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Riferimento: Prova: Caso Clinico
buongiorno ragazze...aaltro giorno di studio.
allora, io proporrei un caso facilino tanto per iniziare. se va bene ci possiamo trovare oggi pomeriggio verso le cinque con il caso svolto per confrontarci.
una domanda: ma quando parliamo della possibile terapia secondo voi va messo l'orientamento espressivo o supportivo? in tanti testi non viene citato...
vi posto il caso fatemi sapere se va bene per oggi pomeriggio
B.L. è una donna sposata di 34 anni che vive nella famiglia nucleare composta dal marito e da un figlio maschio di 7 anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito, coetaneo, svolge lavori precari ed è iscritto a un corso universitario. Le famiglie di origine dei coniugi abitano in città diverse da quella di residenza di B.L., hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi.
Circa un anno fa, B.L., che svolgeva un lavoro di tipo impiegatizio, è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale. Qualche settimana dopo, in B.L., si è manifestata una sintomatologia caratterizzata da ansia sistematica, accompagnata da attacchi di panico in diversi contesti ambientali; per tale sintomatologia, il medico di base ha ritenuto opportuno suggerire di rivolgersi ad un dipartimento di salute mentale.
Il candidato individui le modalità più opportune per approfondire l’inquadramento del caso in esame, suggerendo eventuali strumenti di indagine per una definizione diagnostica e indichi le possibili linee di un trattamento adeguato.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Scusate... Qualcuno mi chiarisce come dobbiamo comportarci rispetto al suggerimento di TRATTAMENTI per il caso clinico? Le linee guida dell'Ordine Psicologi mi mandano in crisi. . .
Questa cosa mi ha fatto venire dei dubbi in generale sulle competenze dello psicologo. Con interventi di "sostegno" psicologico di preciso cosa si intende? Perchè ho visto interventi di sostegno psicologico che utilizzano tecniche cognitivo - comportamentali. Possiamo applicarle come psicologi? Ho un bel po' i confusione.... Quello che possiamo fare è sostegno, abilitazione - riabilitazione ecc.. Ma con quali tecniche?
Esempio: applicare tecniche cognitivo comportamentali (tipo modellaggio, desensibilizzazione sistematica, ... per la gestione dell'ansia si può? ho visto dei progetti in cui suggeriscono l'applicazione di queste tecniche per i disturbi dell'apprendimento e del comportamento.
Spero che qualcuno mi sappia rispondere :D
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Per quanto riguarda le competenze dello psicologo posso passarti questo articolo, daleggere attentamente che mi ha chiarito non poco le idee (anche perchè all'università sembra che se non sei psicoterapeuta non puoi fare NIENTE...) HT Psicologia: Cosa puo' fare lo Psicologo non Psicoterapeuta?
Come psicologo puoi fare ad esempio test, diagnosi, supporto ecc ecc. Nel momento in cui trovi che la persona ha un disturbo PERò puoi fare supporto alla persona o lavorare sulla presa di coscienza del disturbo ma non puoi "curare" il disturbo, in quel caso invii allo psicoterapeuta. Infatti nel caso clinico, quando io ho trovato che c'era un possibile disturbo x o comunque quando era richiesto l'intervento psicoterapeutico scrivevo una cosa del tipo "nel caso in cui l'ipotesi del disturbo x fosse confermata, potremmo proporre alla persona un invio ad un psicoterapeuta ad indirizzo x" magari specificando le aree di indagine o qualche metodica che potrebbe utilizzare (come la desensibilizazione sistematica ad esempio!). Ad esempio io mi sono letta bene l'indirizzo cognitivo-comportamentale e l'ho applicato a tutti (anche perchè non c'è l'indirizzo IN ASSOLUTO giusto per un disturbo). Comunque secondo me, in Devison-Neale chiarisce le idee anche se và fatta un po' di selezione nei paragrafi relativi alle terapie.
E comuqnue non dilungatevi troppo....rischiate di andare in sfondoni (come ho fatto io la prima volta che non l'ho passato :P)
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
Spappara
Grazie mille per l'articolo e per i chiarimenti... Adesso ho le idee un po' più chiare! :D
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
Spappara
Per quanto riguarda le competenze dello psicologo posso passarti questo articolo, daleggere attentamente che mi ha chiarito non poco le idee (anche perchè all'università sembra che se non sei psicoterapeuta non puoi fare NIENTE...)
HT Psicologia: Cosa puo' fare lo Psicologo non Psicoterapeuta?
