Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan
Senza nulla togliere al bigino Recalcati-Di Ciaccia, a mio parere un'ottima introduzione al pensiero di Lacan è il sempreverde "Introduzione a Jacques Lacan" di Rifflet-Lemare (edito da Astrolabio e con una prefazione dello stesso Lacan). Se vuoi avere informazioni sulla formazione, contattami pure in privato!
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
ikaro78
Senza nulla togliere al bigino Recalcati-Di Ciaccia, a mio parere un'ottima introduzione al pensiero di Lacan è il sempreverde "Introduzione a Jacques Lacan" di Rifflet-Lemare (edito da Astrolabio e con una prefazione dello stesso Lacan). Se vuoi avere informazioni sulla formazione, contattami pure in privato!
Saluti,
ikaro
Molto interessante il tuo riferimento bibliografico, non lo conoscevo! Andrò a cercarlo in libreria...
Un abbraccio!
Riferimento: cosa ne pensate di Jacques Lacan
Grazie a tutti!
Io sono di Torino!
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buongiorno a tutti!
vorrei sapere se c'è qualche "scuola di psicoanalisi" che a messo in opere quelche Lacan aveva proposto sotto il nome di "cartel"?
di più, essendo francese, non capisco bene com'è legalizzato il titolo di "psicoanalista" in italia. qualcuno mi lo sapreste spiegare?
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buongiorno a tutti!
vorrei sapere se c'è qualche "scuola di psicoanalisi" che a messo in opere quelche Lacan aveva proposto sotto il nome di "cartel"?
di più, essendo francese, non capisco bene com'è legalizzato il titolo di "psicoanalista" in italia. qualcuno mi lo sapreste spiegare?
In Italia ci sono tre grandi Scuole di Psicoanalisi che si richiamano all'insegnamento di Lacan, da non confondersi con gli istituti di psicoterapia anche se, gli istituti a orientamento lacaniano (nati dopo la Legge Ossicini), si inscrivono sullo sfondo della Scuola a cui fanno riferimento. Io posso parlarti della Scuola a cui faccio riferimento, dove sono operativi diversi "cartels": se vuoi saperne di più contattami in privato. Quanto al titolo di psicoanalista: in Italia -come in Francia- non è legalizzato, anche se è diffusa l'idea che uno psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico sia uno psicoanalista, quando in realtà la formazione dello psicoanalista non può essere disciplinata secondo i criteri della formazione dello psicoterapeuta, per cui è necessariamente legato ad un discorso più ampio di Scuola di Psicoanalisi o di Società. Io conosco il modello formativo proposto in ambito lacaniano e quello proposto dall'IPA, sulle differenze tra questi modelli sto peraltro lavorando per un progetto di tesi. Contattami se hai bisogno di altre informazioni! Su altri orientamenti lascio la parola ai colleghi...
A presto,
ikaro
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grazie Ikaro per la tua risposta!
effettivamente, da quello che si puo capire guardando i sitti delle scuole e istituti, avevo pensato che un analista fosse un terapeuta riconosciuto da una formazione di tipo (post)universitario. uno con un diploma di "analista" (punto).
Mi sembrava assurda quest'idea, ma sai, in francia, sono provando di precisare questo titolo un po' speciale (Amendement Accoyer) e quello dei terapeuti.
sto prevedendo di venire a vivere in italia, e c'è quindi il discorso della scuola. (faccio la mia analisi con un A.E. di un'associazione (APJL) che non va d'accordo con la cattiva scuola della Causa Freudiana :D ).
boh, allora dovrei contattare dei responsabili di scuola.
ti ringrazio ancora per le tue spiegazione!
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grazie Ikaro per la tua risposta!
effettivamente, da quello che si puo capire guardando i sitti delle scuole e istituti, avevo pensato che un analista fosse un terapeuta riconosciuto da una formazione di tipo (post)universitario. uno con un diploma di "analista" (punto).
Mi sembrava assurda quest'idea, ma sai, in francia, sono provando di precisare questo titolo un po' speciale (Amendement Accoyer) e quello dei terapeuti.
sto prevedendo di venire a vivere in italia, e c'è quindi il discorso della scuola. (faccio la mia analisi con un A.E. di un'associazione (APJL) che non va d'accordo con la cattiva scuola della Causa Freudiana :D ).
boh, allora dovrei contattare dei responsabili di scuola.
ti ringrazio ancora per le tue spiegazione!
Beh, considera che la situazione italiana è piuttosto confusa, la Legge Ossicini è qualcosa di simile all'emendamento Accoyer (anche se ci sono differenze importanti), solo che da noi è stato approvata da ormai 20 anni (è infatti del 1989) e questo ha avuto delle ricadute evidenti sulla formazione psicoanalitica. I più giovani, ad esempio, non si pongono nemmeno la questione... Teniamoci in contatto, il mio sogno è quello di proseguire la mia formazione anche a Parigi. Tu di dove sei? E se ti può consolare non faccio parte della Ecole de la Cause Freudienne... :approved:
A presto,
ikaro
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scusa ma dissento sull'aggettivo "completissimo". Io mi ero avvicinato a Lacan un po' per curiosità scientifica, un po' per necessità di nutrire quella parte dell'essere umano che gode nei meandri della filosofia. Avendo però anche frequentato ambienti in cui le emozioni vengono vissute attraverso tutto il corpo, ho trovato più giusta l'impostazione di Didier Anzieu, anche se neppure questa può ancora dirsi completa, non è ancora un vero mosaico, mancano anche in lui dei tasselle importanti. Almeno però si sente che è nata sulla spontaneità dei bambini e degli adolescenti.
