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ciao ragazze...ho letto il caso di carmela e la vostra ipotesi diagnostica di un disturbo post traumatico da stress. sebbene non si possa diagnosticare un disturbo dell'umore di tipo depressivo perchè quest'ultimo non è conseguenza di un lutto,non mi convince però neanche il disturbo post traumatico,perchè non vedo alcuni elementi chiave:rivivere l'evento traumatico attraverso sogni,immagini,riprovare lo stesso dolore fisico o psichico provato durante l'evento ecc..mi sembrerebbe comunque una depressione reattiva,dovuta alla morte del marito...però non lo so mi stanno venendo grandi dubbi...mi motivate la vostra scelta per favore?:sbonk:
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Originalmente inviato da
marmocchietta
direi che il disturbo è molto ben caratterizzato ...
in questo caso per le indicazioni di trattamento restereste sul vago suggerendo semplicemente una terapia di tipo espressivo oppure approfondireste presentando brevemente gli approcci generalmente utilizzati per questo tipo di disturbo? (ovvero cognitivo-comportamentale, sistemico e psicodinamico)
No no gli approcci io non li nomino!
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Originalmente inviato da
marmocchietta
Altro caso:
La signora A., di 40 anni, consulta un professionista su insistenza del marito a causa di sintomi che sono diventati progressivamente più gravi e intollerabili, che stanno condizionando sempre più la vita di copia, che non ha figli. A. è costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa per il timore di contaminazioni. Tali manifestazioni sono diventate sempre più intense dopo la morte della madre di A., circa cinque anni prima, per le conseguenze di una malattia infettiva. Attualmente A. è casalinga, dopo aver lasciato qualche anno prima il lavoro di segretaria presso un'azienda. In questo lei era competente e preparata; tuttavia svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano a oltrepassare l'orario di lavoro e a continuare ad occuparsene anche a casa. Inoltre, ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano. A. è sempre stata poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali e il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale. A. è una donna che mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia. Il marito non riesce in alcun modo ad esserle di aiuto, si sente infelice e impotente di fronte alla situazione.
Questo è un caso in cui scriverei dist ossessivo compulsivo con spunti depressivi
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Ho un grande dubbio:come riconosciamo l'agorafobia e l'attacco di panico con agorafobia?
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Originalmente inviato da
fiorella81
Ho un grande dubbio:come riconosciamo l'agorafobia e l'attacco di panico con agorafobia?
sono andata a cercare un po' in giro e ho trovato questo:
l'agorafobia senza anamnesi di sisturbo di panico si distingue dal disturbo di panico con agorafobia per l'essenza di una storia di attacchi di panico inaspettati e ricorrenti; l'evitamento nell'agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico risulta dettato dalla paura di trovarsi inabilitati o umiliati a causa di sintomi tipo panico improvvisi, imprevedibili piuttosto che dalla paura di un attacco di panico completo come nel disturbo di panico con agorafobia
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L.M. ha 21 anni, maschio, studente universitario, vive con la madre.
Da quasi due anni ha una relazione con una sua coetanea, della quale si dice molto innamorato anche se, racconta in modo profondamente angosciato e dopo molte incertezze, non riesce ad avere con lei rapporti sessuali completi. Anche nella sua adolescenza, pur avendo avuto alcuni flirt, non ha mai avuto rapporti sessuali. Si descrive come un po' introverso, senza molti amici, ma fondamentalmente ottimista e fiducioso nel suo futuro.
Denuncia problemi di insonnia e lamenta di avere molto spesso incubi notturni che lo spaventano profondamente. Soffre con una certa insistenza di mal di testa che possono durare anche alcuni giorni.
In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, ha avuto l'impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
Il suo rendimento scolastico è molto buono, anche se per raggiungere questo risultato L.M. dice di dover studiare e impegnarsi molto. I genitori hanno divorziato quando lui aveva 16 anni e nelle sue parole, dopo un periodo di difficoltà, la situazione è stata vissuta in modo non traumatico. Il padre si è risposato e dal nuovo matrimonio ha avuto una figlia che adesso ha 3 anni. Ammette di avere migliori rapporti con il padre che vede una volta alla settimana e con il quale trascorre parte delle vacanze estive, compiendo lunghe escursioni in montagna. La madre viene descritta come molto presa dal suo lavoro di avvocato, spesso assente da casa per impegni, ma attenta a non far mancare nulla al figlio.
