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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
CASO 5
B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto ad un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
Circa un anno fa, B.L. che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L. si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un Dipartimento di salute mentale.
Il/la Candidato/a individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
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CASO 6.
L. M. ha 21 anni, maschio, studente universitario, vive con la madre.
Da quasi due anni ha una relazione con una sua coetanea, della quale si dice molto innamorato anche se, racconta in modo profondamente angosciato e dopo molte incertezze, non riesce ad avere con lei rapporti sessuali completi. Anche nella sua adolescenza, pur avendo avuto alcuni flirt non ha mai avuto rapporti sessuali. Si descrive come un po’ introverso, senza molti amici, ma fondamentalmente ottimista e fiducioso nel suo futuro.
Denuncia problemi di insonnia e lamenta di avere molto spesso incubi notturni che lo spaventano profondamente. Soffre con una certa frequenza di mal di testa che possono durare anche alcuni giorni.
In tre occasioni, che ricorda in maniera particolareggiata, ha avuto l’impressione di svenire e questa sensazione gli ha provocato molta angoscia.
Il suo rendimento scolastico è molto buono, anche se per raggiungere questo risultato L.M. dice di dovere studiare ed impegnarsi molto. I genitori hanno divorziato quando lui aveva 16 anni e nelle sue parole, dopo un periodo di difficoltà, la situazione è stata vissuta in modo non traumatico. Il padre si è risposato e dal nuovo matrimonio ha avuto una figlia che adesso ha 3 anni. Ammette di avere migliori rapporti con il padre che vede una volta alla settimana e con il quale trascorre parte delle vacanze estive, compiendo lunghe escursioni in montagna. La madre viene descritta come molto presa dal suo lavoro di avvocato, spesso assente da casa per impegni, ma attenta a non fare mancare nulla al figlio.
L.M. dice di essere certo che se riuscirà ad avere una vita sessuale felice con la sua partner, tutte le sue difficoltà si risolveranno e chiede se esistano tecniche psicologiche o medicine che possano risolvere il suo problema.
Il/la Candidato/a descriva quali strumenti utilizzerebbe per giungere una valutazione diagnostica e quale tipologia di trattamento suggerirebbe.
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CASO 7.
Soggetto maschile di 40 anni, impiegato. Si presenta raccontando che da alcuni anni non riesce più a dormire bene, si agita per ogni piccolo stress e perfino gli eventi positivi, come la nascita di una figlia, lo mettono in ansia.
L’anamnesi rivela che il paziente, figlio unico, ha goduto di uno stato di “assoluto benessere” fino alla morte dei genitori, scomparsi a distanza di un anno l’uno dall’altro, prima il padre per una malattia cardiaca (all’età di 57 anni) e poi la madre per un cancro (all’età di 52 anni).
La sua compagna, che ha sposato da poco, l’ha aiutato moltissimo in questo periodo e spesso ha pensato che senza di lei non ce l’avrebbe fatta.
Si è deciso a chiedere aiuto solo ora perché ha notato qualcosa di nuovo: gli capita da qualche mese di sentire come una strana paura che gli possa capitare qualcosa di brutto, come una grave malattia fisica o di perdere il controllo e impazzire.
Finora ha utilizzato, su consiglio del suo medico, dei tranquillanti minori che hanno alleviato la sua ansia, ma si chiede se non si debba fare qualcos’altro, soprattutto per rassicurarsi che non avvenga ciò che teme di più: che i suoi problemi incrinino il rapporto che ha con la sua compagna e che non corra il rischio di trasmettere la sua ansia e le sue paure alla figlioletta.
Il Candidato illustri gli strumenti diagnostici che impiegherebbe e i percorsi di valutazione che intraprenderebbe per formulare un progetto terapeutico adeguato al caso.
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CASO 8.
Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
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CASO 9.
Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
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ORMAI SONO ARRIVATA A 10 CREDO POSSA BASTARE.............:tajo::tajo::tajo: CI SENTIAMO STASERA PER RISOLVERLI
CASO 10.
