Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
dall'articolo del Sole24ore:
"D'altra parte, sostiene Valleri, la mancanza di riconoscimento e quindi di un albo e le continue denunce da parte dell'Ordine, che invitano a tenere un ordine basso, non consentono di avere un numero certo. E questo purtroppo accresce il sommerso"
cioè praticamente è un'ammissione di abusivismo :argh:
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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quattrostracci
Ciao a tutti, è da diversi giorni che non ho più seguito questo dibattito. Avrei voluto leggere i vecchi post, ma oggi OPS è lentissimo... vi segnalo
questo articolo uscito sul sole 24 ore della scorsa settimana: la diatriba prosegue...
Spero di non essermi perso niente di interessante nei vecchi post che non sono riuscito a leggere :-)
Ciao
Credo che in questo articolo la dottoressa avrebbe dovuto rendere chiaro ai lettori che differenza passa tra psicologo e counselor a livello di formazione. Bisognerebbe essere chiari che i counselor sono formati in pochi giorni, un monte ore di massimo 500 ore (molte scuole ne fanno meno) e non hanno fatto nemmeno un giorno di università. Dovrebbe essere chiaro che lo psicologo è riconosciuto dal Ministero della Salute mentre il counselor non può occuparsi di salute e di problemi come ansia, depressione, ecc. Sapete che anche la prevenzione alla salute per legge è riservata alle figure sanitarie? (prevenzione, diagnosi, riabilitazione e cura sono atti tipici delle figure sanitarie). Quindi dovrebbe essere chiaro il messaggio che il counselor non può fare prevenzione in ambito psicologico e dovrebbero essere chiari anche i rischi che corrono i clienti nell'affidarsi a persone non preparate a livello scientifico e senza una specifica regolamentazione formativa.
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Johnny
cioè praticamente è un'ammissione di abusivismo :argh:
No, Johnny, è una palese ammissione che la gente si deve arrangiare, ovvero la stessa cosa che facevano gli psicologi quando non esisteva l'ordine e venivano denunciati dai medici...
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evolution
Credo che in questo articolo la dottoressa avrebbe dovuto rendere chiaro ai lettori che differenza passa tra psicologo e counselor a livello di formazione. Bisognerebbe essere chiari che i counselor sono formati in pochi giorni, un monte ore di massimo 500 ore (molte scuole ne fanno meno) e non hanno fatto nemmeno un giorno di università. Dovrebbe essere chiaro che lo psicologo è riconosciuto dal Ministero della Salute mentre il counselor non può occuparsi di salute e di problemi come ansia, depressione, ecc. Sapete che anche la prevenzione alla salute per legge è riservata alle figure sanitarie? (prevenzione, diagnosi, riabilitazione e cura sono atti tipici delle figure sanitarie). Quindi dovrebbe essere chiaro il messaggio che il counselor non può fare prevenzione in ambito psicologico e dovrebbero essere chiari anche i rischi che corrono i clienti nell'affidarsi a persone non preparate a livello scientifico e senza una specifica regolamentazione formativa.
Non ne vederei la ragione... counselor e psicologo sono due figure diverse: che senso ha fare tutti questi distinguo? Dici delle cose vere ma, permettini, banali. Che il counselor non possa fare prevenzione in ambito psicologico o non possa fare diagnosi psicologica, mi pare palese e non credo che nessuno lo metta in discussione.
Riferimento: OPT - Campagna informativa a tutela dei cittadini
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RosadiMaggio
Sai che Assocounseling ( counseling ed accreditamento esclusivamente svolto da counselor per counselor) nel suo programma base per l'ammissione alle Scuole di Counseling che vi afferiscono, ha previsto un Diploma di Scuola superiore e neppure una Laurea?
