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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
E ora, siore e siori, è arrivato il "Time Line Therapist"!!!
Aiuta a riprogrammare la tua vita e a creare il tuo futuo, con i più potemti strumenti di crescita personale, aiuta a "lavorare al livello inconscio ed eliminare le emozioni negative e le decisioni limitanti, a guarire i traumi emotivi e sradicare i pensieri, le emozioni ed i comportamenti indesiderati". Ovviamente, con tanto di corsi, master e certificazioni internazionali....
:bah:
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
sarebbe a dire? traduzione italiana please? :)
bella questa:sradicare i pensieri, le emozioni ed i comportamenti indesiderati.............
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
io non capisco.
Lo psicologo è una figura riconosciuta dallo STATO ITALIANO, nel senso che bisogna sostenere un Esame di Stato, essere iscritti a un Albo.
In più da qualche anno è diventata anche una FIGURA SANITARIA.
Mi sembra veramente strano che lo Stato permetta il proliferare di queste figure che sono pseudo-psicologi.
una critica anche alle Università che spesso sono un po' troppo teoriche e poco pratiche
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
L’Antropologia Esistenziale Cosmoartistica
E' una metodologia di lavoro individuale e di gruppo creata dal Prof. Antonio Mercurio che studia le leggi del divenire umano, dalla vita prenatale alla morte ed applica queste scoperte per la ricerca del benessere individuale e sociale.
L’Antropologia Esistenziale Cosmoartistica
È costruita attorno a una visione della vita che riconosce inequivocabilmente alcuni valori costitutivi dell’uomo-persona quali l’identità, la libertà, lacapacità di amare; valori che fungono da guida per la realizzazione del progetto insito in ognuno di noi.
Secondo questa teoria “...l’uomo-Persona è soggetto inalienabile di libertà e di identità propria, fine a se stesso e a nessun altro, i cui elementi costitutivi sono la sua capacità di amare sè e la capacità di amare gli altri.” (A. Mercurio)
Essa prende in considerazione le diverse dimensioni dell’essere umano: la dimensione biologica, la dimensione psicologica e la dimensione spirituale o esistenziale; quest’ultima permette all’uomo di assumersi pienamente il proprio destino e la responsabilità della propria esistenza in tutti i suoi aspetti senza negarne nessuno.
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Re: Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
L’Antropologia Esistenziale Cosmoartistica
E' una metodologia di lavoro individuale e di gruppo creata dal Prof. Antonio Mercurio che studia le leggi del divenire umano, dalla vita prenatale alla morte ed applica queste scoperte per la ricerca del benessere individuale e sociale.
L’Antropologia Esistenziale Cosmoartistica
È costruita attorno a una visione della vita che riconosce inequivocabilmente alcuni valori costitutivi dell’uomo-persona quali l’identità, la libertà, lacapacità di amare; valori che fungono da guida per la realizzazione del progetto insito in ognuno di noi.
Secondo questa teoria “...l’uomo-Persona è soggetto inalienabile di libertà e di identità propria, fine a se stesso e a nessun altro, i cui elementi costitutivi sono la sua capacità di amare sè e la capacità di amare gli altri.” (A. Mercurio)
Essa prende in considerazione le diverse dimensioni dell’essere umano: la dimensione biologica, la dimensione psicologica e la dimensione spirituale o esistenziale; quest’ultima permette all’uomo di assumersi pienamente il proprio destino e la responsabilità della propria esistenza in tutti i suoi aspetti senza negarne nessuno.
Teoria molto affascinante e soprattutto originale...:asd:
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Riferimento: Re: Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo s
Citazione:
Originalmente inviato da
Psichedelic
Teoria molto affascinante e soprattutto originale...:asd:
Vogliamo parlare di questo programma?
Durata: 4 week-end (sabato - domenica) oppure 2 week-end lunghi (venerdì - domenica) a seconda della sede.
Vabbé che dura 8 giorni nella formula weekend e 6 nella formula weekend lunghi, mah... Vediamo gli argomenti
Argomenti trattati
Presupposti di base della Programmazione Neuro Linguistica.
Come stabilire il rapport e mantenerlo.
Calibrazione.
Ricalco e guida verbale e non verbale.
Sistemi rappresentazionali (predicati sensoriali e segnali di accesso).
Metamodello e Milton Model.
Principi di ipnosi Eriksoniana.
Installare e utilizzare le ancore.
Sottomodalità e applicazioni varie.
Gestione degli stati d'animo (come accedere agli "stati risorsa").
Metaprogrammi nella gestione del cambiamento.
Cura veloce delle fobie.
Cambio della storia personale.
Esercitazioni pratiche.
Cura veloce delle fobie???
Poi stiamo parlando di gente che ha letto così tanti libri di Erickson che ha anche dimenticato come si scrive! MAH.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Il Reflector è lo specialista che, a seguito di una formazione almeno biennale, condotta seguendo i principi del Reflecting, ha assunto abilità nell'utilizzare ogni segnale informatore per offrire alla persona idonee sollecitazioni alla riflessione. Contrario ad ogni criterio terapeutico basato su precetti di autorità, su ordini, consigli, o inviti, il Reflector aiuta l'individuo ad avvertire le contraddizioni, ad assumere la consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, ad innalzare l'edificio della propria personalità. Egli agisce una relazione indispensabile al bisogno che la persona ha di muoversi nella propria interiorità di conoscere e discernere ogni aspetto dell'universalità che le appartiene di sviluppare il proprio sé.(Statuto SIR)
__Il reflector stimola la persona ad avvertire in sé le contraddizioni, la consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte, a maturare autonomamente e raggiungere nuovi equilibri. Agevola questa ri-creazione interiore, instaura un rapporto interpersonale nell'ambito del quale favorisce le facoltà riflessive con ogni mezzo espressivo comunicazionale, senza intrusione, affinché il soggetto possa muovere alla riconquista di un terreno prezioso su cui camminare sicuro.
