Citazione:
Originariamente postato da willy61
Carissima.
Da "Quel giorno sulla luna" a "Un uomo", a "Lettera a un bambino mai nato". I suoi libri li ho letti. Anche gli ultimi. Può piacermi lo stile, a volte, il modo di inanellare le parole. Poco il contenuto.
E lungi da me l'idea "buonista" che gli "altri" (arabi, mussulmani, asiatici, cinesi, indiani d'america, tifosi di Chavez ecc.) siano tutti santi e le loro culture tutte apprezzabili. Sinceramente, ho visto ababstanza Africa da poter dire che infibulazione, sottomissione delle donne, precetti religiosi assurdi e pregiudizi razzisti nei confronti degli europei ce ne sono, eccome. E non mi vanno a genio.
Ma ci sono sempre due modi di porsi di fronte agli avvenimenti. Uno è quello della nostra Oriana. I buoni di qui, i cattivi di là. semplice, pulito, rapido. Una bella scorciatoia cognitiva che evita di far fare la fatica di pensare. La fatica di distinguere. Se noi non siamo tutti imperialisti assassini, loro non sono tutti talebani integralisti. Ma vedere gli esseri umani è più difficile che vedere i capi di stato, gli imam, i papi, i generali, i ministri. E obbliga a porsi domande. Domande difficili.
Io preferisco vedere gli esseri umani. Cercare di capire chi sono, sapendo che on tutto quel che fanno, dicono o pensano mi deve piacere per forza. Ma che vale anche l'inverso. Che i pregiudizi li hanno loro e li ho io.
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