qui c'è qualcono che ha avuto una cattiva esperienza con l'analisi
http://www.queryonline.it/2012/02/06...sicoanalitici/
forse qualcono dovrebbe dirgli qualcosa visto che c'è chi gli dice che i problemai psicologici derivino dai reni :-/
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qui c'è qualcono che ha avuto una cattiva esperienza con l'analisi
http://www.queryonline.it/2012/02/06...sicoanalitici/
forse qualcono dovrebbe dirgli qualcosa visto che c'è chi gli dice che i problemai psicologici derivino dai reni :-/
Ho visto il film, certo che però non s'è mica capito di preciso perché la donna ha ripreso a camminare :D. Supponendo sia tutto vero, nel film viene mostrato che riprende a camminare proprio quando le viene fatto credere di ricordare un abuso da parte del padre, che poi in un secondo momento Freud ha sostenuto (scoperto? bo chi lo sa) fosse falso e inventato, e s'è confusa tutta la situazione :asd:.
Il fattore terapeutico insomma quale è? La comprensione perfetta di sé e di quel che è accaduto davvero, non sembra, perché la donna in cura è guarita dal sintomo proprio quando ha creduto in qualcosa di falso, poi per convincerla a non buttarsi dal ponte è risultato migliore farle credere qualcos'altro.
Non s'è mica capito alla fine :mumble:. E' comunque una specie di esorcismo.
Tornano a camminare anche le persone che vanno a Lourdes senza parlare con qualcuno o a indagare profondamente nei confronti della propria psiche in senso psicoanalitico.
Bisognerebbe cercare di comprendere davvero come funzionano tutte 'ste cose al livello mentale (di sicuro qualche spiegazione c'è), ma se si seguono solo certe strade come queste qua delineate da Freud, non è detto che si approdi ad una descrizione reale dei fatti.
Io l'ho detto prima, la psicoanalisi penso sia più una psicoterapia (che in certi casi funziona) ma che non possiede alcuna buona teoria a monte per determinare in quali casi funziona davvero (e perciò si va a tentoni, se proprio le hai provate tutte, prova con qualche orientamento dinamico, può darsi funzioni), che un sistema di indagine del funzionamento mentale scientifico e sistematizzato per bene.
Poi insomma è sicuramente vero che sessualmente i bambini siano piuttosto attivi, ma il fatto che a un bambino manchi una certa figura d'affetto, non è mica detto che abbia un desiderio erotico verso questa figura.
E chi è orientato sessualmente verso il sesso femminile e c'ha solo il padre ed è geloso dell'affetto di questo padre per il fratello più piccolo? Deve voler uccidere il fratello e sentirsi aggressivo verso questo fratello perché in realtà il fratello gli impedisce di far l'amore col padre? :look:
Di sicuro c'è gelosia, ma che c'entra l'attrazione sessuale in casi del genere? Per me si confonde tutto così, si capiva poco prima e si capisce ancora di meno dopo questo tipo di spiegazioni. Sono teorie che se esaminate più attentamente non reggono molto per me.
Queste riflessioni sono davvero banali, e mi meraviglia che per certi psicoanalisti in passato siano risultate ovviamente false (sono risultate tali perché ci volevano credere e non perché avessero chissà quali prove per sostenere 'ste cose). Se hanno ragionato così in passato e diversi hanno intenzione di continuare a ragionare così, non è che ci sia da fidarsi molto rispetto al loro modo di condurre un'indagine per me, anche se può darsi che possa risultare terapeutica tutta la cosa.
Un saluto a tutti
ma credo ci sia un discorso relativo al desiderio di incesto e al conseguente senso di colpa verso il desiderio incestuoso nei confronti della figura paterna.
Non capisco perchè tu dici che non regge tutto l'impianto. E' semplicemente perfetto.
