Studiare per conoscere lo strumento di lavoro di domani
L'ansia da prestazione è una brutta bestia in ogni settore della vita. Darsi delle mete fisse in certi periodi della vita può non essere a misura "umana", allora bisogna anche sapere ascoltare il fisico che parla e chiede di rispettare i suoi tempi. Non è scritto da nessuna parte che devi per forza essere la migliore di tutte e avere ottimi risultati nel più breve tempo possibile e laurearti per forza in tre anni, anche perchè se ti fai un giretto nel forum tra i laureati in cerca di lavoro, ti accorgi che molti si arrangiano anche facendo le baby sitter e simili. Non è la laurea che infine conta, ma la preparazione che sei riuscita a raggiungere, il bagaglio culturale e professionale che sta dietro quella laurea.
Se anche hai imparato a memoria tutto e ti sei laureata con 110 e lode e anche il bacio accademico, ma non sei "cresciuta" dentro, quando ti troverai di fronte alla complessità della vita umana (perchè lo psicologo - proprio quello che hai scelto di diventare – deve saper entrare in profonda ed intima relazione con l’animo umano, le sue sofferenze e la sua complessità, per riportare un po’ d’ordine dove spesso tutto si è scombussolato) davvero non saprai da che parte incominciare ed allora forse non ti resterà che fare la baby sitter.
Insieme allo studio bisogna saper abbinare un cammino di crescita personale, non guasta il volontariato che aiuta a prendere contatto con la vita e a condividere le ansie superandole nel confronto con la realtà degli altri. Lo studio della prosocialità, della personalità, dell’autoefficacia, dell’apprendimento e della memoria ecc. possono diventare così una risorsa, un sapere che sarai assetata di bere, perché in qualche modo avrai capito a cosa serve.
Sarebbe bellissimo se riuscissi ad andare oltre l’esame e leggere in quello che studi un altro tassello che ti permetterà di comprendere quale grande mistero e sacralità si nascondono nella persona e della vita.
Non avere fretta e non sprecare questo prezioso periodo di apprendimento, ricordi la definizione? Si definisce apprendimento ogni cambiamento relativamente permanente nel comportamento di un individuo prodotto dall’esperienza e che serve per renderci maggiormente adattati all’ambiente in cui viviamo. Se quello che studi non produce in te un cambiamento sarà stato un’esperienza inutile che non potrai riutilizzare quando ti servirà.
COME SI APPRENDE – MODALITA’ DELL’APPRENDIMENTO
frontale trasmissione di contenuti
attraverso l’esperienza personale
Attraverso la problematizzazione /riflessione indotta (conseguente ad aver trovato una situazione problematica inattesa, tutti gli elementi che hanno indotto una riflessione)
Attraverso il lavoro personale su materiali dati
Attraverso lo studio organizzato
Elaborazione originale di idee
Lavoro cooperativo – di gruppo, quando soddisfa requisiti di cooperazione
La profondità della traccia mnestica dipende dai collegamenti che la memoria è in grado di fare tra la nuova informazione e quelle già in suo possesso per questo per immagazzinare l’informazione può essere utile la reiterazione, ma per recuperare l’informazione è importante che sia collegata a più dati possibili in modo che ognuno di essi possa richiamarlo alla coscienza al momento utile. Per tutti quelli che ritengono sufficiente leggere è chiaro che quello non è apprendere e anche se ti sembra di saperlo è nella memoria a breve termine: magari superi l’esame, ma poi non resta niente.
E allora? Impegnati senza preoccuparti dei risultati e dei tempi e forse scoprirai di aver raggiunto i tuoi veri obiettivi nei tempi giusti. Se dovessi averne bisogno vorrei incontrare, dietro la mia psicologa un esperto "essere umano". Auguri.