Citazione:
Originariamente postato da willy61
Spiacente Luthien. Non ce l'ho con te, ma sei la migliore rappresentante di questa corrente di pensiero che, purtroppo (parere mio) vedo alquanto numerosa su questo forum.
Con i racconti generici non si va lontano. Protesto vivamente. Con te, con MD, con altri che hanno scritto. Ho chiesto di "parlare di queste cose in punta di piedi" e mi ritrovo degli elefanti nel negozio di cristalli.
Che ne sa quest'avvocato delle due persone? Che ne sa delle loro rispettive storie, sofferenze, interessi, intelligenze e vite?
"Si dovrebero sapere ben prima!" E, di grazia, perché mai? Forse, dal tuo punto di vista, la vita può essere prevista in anticipo? O, semplicemente, adattata ad una serie di norme morali pronte ed immutabili nei secoli?
E il punto di vista del "paziente" (in questo caso della coppia e dei suoi componenti) dove va a finire? O pensiamo che il nostro ruolo (perché pensavo di postare su una ml di psicologi, non altro) sia quello delle chiacchiere da bar, oppure credo sarebbe meglio dismettere un poco di sicurezze e chiederci cosa sia meglio per lui/lei, piuttosto che cosa sia più "giusto" per noi.
E non parlo di me, ché la mia vita e la mia storia sono cose che interessano me, e pochi altri e non credo siano interessanti come materia di discussione nel forum. Parlo di noi, di noi come psicologi e come persone, e di come sia a volte difficile tenere assieme questi due ruoli, queste due anime che ci possono anche spezzare in due. Mi spiace per tutti i teorici dell'unitarietà della persona, ma riscontro sempre più che la soggettività, semmai esiste, è una continua costruzione. E vedo che spesso ce lo dimentichiamo.
Chiedo, semplicemente, è possibile, per chi qui discute (e anche se non la pensa come me mi fornisce comunque punti di vista interessanti) spogliarsi del proprio Io e provare ad indossare quello di altri? Non per ridurre l'Altro a Sé, ma per riconoscerne l'alterità, garantendone in tal modo la libertà, anche quando non ci piace?
Grazie
Guglielmo
Quoto (anche ember qui sopra) e completo con una riflessione: i diverbi ed i litigi non penso siano tanto legati agli argomenti, ma più che altro alla relazione...l'argomento è solo il contesto in cui avviene la lite.