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per avere le idee chiare dovresti sempre considerare l'essere umano come un mosaico che tende a completarsi e mai fermarti a seguire un solo pensiero. Infatti nella tua professione incontrerai molte persone diverse, e tu stesso ti scoprirai diverso in vari momenti della tua vita. Lacan a mio avviso è, un po' come Freud, uno che impone un proprio linguaggio, con una terminologia inventata da lui, e quindi chi lo vuole capire è costretto ad adeguarsi (o a lasciar perdere appunto). La trovo una forzatura. Da psicoanalista devi imparare ad ascoltare gli altri, in tutti i sensi, adeguandoti al loro linguaggio, anche corporeo, non è giusto pretendere il contrario (e non mi dilungo sull'impotenza e sul potere)
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Originalmente inviato da
scapin12
Lacan a mio avviso è, un po' come Freud, uno che impone un proprio linguaggio, con una terminologia inventata da lui, e quindi chi lo vuole capire è costretto ad adeguarsi (o a lasciar perdere appunto). La trovo una forzatura
...Ma...che stai dicendo di grazia?Non capisco...un filosofo,uno psicologo devono parlare in dialetto per farsi capire meglio?o magari per sms?? Chi impone che cosa??
Saluti,
Luigi
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Almeno però si sente che è nata sulla spontaneità dei bambini e degli adolescenti.
L'elaborazione lacaniana invece è nata sulla spontaneità della psicosi, vedi un po' tu. In ogni caso, io non farei confusione tra lo stile lacaniano (in alcuni punti davvero inaccessibile) e lo stile dell'analista in seduta, che si adatta necessariamente al linguaggio dell'analizzante, altrimenti che analisi sarebbe? Lacan non pretendeva di essere capito, anzi, disse proprio il contrario e credo che l'uso dello stile barocco avesse un intento molto preciso, anche nell'insegnamento e nella trasmissione della psicoanalisi, su cui magari ci ritorno, avendo ora poco tempo. Per una riflessione sul corpo, in prospettiva lacaniana, consiglio invece la lettura del saggio di Alfredo Zenoni "Il corpo e il linguaggio nella psicoanalisi", in particolare il capitolo intitolato "dall'organismo al corpo", forse potrà fare un po' di chiarezza su un tema sicuramente complesso, ma non esiliato -contrariamente a quel che si crede- dalla psicoanalisi.
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da ikaro78
Lacan non pretendeva di essere capito, anzi, disse proprio il contrario e credo che l'uso dello stile barocco avesse un intento molto preciso, anche nell'insegnamento e nella trasmissione della psicoanalisi
Cioé il suo scopo era di rendersi incomprensibile? E se ci fosse riuscito davvero poi tu e gli altri studiosi come fate a capire cosa voleva dire veramente?
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Cioé il suo scopo era di rendersi incomprensibile? E se ci fosse riuscito davvero poi tu e gli altri studiosi come fate a capire cosa voleva dire veramente?
No, il suo scopo era quello di mantenere sempre vivo il desiderio di ricerca e di sapere sulla psicoanalisi, per questo non ha creato un sistema di pensiero scolastico, finito e dogmatico. Al tempo stesso voleva scoraggiare quanti si sarebbero avvicinati al suo insegnamento per moda: sul testo di Lacan c'è da dedicarci tutta la vita (buona parte dei suoi seminari sono ancora inediti peraltro), non si presta pertanto alla facile lettura e alla altrettanto facile e selvaggia applicazione pratica, cosa che avviene facilmente per altri autori, Freud compreso, con il risultato che "in quest'epoca la psicoanalisi è ovunque, gli psicoanalisti altrove".
Saluti,
ikaro
PS Vedo con piacere che ormai bazzichi solo nelle discussioni di psicoanalisi... :asd:
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la dottrina lacaniana è chiara (almeno) su questo punto: che la verità si puó solo "mi-dire"... si puo dirne solo una parte. che il linguaggio essendo simbolico, contiene una dimensione di ambiguità irreduttibile.
l'idea di un tale insegnamento è quindi di non essere ingannato da un linguaggio che non puo essere altro che sembianza.
per rispondere a Scapin... una volta lacan ha proposto che la psicoanalisi sia un a-scienza (scienza del oggetto "a" ?... scienza del indicibile? del impensabile?). questa posizione epistemologica sarebbe molto particolare. ho seguito un anno di seminario su questo discorso, e veramente non l'hanno risolto in modo soddisfacente...
saluti a tutti
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Originalmente inviato da
ikaro78
Teniamoci in contatto, il mio sogno è quello di proseguire la mia formazione anche a Parigi. Tu di dove sei?
ah! bene :) una domanda: se puoi leggere in francese, allora ti posso dare tutti i seminari, scritti, ricordi (radio, tv) di lacan editi e inediti. c'è un mega-file che circolla (chiamato "tout lacan")
vengo de l'isola della Reunione (oceano indiano), pero ho studiato a tolosa, e finisco adesso a nizza.
fammi sapere del tuo progetto parigi :-)