio ad uno psicoterapeuta. Cio nonostante sembra indispensabile indagare in maniera approfondita le aspettative, i bisogni e le reali motivazioni che hanno spinto F. a chiedere una consulenza per dare al clinico l occasione di valutare se le sue aspettative possano essere realizzate o meno.
Dall primo incontro emerge che da un po' di tempo le cose per F. sono molto cambiate. L esordio della sua sintomatologia sembra coincidere con un evento molto importante per lui, ovvero quando si è trasferito nella nuova casa da solo. Da quel momento riferisce di sentirsi inquieto, li manca la sua famiglia, ha delle difficoltÀ a fare le cose di tutti giorni e non riesce a stare a casa senza tv o radio accese, perche se ce silenzio deve uscire per forza a sfogarsi con la moto o l auromobile. Anche sul lavoro le cose sembrano cambiate: non È piu sicuro delle proprie decisioni, è stanco sin dall mattino e teme di non farcela. Ritornare a vivere dai suoi per alleviare il disagio non li sembra essere una buona soluzione perche sarebbe per lui una sconfitta che difficilmente riuscirebbe a sopportare. Quello che prima riusciva a fare ora li costa molta fatica.
Per le finalitÀ diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione text revision (DSM-IV TR) che utilizza un approccio descrittivo, categoriale e ateorico dei disturbi mentali, medianto un sistema di classificazione multi assiale. Dai dati emersi dall collqui non ci È possibile formulare un ipotesi diagnostica univoca, e pertanto vi sarebbe il bisogno di approfondire i numerosi spunti di riflessione che emergono al primo colloquio mediante ulteriori accertamenti. La sintomatologia riferita da F. e li aspetti direttamente osservati dal clinico indirizzano la diagnosi verso due possibili disturbi mentali dell asse I, ovvero un disturbo dell adattamento oppure un disturbo dell umore di tipo unipolare.
La nostra prima ipotesi diagnostica potrebbe dunque riguardare un disturbo dell adattamento, ma si tratta solo di ipotesi suscettibili di falsificazione mediante successivi approfondimenti. I criteri diagnostici per tale disturbo indicati nel manuale sopra nominato pertanto sono: un alterazione emotiva e comportamentale che insorge come conseguenza ad uno o piu fattori stressanti. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. Non si tratta di una diretta conseguenza fisiologica da uso di sostanze o di una condizione medica generale. I sintomi non soddisfanno i criteri per nessun altro disturbo mentale dell asse I. I sintomi si esauriscono entro 6 mesi dalla cessazione del fattore stressante scatenate. Dunque, la sintomatologia riferita da F. sembra in parte soddisfare tali criteri anche se dal testo risultanto mancanti molti dati utili per un inquadramento diagnostico piu preciso che sarebbe dunque interessante ed importante approfondire in un successivo momento. In effetti f. presenta un comportamento ed un emotività alterata rispetto a quello che erano i suoi pattern comportamentali ed il suo abituale tono dell umore (si sente inquieto, non riesce a stare da solo, deve uscire per forza a sfogarsi con la moto, È affaticato, stanco, senza energie). Apparentemente l esordio della sintomatologia sembra coincidere con un evento che per lui È fortemente stressante, ovvero È andato a vivere da solo nonstante il suo legame molto stretto con i genitori. Questo cambiamento causa un disagio clinicamente significativo e anche una notevole compromissione del funzionamento lavorativo (infatti lui riferisce di stare male e di avere delle grosse difficoltà sul lavoro).
Gli approfondimenti che tale ipotesi diagnostica dunque necessiterebbe sono: veramente la sintomatologia È iniziato con l evento per cosi dire stressante scatenante oppure era presente gia prima? Bisognerebbe approfondire il livello di menomazione sociale, lavorativa e in altre aree importanti ed eventualmente l intensitÀ del disagio percepito da F. indispensabile per eventualmente confermare o confermare tale ipotesi. Possiamo realmente escludere una condizione medica generale e l uso di sostanze o farmaci? Indispensabile oltrettutto È che la sintomatologia non possa essere attribuita a nessuno altro disturbo mentale dell asse I. Indice ulteriore sarebbe il fatto che la sintomatologia si verrebbe ad estinguere entro 6 mesi nel momento in cui cessa la fonte di stress e disagio, e in tal caso i sitnomi “tipicamente depressvi”potrebbero venir meno nel momento in cui la fonte di disagio o i suoi effetti vengono meno (infatt F. potrebbe per esempio piano piano adattarsi alla nuova situazione e quindi anche le sue alterazioni dell umore potrebbero via via scomparire).
