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quindi se ho capito bene la filosofia sarebbe la madre della psicologia!!!!e la psicologia ha dopo anni e anni disconosciuto tale maternità....giusto?Ora....oggi è vero il fatto che sono due materie distinte ma negare l'utilità della filosofia in un percorso di aiuto è paradossale!
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Johnny
tu non ti preoccupare, visto che entrambi NON siamo laureati in filosofia ma in altre facoltà (psicologia io e scienze dell'educazione tu, mi pare) la filosofia non è il mio campo così come non è il tuo, e dunque i discorsi che potremmo "intavolare" noi due riguardo alla filosofia sarebbero probabilmente simili
è appunto quello che dicevo: tu parlavi della psicologia come una ramificazione della filosofia, ma questo discorso allora potrebbe essere fatto con TUTTE le discipline (matematica, fisica, ecc...) perché tutte derivano dalla filosofia. Aristotele parlava di fisica, ad esempio, dunque un filosofo può svoglere attività attinenti alla fisica? Secondo me no. Lo stesso vale per la psicologia: pur avendo la filosofia trattato il tema della "psiche", a partire da questo benedetto 1879 è diventata una disciplina sceintifca, dunque con metodi propri e diversi dalla filosofia. La psicologia tattata in filosofia, è radicalmente diversa dalla psicologia trattata con il metodo scientifico.
No, non sono d'accordo.
La psicologia ha preso moltissimo dalla filosofia distaccandossene in un periodo molto recente.
Non così per le altre scienze...
Cmq si, ti do ragione sul fatto che se ne sia distanziata a un certo momento, ma secondo me ha rinnegato moltissimo..
Intenzionalmente polemica in questo caso..:asd:
Si, sono laureata in scienze dell'educazione e la filosofia fa parte integrante delle discipline del mio corso di studi alla stregua della psicologia.
Non così per i laureati in psicologia.
Potrei insegnare nella clase di concorso "36A Storia e Filosofia" nelle scuole superiori..:D
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rosablu77
Guarda non ho intenzione di intavolare discorsi sulla filosofia perchè non è il tuo campo e ne ho rispetto.
E' il mio...parlane con me!;)
Saluti,
Luigi
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si pensa che la filosofia sia solo una teoria astratta e che non può essere applicata alla realtà....invece è proprio il contrario!!!quindi non vedo che c'è di male nell'applicare dei principi filosofici nella relazione con l'utente!
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tutto quello che può essere di aiuto all'utente deve essere utilizzato....e se l'utilità sta nell'utilizzare principi filosofici anzichè psicologici ben venga....in fondo è il bene del paziente quello che conta.....
Vi è prova del fatto che utilizzando tecniche pedagogiche, filosofiche, sociologiche.....si rechi danno all'utente????????
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Anche la filosofia, come tutte le scienze umanistiche è ramificata.
La filosofia morale ad es. ha ad oggetto il comportamento dell'uomo verso gli altri esseri umani...
Ma lasciamo queste questioni perchè stiamo andando off topic!!
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rosablu77
No, non sono d'accordo.
La psicologia ha preso moltissimo dalla filosofia distaccandossene in un periodo molto recente.
Non così per le altre scienze...
Cmq si, ti do ragione sul fatto che se ne sia distanziata a un certo momento, ma secondo me ha rinnegato moltissimo..
il punto è che la psicologia non ha "preso moltissimo dalla filosofia per poi distaccarsene", ma il contrario: la psicologia è nata proprio nel momento in cui si è "distanziata" dalla filosofia, assumento oggetto e metodo specifici (all'inizio Wndt studiava le reazioni fisiologiche, poi si è passati al comportamentismo, poi al cognitivismo, ecc..comunque ben lontani dalla concezione filosofica della psiche come "anima" e questa progressione c'è stata proprio perché ci si basava sul metodo scientifico -formulazione ipotesi e loro verifica )
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Intenzionalmente polemica in questo caso..:asd:
Si, sono laureata in scienze dell'educazione e la filosofia fa parte integrante delle discipline del mio corso di studi alla stregua della psicologia.
Non così per i laureati in psicologia.
Potrei insegnare nella clase di concorso "36A Storia e Filosofia" nelle scuole superiori..:D
appunto, se in una facoltà di Psicologia invece di studiare tanta filosofia, si studiano di più altre discipline (psicologia familiare, del lavoro, teoria e tecniche del colloquio, counseling, test, psicopatologia, ecc...) ci sarà un perché
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Zuccherina
quindi non vedo che c'è di male nell'applicare dei principi filosofici nella relazione con l'utente
non c'è niente di male, ma se non funzionano rigettiamo quei principi e li sostituiamo con altri. E questo lo possiamo fare se adottiamo il metodo scientifico (osservazione, formulazione ipotesi, verifica, confutazione) e ci affidiamo ai dati della statistica: se hai le prove empiriche che l'atteggiamento empatico (ad esempio) ha effetti terapeutici e favorisce l'alleanza, allora lo teniamo, altrimenti lo scartiamo. Ciò dunque non in virtù di un'idea o principio astratto, ma in base ai dati statistici. E dunque siamo fuori dal campo della filosofia.
