Sbaglio o la discussione si è un pò arenata???
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Sbaglio o la discussione si è un pò arenata???
Scusami se ti ho dato questa impressione, non era minimamente mia intenzione.Citazione:
Originariamente postato da albtorre
MI sento attaccato..ma perche'?...
Voglio fare un discorso, pero' prima sottolineo: non e' su qualcuno in particolare, ma prendo libero spunto da tutto il 3d.Citazione:
Comunque....se vogliamo buttarci buttiamoci...sono il primo ad appoggiare l'imprenditoria di se stessi, solo il valore critico nella professionalita' e' fondamentale e penso sia qua un buon luogo di confronto...
Devo essere il piu sincero possibile pero'....e scusatemi in anticipo...ma insomma...come facciamo ad aprire uno studio e tutto cio che ne consegue se non sappiamo cosa e' un tariffario?
Dal mio punto di vista esistono 2 vortici, uno positivo ed uno negativo.... ma purtroppo spesso vince il negativo.
Vortice negativo: io pongo una domanda probabilmente sciocca, al che mi viene fatto notare che e' sciocca, e magari si utilizzano degli appellativi del tipo "ma dove vuoi andare se non sai neppure questo!". La mia reazione sara' di vergogna con conseguente inibizione a fare ulteriori domande.
Risultato: rimango ignorante (nel senso che non conosco e continuo a non conoscere).
Vortice positivo: io pongo una domanda probabilmente sciocca, mi viene risposto in maniera semplice e chiara, e magari utilizzando delle parole di sostegno, supporto, condivisione, ecc.. La mia reazione sara' di gioia con conseguente facilitazione a porre ulteriori domande.
Risultato: lentamente, o velocemente che sia, imparo, cresco, e aumenta la mia professionalita'.
Quindi non posso che concordare pienamente: la professionalita' e' un valore basilare!Citazione:
Credo nella professionalita e ne ho fatto un mio valore , forse sono troppo rigido, ma vorrei che veramente la nostra categoria si armasse in proprio e si desse da fare per rivalutare la propria figura che spesso e' mal vista.
Saluti
Alberto
E aggiungo: anche (non solo, ma anche) facendo tutte le domande sciocche che abbiamo in testa, coltiviamo e accresciamo la nostra professionalita': perche' un dubbio tolto oggi, e' una conoscenza in piu' per domani.
Un abbraccio,
Stefano
Carissimi tutti,Citazione:
Originariamente postato da HT Sirri
Vortice negativo: io pongo una domanda probabilmente sciocca, al che mi viene fatto notare che e' sciocca, e magari si utilizzano degli appellativi del tipo "ma dove vuoi andare se non sai neppure questo!". La mia reazione sara' di vergogna con conseguente inibizione a fare ulteriori domande.
Risultato: rimango ignorante (nel senso che non conosco e continuo a non conoscere).
[/B]
hai ragione Stefano, la mia battuta era infelice e credo sia stata piu' dettata dal volermi difendere che da altro.
Chiedo scusa se ho offeso o inibito qualcuno alla discussione...
un abbraccio
Alberto
La domanda sul tariffario è stata posta da me.....e voglio rassicurare Alberto che per inibirmi ci vuole ben altro, quindi: no problem. Però il discorso del vortice negativo che evidenzia Stefano è serio e molto pertinente perchè è un discorso che può tornare utile anche all'interno di un colloquio clinico. Volevo spiegarmi meglio con Alberto dato che anche io avevo percepito,sbagliando forse, una sorta di difficoltà nel concepire lo psicologo una figura con chissà quale difficoltà in più rispetto ad altri professionisti a mettere in pratica le sue competenze perchè carico di una responsabilità(onnipotenza?) maggiore. Voglio spiegarmi perchè è esattamente quello che pensavo anche io. Poi ho cominciato a intravedere che dietro a tutto questo c'era una sorta di paura a mettermi in discussione e allora ho accettato di vedere qualche paziente nei colloqui d'accoglienza e ho notato che la pratica è ben diversa dalle fantasie e che anche io riuscivo a gestire, magari non benissimo ma senza fare "danni" una relazione terapeutica. Tant'è che il paziente poi tornava in prima visita e mi riconosceva gentile.
Al di là di questo penso che sia giusto non cominciare da subito ad avere la pretesa di gestire chissà quale patologia o settore di utenza (avere a che fare con paranoici o borderline o qualsiasi altro disturbo grave di personalità o da manuale psichiatrico sia proibitivo per uno psicologo alle prime armi!Sia ben inteso questo.)Però questa discussione e le esperienze che sto avendo sul campo mi hanno incoraggiato l'idea di partire o per lo meno di pensare alla possibilità di avere un utenza diversa con cui confrontarsi. Per esempio quella che si diceva fin dall'inizio: persone che stanno bene e che vogliono migliorare la loro qualità della vita, le loro relazioni sociali e/o lavorativa, migliorare o potenziare se stessi.
Non penso comunque di farlo domani, dato che ancora ho da finire il tirocinio e iscrivermi all'Albo.......quindi continuerò con le mie domande stupide, che non sono stupide ma fatte da un "ignorante" nel senso che ignora ancora molti aspetti tecnici ma ha una gran voglia di imparare! Ecco perchè insisto nel chiedere, oltre alla psicoterapia e alla consulenza di cui abbiamo ampiamente parlato, quali sono altri profili, sbocchi professionali, opportunità lavorative per uno psicologo? Ne vogliamo sviscerare qualcuna?