La signora A., di 40 anni, consulta un professionista su insistenza del marito a causa di sintomi che sono diventati progressivamente più gravi ed intollerabili, che stanno condizionando sempre più la vita di coppia, che non ha figli. A. è costantemente dedita alla pulizia della casa, a mettere in ordine, a lavare gli indumenti, a controllare gli oggetti che il marito porta a casa, per il timore di contaminazioni. Tali manifestazioni sono diventate sempre più intense dopo la morte della madre di A., circa cinque anni prima, per le conseguenze di una malattia infettiva. Attualmente A. è casalinga, dopo aver lasciato qualche anno prima il lavoro di segretaria presso un’azienda. In questo lei era competente e preparata; tuttavia svolgeva le sue mansioni con scrupolo e meticolosità eccessivi per cui impiegava molto tempo per completare i compiti assegnati, che la portavano ad oltrepassare l’orario di lavoro ed a continuare ad occuparsene anche a casa. Inoltre ogni decisione da prendere era fonte di ansia per i persistenti dubbi che la tormentavano. A. è sempre stata poco desiderosa di intrattenere relazioni sociali ed il marito lamenta anche una scarsa disponibilità affettiva e sessuale. A. è una donna che mostra un persistente stato di insoddisfazione, sentimenti di inadeguatezza e di sfiducia, è convinta di non valere nulla e pensa che la vita non abbia più molto da offrirle. Soffre anche di insonnia. Il marito non riesce in alcun modo ad esserle di aiuto, si sente infelice ed impotente di fronte alla situazione.
Il Candidato indichi:
1)in quale ( o quali) categoria psicopatologica vanno presumibilmente collocate le manifestazioni sintomatologiche e comportamentali della signora A;
2)quali dati anamnestici e biografici è utile indagare per approfondire la conoscenza del caso;
3)i concetti psicologici esplicativi del quadro clinico, all’interno di un modello teorico di riferimento prescelto;
4)le indicazioni terapeutiche più opportune per affrontare il caso, motivandone la scelta.
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
ciaoooooooooooo
hahaha, si credo che possono bastare!!!!!!!!!!!!!!! senti, ma per caso li hai presi da quell maloppo di roba che ho anche io??? no nel senso, cosi evito di andare a leggermeli tutti ed a sceglierne quelli piu adatti visto che magari tu li hai gia sfogliati tutti e scelto alcuni di quelli????
altrimenti se non sono presi da li magari ne vedo qualcuno anche da li.
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Citazione:
Originalmente inviato da
kegi7929
Per Alex : ti ho inviato una mail
Per tutti: metto casi ma li faccio stasera.........
VO 2003
Il giovane uomo depresso. L., un giovane uomo di 26 anni, telefona ad una psicologa e prende un appuntamento, ma il giorno convenuto non si presenta, né in seguito dà più notizie di sé. Passato un mese, citofona allo studio della psicologa, insistendo per incontrarla subito, spiegarle il suo problema e iniziare una psicoterapia. La psicologa propone invece che ritelefoni, per fissare un appuntamento. Quando si incontrano per il primo colloquio, L. dice che il suo problema dura da 9 anni, che è stanco di soffrire, che ha già provato di tutto: psichiatri, psicologi, psicoterapie, ha cambiato un sacco di farmaci; da circa due mesi è seguito da uno psichiatra, che gli ha consigliato di parlare con uno psicologo. Lui è stato d’accordo, perché con i soli farmaci sta peggiorando. Sospira: “Nessuno può aiutarmi…”. Dice che è esasperato dal suo malessere, che si acuisce sempre più. Non riesce a riprendere il lavoro: “Non riesco a capire il motivo di questo blocco, del mio rifiuto, rischio di perdere lo stipendio.”. “La mia depressione è iniziata quando avevo 17 anni, mi si appannava la vista, ero angosciato di tutto, non avevo voglia di uscire. Ho iniziato a lavorare, ma si può dire che in media ci andavo tre, quattro mesi all’anno, tra malattie e permessi vari”. “Sono patito di macchine e motociclette, andavo a lavorare soprattutto per questo, adesso sono sempre più angosciato all’idea di poter perdere il lavoro”. “Ho una ragazza, ma non la amo”. Ha un gruppetto di amici, di cui lui è il leader, “perché con loro mi faccio forte e mostro un altro volto…non sanno che soffro di depressione”. In famiglia i genitori lo comprendono: non è così per il fratello maggiore, che: “Dice che sono un fannullone e ne approfitto perché a casa non fanno storie”. Ultimamente si sente un po’ meglio con i farmaci che gli prescrive lo psichiatra, “Ma lui è troppo impegnato, io ho bisogno che qualcuno mi segua da vicino”.
intanto iniziamo con questo no?
second me È un disturbo dell umore: disturbo distimico visto che dura da 9 anni.... ed alla fine sembrano solo esserci sintomi depressivi....
voi che dite???
comunque andrei ad indagare l evenutale presenza di episodi di umore elevato per vedere se eventualemente ci sono dei periodi di umore elevato e se in tal caso si possa trattare di un disturbo ciclotimico, no???