Questo de vincentiis è quello che ha postato sul suo sito il documento che ho citato nel thread su cosa può fare uno psicologo, e che avanza dubbi sulle possibilità di eseguire diagnosi esatte.
Si contraddice da sè, mentre scrive.
Molto contraddittorio, l'individuo in questione, perchè sembra interessato personalmente al fatto che gli "psicologi" e non i terapeuti, abbiano i riconoscimenti legislativi per poter fare un mucchio di cose.
M. Come fonte mi sembra dubbia, comunque.
In ogni caso, c'è anche il libro su "marilyn monroe e i disastri della psicoanalisi" se è per questo.
Ogni teoria si presta ad essere analizzata, e non fa che confermare l'utilità dell'analisi.
C'è l'analisi matematica, e Char.lie è un esperto, c'è quella psicologica, c'è quella economica...si chiamano tutte ANALISI.
Quello che si vede nel film, è un Freud che ragiona, è quello il pregnante, la potenza e l'energia del pensiero, che poi di conseguenza è LIBIDO.:)))
Tu credi Char-Lie, che non ci sia un rapporto "erotico" tra te e la matematica?:)
EROS/ THANATOS amore e morte, sono le spinte vitali e la condizione principale dell'esistenza umana, questo è stato evidenziato in ogni opera letteraria, fa parte di ogni religione, ma anche della scienza, per cui "nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma= Legge di Lavoisier, nelle contraddizioni sta l'essenza del cambiamento.
ciaooooo
ahm, scusate Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Bisogna andare ai classici, per capire l'essenza delle cose,gli psicoanalisti, e questo è un grandissimo pregio, usano come fonti, non il devincentiis, ma l'uomo nel corso dei secoli, si rifanno alle filosofie e alla storia del pensiero!
questo li rende affascinanti.
e già , il devincentiis, essendo del Cicap, usa il pragmatismo che, in genere, non piace a chi non ha una grande ammirazione per la scienza. Il cicap ti dice, allo stato attuale, le cose stanno così. e questo fa irritare. purtroppo.
Perchè, l'analisi rientra nel paranormale, simone?
non mi risulta che i monaci zen rientrino nei fenomeni paranormali.
Eppure confidano nel pensiero anch'essi.
Le allucinazioni esistono, io le ho avute, anzi,direi che la psicoanalisi ti aiuta a distinguere fantasie da realtà, ti fa l'esame di realtà, perchè, è nel mirino del Cipat?
no ma il cicap si occupa di scienza e di pseudoscienza e, forse non sai, che negli ambienti scientifici la psicoanlisi è considerata pseudoscientifica. Vedi Popper!
Quando si fa psicoanalisi, sappiamo che andiamo nel mondo delle fantasie!
Infatti l'analisi fa parte della "stanza" delle fantasie, è una realtà virtuale, ed è confinata lì.
Punto.
Allora un poeta è pazzo, secondo voi scienziati?
Produce immagini anche lui. Sarà mica paranormale?
e chissene, scusa, se è pseusoscientifica, la scienza è fuori da quella stanza!
no ma deve essere nella mente e nella preparazione dell'analista. quindi in stanza deve esserci
dunque, il film racconta i primi anni di collaborazione tra Freud e Breuer, quindi gli albori del metodo psicoanalitico.
I punti che vengono mostrati nel film sono:
1. che Freud non è sbucato dal nulla con le sue idee, ma già all'epoca alcuni praticavano ll'ipnosi come metodo terapeutico (Breuer).
2. Freud è stato allievo di Charcot ed è da questo che Freud scopre l'esistenza dell'inconscio
3. che i disturbi in questione hanno un'origine non organica ma psichica (traumi psichici), infatti come si vede all'inizio del film, le persone con isteria venvano considerate degli impostori perch non c'erano evidenze organiche all'origine dei sintomi.