Grazie a tutti per questi stimoli!
Quoto quanto dice cicciolatino.
Far luce sul lavoro (seriamente però, non raccontando favole)dello psicologo non psicoterapeuta.
Mi sono guardato in giro e la realtà qui da me è che nessuno si sogna di spendere soldi in "americanate" da manager "increasing your power" (non parlo di aziende ma di realtà cliniche). Nessuno si metterebbe mai nelle mani di un neo-laureato, e, salvo di andare su target molto elevati (che richiedono comunque competenze molto elevate - vedi Nardone) nessuna persona con uno stipendio normale, se sta bene, va da uno psicologo. Se stanno male vanno da un terapeuta. Fine della discussione.
Quanto al lavoro di psicologo come gestore di gruppi, supporto familiare etc... restano solo fantasie, e non penso sia così solo qui a Cagliari. A Cagliari ci sono 2 scuole di terapia sistemica, e consultori con specializzandi in quelle scuole (più gli specializzati degli anni precedenti). Onestamente, sperare qui di fare carriera proponendo servizi alternativi è una perdita di tempo e di soldi, un investimento palesemente sbagliato. Chi ha guai in famiglia va da un terapeuta familiare, e fa la scelta giusta. Il consulente è una figura minore destinata a soccombere. Partendo dal presupposto che nella mia città non c'è la mentalità dello psicologo, e che chi ci va è gente che sta abbastanza male, o ci si specializza e si offre un servizio efficace per venire incontro la target n° 1, cioè di persone bisognose di terapia, o si cambia lavoro.
Per favore, potete proporre delle idee almeno un minimo verosimili alla realtà? E' inutile affermare che uno psicolgoo può "condurre gruppi" quando poi i gruppi li fanno condurre solo in certe cooperative, assunto da "educatore", se va bene, e pagato raramente e male.
Domanda: che attività *concrete*/verosimilmente spendibili sul mercato con successo può fare uno psicologo?
Si prega di evitare risposte del calibro di "diagnostica del motore della macchina", quando poi c'è a due passi un meccanico che l'aggiusta senza troppe storie.
--
Amistade
senza riscrivere tutto in questo thread, vi invito a dare una letta all'articolo che un consigliere dell'ordine lazio ha pubblicato qui:Citazione:
Originariamente postato da Amistade
Domanda: che attività *concrete*/verosimilmente spendibili sul mercato con successo può fare uno psicologo?
Si prega di evitare risposte del calibro di "diagnostica del motore della macchina", quando poi c'è a due passi un meccanico che l'aggiusta senza troppe storie.
http://www.obiettivopsicologia.it/fo...threadid=18360
è forse provocatorio, ma a mio avviso è anche una risposta reale alla tua domanda...
ciauz,
nicola
Ciao Amistade, non capisco questo tua posizione cosi' assoluta.....Citazione:
Originariamente postato da Amistade
Quoto quanto dice cicciolatino.
Far luce sul lavoro (seriamente però, non raccontando favole)dello psicologo non psicoterapeuta.
Mi sono guardato in giro e la realtà qui da me è che nessuno si sogna di spendere soldi in "americanate" da manager "increasing your power" (non parlo di aziende ma di realtà cliniche).
Nessuno si metterebbe mai nelle mani di un neo-laureato, e, salvo di andare su target molto elevati (che richiedono comunque competenze molto elevate - vedi Nardone) nessuna persona con uno stipendio normale, se sta bene, va da uno psicologo.
Se stanno male vanno da un terapeuta. Fine della discussione.
..... comunque vado a rispondere.
Personalmente, tu, hai mai provato?
Io si, anzi, sono stato il prototipo del neo-laureato che organizza gruppi di crescita personale, sia nella mia citta', sia in altre..... fino ad arrivare ad organizzare questi gruppi pure fuori regione (questo entro 1 anno dal primo gruppo e meno di 2 anni dall'iscrizione all'albo).
Nessuna camminata sui carboni ardenti o altre cose stravaganti, ma dei normali gruppi di crescita personale.
Voi saperne di piu'?
molto piu' raramente, ma ancora oggi tengo alcuni (pochi) gruppi di crescita personale. Due settimane fa mi ha chiamato una persona dicendomi: "non potreste organizzare qualcosa del genere anche qui in sardegna? Sa, per venire a bologna (il corso a cui si riferiva si svolge a bologna) dovrei prendere l'aereo...."
Queste persone sono un caso relativamente frequente: considera che gli iscritti di bologna coprono da milano a catanzaro.
Un abbraccio,
Stefano
Sì ok...ma Stefano perchè alle mie domande non hai risposto????
Ciao Dampyr,Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Sì ok...ma Stefano perchè alle mie domande non hai risposto????
scusa, ma non le avevo viste.
Ora rimediamo.
Non ho mai trovato su internet test gratuiti, purtroppo.Citazione:
Ora voglio porre alcune domande concrete alle quali spero mi darete risposta:
1 – Dove si possono reperire Test e Reattivi gratuitamente? Magari su Internet?
Ma piu' che gratuiti, mi piacerebbe fossero open, ma questa e' un'altra storia e sarebbe lungo mettersi a parlare di questo ora.
In italiano non conosco nulla, in spagnolo c'e' www.edupsi.comCitazione:
2 – Dove si possono reperire o svolgere corsi gratuiti per la formazione? Dove su Internet (a parte Humantrainer)?
Tempo fa avevo trovato anche una universita' americana che proponeva corsi online gratuiti (ovviamente in inglese), ma non mi ritrovo piu' il link.