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Originalmente inviato da
kegi7929
Adriana chiede presso un servizio territoriale un appuntamento con uno psicologo. A. è una bella donna di 35 anni con un viso solare che trasmette tranquillità, appare dolce e gentile. È laureata in scienze religiose e insegna questa materia in una scuola elementare. Tale lavoro le piace molto. È stata inviata al servizio dal ginecologo al quale la donna si era rivolta per problemi di ordine sessuale. Riferisce di essersi separata da circa 2 anni,attualmente il marito le ha chiesto l’annullamento del matrimonio. La coppia ha un bambino di 4 anni. Adriana racconta di aver subito un abuso sessuale all’età di 9 anni da parte del marito della sorella della madre che ancora oggi vive nel palazzo dove vivono i genitori di Adriana. Adriana pensa che questo è il motivo x cui ha difficoltà ad avere rapporti.
Il candidato indichi le aree da approfondire, un inquadramento psicodiagnostico e un piano di trattamento.
forse questo caso l avevamo gia trattato comunque rifacciamolo:
bisogna indagare molte cose, sia mediante il resoconto dei referti clinici del ginecologo sia mediante colloqui diretti da parte dello psicologo: comunque bisogna vedere di quale disturbo si tratta, se di 1 o piu disturbi della fase di risposta sessuale.... ma bisogna anche vedere se effettiavmente A. percepisce un disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento perche altrimenti non si puo diagnsoticare un disturbo sessuale. inoltre il suo background culturale e religioso puo darci informazioni circa le sue opinioni sulla ttivitÀ sessuale... potrebbe inoltre essere che l evento scattenante sia stato l abuso subito e che per questo lei abbia in effetti sviluppato un disturbo sessuale......
comunque vanno indagati molti aspetti e non ce una diagnosi certa!!!
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
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Originalmente inviato da
kegi7929
Caso clinico 7 ottobre 2003
Una studentessa universitaria, ventenne, non riesce più a frequentare le lezioni del suo corso di studi, la facoltà d’ingegneria, perché tutte le volte che esce di casa per andare all’università sente crescere una forte ansia, con un tremore in tutto il corpo, e non riesce ad uscire di casa. La giovane sta frequentando con profitto i suoi studi universitari, ha ultimato gli esami del secondo anno del corso di laurea triennale, con una media alta. Va dallo psicologo per affrontare questa sua difficoltà; è molto preoccupata per quanto le capita, non capisce quali siano i motivi del suo disturbo. Racconta della sua vita, di una famiglia ove hanno studiato all’università solo le donne di casa: la madre è insegnante di liceo, ed ha una sorella maggiore che si è laureata in architettura. Il fratello, che ha due anni più di lei, ha interrotto gli studi alle scuole superiori, e lavora saltuariamente come programmatore per piccole aziende d’informatica. Il padre, ragioniere, è impiegato alle poste, ormai vicino alla pensione. Anche il ragazzo, che la nostra giovane donna frequenta da qualche mese, ha interrotto gli studi universitari (frequentava anch’egli ingegneria), e sta tentando d’inserirsi nel lavoro seguendo la stessa strada del fratello. L’ansia è iniziata quando ha pensato che ormai stava per avvicinarsi la fine degli studi e si è chiesta a cosa potesse servirle la laurea triennale. A ben poco, questa è la sua opinione. Ciò le fa pensare alla necessità di proseguire negli studi, cosa che sente poco attraente, per via di un rinvio del lavoro, al quale la nostra giovane donna aspira. Conta molto sull’aiuto dello psicologo; apprezza che sia un uomo, che ha studiato e che occupa una posizione importante, potendo aiutare le persone in difficoltà come lei. Sin dall’inizio del primo colloquio dice di sentire stima e fiducia nello psicologo, pensa che con lui risolverà i suoi problemi.
secondo me qui la diagnosi È chiara: fobia sociale... ed i sintomi dell attacco di panico si verificano come conseguenza al fatto che si trova a disagio nel recarsi all universitÀ. mi sembra dunque che gli attacchi siano abbastanaz prevedibili e circoscritti a situazioni specifiche dunque non mi pare possa essere un disturbo di panico, sia perche gli attacchi non sono cosi imprevisti sia perche la sizuazioe È abbastanza specifica, mentre nel disturbo di panico con agorafobia mi sembra che l attacco È improvviso e soprattutto cè l evitamento di una vasta gamma di situazioni sociali perche li si potrebbe verificare l attacco. invece qui lei evita la scuola non tanto per paura di avere un attacco no? ma aveva disagio all uni per altri motivi e la evita per questo e se lo stesso ci deve andare si verifica l attacco di panico. comunque secondo me fobia sociale
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SALVE BIMBE!
IL FATTO CHE BISOGNA INDICARE UN'IPOTESI DIAGNBOSTICA MI RISOLLEVA!
SECONDO ME PIù CHE FARE MOLTI CASI BISOGNA CAPIRE COME SVOLGERLOOOOOOO!