4. che i casi di ISTERIA sono dovuti ad alcuni meccanismi di difesa (scoperti da Freud), e precisamente della rimozione + conversione
5. che "liberando" l'affetto legato al trauma il sintomo scompare perché l'affetto non viene più "convertito" sotto forma di sintomo (metodo catartico). Questo lo scopre indirettamente già BREUER con l'ipnosi. Freud però abbandona l'ipnosi e utilizza le libere associazioni con il paziente in stato di veglia e questo segna l'inizio della PSICOTERAPIA, e anche del metodo psicoanalitico! E' la prima volta che i pazienti vengono invitati a dialogare con il terapeuta anziché "sottoporsi" a delle cure in modo passivo.
6. Inoltre Freud scopre che all'origine di tutto ci sono dei traumi RIMOSSI spesso di natura sessuale. Cioè andando sempre più indietro nel tempo (nei ricordi) in genere tutti i pazienti di Freud avevano subìto un trauma di tipo sessuale.
7. che questi avvenimenti rimossi nell'inconscio non necessariamente sono reali, ma possono anche essere frutto della FANTASIA (questo lo scopre più avanti, verso la fine del film) e che quindi la fantasia (per dirla in termini moderni: come l'individuo vive l'evento, il suo significato per lui) e non la cronaca dei fatti, è importante per comprendere l'origine del disturbo
traumi RIMOSSI
è proprio questo il concetto che oggi si mette in discussione
http://www.ass-arcano.it/seminari/rimozione2.htm
E con quali controargomentazioni, per curiosità?
be dovresti leggere i libri critici, , dovresti consocere le ricerche sulla memoria e cose simili.
il libro lontano dall'ansia e dall psic..ne parla in modo approfondito con tanto di riferimenti scientifici
m, va bene, leggerò, mi hai incuriosito:))
Certo, si tratterebbe di resistenze, sai, la fiducia è importante, metti che il paziente di un analista si interessi di questioni psicoanalitiche, quale interpretazione personale?
L'analista ci si fa d'oro:)))
Io non penso che la sessualità entri da tutte le parti, ci sono cose che hanno a che fare col sesso di sfuggita, io sono frustrato di sicuro in ambito sessuale e affettivo, ma non lo sono poi tanto in altri ambiti relazionali. Provo di sicuro delle emozioni, desideri e così via, ma tutte queste cose descritte da queste teorie sono lontane anni luce dal mio essere.
Se ho provato qualche forte disagio l'ho provato negli anni scolastici, nell'adolescenza, e poi dopo, in seguito. Non ho mai odiato in particolar modo mio padre, anzi spesso mi dispiaceva quando mia madre non risultava affettuosa con lui, non sono mai stato geloso.
Mia madre certe volte invece è riuscita a ferirmi davvero, cosa che non ha mai fatto mio padre :argh:.
Saluti Comply
il complesso di Edipo è solo una metafora che Freud utilizzò per descrivere alcune dinamiche che osservò, ma la pretesa di universalizzarlo fu il suo errore. da un punto di vista clinico, (sto citando il libro) non vi è nessuna utilità operativa nell'indagare su di esso così come non vi è nessuna utilità operativa indagare sui processi di rimozione dal momento in cui la memoria, fisiologicamente, non può ricostruire gli eventi come un videoregistratore, inoltre anche se, in psicoanalisi, contano i vissuti e non i fatti reali, insistendo sulla rimozione si corre il rischio di creare un problema anzichè risolverlo.
Devi tener conto che nella pratica lo psicoanalista è tanto altro, cioè non è un asettico applicatore dei principi del capostipite.
Forse li applica nei suoi scritti personali, cioè riconduce al modello che abbraccia, che può essere anche niuno modello, il caso che ha in esame.
Ma, di fronte al paziente, egli va dove lo porta il cuore del paziente, per citare la Tamaro.
senza pregiudizi, senza consigli, senza memoria.
Questo è fondamentale, il paziente crea una storia, l'analista lo aiuta, e interpreta questa storia, anzi, lo fa assieme al paziente.