Pensa un pò il livello della qualità formativa - culturale e personale - richiesta per essere poi accreditati da altri counselor( a parte qualche genio della lampada che ve ne potrebbe uscire fuori). Speriamo bene, con le azioni congiunte degli altri Ordini regionali, che accrescano il livello degli interventi sempre più decisi anche verso chi poi dal 2010, tramite il riconoscimento di "counselor" in un paese cee, spera di rientrare in Italia dalla finestra, che comunque é un paese sovrano in termini di legislazione interna.
Fortunatamente qualche ordine regionale si muove. :approved:
Ciao Gaia, ben ritrovata. Continuo a non capire i rilievi che vengono mossi... ci sono tante professioni il cui accesso è a partire dal diploma di scuola media superiore.
Come ho avuto modo di spiegare già in decine di post (disseminati ormai non ricordo più nemmeno dove) la formazione in counseling è considerata "formazione professionale" e come tale non può che richiedere, come requisito, il diploma di scuola media superiore.
Peraltro, a latere, faccio notare che la stessa cosa è stata fatta con l'ultima riforma universitaria che ha istituito il triennio (guarda caso come i tre anni della formazione in counseling dopo il diploma): sarà un caso?
La risposta è: ovviamente no. Risponde a precisi criteri europei (che poi in Italia il triennio a psicologia sia stato un fallimento è un altro discorso: è l'applicazione che fa schifo, ma il principio va salvaguardato visto che, tranne che in Italia, funziona perfettamente in tutto il resto del mondo...).
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IT_Modeler
Bentornato.
Già avevo notato nel post di OTK, che l'azione dell'Ordine della Toscana
era ispirata a reagire contro gli <<abusivi>>...MA i giudizi in corso sono solo 4 e 10 segnalazioni inviate alla procura...
Peraltro gli Ordini si dimenticano sempre di dire che ad oggi nessuno è mai stato condannato in via definitiva per esercizio abusivo che, come potrai capire, non è un piccolo particolare... (dove per esercizio abusivo intendo l'equazione: counselor = psicologo abusivo).
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IT_Modeler
e dovrebbe essere più preoccupante (dall'articolo del "Sole 24 ore") pensare che Assocounseling afferma che in giro ne sono un migliaio solo in Toscana! - Semplice osservazione: non era meglio opporsi prima alle scuole di psicoterapia che nei Corsi di Counseling ne sfornano così tanti (aggiungo io: ogni anno)??
Eh eh... nessuno sputa nel piatto dove mangia...
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IT_Modeler
Poi, ancora riguardo gli psicoterapeuti...ci sono anche associazioni di categoria che riconoscono Scuole di Counseling, gestite da non-psicologi...non è incredibile?!
In che senso?
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IT_Modeler
Quindi il problema non è tanto quello degli <<psico-maghetti>> (Chi sono HarryPotters?) in giro, che vedo possono fare anche una brutta fine giudiziale...ma delle contraddizioni e degli interessi che continuano a mantenere in piedi il mercato delle Scuole di Counseling.
:approved:
Riferimento: OPT - Campagna informativa a tutela dei cittadini
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RosadiMaggio
Sai che Assocounseling ( counseling ed accreditamento esclusivamente svolto da counselor per counselor) nel suo programma base per l'ammissione alle Scuole di Counseling che vi afferiscono, ha previsto un Diploma di Scuola superiore e neppure una Laurea?
:
Il segreto del successo delle scuole di counseling è, a mio parere, proprio il fatto che si può accedervi con un percorso di studi breve, e questo "fa gola" a chi non ha voglia di rimettersi a studiare e vuole " sentirsi" psicologo
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IT_Modeler
Per Monicadal:
Virginia Satir aveva il titolo di "Licensed Clinical Social Worker", negli Stati Uniti se il Social Worker raggiunge un certo numero di ore di tirocinio clinico può ottenere questo titolo. Quindi è diverso dal caso italiano.
