Si finisce per diventare ciò che si vede negli occhi di quelli che si desiderano.
Il gioco dell'angelo - Zafòn
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Si finisce per diventare ciò che si vede negli occhi di quelli che si desiderano.
Il gioco dell'angelo - Zafòn
Come dice Hegel, in questi casi le possibilità sono due: o vinci e apri una nuova strada, o vieni allontanato perchè sei una minaccia per il vecchio ordine. Si!
Giovanni allevi - La musica in testa
Essere immortali è cosa da poco: tranne l'uomo, tutte le creature lo sono, giacchè ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali.
Jorge Luis Borge - L'aleph
Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.
da City di Alessandro Baricco
"L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.
Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."
Antonio Gramsci, “Indifferenti” 11 febbraio 1917.
"Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo."
da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
"Andare a caccia di ricordi non è mai un bell'affare. Qualunque cosa trovi sulla tua strada, rimane in ogni caso un nulla di fatto. Quelli belli non li puoi più catturare e quelli brutti non li puoi uccidere."
Giorgio Faletti, Io sono Dio
dal Libro di Giuditta
« Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano passati gia tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti delle vedove. Da quando era vedova digiunava tutti i giorni, eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e i giorni di gioia per Israele. Era bella d'aspetto e molto avvenente nella persona; inoltre suo marito Manàsse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni ed essa era rimasta padrona di tutto. Né alcuno poteva dire una parola maligna a suo riguardo, perché temeva molto Dio. »
Fermatasi presso il divano di lui [..] con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa. Ne fece rotolare il corpo giù dal giaciglio e strappò via le cortine dai sostegni. Poco dopo uscì e consegnò la testa di Oloferne alla sua ancella, la quale la mise nella bisaccia dei viveri e uscirono tutt'e due, secondo il loro uso, per la preghiera [..]
" La nostra parte di mattino "
.. da Poesie di EMILY DICKINSON
L'anima sua, camaleontica, mutabile, fluida, virtuale si trasformava, si deformava, prendeva tutte le forme. Egli passava dall'uno all'altro amore con incredibile leggerezza; vagheggiava nel tempo medesimo diversi amori; tesseva, senza scrupolo, una gran trama d'inganni, di finzioni, di menzogne, d'insidie, per raccogliere il maggior numero di prede. L'abitudine della falsità gli ottundeva la coscienza. Per la continua mancanza della riflessione, egli diveniva a poco a poco impenetrabile a sè stesso, rimaneva fuori del suo mistero.
Fra le braccia dell'una si ricordava della carezza dell'altra...
...unendo alla seduzione della sua voce uno sguardo, sottile, penetrante, quello sguardo indefinibile che sembrava svestire le donne, vederle ignude a traveso le vesti, toccarle sulla pelle viva.
G. d'Annunzio, Il Piacere
Riprendo le mie letture femministe:
"Negli Stati Uniti ogni 9 secondi una donna viene picchiata dal marito; ogni giorno sono stuprate circa 2000 donne, per lo più da maschi con cui hanno rapporti stretti o che cmq conoscono. In altre parti del mondo, ogni anno due milioni di bambine subiscono lo stesso destino già toccato agli altri ventidue milioni di donne sottoposte a mutilazione genitale: un'operazione che toglie ogni capacità di provare piacere sessuale, che a volte causa sterilità e condanna ad una vita di sofferenze fisiche e psicologiche. Ogni giorno, un numero crescente di bambine e di donne vengono rapite per essere avviate alla schiavitù sessuale o domestica, sono costrette a portare il velo, sono psicologicamente sepolte vive sotto il peso di altre consuetudini imposte dalla tradizione.
Ogni anno, migliaia di donne e ragazze vengono uccise dai loro congiunti maschi a causa del "delitti d'onore" perpetrati in famiglia...
Mentre infuria la guerra aperta visibile contro le donne, avanza anche un altro tipo di ostilità, che tuttavia le demoralizza e rende loro difficile sodalizzare o reagire.