Partendo dall'inizio direi:Citazione:
3 – Quali sono i passi concreti da compiere e i vincoli per aprire uno studio da Psicologo?
1) Commercialista: lo metto come primo punto perche' ti puo' essere utile confrontarti subito con lui in modo tale da poter, per quanto possibile, scaricare tutte le altre spese.
Vincoli: il commercialista costa (500-1000 euro annui), solitamente non devi anticipare nulla.
2) Iscrizione all'albo Passo obbligatorio per essere psicologo. Un vantaggio e' il fatto di poter avere una forte detrazione dei contributi pensionistici per i primi 3 anni.
Lo svantaggio e' che l'iscrizione all'albo costa (mi pare circa 250 euro).
3) Biglietti da visita qui puoi rivolgerti direttamente ad un grafico, oppure farli da solo e poi rivolgerti ad una stamperia.
Se ne fai un numero basso (es 500) opta per la stampa digitale, ed in questo caso la differenza tra colori e b/n e' poca.
Se ne fai molti (es. 2000) probabilmente conviene fare una stampa tradizionale con i master, soprattutto se sono in b/n, perche' ogni colore ha bisogno di un master.
Consiglio: vai da un grafico e fanne 500 a colori, la spesa dovrebbe essere intorno ai 100-200 euro.
4) Ricerca di uno studio sconsiglio fortemente di affittarlo direttamente, molto meglio prenderlo in sub-affitto da qualcuno (es. studio medico; centro benessere; ecc.).
Di solito esistono due modalita' di sub-affitto: un canone mensile (in cui sono comprese tutte le spese, a parte il telefono); andare a percentuale (es. gli lasci il 30% di quello che guadagni).
E' importante che lo studio abbia anche uno spazio per gestire dei gruppi.
Un prezzo indicativo per uno studio arredato, spese incluse, per 2/3 pomeriggi alla settimana e la possibilita' di una stanza-corsi dovrebbe essere tra i 150-300 euro mese.
5) Fatture Comprare un blocco fatture, spesa 5-10 euro
6) Auto-promuoversi In realta' sarebbe opportuno pianificare il tutto prima di iniziare.
Poi, svolti tutti i punti precedenti, iniziare a muoversi concretamente.
Spesa totale per il primo anno: 225 - 425 euro mensili
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Possibili introiti:
1 persona in studio a 35-60 euro a seduta: 140-240 euro al mese
2 persone in studio a 35-60 euro a seduta: 280-480 euro al mese
3 persone in studio a 35-60 euro a seduta: 420-720 euro al mese
4 persone in studio a 35-60 euro a seduta: 560-960 euro al mese
5 persone in studio a 35-60 euro a seduta: 700-1200 euro al mese
1 gruppo di 6, incontri settimanali a 10-30 euro: 240-720 euro al mese
2 gruppi di 6, incontri settimanali a 10-30 euro: 480-1440 euro al mese
3 gruppi di 6, incontri settimanali a 10-30 euro: 720-2160 euro al mese
Un abbraccio,
Stefano
grazie a tutti voi, siete stati preziosi :sbonk: :sbonk: :sbonk:
Ti ringrazio Stefano, sei un grande!!!!
Ma, che dici, non si potrebbe organizzare qualcosa per proporre corsi on-line per tutti, per fare formazione per tutti...non si potrebbe far qualcosa partendo da questo forum???
Qui in Sardegna corsi o master non ce ne sono e, se qualcuno c'è, è solo per gente che ha un mucchio d quattrini...IO NON POSSO PERMETTERMELO...non ho tutte queste riserve economiche...
E ALLORA CHE FACCIO?
Subisco senza dir nulla???
Penso che c vorrebbe davvero una rivoluzione nel nostro mondo...
Non la pensate anche voi così???
Caro Stefano, inoltre avevo detto che t avrei fatto altre domande per vedere in concreto cosa si può fare (ma in concreto veramente) per costruirsi un lavoro, una carriera professionale, così eccovene delle altre:
- Cosa ne pensi di chi, per risparmiare, magari utilizza come studio una camera della sua casa (te lo chiedo perché io c ho pensato)? E’ una cosa sbagliata secondo te (voi)?
- Che intendi dire per test open ?
- Quali sono, secondo te (voi), i test che si possono somministrare senza avere una grande esperienza ? I test per i bambini (carta – matita) forse ?
- Ad uno psicologo che apre uno studio da dove consiglieresti di cominciare ?
- Vi va di creare un elenco di libri utili a chi volesse cominciare a buttarsi nel mondo del lavoro (ma utili davvero, concretamente, dove si spieghi a livello pratico, non teorico) ?
Attendo tue (vostre) risposte….
THE DAMPYR
Okkkk???????
Rispetto ai test che possono applicarsi senza troppa esperienza credo che i carta matita siano, invece, fra i più complicati...
Nel senso che a proporli non ci vuole molto (soprattutto perchè non devi acquistarli presso le OS o altro), ma l'interpretazione richiede una grande esperienza (soprattutto con i bambini).
Inoltre con i soli disegno non puoi fare diagnosi, devi affiancarli a qualche test tematico (tipo TAT, Blacky e Rorschach).
I test tematici proiettivi di solito richiedono una certa preparazione psicoanalitica, altrimenti tutto può essere visto come il contrario di tutto.
I test cognitivi, tipo WISC o WAIS,solitamente, non richiedono invece un'eccessiva esperienza, nel senso che basta seguire il manuale. L'unico neo è che hanno dei costi altissimi...