L.M. dice di essere certo che se riuscirà ad avere una vita sessuale felice con la sua partner, tutte le sue difficoltà si risolveranno e chiede se esistano tecniche psicologiche o medicine che possano risolvere il suo problema.
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nei confronti di questo caso credo ci siano numerose aree da indagare ma mi risulterebbe difficile fare una ipotesi diagnostica.secondo me gli elementi non sono sufficienti. la chiave della sua difficoltà ad avere rapporto sessuali potrebbe essere legata alla separazione dei genitori e quindi andrebbe approfondito il modo in cui è stato vissuto questo evento.ma sicuramente andrebbe approfondita anche la sua sfera relazione con i contenei dello stesso sesso e del sesso opposto. come ha vissuto il secondo matrimonio del padre e la nascita della sorella. come era il rapporto con i genitori prima della seprazione e come vive ora il rapporto col padre e con la madre e cosa invece si aspetta.(ovviamente queste sono solo parte degli approfondimenti che metterei. mi concentrei poi sulla sintomatologia e la raccolta di tutte le informazioni che possono essere utili).
tu, marmocchietta, cosa ne pensi?
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Originalmente inviato da
robinana
nei confronti di questo caso credo ci siano numerose aree da indagare ma mi risulterebbe difficile fare una ipotesi diagnostica.secondo me gli elementi non sono sufficienti. la chiave della sua difficoltà ad avere rapporto sessuali potrebbe essere legata alla separazione dei genitori e quindi andrebbe approfondito il modo in cui è stato vissuto questo evento.ma sicuramente andrebbe approfondita anche la sua sfera relazione con i contenei dello stesso sesso e del sesso opposto. come ha vissuto il secondo matrimonio del padre e la nascita della sorella. come era il rapporto con i genitori prima della seprazione e come vive ora il rapporto col padre e con la madre e cosa invece si aspetta.(ovviamente queste sono solo parte degli approfondimenti che metterei)
tu, marmocchietta, cosa ne pensi?
sono d'accordissimo sugli approfondimenti necessari che hai indicato e anche sulla difficoltà di poter fare un'opotesi diagnostica ... gli svenimenti e l'angoscia conseguente potrebbero indicare i prodormi di un attacco di panico ma non vi è nessun altro elemento che indichi tale condizione; l'insonnia, gli incubi, la mancanza di amici, l'introversione potrebbero far pensare a undisturbo dell'umore ma poi dice di essere ottimista e fiducioso e di impegnarsi molto nello studio con buoni risultati; le difficoltà sessuali non sono accompagnato anche da scarsa affettività e mancanza di relazioni affettive perciò non mi sembrano poter identificare un disturbo specifico ...
insomma, sinceramente non saprei proprio che inquadramento dare al suo disturbo :sbonk:
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qui sarei vaha ed ipotizzerei disteurbi d'ansia da dover meglio specificare con ulteriori informazioni
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io invewce scriverei proprio che non ci sono elementi sufficienti per poter formulare un'ipotesi diagnostica.
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Originalmente inviato da
robinana
io invewce scriverei proprio che non ci sono elementi sufficienti per poter formulare un'ipotesi diagnostica.
sarei tentata di fare altrettanto ...
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25 anni, figlio unico. Sviluppo fisico nella norma. Genitori viventi entrambi pensionati.
Ha frequentato fino al terzo anno di un istituto tecnico indistriale, poi ha fatto l'operaio.
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verso i 19 anni mentre presta servizio militare di leva. Sintomi manifestati: allucinazioni visive ed uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido ed insicuro.
Frequenta coetanei, con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione.
Un tentativo sperimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio, si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
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Originalmente inviato da
marmocchietta
25 anni, figlio unico. Sviluppo fisico nella norma. Genitori viventi entrambi pensionati.
