Credo ma non sono certa due ore.Pensando che per il tema ne hanno date 3.
quanto impiegate a fare la relazione?io massimo un'oretta ma guardando qua e là all'esame non so credo di metterci di più
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Credo ma non sono certa due ore.Pensando che per il tema ne hanno date 3.
quanto impiegate a fare la relazione?io massimo un'oretta ma guardando qua e là all'esame non so credo di metterci di più
io impiego 1 ora e mezza guardando però qua e la!!! qualcuno diceva che davano solo un ora... per questo sono andata in crisi... non potrei mai farcela!.... anche perchè dovrei ricopiare sicuramente.... sono confusissima!!!!
sicuramente ci sarà bisogno di fare una bella e brutta copia. facendo l'elaborato mi sono acoorta che ogni volta salto qualche cosa che puntualmente mi torna in mente dopo.
e poi sono daccordo con voi...le nostre possono essere solo ipotesi diagnostiche sempre se gli elementi che ci forniscono sono sufficienti.
ricordiamoci di non cadere in fantasie interpretative...
vi confesso che sono molto preoccupata...mi sembra di andare a fare un salto nel buio!
io ho paura che possa uscire un borderline non so distinguerlo,avete consigli?
direi che le note caratteristiche più rilevanti sono impulsività e instabilità che si manifesta in ambito relazionale, umorale e nella precezione di sè; si riscontra impulsività in almeno due di questi campi: abuso di sostanze, tendenza ad abbuffarsi, guida spericoltata, sessualità, aggressività e prodigalità. Spesso tali soggetti presentano atteggiamenti minacciosi e non di rado compiono atti di automutilazione o tentativi di suicidio. Lo stato umorale più diffuso è quello rabbioso connotato anche da violenti accessi d'ira che possono portare allo scontro fisico. Sono presenti anche senso di vuoto e, in situazioni di stress, può comparire ideazione paranoide o sintomi dissociativi temporanei.
ecco un altro caso ... attendo anche i vostri contributi, più modi di svolgere il caso riusciamo a confrontare e meglio credo riusciremo ad affrontare il compito giovedì (umamma che ansia terrificante! :sbonk::sbonk::sbonk:)
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Soggetto maschile di 40 anni, impiegato. Si presenta raccontando che da alcuni anni non riesce più a dormire bene, si agita per ogni piccolo stress e perfino gli eventi positivi, come la nascita di una figlia, lo mettono in ansia.
L'anamnesi rivela che il paziente, figlio unico, ha goduto di uno stato di "assoluto benessere" fino alla morte dei genitori scomparsi a distanza di un anno l'uno dall'altro, prima il padre per una malattia cardiaca (all'età di 57 anni) e poi la madre per un cancro (all'età di 52 anni).
La sua compagna, che ha sposato da poco, l'ha aiutato moltissimo in questo periodo e spesso ha pensato che senza di lei non ce l'avrebbe fatta.
Si è deciso a chiedere aiuto solo ora perchè ha notato qualcosa di nuovo: gli capita da qualche mese di sentire come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto, come una grave malattia fisica o di perdere il controllo ed impazzire.
Finora ha utilizzato, su consiglio del suo medico, dei tranquillanti minori che hanno alleviato la sua ansia, ma si chiede se non si debba fare qualcos'altro, soprattutto per rassicurarsi che non avvenga ciò che teme di più: che i suoi problemi incrinino il rapporto che ha con la sua compagna e che non corra il rischio di trasmettere la sua ansia e le sue paure alla figlioletta.
Care ragazze ho una domanda da farvi, per quanto riguarda la diagnosi io sto seguendo uno skema postato un pò di tempo fa nel quale la terminologia usata mi sembra abbastanza corretta (qsto potrebbe essere utile anke a ki ha scritto ke nn sa come iniziare) ora mi sorge un dubbio...solitamente si inizia con un'analisi della domanda per valutare motivazioni e modalità di invio, vorrei sapere se nella stesura del caso dobbiamo scrivere ke faremo una raccolta dei dati anamnestici o dobbiamo dare per scontato ke sia già stata fatta??Spero di essere stata chiara....cioè i dati che ci vengono forniti presumono un'anamnesi già effettuata o lo dobbiamo scrivere???Credo sia importante!