Ci sarebbero poi i questionari di personalità e gli inventari di interessi che credo non richiedano una grande preparazione teorica ma, invece, seguire scrupolosamente le istruzioni (intendo test tipo Big Five). Anche questi solitamente costano...
Ultimamente la Erickson sta producendo dei test non eccessivamente costosi, sia per bambini sia per adulti.
Non sono test proiettivi e non richiedono un'esperienza particolare (anche se un minimo devi averne, altrimenti rischi di ritrovarti in mano i risultati del test e di non sapere cosa dire!)...
In quanto alla stanza in casa ne ho sentito parlare anche io da più colleghi... credo che molto dipenda dal tipo di casa, nel senso che se per arrivare a quella stanza il cliente deve oltrepassare la cucina con dentro tua madre che prepara il pranzo e la sala con tuo padre che guarda la TV... forse non è indicato. Se però la posizione è buona e la stanza viene usata solo a quello scopo (non c'è la TV, lo stendino con i panni o il tuo letto) credo che si possa fare, soprattutto agli inizi quando rischi di pagare l'affitto di una stanza per un solo cliente.
Mi piace l'idea dei libri utili: io potrei mettere qualcosa sui bambini, in particolare sui gruppi genitori (che potrebbero rientrare in quell'area di benessere/miglioramento) che permette ad uno psicologo alle prime armi di iniziare senza per forza entrare nel campo più clinico delle diagnosi.
Ho trovato utili un libro di Gordon:
Genitori efficaci
e uno di Vio, per genitori con bambini con disturbo da deficit dell'attenzione (ma vanno bene anche bambini vivavi!), di cui non ricordo il titolo ma che so essere pubblicato dalla Erickson.
Stefano... molto illuminante e intereesante.Citazione:
Originariamente postato da HT Sirri
Partendo dall'inizio direi:
1) Commercialista: lo metto ...........
2) Iscrizione all'albo .............
3) Biglietti da visita ...........
4) Ricerca di uno studio s......
.
5) Fatture Comprare un blocco fatture, spesa 5-10 euro
6) Auto-promuoversi In real.........
Spesa totale per il primo anno: 225 - 425 euro mensili
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Possibili introiti:
1 persona in studio a 35-60 euro a seduta: 140-240 euro al mese
..................
Concordo pienamente i tuoi passi, ne aggiungerei uno... farsi una rete sia di invianti sia di professionisti a cui inviare.
MI spiego: contattare medici e altre figure professionali della zona che possano inviarci pazienti o farci diciamo pubblicita'.... e, secondo, conoscere professionisti ai quali inviare alcuni casi che noi non possiamo trattare, ad es. medici, neuropsicologi (se non lo siamo) ecc.
Per chi chiedeva sui test direi che e' meglio che non siano accessibili gratuitamente... e' materiale clinico, ricordiamolo sempre, anche quando li somministriamo...
Saluti
Alberto
... alla lista aggiungerei, ehm, l'iscrizione all'ENPAP, l'ente previdenziale, obbligatoria entro un mese dal primo conseguimento di reddito di tipo professionale. Della "bontà" e delle problematiche dell'ENPAP penso si possa e debba discutere molto, ma comunque rimane un obbligo normativo per tutti, anche coloro che fanno solo prestazioni occasionali (www.enpap.it).
Per quanto riguarda lo studio: si va a pareri personali, ma sinceramente io sono un pò diffidente per gli "studi casalinghi". Troppe variabili, troppo intimo e personale, troppo disagio per l'utente, troppo casino in casa. Che ne dite di un commercialista che vi riceve nel soggiornino tra bambini che urlano nell'altra stanza e odore di pastasciutta dalla cucina ? Il "set" è molto importante, ancor più nella nostra professione. Lo studio rappresenta un "luogo speciale", in cui devono avvenire dinamiche particolari, e proprio per questo deve essere separato dalla quotidianità di entrambi (paziente e psicologo).
Per quanto riguarda i test: il nostro codice deontologico (ed il buon senso) impongono che lo psicologo utilizzi SOLO strumenti per cui ha avuto una preparazione od ha sviluppato una competenza specifica. Ci andreste da un medico che la settimana prima chiedeva in una mailing list di giovani medici "quali esami diagnostici sono semplici, e posso fare senza troppi problemi in ambulatorio ?"
:cool:
Per chi poi pensa di lavorare nell'area strettamente clinica, la triade "percorso personale + scuola di specializzazione + buona supervisione" rimane ineludibile.
Alla fine, considera hai una persona che ti porta un disagio. Lo psicologo si deve porre la domanda "Seppure con poca o nulla esperienza, ho comunque gli strumenti teorici e metodologici di base, sufficienti per iniziare ad inquadrare ed operare concretamente in una situazione di disagio strutturato ?"
E' vero, non bisogna aspettare di avere 50 anni per buttarsi nella pratica professionale, c'e' sempre da imparare e l'esperienza la si fa solo sul campo... ma questo, solo a partire da una "base solida" di tipo teorico-metodologico... altrimenti prendiamo in giro noi stessi, ma soprattutto i pazienti.
Qualcuno di voi andrebbe a parlare di seri problemi personali ad uno psicologo senza esperienza e senza particolari competenze teorico-metodologiche, nè nei colloqui nè nella testistica psicodiagnostica, solo perchè ha un titolo di laurea incorniciato alla parete del soggiornino di casa in cui ti riceve ?