ULTIMI GIORNO DI STUDIO MATTO E DISPERATOOOOOOOOOOOOO...ALEX E KEGI SE VOLETE OGGI O DOMANI NEL POM O IN SERATA POSSIAMO SENT PER TEL E CI SI AGGIORNA ..DATO KE NEL FORUM NN MI CONNETTO MOLTOOOOOOOOOOO!UN BACIONEEEEEEEEEEEE...FORZAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA AAAAA:Ops::approved:
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Originalmente inviato da
kegi7929
Caso clinico 7 ottobre 2003
Una studentessa universitaria, ventenne, non riesce più a frequentare le lezioni del suo corso di studi, la facoltà d’ingegneria, perché tutte le volte che esce di casa per andare all’università sente crescere una forte ansia, con un tremore in tutto il corpo, e non riesce ad uscire di casa. La giovane sta frequentando con profitto i suoi studi universitari, ha ultimato gli esami del secondo anno del corso di laurea triennale, con una media alta. Va dallo psicologo per affrontare questa sua difficoltà; è molto preoccupata per quanto le capita, non capisce quali siano i motivi del suo disturbo. Racconta della sua vita, di una famiglia ove hanno studiato all’università solo le donne di casa: la madre è insegnante di liceo, ed ha una sorella maggiore che si è laureata in architettura. Il fratello, che ha due anni più di lei, ha interrotto gli studi alle scuole superiori, e lavora saltuariamente come programmatore per piccole aziende d’informatica. Il padre, ragioniere, è impiegato alle poste, ormai vicino alla pensione. Anche il ragazzo, che la nostra giovane donna frequenta da qualche mese, ha interrotto gli studi universitari (frequentava anch’egli ingegneria), e sta tentando d’inserirsi nel lavoro seguendo la stessa strada del fratello. L’ansia è iniziata quando ha pensato che ormai stava per avvicinarsi la fine degli studi e si è chiesta a cosa potesse servirle la laurea triennale. A ben poco, questa è la sua opinione. Ciò le fa pensare alla necessità di proseguire negli studi, cosa che sente poco attraente, per via di un rinvio del lavoro, al quale la nostra giovane donna aspira. Conta molto sull’aiuto dello psicologo; apprezza che sia un uomo, che ha studiato e che occupa una posizione importante, potendo aiutare le persone in difficoltà come lei. Sin dall’inizio del primo colloquio dice di sentire stima e fiducia nello psicologo, pensa che con lui risolverà i suoi problemi.
ci vedo Disturbo dell'Asse I: Fobia sociale!
Disturbo da Attacchi di panico no, perchè circoscritti "perché tutte le volte che esce di casa per andare all’università sente crescere una forte ansia, con un tremore in tutto il corpo, e non riesce ad uscire di casa. "
VOI???????????
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kegi7929
Per Alex : ti ho inviato una mail
Per tutti: metto casi ma li faccio stasera.........
VO 2003
Il giovane uomo depresso. L., un giovane uomo di 26 anni, telefona ad una psicologa e prende un appuntamento, ma il giorno convenuto non si presenta, né in seguito dà più notizie di sé. Passato un mese, citofona allo studio della psicologa, insistendo per incontrarla subito, spiegarle il suo problema e iniziare una psicoterapia. La psicologa propone invece che ritelefoni, per fissare un appuntamento. Quando si incontrano per il primo colloquio, L. dice che il suo problema dura da 9 anni, che è stanco di soffrire, che ha già provato di tutto: psichiatri, psicologi, psicoterapie, ha cambiato un sacco di farmaci; da circa due mesi è seguito da uno psichiatra, che gli ha consigliato di parlare con uno psicologo. Lui è stato d’accordo, perché con i soli farmaci sta peggiorando. Sospira: “Nessuno può aiutarmi…”. Dice che è esasperato dal suo malessere, che si acuisce sempre più. Non riesce a riprendere il lavoro: “Non riesco a capire il motivo di questo blocco, del mio rifiuto, rischio di perdere lo stipendio.”. “La mia depressione è iniziata quando avevo 17 anni, mi si appannava la vista, ero angosciato di tutto, non avevo voglia di uscire. Ho iniziato a lavorare, ma si può dire che in media ci andavo tre, quattro mesi all’anno, tra malattie e permessi vari”. “Sono patito di macchine e motociclette, andavo a lavorare soprattutto per questo, adesso sono sempre più angosciato all’idea di poter perdere il lavoro”. “Ho una ragazza, ma non la amo”. Ha un gruppetto di amici, di cui lui è il leader, “perché con loro mi faccio forte e mostro un altro volto…non sanno che soffro di depressione”. In famiglia i genitori lo comprendono: non è così per il fratello maggiore, che: “Dice che sono un fannullone e ne approfitto perché a casa non fanno storie”. Ultimamente si sente un po’ meglio con i farmaci che gli prescrive lo psichiatra, “Ma lui è troppo impegnato, io ho bisogno che qualcuno mi segua da vicino”.