A primo impatto i dati sembrano suggerire che il disturbo rientri nei disturbi d'ansia e ipotizzerei la presenza di un disturbo post traumatico da stress (quando dice di sentire, da qualche mese, come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto) ma poi si potrebbe ipotizzare anche la presenza di ipocondria (quando dice di sentire come una grave malattia fisica)
Nel primo caso (disturbo post traumatico da stress) proporrei una iniziale terapia di supporto e poi espressiva. Nel secondo caso (ipocondria) una terapia espressiva. Voi che ne dite?
X MARMOCCHIETTA
A primo impatto i dati sembrano suggerire che il disturbo rientri nell'asse I dei disturbi d'ansia ed ipotizzerei la presenza di un disturbo post traumatico da stress (quando dice di sentire, da qualche mese, come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto) ma poi si potrebbe ipotizzare anche la presenza di ipocondria (quando dice di sentire come una grave malattia fisica)
Nel primo caso (disturbo post traumatico da stress) proporrei una iniziale terapia di supporto e poi espressiva. Nel secondo caso (ipocondria) una terapia espressiva. Voi che ne dite?
saresti così gentile da scriverlo di nuovo così me lo stampo e me lo imparo? :D
riguardo all'anamnesi penso che dipenda da quali e quanti dati ti fornisce il testo del compito, generalmente età, istruzione, lavoro e composizione familiare ti vengono date perciò si può passare direttamente alla raccolta di notizie riguardo la storia di vita (infanzia, adolescenza, stili con cui ha affrontato le difficoltà, relazioni significative, scelte importanti, reazione a traumi o separazioni etc...); se però dovessero mancare anche dati prettamente anagrafici o lavorativi credo sia il caso di espliciatare che saranno raccolti senza dare per scontato che li si abbiano già
ciao,
io nn sono tanto d'accordo di primo impatto e sembrato anche a me un PTSD ma poi ho pensato che anche l'attacco di panico senza agorafobia nn è da escludere, anche lì c'è la paura di perdere il controllo e di impazzire.Se così fosse suggerirei la terapia espressiva. In ogni caso metterei un generico dist d'ansia e nn mi azzarderei ad andare oltre.
Ciao
Sono d'accordo con ritaroma anch'io metterei l'anamnasi seppure in maniera generica.
Marmokkietta sono andata nelle pagine precedenti per trovarlo e ho notato ke è stato postato proprio da te...non dirmi ke è sbagliato, a me sembra fatto abbastanza bene vedi pg 59....e cmq precisamente sta scritto dopo aver effettuato l'analisi della domanda "preoseguirei con una raccolta di dati anamnestici orientata ad indagare i punti cardine della storia personale e familiare del soggetto"...
x lietta81
Ho pensato al disturbo post traumatico da stress perchè nel caso viene specificato che da circa un mese la persona avverte tali sintomi. Poi nn sò cmq credo che dovendo effettuare solo ipotesi diagnostiche le interpretazioni possono essere tante...
In più volevo kiedere un'altra cosa, la valutazione del disagio quindi funzione dell'Io, esame di realtà, aree di funzionamento globale le andate a indagare in tutti i casi?
anche io ritengo sia ipotizzabile un disturbo appartenente all'area dei disturbi d'ansia, sono solo un po' incerta fra il disturbo post traumatico da stress (indagando meglio nel corso del colloquio potrebbe emergere se i sintomi che dice di avere da molti anni sono sorti dopo la morte ravvicinata dei genitori) o il disturbo d'ansia generalizzato in cui i sintomi sono costituiti essenzialmente da preoccupazioni difficilmente controllabili, ripetute e smisurate che riguardano vari ambiti di vita (lavoro, futuro dei figli, relazioni, salute etc ...) e che possono compromettere negativamente il sonno, l'umore e anche il corpo .... concordo con il suggerimento di un intervento inizialmente di supporto all'Io e poi di tipo espressivo per rielaborare i termini del conflitto che genera l'ansia.