Ha frequentato fino al terzo anno di un istituto tecnico indistriale, poi ha fatto l'operaio.
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verso i 19 anni mentre presta servizio militare di leva. Sintomi manifestati: allucinazioni visive ed uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido ed insicuro.
Frequenta coetanei, con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione.
Un tentativo sperimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio, si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
l'episodio verificatosi durante il serivzio militare di leva potrebbe indicare un episodio di disturbo psicotico breve oppure la prima manifestazione di un disturbo schizofrenico però l'attuale descrizione di idee a contenuto persecutorio farebbero pensare forse più a un disturbo delirante.
Voi che ne dite?
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cmq se penso che l'esame è dopodomani mi prende male
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Originalmente inviato da
marmocchietta
25 anni, figlio unico. Sviluppo fisico nella norma. Genitori viventi entrambi pensionati.
Ha frequentato fino al terzo anno di un istituto tecnico indistriale, poi ha fatto l'operaio.
Abitudini di vita regolari, modico fumatore e bevitore. Prima crisi verso i 19 anni mentre presta servizio militare di leva. Sintomi manifestati: allucinazioni visive ed uditive, disorientamento spaziale e temporale, attacchi di panico.
Il paziente si descrive come tranquillo, un po' introverso, timido ed insicuro.
Frequenta coetanei, con alcuni dei quali ha rapporti di amicizia. Alla visita presenta i seguenti sintomi: inappetenza, disturbi gastrici, cardiopalmo, insonnia, disagio, senso di devalorizzazione.
Un tentativo sperimentale fallito di recente riacutizza idee a contenuto persecutorio, si sente spiato, seguito, calunniato. Ha interrotto il rapporto di lavoro isolandosi anche dagli amici.
secondo me è proprio una schizofrenia di tipo paranoide...Ha tutti i sintomi e il servizio di leva è proprio uno dei fattori scatenanti..
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lo so che per voi posso sembrare ripetitiva e poco coraggiosa...ma anche in questo caso scriverei che ci vorrebbero ulteriori approfondimenti per meglio effettuare l'ipotesi diagnostica e direi quali sono le altre informazioni che servono come ad esmpio in questo caso il periodo di insorgenza dei sintomi (in che periodo di vita si trovava) la durata, approfondirei il funzionamento dell'io, dell'esame di realtà e quello globale........insomma sempre le solite cose.
ma nel dubbio tra un disturbo e l'altro per non sbagliare non azzarderei!
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Questo caso lo avevo già con una soluzione già fatta e mi dice che èun disturbo schizoaffettivo.
per quanto riguarda il dist psicotico breve lo escluderei perchè nel protocollo dice che la prima crisi l'ha avuta a 19 anni ma non sappiamo quante altre ne ha avute dopo
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Originalmente inviato da
robinana
lo so che per voi posso sembrare ripetitiva e poco coraggiosa...ma anche in questo caso scriverei che ci vorrebbero ulteriori approfondimenti per meglio effettuare l'ipotesi diagnostica e direi quali sono le altre informazioni che servono come ad esmpio in questo caso il periodo di insorgenza dei sintomi (in che periodo di vita si trovava) la durata, approfondirei il funzionamento dell'io, dell'esame di realtà e quello globale........insomma sempre le solite cose.
ma nel dubbio tra un disturbo e l'altro per non sbagliare non azzarderei!
ho paura di poter essere vaga così,almeno far capire su cosa si è orientati
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Originalmente inviato da
fiorella81
Questo caso lo avevo già con una soluzione già fatta e mi dice che èun disturbo schizoaffettivo.
per quanto riguarda il dist psicotico breve lo escluderei perchè nel protocollo dice che la prima crisi l'ha avuta a 19 anni ma non sappiamo quante altre ne ha avute dopo
in effetti la presenza di sintomi depressivi come insonnia, inappetenza, disagio, senso di devalorizzazione e ritiro dalla vita sociale uniti ad episodi tipici della schizofrenia costituiscono il quadro del disturbo schizoaffettivo ...
relativamente al disturbo psicotico breve hai ragione, non sappiamo quante altre crisi abbia avuto fra i 19 e gli attuali 25 anni
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Nn credo schizoaffettivo xkè i sintomi nn soddisfano i criteri x un episodio depressivo maggiore..Sono convinta sia schizofrenia..Infatti tra i criteri diagnostici è richiesto 1 solo sintomo se le allucinazioni consistono in voci che tormentano i pensieri del sogg...