Giorno dopo giorno, ad ogni livello sociale e in ogni continente, le donne sono il bersaglio di altri comportamenti indegni, come per esempio le continue critiche da parte della madre o della sorella, chi le subisce sa che si tratta di osservazioni benevole, provenienti da persone che hanno a cuore il suo bene, nondimeno si sente attaccata ingiustamente, non amata. Oppure una donna scopre che da anni la sua migliore amica ha una relazione clandestina con suo marito e che ora vogliono sposarsi. O ancora, un'altra viene improvvisamente esclusa dal piccolo ambiente sociale cui appartiene, senza che nessuno le dica perchè."
Donna contro donna - Rivalità invidia e cattiveria nel mondo femminile di Phyllis Chesler
Titolo originale: Woman's Inhumanity to Woman
Sorrise come soltanto i veri timidi sanno sorridere. Non era la risata facile dell'ottimista né il rapido sorriso tagliente dei testardi ostinati e dei malvagi. Non aveva niente a che fare col sorriso equilibrato, usato di proposito .. Era il sorriso strano, inconsueto, che sorge dall'abisso .. più profondo di un pozzo, profondo come una miniera profonda, che è dentro di loro. (Ernest Hemingway)
"Trascinai la mia sposa in pista, cercando di guidarla verso la zona in cui Miriam ballava con McIver. Riuscii ad avvicinarmi abbastanza da sentire il suo lieve profumo, che non avrei dimenticato mai più. Come venni a sapere in seguito, era appena qualche goccia di Joy sulle tempie, dietro le ginocchia, e sull'orlo della gonna." (Mordecai Richler, "La versione di Barney")... E questa è classe. Dello scrittore e di Miriam, dico.
“Il mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone provinciale dove giocavo da bambino. Non avete mai sentito nominare quei quattro tetti. Ebbene, io vengo di là”.
Pavese, Lavorare Stanca
Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.
Hermann Hesse - Imagination
"[...] egli deve prendere l'ultima metropolitana, tranvai, autobus, salir di corsa le passerelle di imbarco di tutti i piroscafi, fornire le proprie generalità a tutti gli alberghi, lavorare nelle città, rispondere alle inserzioni, imparare i mestieri, iniziare gli impieghi, vivere in tutte le pensioni, dormire in tutti i letti. Un letto non basta, un lavoro non basta, una vita non basta." (John Dos Passos, "Il 42° parallelo")
Se esiste una parola per dire i sentimenti dei sardi nei millenni di isolamento fra nuraghe e bronzetti, forse è felicità (...) Cantavamo, morivamo, danzavamo di padre in figlio, crescendo di numero e esperienza dell'isola. Eravamo felici. Chiamavamo noi stessi S'ard, che nell'antica lingua significa danzatori delle stelle.
Non lasciavamo altre tracce che i nuraghe, le navi di bronzo di Urel di Mu e i piccoli uomini cornuti, guardiani dell'isola, che molti fecero imitando Mir.
Nessuno sapeva leggere e scrivere.
Passavamo sulla terra leggeri come acqua.
Sergio Atzeni
“Io mi chiamo Ghillian” ha ribadito Gillian. “Il mio nome è stato pronunciato in modo scorretto per troppo tempo. Ho deciso che d’ora in poi risponderò soltanto a chi mi chiamerà Ghillian. Rainer Maria dice che dare un nome a un bambino e pronunciarlo in modo scorretto è una subdola forma di maltrattamento”.
“Oh be’,” ha fatto mia madre “ti assicuro che non è nel mio stile: se volessi maltrattarti non lo farei certo in modo subdolo”.
....
Poi ha guardato me. “E tu, perché non sei alla galleria?”. "Oggi John non aveva bisogno di me". "Non ci siamo capiti" ha detto. "John non ha mai bisogno di te. Tu non vai alla galleria perchè c'è bisogno di te: ci vai perchè io ti pago, in modo che tu abbia un'occupazione estiva, impari il valore dei soldi e cosa significa avere delle responsabilità". "Ci vado domani" ho risposto.
P. Cameron - Un giorno questo dolore ti sarà utile
(ma sarebbe da trascrivere tutto :cute: )
"Le fattezze di un uomo, la struttura ossea e il tessuto che la riveste, sono il prodotto di un processo biologico; ma la faccia è opera sua" (Eric Ambler, La maschera di Dimitrios)
Quel nome, aveva sperato di non saperlo mai più. L'aveva tenuto lontano per giorni, mesi. Aveva pochi istanti per impedire che ritornasse, a ferirgli l'anima e i ricordi.