Come psicologo puoi fare ad esempio test, diagnosi, supporto ecc ecc. Nel momento in cui trovi che la persona ha un disturbo PERò puoi fare supporto alla persona o lavorare sulla presa di coscienza del disturbo ma non puoi "curare" il disturbo, in quel caso invii allo psicoterapeuta. Infatti nel caso clinico, quando io ho trovato che c'era un possibile disturbo x o comunque quando era richiesto l'intervento psicoterapeutico scrivevo una cosa del tipo "nel caso in cui l'ipotesi del disturbo x fosse confermata, potremmo proporre alla persona un invio ad un psicoterapeuta ad indirizzo x" magari specificando le aree di indagine o qualche metodica che potrebbe utilizzare (come la desensibilizazione sistematica ad esempio!). Ad esempio io mi sono letta bene l'indirizzo cognitivo-comportamentale e l'ho applicato a tutti (anche perchè non c'è l'indirizzo IN ASSOLUTO giusto per un disturbo). Comunque secondo me, in Devison-Neale chiarisce le idee anche se và fatta un po' di selezione nei paragrafi relativi alle terapie.
E comuqnue non dilungatevi troppo....rischiate di andare in sfondoni (come ho fatto io la prima volta che non l'ho passato :P)
sono pienamente daccordo!
io di solito nel compito scrivo così: "nel caso in cui fosse confermata l'ipotesi di distutbo x allora proporrei una terapia cognitico comportamentale (o psicodinamica dipende dai casi) con l'obbiettivo di ....". io in caso di terapia cognitivo comportamenatel mi limito ad esporre gli obbiettivi senza specificare le possibili metodilogie da adottare.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
per il disturbo del controllo degli impulsi secondo voi quale terapia è più indicata?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
buongiorno a tutti! oggi verso le 5 va bene, dovrei esserci anch'io...spedisco le bimbe dai nonni e poi giù col dsm!! :yahoo:..mi raccomando, andiamoci cauti con i trattamenti...il discorso di spappara mi sembra giustissimo, quello di dire " nel caso in cui..consiglierei l'invio ad uno psicoterapeuta."...e mettiamo l'indirizzo, giustificando la nostra scelta come hanno detto di fare nelle linee guida dell'ordine....ho trovato nell'esame a roma molti casi svolti!!! a oggi ciao!:Ops:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
:argh:
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
per il disturbo del controllo degli impulsi secondo voi quale terapia è più indicata?
mah..secondo me la vecchia, cara cognitivo-comportamentale va sempre bene..magari un training specifico sulla gestione dell'aggressività o sulla capacità di controllo e gestione dehli impulsi, appunto...ci sono tante tecniche comportamentali, specie x i bimbi, che insegnano a gestire gli impulsi..ma non mi dilungherei troppo e proporrei un trattamento cognitivo-comportamentale ecciao!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
..oppure un bel condizionamento aversivo come quello di "arancia meccanica"!!!uaargh:argh::argh::argh:...sto impazzendo....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
..oppure un bel condizionamento aversivo come quello di "arancia meccanica"!!!uaargh:argh::argh::argh:...sto impazzendo....
cara psycomamma, non mi perdere la lucidità proprio ora perchè abbiamo bisogno adesso più che mai che tu rimanga in te!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ragazze vi posto la mia schifezza...ehm...cioè il mio elaborato sul caso clinico che vi avevo scritto stamani.
tenete conto che è il primo che provo a fare, poi sparate pure a zero...
Si presenta al colloquio la signora b.l di 34 anni, sposata e con un figlio di 7anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito svolge lavori precari ed è iscritto ad un corso universitario. Le famiglie di origine di entrambe i coniugi abitano in città diverse da quella di b.l , hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi. La signora bl lavorava come impiegata ma è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale.
Alcune settimane dopo il licenziamento la signora ha cominciato a presentare sintomi quali ansia sistematica e attacchi di panico in diversi contesti ambientali
Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (dsm 4-tr).
.La paziente è stata inviata ad un consulto dal suo medico di base; sarebbe opportuno quindi indagare il livello di motivazione intrinseca della signora ad intraprendere una eventuale terapia,cosa si aspetta da questa, perché ha deciso di rivolgersi proprio ora ad uno psicologo visto che i primi sintomi sono comparsi circa un anno fa.
Riterrei opportuno attraverso una serie di colloqui indagare alcuni aspetti che non emergono dal testo.
Innanzitutto,se gli attacchi di panico e l’ansia sistematica si sono presentati precedentemente nella vita della signora e se eventualmente si è già sottoposta ad un intervento terapeutico o se è la prima volta che esperisce questa sintomatologia.
Fondamentale, a mio avviso, sarebbe anche indagare i contesti nei quali si sono verificati gli attacchi di panico,dove si trovava e cosa stava facendo come sono stati vissuti dalla signora, con quali manifestazioni fisiche e psichiche, se hanno causato ansia anticipatoria.,
Successivamente, potremmo indagare come ha vissuto la signora il suo licenziamento: se ritiene che sia stato dovuto veramente ad una ristrutturazione aziendale oppure se può essere atto causato, secondo lei, da una sua presunta inadeguatezza nello svolgere il lavoro.
Importante a mio avviso è anche indagare la relazione coniugale: se risulta soddisfacente, come viene vissuto dalla signora il fatto che il marito non abbia un lavoro stabile e che frequenti un corso universitario. Anche la relazione con le rispettive famiglie di origine potrebbe essere un punto da indagare: come viene vissuta la possibile dipendenza economica soprattutto dopo il suo licenziamento.