Ma chiaramente, anche se convinta di questa diagnosi, nn so se avrei il coraggio di scriverla nel compito...Nn voglio rischiare e trasmettere troppa sicurezza...E' una commissione che temo molto..
Un grosso in bocca al lupo a tutti...
Ci vediamo giovedì..
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A. è una donna di 36 anni che si presenta alla consultazione dello psicologo su indicazione di una sua amica che glielo ha
raccomandato definendolo un professionista serio e preparato.
Si presenta molto curata nell'aspetto ed esordisce nell'affermare la sua sfiducia nella psicologia. Vorrebbe però essere
aiutata a risolvere il suo problema, magari sottoponendosi e delle sedute di rilassamento di cui
l'amica le ha tanto parlato. Parla a voce bassa, quasi scandendo e selezionando con cura le parole che usa. E' molto
esigente con sé
stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente.
Svolge il lavoro di giornalista da 10 anni ma si dichiara insoddisfatta a causa dell'ambiente del giornale. In particolare ha un
pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di
meritare. Il motivo della consultazione psicologica sono dei frequenti mal di testa di cui soffre da nove anni. Il dolore è
associato ad una perdita della sensibilità agli arti superiori e risulta resistente a qualsiasi trattamento farmacologico. A. si
sente disperata per il persistere della sua "malattia" che la costringe a "non vivere" per giorni interi finche perdura l'attacco
e durante i quali si chiude nella sua stanza, impossibilitata a svolgere ogni tipo di attività.
A. è la seconda di tre figli, ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo
rapporto ed un fratello più piccolo di otto anni che dice di amare moltissimo "come se fosse un figlio".
Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli.
Il padre definito "meraviglioso" ma purtroppo " assente e sempre concentrato sui propri problemi".
Nel passato ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite, così che non ha potuto coronare il suo sogno di avere un
figlio.
Dist di ansia con spunti depressivi?(sinceramente questa mi sembra rovinata:non si fida dello psic,non ha un buon rapporto con colleghi,ipocondriaca,insoddisfatta)
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
io credo che...dopo aver escluso che la sintomatologia sia causata da una condizione medica, ipotizzerei un disturbo somatoforme,in quanto la donna sembra convertire sul piano fisico le sofferenze psichiche che non riesce a mentalizzare...voi che ne dite...mah...:mumble:
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
RAGAZZE LEGGETE QS CASO
Una donna di 42 anni, meticolosa ed efficiente, è impiegata in un’agenzia di viaggi. Si è da poco separata dal marito, dopo aver scoperto che egli ha da tempo una relazione con un’altra donna più giovane di lei. Non ha figli. La madre, anziana e non in buona salute, si è appena trasferita nell’appartamento della figlia.
Nelle ultime settimane riferisce di sentirsi stanca, di non avere più voglia di frequentare gli amici e di fare molta fatica a concentrarsi. È molto preoccupata per la salute della madre. Lamenta di sentirsi tesa, con i nervi a fior di pelle. Si è rivolta al medico di base a causa di vertigini e palpitazioni.
Riferisce di avere pensato in qualche occasione che non vale più la pena di vivere in quel modo.