Mah!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Ogni anno, ciclicamente, qui su Ops viene fuori il problema delle professioni "altre" o "limitrofe" a quella di psicologo. Personalmente mi sarò finito le mani a scrivere qui sul forum di questi argomenti... Lo psicologo iscritto all'Ordine pretende(rebbe) delle riserve professionali su alcune funzioni, ruoli, strumenti, etc.
Premesso che il CNOP non ha mai definito le competenze professionali dello psicologo, come invece hanno fatto la maggior parte delle professioni ordinate (specialmente quelle tecnico-scientifiche), le cose sono due:
a) O si procede attraverso un atto legislativo modificando la Legge di ordinamento e definendo in maniera analitica cosa fa lo psicologo
b) O si accetta la concorrenza e ci si batte dignitosamente sul mercato dimostrando cosa si sa fare
Delle due l'una. Siccome non esiste una Legge che dice che il disagio umano è riserva professionale dello psicologo, chiunque è libero di proporsi al prossimo con i propri personalissimi convincimenti (counselor, preti, maghi, filosofi, coach, personal trainer, etc.)
Molti obiettano che il confine tra disagio e patologia è sottile, molti altri che spesso le richieste di aiuto apparentemente "sane" possono nascondere una patologia. Questo è verissimo, ma a meno di non pensare ad un mondo controllato dove ogni individuo viene sottoposto a screening prima di decidere a quale professionista essere inviato... va da sé che abbiamo un unico strumento di discernimento ovvero la richiesta esplicitata da parte del cliente. E la libertà di scelta e di autodeterminazione sono due principi che investono la dignità dell'uomo, ben al di là delle nostre beghe di pollaio.
Quello che è importante è che le professioni: si auto-definiscano con trasparenza, pongano in maniera chiara i propri limiti di intervento ai clienti, esplicitino nella maniera più trasparente possibile strumenti, obiettivi, metodologie, etc.
Detto questo, si potrebbe aprire un capitolo infinito sulla "consulenza psicologica". Premesso che i vari professionisti citati (counselor, coach, etc.) non mi pare pretendano di fare consulenza psicologica, non sono del tutto convinto che la consulenza psicologica la si possa ritenere una esclusiva dello psicologo. Un atto tipico e caratterizzante sì, ma un atto riservato no. In generale infatti i giudici della Cassazione tendono quasi sempre a rigettare le tesi secondo cui l'attività di consulenza sarebbe indissolubilmente legata al possesso di un abilitazione professionale. In rete troverete centinaia si esempi e decine di sentenze sulla "consulenza legale" e quasi sempre la Cassazione ha sostenuto che non è necessario essere avvocati per fare consulenza legale. Parimenti lo scorso anno c'è stata la vittoria epocale dei tributaristi verso l'Ordine dei commercialista, che appunto pretendeva che la consulenza fiscale fosse considerata un atto esclusivo del ragioniere-commercialista.
Questi argomenti, anche giuridicamente, sono molto complessi e non così lineari come spesso - per nostra esclusiva comodità e semplificazione - saremmo portati a pensare.
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Riferimento: Re: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
C'è chi le fobie le "cura" c'è chi le manipola e a tutto l'interesse che le mantengano,anzi scometto che ogni buona azienda vorrebbe far accrescere forme di dipendenza sui suoi prodotti.Indubbiamente i secondi guadagnano più dei primi,etica a parte.:asd:
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
da affariitaliani:
Citazione:
La ricetta per vivere meglio? Innanzitutto è capire che cosa si vuole dalla vita. Banale, detto così. Eppure in molti ricorrono all'aiuto di un esperto per mettere a fuoco i proprio obiettivi. E così, dopo lo psicologo, il counselor e il coach, dall'America arriva in Italia una figura ancora più specializzata: il "wantologo", dal verbo inglese "to want". Perché in fondo volere è potere. "Insegniamo alla persona a camminare con le proprie gambe sfruttando i propri talenti", spiega ad Affaritaliani.it Maurizio Morelli, tra i primi a portare la wantologia in Italia. I DETTAGLI .
tanti nomi diversi per dire la stessa cosa: figure che sfruttano lo stato di confusione della gente per far soldi.
Qualcuno dirà: ma anche lo psicologo lo fa.
Risposta: no, perché lo psicologo diversamente dalle altre figure è autorizzato dallo stato (Ordine professionale) e quindi l'utente è tutelato, inoltre lo psicologo non vende fumo perché le tecniche che usa, proprio in virtù dell'esistenza di suddetto Ordine, devono essere supportate da efficacia comprovata.
Dettagli in questa Italia di furbetti
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
da affariitaliani:
tanti nomi diversi per dire la stessa cosa: figure che sfruttano lo stato di confusione della gente per far soldi.
Qualcuno dirà: ma anche lo psicologo lo fa.
Risposta: no, perché lo psicologo diversamente dalle altre figure è autorizzato dallo stato (Ordine professionale) e quindi l'utente è tutelato, inoltre lo psicologo non vende fumo perché le tecniche che usa, proprio in virtù dell'esistenza di suddetto Ordine, devono essere supportate da efficacia comprovata.
Dettagli in questa Italia di furbetti
Incommentabile il wantologo ahahahhaha
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
da affariitaliani:
tanti nomi diversi per dire la stessa cosa: figure che sfruttano lo stato di confusione della gente per far soldi.
Qualcuno dirà: ma anche lo psicologo lo fa.
Risposta: no, perché lo psicologo diversamente dalle altre figure è autorizzato dallo stato (Ordine professionale) e quindi l'utente è tutelato, inoltre lo psicologo non vende fumo perché le tecniche che usa, proprio in virtù dell'esistenza di suddetto Ordine, devono essere supportate da efficacia comprovata.