:cool:
Ovviamente esagero un pò, ma pensateci un attimo... :)
Ciao,
Lpd
Penso che questa sia l'ultima ipotesi percorribile.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
- Cosa ne pensi di chi, per risparmiare, magari utilizza come studio una camera della sua casa (te lo chiedo perché io c ho pensato)? E’ una cosa sbagliata secondo te (voi)?
Cerca un posto economico, ancora meglio a percentuale, e se proprio non trovi nulla per le tue finanze opta per questa soluzione.
Le controindicazioni sono diverse, la principale e' una scarsa opportunita' di promuovere il tuo studio.
Per le persone non e' strano. Per esempio spesso i medici di base spesso hanno lo studio in casa, ma se tu ricevi in casa, perdi un'opportunita' importante di farti conoscere (es. se sei nello studio di un professionista, tutti i suoi clienti/pazienti, sapranno che li c'e' anche uno psicologo).
Un test open e' un test, non gratuito, ma aperto (spesso anche gratuito).Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
- Che intendi dire per test open ?
La filosofia e' quella opensource (linux, per intenderci).
I vantaggi sono immensi:
Possibilita' di poter modificare il test
(es. 1. c'e' un test generale sui disturbi di personalita' e mi serve uno specifico?, benissimo, prendo il test generale e lo modifico creandone uno specifico);
(es. 2. c'e' un test sulla selezione del personale. Una societa' vorrebbe utilizzarlo, ma con alcune modifiche per la loro attivita' specifica? benissimo, prendo il test e lo modifico creandone uno specifico. L'azienda che commissiona mi paghera', non il test che e' sotto licenza open, ma il lavoro di modifica).
(es. 3. mi servirebbero delle scale di controllo che sul test non ci sono?, benissimo, prendo i dati del campione con cui e' stato validato e li sottopongo ad un'ulteriore analisi statistica)
Medesimo discorso anche per altri strumenti della psicologia.
Open in sostanza significa: liberta' di utilizzo, liberta' di distribuzione, liberta' di modifica, liberta' di copia.
Detto in altro modo, invece del copyright, usiamo il copyleft.
Sui test carta e matita ti hanno gia' risposto, voglio aggiungere solo che stiamo partendo dalla fine, ovvero: cosa vuoi fare?Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
- Quali sono, secondo te (voi), i test che si possono somministrare senza avere una grande esperienza ? I test per i bambini (carta – matita) forse ?
Una volta deciso cosa vuoi fare, deciderai se usare un test, e che test usare.
Dal proporre dei corsi di crescita personaleCitazione:
Originariamente postato da Dampyr
- Ad uno psicologo che apre uno studio da dove consiglieresti di cominciare ?
Dipende da cosa vuoi fare.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
- Vi va di creare un elenco di libri utili a chi volesse cominciare a buttarsi nel mondo del lavoro (ma utili davvero, concretamente, dove si spieghi a livello pratico, non teorico) ?
Attendo tue (vostre) risposte….
Provo a buttarti due libri, che non centrano nulla l'uno con l'altro, in modo tale da prendere in considerazione piu' cose:
Rapporti di coppia:
qualsiasi libro di John Gray. Libri molto semplici (e non semplicistici).
E' uno psicologo americano di stampo Transazionale, ma leggendo i suoi libri il suo orientamento non traspare.
Sui sogni:
Uscendo dal classico (Freud e psicoanalisi), e' molto interessante "La terapia gestaltica parola per parola".
I trequarti del libro e' la trascrizione di un suo seminario sui sogni, in cui, al posto dell'interpretazione, c'e' il mettere in azione i sogni (agirli sul "palco").
Rielaborando questi libri, ho realizzato 2 corsi molto belli (uno sulla comunicazione di coppia, l'altro intitolato: "il movimento dei sogni").
Un abbraccio,
Stefano
Questo non e' forse autopromuoversi?Citazione:
Originariamente postato da albtorre
Stefano... molto illuminante e intereesante.
Concordo pienamente i tuoi passi, ne aggiungerei uno... farsi una rete sia di invianti sia di professionisti a cui inviare.
MI spiego: contattare medici e altre figure professionali della zona che possano inviarci pazienti o farci diciamo pubblicita'.... e, secondo, conoscere professionisti ai quali inviare alcuni casi che noi non possiamo trattare, ad es. medici, neuropsicologi (se non lo siamo) ecc.
;-))
Un abbraccio,
Stefano
ciao a tutti, vado di corsa, volevo solo ringraziare ancora il ns preziosissimo stefano x le sue info e proporre 2 libri che credo concretamente utili:
-Colloquio da manuale a cura di montesarchio
e soprattutto
-Tecnica del colloquio di a.a.semi
baci e a presto
stella:)
Grazie Lpd, me ne ero dimenticato.Citazione:
Originariamente postato da Lpd
... alla lista aggiungerei, ehm, l'iscrizione all'ENPAP, l'ente previdenziale, obbligatoria entro un mese dal primo conseguimento di reddito di tipo professionale.
Per averlo in casa si prenda spunto da quello dei medici di base.Citazione:
Per quanto riguarda lo studio: si va a pareri personali, ma sinceramente io sono un pò diffidente per gli "studi casalinghi". Troppe variabili, troppo intimo e personale, troppo disagio per l'utente, troppo casino in casa.
Il "set" è molto importante, ancor più nella nostra professione. Lo studio rappresenta un "luogo speciale", in cui devono avvenire dinamiche particolari, e proprio per questo deve essere separato dalla quotidianità di entrambi (paziente e psicologo).