Escludendo possibili condizioni mediche che possano influire sulla sintomatologia riportata dalla signora e l’uso di sostanze, si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia, nello specifico un possibile disturbo di attacco di panico.
Per confermare tale diagnosi riterrei opportuno somministrare alcuni test, quali l’MMPI 2, con particolare attenzione alla scala supplementare A (ansia) e alla scala di contenuto Anx. Proporrei anche la somministrazione della STAI-Y, che fornisce indicazioni sull’ansia di stato e sull’ansia di tratto.
Qualora venisse confermata l’ipotesi di disturbo di attacchi di panico, indirizzerei la signora verso una terapia ad orientamento psicodinamico, in quanto la paziente ha conservato l’esame di realtà ed ha un io ben integrato, con l’obbiettivo di sviluppare maggiore consapevolezza sulla propria sofferenza,, elaborare il conflitto espresso dalla sintomatologia e promuovere il processo di separazione-individuazione, che in questi casi risulta spesso non ancora effettuat0.
troppo corto? scritto male? manca qualcosa? ho sparato ca....te?sbagliato diagnosi e terapia?
aiutooooo....venerdi vado al mare?!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ragazze vi posto la mia schifezza...ehm...cioè il mio elaborato sul caso clinico che vi avevo scritto stamani.
tenete conto che è il primo che provo a fare, poi sparate pure a zero...
Si presenta al colloquio la signora b.l di 34 anni, sposata e con un figlio di 7anni che frequenta regolarmente la seconda elementare. Il marito svolge lavori precari ed è iscritto ad un corso universitario. Le famiglie di origine di entrambe i coniugi abitano in città diverse da quella di b.l , hanno discrete possibilità economiche e sono disposte ad aiutare economicamente i due coniugi. La signora bl lavorava come impiegata ma è stata licenziata per ragioni di ristrutturazione aziendale.
Alcune settimane dopo il licenziamento la signora ha cominciato a presentare sintomi quali ansia sistematica e attacchi di panico in diversi contesti ambientali
Per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (dsm 4-tr).
.La paziente è stata inviata ad un consulto dal suo medico di base; sarebbe opportuno quindi indagare il livello di motivazione intrinseca della signora ad intraprendere una eventuale terapia,cosa si aspetta da questa, perché ha deciso di rivolgersi proprio ora ad uno psicologo visto che i primi sintomi sono comparsi circa un anno fa.
Riterrei opportuno attraverso una serie di colloqui indagare alcuni aspetti che non emergono dal testo.
Innanzitutto,se gli attacchi di panico e l’ansia sistematica si sono presentati precedentemente nella vita della signora e se eventualmente si è già sottoposta ad un intervento terapeutico o se è la prima volta che esperisce questa sintomatologia.
Fondamentale, a mio avviso, sarebbe anche indagare i contesti nei quali si sono verificati gli attacchi di panico,dove si trovava e cosa stava facendo come sono stati vissuti dalla signora, con quali manifestazioni fisiche e psichiche, se hanno causato ansia anticipatoria.,
Successivamente, potremmo indagare come ha vissuto la signora il suo licenziamento: se ritiene che sia stato dovuto veramente ad una ristrutturazione aziendale oppure se può essere atto causato, secondo lei, da una sua presunta inadeguatezza nello svolgere il lavoro.
Importante a mio avviso è anche indagare la relazione coniugale: se risulta soddisfacente, come viene vissuto dalla signora il fatto che il marito non abbia un lavoro stabile e che frequenti un corso universitario. Anche la relazione con le rispettive famiglie di origine potrebbe essere un punto da indagare: come viene vissuta la possibile dipendenza economica soprattutto dopo il suo licenziamento.
Escludendo possibili condizioni mediche che possano influire sulla sintomatologia riportata dalla signora e l’uso di sostanze, si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia, nello specifico un possibile disturbo di attacco di panico.
Per confermare tale diagnosi riterrei opportuno somministrare alcuni test, quali l’MMPI 2, con particolare attenzione alla scala supplementare A (ansia) e alla scala di contenuto Anx. Proporrei anche la somministrazione della STAI-Y, che fornisce indicazioni sull’ansia di stato e sull’ansia di tratto.