CREDO sia Asse I : Disturbo dell'Umore.............non soddisfa i creiteri per un DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE quindi mi aggrapperei ai pochi sintomi depressivi e ai 9 anni e opterei per DISTURBO DISTIMICO che dite?
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Originalmente inviato da
kegi7929
CASO 2
Silvia, 18 anni, viene inviata dal medico curante per una visita psicologica al Servizio di Salute Mentale per sospetta anoressia mentale.
Due anni fa pesava quasi 80 kg, oggi ne pesa 47.
Si presenta al primo incontro col padre (operaio di 42 anni): la madre è al lavoro. La prima parte del colloquio è svolto con entrambi.
Il padre non ha una ipotesi sul malessere della figlia, adduce la causa all’inizio di una dieta di un anno prima. Si commuove molto e piange durante il racconto delle molte visite specialistiche private effettuate nell’ultimo periodo.
La ragazza è sorpresa del pianto del padre.
Il Candidato, in base ai dati proposti:
1.Dica quali elementi ritiene utili per verificare la correttezza della diagnosi.
2.Individui quale percorso di valutazione è necessario onde pervenire ad un eventuale trattamento.
3.Indichi quali settino di intervento sceglierebbe.
Sembrerebbe anoressia nervosa ma come si fa a dirlo non abbiamo elementi suff..........quindi oltre ad indagare con colloqui diasgnostici e test che si scrive come diagnosi differenziale?
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Originalmente inviato da
kegi7929
CASO 3.
Un commerciante sui 40 anni, S.B., si presenta con la moglie ad una consultazione psicologica. E' molto teso, sudato , parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria ,ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei ed otto anni. La moglie, interrogata dallo psicologo, dice che in famiglia va tutto bene, solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni.
Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro, che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili.
Il Candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi, quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui clinici illustrando anche i motivi della scelta, e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare; indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire, almeno in fase diagnostica, i colloqui solo con S.B. o anche con la moglie.
Al solito secondo me ci sono pochi elementi e potrebbe essere ansia o depressione ma da li a dirlo bisogna fare altre indagini , giusto? voi che ci vedete?
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kegi7929
ci vedo Disturbo dell'Asse I: Fobia sociale!
Disturbo da Attacchi di panico no, perchè circoscritti "perché tutte le volte che esce di casa per andare all’università sente crescere una forte ansia, con un tremore in tutto il corpo, e non riesce ad uscire di casa. "
VOI???????????
ok anche io!
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Originalmente inviato da
kegi7929
CREDO sia Asse I : Disturbo dell'Umore.............non soddisfa i creiteri per un DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE quindi mi aggrapperei ai pochi sintomi depressivi e ai 9 anni e opterei per DISTURBO DISTIMICO che dite?
anche secondo me
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Originalmente inviato da
kegi7929
Sembrerebbe anoressia nervosa ma come si fa a dirlo non abbiamo elementi suff..........quindi oltre ad indagare con colloqui diasgnostici e test che si scrive come diagnosi differenziale?
hm, infatti ci sono troppo pochi elementi.
la ragazze aha 18 anni e pesa solo 47 kg.... infatti È un po poco, ma che ne sappiamo noi, perche se È altra 1,50 m allora 47 kg vanno bene no? e a quel punto non È anoressica....
comunque secondo me a sto punto si indaga tutti gli elementi ulteriori per arrivare a fare una diagnosi di disturbo alimentare, compreso il calcolo del BMI giusto??
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Originalmente inviato da
alexsugar
hm, infatti ci sono troppo pochi elementi.
la ragazze aha 18 anni e pesa solo 47 kg.... infatti È un po poco, ma che ne sappiamo noi, perche se È altra 1,50 m allora 47 kg vanno bene no? e a quel punto non È anoressica....
comunque secondo me a sto punto si indaga tutti gli elementi ulteriori per arrivare a fare una diagnosi di disturbo alimentare, compreso il calcolo del BMI giusto??
ok ............ps: ti ho mandato una mail
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Originalmente inviato da
alexsugar
forse questo caso l avevamo gia trattato comunque rifacciamolo:
bisogna indagare molte cose, sia mediante il resoconto dei referti clinici del ginecologo sia mediante colloqui diretti da parte dello psicologo: comunque bisogna vedere di quale disturbo si tratta, se di 1 o piu disturbi della fase di risposta sessuale.... ma bisogna anche vedere se effettiavmente A. percepisce un disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento perche altrimenti non si puo diagnsoticare un disturbo sessuale. inoltre il suo background culturale e religioso puo darci informazioni circa le sue opinioni sulla ttivitÀ sessuale... potrebbe inoltre essere che l evento scattenante sia stato l abuso subito e che per questo lei abbia in effetti sviluppato un disturbo sessuale......
comunque vanno indagati molti aspetti e non ce una diagnosi certa!!!
ma se ha difficoltà ad avere rapporti si potrebbe pensare a una disfunzione sessuale : disturbo dell'eccetazione sessuale? non saprei magari insorto proprio a causa della violenza..........boh........che pensi?