Si tratta di qui e ora, la rimozione sarà un principio, un assunto, ma non è il cuore, secondo me, della pratica clinica.
Il vissuto si chiama hic et nunc, per me:)
Devi metterti nei panni del paziente, non dell'analista, l'immaginazione del paziente trasforma questa figura in ciò che gli è più utile, nel momento presente, non in altri.
Il passato del paziente ne è parte integrante.
Ah, Char-Lie, ma se solo mamma è riuscita a ferirti, vuol dire che con lei eri più coinvolto?:) Grande amore:)?
Ma se non sono reali johnny che significa che sono stati rimossi nell'inconscio? :mumble:Citazione:
Originalmente inviato da johnny
Salta il concetto di rimozione così, è una ricostruzione a posteriori che non stava da nessuna parte prima (nemmeno nell'inconscio), la si è inventata dopo insieme allo psicoanalista, l'impressione di ricordare qualcosa non rappresenta un ricordare effettivo.
Quindi non è la consapevolezza di quel che si è vissuto che risulta terapeutico, è la ricostruzione inventata di quel che si è vissuto che potrebbe risultare terapeutico: nel caso della donna analizzata nel film sembra che le cose siano andate così, se no questa non avrebbe camminato.
Se non sono reali gli avvenimenti ricordati, non è corretta l'idea che sono stati rimossi e accantonati da qualche parte nella mente inconsapevolmente e salta proprio il concetto di inconscio caro a Freud.
Sotto ipnosi ho letto che sono stati fatti esperimenti in cui si chiedeva alle persone di ricordare qualcosa prima della loro nascita, e son saltate fuori vite precedenti con aneddoti e altro, pare che non sia vero che si ricorda tutto e si rimuovono gran parte dei ricordi in qualche serbatoio inconscio, è più probabile l'idea che là dove non si ricorda bene, o si hanno dei buchi di memoria, la maggior parte delle persone forse inventa di sana pianta quando viene messa alle strette con domande insistenti su qualcosa che non riescono a ricordare :asd:...
http://www.youtube.com/watch?v=cMeBSWqvxnA
Saluti
ah, l'analista un po' ti insegna a trovare i TUOI significati personali.
Questo è molto importante!
Ne convenite?
Ti presta la mente, all'inizio, poi fai da te!
é molto utile, e curativo, perchè un adulto è capace di trovare da sè risposte!
Inventare è fondamentale, trovare vie alternative, no pensieri rigidi, è sopravvivenza, è maturità!
esempio, metti che uno in quel momento esatto in cui va in seduta abbia un problema pratico, l'analista ti mette a disposizione la possibilità di pensarci, di trovare risposte alternative a quel problema che possono essere anche "Oh, che tragedia mi è capitata:)"
possibilità di trovare autoconsolazione, di gestirlo, come FANNO TUTTE LE PERSONE ADULTE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI, non ve ne siete mai accorti?
Avete mai visto una mente rigida che non trovi scappatoie alternative?
Io mai.
considerate che non tutte le psicoanalisi sono uguali, c'è quella ortodossa freudiana, quella interpersonale, quella breve, quella junghiana ecc.
va beh, per i principi alla base di queste, devi sentire gli psichi.
E' il loro spirito che abbraccia queste filosofie, ma ai pazienti non può fare alcun danno, non li riguarda, può essere anche tutto vero/falso, l'importante è che ti prestino il cervello per un po', quando hai bisogno della testa di un altro, e questo ci accade spesso.
Ossessivo?
ma, se uno ha un pensiero che ritorna, bisogna vedere se lo disturba.
Metti: io ho un pensiero che ritorna spesso, ogni sera, ogni giorno, ogni momento.
Io ritengo che sia inutile negarlo, bisognerà portarlo alla luce, facciamolo fluire, non è un nemico, il mio pensiero, nasce da qualcosa, non è dolore, ha un significato per me.