Qualora venisse confermata l’ipotesi di disturbo di attacchi di panico, indirizzerei la signora verso una terapia ad orientamento psicodinamico, in quanto la paziente ha conservato l’esame di realtà ed ha un io ben integrato, con l’obbiettivo di sviluppare maggiore consapevolezza sulla propria sofferenza,, elaborare il conflitto espresso dalla sintomatologia e promuovere il processo di separazione-individuazione, che in questi casi risulta spesso non ancora effettuat0.
troppo corto? scritto male? manca qualcosa? ho sparato ca....te?sbagliato diagnosi e terapia?
aiutooooo....venerdi vado al mare?!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ops..scusate l'ho spedito due volte
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
il condizionamento aversivo e le scariche elettriche funzionano sempre:argh::argh::argh:
dunque: provo il caso, ma quuando vado a scrivere mi incarto:sbonk:
Il caso presentato è quello di B.L., una donna sposata di 34 anni con un figlio di 7; il marito svolge lavori precari ed è iscritto ad un corso universitario; le famiglie di origine vivono in città diverse, e sono disponibili ad aiutare i coniugi economicamente.
la signora si è presentata al colloquio dietro invio del medico di base per sintomi caratterizzati da ansia sistematica e attacchi di panico in diversi contesti; la sintomatologia è presente da circa un anno, in concomitanza con il licenziamento della signora.
dai dati presentati emerge che la signora si è presentata su invio del medico; sarebbe opportuno indagare le motivAZIONI della signora e le aspettative riguardo al colloquio e ad un eventuale trattamento; inoltre sarebbe utile indagare la "storia" dei sintomi ansiosi e di panico., le circostanze della prima insorgenza e delle successive, gli eventuali antecedenti che ne facilitano lacomparsa; inoltre indagherei in che aree è presente la sua ansia sistematica, e se è presente per gran parte della giornata o solo in determinate circostanze.
successivamente sarebbe opportuno approfondire il vissuto della signora nei confronti della sua sintomatologia, le eventuali strategie per farvi fronte e come questa influisca sulla percezione di sè e sull'autostima, nonchè sul suo rapporto con la famiglia e gli altri.
in particolare mi soffermerei sulle circostanze del licenziamento, che sembra essere in relazione con la prima insorgenza dei sintomi, e su come tale evento abbia influito sull'autostima della signora e sulle sue aspettative per il futuro, visto che il marito svolge lavori precari e hanno un figlio di 7 anni, e su come lui e la famiglia di origine hanno vissuto tale evento.
Per approfondire meglio tali aspetti, e avere un quadro più esaustivo della situazione,proporrei una serie di incontri (3-4) caratterizzati da colloqui e da un eventuale somministrazione di test; riterrei utile la somministrazione di un test ad ampio spettro come l'MMPI-2, prestando attenzione alle scale che presentassero i valori più alti, e, visto che l'invio del medico di base era per "ansia sistemica accompagnata da attacchi di panico", un test specifico come lo STAI per la valutazione dell'ansia di stato e di tratto.
inoltre sarebbe opportuno indagare se il medico avesse escluso ogni eventuale condizione medica o uso di sostanze.
al fine dell'ipotesi diagnostica faremo riferimento al DSM-IV-TR: se le nostre ipotesi venissero supportate dai dati raccolti( ditemi, non so se va bene come ho scritto!!!!!) potremmo supporre un DIsturbo da attacchi di panico ( o ansia generalizzata??sono indecisa!!!:mumble:)
se la paziente fosse d'accordo, dopo i colloqui iniziali potrebbe essere indirizzata verso un trattamento di tipo cognitivo-comportamentale, per la ristrutturazione di eventuali pensieri disfunzionali , tecniche di rilassamento e gestione dell'ansia.
se il medico lo ritenesse necessario, la signora potrebbe altresì intraprendere una terapia farmacologica ansiolitica ( secondo voi è troppo mettere i farmaci???)
via: critiche, critiche, critiche!!! ( costruttive, eh! che manca poco!!:jd::jd:)
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
già l'invio ad un consulto psichiatrico....
io credo che ci vada scritto quasi sempre.io metterei:
proporrei una consultazione psichiatrica per una eventuale terapia farmacologica, senza mettere i tipi di farmaci.
io ho messo terapia psicodinamica ma va bene anche quella cognitivo comportamentale, anzi per i disturbi d'ansia forse è più indicata.
por quanto riguarda l'ipotesi diagnostica io ho messo d. di panico...
altri pareri?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
ops..scusate l'ho spedito due volte
:approved::approved::approved::approved::approved: :approved:
Brava chiara!!!!! leggendo il tuo svolgimento mi sono venute in mente delle cose importanti che non ho scritto, ma che avrei dovuto scrivere xchè sono importanti!!!( come le manifestazioni fisiche ecc..e mi sono scordata "il perchè proprio ora"..ma ho provato senza scaletta e ho saltato dei passaggi)
x me tutto ok; l'unica cosa x me, starei attenta a parlare di integrazione dell'io e separazione-individuazione, perchè secondo me fa troppo terapeuta, e non siamo così esperti!
comunque bravabrava!!! leggi il mio, per favore, e...spara a zero!!!!!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
:approved::approved::approved::approved::approved: :approved:
Brava chiara!!!!! leggendo il tuo svolgimento mi sono venute in mente delle cose importanti che non ho scritto, ma che avrei dovuto scrivere xchè sono importanti!!!( come le manifestazioni fisiche ecc..e mi sono scordata "il perchè proprio ora"..ma ho provato senza scaletta e ho saltato dei passaggi)
x me tutto ok; l'unica cosa x me, starei attenta a parlare di integrazione dell'io e separazione-individuazione, perchè secondo me fa troppo terapeuta, e non siamo così esperti!