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kegi7929
ok ............ps: ti ho mandato una mail
si letto email.... ma a chi È venuta quel idea?????? a te??????????? sei un genio....
aspetto che lo scrivo sotto quel caso se no si fa confusione
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Originalmente inviato da
kegi7929
ma se ha difficoltà ad avere rapporti si potrebbe pensare a una disfunzione sessuale : disturbo dell'eccetazione sessuale? non saprei magari insorto proprio a causa della violenza..........boh........che pensi?
guarda in questo caso non abbiamo NESSUN elemento specifico, quindi non sapiamo di quale disturbo si tratta, dice solo che ha problemi di ordine sessuale, ma potrebbe essere anche una carenza di desiderio, oppure dell eccitamento oppure orgasmo, quindi si devono fare ulteriori accertamenti...
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Originalmente inviato da
kegi7929
CREDO sia Asse I : Disturbo dell'Umore.............non soddisfa i creiteri per un DISTURBO DEPRESSIVO MAGGIORE quindi mi aggrapperei ai pochi sintomi depressivi e ai 9 anni e opterei per DISTURBO DISTIMICO che dite?
allora tu cosa dicevi: FITTIZIO ??? hm pensandoci potrebbe essere.... in quel caso lui produce intenzionalmente o simula i sintomi, e la motivazione È quella di assumere il ruolo da malato....
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alexsugar
si letto email.... ma a chi È venuta quel idea?????? a te??????????? sei un genio....
aspetto che lo scrivo sotto quel caso se no si fa confusione
no a una mia amica.............comunque è o no? perchè lei non è più così convinta che sia.........ti ho mandato un pm
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Originalmente inviato da
kegi7929
no a una mia amica.............comunque è o no? perchè lei non è più così convinta che sia.........ti ho mandato un pm
allora la sintomatologia potrebbe anche essere simulata o prodotta intenzionalemente per assumere il ruolo da malato, MA mi chiedo questo: visto che uno vuole essere malato come mai si rivolge allo psicologo spontaneamente per chiedere un aiuto??? come mai ha paura invece di perdere il lavoro??? questo non mi sembra tipico del fittizio no???
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Originalmente inviato da
alexsugar
allora la sintomatologia potrebbe anche essere simulata o prodotta intenzionalemente per assumere il ruolo da malato, MA mi chiedo questo: visto che uno vuole essere malato come mai si rivolge allo psicologo spontaneamente per chiedere un aiuto??? come mai ha paura invece di perdere il lavoro??? questo non mi sembra tipico del fittizio no???
Allora quello che le spiegavo era proprio questo: se si rende conto che i suoi sintomi lo stanno danneggiando (vedi perdita del lavoro) non può essere un fittizio.........in più ma questo l'ho trovato in internet il fittizio descrive la sua situazione clinica in modo dettagliato.......quindi tutti gli accertamenti esami etc........... quindi non sembrerebbe fittizio..........
ora per l'invio spontaneo non sò che pensare perchè come giustamente lei mi ha risposto :
il fittizio infatti è un disturbo dove il soggetto "finge" di avere determinati sintomi..però è caratterizzato da tanti ricoveri o cambi di medici..ricerca di attenzioni da parte di familiari, medici ecc.
quindi ci starebbe l'invio spontaneo...........
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Riferimento: EDS Novembre 2010 - RIPASSO SERALE chi si unisce?
l'idea del fittizio era venuta a me :sbonk:
mi sembrava di aver capito che non si era rivolto allo psicologo spontaneamente..ma sotto consiglio dello psichiatra..per il fatto di aver paura di perdere il lavoro (che per altro non svolge quasi per niente..anzi..tra malattie e permessi sembra che lo eviti) potrebbe essere un modo come un altro per "attirare" l'attenzione dei familiari (io vorrei tenermi il lavoro..ma se non ci riesco è per colpa della malattia..non perchè sono uno scansafatiche!)
però..ripeto..non mi convince tantissimo..