A.Baricco - Oceano Mare
« Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. (...) In tempi posteriori (...), essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte (...) tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve. » Atlantide, Platone
..ci sono desideri e dolori, che sai benissimo cosa sono, ma un nome vero, per dirli, non ce l'hai...Alessandro Baricco
"Dottori! Stamattina tilifonò gente che addimandava di lei pirsonalmente di pirsona! I nomi ce li scrissi in questo pizzino" E gli porse un foglietto malamente strappato da un quaderno a quadretti. "E tua sorella tilifonò?" spiò, pericolosamente gentile, Montalbano. Catarella prima s'imparpagliò, poi sorrise. "Dottori, vossia vuole babbiare? Mè soro spossibilitata a tilifonare è." "E' monca?" "Nonsi, dottori, non è monaca. Non gli viene di tilifonare in quanto che non c'è, pirchì io sono figlio unico e mascolo di mè patre e di mè matre." Il commissario abbandonò la partita, sconfitto.
A.Camilleri - Il ladro di merendine
Certi amici compaiono nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano appena l'hanno attraversata. Diventano dei veri amici, e condividono la nostra esistenza per un istante, lasciandosi dietro delle magnifiche impronte nella sabbia.
(Sergio Bambarén, "Serena")
"La dilagante moda dell'hip-hop e del rap in America potrebbe essere - considerando i meccanismi del sistema capitalistico - il motivo della morte del rock."
Le canzoni di Marilyn Manson Giulio Nannini
Ogni uomo dovrebbe guardare dentro di sé per imparare il significato della vita. Non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si deve modellare.
(Antoine de Saint-Exupéry)
" Ma quando ti viene quella voglia pazzesca di piangere, che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, allora non c'è verso di spiccicare una sola parola, non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, ingoiato da quei dannati singhiozzi, naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire... e invece niente, non esce fuori niente. Si può essere fatti peggio di così?"
"Quando la gente ti dirà che hai sbagliato... e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fregatene. Ricordatene. Devi fregartene. Tutte le bocce di cristallo che hai rotto erano solo vita... non sono quelli gli errori... quella è vita... e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca... io questo l'ho capito, il mondo è pieno di gente che gira in tasca con le sue piccole biglie di vetro... le sue piccole tristi biglie infrangibili... e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino... ci si vede dentro tanta di quella roba... è una cosa che ti mette l'allegria addosso... non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno, anche quella sarà vita, a modo suo... meravigliosa vita."
da "Castelli di rabbia" di Alessandro Baricco
"È molto più difficile giudicare se stessi che gli altri,
se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio."
Il piccolo principe - Antoine de Saint-Exupéry
Tutte queste tracce della sua vita pareva lo avessero preso e gli dicessero:
"No, non te ne andrai da noi e non sarai un altro, ma sarai lo stesso com'eri: con dubbi, l'eterna
scontentezza di sé, gli inutili tentativi di correzione e le cadute, e l'eterna attesa della felicità, che non ti fu data ed è impossibile per te".
Ma questo lo dicevano le sue cose; invece un'altra voce nell'animo diceva che non bisognava sottomettersi al passato e che si può fare tutto di se stessi.
Lev Tolstoj - Anna Karenina
[...] dall'alto di quella magnifica falesia migliaia di persone si sono uccise perchè non volevano essere uccise, migliaia di persone si sono gettate nella morte perchè avevano apaura della morte. C'è, in tutto questo, una logica del paradosso che mi sbalordisce.
Amélie Nothomb - Metafisica dei tubi
"Montalbano si commosse. Quella era l'amicizia siciliana, la vera, che si basa sul non detto, sull'intuìto: uno a un amico non ha bisogno di domadare, è l'altro che autonomamente capisce e agisce di consequenzia".
Il ladro di merendine - A.Camilleri
Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l'alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell'amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione... non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell'amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell'innamoramento c'è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima... "
dal libro "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo
Io, te lo ripeto, non temo il dolore. Esso nasce con noi, cresce con noi, ad esso ci si abitua come al fatto di avere due braccia e due gambe.
dal libro "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci
Come ogni volta, sempre, il passato resiste al futuro, conia incredibili compromessi senza il minimo senso del ridicolo, si mortifica perdutamente pur di continuare a possedere il presente, anche a tempo scaduto, ostinato e ottuso.