Grazie, Conoscevo già le diversità dell'ordinamento della professione di assitente sociale tra Stati Uniti e Italia, tra l'altro negli Stati Uniti un laureato in psicologia può fare l'assistente sociale o social worker che dir si voglia, e di conseguenza è aperta a questi ultimi una possibilità di lavoro clinico, anche se restano comunque due professioni distinte, ad esempio, uno psicologo che lavora come assistente sociale negli stati uniti può accedere solo alle posizioni di base e non ai posti direttivi e viceversa.
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monicadal
Il segreto del successo delle scuole di counseling è, a mio parere, proprio il fatto che si può accedervi con un percorso di studi breve, e questo "fa gola" a chi non ha voglia di rimettersi a studiare e vuole " sentirsi" psicologo
Non solo: anche assistente sociale, di tutto un pò, senza averne i requisiti. (Magari riferimenti "a" ).Bastano tecniche di "comunicazione" ed ...il guaio é pronto data la delicatezza dell'argomento stesso:rolleyes:
Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
La cosa peggiore è che se non si hanno alle spalle una formazione " dura" sul campo fatta di ore di tirocinio sotto lo stimole e la critica del supervisore e una forte autoriflessione su se stessi e sulle proprie motivazioni alla professione di aiuto, si finisce per aiutare senza tenere conto delle specificità, della personalità e del percorso personale e socioculturale del nostro cliente, quindi della sua autonomia, ma calibrando gli interventi sulle credenze personali del counselor creando così anche danni interiori peggiori per quelli per cui si è ricorso al counseling....
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quattrostracci
No, Johnny, è una palese ammissione che la gente si deve arrangiare, ovvero la stessa cosa che facevano gli psicologi quando non esisteva l'ordine e venivano denunciati dai medici...
ammetto di non essere una cima in epistemologia, ma chiedo: quando gli psicologi "non avevano l'ordine e quindi venivano denunciati dai medici", non usavano metodi divesi dalla medicina (contrapposto al modello medico, appunto)?
Invece i counselor si rifanno direttamente ad alcune teorie della psicodinamica (Rogers va per la maggiore) e quindi non fanno un'attività altra rispetto a quella dello psicologo.
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Johnny
ammetto di non essere una cima in epistemologia, ma chiedo: quando gli psicologi "non avevano l'ordine e quindi venivano denunciati dai medici", non usavano metodi divesi dalla medicina (contrapposto al modello medico, appunto)?
Invece i counselor si rifanno direttamente ad alcune teorie della psicodinamica (Rogers va per la maggiore) e quindi non fanno un'attività altra rispetto a quella dello psicologo.
Johnny, la questione è molto complicata, perché investe veramente molti campi che portano ad altrettante riflessioni.
Il counseling è una professione che si sta lentamente emancipando dalla psicologia, così come a suo tempo la psicologia fece con la medicina.
All'epoca per i medici, i sedicenti psicologi non usavano metodi diversi dalla medicina. Nel limite in cui la medicina sostenva che la psicologia era affar loro. E' questione di punti di vista, insomma.
Io ho più volte cercato di spiegare che non si può parlare di counseling prendendo come base i vari cialtroni italioti, piuttosto che i truffatori veri e propri.
Dobbiamo rifarci ai principi di chi ha posto le basi di questa nuova professione. Tolto Rollo May - che effettivamente era uno Psicoanalista e quindi è corretto dire che si rifaceva al modello psicodinamico - gli altri, Rogers in testa, pur avendo alle spalle una formazione psicoanalitica di un qualche tipo, di fatto si rifaceva al modello fenomenologico. Peraltro avendo molto scritto rispetto alle differenze che il counseling ha con la psicoanalisi e il comportamentismo.
Ma il punto è un altro: qui non è questione né di teorie né di prospettive. E' pura follia pensare che un modello teorico sia applicabile ad una sola disciplina o, perggio ancora, pensare che tutte le potenziali discipline che potrebbero rifarsi a quel modello debbano essere di appannaggio di una sola categoria professionale.