(ingresso indipendente con sala d'attesa e bagno).
Comunque continuo a sconsigliarlo.
Se per area clinica intendi "malattia mentale", e quindi psicoterapia, credo che possiamo (piu' o meno) essere tutti concordi.Citazione:
Per chi poi pensa di lavorare nell'area strettamente clinica, la triade "percorso personale + scuola di specializzazione + buona supervisione" rimane ineludibile.
Forse e' banale, ma personalmente ho un concetto di "psicologia clinica" piu' largo di questo: mi ritengo uno psicologo clinico, ma non sono assolutamente un terapeuta.
Secondo il nostro tariffario (che divide la psicologia clinica dalla psicoterapia), la psicologia clinica e':
"Colloquio di sintesi psicodiagnostica e restituzione";
ma anche "Formazione al problem solving"; "Consulenze psicologico-cliniche a enti pubblici o privati"; "Intervento psicologico di mediazione familiare"; "Supervisione ad altri operatori"; "consulenza psicologico-clinica in riunioni pluri-professionali"; ecc.
Quindi anche cose, contesti e situazioni, in cui le parole "paziente", "guarigione", ecc. sono fortemente fuori luogo.
Cio' che intendo e': la psicologia clinica e' un insieme di cose molto vasto, in cui sicuramente c'e' anche la terapia, ma non e' solo quella.
Se per fare terapia servono delle competenze di un certo tipo, per fare altre cose (di psicologia clinica) sono sufficienti competenze minori.
Sottolineo: vedere delle persone in studio puo' essere fare terapia, ma puo' essere anche tante altre cose che con la terapia non hanno nulla a che fare.
Io quando parlo di vedere persone in studio, di fare psicologia clinica, o altre cose del genere, NON PARLO DI TERAPIA.
Questo lo voglio sottolineare sia verso chi dice "attenzione", ma anche verso chi risponde "bello, andiamo e facciamo".
Un abbraccio,
Stefano
*****
Ciao Stefano,
sono parzialmente d'accordo con te. Sicuramente la "psicologia clinica" esprime qualcosa di più ampio e diverso rispetto alla psicoterapia in senso stretto.
Ma quello che nella mia visione rimane ineludibile all'interno della "psicologia clinica" (financo la somministrazione di un test un filo più "complesso" dello STAI) è il suo profondo "assetto relazionale". In ogni attività clinica, non solo nella terapia, c'e' un lavoro con un disagio più o meno strutturato, più o meno esplicito. In questo senso, l'attività dello psicologo non è mai "leggera", e richiede non solo una buona preparazione teorico-pratica, ma anche la capacità di "giocarsi il ruolo professionale in un assetto relazionale".
La comprensione in ottica professionale della complessità di questo campo relazionale è sicuramente facilitata da una migliore conoscenza di sè e dei propri "processi psicologici" personali (sto abbastanza sul generico per evitare di riferirmi ad uno o un altro assetto teorico), facilitato indubbiamente da un buon percorso personale; ed è sicuramente resa molto più facile e produttiva dalla supervisione esterna, in particolar modo per chi si avvia ad iniziare la propria pratica professionale. La supervisione, da questo punto di vista, svolge due funzioni: facilitare l'osservazione e la riflessione teorica sui casi da parte di chi non ha ancora molta esperienza e sta progressivamente strutturando il proprio "vertice auto ed etero-osservativo"; permettere di riflettere attentamente sulle proprie dinamiche personali di tipo emozionale davanti alla sofferenza od al disagio portati dal paziente/cliente.
Da questo punto di vista, quindi, percorso personale e/o supervisione sono secondo me estremamente importanti per ogni "novizio" della clinica, anche se non fa ancora "terapia" (perchè comunque la psicologia clinica è, essenzialmente, "relazionalità strutturata" in vista di un obbiettivo clinico).
La Scuola di specializzazione può essere utile, in questo senso, perchè molto spesso la preparazione teorico-metodologica (e qui non parlo quindi solo di "vertici osservativi", o capacità di monitoraggio dei propri vissuti relazionali, ma proprio di modelli teorici e tecniche d'intervento) del neolaureato è carente per molti campi di impiego clinico (e non solo per la psicoterapia).
Dal mio punto di vista, questi assetti divengono quindi molto importanti anche per chi si voglia occupare "solo" di psicologia clinica, e non solo di psicoterapia. Ovviamente vi sono poi diverse modalità ed approcci di fare clinica, diversi obbiettivi ed utenze; ma il comune denominatore dei processi alla base di ogni situazione, nella mia visione, rimane il complesso sostrato relazionale sul quale si va ad intervenire circolarmente attraverso un altra modalità relazionale, che è l'intervento psicologico-clinico stesso, e che per essere padroneggiato "bene" richiede un pò più della semplice laurea.
My two cents.
:P
*****
Anch'ioCitazione:
Originariamente postato da Lpd
Ciao Stefano,
sono parzialmente d'accordo con te.
;-))
Si, il nostro non e' mai un lavoro leggero.
Si, servono competenze, spesso di alto livello.
No, per fare lo psicologo clinico non devo avere per forza una formazione da psicoterapeuta.
Rileggi il tuo intervento, e vedrai che aleggia l'ombra della terapia dietro ad ogni cosa che dici, sembra che la dai per scontato, quando scontato non e'.
Se io faccio supervisione ad un gruppo di operatori (es. operatori di strada, assistenti di base, educatori, infermieri, ecc.) non ho bisogno di saper gestire una relazione terapeutica.