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Citazione:
Anche la filosofia, come tutte le scienze umanistiche è ramificata.
La filosofia morale ad es. ha ad oggetto il comportamento dell'uomo verso gli altri esseri umani...
Ma lasciamo queste questioni perchè stiamo andando off topic!!
Infatti, anche perchè non essendoci qui persone che praticano il counselling "sociale", "pedagogico" o "filosofico" diventa difficile un confronto serio.
Saluti,
ikaro
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il punto è che la psicologia non ha "preso moltissimo dalla filosofia per poi distaccarsene", ma il contrario: la psicologia è nata proprio nel momento in cui si è "distanziata" dalla filosofia, assumento oggetto e metodo specifici (all'inizio Wndt studiava le reazioni fisiologiche, poi si è passati al comportamentismo, poi al cognitivismo, ecc..comunque ben lontani dalla concezione filosofica della psiche come "anima" e questa progressione c'è stata proprio perché ci si basava sul metodo scientifico -formulazione ipotesi e loro verifica )
appunto, se in una facoltà di Psicologia invece di studiare tanta filosofia, si studiano di più altre discipline (psicologia familiare, del lavoro, teoria e tecniche del colloquio, test, psicopatologia, ecc...) ci sarà un perché
non c'è niente di male, ma se non funzionano rigettiamo quei principi e li sostituiamo con altri. E questo lo possiamo fare se adottiamo il metodo scientifico (osservazione, formulazione ipotesi, verifica, confutazione) e ci affidiamo ai dati della statistica: se hai le prove empiriche che l'atteggiamento empatico (ad esempio) ha effetti terapeutici e favorisce l'alleanza, allora lo teniamo, altrimenti lo scartiamo. Ciò dunque non in virtù di un'idea o principio astratto, ma in base ai dati statistici. E dunque siamo fuori dal campo della filosofia.
Johnny non condivido nulla di quello che hai detto, se devo essere sincero, in particolare del metodo scientifico e la statistica applicata alla clinica, ma da dove l'hai tirato fuori?
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Quello che mi sembra di capire dal tuo intervento è che lo psicologo deve essere sempre presente per gestire il malessere.
Quindi anche io come pedagogista e come educatrice non andrei bene..
Ti sembra di capire male, io non penso che "lo psicologo deve essere sempre presente per gestire il malessere", ho detto che questo richiede una formazione clinica (teorica e personale, cioè su di sè). "Gestire il malessere" è un'espressione tremenda, comunque...
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la formazione clinica occorre per "gestire" il disagio psichico.....non altri tipi di disagio che richiedono competenze non cliniche ma comunque particolari come ad es. pedagogiche!
Non tutto si riduce alla clinica...
ps: se un pedagogista volesse fare lavoro clinico potrebbe frequentare una scuola di specializz. in pedagogia clinica!
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ikaro78
Ti sembra di capire male, io non penso che "lo psicologo deve essere sempre presente per gestire il malessere", ho detto che questo richiede una formazione clinica (teorica e personale, cioè su di sè). "Gestire il malessere" è un'espressione tremenda, comunque...
Ok, magari non afferro in pieno l'espressione di "Clinica" che io attribuisco a un qualcosa e tu a un'altra.
"Gestire il malessere" è una tua espressione...
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ikaro78
Johnny non condivido nulla di quello che hai detto, se devo essere sincero, in particolare del metodo scientifico e la statistica applicata alla clinica, ma da dove l'hai tirato fuori?
Scuate, permettetemi una risata...
Grazie Ikaro...:asd::asd:
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infatti rosablu....dimmi se sei d'accordo perchè forse ho capito ciò che vuoi dire.....il termine clinica può essere riferito anche al capire i bisogni di un territorio....quindi interpretare i bisogni di strati della popolazione....esattamente quello che farò io come professionista decodificando i bisogni attraverso l'indagine socio-ambientale...e trovare il modo di rispondere a tali bisogni!
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ikaro78
Johnny non condivido nulla di quello che hai detto, se devo essere sincero, in particolare del metodo scientifico e la statistica applicata alla clinica, ma da dove l'hai tirato fuori?
ad esempio per elaborare alcune teorie della personalità ci si è basati sull'analisi fattoriale, in questo modo Cattell ha "trovato" 16 fattori, Eysenk li ha ridotti a 2. Queste teorie dunque non si basano su speculazioni filosofiche, ma su dati statistici e psicometrici.
Sappiamo che un certo tipo di psicoterapia è più efficace per un certo tipo di disturbi, e questo lo sappiamo in base alle statistiche, in bae a quanti pazi4enti sono guariti e quanti hanno avuto ricadute.
Poi ovviamente non si può ridurre la psicologia a questo, ma è una buona base per intavolare un discorso quantomeno verificabile.