Il counseling, quello vero, è altro dall'intervento psicologico e più ancora dall'intervento psicoterapeutico. Per non parlare poi degli altri interventi (medico, pedagogico, etc.).
Secondo me dobbiamo imparare che la pluralità è un valore, e non uno spettro di cui aver paura.
Tanto più se questo è agitato ad arte da varie forze (università, ordine, associazioni di categoria degli psicologi) per nascondere le gravi mancanze della psicologia professionale in Italia.
Parlando proprio papale papale: i disastri attuali della psicologia (troppi laureati, troppi iscritti all'ordine, troppi psicoterapeuti, troppo poco lavoro, psicologi sottopagati, etc.) non sono certo riconducibili né al counseling né alle altre professioni limitrofe alla psicologia (coaching, mediazione familiare, pedagogia, etc.), bensì a chi ha diretto e governato la categoria in questi anni.
Ergo la prima vera rivoluzione deve avvenire dall'interno, non cercando all'esterno il counselor di turno che assurge per gli psicologi al ruolo di unica vera colpa della loro eclissi.
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quattrostracci
Tolto Rollo May - che effettivamente era uno Psicoanalista e quindi è corretto dire che si rifaceva al modello psicodinamico - gli altri, Rogers in testa, pur avendo alle spalle una formazione psicoanalitica di un qualche tipo, di fatto si rifaceva al modello fenomenologico. Peraltro avendo molto scritto rispetto alle differenze che il counseling ha con la psicoanalisi e il comportamentismo.
Solo per curiosità personale: puoi dirmi qualcosa di più sulla formazione psicoanalitica di Rollo May e di Carl Rogers, perchè è la prima volta che sento che abbiano intrapreso il training.
Saluti
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Originalmente inviato da
monicadal
Grazie, Conoscevo già le diversità dell'ordinamento della professione di assitente sociale tra Stati Uniti e Italia, tra l'altro negli Stati Uniti un laureato in psicologia può fare l'assistente sociale o social worker che dir si voglia, e di conseguenza è aperta a questi ultimi una possibilità di lavoro clinico, anche se restano comunque due professioni distinte, ad esempio, uno psicologo che lavora come assistente sociale negli stati uniti può accedere solo alle posizioni di base e non ai posti direttivi e viceversa.
Io ho aggiunto le info in dettaglio appunto per distinguere il caso della Satir:
Virginia al tempo era LCSW (Assistente Sociale Clinico), ricevette in un secondo momento la Laurea in Psicologia "honoris causa", quindi all'inizio della sua carriera non poteva cominciare come Psicologa che agiva nel campo dell'Assitenza Sociale.
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gieko
Solo per curiosità personale: puoi dirmi qualcosa di più sulla formazione psicoanalitica di Rollo May e di Carl Rogers, perchè è la prima volta che sento che abbiano intrapreso il training. Saluti
Ciao, davvero "poco" di più posso dirti. Sia Rollo May che Carl Rogers intraprendono un'analisi individuale (entrambi ad orientamento freudiano).
Rollo May vi si distacca quasi subito affascinato dalle teorie di Otto Rank che May considera tra i migliori del circolo freudiano. In virtù delle posizioni di Rank rispetto ad un rapporto più paritetico e simmetrico con i pazienti (teoria della relazione terapeutica), May considera inoltre Rank un precursore dell'esistenzialismo.
In questo quadro si inserisce inoltre anche l'influenza di Jessie Taft (più per Rogers che per May, a dire il vero). Non solo in relazione al fatto che la Taft era la biografa "ufficiale" di Rank, ma anche per l'enfatizzazione da lei posta nei suoi studi rispetto al concetto di "libertà" personale.
Rogers si sottopone inoltre ad una psicoterapia comportamentista. Strada sovente "battuta" da molti studiosi americani della loro epoca quando, appunto, i due modelli principali di riferimento erano la psicoanalisi da una parte e il comportamentismo dall'altra.
Ciao