Posso gestirlo, a quel punto.
Potrebbe essere la gestione, mi vergogno di quel pensiero, allora ci parlo.. mi parlo, e così via, con tutti i miei pensieri, con tutte l3e mie emozioni negative, con la rabbia, con la vergogna, con tutto ciò che io sono e manifesto.
Non è che mi sto a dire tante cose, semp0licemente non mi autorespingo!
i rapporti con i familiari, invece, cambiano, ma non perchè mi irrigidisco io, ma perchè c'è una consapevolezza diversa!
Spesso è una tragedia, tra chi pensa e chi pensa meno:)
complicata ci sono disturbi ossessivi davvero gravi che non ti permettono di vivere serenamente, e, il più delle volte non hanno alcuna valenza comunicativa, si esprimono solo in virtù di una sorta di loop cognitivo che necessita solo di essere interrotto.
leggi questa
http://www.medicitalia.it/a.devincen...lle-ossessioni
Te lo spiega bene!
Il pensiero è un tabù, quando è in contrasto con la propria morale, il sistema di principii.
Altrimenti non è ossessivo, indi il sistema migliore non è interromperlo, ma scardinare la morale che lo rende ossessivo.
i pensieri non devono essere interrotti, secondo me, bloccati, ma accettati.
Sennò finisce che li agiamo, e allora siamo matti davvero!:)
Io sono contraria al controllo dei pensieri dall'esterno, mi sembra una pratica pericolosa, più uno li esterna, i pensieri, e meglio è!
Ci si va apposta in seduta!
ah complicata complicata, si vede che non conosci la realtà clinica delle ossessioni gravi :rolleyes: (^___^)
La psicoanalisi non è così idilliaca, a forza di rendere " consapevoli " i pazienti questi possono andare incontro a ansie e angoscie che poi non si riescono a contenere ...
va beh, se uno è già fuori della realtà, e agisce le ossessioni, è in preda ad esse, cosa fate?
Praticamente lo sedate, penso.
Ma una persona non psicotica, può gestire le proprie angosce, penso, è in grado di reggerle, no?
In seduta ci insegnano che le nostre emozioni sono legittime, e che non dobbiamo temerle, ma accettarle, e così si placa l'ansia.
Guardate, molte rabbie vengono dall'assenza di figure genitoriali rassicuranti in questa direzione.
C'è chi è ipersensibile agli stimoli dell'ambiente, e vi soccomberebbe, preda della paura dei propri sentimenti e del terrore di perderne il controllo.
E' lì che un analista è veramente prezioso, dicendoti che nel tuo inconscio c'è il tutto, l'istinto, l'aggressività, le emozioni negative, tutto.
Siamo tutti borderline:)
complicta l'alternativa all'analisi non è la sedazione, ma ci sono tecniche che modificano la percezione del sintomo e ti insegnano a gestirlo, controllarlo e debellarlo.
i problemi che scaturiscono dall'assenza di figure genitoriali è solo una lettura teorica di un modello psicodinamico. Tu che hai fatto un percorso analitico sei, quindi, "immersa" ovviamente in questa visione. comprensibile. ma esistono altri modelli anche più moderni della psicoanalisi.
le ossessioni anche gravi non appartengono alla psicosi. ci sono ossessivi gravi che pensano che potrebbero accoltellare il figlio, ad esempio, oppure sfociare in comportamenti pedofilici. puoi dire a questi di accettare i loro pensieri? ti assicuro si suiciderebbero. nè puoi cercare le motivazioni inconsce di queste rimuginazioni e non puoi per due motivi (non sempre ci sono, anzi il più delle volte no) secondo; la ricerca di queste non farebbe altro che esacerbarli e rendere i pensieri più gravi.(così come vi sono evidenze cliniche che succede)
ovvio, biosgna conosce i modelli teorici e la letteratura. ^_^
Quando ci scopriamo aggressivi e con tutti le emozioni negative, poi l'analista cosa fa... da la colpa ai genitori ... ??