Dettagli in questa Italia di furbetti
Caro Johnny, ecco ci di nuovo a discutere delle "cose" discusse qualche anno fa ..(nel frattempo mi sono laureato alla triennale).. Ma di nuovo caschi nella generalizzazione. "sfrutano lo stato di confusione della gente per far soldi"..guarda che é una frase che può esere applicata a diverse categorie (psicologi inclusi). Non mi interessa essere "autorizzato dallo stato" se sfrutto la confusione della "gente" sono sempre sfruttatore anche se sono medico. Io credo che il fatto che la "gente" si reca da "loro" (e mi riferisco ai cousellor) dimostra che possiedono delle capacità o delle competenze che la stessa "gente" apprezza. Invece di prendercela con "loro", facciamo qualcosa NOI per essere più competenti, creativi, innovativi e perché no anche più propositivi. Quando ciò averrà queste figure scompariranno spontaneamente no??? Invece in generale non sapiamo far altro che "sparare" su tutto ciò che sembra sconfinare nel NOSTRO dominio ASSOLUTO. E si... sembra (come credo qualcuno abbia già scritto) che il disaggio emotivo, e la mente in generale sia esclusivo monopolio dello psicologo...
Chi asserisce di diagnosticare e curare le psicopatologie e non ha il titolo di psicoterapeuta é un trufattore (anche se é psicologo) e lo si dennunci e si assuma le proprie responsabilità ma credo che facciamo male a noi stessi se continuiamo a "smerdare" (scusate il termine) gli altri e indicarli sempre come "truffatori", sfruttatori ecc...
Cari saluti:approved:
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Ciao ragazzi!
Scusate se mi "intrufolo" nella vostra conversazione, ma questa è proprio da leggere!
http://affaritaliani.libero.it/crona...f7c7352b32871a :rolleyes:
Ecco solo un assaggio dell'articolo linkato:
LA DIFFERENZA - Wantologo, psicologo, counselor, coach sono tutte professioni che rientrano nel campo delle relazioni di aiuto. Ma il wantologo poi si differenza sotto vari aspetti. "Per spazzare via depressione e quant'altro - continua Morelli - non servono lunghe terapie, farmaci e sedute continuative, ma principalmente bisogna trovare un serio progetto di vita. Insegniamo quindi alla persona a camminare con le proprie gambe sfruttando i propri talenti. In questo senso attingiamo anche alla parte più profonda di una persona, alla sua anima". Quello del wantologo è un compito veloce ed immediato, che non richiede una continua assistenza: "Si esaurisce in brevissimo tempo, ma è efficace perché dà una spinta propulsiva che mette in moto il meccanismo interiore di ripresa". Quanto può costare andare dal wantologo? Si va dai 200 euro all'ora chiesti in America per una sessione individuale ai 50 euro per una giornata di corso collettivo organizzato da Morelli.
Che dire??
Mah...senza parole!!!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Il wantologo...davvero adesso si passa dal ridicolo all'oscenità! Bei tempi quando la contesa era solo tra psicologi e counselor, e si battagliava sul filo del rasoio linguistico, ricorrendo a sofisticate perifrasi e a raffinati strumenti dialettici. Che eleganza, che signorilità, quelli sì che erano tempi da lord, quasi quasi li rimpiango! Tutti quei filosofeggiamenti di origine socratico-platonica per definire il disagio esistenziale, che nostalgia...Adesso su che piano battagliamo coi wantologi, con quei toni cafoni? Non ci sono più gli pseudo-psicologi di una volta...questo è proprio un impecorimento della categoria dei non psicologi che impedisce qualunque confronto...
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
Il wantologo...davvero adesso si passa dal ridicolo all'oscenità! Bei tempi quando la contesa era solo tra psicologi e counselor, e si battagliava sul filo del rasoio linguistico, ricorrendo a sofisticate perifrasi e a raffinati strumenti dialettici. Che eleganza, che signorilità, quelli sì che erano tempi da lord, quasi quasi li rimpiango! Tutti quei filosofeggiamenti di origine socratico-platonica per definire il disagio esistenziale, che nostalgia...Adesso su che piano battagliamo coi wantologi, con quei toni cafoni? Non ci sono più gli pseudo-psicologi di una volta...questo è proprio un impecorimento della categoria dei non psicologi che impedisce qualunque confronto...
Hehehe bellissima considerazione!!!!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Colleghi, abbiamo sbagliato mestiere! :sisi: Oggi su facebook c'era una pubblicità che diceva "Il counseling dell'anima - il nuovo mestiere da imparare!".
Ecco la presentazione sfavillante :look::
"VIVERE ISPIRATI - L’arte di vivere secondo il counseling dell’Anima. Vivere seguendo la propria vocazione indicata dai nostri talenti è vivere artisticamente e con l’aiuto del Counseling dell’Anima possiamo apprendere l’Arte di vivere ispirati. La vita adulterata, contraffatta, inautentica dell’uomo moderno ha perso il contatto dialogico con la Natura, con il corpo e quindi con l’Anima, il suo respiro si è accorciato da quando non respira più nell’Anima dell’Infinito."
E voi, "respirate nell'anima dell'Infinito?" No? Ahiahiahi...
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
io ad oggi sto cercando di imapare L'ARTE DI VIVERE....per vivere ispirata credo ci voglia almeno un altra esistenza! :) quasi quasi mi iscrivo al corso! :)
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Mi è arrivata un'email...non so dove cavolo abbiano preso la mia email, ma vabbè, mi ritengo fortunata visto che conteneva questa imperdibile occasione:
"ll Centro XXXX e' felice di informarTi che
a Gennaio 2013 partono i corsi
di formazione professionale di Operatore Olistico in Espansione Vitale"
Mica cotica... :asd:
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Re: Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Io propongo di iscriverci tutti a questi corsi per due motivi:
1) dobbiamo piantarla di essere choosy. Ragazzi, la psicologia è un'arte da interpretare che si declina in tante forme e manifestazioni e direi che l'espansione vitale è una nicchia di mercato da esplorare e approfondire con minore schizzinosità! :P Senza paraocchi, esaminiamo le richieste delle nostre aree geografiche e cerchiamo di capire se vi sono offerte carenti o del tutto mancanti in espansione vitale, poi procediamo con il nostro programma marketing per promuoverci in espansione vitale.
2) Ci avete mai pensate che forse conviene a noi rubare a questa gente il lavoro e non viceversa? Quindi lasciamoci ispirare dalle loro tecniche persuasive e viviamo felicemente ispirati!