La seconda ipotesi diagnostica che tale caso suscita riguarda un disturbo dell umore dell asse I, e vista la presenza di una sintomatologia “tipicamente depressiva” potremmo dunque azzardare una diagnosi di disturbo depressivo vista l assenza di sintomi maniacali che invece indirizzerebbero la diagnosi verso un disturbo dell umore bipolare. Pertanto i sintomi riferiti da F. quale inquietezza, mancanza degli affetti, senso di inadeguatezza, indecisione, insicurezza, stanchezza ed affaticamento in ogni cosa sembrano essere dei sintomi tipicamente depressivi che pero non sembrano soddisfare i criteri ne per un disturbo depressivo maggiore ne per un disturbo distimico e pertanto si potrebbe ipotizzare un disturbo dell umore non altrimento specificato. Comunque i dati in nostro possesso non sono sufficienti per confermare o disconfermare tale ipotesi e gli aspetti che necessiterebbe approfondire il clinico al fine di formulare una diagnosi univoca potrebbero essere: circostanzedi insorgenza della sintomatologia (erano dunque presenti anche prima dell uscita di casa di F. o veramente coincidono non l evento per lui cosi traumatico?). approfondimento della sintomatologia stessa, dunque come si sente, quali emozioni e sensazioni ha, quali sintomi e che intensità hanno, la durata, la frequenza al fine di poter eescludere o invece includere fra le ipotesi diagnostiche un disturbo depressivo maggiore. Valutare la presenza di una sintomatologia maniacale, al fine di poter escluder o meno un disturbo bipolare di tipo I o II. Livello di disagio (clinicamente significativo o meno) o il grado di menomazione del funzionamento globale che la sintomatologia comporta. Accertamenti medici e clinici mediante esame fisico e di laboratorio (p.e. screening delle urine) se possiamo effettivamente escludere una condizione medica generale o uso da sostanze/farmaci. Infine È indispensabile per eventualmente confermare suddetta ipotesi diagnostica escludere altri disturbi mentali dell asse I che potrebbero giustificare una simile sintomatologia.
A tal fine si potrebbero proporre ulteriori colloqui con il diretto interessato, e avendo accuratamento fatto un analisi della domanda, e se il clinico è stato capace di istaurare una buon alleanza terapeutica, nonche clima di fiducia non vi sono fattori che potrebbero indicare l impossibilitÀ di tale obiettivo. Potrebbe esser utile al fine di raccogliere una piu ampia ed esaustiva anamnesi familiare proporre dei colloqui con i familiari (o solo genitori) al fine di avere ulteriori spunti di riflessione ed informazioni. Al fine di approfondire le conscenze di F. ed in linea con quanto affermato e l utilizzo del DSM come manuale di riferimento si potrebbe ipotizzare la somministrazione di un test di personalità MMPI-2 ci fornirebbe un valutazione globale degli aspetti piu importanti della personalitÀ nonché disordini emotivi, con particolare attenzione alla scala clinica D, e scala di contenuto Dep che permettono di valutare sintomi tipicamente depressivi, oltre a fornirci l MMPI un immagine globale ed esaustiva della personalità di F.
Qualora una delle ipotesi diagnostiche sopra riportate fosse confermata si potrebbe indirizzare F. verso un tipo di psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Dall analisi della letteratura infatti emerge come tale tipo di terapia sia uno dei piu indicati in primis per trattare i disturbi dell umore (qualora l ipotesi di disturbo depressivo fosse confermata) ma risulta esser anche applicabile ai disturbi dell adattamento, e pertanto indirizzerei F. ad un terapeuta specializzato in tale apprccio.
Gli obiettivi principali di tale tipologia psicoterapeutica risultano essere: una maggiore autoconoscenza e autoconsapevolezza circa i proprio schemi mentali; tecniche di ristrutturazione cognitiva per sostituire tali credenze disfunzionali ed errate per sostituirle con quelle piu funzionali; maggior controllo delle proprie emozioni e la loro espressione nonche degli aspetti comportamentali; aumento dei comportamenti funzionali e addattivi e diminuzione di quelli disfunzionali e disadattavi; insegnamento di tecniche di gestione dello stress, stili di coping e problem solving per fronteggiare al meglio gli eventi stressanti e non. Per queste peculiarità un approccio di tale genere potrebbe contribuire in tempi brevi ad alleviare la sofferenza e la sintomatologia di F.
si può mettere fra gli obiettivi della cognitivo-comportam anche aumento dell'autostima????????
ovviamente se va bene per tutti i disturbi in cui abbiamo detto di mettere la cogn-comport...........
fatemi sapere e fatemi sapere se va per tutti.......