comunque bravabrava!!! leggi il mio, per favore, e...spara a zero!!!!!
infatti ero incerta su questa parte, mi sa che vado troppo nello specifico..
vedi sopra per il mio commento al tuo elaborato!
hai un altro caso da postare?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Tobbino, io penso che tu abbia svolto mlto bene il caso... i riferimenti psichiatrici non sono di nostra competenza, semmai spettano più tardi allo psicoterapeuta, almeno credo..quindi credo tu abbia fatto bene a non menzionarli...l'unico dubbio che ho è quando dai la terapia, sl discorso dell'io integato....non so se hai gli elementi per dirlo, dal testo che ho letto non mi sembra, però magari non c'è tutto il testo per intero ??? ...
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ero nel 3d del codice....anch'io non sono sicura del riassuntino iniziale..ma ho visto che lo mettono quasi tutti...che facciamo? passiamo subito agli approfondimenti?oppure il riassuntino potrebbe essere una ricapitolazione dei dati..bisogna mettere quelli più importanti non riscrivere tutto!! mah...magari da lì vedono anche se sappiamo cogliere i punti fondamentali...dubbiodubbio.....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
@tobbino: non ce la faccio a postare un nuovo caso, devo andare a fare la spesa!!!!:swear: magari dopo cena...
@fenicottero: puoi dare un'occhiata anche al mio x favore? grazie!!!
ci colleghiamo domani???
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
ero nel 3d del codice....anch'io non sono sicura del riassuntino iniziale..ma ho visto che lo mettono quasi tutti...che facciamo? passiamo subito agli approfondimenti?oppure il riassuntino potrebbe essere una ricapitolazione dei dati..bisogna mettere quelli più importanti non riscrivere tutto!! mah...magari da lì vedono anche se sappiamo cogliere i punti fondamentali...dubbiodubbio.....
già già...forse rièortare solo i dati fondamentali, ma è anche vero che poi nello svolgimento del caso uno li rielenca tutti per esaminarli e approfondirli..
magari si potrebbe scrivere con riferimento al caso precedente:
si presenta al colloquio la signora bl, sposata, con figlio, che lamenta da circa un mese ansia sistematica e attacchi di panico.
STOP
il riferimento al dsm si fa subito oppure quando si parla dell'ipotesi diagnostica?
io l'ho messo subito, che dite?
mi sembra di andare a spulciare un cane rognoso...che ansia...:jd:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
@tobbino: non ce la faccio a postare un nuovo caso, devo andare a fare la spesa!!!!:swear: magari dopo cena...
@fenicottero: puoi dare un'occhiata anche al mio x favore? grazie!!!
ci colleghiamo domani???
va bene nel pomeriggio come oggi?
se lo trovo riporto anch'io un caso.
ciao stella...rimanimi calma e in forma....buona spesa:approved:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
fenicottero
Tobbino, io penso che tu abbia svolto mlto bene il caso... i riferimenti psichiatrici non sono di nostra competenza, semmai spettano più tardi allo psicoterapeuta, almeno credo..quindi credo tu abbia fatto bene a non menzionarli...l'unico dubbio che ho è quando dai la terapia, sl discorso dell'io integato....non so se hai gli elementi per dirlo, dal testo che ho letto non mi sembra, però magari non c'è tutto il testo per intero ??? ...
:approved:
grazie per i tuoi azzeccatissimi consigli...
se hai dei casi...fatti avanti...oramai sei dei nostri:Ops:
ce la fai per domani pomeriggio alle cinque?
mettiamo qui sul forum un caso e ci confrontiamo come oggi.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
già già...forse rièortare solo i dati fondamentali, ma è anche vero che poi nello svolgimento del caso uno li rielenca tutti per esaminarli e approfondirli..
magari si potrebbe scrivere con riferimento al caso precedente:
si presenta al colloquio la signora bl, sposata, con figlio, che lamenta da circa un mese ansia sistematica e attacchi di panico.
STOP
il riferimento al dsm si fa subito oppure quando si parla dell'ipotesi diagnostica?
io l'ho messo subito, che dite?
mi sembra di andare a spulciare un cane rognoso...che ansia...:jd:
si, forse si potrebbe fare così....!
in alcuni elaborati il riferimento lo mettono subito, in altri dopo....io penso di metterlo quando parlo della diagnosi , ma non sono sicura..( strano..)
allora se trovo un caso lo posto, eh! a domani!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
tobbbino
va bene nel pomeriggio come oggi?
se lo trovo riporto anch'io un caso.
ciao stella...rimanimi calma e in forma....buona spesa:approved:
eh già...la spesa,la casa, il caldo, le bimbe e i bimbi (compresi mariti e/o compagni)...
care ragazze come va? :jd:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
se va bene propongo il caso clinico di novembre 2008:
Si presentaa l colloquio con 1o psiiologo la Si-e.ral rlanuela, cli 45 anni, con ij figlio
seccndogenitoù z[atteod. i 19 anni, che frequentau n Licec Scientifico cleila sua citta. La madre ha
convinto b{atteo a sottoporsi aci un coiloquio con un espefio, dopo rnolte insistenze, perché
preoccupata dal comportamento e dagli atteggiamenti presentati dal figlio ne_eli ultimi mesi.