E dopo queste perle di saggezza, partiamo con la denuncia all'ordine, sempre che gliene importi qualcosa a quelle quattro statue di prendere qualsivoglia provvedimento contro qualcuno non iscritto all'ordine. Il loro regolamento e le battaglie che potrebbero scaturirne sono tutte intestine, temo.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
..ma perchè dei medici di base, ne vogliamo parlare? Mi si dirà...si ma comunque è un medico etc etc, beh si certo, ma quel medico di base qunado si accorge che quel paziente potrebbe avere un problema cardiologico lo "invia" al cardiologo, quando invece si accorge che soffre "solo" di una problematica psicologica gli rimanda che :" non hai niente, è solo una questione di testa"...e gli prescrive al limite qualche farmaco. Ora asserire contestualmete e contemporaneamente "non hai niente", e poi prescrivere un farmaco si qualifica com eun dppio messaggio, incoerente e ambiguo. Cosa penserà la persona? Se non ho niente perchè mi ha prescritto il famaco? E se non ho niente, perchè mi dice che è una "questione" di testa? Ma questione di testa, potrebbe essere tradotta dal paziente come un "problema"? E se è un problema ma al tempo stesso un non-problema, di cosa si tratta in realtà? Dopo svariati anni di domande di questo tipo, il paziente arriva dallo psicologo...e come ci arriva..(se ci arriva).
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Re: Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Non ragioniamo per luoghi comuni però... Non tutti i medici di base prescrivono psicofarmaci ad una persona che lamenta malessere psicologico. Capita anche il contrario purtroppo, ovvero che una persona perennemente giù di morale, stanca e irritabile vada dallo psicologo e sottovaluti un problema organico. Per questo motivo dobbiamo avere una preparazione molto solida e forte e soprattutto cooperare con altre figure professionali, senza scadere nelle solite lotte di potere.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Colleghi!!! Ecco la soluzione alla crisi di lavoro: la professione di counselor psico-esistenziale!
"Sia i Counselor Psico-Esistenziali che i Naturopati, attualmente assenti nel panorama formativo italiano, rappresentano delle figure professionali emergenti. Gli sbocchi e le possibilità di lavoro sono veramente molteplici."
E ovviamente, la distinzione di rito...vogliamo farcela mancare?
"Quella del Naturopata e del Counselor è infatti una nuova figura professionale, distinta e complementare a quella del medico e dello psicoterapeuta in quanto opera nell’ambito fisiologico e delle predisposizioni individuali e non in quello patologico."
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Cavolo, uno non fa in tempo a scovarne uno, che ne sbuca subito un altro! Ecco un'altra "specializzazione":
"Mi occupo da diversi anni di Love Coaching,
aiutando le persone a trovare felicità, armonia,nelle proprie relazioni.
Ho conseguito queste specializzazioni:
- immancabile roba piennellara
- Design Human Engineering"
Praticamente uno psico-ingegnere che progetta le relazioni sentimentali...annamo bene.
Uhu...la cosa che mi stupisce è che questi signori hanno un vasto seguito, blog con tantissimi visitatori e commenti, fan adoranti ovunque. Poi se vai a leggere gli articoli, sono infarciti di "devi...non devi...perchè è così...perché è cosà", verità assolute, ricette magiche, tecniche per fare tutto, spiegazioni a tutto...qualunque cosa chiedano i lettori, qualunque problema parlino gli articoli...c'è sempre la spiegazione pronta e illuminante. La gente però sembra premiare questo approccio...che si fa?
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
la rivista Riza psicosomatica di Morelli, (che è direttore anche di una scuola di psicologia), fa scrivere articoli a Lorenzo Ait, noto personal coach autore di libri su come diventare miliardari in pochi mesi, e prendere 30 e lode senza studiare, Favaretto altrO trainer e coach pnl, l'anno scorso conduceva una trasmissione su Sky, quest'anno sulla rai. Ho scritto a Riza, dopo aver postato una discusione su facebook, ma nemmeno mi hanno risposto. Purtroppo le lamentele servono a poco, queste persone ormai hanno la loro bella fetta di mercato e non possiamo più farci nulla, gli ordini dormienti dovevano fare qualche cosa verso la fine anni 90, quando coach e counselor, ancora erano agli albori, ora conviene farseli amici e basta.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
Cavolo, uno non fa in tempo a scovarne uno, che ne sbuca subito un altro! Ecco un'altra "specializzazione":
"Mi occupo da diversi anni di Love Coaching,
aiutando le persone a trovare felicità, armonia,nelle proprie relazioni.
Ho conseguito queste specializzazioni:
- immancabile roba piennellara
- Design Human Engineering"
Praticamente uno psico-ingegnere che progetta le relazioni sentimentali...annamo bene.
?
questo è un genio.... In prayica da anni gira la Legenda (e non so quanto sia leggenda) che gli spico siano attratti dagli ingengneri..vuoi vedè che questo ha unito le due cose???????? ;)
ragazzi miei..siamo messi davvero maluccio!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Io continuo proprio a non capire di cosa vi stupite... E' del tutto evidente che la gestione delle relazioni (a vario livello) si sta modificando drasticamente nel corso degli ultimi 10-15 anni. E' un cambiamento complesso che investe tutta la società (non solo in questo settore, ma in molti) e del quale va preso atto. Ora, al di là delle tre denunce sparute fatte dall'Ordine (ricordo e ribadsico: al momento mai nessun counselor è stato condannato per esercitare il counseling e abbiamo solo due sentenze definitive che sono di assoluzione piena), potrebbe essere il caso di iniziare a capire come la categoria degli psicologi può non solo seguire gli sviluppi ed i cambiamenti che stanno avvenendo nella società, ma anche diventare parte attiva in questo.
Essendo, credo, il più anzianotto tra i frequentatori di questo 3d, mi viene in mente quando la psicologia, i primi anni '90, perse il treno dell'ambiente. Anziché inserirsi in questo interessante segmento di mercato, lasciò stare il tutto (con il solito aristocratico distacco dalle cose terrene...). Bene, a distanza di anni qualcuno ha inteso riprendersi in mano quest'area e dunque è nata l'ecopsicologia. Ma, come facilmente potrete verificare, l'ecopsicologia è portata avanti da tutti meno che dagli psicologi.