Allegato 24441ludivicamaria l hai detto, infatti sono davvero rimasto sorpreso dalla perizia sulla psicoanalisi che quelli del cicap hanno pubblicato. evidenzia proprio questi processi
http://www.queryonline.it/2012/02/06...sicoanalitici/
ho capito,forse, mi vuoi dire che non si può sempre andare fino in fondo, cioè ci sono dei livelli ai quali è necessario fermarsi!
Ma questo gli analisti lo sanno, siccome è notorio anche per i non addetti ai lavori.
Va bene, concorderei, sì.
però ascolta, dipende tutto dalla struttura della società; oggi l'incesto non è accettato , la pedofilia non è più giustamente accettata la violenza giustamente non è accettata, bisogna trovare sfoghi alternativi a quella che è la natura umana.
Purtroppo, dico.
Almeno si riconosca che l'analisi è un tentativo di dare risposta a ciò che è primordiale nell'uomo, l'istinto di uccidere, di prevaricare, e quanto di peggio.
Ma c'è anche il quanto di meglio, per fortuna.
conoscere, aiutare, fare da madre, da padre, comunicarsi intimamente a qualcuno, tentare di trovare un senso.
boh, se ci sono metodi migliori, derivano da essa, si sono superati gli istinti aggressivi di dire che con certe persone non ci si poteva entrare in contatto, almeno.
Io dico che l'analisi resiste per il fondamento su cui si basa, non per le evoluzioni varie, ecco:))
Wow, che sermoneee:))
Considerata la preferenza per l'argomentazione logica, rinnovo una mia osservazione già precedentemente apportata in merito alla definizione della nozione di scienza nell'opinione di Popper.
Perché di opinione si tratta. Infatti, utilizzando il ragionamento epistemologico di Popper, è semplice osservare come anche la sua asserzione sulla psicoanalisi sia tutta da dimostrare, dato che egli non ebbe mai modo né di confutarla, né di falsificarla proprio tramite l’applicazione rigorosa di quel metodo che critica: cioè, quello psicoanalitico… Infatti, non ne ebbe mai esperienza. Strana manchevolezza per un pensatore tanto legato alla logica dell'esperimento. Di conseguenza, anche la sua asserzione circa la non validità scientifica della psicoanalisi può essere considerata soggettiva e non obiettiva. Quindi si potrebbe considerare la sua stessa asserzione circa la psicoanalisi non scientificamente valida... secondo il suo stesso punto di vista
il vero probelma non è tanto la scientificità ma la sua applicabilità clinica.
come vedi, dialetticamente, si può esprimerne la sua scientificità e la sua NON scientificità.
quindi: da un punto di vista clinioa l'applicazione dei concetti edipici aiuta?
l'applicazione del concetto di rimozione aiuta? del concetto di transfert e di relazione aiuta?
ecco perchè il cicap ne fa una vera periza e risponde a dei quesiti che vi riporto:
1 Le basi teoriche sulle quali si fonda il metodo psicoanalitico hanno un fondamento scientifico?
2. Ci sono elementi che potrebbero far funzionare i metodi psicoanalitici?
3. Per quali patologie è più o meno indicata?
4. La psicoanalisi può avere effetti collaterali?
5. Come metodo di indagine psicologica, la sua funzione ha oggi un’applicazione razionale?
dal libro (perizia sulla validità dei processi psicoanalitici)
Il libro non lo conosco, però il fatto che si scriva un libro sull'argomento con la pretesa di far perizia, ovvero di essere giudice sulla verità o meno di alcune teorie, è pretenzioso, è come voler fare una perizia su Dio.:)
Dove la prima domanda sarebbe: ma quale DIO?:)
Quello degli Ebrei, dei Romani, Geova, ecc delle religioni animiste....ma l'uomo di Neanderthal credeva in Dio, possiamo fare una perizia su ciò?