Secondof ulanuelal,V {atteoe cambiatom olto: è semprei n giro. sembraa rrabbiatoe intolierante.h a
foiti sbaizi d'i;rnote e scatti C'ira. spendem olti soldi e cambiac ontinuamentef ,rdanzata..I.n piu. a
scuola ha iniziato ad ottenere risultati molto scarsi, sembra che non gliene importi più niente, anche
i professorls i sono larnentati del suo comport:tmentod, ei rapporti instabili che intrattiene con i
compagni e ciel1e frequenti assenze... Nlanuela dice di essere moito pleoccupata. perché non
riconoscep irl suc figlio... Vlatteo, durantei l colloquio, sembrap iuttosto disinteressator,i sponde
alla madre in modo aggressivo ed è provocatorio verso ii terapeuta: si lamenta dei fatto che sua
madre" gii stas emprea ddosso",c he adessoè rnaggiorennee vuole..,riverela suav ita come desidera,
che non è "perfetto" come la sorella maggiore. ma che vuole essere iasciato in pace, e che a scuola
ic'"b occinop ure se non va a genio ai profèssoii... il paCrev iene appenam enzionatod a Vlanuela,
che io accusad i disinteressarsdi ei problemi del figiio e gli recrimina di pensares olo alla sua
"nuo!a famiglia"( sono,i ntitti. divorziatdi a diversia nni).
Sulla base deile informazioni presentate,i l ciindidato proponga una ipotesi diagnostica.g ii
ulieriori dati necessari e gli strumenti diarÌnostici utili per awalorare tale ipotesi e un piano
motivatod i interventod i cui specifìcareg li obiettivi.
Ai candidato è richiesto di citare il tipo di strumento psicoìogico che intende uttlizzarc per poter
aiÍiontaren eì proprio iavoro professionaler,e lativamentea l casod escritto.i sesuentin unti:
1. I'analisdi ellad omanda
2 le ipotesid i diagnosrd escrittivee i motivi di esclusioned elie aitre ipotesid iagriostiche
3. I'ipotesdi i diagnospi sicolosica( facendor iierimentoe splicitoa clu n mociellod i psicoiogia
clinicas celtod al candidaro;
+. ic linees itídaC eil'intcrventcoli c.i n quenrop sicolouop. uo prctèssionalmenprreo porre.
non si legge bene ma lo trovate sul sito della segreteria post laurea alla pagina "tracce prove precedenti"
fatemi sapere se vi va bene....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
babajaga
eh già...la spesa,la casa, il caldo, le bimbe e i bimbi (compresi mariti e/o compagni)...
care ragazze come va? :jd:
ciao criiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.... ..
io ci aggiungo anche il cane!
come butta da quelle parti? hai visto psycomamma mi sta sbroccando!!!???:jd:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Ragazze io ci metto i miei gatti il fidanzato e da far da tata alla nona mentre tutti son scappati al mare !!!!!!!!!!!!!!! Cmque esco anche io per la spesa e provo a fare il caso e poi lo posto al più tardi domattina !!! ok ?? secondo me cmqe si riassume elaborando punto per punto...
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
che cosa vuoi dire che "si riassume elaborando punto per punto"?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ragazze ve ne posto un altro:
B. è una vedova di 36 anni inviata allo psicologo dal suo medico di base. Ha perso il marito (40 anni) in un incidente sul lavoro 6 mesi fa. Ha una figlia di 7 anni alla quale deve pensare oramai da sola.
La donna riferisce al primo colloquio che, da quando ha perso il marito, è diventata inappetente, si sveglia alle tre di notte e non si riaddormenta nonostante l’uso di tranquillanti o sonniferi. Tende ad isolarsi, rifiuta le visite delle amiche. Vede quasi quotidianamente la madre, anch’essa vedova, ma questo non pare esserle d’aiuto. Si sente infatti, dopo tali visite, ancora più scoraggiata e sola. La donna asserisce che, da quando il marito è morto, la figlia si aggrappa eccessivamente a lei, ha paura di andare a letto la sera e spesso si sveglia spaventata da incubi. Si chiede se anche la figlia ha bisogno dello psicologo.
B. non se la sente di riprendere il lavoro sospeso alla morte del marito e teme di non farcela. Le capita di pensare al suicidio come liberazione dai suoi problemi.
Sulla base dei dati anamnestici, il Candidato indichi gli approfondimenti che ritiene necessari, formuli un’ipotesi diagnostica, ed illustri un piano d’intervento in cui specifichi il metodo e gli obiettivi.