Questo è solo un esempio.
Si continuano ad accampare improbabili esclusive (questo lo posso fare solo io, di questo me ne posso occupare solo io, etc.) e mentre state decidendo che carattere e che corpo utilizzare per scrivere l'email al vostro Ordine per segnalare un counselor, nel frattempo avete perso due clienti e quello ne ha guadagnati quattro...
Si può anche non essere daccordo nella direzione in cui sta andando la società. Ma per poter far valere il proprio "non essere daccordo" occorre diventare parte attiva del cambiamento ed interagire con esso. Non ripiegarsi sul sognare fantomatiche e arzigogolate denunce.
Gli psicologi non hanno colto la grande opportunità data dalla loro regolamentazione, ovvero quella di potersi fare portavoce di un movimento professionale che fosse di tipo inclusivo. Invece si è fatto l'opposto: come i medici davano addosso a chi si occupava di psicologia e non era medico, poi gli psicologi (una volta avuta la legge) danno addosso a chi si occupa di psicologia e non è psicologo.
Io in questo modello, esclusivo anziché inclusivo, proprio non mi ci ritrovo. Ho grande rispetto per le professionalità altrui che, per me, sono tali fino a prova contraria.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Io in questo modello, esclusivo anziché inclusivo, proprio non mi ci ritrovo. Ho grande rispetto per le professionalità altrui che, per me, sono tali fino a prova contraria.
Vuoi dire che Wantologo e Emotional Manager sono "professionalità" fino a prova contraria?
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Dipenderà, banalmente, dalla loro capacità di affermarsi sul piano professionale. Ritengo che la società abbia messo a punto, ad oggi, molti strumenti di tutela e che altri saranno via via affinati: codice del consumo, associazioni di categoria, sindacati, sportelli informativi, il codice civile, i trust, leggi ad hoc, etc. Alcuni funzionano meglio, altri funzionano peggio. In generale ritengo che lo strumento di "preservazione della fede pubblica" vada ridimensionato e rapportato agli sviluppi che la nostra società ha compiuto negli ultimi 80 anni.
La domanda è: quali sono o, secondo te, quali dovrebbero essere i criteri affinché una professione si possa definire tale?
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
il problema, è la dittatura del "Pil", per far crescere l'economia, si andrà sempre di più verso un liberalizzazione delle professioni, a volte è un bene, ma non sempre, visto che di questo passo, ognuno potrà alzarsi una mattina ed inventarsi una nuova professione.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Dipenderà, banalmente, dalla loro capacità di affermarsi sul piano professionale. Ritengo che la società abbia messo a punto, ad oggi, molti strumenti di tutela e che altri saranno via via affinati: codice del consumo, associazioni di categoria, sindacati, sportelli informativi, il codice civile, i trust, leggi ad hoc, etc. Alcuni funzionano meglio, altri funzionano peggio. In generale ritengo che lo strumento di "preservazione della fede pubblica" vada ridimensionato e rapportato agli sviluppi che la nostra società ha compiuto negli ultimi 80 anni.
La domanda è: quali sono o, secondo te, quali dovrebbero essere i criteri affinché una professione si possa definire tale?
La professione (soprattutto se si occupa di salute delle persone) deve rifarsi a un corpus scientifico di riferimento, altrimenti è acqua fresca.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
La professione (soprattutto se si occupa di salute delle persone) deve rifarsi a un corpus scientifico di riferimento, altrimenti è acqua fresca.
Personalmente non concordo e rilevo che comunque anche l'Italia sta andando in un'altra direzione (come il resto del mondo, peraltro, fa già da molti ani).
Occorre inoltre specificare che una cosa è l'organizzazione materiale di una professione (a questo si riferiva la mia domanda...), altra cosa è la (eventuale) ricerca scientifica ad essa correlata. Allo stato attuale, in Italia, abbiamo due diversi binari:
a) Modello autorizzatorio
- autorizzazione ex ante
- percorso di studio predefinito dallo Stato
- professione ordinata attraverso una Legge del Parlamento
- autorizzazione statale all'esercizio della professione
- eventuale annotazione del proprio nome in un registro pubblico (albo, ruolo, ordine, collegio, etc.)
- eventuale presenza di riserve professionali relative ad atti specifici
b) Modello accreditatorio
- accreditamento ex post
- percorso di studio diversificato
- professione non ordinata attraverso una Legge
- assenza di autorizzazione statale
- eventuale accreditamento del professionista presso enti certificatori
Io sono un evidente fautore del secondo modello e, come me (la mia opinione conta ben poco), quasi tutto il mondo occidentale. Vale la pena infatti ricordare che, in quasi tutto il mondo, le uniche due professioni che obbligatoriamente seguono un percorso regolato dallo Stato sono quella di medico e quella di avvocato. La ragione - come spesso spiegato a più riprese in questo forum da più persone - è semplice: sono le uniche due professioni che rispondono a due diritti garantiti da quasi tutte le Costituzioni: il diritto alla salute e il diritto alla difesa.
Il problema, ripeto, è di come si vuole organizzare materialmente una professione in un territorio. Il sistema autorizzatorio (in quei pochissimi paesi dove è rimasto) è miseramente fallito semplicemente perché la logica dell'autorizzazione ex ante non è stata più in grado di garantire ai cittadini la qualità delle prestazioni professionali e le competenze dei professionisti (cosa per cui era nato, in piano fascismo, l'Ordine professionale).
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Vale la pena infatti ricordare che, in quasi tutto il mondo, le uniche due professioni che obbligatoriamente seguono un percorso regolato dallo Stato sono quella di medico e quella di avvocato. La ragione - come spesso spiegato a più riprese in questo forum da più persone - è semplice: sono le uniche due professioni che rispondono a due diritti garantiti da quasi tutte le Costituzioni: il diritto alla salute e il diritto alla difesa.
grazie per averci chiarito questa distinzione.
