Sono ben felice di fare da capo espriatorio per questa discussione... MEA CULPA!!!
così è la volta buona che si torna al focus del discorso: cosa si può fare come psicologo clinico, senza la scuola di psicoterapia?
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Sono ben felice di fare da capo espriatorio per questa discussione... MEA CULPA!!!
così è la volta buona che si torna al focus del discorso: cosa si può fare come psicologo clinico, senza la scuola di psicoterapia?
Non sono entrata nel merito della discussione fin'ora, ma anch'io sarei interessata a capire cosa si può fare in quanto psicologi clinici, senza scuole di specializzazione (almeno per ora).
Praticamente di tutto.Citazione:
Originariamente postato da silviazero
cosa si può fare come psicologo clinico, senza la scuola di psicoterapia?
Faccio qualche esempio.
Studio privato:
- Supporto psicologico (es. paziente in trattamento farmacologico, lo psicologo aiuta la persona ad elaborare i suoi vissuti, o a reintegrarsi nel tessuto sociale);
- Consulenza individuale (es. aiuta la persona a gestire/superare le fasi critiche della propria vita);
- Crescita personale (si aiuta la persona a capire meglio se stesso o gli altri; oppure a sviluppare nuove abilità, tipo empowerment);
- Ecc.
Gestione di gruppi:
- Gruppi di autoaiuto;
- Gruppi di autostima;
- Gruppi di creatività;
- Ecc.
Formazione:
E' possibile farli praticamente su qualsiasi tema.
Comunità:
- Gestire gli operatori;
- Supervisione agli operatori;
- Gestione le riunioni;
- Strutturazione dei percorsi per gli ospiti;
- Condurre gruppi con i pazienti (elaborazione del vissuto);
- Ecc.
Queste sono le prime cose che mi vengono in mente.
Un abbraccio,
Stefano
Scusate, mi dimentico le cose più ovvie tipo la mediazione familiare, la psicologia giuridica, la psicologia scolastica, la psicologia dello sport, ecc.
Un abbraccio,
Stefano
Cavolo quante cose...a volte uno non le immagina neppure...
ma il punto è un altro: una persona, dopo l'abilitazione, si sente pronta per fare queste cose ?
per marco: no problem! Ho solo detto la mia...è tutto ok !
ok! perdonato! :approved:
Secondo me è sempre meglio specializzarsi: ad esempio il master biennale di psico scolastica che ho seguito io mi è servito molto, prima di "buttarmi" in questo settore. Inoltre, sono stata scritturata dalla scuola in cui lavoro da tre anni, proprio perchè nelle referenze c'era la specializzazione. Sono del parere che la singola laurea non basta....siamo in troppi e pertanto occorre fare in modo che gli altri ci scelgano proprio perchè "abbiamo qualcosa in più" , senza contare che si lavora meglio quando si acquisiscono maggiori conoscenze in campo.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Cavolo quante cose...a volte uno non le immagina neppure...
ma il punto è un altro: una persona, dopo l'abilitazione, si sente pronta per fare queste cose ?
per marco: no problem! Ho solo detto la mia...è tutto ok !
Ma questa, ovviamente, è solo una mia opinione!
Ciao e in bocca al lupo a tutti!
;)
E' vero, si potrebbero fare tante cose dopo la laurea, ma spesso il problema si sposta su cosa ci sentiamo di fare: credo che questo sia dovuto al nostro percorso formativo che ci infarina su un po di tutto, si svolge quasi tutto in ambito teorico, ma ti lascia poche "sicurezze"!
Sicuramente specializzarsi su qualcosa in particolare aiuta, a mio avviso..
Spesso ciò che ci frega è che dobbiamo comunque fare una scelta di campo (non sono berlusconiano..), cioè focalizzarsi su qualcosa di più specifico (e purtroppo tralasciare molte cose che ci interesserebbero...)...
Un'altro appunto: la formazione può avvenire anche in itinere: se decido per esempio di fare un progetto nelle scuole (per esempio parlare di psicologia turistica in una scuola alberghiera), ma non sono preparatissimo, studierò, mi informerò (la prima cosa che viene messa in gioco è la propria capacità relazionare nei diversi contesti che, se manca, forse... in secondo luogo le conoscenze concettuali..)...