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
ehm...scusate ma..ho guardato sul sito dell'università il caso di tobbino di nov.2008, e si richiede di delineare
-le ipotesi diagnostiche descrittive
-l'ipotesi diagnostica psicologica
ora...io forse sono stanca...ma...le diagnosi descrittive....sono quelle nosografico-descrittive come il dsm, ma ..la diagnosi psicologica??il moderato-rovetto differenzia le diagnosi descrittive da quelle interpretativo-esplicative, che identificano e descrivono le cause..quindi è quella????c'è qualcuno che può chiarire questo punto?graz!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
...e se ci capitasse un bel disturbo sessuale?:rolleyes:
così rispolvero la tesi e il mio caro "manuale illustrato di terapia sessuale" della kaplan..:P..ma voi l'avete ripassati?
uffa...sto diventando paranoica!
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
psycomamma
...e se ci capitasse un bel disturbo sessuale?:rolleyes:
così rispolvero la tesi e il mio caro "manuale illustrato di terapia sessuale" della kaplan..:P..ma voi l'avete ripassati?
uffa...sto diventando paranoica!
io non li ho ancora ripassati ma penso di dargli un'occhiatina prima dell'esame....comunque poi passalo il manuale illustrato di treapia sessuale...è quell'"illustrato" che mi mette curiosità....:rolleyes:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
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psycomamma
ehm...scusate ma..ho guardato sul sito dell'università il caso di tobbino di nov.2008, e si richiede di delineare
-le ipotesi diagnostiche descrittive
-l'ipotesi diagnostica psicologica
ora...io forse sono stanca...ma...le diagnosi descrittive....sono quelle nosografico-descrittive come il dsm, ma ..la diagnosi psicologica??il moderato-rovetto differenzia le diagnosi descrittive da quelle interpretativo-esplicative, che identificano e descrivono le cause..quindi è quella????c'è qualcuno che può chiarire questo punto?graz!
vi ho postato questo caso appunto per vedere di capirci qualcosa...adesso non ce la faccio ma domani mattina dò un'occhiata e vi faccio sapere
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Raga ciao
io sono tornata a casa dal lavoro ora (imprevisti uff) lavoro dalle 4 alle 8.30
ma se ce la faccio domani mattina provo a svolgere l'ultimo caso postato cosi mi dite che ne pensate. :)
Ps: io avrei aggiunto la diagnosi differenziale con il disturbo d'ansia generalizzato (magari sbagliando) MA?
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
buongiorno raga... ho provato il caso di matteo, ma non sono per niente soddisfatta...soprattutto x quel cavolo di diagnosi psicologica..( ???)..dunque:
si presenta al colloquio la signora manuela con il figlio matteo, 19 anni, lamentando un cambiamento negativo degli atteggiamenti del figlio; M.quindi si presenta spinto dalla madre: sarebbe opportuno quindi sondare la motivazione e l'atteggiamento del ragazzo al colloquio, e le sue aspettative verso l'incontro ed a un eventuale trattamento.
la madre riferisce negli ultimi mesi un repentino cambiamento di atteggiamenti del figlio in ogni area della sua vita: con la famiglia è sempre arrabbiato e intollerante, presenta sbalzi d'umore e scatti d'ira; nell'ambito scolastico ha iniziato ad ottenere scarsi risultati, anche a causa delle frequenti assenze, e nell'ambito dei rapporti interpersonali sembra intrattenere rapporti instabili, sia con i compagni che con le frequenti fidanzate.
alla luce dei dati riportati, non sufficienti a formulare un 'ipotetica diagnosi, sarebbe opportuno soffermarsi aqd indagare:
-le circostanze di insorgenza dei sintomi: a quando risalgono le prime manifestazioni, se ci sono stati degli antecedenti specifici, perchè si rivologono allo psicologo proprio ora, visto che la sintomatologia dura da diversi mesi
-in cosa consistono gli sbalzi d'umore e gli attacchi di ira: se sono di tipo esplosivo, e se risultano concomitanti a specifici eventi, e come sono vissuti dai familiari e dal ragazzo
-come hanno vissuto i compagni ed i professori questo cambiamento
-se c'è stata un'evoluzione nel tempo della sintomatologia
-la storia individuale e le modalità educative
-M. nel corso del colloquio assume un atteggiamento aggressivo nei confronti della madre ed oppositivo verso lo psicologo, lamentandosi del fatto che la madre gli sta troppo addosso, rivendicando la sua autonomia e dichiarando che non è "perfetto" come a sorella: a tal proposito sarebbe utile soffermarsi sui rapporti che intrattiene con la madre e la sorella: la madre confronta continuamente i due fratelli prendendo la sorella come esempio? viene incolpato per i suoi atteggiamenti? cercherei di chiarire in che modo si sente sopraffatto dalla madre, ed inoltre riterrei utile approfondire i rapporti con la figura paterna, descritto da manuela come assente e preoccupato solo della sua nuova famiglia, cercando di chiarire le modalità del divorzio fra i genitori e come questo è stato vissuto dal ragazzo.