(Castelli di rabbia - A. Baricco)
La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare - vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere - sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande, perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.
Baricco
Ci addormentavamo vicini vicini, senza che ci importi dove inizia uno e finiva l'altro, nè di chi sono queste mani o questi piedi, in una complicità così perfetta che ci incontravamo nei sogni e il giorno dopo non sapevamo chi aveva sognato chi e quando uno si muove tra le lenzuola l'altro si accomoda negli angoli e nelle curve e quando uno sospira sospira anche l'altro e quando uno si sveglia si sveglia anche l'altro.
Paula - Isabel Allende
"Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo."
Anna Karenina - Lev Tolstoj
(Marta sta morendo nel suo letto, assistita da un attonito semi-sconosciuto, ndr)
"[...] ma ancora no, ancora no, e finchè sarà ancora no posso continuare a pensare alla battaglia e a guardare il paesaggio, e a fare progetti per il futuro; e io, povera Marta, sento ancora la luce della televisione che è rimasta accesa e il calore di quest'uomo che continua a stare al mio fianco e mi fa compagnia. E fino a quando rimarrà al mio fianco non potrò morire: che resti qui e non faccia niente, non mi parli e non chiami nessuno e non modifichi niente, mi dia un po' di calore e mi abbracci, ho bisogno di stare calma per non morire, se ogni istante è identico al precedente non avrebbe senso che io cambiassi, che le luci rimanessero accese qui e in strada, e la televisione continuasse a trasmettere, mentre io muoio, un vecchio film di Fred MacMurray."
(Javier Marìas, "Domani nella battaglia pensa a me".)
Macbeth:
E la Pietà,simile a un bimbo nudo appena nato
Che cavalca le raffiche di vento o a un cherubino in groppa
Ai destrieri invisibili dell’aria,
Soffierà in tutti gli occhi l’orrido atto,
finché le lacrime affogheranno il vento. Non ho altro sprone
a pungolare i fianchi del mio intento
che l’ambizione che,saltando in sella,
volteggia e cade dalla parte opposta per troppo slancio.
Lady Macbeth:
Era dunque ubriaca la speranza
Di cui ti eri vestito? Da allora ha preso sonno,
e ora si sveglia pallida e verdastra
davanti a ciò che ha scelto in libertà? D’ora in avanti
reputerò così anche il tuo amore. Ti spaventa
diventare negli atti e nel valore
ciò che già sei nel tuo desiderio? Vorresti avere
ciò che ritieni il lustro della vita,
ma vivendo da vile ai tuoi stessi occhi,
lasciando che un “Non oso” accompagni il “Vorrei”,
come il povero gatto del proverbio?
Lady Macbeth:
Io ho allattato,e so quanto sia dolce
L’amore per il figlio che si nutre;
ma mentre mi guardava sorridente,
avrei pure strappato il mio capezzolo
da quelle sue gengive senza denti
e gli avrei fatto schizzar via il cervello,
se l’avessi giurato come hai giurato tu.
Macbeth:
Ma è un pugnale che vedo qui davanti,
con il manico offerto alla mia mano?Via,lascia che ti afferri
Non posso prenderti,ma ti vedo ancora!
O visione fatale,non sei dunque
Concreta al tatto come alla mia vista?Sei soltanto
Un pugnale della mente,un’illusione
Del cervello gravato dalla febbre?
Ti vedo ancora,e mi sembri palpabile
Quanto questo che adesso sto sguainando.
Mi guidi per la strada che avevo già intrapreso,
e tu sei l’arma che dovevo usare.
Gli occhi son diventati lo zimbello degli altri sensi,
o li valgono tutti messi insieme. Ti vedo ancora;
e sulla lama e sull’impugnatura,gocce di sangue
che non c’erano prima. No,questo non esiste.
E’ la cruenta impresa a prender corpo
Così per i miei occhi. Adesso la natura
Su una metà del mondo appare morta,e sogni scellerati
Violano il sonno tra le sue cortine.