Una considerazione: se il modello autorizzatorio non fosse efficace, perché le professioni di medico e avvocato continuano ad appartenere a questa categoria in tutto il mondo anche se generalmente dovrebbe essere il modello accreditatorio quello che garantisce più qualità?
Secondo: come si pone in questo argomento il fatto che in Italia quella dello psicologo è diventata di recente una professione sanitaria?
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Re: Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
Vuoi dire che Wantologo e Emotional Manager sono "professionalità" fino a prova contraria?
beh secondo la legge italiana (non ricordo bene quale articolo di quale codice :() il professionista è colui che svolge continuativamente un'attività che gli procura profitto. Quindi misà tanto che il wantologo è una professione, con quelle parcellone che sparano...lo psicologo invece... ehm ehm...gli mancano giusto 2 elementi per esserlo, cioè svolgere un'attività continuativamete e trarne un profitto dignitoso...massì, dai, in fondo sono dettagli di poco conto :asd:
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Personalmente non concordo e rilevo che comunque anche l'Italia sta andando in un'altra direzione (come il resto del mondo, peraltro, fa già da molti ani).
Occorre inoltre specificare che una cosa è l'organizzazione materiale di una professione (a questo si riferiva la mia domanda...), altra cosa è la (eventuale) ricerca scientifica ad essa correlata. Allo stato attuale, in Italia, abbiamo due diversi binari:
a) Modello autorizzatorio
- autorizzazione ex ante
- percorso di studio predefinito dallo Stato
- professione ordinata attraverso una Legge del Parlamento
- autorizzazione statale all'esercizio della professione
- eventuale annotazione del proprio nome in un registro pubblico (albo, ruolo, ordine, collegio, etc.)
- eventuale presenza di riserve professionali relative ad atti specifici
b) Modello accreditatorio
- accreditamento ex post
- percorso di studio diversificato
- professione non ordinata attraverso una Legge
- assenza di autorizzazione statale
- eventuale accreditamento del professionista presso enti certificatori
Io sono un evidente fautore del secondo modello e, come me (la mia opinione conta ben poco), quasi tutto il mondo occidentale. Vale la pena infatti ricordare che, in quasi tutto il mondo, le uniche due professioni che obbligatoriamente seguono un percorso regolato dallo Stato sono quella di medico e quella di avvocato. La ragione - come spesso spiegato a più riprese in questo forum da più persone - è semplice: sono le uniche due professioni che rispondono a due diritti garantiti da quasi tutte le Costituzioni: il diritto alla salute e il diritto alla difesa.
Il problema, ripeto, è di come si vuole organizzare materialmente una professione in un territorio. Il sistema autorizzatorio (in quei pochissimi paesi dove è rimasto) è miseramente fallito semplicemente perché la logica dell'autorizzazione ex ante non è stata più in grado di garantire ai cittadini la qualità delle prestazioni professionali e le competenze dei professionisti (cosa per cui era nato, in piano fascismo, l'Ordine professionale).
Questo è un altro argomento. Secondo te Wantologo e Emotional Manager possono fare un buon lavoro?
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Empowered
Questo è un altro argomento. Secondo te Wantologo e Emotional Manager possono fare un buon lavoro?
hahaha si certo, tanto quanto 'Peppino il mago di Napoli' o 'Gianna la sensitiva di Segrate' :asd:
Queste figure si basano sul fatto che assecondano i desideri di molti individui che abboccano ad offerte mirabolanti in stile 'tutto e subito'..."ti cambio la personalita' in due sedute", "vinci la timidezza in 2 settimane", eccetera
noi poveri terapeuti offriamo una ricetta di duro lavoro dove ogni cambiamento richiedera' sforzi e tempo (stile lacrime e sangue :tajo: )......ovvio che purtroppo i tanti mario rossi scelgono la via piu' breve e che reputano piu' semplice! Vaglielo a spiegare che nessuna meta-analisi sostiene il ruolo del wantologo!!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Entro in una discussione già inoltrata, ma volevo, nonostante ciò, anch’io dire la mia, in merito principalmente alla figura del couseler.
Per quanto mi riguarda ho sempre fatto counseling; ascoltare, avere mediamente un discreto grado di empatia verso gli altri, centrare il problema e dare il giusto supporto (raramente consiglio e comunque solo su richiesta espressa - il grido principale d'aiuto che sento è quella, di fatti, di essere ascoltati, compresi) ce l’ho come predisposizione innata e devo dire pure che mi riesce benino (almeno a detta di chi si confida con me). Ovviamente per me sino ad ora è stato tutto in ambito d’amicizia.
Ora ho deciso di applicare e sfruttare la mia predisposizione in un ambito più ampio e, soprattutto, in maniera professionale. Darmi una solida base in un corso universitario di psicologia, mi sembra l’unica soluzione giusta e concreta per dare appropriate credenziali ai miei futuri clienti.
Un corso alla bell’e meglio di counseling, anche fosse di due o tre anni, senza alcuna base di studi universitari di psicologia dietro, mi sembra decisamente poco professionale ed al pari di quello che facevo io prima e non mi sentirei affatto in coscienza con me stessa chiedere soldi per la mia prestazione con un pezzo di carta del genere ovvero non mi sentirei affatto una professionista. Ok così, come cultura personale, bene se a supporto di un lavoro che si stà già facendo (es. se lo fa un infermiere, può servirgli per meglio trattare il paziente di turno oppure se lo fa un’insegnante di sostegno per relazionarsi meglio allo studente di cui si occupa); lo trovo già meno bene se è per aprire anche un semplice punto d’ascolto visto che non credo, se non si hanno basi di studio specifiche, che il semplice counseler possa avere tutte le armi per valutare tutti gli aspetti che la sua figura comporta (ad es. se e quando, dare eventuali dirottamenti verso personale più appropriato e/o dare il giusto consiglio/sostegno).