per le finalità diagnostiche richieste faremo riferimento al DSM_IV:TR:
dai pochi dati a disposizione sembrerebbe che M. soffra di un Disturbo Antisociale di personalità ( il paz.ha almeno 18 anni, scarso controllo degli impulsi, irresponsabilità abituale come dimostrato dalle assenze a scuola e da casa,irritabilità e aggressività), differenziando da
-disturbo della condotta ( no distruzione della proprietà, frode o furto: da indagare)
-disturbo dovuto all'uso di sostanze o condizione medica
per approfondire tuttavia i pochi dati a disposizione sarebbe opportuno prospettare una serie di incontri ( 3-4) solo con il ragazzo caratterizati da colloqui ed eventuale somministrazione di test; a tal proposito proporrei un test ad ampio spettro come l'MMPI-2, prestando attenzione alle scale che presentano i valori più alti; inoltre proporrei la somministrazione di un Family Relation Test x indagare i rapporti di M.con i suoi familiari, e come questi vedano Matteo, o l'indagine familiare ad ampio spettro secondo il modello ERAAwC di L'Abate, per indagare le modalità comunicative all'interno del sistema e i rapporti con l'esterno.
inoltre richiederei un consulto con il medico di base per escludere che il disturbo sia dovuto all'uso di sostanze o a una condizione medica, e un incontro con gli insegnanti, al fine di specificare meglio il disagio.
se i dati ottenuti confermasero l'ipotesi di partenza, si potrebbe prospettare a matteo l'invio da un terapeuta per una terapia cognitivo-comportamentale x gestione degli impulsi e dell'aggressività e una terapia sistemica familiare favorire la comunicazione circolare all'interno del sistema.
ecco raga, ditemi che ne pensate..tenete conto che ho fatto il caso alle 5 stamani mentre le bimbe dormivano...ci metto 2 ore secche!
ho dei dubbi: la diagnosi differenziale va fatta dopo i test o nell'ipotesi diagnostica?potete vedere se ho fatto tutto nell'ordine giusto? inoltre: quella famosa diagnosi psicologica..mah...io non l'ho fatta..mi raccomando, ditemi tutto...non ce la faccio piùùùù...:jd:ora vado a preparare le colazioni....
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
...oddio mi è venuto un dubbio atroce rileggendo il testo a mente fredda: il testo dice" si presenta la signora manuala accompagnata dal figlio, lamentando ecc..." .non "si presenta M.accompagnato dalla madre"......io ho fatto tutto il discorso dando x scontato che sia m.ad avere un problema ed è stato portato a forza dalla mamma, ma se fosse lei ad avere bisogno????? ommioddìo:wall::wall: 2 ore di lavoro alle 5 stamani x nienteee?????????ditemi che ne pensate!!!!!:sbonk::sbonk:
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Riferimento: Prova: Caso Clinico
Buongiorno ragazze, ci sentiamo nel pomeriggio, mi hanno spostato ikl turno ieri sera... posterò il mio caso della DISPERATA signora B :asd: più tardi... Un bacione !
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psycomamma
...oddio mi è venuto un dubbio atroce rileggendo il testo a mente fredda: il testo dice" si presenta la signora manuala accompagnata dal figlio, lamentando ecc..." .non "si presenta M.accompagnato dalla madre"......io ho fatto tutto il discorso dando x scontato che sia m.ad avere un problema ed è stato portato a forza dalla mamma, ma se fosse lei ad avere bisogno????? ommioddìo:wall::wall: 2 ore di lavoro alle 5 stamani x nienteee?????????ditemi che ne pensate!!!!!:sbonk::sbonk:
lo stesso dubbio è venuto anche a me ma non facciamoci prendere troppo dall'ansia...tutti i sintomi descritti sono riferiti a matteo, come si fa a fare una possibile diagnosi sulla madre? a parte dirle che mi dispiace per lei che ha un figlio così e darle una pacca sulla spalla, che si potrebbe fare?!
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eh si! hai ragione...ma c'è sempre il condizionamento aversivo con le scariche elettriche !:argh: ma forse è meglio non scriverlo...comunque: ho guardato il 3d del 2008 e la diagnosi di quelli passati era di dist.bipolare 1.. non sono molto convinta, anche perchè non ci sono episodi, ma un comportamento ricorrente..xò riguardando i criteri il comportamento deve essere elevato, espansivo, o irritabile, come matteo, e quindi forse ci sta...ma non mi sembra che soddisfi tutti i criteri...:mumble:
allora quindi devo aver scaxxato la diagnosi, :sbonk:, xò raga....erano le 5 di mattina...capitemi....mAI fare diagnosi alle 5 di mattina!!!!
se ce la fo faccio la donnina depressa, xò non so se oggi ci sono...baci a tutte!!
tobbiinoooo: l'hai letto il mio caso svolto di matteo lì sopra???ti prego rispondi ai miei dubbi!!!!!