Macbeth:
Poi mi è sembrato di sentire un grido: <<Non dormir più!
Macbeth uccide il Sonno – l’innocente sonno,
il sonno che sgroviglia l’ingarbugliato grumo degli affanni,
la quotidiana morte nella vita,il lavacro della fatica amara,
il balsamo degli animi feriti,la seconda portata della grande natura,
il primo nutrimento al banchetto della vita>>.
Macbeth:
Ma dove bussano?
com’è che ogni rumore mi atterrisce?
Che sono queste mani? Ah,mi strappano gli occhi!
Potrà l’intero oceano del potente Nettuno
Lavare il sangue da questa mia mano?No,la mano,piuttosto,
tingerà d’incarnato i mari innumerevoli:
farà del loro verde un solo rosso.
Macbeth:
Se fossi morto anche solo un’ora prima di questo evento
Avrei vissuto una vita felice; ma da questo istante
Non c’è niente di serio nello stato mortale.
Tutto non è che un gioco: morta è la fama,morta la grazia,
spillato è stato il vino della vita,e solo della feccia
può oramai farsi vanto la cantina.
Ross
Ah,vedi come il cielo,caro padre,
quasi sconvolto da quest’atto umano,
minacci il nostro palco insanguinato. L’orologio ci dice che ora è giorno,
però l’errante lampada del cielo è soffocata da una notte tetra;
è per il predominio della notte, o forse perché il giorno si vergogna,
che ora il buio sigilla in una tomba il volto della terra
quando una viva luce dovrebbe accarezzarlo?
Lady Macbeth
Niente è ottenuto; si è sprecato tutto
Se il desiderio è spento senza darci piacere.
E’ meglio essere ciò che distruggiamo
Piuttosto che,avendolo distrutto,vivere in dubbia gioia.
Macbeth
Son malsicuri i tempi in cui dobbiamo
Lavare il nostro onore in fiumi di lusinghe
E trasformarci il viso in maschera del cuore,
nascondendo così la sua realtà.
Macbeth
La mia angoscia ritorna. Avrei potuto essere perfetto,
integro come il marmo,saldo come la roccia,
libero e vasto come l’aria intorno;
ma ora sono ingabbiato,confinato,ristretto,
prigioniero di dubbi e paure sfrontate.
Macbeth
Sciogliete pure i venti,scatenandoli
Contro le chiese; le onde spumeggianti
Facciano a pezzi e inghiottano tutto quello che naviga;
si prostri il grano verde e si schiantino gli alberi;
sui custodi si abbattano i castelli,
piramidi e palazzi pieghino il capo fino ai basamenti,
e il tesoro dei germi di natura si sconvolga nel caos
finché vomiti,sazia,la distruzione stessa.
Malcolm
Pietà del Cielo!
Uomo! Non calarti il cappello sulla fronte;
da’ parole al dolore: l’angoscia che non parla
sussurra al cuore oppresso e gli ordina di spezzarsi.
Menteth
Come rimproverare
Ai suoi sensi sconvolti di abbandonarsi e poi di trasalire,
quando ogni facoltà della sua mente
si condanna da sola?
Macbeth
Non puoi curare una mente malata,
sradicare un dolore dalla memoria,
raschiare via gli affanni incisi nel cervello,
e con un dolce antidoto che provoca l’oblio
pulire il petto ingombro da quel grumo insidioso
che le pesa sul cuore?
Macbeth
Doveva pur morire prima o poi. Doveva pur venire
Il tempo per parole come questa.
Domani,poi domani, poi domani,
strisciano a brevi passi,giorno a giorno,
fino all’ultima sillaba del tempo a noi prescritto,
e tutti i nostri ieri han mostrato agli sciocchi
la via verso la morte polverosa. Basta,breve candela!
La vita è solo un’ombra che cammina,un guitto miserabile
Che s’affanna e si gloria sopra il palco per la sua ora,
poi sparisce per sempre dal ricordo.
E’ un racconto narrato da un idiota,tutto frastuono e furia,
che non vuol dire niente.
MACBETH - Shakespeare
"Che disgrazia sapere qual è il tuo nome senza conoscere il tuo volto domani" (Javier Marìas, "Domani nella battaglia pensa a me".)