atteggiamento sano e critico
apprezzo la puntualizzazione, in effetti non sono stata chiara, ma il sano atteggiamento critico non è solo a favore , anzi .
Il punto è che sento fortemente la necessità di un confronto e di una partecipazione maggiore da parte di tutti noi sia a livello più generale che a livello individuale rispetto alla propria realtà quotidiana.
per esempio: chi ha avuto esperienze negative di tirocinio o di inserimento lavorativo è bene che le segnali, tuttavia è anche bene mantenere un atteggiamento costruttivo verso l'oggetto della nostra esperienza di lavoro/tirocinio per confrontarsi con i colleghi ed il gruppo di lavoro. Potremmo, per facilitare le cose e tradurle in realtà, pensare ad un nostro allenamento continuo a cominciare a sentirci legittimati e curiosi di ciò che non si conosce. Porsi nella situazione attuale (tirocinio, giovane psicologa/o) come qualcuno che si interroga e chiede come si fanno le cose e perchè. Vero è che non è facile essere tirocinanti, ma lo è di più conformarsi perchè ci legittimiamo poco anche nell'essere curiosi di ciò che non ci viene posto direttamente di fronte ai nostri occhi e fra le nostre mani.? E se provassimo noi a porre nuove domande? Al massimo ...avremo una risposta ...
Non me ne voglia chi ha avuto esperienze deludenti: li capisco , anche io ne ho avute, ma questo mi porta a lavorare meglio e a pensare che un basso livello di "potere" non significa asservimento totale. Mi rendo conto dell'importanza di difendere il nostro lavoro e lo sforzo più grande è quello di non cadere per la disperazione nell'autosvalutazione.
Scusate, per ora non sono così concreta come alcuni di voi, ma sappiate che sono andata a votare e sono spiaciuta che fra gli eletti non ci fossero giovani......o almeno 2 su 9 ..
insomma da qualche parte si deve pur cominciare ..