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Originariamente postato da wrubens
E' vero Stefano ma a volte c' è la legge dei grandi numeri..
se in una serato chiedo a 100 donne direttamente di uscire dalla disco, magari con aria romantica, una la trovo quasi sicuramente, se impiego il mio tempo con 3 intorti fatti per bene, non è detto...
:P :P :P
So che la tua e' una battuta, ma vale la pena di approfondirla perche' e' molto interessante.
Quelle 99 ragazze che hanno detto di no alla tua proposta, cosa penseranno di te?
Viceversa, quelle 3 con cui hai "perso" tutta la serata (buca) che idea si faranno? avranno delle amiche?
La gente parla...... e siccome io devo lavorare ancora qualche decina d'anni prima di andare in pensione..... e' bene che ci penso
Citazione:
ma ho capito il tuo disorso, credo sia importante. Anzi è bene anche delineare al medico di cosa ci occupiamo nello specifico e non dirgli solamente chie siamo psicologi e ci possiamo occupare dei disturbi mentali. Anzi, forse dirgli anche che non abbiamo competenze per alcuni disturbi, come ad esempio l' anoressia può farci apparire professionali e seri.
Esattamente
Citazione:
Forse la parolina magica è essere franchi, onesti e spontanei, non è così?.
Quasi perfetto.
Ovvero in linea generale si, ma esistono delle "regole" cui e' meglio attenersi.
Citazione:
Ciò che continua a sfuggirmi è questa sorta di collaborazione. Non saprei proprio come impostarla.
Il medico tendenzialmente ha poco tempo ed in una certa misura gioca in casa. E' avvantaggiato da una professionalità ed una posizione. Quali i termini per proporgli una collaborazione?, in altre parole per dargli qualcosa in cambio?.
Rubens
Avvantaggiato?
Non sarei cosi' sicuro di questo......
Se lui non avesse la convenzione con la mutua, quante persone paganti avrebbe?
Non scordiamoci che spesso le persone si rivolgono al privato (pagando), quando potrebbero avere lo stesso (?) servizio gratis.
Non scordiamoci che in questo momento la medicina occidentale viene vista da molti in modo negativo.
.... e potrei andare avanti ancora.... ma il punto non e' questo.
Tu non devi "dargli", qui non si parla di oggetti, ma di relazione, di rapporto personale...... che e' poi il fulcro dell'attivita' psicologica.
Devi costruire una relazione con lui.
Hai mai avuto un collega con cui ti trovavi a lavorare molto bene?
Ci saranno stati dei passaggi nel vostro rapporto che vi hanno consentito di passare da "perfetti sconosciuti" a "persone che lavorano bene insieme e si stimano a vicenda".
Questa e' la relazione che dovresti tendere a costruire.
Un abbraccio,
Stefano.