Ho bisogno di saper riconoscere le loro ansie, ho bisogno di sapergli dare dei "trucchi" per gestire delle situazioni problematiche con l'utenza (cosa che una scuola di psicoterapia solitamente non ti insegna).
Sostanzialmente ho bisogno di tante cose, e qui concordo, ma se mi parli di un percorso personale (previsto in molte scuole di psicoterapia, ma non in tutte), di "relazionalità strutturata" (termine che nel contesto in cui lo usi e' assimilabile a relazione terapeutica), di "capacità di monitoraggio dei propri vissuti relazionali" (controtransfert?), ecc.
Non posso concordare.
Andando avanti in questo ragionamento rischiamo di dire che per fare selezione del personale devi fare attenzione al trasfert e controtransfert, idem se fai formazione, se sei uno psicologo scolastico, o se fai mediazione familiare, ecc... ma allora, dovremmo essere tutti psicoterapeuti!
Certo, le competenze non sono mai troppe, ma non dobbiamo puntare sempre e per forza al 30 e lode, ogni tanto un 24 va benissimo!
;-))
Fare clinica significa operare in un contesto molto ampio, essere psicoterapeuti significa operare in un contesto ristretto.
Certo, le competenze da terapeuta possono essere anche molto utili, ma non sono necessarie per forza, dipende da cosa vuoi fare esattamente.
Un abbraccio,
Stefano
Ciao HT,
invece non ne sono convinto... mi spiego, tu dici che dietro ogni cosa che scrivo aleggia la terapia, e compari la riflessione sulla necessità di auto-osservarsi durante la propria attività clinica con il controtrasfert, etc.
In realtà, così facendo, sei tu che attribuisci già un significato teorico strutturato, tipico dell'ambito PSICOTERAPEUTICO, ad un semplice processo PSICOLOGICO ("osservarsi a grande linee mentre si osserva l'altro", che non è certo una tecnica psicoterapeutica particolare, quanto una normale processualità psicologica che si applica nei contesti clinici... in tutti i contesti clinici, anche nella somministrazione di un WAIS !).
"Relazionalità strutturata"... tu dici che è tipico della psicoterapia, io ti dico che è tipico anche della chiacchierata dal panettiere, o della conversazione che stiamo avendo attraverso questo Forum. Nella clinica psicologica (e non solo nella terapia psicologica) una certa attenzione al modo in cui si struttura la relazionalità tra psicologo e paziente è ineludibile e assolutamente necessaria proprio per gli obbiettivi clinici, anche i più semplici.
Se poi, progressivamente, nel corso della nostra attività professionale arriviamo a trasformare una "certa attenzione psicologica ai processi relazionali in atto" in una molto più complessa "lettura interpretativa di transfert e controtransfert", allora passiamo dalla "semplice" psicologia clinica alla psicoterapia altamente strutturata (e teoricamente orientata)... ma fino a quando parliamo di "relazionalità strutturata" siamo ancora abbondantemente nell'ambito della psicologia clinica.
Quando lavori con un gruppo di crescita personale, non osservi le tue emozioni alle loro reazioni ? Questo non è già avere "un vertice auto-osservativo sulle forme relazionali che si stanno strutturando tra voi" ?
:P
E fare un percorso su sè stessi, per conoscere le proprie principali processualità emotive, i propri schemi di interpretazione e "filtraggio" della realtà, le proprie modalità metacomunicative ed interattive, non è allora forse utile (oltre che per fare terapia) anche per fare "semplice" clinica ?
Non è forse utile conoscere sè stessi ed il proprio "stile relazionale", ed avere una certa esperienza di setting e teorie strutturate, anche e soprattutto per lavorare fuori dai setting e dalle teorie strutturate ?
:)
Ciao !
Luca
Mi pare che la discussione si stia arenando verso una semplice contrapposizione tra sostenitori della psicoterapia e non.
Credo che ciò dipenda soprattutto dalla confusione che c’è, è inutile negarlo, attorno al termine “psicoterapia”.
La prima cosa opportuna da fare sarebbe senz’altro quella di chiarire una cosa: LA PSICOTERAPIA NON LA FANNO SOLO I PSICOLOGI!
Già, può sembrare una cosa strana ma è così e ancora molti non lo sanno.
Oggi c’è la tendenza a ricondurre il lavoro dello psicologo alla Psicoterapia, come se solo quello avesse senso e avesse “vero valore” a livello lavorativo. Correggetemi se sbaglio. Anche un medico, dopo la laurea, può specializzarsi in psicoterapia. È giusto? Questo non lo so e non sta me deciderlo. Eppure mi chiedo come si può dare tutto questo credito ad un’attività che, basandosi (o facendo credere di basarsi) sulla psicologia, non viene fatta esclusivamente da coloro che dovrebbero essere preparati in questo campo (i psicologi appunto)? Siamo davvero convinti che la Psicoterapia meriti tutta questa attenzione come se fosse la panacea per tutti i mali psicologici? IO NON CREDO SIA COSI’. A tal proposito vi consiglio di recuperare l’ultima newsletter della Psicologia (www.psicologia.com) e di leggerla (se è possibile qualcuno la riporti anche qui, io purtroppo l’ho inavvertitamente cancellata), c’è un bell’articolo su questo argomento.
Il punto, secondo me, è questo: PERCHÉ SI DA PIÙ IMPORTANZA ALLA PSICOTERAPIA RISPETTO ALLA PSICOLOGIA IN GENERALE ?