O meglio,non se l'uomo di Neanderthal credeva o meno, ma se dio esisteva ai suoi tempi.
Ma parlando di scientifico, non era Einstein fisico teorico che diceva che tra una formula e un piatto di wurstel, tutto è relativo?
Il cervello umano è una cosa troppo complessa perchè possa essere ridotta a un fenomeno scientifico studiabile e riproducibile in laboratorio, almeno con le conoscenze attuali.
Consiglio un film "Il pianeta proibito", mi pare, quello della civiltà Krel, dove gli abitanti avevano raggiunto un livello intellettuale così elevato da poter modificare il loro mondo con il loro pensiero e in una notte si erano eliminati l'un con l'altro.
a a a complicata, qui cadi nella fede. ogni processo deve essere sottoposto a verifica e/o critica.
il paragone tra psicoanalisi e Dio? non ci siamo :-)
se si ha la presunzione di non essere sottoposti a perizia allora di chi è il problema del perito o del periziato?
Ciao, scusa ma il paragone con Dio cosa c'entra? Penso che questo libro voglia essere "semplicemente" una sorta di saggio, un testo scritto in veste, prima ancora che di psicologo/terapeuta, di studioso che vuole indagare su di un certo argomento...
Anche gli psicoanalisti scrivono e fanno indagini sul metodo psicanalitico (a volte pure altre "correnti") in modo anche piuttosto scientifico (su psychomedia ci sono un mare di articoli, non li ho letti tutti anche perché non sempre mi risultano comprensibili, non essendo dell'ambiente).
Sono contraria anche io alla eccessiva categorizzazione e al voler rendere tutto quasi "meccanico" (es. se dico X il paziente farà/dirà/reagira nel modo Y), ma secondo me una qualche garanzia ci dovrebbe essere all'interno delle varie psicoterapie e le tecniche adottate, senò davvero sarebbe tutto troppo all'insegna dell'improvvisazione e potrebbe andare bene quanto potrebbe andare male. E visto che si parla di salute (mentale) meglio andarci cauti :)
Brevemente perché forse sono stata abituata male da questo forum dalle discussioni di un certo livello di qualche tempo fa che rimpiango:
[QUOTE=simone11;2629984]
1 Le basi teoriche sulle quali si fonda il metodo psicoanalitico hanno un fondamento scientifico?H
Senza considerare che evidentemente si vuol fare la critica a qualcosa che non si conosce neanche a livello storiografico perché altrimenti si avrebbero le risposte a queste domande,
cosa si intende per fondamento scientifico e a quale teoria della conoscenza ci si riferisce (perché ce ne sono diverse)?
E chi stabilisce e valuta che/come i metodi psicoanalitici debbano funzionare? (l'intervento su Dio non mi sembra così sconclusionato dal momento che questa domanda potrebbe apparire metafisica ;-) )Citazione:
R
2. Ci sono elementi che potrebbero far funzionare i metodi psicoanalitici?
Idem come sopra. E chi stabilisce che una psicoterapia debba essere indicata più o meno per qualche patologia? Il cicap? Ah beh, per quel che vale....Citazione:
3. Per quali patologie è più o meno indicata?
Stessa cosa. Che si intende per effetti collaterali e chi é preposto a farsi una domanda simile e a valutarli?Citazione:
4. La psicoanalisi può avere effetti collaterali?
Da quale punto di vista?Citazione:
5. Come metodo di indagine psicologica, la sua funzione ha oggi un’applicazione razionale?
Mi sembra che l'impostazione di questa pretenziosa teorica "perizia" non si accorga di porsi domande che epistemicamente non sono coerenti con l'impianto teorico che pretenderebbe di periziare e che voglia assurgere - secondo me anacronisticamente - a detentore unico del sapere scientifico in un momento storico in cui scienze dure come la fisica o la chimica vanno nella direzione opposta.