Il/La Candidato/a indichi come affronterebbe il caso, esponga un’ipotesi diagnostica (argomentando in modo dettagliato le possibili diagnosi differenziali e l’utilizzazione di strumenti psicometrici) e tracci delle linee di intervento terapeutico
SECONDO VOI E' CORRETTO SCRIVERE ; GLI ELEMENTI SEMBREREBBERO SUGGERIRE LA PRESENZA DI SINTOMI RINTRACCIABILI IN UN DISTURBO D'ANSIA, PROBABILMENTE ATTACCHI DI PANICO E L'EVENTUALE PRESENZA DI TRATTI DEPRESSIVI.CHE DITE VADO TROPPO NELLO SPECIFICO? GRAZIE PER LA RISPOSTA
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Citazione:
Originalmente inviato da
bambi1982
io credo che...dopo aver escluso che la sintomatologia sia causata da una condizione medica, ipotizzerei un disturbo somatoforme,in quanto la donna sembra convertire sul piano fisico le sofferenze psichiche che non riesce a mentalizzare...voi che ne dite...mah...:mumble:
avevo pensato anch'io a un disturbo somatoforme indifferenziato o ad un disturbo algico però mi pare di ricordare che sia specificato che la diagnosi in seguito alla presenza di sintomi dolorosi che incidono profondamente sulla vita sociale e lavorativa del soggetto (e qui ci sono) può comunque essere fatta solo se il dolore non risulta meglio attribuibile ad un Disturbo dell’Umore, d’Ansia, o Psicotico ...
in questo caso specifico ci sono però molti elementi che mi sembrano essere rilevanti nel quadro patologico della donna e, nello stesso tempo, difficilmente attribuibili a un disturbo somatoforme (è molto esigente con sé stessa, da sempre preoccupata di come può apparire agli altri, da cui si sente spesso giudicata negativamente. ha un pessimo rapporto sia con il proprio capo che con i colleghi, in quanto, a suo dire, non le riconoscono lo spazio che ritiene di meritare. ha una sorella maggiore di due anni, con la quale riferisce di avere da sempre un pessimo rapporto. Ha sempre avuto difficoltà di relazione con la madre che definisce "possessiva e invadente", più con lei che con i fratelli. ha avuto tre storie affettive "importanti" ma fallite)
sarei orientata perciò ad un distrubo d'ansia ... non saprei se un distrubo d'ansia generalizzato o altro
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Citazione:
Originalmente inviato da
ANNAVITIELLO
RAGAZZE LEGGETE QS CASO
Una donna di 42 anni, meticolosa ed efficiente, è impiegata in un’agenzia di viaggi. Si è da poco separata dal marito, dopo aver scoperto che egli ha da tempo una relazione con un’altra donna più giovane di lei. Non ha figli. La madre, anziana e non in buona salute, si è appena trasferita nell’appartamento della figlia.
Nelle ultime settimane riferisce di sentirsi stanca, di non avere più voglia di frequentare gli amici e di fare molta fatica a concentrarsi. È molto preoccupata per la salute della madre. Lamenta di sentirsi tesa, con i nervi a fior di pelle. Si è rivolta al medico di base a causa di vertigini e palpitazioni.
Riferisce di avere pensato in qualche occasione che non vale più la pena di vivere in quel modo.
Il/La Candidato/a indichi come affronterebbe il caso, esponga un’ipotesi diagnostica (argomentando in modo dettagliato le possibili diagnosi differenziali e l’utilizzazione di strumenti psicometrici) e tracci delle linee di intervento terapeutico.
SECONDO VOI E' CORRETTO SCRIVERE ; GLI ELEMENTI SEMBREREBBERO SUGGERIRE LA PRESENZA DI SINTOMI RINTRACCIABILI IN UN DISTURBO D'ANSIA, PROBABILMENTE ATTACCHI DI PANICO E L'EVENTUALE PRESENZA DI TRATTI DEPRESSIVI.CHE DITE VADO TROPPO NELLO SPECIFICO? GRAZIE PER LA RISPOSTA
sarei più orientata sull'aspetto depressivo della sintomatologia perchè per un attacco di panico due soli sintomi fisici mi sembrano pochi ... mentre l'idea del suicidio, la preoccupazione, la difficoltà di concentrarsi, la percezione di essere sempre stanca, la mancanza di voglia di vedere gli amici e il fatto che il tutto sia presente da poche settimane mi farebbero orientare verso un disutrbo dell'umore e, nello specifico, verso un episodio depressivo maggiore
relativamente agli strumenti psicometrici cosa suggerireste? MMPI-2? altro?
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:warning: :help: :insonnia: :eek: :paura: :sveng: :bua: :wall: :sbonk:
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Dai che ci siamo!!!!ragazzi aiutiamoci!!!!