Una cosa mi spiace che non vi sia nell’Ordine degli Psicologi ovvero che, prima di entrare a far parte di tale ordine, non si misuri quanto il futuro professionista abbia empatia e capacità d’ascolto nei confronti di terzi soggetti. Purtroppo credo questa sia una grossa pecca e la principale causa di riscontri di rapporti cliente/professionista fallimentari. Ritengo che l’Ordine dovrebbe assicurare in toto la qualità professionale del soggetto che vi entra a far parte, non solo appurare che sia uscito con profitto dal suo percorso studi. In tale professione lo studio universitario è alla base, ma per avere una buona qualità professionale, alla base ci deve essere anche un buon grado di empatia e d’ascolto verso l’altro.
Ovvio, siamo tutti diversi tra noi e ci sarà sempre una percentuale di persone che proprio non entreranno in sintonia con noi, ma lo psicologo (parlo sempre di psicologo ma stesso discorso per lo psicoterapeuta) deve avere questa percentuale bassa e, per farlo, deve, come minimo, avere anche un buon grado d’ascolto e d’empatia verso l’altro. E non dico neanche che non possa sbagliarsi anche un psicologo, dico che più si hanno armi più si hanno probabilità di riuscita nell’aiutare l’altro o, comunque, nel gestire al meglio ed in maniera più professionale il proprio lavoro.
Insomma, parer mio, l’Ordine dovrebbe essere in grado di “marcare” la qualità professionale dello psicologo/psicoterapeuta a 360° e non solo nell’ambito dello studio come attualmente fa. Non lo fa, tale settore perde punti che possono essere presi, nel gioco del marketing, da altre figure, come per l'appunto ad es. il counseler, e buon per loro se riescono, un po’ meno lo sarà quando (e certamente accadrà) falliscono e/o peggiorano la situazione di un loro cliente. Dopo è inutile fare il pianto del coccodrillo sia da un lato (quello dello psicologo che si sente derubato nel suo lavoro) sia dall’altro (quello del cliente che per risparmiare tira la moneta incrociando le dita).
Questo è il mio punto di vista.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
Citazione:
Originalmente inviato da
aliaskirara
Entro in una discussione già inoltrata, ma volevo, nonostante ciò, anch’io dire la mia, in merito principalmente alla figura del couseler.
Per quanto mi riguarda ho sempre fatto counseling; ascoltare, avere mediamente un discreto grado di empatia verso gli altri, centrare il problema e dare il giusto supporto (raramente consiglio e comunque solo su richiesta espressa - il grido principale d'aiuto che sento è quella, di fatti, di essere ascoltati, compresi) ce l’ho come predisposizione innata e devo dire pure che mi riesce benino (almeno a detta di chi si confida con me). Ovviamente per me sino ad ora è stato tutto in ambito d’amicizia.
Ora ho deciso di applicare e sfruttare la mia predisposizione in un ambito più ampio e, soprattutto, in maniera professionale. Darmi una solida base in un corso universitario di psicologia, mi sembra l’unica soluzione giusta e concreta per dare appropriate credenziali ai miei futuri clienti.
Un corso alla bell’e meglio di counseling, anche fosse di due o tre anni, senza alcuna base di studi universitari di psicologia dietro, mi sembra decisamente poco professionale ed al pari di quello che facevo io prima e non mi sentirei affatto in coscienza con me stessa chiedere soldi per la mia prestazione con un pezzo di carta del genere ovvero non mi sentirei affatto una professionista. Ok così, come cultura personale, bene se a supporto di un lavoro che si stà già facendo (es. se lo fa un infermiere, può servirgli per meglio trattare il paziente di turno oppure se lo fa un’insegnante di sostegno per relazionarsi meglio allo studente di cui si occupa); lo trovo già meno bene se è per aprire anche un semplice punto d’ascolto visto che non credo, se non si hanno basi di studio specifiche, che il semplice counseler possa avere tutte le armi per valutare tutti gli aspetti che la sua figura comporta (ad es. se e quando, dare eventuali dirottamenti verso personale più appropriato e/o dare il giusto consiglio/sostegno).
Una cosa mi spiace che non vi sia nell’Ordine degli Psicologi ovvero che, prima di entrare a far parte di tale ordine, non si misuri quanto il futuro professionista abbia empatia e capacità d’ascolto nei confronti di terzi soggetti. Purtroppo credo questa sia una grossa pecca e la principale causa di riscontri di rapporti cliente/professionista fallimentari. Ritengo che l’Ordine dovrebbe assicurare in toto la qualità professionale del soggetto che vi entra a far parte, non solo appurare che sia uscito con profitto dal suo percorso studi. In tale professione lo studio universitario è alla base, ma per avere una buona qualità professionale, alla base ci deve essere anche un buon grado di empatia e d’ascolto verso l’altro.
Ovvio, siamo tutti diversi tra noi e ci sarà sempre una percentuale di persone che proprio non entreranno in sintonia con noi, ma lo psicologo (parlo sempre di psicologo ma stesso discorso per lo psicoterapeuta) deve avere questa percentuale bassa e, per farlo, deve, come minimo, avere anche un buon grado d’ascolto e d’empatia verso l’altro. E non dico neanche che non possa sbagliarsi anche un psicologo, dico che più si hanno armi più si hanno probabilità di riuscita nell’aiutare l’altro o, comunque, nel gestire al meglio ed in maniera più professionale il proprio lavoro.
Insomma, parer mio, l’Ordine dovrebbe essere in grado di “marcare” la qualità professionale dello psicologo/psicoterapeuta a 360° e non solo nell’ambito dello studio come attualmente fa. Non lo fa, tale settore perde punti che possono essere presi, nel gioco del marketing, da altre figure, come per l'appunto ad es. il counseler, e buon per loro se riescono, un po’ meno lo sarà quando (e certamente accadrà) falliscono e/o peggiorano la situazione di un loro cliente. Dopo è inutile fare il pianto del coccodrillo sia da un lato (quello dello psicologo che si sente derubato nel suo lavoro) sia dall’altro (quello del cliente che per risparmiare tira la moneta incrociando le dita).
Questo è il mio punto di vista.