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in più ma questo l'ho trovato in internet il fittizio descrive la sua situazione clinica in modo dettagliato.......quindi tutti gli accertamenti esami etc........... quindi non sembrerebbe fittizio..........
questo è vero..nel testo non si fa riferimento a terapie specifiche e altro..però il soggetto dice che ha provato di tutto..psichiatri, psicologi, psicoterapia e farmacoterapia...il fatto che non ci sia la descrizione dettagliata della situazione clinica può essere legata anche al fatto che si tratta di una "traccia" di caso clinico..non può essere troppo specifica o lunga...credo
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Anandamyde
l'idea del fittizio era venuta a me :sbonk:
mi sembrava di aver capito che non si era rivolto allo psicologo spontaneamente..ma sotto consiglio dello psichiatra..per il fatto di aver paura di perdere il lavoro (che per altro non svolge quasi per niente..anzi..tra malattie e permessi sembra che lo eviti) potrebbe essere un modo come un altro per "attirare" l'attenzione dei familiari (io vorrei tenermi il lavoro..ma se non ci riesco è per colpa della malattia..non perchè sono uno scansafatiche!)
però..ripeto..non mi convince tantissimo..
fai un pò di casi con noi o esci?
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CASO 8. Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
disturbo d'ansia generalizzato con insonnia? O_o
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Anandamyde
l'idea del fittizio era venuta a me :sbonk:
mi sembrava di aver capito che non si era rivolto allo psicologo spontaneamente..ma sotto consiglio dello psichiatra..per il fatto di aver paura di perdere il lavoro (che per altro non svolge quasi per niente..anzi..tra malattie e permessi sembra che lo eviti) potrebbe essere un modo come un altro per "attirare" l'attenzione dei familiari (io vorrei tenermi il lavoro..ma se non ci riesco è per colpa della malattia..non perchè sono uno scansafatiche!)
però..ripeto..non mi convince tantissimo..
il problema È questo: che dal primo momento che ho letto il caso il disturbo mi sembrava "un po troppo scontato", non so se mi spiego: nella mia mente malata io penso sempre che ad un esame di stato non metteranno un caso dove i sintomi sono cosi ovvi e dove non ce nemmeno da fare una differenziale e nulla, giusto? e oltre a disturbo distimico non potrebbe esser nient altro, mi sembrava.......... ma forse giustamente come io sospettavo: dietro c era qualcosa DI PIU............ che sia un fittizio ci puo stare, anche se io in base ai criteri avevo capito un altra cosa, evidentemente no avevo capito nulla.
comunque per essere nel caso un fittizio i sintomi sono prodotti intenzionalemente o simulati e qui ci sta che siano simulati. poi, lui vuole assumere il ruolo da malato, e in effetti come dici te, andando dallo psicologo lui da effettivamente l idea che sia un malato, no? poi la storia del paziente È caratterizzata da frequenti ricoveri, sintomi molto diversi e pertanto cambia anche la diagnosi molto frequentemente: qui in effetti ci sta.... ha chiesto aiuto praticamente a tutti....... poi c e un controsenso pero, una volta riferisce che con i farmaci migliora, poi invece prima diceva che peggiorava....... in effetti potrebbe essere benissimo resistente ai farmaci, visto che non ha nulla, non ce niente da curare...............
non so.... voi che dite??? come avevo gia detto sin dal primo momento da diagnosi di distimico mi sembrava un po troppo ovvia e infatti ci sta benissimo che invece cera qualcosa sotto..... in fondo in fondo cera il fittizio...............
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Originalmente inviato da
Anandamyde
questo è vero..nel testo non si fa riferimento a terapie specifiche e altro..però il soggetto dice che ha provato di tutto..psichiatri, psicologi, psicoterapia e farmacoterapia...il fatto che non ci sia la descrizione dettagliata della situazione clinica può essere legata anche al fatto che si tratta di una "traccia" di caso clinico..non può essere troppo specifica o lunga...credo
infatti, sono d accordo...... la sintomatologia la vai ad approfondire negli approfondimenti, ma solo perche la traccia non te la dice non vuol dire che non ci sia no?
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kegi7929
CASO 4.
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
disturbo depressivo maggiore , giusto?
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non so che dirti..le informazioni infatti non sono moltissime..
il fatto che dica che i farmaci alle volte funzionano e alle volte no..per quel che mi ricordo nel fittizio quando viene fatta una diagnosi al soggetto..e quindi iniziata una terapia dove lui dovrebbe migliorare..il soggetto inizia ad accusare altri sintomi e allora la precedente terapia non funziona più (secondo lui)
solo che non vorrei cercare di "incastrarlo" per forza come diagnosi...i simulati sono più semplici da riconoscere...ma non c'è nessun altro che possa darci un'illuminazione???
