Riferimento: Perversione e perversioni
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Originalmente inviato da
alessicinica
Stai parlando della perversione di transfert, mi pare di capire.
Iniziare a tagliare il velo della negazione, però, è un processo nevrotico.
Nel discorso 'perversione' siamo lontanucci dal farlo.
La soluzione nevrotica (o nevrotizzata) è molto frequente sopratutto nel processo di negazione.
Lo stesso processo di negazione, invece, nella struttura perversa, è già cristallizzato e non credo sia possibile auspicarsi uno spiraglio in questo senso.
Questo perchè è stata diversa, nella psicopatologia dello sviluppo della struttura stessa della personalità perversa, la soluzione simbolica.
Considera che il nevrotico esalta la figura paterna e poi la nega, rimuovendone le fantasie inconscie, nella soluzione edipica, mentre il perverso no. La nega 'a priori' e non a posteriori.
Infatti la 'confabula' nella 'madre fallica', aggiungo, sterile per eccellenza perchè parimenti castrata.
Nevrosi= il conflitto si colloca sulla soluzione del complesso edipico (raggiunto e successivamente rimosso).
Perversione= si è passati (secondo Lacan) dalla castrazione, però la si nega presentificando, realizzando, nella figura materna la rappresentazione (imago) del pene femminile.
E qui la negazione si raddoppia, se ne raddoppia il senso, perchè viene nuovamente negata nel corpo della madre, 'castrando' il fallo (che non esiste) e quindi immaginando ciò che non esiste=fallo/simbolico=feticcio.
Frena, sono due tipi di raggiri molto diversi tra loro, sebbene sembrino ad un passo. :D
Qui complicheremmo le cose perchè non si potrebbe prescindere dalle identificazioni e controidentificazioni a venire. (almeno, in sede psicodinamica ;))
E mi pare saremmo OT.
Allora, la ricerca è eccitatoria, non eccitata, mai appagata e 'maledetta'.
Non c'è sessualizzazione :D
E' la maledizione del morbid craving, o della ricerca dell'oggetto NEL/CON IL/TRAMITE feticcio.
Quindi ha ragione Rosa quando dice che l'eccitazione è per la ricerca, non per l'appagamento del bisogno.
Quindi parliamo SOLO di erotizzazione come meccanismo più complesso, più evoluto e meno compulsivo, (passatemi il termine).
Il perverso ha un processo simbolico molto evoluto, di fatto.
Mi spiace ma sono nuovamente in difficoltà nel seguirti. Sembri comunque molto sicura, hai esperienze cliniche in merito? Potrebbero essere utili per capirsi meglio perchè adotti un linguaggio in cui non mi riconosco...
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Originalmente inviato da
alessicinica
'...La perversione feticista ha in sè sempre un'ideologia, l'ideologia gnostica.
Il perverso nega la Legge del Padre sostituendola con la Legge del suo Desiderio...'' Rosolato.
Appunto, non vedo cosa c'entrino gli aspetti sociali e morali.
Saluti
Riferimento: Perversione e perversioni
[QUOTE=alessicinica;2325391]
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
1) Negazione
2)Scissione
Il tutto complicato dal fatto che la componente psicotica è comunque presente, nonostante l'evoluzione del processo simbolico.
Non serve.
Va benissimo ogni contesto sociale. Il perverso saprà 'adattarsi' magistralmente.
Yess :P
Mettiamola meglio però: è un modo di raggirare la psicosi che ne conseguirebbe se non fosse che.... (feticcio).
Diciamo che è il male minore, sebbene è pur sempre un male.
Hai spiegato il narcisimo primario di Freud. °_°
In analisi è il transfert che ne regolerà lo svolgersi.
Il perverso è il paziente a cui ci si 'affeziona' maggiormente, diventa un pensiero quasi ossessivo, ma meglio, di dipendenza.
Una modalità peculiarissima di 'dipendere' a vicenda senza però trovare l'insight per poter continuare un'analisi che non prenda la forma di un morbo strano.
Mi puoi dare qualche delucidazione su questo aspetto, per cortesia?
La mancanza di insight la connetti agli aspetti psicotici del soggetto e ad eventuali nuclei collusivi dell'analista?
O/e ti riferisci ad un rapporto "invischiato", che consente di evitare "scompensi" ma non permette evoluzioni, quindi?
Ciò sembra assumere a sua volta la caratteristica della "ricerca" eccitatoria dell'altro/oggetto feticcio fantasticato per "completarsi" (e come mezzo per stare in piedi e come fine "primo ed ultimo"); siamo vicini al morbo strano?
Riferimento: Perversione e perversioni
Beh innanzitutto chiedo scusa se mi sono lasciata prendere la mano dall'argomento, se non sono del tutto chiara, e sopratutto, se ho dato l'impressione di essere tanto sicura.
No, esperienze cliniche dirette non ne ho; mi è capitato qualcosa di simile durante il tutoraggio con una disabile psichica (nulla di particolarmente complesso, tra l'altro ero supervisionata all'uni.)
Inoltre sono solo laureanda, solo che mi sono imbattuta in queste dinamiche (teoriche) molto spesso.
La tesi la faccio anche su un altro argomento, avevo contemplato questo però :P
Gieko sinceramente ti invito a farmi notare cosa è che ti lascia perplesso. Ho cercato di essere il più standardizzata possibile, poi non so, magari è il mezzo che non consente? non so...
Dai mettiamoci d'accordo sui termini :D
Rosa@ io credo che hai capito il morbo strano (che era un termine diverso tanto per sdrammmatizzare :P).
Citazione:
Ciò sembra assumere a sua volta la caratteristica della "ricerca" eccitatoria dell'altro/oggetto feticcio fantasticato per "completarsi" (e come mezzo per stare in piedi e come fine "primo ed ultimo");
Bingo! :D
Invece Gieko, non capisco il tuo punto di vista in merito agli aspetti sociali (la morale mettiamola di lato un secondo).
Cioè tu non prendi in considerazione il contesto sociale? non capisco...
Riferimento: Perversione e perversioni
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Originalmente inviato da
alessicinica
Gieko sinceramente ti invito a farmi notare cosa è che ti lascia perplesso. Ho cercato di essere il più standardizzata possibile, poi non so, magari è il mezzo che non consente? non so...
Dai mettiamoci d'accordo sui termini
Preferirei una discussione impostata sulla tecnica e la clinica, di modo che i termini teorici non diventino fuorvianti.
Citazione:
Originalmente inviato da
alessicinica
Invece Gieko, non capisco il tuo punto di vista in merito agli aspetti sociali (la morale mettiamola di lato un secondo).
Cioè tu non prendi in considerazione il contesto sociale? non capisco...
Non in questa sede, dove vorrei confrontarmi sull'etiologia psicodinamica della perversione e dei sintomi perversi.
Saluti