Gran bello spunto!! Dal mio punto di vista e' tutta la fase post lauream che induce certi potenziali lacune. E' doveroso che ci sia una conoscenza teorica di base bella robustina ma per molti terapeuti/counsellors etc. il tutto si ferma li e certe competenze cliniche vitali (soprattutto quelle legate alla relazione terapeutica) sono date per scontate.
Mi spiego.....e' ammirevole che uno conosca alla perfezione tutte le opere di Freud, Beck, Rogers ma questo non fa di quel terapeuta un buon terapeuta.
Un modo per riuscire a valutare aspetti non teorici e' la supervisione: non solo la discussione di casi ma la possibilita' per il supervisore clinico di osservare o ascoltare (anche random) delle sedute intere. Dove lavoro, indipendentemene dal ruolo svolto o dall'anzianita', registrare i colloqui e' la norma e garantisce un livello di riflessione altissimo.
Questo nel servizio pubblico che per ovvie ragioni deve garantire un servizio di un certo livello (altrimento niente piu' fondi:asd: ). Un sistema del genere pero' ha valore solo in una nazione in cui la stragrande maggioranza delle psicoterapie vengono oferte del servizio sanitario nazionale. In questo modo chi 'fa clinica' verra' sempre monitorato in modo abbastanza costante.
Da supervisore almeno un paio di volte sono rimasto scioccato da colleghi junior che a livello teorico erano straordinari mentre c'erano grossissime lacune nel momento in cui questa conoscenza doveva essere veicolata con pazienti in carne ed ossa :asd:
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
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Originalmente inviato da
Empowered
Questo è un altro argomento. Secondo te Wantologo e Emotional Manager possono fare un buon lavoro?
Francamente non so rispondere, poiché non conosco il loro lavoro. Di certo non esprimo giudizi su altre professioni solo sulla base del nome e sul fatto che non hanno una regolamentazione...
Secondo me (e non mi riferisco nello specifico ad Empowered, ma traggo spunto da questa risposta per argomentare) sottovalutate veramente tanto le capacità delle persone di discernere le cose. Avete un po' l'idea che il cittadino medio sia un fesso raggirabile come si vuole e adottate, come prova del 9 per sostenere tale tesi, paragoni con i vari maghi e le varie Wanne Marchi di turno.
Non credo vi sia molto altro da dire: mercoledì 19 dicembre la X Commissione Attività Produttive della Camera trasformerà in Legge il fatto che lo Stato riconosce tutte le professioni non organizzate in Ordini e Collegi e dà loro pure la patente di professione intellettuale. Demanda alle associazioni professionali di categoria la possibilità (non l'obbligo, ma la possibilità) di vigilare sui professionisti adottando tutti quei meccanismi (moderni) che già ora le associazioni adottano per i fatti loro. E non gliene può fregare di meno che non esista un Ordine professionale del Wantologo.
Cari colleghi psicologi, benvenuti nel terzo millennio!
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
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Originalmente inviato da
Johnny
grazie per averci chiarito questa distinzione.
Una considerazione: se il modello autorizzatorio non fosse efficace, perché le professioni di medico e avvocato continuano ad appartenere a questa categoria in tutto il mondo anche se generalmente dovrebbe essere il modello accreditatorio quello che garantisce più qualità?
Secondo: come si pone in questo argomento il fatto che in Italia quella dello psicologo è diventata di recente una professione sanitaria?
Perché, quasi unanimemente, sono considerate le uniche due professioni in cui è necessario la così detta "preservazione della pubblica fede". Dunque lo Stato, pur non vietando affatto l'organizzazione dei professionisti in associazioni e organizzazioni, ritiene opportuno dare individualmente l'autorizzazione all'esercizio della professione.
Infatti l'errore di fondo che spesso molti commettono è quello di ritenere che i due modelli si escludono a vicenda, quando invece hanno la facoltà di interagire tra di sé.
Il vero peccato è che il CUP (comitato unitario delle professioni, ovvero i rappresentanti degli Ordini in Italia) non abbia colto l'invito del Governo un anno fa circa a farsi protagonista della riforma degli Ordini. Gli Ordini si sarebbero potuti cioè auto-trasformare (pur rimanendo Ordini professionali) attraverso nuove forme di tutela e meccanismi di promozione della professione. Qualunque professione.
Quanto alla psicologia il problema a mio avviso non si pone: avendo voluto effettuare questo passo azzardato, ovvero quello di voler diventare a tutti i costi professione sanitaria, ha contribuito e non poco contribuisce allo sviluppo di tutte queste altre professioni. Infatti tutte quelle aree professionali afferenti alla psicologia, ma che non si sentono né disciplina scientifica né tanto meno professione sanitaria, continueranno le loro defezioni dalla "psicologia professionale" ovvero dall'Ordine degli psicologi.
Non si è stati in grado di costruire una casa comune, come invece avviene all'estero, e questo è davvero un peccato in termini di sviluppo di una professione, poiché le idee e le professionalità si disperdono in mille rivoli.
La psicologia continuerà ad avere un taglio sempre maggiormente clinico, perdendo definitivamente terreno in tutti quei settori "non sanitari" per definizione: la scuola e l'azienda sono i primi due che mi vengono in mente.
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Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo
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Originalmente inviato da
Axamer Ibk
...
Un modo per riuscire a valutare aspetti non teorici e' la supervisione: non solo la discussione di casi ma la possibilita' per il supervisore clinico di osservare o ascoltare (anche random) delle sedute intere. Dove lavoro, indipendentemene dal ruolo svolto o dall'anzianita', registrare i colloqui e' la norma e garantisce un livello di riflessione altissimo.
...:
Mi trovi perfettamente d'accordo. Giusto per informazione: la Società Italiana di Analisi Bioenergetica prevede che, se un diplomato in psicoterapia intende diventare "Certified Bioenergetic Therapist" (il che apre lo spazio alla carriera interna, per esempio) debba portare in supervisione tre casi nel giro di un anno.
Ma "portare in supervisione", in questo caso, significa che il supervisore viene nel tuo studio, si accomoda e osserva un minimo di dieci sedute "random" nel corso di 12 mesi.
Come dire... non una cosetta da poco.
Buona vita