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Originalmente inviato da
alexsugar
il problema È questo: che dal primo momento che ho letto il caso il disturbo mi sembrava "un po troppo scontato", non so se mi spiego: nella mia mente malata io penso sempre che ad un esame di stato non metteranno un caso dove i sintomi sono cosi ovvi e dove non ce nemmeno da fare una differenziale e nulla, giusto? e oltre a disturbo distimico non potrebbe esser nient altro, mi sembrava.......... ma forse giustamente come io sospettavo: dietro c era qualcosa DI PIU............ che sia un fittizio ci puo stare, anche se io in base ai criteri avevo capito un altra cosa, evidentemente no avevo capito nulla.
comunque per essere nel caso un fittizio i sintomi sono prodotti intenzionalemente o simulati e qui ci sta che siano simulati. poi, lui vuole assumere il ruolo da malato, e in effetti come dici te, andando dallo psicologo lui da effettivamente l idea che sia un malato, no? poi la storia del paziente È caratterizzata da frequenti ricoveri, sintomi molto diversi e pertanto cambia anche la diagnosi molto frequentemente: qui in effetti ci sta.... ha chiesto aiuto praticamente a tutti....... poi c e un controsenso pero, una volta riferisce che con i farmaci migliora, poi invece prima diceva che peggiorava....... in effetti potrebbe essere benissimo resistente ai farmaci, visto che non ha nulla, non ce niente da curare...............
non so.... voi che dite??? come avevo gia detto sin dal primo momento da diagnosi di distimico mi sembrava un po troppo ovvia e infatti ci sta benissimo che invece cera qualcosa sotto..... in fondo in fondo cera il fittizio...............
allora non ci sto a capire più nulla....è fittizio o no?
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Anandamyde
CASO 8. Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
disturbo d'ansia generalizzato con insonnia? O_o
ma tu sai tutte queste sottocategorie del dsm ???? ma ce questo sottotipo "con insonnia" ??? comunque a me sembra piu un disturbo depressivo....... magari non altrimenti specificato e li ci starebbe quello ansioso-depressivo............. che dite?
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scusa..mi sono espressa male io!
intendevo disturbo dell'umore + disturbo del sonno
però riguardando i criteri del dsm l'insonnia è compresa nella depressione maggiore..
scusate..sto fondendo..è stata una giornataccia! O_o
depressione maggiore...basta!
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Originalmente inviato da
kegi7929
allora non ci sto a capire più nulla....è fittizio o no?
io metterei entrambe le ipotesi, visto che noi no si ha tutti gli elementi per inquadrarlo siamo anche autorizzati a mettere piu ipotesi: secondo me possiamo mettere sia fittizio, dicendo che si va ad approfondire tutta la sua storia clinica per verificare se lo È o meno, ma possiamo a questo punto anche mettere il distimico, per tutti i criteri che abbiamo detto qualche post fa.................... secondo me andrebbe benissimo mettere entrambe..... se nel caso si riuscisse mediante ulteriori accertamenti a dimostrare che i sintomi non sono simulati e prodotti intenzionalmente ma sono reali allora rimane l ipotesi distimica.................... e cosi abbiamo anche trovato la differenziale, evivaaaa!!! secondo me in un caso cosi ci vanno entrembe le ipotesi, loro vogliono proprio questo: che noi non si da per scontato nulla, e visto che mancano molte informazioni ci mettiamo piu ipotesi
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Anandamyde
CASO 8. Il medico di base invia al Consultorio Carmela, una giovane donna di 25 anni che è rimasta vedova da qualche mese perché il marito trentenne, camionista, ha perso la vita in un grave incidente stradale. La signora ha una bambina di 4 anni per la quale è molto preoccupata perché, da quando è morto il padre, ha paura ad andare a letto, si aggrappa continuamente a lei, non vuole mai lasciarla nemmeno per giocare con le amiche.
Per quanto la riguarda, Carmela lamenta una grave inappetenza e insonnia costante, nonostante il medico le abbia prescritto dei sonniferi: si sveglia quasi ogni notte e poi non si addormenta più, ha troppi pensieri, sente l’enorme responsabilità di tirar su da sola sua figlia, non sa come fare per riprendere a lavorare, visto che alla morte del marito ha interrotto il lavoro. A volte le sembra di non avere vie di uscita, che non ce la farà a venir fuori da tutto ciò… vorrebbe chiudere gli occhi e non svegliarsi più.
Il Candidato formuli un’ipotesi psicodiagnostica riferita a Carmela, indichi quali approfondimenti ritiene necessari prima di progettare un eventuale intervento e, sulla base degli elementi che tali approfondimenti potrebbe ottenere, indichi che tipo di intervento riterrebbe più opportuno.
disturbo d'ansia generalizzato con insonnia? O_o
io ci vedo disturbo dell'umore nas
una domanda: ma l'inappetenza non la trovo ne fra l'ansia ne fra la depressione.............ma ci sta in una dei due?
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nella depressione c'è..."diminuzione o aumento dell'appetito"