Citazione:
Originariamente postato da neuropsy33
Rispondo a Pinga (che bel nick che hai scelto! :) ):
Trovai l'appoggio dei miei genitori, in debito estremo con la banca per il mutuo della casa, che mi mantennero loro – come ti ho detto, di lavoro non se ne parla – in cambio che io studiassi come un dannato. Non potevo permettermi un attimo di relax; lo stress fu tale addirittura da compromettere i miei rapporti con gli altri e con la fidanzata che mi lasciò. 6 anni durissimi; il terzo anno mi misi in testa (guarda come ti rovina medicina) di non mangiare più per non gravare ulteriormente sulla famiglia, nonostante fossi consapevole dei rischi di quell'atto. Poi misi la testa a posto, deperito com'ero, pesavo solo 46 kg ed ero praticamente uno zombie.
Girovagando a Brescia, vedevo ragazzi e ragazze che, nei bar, si scolavano tazze di caffé e bottiglie di birra (per la verità, gli alcoolici non posso reggerli se non per poche dosi) con abiti firmati, e io là al freddo con indosso un maglione tarocco e senza più l'amore che potesse reggermi mentalmente. E ancora sulle panchine con il libro e le fotocopie in mano, rovinato dai costi delle continue tasse scolastiche e senza nemmeno un familiare medico che potesse in qualche modo raccomandarmi.
Passando vicino ai ristoranti e alle pizzerie mi mettevo subito l'anima in pace, con gli occhi velati di lacrime: quei sapori che per tutta l'adolescenza avevo gustato con amici e amiche erano ora del tutto inarrivabili.
I tuoi racconti sono sempre toccanti.Ho una curiosità: ma ti chiami Garrone?