Bisogna inizialmente armarsi di coraggio e dirsi: dovrò pur cominciare (e nello stesso momento che pronunciate questa frase attivate il super-io...)!
Un abbraccio e buona giornata a tutti/e
Michael
Sicuramente specializzarsi aiuta in ogni caso, però ti posso dire che anche l'altra cosa che dici è molto importante: "cosa ci sentiamo di fare".Citazione:
Originariamente postato da alterlilith
E' vero, si potrebbero fare tante cose dopo la laurea, ma spesso il problema si sposta su cosa ci sentiamo di fare: credo che questo sia dovuto al nostro percorso formativo che ci infarina su un po di tutto, si svolge quasi tutto in ambito teorico, ma ti lascia poche "sicurezze"!
Sicuramente specializzarsi su qualcosa in particolare aiuta, a mio avviso..
Spesso capita che, una volta iniziato a lavorare, ci si rende conto che in realtà si sanno molte più cose di quel che si credeva...
Qui c'é una nota importante da inserire: molto difficilmente uno psicologo lavora solo in un campo!Citazione:
Spesso ciò che ci frega è che dobbiamo comunque fare una scelta di campo (non sono berlusconiano..), cioè focalizzarsi su qualcosa di più specifico (e purtroppo tralasciare molte cose che ci interesserebbero...)...
Quindi, se la tua paura è di dover tralasciare..... sarai contento.
;-)
:30:Citazione:
Un'altro appunto: la formazione può avvenire anche in itinere: se decido per esempio di fare un progetto nelle scuole (per esempio parlare di psicologia turistica in una scuola alberghiera), ma non sono preparatissimo, studierò, mi informerò (la prima cosa che viene messa in gioco è la propria capacità relazionare nei diversi contesti che, se manca, forse... in secondo luogo le conoscenze concettuali..)...
Bisogna inizialmente armarsi di coraggio e dirsi: dovrò pur cominciare (e nello stesso momento che pronunciate questa frase attivate il super-io...)!
Un abbraccio e buona giornata a tutti/e
Michael
Nel nostro lavoro la formazione è eterna!
Leggere, studiare, frequentare corsi, ecc. questo è un aspetto integrante della professione di psicologo.
E' anche per questo aspetto che spingo molto a buttarsi: se hai esperienze concrete di lavoro riesci a sfruttare molto meglio gli eventi formativi.
Lavorando sei in grado di capire che tipo di formazione ti serve, e, riesci ad assimilare molto di più, perché leghi le cose alla tua esperienza concreta.
Un abbraccio,
Stefano
Ma come può una persona buttarsi se non sa nemmeno da dove cominciare ???
Ce ne sono molti così credetemi...
Siamo qui apposta per parlarne.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Ma come può una persona buttarsi se non sa nemmeno da dove cominciare ???
Ce ne sono molti così credetemi...
Magari, discutendone, diviene più chiaro il "da dove incominciare".
Un abbraccio,
Stefano
mi inserisco anche io, provo a mettere in comune la mia esperienza ed il mio pensiero:
laureata, felice della facoltà scelta, superato a luglio l'esame di stato, a settembre mi iscrivo all'ordine degli psicologi della liguria.
sto collaborando come educatrice in un distretto sociale e ora inizio il servizio civile. non so se sia la scelta giusta ma ho parlato con la tipa che se ne occupa e le ho spiegato che vorrei viverlo come opportunità di formazione, magari affiancata da uno psicologo, proposta accettata.. vedremo...
nel frattempo sogno qualcosa di mio e prima di pensare ad uno studio (pochi soldi!!) vorrei proporre qualche mio progetto per adolescenti. ora, le domande sono tante e le paure ancora di più. ma ho comprato una serie di libri specifici sull'argomento e ora provo a guardarmi intorno per vedere cosa c'è in giro (anche sui forum!). ci provo. cerco di non avere fretta e di pensare alla MIA formazione.
non so, ma sono ottimista, ora non mi sento pronta a fare una scuola di specializzazione, aspetterò ancora un po'. cerco di seguire qualche corso, di imparare e sperimentarmi. io credo che uno psicologo clinico abbia molti spazi.. bisogna solo provare e riprovare a crearsene di adatti...