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
mamma mia ragazze...domani ci aspetta la seconda prova!dai che ce la facciamo...coraggio!!!!!!:medito:
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Citazione:
Originalmente inviato da
bambi1982
mamma mia ragazze...domani ci aspetta la seconda prova!dai che ce la facciamo...coraggio!!!!!!:medito:
speriamo bene!!! :medito::medito::jd:
ps: nella pagina precedente ti ho risposto, che ne dici?
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Citazione:
Originalmente inviato da
Pizzettina
dalle 8 alle 15? :mumble::mumble::mumble:
prevedono molto tempo per registrarci, suddividerci nelle aule, darci le istruzioni etc ... oppure ci fanno fare il compito a piccoli gruppi per sorvegliarci meglio ... oppure il compito è così incasinato da doverci dare varie ore per svolgerlo? :mumble:
tra l'ltro sono indicate 3 aule diverse; aula magna, aula A e aula D ... quindi si fa nell'area vecchia e non nel complesso nuovo dove abbiamo fatto la prima prova di giugno?
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Ragazze io credo che faremo tutti insieme l'esame naturalmente divisi nelle tre diverse aule messe a disposizione.Per quanto riguardo l'orario valutate che la commissione non si presenterà mai per le 8.00 e che la registrazione avverrà sempre intorno alle 9.00.Insomma io credo che prima delle 10 non inizieremo.
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
Lo credo anch'io, speriamo non ci dividano per lettera, se no facciamo notte
:jd:
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Citazione:
Originalmente inviato da
ANNAVITIELLO
Ragazze io credo che faremo tutti insieme l'esame naturalmente divisi nelle tre diverse aule messe a disposizione.Per quanto riguardo l'orario valutate che la commissione non si presenterà mai per le 8.00 e che la registrazione avverrà sempre intorno alle 9.00.Insomma io credo che prima delle 10 non inizieremo.
su questo non c'è dubbio, del resto al primo scritto erano le 10 passate quando abbiamo cominciato ... ma il mio dubbio riguardava le 15 come orario di fine esame, se ci danno 2 ore anche ipotizzando tutti i ritardi del mondo bastano le 13 come orario :asd:
cmq, sia quel che sia, speriamo solo che vada tutto bene :approved:
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
In bocca al lupo a tutti e speriamo bene!
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
ultime ore di ripetizione e di esercitazioni...
in bocca al lupo a tutti anche da parte mia!!!
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
si marmocchietta ho letto la tua risposta...anch'io avevo pensato cmq a sintomi depressivi,ma poichè la donna afferma di aver chiesto aiuto soprattutto per questi frequenti mal di testa che la costringono all'immobilità e anon vivere finchè non sono passati, ho ritenuto più probabile un disturbo somatoforme, ricavando un vantaggio secondario dalla sua sintomatologia,da indagare, forse per non affrontare gli impegni di lavoro,data la difficile situazione che vive nell'ambiente lavorativo...a domani...in bocca al lupo!
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Riferimento: Esame di stao 2008 I sessione vecchio ordinamento
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
Discutiamolo insieme!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Sehnsucht
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
Discutiamolo insieme!
ne abbiamo discusso qualche pagina indietro :approved:
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metto il caso che è uscito la scorsa sessione...
Roberto è un ragazzo di 25 anni che si rivolge ad un servizio territoriale per un colloquio psicologico. Roberto è iscritto al corso di laurea in giurisprudenza ed ha quasi terminato il suo percorso di studi, infatti gli mancano 2 esami e la tesi per concludere il percorso. Tuttavia, Roberto riferisce che da due anni non riesce più a studiare. Roberto vive da solo dall'età di 18 anni, età in cui si è trasferito dal piccolo paese in cui è nato per andare a vivere nella città in cui è ubicata l'Università. I genitori di Roberto sono molto preoccupati per lui, ma non sono a conoscenza della decisione di Robero di rivolgersi al Servizio territoriale ed al supporto psicologico. Il candidato ipotizzi un trattamento e ne indichi gli obiettivi.