Riuguardo all'ipocondria sono dubbiosa perchè mi pare che tale disturbo preveda la convinzione da almeno sei mesi di avere una grave malattia mentre lui dichiara di temere che possa venirgli una grave malattia il che mi farebbe escludere un disturbo ipocondriaco.
Voi che ne dite?
quali elementi del suo passato indaghereste? la relazione con i suoi genitori, come vive il suo ruolo di padre, la relazione affettiva con la moglie e poi? qualcosa relativamente al lavoro oppure no?
suggerireste eventualmente la somministrazione dell'MMPI oppure non lo ritenete necessario?
Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
I dati sembrano rilevare al presenza di un disturb dell'umore di tipo depressivo.Terapi supportiva e poi espressiva Ragazze che ne pensate?
la paura di impazzire o di perdere il controllo in effetti è comune al disturbo di panico però non c'è nessuno degli altri sintomi richiesti per caratterizzare un attacco di panico (palpitazioni, sudorazione, tremori, dolore al petto, dispnea, nausea, disturbi addominali, svenimento, testa leggera, depersonalizzazione, brividi, vertigini etc...) per questo sarei più orientata sul DPTDS oppure su un disturbo d'anisa generalizzato
x marmocchietta
Introdurrei qualche test ma solo se venisse richiesto nel compito.Naturalmente l'MMPI- 2.Si io approfondire la storia personale del soggetto e la dimensione relazionale. L'aspetto lavorativo nn sò temo di andare un pò oltre.
Caso di Carmela:dist d'ansia e specificamente dist post traumatico da stress
X FIORELLA81
CASO CARMELA
Hai ragione Fiorella81 nn si tratta di un disturbo dell'umore di tipo depressivo poichè quest'ultimo nn è conseguente ad un lutto.
però mancano elementi importanti per una diagnosi di disturbo borderline come l'impulsività, l'aggressività, la rabbia, gli atteggiamenti minacciosi, gli atti di autolesionismo o i tentativi di suicidio, gli eccessi (alimentazione, sostanze, guida, sessualità ...) ...
non so se basta l'ansia generalizzata e la paura di perdere il controllo per inserirlo in una diagnosi di borderline
ALTRO CASO CLINICOB.C. di 29 anni si presenta accompagnata dal marito, che resta in disparte, per una visita presso l’ambulatorio di un Dipartimento di Salute Mentale; è vestita in modo curato.
Dopo la presentazione gli operatori, una psicologa ed una infermiera, le spiegano le finalità del colloquio ed il modo do operare nel centro.
Racconta di essersi decisa alla visita perché attraversava un periodo di grande affaticamento; è stata impegnata con il marito nei lavori di un circolo culturale; infatti,pur avendo fatto solo le scuole medie, ha vinto dei premi di poesia, anzi è diventata più brava del marito.
Il problema che la tormenta è iniziato 4 anni fa , dopo la morte del padre. Inizialmente ha creduto di poterlo risolvere da sola, ma ora si accorge di stare sempre peggio e per questo ha deciso di chiedere aiuto. Le è accaduto infatti, mentre andava in autobus a trovare il marito, di sentirsi improvvisamente persa, le mancava il respiro, non sapeva cosa fare. Dopo un po’ la spiacevole sensazione è passata e lei ha cercato di non dare più peso all’accaduto. Pochi giorni dopo, in macchina, ferma nel traffico, è accaduto un episodio analogo. Quindi ha cominciato ad evitare di uscire di casa da sola ed oggi non è più in grado di recarsi a fare la spesa nei negozi vicino casa. Suo marito deve pensare a tutto, anzi dice , la cosa migliore è andare assieme.
DISTURBO D'ANSIA CARATTERIZZATO DA AGORAFOBIA. Siete d'accordo?
sono daccordo! si sintomi riconducono tutti all'agorafobia e disturbo d'ansia.ma da quello che ho capito nel compito è meglio se ci limitiamo ad essere generici dicendo che si tratta di un disturbo che rientra nell'area nei disturbi di ansia e che servono ulteriori approfondimenti, quali........ecc ecc, giusto?????
secondo me se ci sembra chiaro lo scriverei e non mi soffermerei solo a scrivere che sia solo dist. d'ansia potremmo risultare vaghi.qui è chiaro he è agorafobia ma sempre scrivendo che è un'ipotesi di.Se crediamo che possa mancare qualche elemento scriviamo solo dist d'ansia.
