Citazione:
Originariamente postato da gil74:-)
sono d'accordo con Lella.
io sinceramente non sento l'esigenza di una maggiore scientificità, sia come studentessa che spera di lavorare in futuro come psicologa, sia come potenziale paziente.
Non vuol dire che io non abbia dubbi o timori... spesso penso chissà se sarò capace di aiutare una persona con dei veri problemi psicologici....del resto, lavorare come psicologo non vuol dire agire come una persona che dà un consiglio ad un amico in un momento di difficoltà...è diverso, è un'altra cosa, e io saprò farlo?
eppure, non so perché, non sento il bisogno di una scientificità che venga in mio aiuto, come strumento x fare bene il mio futuro lavoro; se andassi da un terapeuta la mia speranza sarebbe solo quella che lui possa comprendermi profondamente, che lui sia il terapeuta più adatto ai miei problemi.
Sono solo al primo anno, di cose ne so ancora poche, magari negli anni cambierò idea.... per il momento penso che la psicologia non si possa considerare una scienza esatta, ma questo non mi spaventa. Mi spaventa il rischio di non riuscire ad essere empatica con un paziente, di non riuscire a vedere la sua realtà con i suoi occhi, facendomi influenzare da pregiudizi e problemi personali. Questo mi spaventa di più.
Comunque, cara Carlotta, sicuramente non sei l'unica a porti queste domande sulla scientificità della psicologia, e spero che tu possa trovare un modo per lavorare secondo criteri più scientifici.
infine, una domanda che rivolgo a carlotta e a tutti: ma l'orientamento cognitivista-comportamentale, non si può considerare più scientifico rispetto alle teorie psicodinamiche? certo, non una scienza esatta, ma forse ha strumenti che si possono considerare più rigorosi e scientifici.
:ciao:
mi sta venendo il dubbio di non essermi spiegata abbastanza bene: so bene anch'io che l'empatia, l'ascolto, la comprensione senza pregiudizi, ecc..ecc.. sono i fattori prinicipali di uno psciologo, esenti da scientificità..MA NON E' QUESTO CHE INTENDEVO!!!!!! faccio un esempio pratico così magari è più chiaro per tutti: se avete un paziente depresso, e lo ascoltate con empatia, ascolto, ecc..ecc.. però poi questo paziente si suicida, voi come fate a pensare di aver fatto tutto il possibile, se non avevate una griglia, uno schema, un iter preciso e sicuro su cui basarvi? come fate a dire "ho fatto tutto il possibile"? capite? un medico con un suo paziente, può dire di essere tranquillo perchè ha fatto tutti gli esami possibili.. ma uno psicologo come fa??????