Dampyr, ti leggo da molto (almeno, a me sei o sette mesi sembrano molto tempo:) ) e stimo troppo la tua intelligenza per credere che non sai da dove cominciare.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Ma come può una persona buttarsi se non sa nemmeno da dove cominciare ???
Ce ne sono molti così credetemi...
Io ho iniziato da quel che sapevo. Insegnare qualcosa è stata un'esperienza che avevo fatto come volontario in una scuola. Una scuola particolare, fatta di volontari, dove per 6 sere la settimana, dalle 19.30 alle 23.30 si faceva lezione gratis a persone che, per mille motivi, avevano smesso di studiare e avevano deciso di riprendere glistudi. Programma ministeriale del liceo psicopedagogico. Ho insegnato Biologia, Psicologia generale, Psicologia sociale, Gerontologia. Mentre contemporaneamente studiavo in Università e lavoravo in fabbrica.
Perciò mi è venuto naturale proporre un corso di formazione per ASA/OSS sull'approccio al paziente psichiatrico. L'ho proposto ad una cooperativa che non conoscevo, l'hanno letto, l'hanno discusso con me, ho modificato una serie di punti. L'hanno approvato. L'ho svolto e me l'hanno pagato.
Sono partito dal lavoro che facevano loro. Da cosa erano abituati a fare. Dal fatto che i cambiamenti nell'organizzazione della sanità pubblica portavano le Assistenti Domiciliari - abituate a lavorare soprattutto con persone anziane - a contatto con patologie psichiatriche, che non sapevano come affrontare. Ho continuato con due lezioni sulla classificazione delle patologie e sui loro effetti su comportamento e comunicazione. Li ho coinvolti in alcuni role-playing per aiutarli a riflettere suquanto percepivano e sulle emozioni che il contatto con pazienti psicotici scatenava in loro. Li ho aiutati (spero) a districarsi tra i mile nuovi "perché", i "cosa faccio se" cui si sono trovati di fronte.
A me è piaciuto. A loro anche.
Caro willy...se mi leggi da molto (come io faccio con te...e ho imparato ad apprezzarti tanto!) saprai anche che spesso le mie sono provocazioni, input, per aprire discussioni...non sempre ciò che scrivo riguarda me personalmente...ma spesso prendo spunto da quel che vedo intorno a me...
Però questo argomento è davvero interessante !!!
Specializzrasi..questo è il problema...ma in cosa ????
Specializzarsi..questo è il problema...ma in cosa ????
Specializzarsi..questo è il problema...ma in cosa ????
La scelta di dove specializzarsi è il problema più piccolo: ci sarà qualcosa che ti piace di più e qualcosa che ti piace di meno?Citazione:
Originariamente postato da Wolverine
Specializzarsi..questo è il problema...ma in cosa ????
Bene, specializzati esattamente sulla cosa che ti piace di più.
Un abbraccio,
Stefano
Concordo con Stefano..quello è il minimo...
www.psicologiaturistica.it
ragazzi...sono disperata...cerco qualsiasi cosa possa aiutarmi x studiare pedagogia sociale...la prof striano ha scritto un libro incomprensibile,non si capisce nulla...avete dei riassunti,appunti o cose varie...?!grazie mille...ciao
Ok marcy...ma scusa...che c'entra con questo thred ?
www.psicologiaturistica.it
:ot:Citazione:
Originariamente postato da marcy1
ragazzi...sono disperata...cerco qualsiasi cosa possa aiutarmi x studiare pedagogia sociale...la prof striano ha scritto un libro incomprensibile,non si capisce nulla...avete dei riassunti,appunti o cose varie...?!grazie mille...ciao
Terapia Breve strategica
Due domande :
- In cosa consiste ?