Secondo voi in qualche caso si potrebbe scrivere tipo dist d'ansia con spunti(tratti) depressivi o fobici o altri disturbi?E' troppo specifico?
io rimarrei sempre sul vago: meglio far notare che ci mettiamo in discussione anzichè mostrare eccessiva sicurezza...credo...ormai non sono più sicura di niente!!!!
sono d'accordo, se gli elementi che ci vengono dati sono praticamente "perfetti" e caratterizzanti di uno speicifico disturbo credo convenga, sempre usando il condizionale e restando nell'ambito delle possibilità ovviamente, fare riferimento al disturbo specifico suggerito dai sintomi presentati ... ho paura che altrimenti potrebbero interpretare l'eccessiva genericità come una scarsa preparazione da parte nostra ...
se invece la sintomatologia e gli altri dati presentati lasciano adito a dubbi fra più disturbi specifici resterei sul vago identificando solo l'area in cui si colloca (disturbi d'ansia, disturbi somatoformi, alterazioni dell'umore, disturbi dell'alimentazione etc...) ...
se poi siamo indecisi fra due specifici disturbi ma qualcosa ci fa pendere fortemente più per l'uno che per l'altro credo stia all'istinto di ognuno e del momento decidere se resatre vaghi oppure fare una scelta motivando il perchè è stata compiuta e cosa ci ha fatto pendere per quella ipotesi diagnostica
direi che il disturbo è molto ben caratterizzato ...
in questo caso per le indicazioni di trattamento restereste sul vago suggerendo semplicemente una terapia di tipo espressivo oppure approfondireste presentando brevemente gli approcci generalmente utilizzati per questo tipo di disturbo? (ovvero cognitivo-comportamentale, sistemico e psicodinamico)
Altro caso:
La signora A., di 40 anni, consulta un professionista su insistenza del marito a causa di sintomi che sono diventati progressivamente più gravi e intollerabili, che stanno condizionando sempre più la vita di copia, che non ha figli. A. è costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa per il timore di contaminazioni. Tali manifestazioni sono diventate sempre più intense dopo la morte della madre di A., circa cinque anni prima, per le conseguenze di una malattia infettiva. Attualmente A. è casalinga, dopo aver lasciato qualche anno prima il lavoro di segretaria presso un'azienda. In questo lei era competente e preparata; tuttavia svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano a oltrepassare l'orario di lavoro e a continuare ad occuparsene anche a casa. Inoltre, ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano. A. è sempre stata poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali e il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale. A. è una donna che mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia. Il marito non riesce in alcun modo ad esserle di aiuto, si sente infelice e impotente di fronte alla situazione.
qui mi trovo decisamente in difficoltà ...
infatti questi sintomi: costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa per il timore di contaminazioni; svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano a oltrepassare l'orario di lavoro e a continuare ad occuparsene anche a casa; poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali farebbero pensare ad un disturbo ossessivo compulsivo di personalità
però questi aspetti: mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia sembrano suggerire un'alterazione dell'umore di tipo depressivo
ancora, questi aspetti: il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale potrebbero rientrare nella sintomatologia di un disturbo schizoide di personalità
ed infine questo aspetto: ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano potrebbe rientrare in un disturbo dipendente di personalità (anche se non viene specificato se per risolvere tali dubbi e allentare l'ansia si faceva rassicurare e consigliare dal marito ... elemento necessario perchè si possa inserire il sintomo in tale tipo di disturbo)
voi su cosa vi orientereste? che inquadramento diagnostico fareste?
assolutamente d'accordo con robinana,
io rimarrò sul vago anche se il dist è evidente. L'altra volta era evidentissimo il caso dell'anoressica ma hanno messo tutti dist alimentari, senza andare troppo nello specifico anche perchè alcuni dati che nn abbiamo e che dobbiamo indagare potrebbero farci capire altre cose.
cmq sia...speriamo bene