Senza tenere conto che, forse anche in modo pacchianamente provocatorio, si pretenderebbe di fare una critica alla psicoanalisi ortodossa di prima generazione evitando accuratamente di menzionare tutta la successiva storia della psicoanalisi che ha rimesso in discussione se stessa. Evidentemente la psicoanalisi, nel suo impianto teorico, ha la capacità di fare critica internamente al contrario di altri orientamenti "rigidi" e per questo, purtroppo per loro storicizzati e destinati ad aver scadenza.
In ultimo, sull'Edipo...Deleuze e Guattari si sono posti i quesiti che vi state ponendo adesso negli anni '70; Guattari, psicoanalista, ha pure scritto l'"Anti-Edipo" , però il cicap si è svegliato ora...
Vabbé, vado a letto, svegliatemi quando riusciretea trovare qualche argomento nuovo che la psicoanalisi non abbia già affrontato da sé....preferibilmente prima che compia gli ottant'anni eh... ;-)
Ciao Benedetta14 ho letto anch'io in passato le discussioni di un certo "livello" e mi hanno appassionata, ma sono molto teoriche e secondo me c'è un grossa difficoltà ad applicarle. Io ti posso parlare in base all'esperienza come alcuni che scrivono su questo forum ed è questa... la psicoanalisi purtroppo non è per tutti e gli effetti collaterali ci sono, cioè capita che la patologia si aggrava e poi non si riesce più a venirne a "capo" e spesso devi interrompere l'analisi. Non da risoluzioni a breve termine e questo comporta una sofferenza prolungata che alcuni pazienti non possono permettersi .Ciao
diciamo che questi "effetti collaterali" li possono avere anche altre scuole di psicoterapia, come ad esempio quella sistemica (di cui l'autore membro del cicap fa parte, mi pare di aver capito) e anche l'approccio medico-biologico: gli psicofarmaci non sempre raggiungono gil effetti sperati, infatti nei casi di -ad es.- depressione che non risponde ai farmaci a volte si fa uso dell'elettroshock, e anche questo non sempre ha gli effetti desiderati ed ha anche effetti collaterali piuttosto importanti, come ad esempio l'amnesia.
Inoltre ad oggi la psicoterapia psicoanalitica ha poco a che fare con quella tradizione freudiana di 150 anni fa, perché utilizza tecniche e conoscenze di autori post-freudiani (da Klein e le relazioni oggettuali a Bion, Kernberg, ecc..) ed esistono psicoterapie dinamiche BREVI e focalizzate sul sintomo.
[QUOTE=benedetta14;2630354]Brevemente perché forse sono stata abituata male da questo forum dalle discussioni di un certo livello di qualche tempo fa che rimpiango:
Belle osservazioni Benedetta peccato che tu le abbia fatte, probabilmente, SENZA LEGGERE IL LIBRO, poichè ciò che dici si adatta sicuramente a qualcos'altro e non al testo in cosiderazione.
io l ho letto e ti posso dire che il libro cita le correnti analitiche relazionali più evolute, ne valuta i pro e i contro.
inoltre sfata dei miti, quelli che ancor oggi sono intrisi nella cultura popolare, ossia quelli che spingono i pazienti a cercare traumi rimossi mai avvenuti facendo anni di analisi con un certo dispendio economico.
LEGGI IL LIBRO PRIMA DI FARE UNA RECENSIONE CRITICA. e se non vuoi leggerlo perchè non lo ritieni interessante allora evita di commentarlo, poichè si rischia di dire cose (come hai fatto) che non stanno da nessuna parte. critichi le domande che pone senza conoscerne le risposte.
e aggiungo che, forse, non sei a consocenza del fatto che gli psicoanalisiti ortodossi, di prima generazione come li chiami tu, oggi ce ne sono più di quanto immagini.