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alexsugar
ok grazie! comunque io volevo sapere quello che puo fare lo psicologo ne caso di un intervento sui disturbi mentali, perche la terza prova È incentrata su questo..... tutto il resto che hai detto È giustissimo, ma qui non mi c entra molto visto che dobbiamo magari fare un intervento psicologico nel caso di un disturbo es di personalitÀ..............
voglio dire, oltre a fare dei colloqui di valutazione e diagnosi, oltre a fornire ascolto empatico, eventualmente counselling e sostegno ed accompagnare il pz verso un ipotetico percorso psicoterapeutico cercando di lavorare sulla sua motivazione ecc... cosa altro puo fare? nello specifico lo psicologo PUO lavorare per esempio sull autostima, stili di coping, problem solving??????????? penso che alla fine si possa riprendere gli obiettivi di un intervento che ci siamo preparati per la prova del progetto giusto? dunque si occuperÀ del potenziamento dell lifeskills ?????? quindi stili di coping, problemsolving, autostima, autoefficacia, autonomia e controllo decisionale, potenzinamento della rete di sostegno dunque colloqui informativi anche per i genitori e familiari.....................
che ne dici di queste cose??????
Allora che è tutto sto caos che si è creato?????????? mi sta venendo un colpo!!!!!!!!!!!!!
ma come non ci chiedono l'intervento????????? nel caso di giugno se non ero è espicitamente richiesto!!!!!!!!!!!!!
e allora se non fosse richiesto non si può scrivere neppure la frase : invierei allo psicoterapeuta??????????
a quel punto allora che si scrive?????????
QUALCUNO RISPONDA...............MEMOLE DOVE SEI????????????
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Allora ho contattato MEMOLE, vediamo se passa di qui e chiarisce questa cosa!
poi per favore non ci complichiamo più le cose.........sennò mi prende davvero l'attacco di panico!!!!!!!!!!:tajo::tajo::tajo::jd::jd::jd:
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Originalmente inviato da
kegi7929
Allora ho contattato MEMOLE, vediamo se passa di qui e chiarisce questa cosa!
poi per favore non ci complichiamo più le cose.........sennò mi prende davvero l'attacco di panico!!!!!!!!!!:tajo::tajo::tajo::jd::jd::jd:
allora dopo sto caos che si È creato che non si puo nominare terapie e indirizzi specifici ho contattato la mia amica che l ha fatto a giungo e purtroppo per delle piccolezze È stata bocciata ma la commissione poi le ha spiegato cosa voleva che lei scrivesse e mi ha detto questo:
da noi (n.o.) la traccia era alquanto generica e non veniva chiesto un intervento specifico, allora lei ha svolto prima un intervento psicologico e poi ha indirizzato il paziente ad un terapeuta ma purtroppo non ha specificato di quale indirizzo:
allora qui le cose da svolgere sono 2: primo va detto cosa puo fare lo psicologo e quindi si lascia perdere obiettivi cognitivo-comportamentali ecc ma si parla esclusiavamente dell psicologo e del suo intervento sul paziente. in questo caso io metterei per esempio l ascolto empatico, ilcounselling ed il potenziamento delle lifeskills come strategie di problemsolving, stili di coping, potenziamento dell autostima, self-efficacy, e autonomia e controllo decisionale, insegnamento di abilità sociali, stili comunicativi piu efficaci, tecnihce di gestione dello stress, training autogeno ecc....... quindi tutti gli interventi che vanno bene per potenziare le capacitÀ personali di natura relazionale, sociale e cognitiva , giusto????
poi va indicato un tipo di terapia ad orientamento specifico per quel soggetto: ed allora li si puo inviare il paziente ad un terpeuta specificando anche di quale indirizzo (visto che veniva esplicitamente richiesto nella traccia) e ci si limita a dire 2,3 obiettivi di tale approccio SENZA pero entrare troppo nello specifico perche in teoria noi si e psicologi e non si puo ancora sapere quali sono le modalitÀ e tecniche specifiche per ogni approccio)
giusto quello che ho detto??? niente panico Kegi, basta aggiungere inizialmente gli intervenit dello psicologo ed il resto si lascia tutto come si È detto, senza tra l altro (meno male) stare a dilungarci troppo su obiettivi e tecniche delle specifiche terapie, ok?
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"INDICHI INFINE LN LINEE DI INTERVENTO CHE RITIENE Più UTILI E OPPPORTUNE PER UN TRATTAMENTO" a giugno al nuovo ordinamento hanno chiesto questo inerente ai trattamenti........
comunque a sto punto uno era libero di mettere cio che voleva no? sia interventi psicologici che psicoterapeutici, no? magari non viene in effetti chiesto esplicitamente di indicare un indirizzo specifico di terapia pero alcuni sono stati bocciati proprio per il fatto che non l hanno indicato e la commissione infine li ha detto che invece lo dovevano specificare....
a sto punto che si fa? si specifica giusto?