Originalmente inviato da
jousephh
Ciao a tutti, anch'io avrei il mio caso da esporre, e sono davvero interesato a conoscere i vostri pareri:
Sto con la mia ragazza da un anno. Siamo partiti in 5°, lei è capitata nella mia vita come se fosse la risposta a tutte le mie domande e viceversa. Ma ormai non facciamo che litigare e umigliarci reciprocamente (Forse il doppio legame citato sopra calza perfettamente).
Oggetto del litigio è il modo di vivere in coppia: per lei le due individualità si devono fondere in una, se non si è presenti nella vita dell'atro sempre e comunque significa che non ci si ama. Si cerca nel partner solo i momenti positivi tagliando via il resto.
Per me la coppia è formata da due individualità con vite autonome che non hanno "bisogno" l'una dell'altro, ma che decidono di offrirsi a vicenda. Cioè sento il bisogno di sapere che sto con con una donna perchè la amo e non perchè abbiamo, per esempio, avviato un progetto lavorativo in sieme.
In altri termini lei dice "condividiamo un progetto, un lavoro, un mutuo...questo è l'unico modo per restare insieme: costruirci una vita. Buttiamoci nel vuoto e poi si vedrà. Cosa hai da perdere? Di cosa hai para?".
Io penso che prima di fondere due persone in progetti di vita occorre conoscersi bene. E Ci si conosce gradualmente, condividendo esperienze sempre più importanti.
Abbiamo proprio due mantalità diverse: per lei è come se fosse vietato dire di no nella coppia perchè se ci si ama si è sempre presenti reciprocamente. Per me è importante poter decidere se dire di si o di no nella coppia per mantenere una individualità, una identità propria da poter raccontare, mostrare e offrire all'atra/o.
Non so se ho reso l'idea della situazione che vivo con la mia ragazza, se sono stato abbastanza chiaro che opinione avete voi:
Coppia = due vite fuse assieme?
Coppia = due vite autonome ma legate tra loro?