Citazione:
Originariamente postato da vincentvang
e dove era scritto questo?
curare i sintomi dell'agorafobia non fa cambiare un rapporto su questo non ci piove e non fa nemmeno passare la sciatica.
Bara dopo aver curato l'agorafobia l'ha cacciata a calci? le ha impedito di parlare delle sue relazioni? o le ha dato uno strumento in più?
Difficile lavorare con la semplicità Santiago...
voglio raccontarti una mia esperienza personale in tuo onore (ma non me l'hai ispirata tu)...
ho accennato prima nella discussione a una mia crisi personale, come ho gia detto sono andato da un terapeuta sistemico e abbiam capito il problema.... ma dopo averlo capito l'ho mollato e non ci sono più tornato perchè prendere atto del perchè non mi ha fatto cambiare idea sul mettere in atto certi comportamenti...
come sai sono un fan della crescita personale indipendente dalla psicoterapia e ispirtato da alcuni autori che nulla centrano con la psicologia (tra cui metto anche coehlo ma non solo) decido di fare un viaggio... un gesto simbolico, un atto psicomagico direbbe jodorowsky, un trip di peyote direbbe castaneda (o cmq come io ho interpretato i loro scritti).
Che viaggio faccio?
Il cammino di SANTIAGO
830 km ma il cammino si trasforma nella biciclettata di santiago...
nel senso che l'ho fatto in bici...
nella mia fantasia vedevo questo arrivare a santiago come una liberazione dai fantasmi, il riappropriarmi della mia vita, il riflettere con me stesso, l'allontanarmi da relazioni che mi stavano distruggendo.
Vincent parte da solo con la sua guida, con la sua bicicletta da 130 euro comprata alla coop e la sua fiesta scassata e va...
I primi giorni una fatica.... non ti dico....
santiago era lontana e i pirenei mi hanno distrutto... non ero allenato, ero solo, avevo la mia guida e la mia bici... qualche chiacchiera qua e la. La sera nei rifugi dei pellegrini anche peggio... materassi butatti per terra, condizioni igeniche precarie...
ma a cosa pensavo? a Santiago.... e a tutti quei significati che arrivare a Santiago giravano nella mia mente...
dopo le salite arrivano le discese... con la fatica non c'è tempo per rimuginare come quando stai sul letto senza far nulla...
e Santiago diventa sempre più vicina...
proprio come l'uscire di casa potrebbe essere visto come una liberazione dall'infelicità...
si conosce qualche amico con cui condividere pensieri....
si va avanti...
e alla fine ci si arriva a Santiago. Perchè l'avrai capito nonostante non fossi allenato sono abbastanza testardo.
Ma a Santiago cosa trovi? trovi che tutti quei significati che avevi attribuito non ci sono.... trovi che la persona che ti mancava continua a mancarti e trovi che uscire dopo essere guariti dall'agorafobia non significa essere felici.
Mi sono sentito deluso, fregato per la fatica fatta, con una voglia pazzesca di tornare a casa... questo ho provato nella piazza di santiago di fronte alla cattedrale.... mi veniva quasi da piangere. Non era cambiato nient'altro....
e dopo? dopo ho capito che l'importante non era l'arrivo ma è stato il viaggio. Il riappropriarmi del dolore fisico e reale versus quello psicologico. Il capire che ho la forza per cambiare certe cose e che se ce la metto tutta posso arrivare anche a Santiago.
Tutto il viaggio è importante non solo la meta che può essere prendere il taxi. è il buffo è che non si arriva nemmeno a Santiago... il viaggio continua, si torna a casa, si affrontano i propri fantasmi, si fa fatica, si lotto contro i propri pensieri, si cerca di tollerare le proprie emozioni, si cercano strategie...
Ma durante il viaggio è difficile trovare qualcuno che ti spinge o ti spiana le salite... dici a cosa le serviva stare in casa? non lo so a cosa le serviva o a chi serviva... ma so che per continuare il viaggio e capirlo veramente altra strada non c'è che uscire di casa o fare la salita per vedere cosa c'è dall'altra parte.... cosa trovo a Santiago?
spero di non essere stato troppo delirante... ora vado a bermi una birra.
Ricordo un tempo che mi bacchettavi perchè cambiavo contesto: dal clinico al personale e viceversa. Al tempo stesso mi accorgo che se non lo faccio non potrei aggiungere niente.