Penso che dovrebbe essere il contrario, e penso che Stefano non possa che essere d’accordo con me. Credo che certi problemi dovrebbero prima essere trattati da psicologi e, solo in un secondo momento, semmai dagli psicoterapeuti.
So che questo potrà sembrare un’eresia per qualcuno, ma bisogna cambiare la mentalità se vogliamo che la Psicologia abbia davvero uno sviluppo e sia accolta da tutti non come una fede (“Io alla psicologia non ci credo!…Io invece sì!…spesso l’atteggiamento è questo, o sbaglio?) ma come una scienza al pari della medicina. Bisogna far comprendere che la Psicologia è per tutti, si offre a tutti e tutti se ne dovrebbero servire, per migliorare e migliorasi.
Io sono molto vicino al punto di vista di Stefano. Per questo, caro Stefano, ti chiedo una cosa: una volta per tutte PARLACI DELLA TUA ESPERIENZA!
Descrivici il tuo esempio. Da quando hai cominciato ad oggi. Cosa hai fatto? Come e dove ti sei formato? Cosa fai attualmente? Quando ti sei messi “in privato”? Cosa consigli? Da dove consigli di partire?
Credo che sarebbe utile per molti leggere l’esempio di uno che ce l’ha fatta!
Siete d’accordo?
Siete d'accordo?
Avevo scritto 1 risp lunga e particolareggiata ma si è cancellata!
In breve, io credo che la psicologia clinica nn sia la sorella povera della psicoterapia, come mi è sembrato dalle parole di Luca. Cred che sia necessario tutelare la professionalità dello psi (cologo e terapeuta) vs chi fino a qualche anno fa con qyualche corsettino e un annetto di tiroc chissà dove poteva essere e fare psicoterapia. Però è difficile stabilire cosa sia psicoterapia. Lo è solo fare qualcosa che si è imparato in 4 anni 0 5 di scuola privata a 10 milioni al mese (vergogna che in Italia ci siano 5 o 6 scuole universitaria vs decine e decine di private!!!), o lo è anche andare a prendere un caffè con uno psicotico, fare una gita, o una festa di natale con gli utenti di un centro diurno, o fare un'analisi della domanda che permetta all'utente di acquisire un altro punto di vista sulla sua situazione. Secondo me il discorso è abbastanza aperto, perchè nn sono persuasa che queste seconde cose nn lo siano o lo siano meno dell'interpretazione dei sogni, x dire la prima cosa che mi viene in mente. Non voglio dire che allora tutto è psicoterapia (anche perchè tutto=niente), ma temo che il fatto di costringere x legge a dirsi e fare psicoterapia solo a chi frequenta le suddette scuole sia stata anche una bella mossa commerciale dei fondatori-presidenti etc delle scuole stesse.
Che ne dite?
stella
Non posso che essere d'accordo con te!
La discussione si è un pò arenata o sbaglio???
Non sbaglio...
Beh, anche chi sta solo andando "verso la professione" a in ferie, ogni tanto!
Buon anno
Siamo rientrati dalle ferie????
BENTORNATIIIIIIII BUON ANNO A TUTTI E SPERIAMO CHE SIA L'ANNO CHE CI PORTI....VERSO QUESTA BENEDETTA PROFESSIONE!
stella
Speriamo davvero!!!
ciao.....sono paola, sono 2 giorni che leggo questo forum (l'ho letto tutto, dall'inizio alla fine...) sono abilitata da due giorni e dunque nel pieno delirio x' sono diventata grande....una domandina a voi tutti....ma se io domani prendo, trovo un posto dove sistemarmi e conduco un gruppo di psicodramma senza ovviamente essere specializzata alla scuola di psicodramma????Potrei farlo???? Ovviamente tenendo in considerazione la mia coscienza personale e che forse nn è davvero il caso lanciarsi nel vuoto così....soprattutto per quei poveracci che verrebbero da me....
Puoi, puoi! Anzi, Se non lo fai :swear:
O vuoi sempre :bimbo: ?
Ciao
willy....ci siamo ritrovati...ti ricordi???Sono Paola, ci siamo conosciuti lunedì all'esame di stato a Torino...ciao e grazie....
:approved:
:welcome: :corteo: :corteo: :fp:
Ciao,
mentre ti specializzi (o anche adesso mentre fai il tirocinio) potresti cercare lavoro in una cooperativa, poichè possiamo fare valutazioni (ad esempio cognitive e non) e offrire consulenza (counselling). Io ho fatto servizio civile volontario in una Cooperativa sociale privata (a proposito se ancora non hai compiuto 27 anni lo puoi fare anche tu, non si guadagna molto ma puoi entrare nel mondo del lavoro di una COOP, e conoscere altri enti, cooperative e associazioni collegate). Come libera professionista potresti anche aprire uno sportello nelle scuole, ma non è facile visto che le scuole non hanno molti soldi ... ma se ti interessa il tipo di lavoro puoi provare. Approfitta del tirocinio per conoscere quante più Assistenti Sociali, altri Psicologi, Neuropsichiatri, Medici, insegnanti che puoi: è molto importante crearsi una rete dove tu vivi. Cerca di associarti con qualche collega che stimi e con cui vorresti lavorare, magari già abilitato, e vedi appunto se si può aprire uno studio privato con lui/lei ... il resto va a fortuna e testardaggine mia cara.
Spero di esserti stata di aiuto, pensa che anch'io non navigo in acque tanto migliori, ma mi adatto ad accettare ogni lavoro!!