- Può farla uno Psicologo Clinico ?
Giorgio Nardone è un luminare dell'argomento (lavora ad Arezzo), fa riferimento alla Scuola di Palo Alto e attraverso questo tipo di approccio cura in primo luogo "paura, panico e fobie" (che è anche il titolo di un suo libro!).Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Terapia Breve strategica
Due domande :
- In cosa consiste ?
- Può farla uno Psicologo Clinico ?
Può farla uno psicologo clinico specializzato in tale approccio.
http://www.centroditerapiastrategica...ta/index1.html
:ciao:
Detto in modo molto semplice (sicuramente semplicistico):Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Terapia Breve strategica
Due domande :
- In cosa consiste ?
- Può farla uno Psicologo Clinico ?
si utilizzano degli strategemmi per far cambiare (guarire) il paziente.
Spesso si fa fare alla persona la cosa temuta, distraendola in qualunque modo, allo scopo di creargli una situazione con un risultato diverso da quello che lui si aspetta.
Detto in modo più psicodinamico: gli si crea "a tavolino" un'esperienza emotiva correttiva.
Chi la può fare?
Se si tratta di psicoterapia, uno psicoterapeuta che abbia le opportune conoscenze nel metodo.
Se si tratta di altro, dipende!
Per esempio diverse tecniche strategiche vengono utilizzate in formazione, in comunicazione, ecc.
Un abbraccio,
Stefano.
Capito...grazie...anche questa perà non è molto chiara...
Provo ad essere meno telegrafico.Citazione:
Originariamente postato da Dampyr
Capito...grazie...anche questa perà non è molto chiara...
Psicoterapia strategica: è un approccio psicologico costruttivista, inventato a paloalto da un gruppo di ricercatori, tra cui Watzlawick, Beavin, Don D. Jackson.
Questi ricercatori si occupano in maniera forte di comunicazione, e tra le altre cose si sono messi a studiare i paradossi e le tecniche ipnotiche utilizzate da Milton Erickson.
Da questo ultimo hanno sviluppato soprattutto 2 cose:
- tecniche di comunicazione
- le prescrizioni comportamentali.
Fatta questa premessa vado più nel dettaglio elencandoti qualche idea di base.
La resistenza: invece di elaborarla, o di oppormi ad essa, la utilizzo (es. Chiedere esplicitamente ad un paranoico di essere paranoico: "Io le credo, ma per aiutarla ho bisogno che lei si annoti esattamente tutto quello che succede, quindi se qualcuno la spia, lei deve scriversi esattamente questo e quello").
Trovare le strategie inefficaci ed evitarle.
Si chiede al paziente una cosa del tipo: ma lei cosa ha fatto finora per superare il problema?
In questo modo si ottiene un elenco di cose che per qualche motivo non funzionano e che, anzi, vengono interpretate come "cose che mantengono il problema".
Per farti un esempio molto banale: la mamma vorrebbe che nella camera del figlio ci fosse più ordine.
Glielo dice una volta, ma lui niente.
Alla seconda, stesso risultato....
Ad un certo punto la madre, stanca, si mette a riassettare tutto.
Uno strategico in questa situazione potrebbe chiedersi: ma se lei non avesse riassettato, ed anzi, avesse detto al figlio di fare tutto il casino che voleva "tanto sei TU che ci devi vivere in questo caos!", il figlio, prima o poi, si sarebbe deciso che le cose non potevano più andare avanti così?
Arrivando al punto: in strategica esistono diversi metodi per far cambiare le persone, codificati a volte in modo quasi "comportamantista".
Lo psicoterapeuta strategico ha una serie di prescrizioni comportamentali già pronte da utilizzare, più un metodo per trovarne delle nuove: in base all'analisi della situazione decide quale strategia utilizzare.
Se qualcosa non ti è chiaro, chiedi pure.
Un abbraccio,
Stefano.
Stefano ma queste cose le sai perchè hai fatto un corso di TBS ?
No :)Citazione:
Originariamente postato da Wolverine
Stefano ma queste cose le sai perchè hai fatto un corso di TBS ?
Un abbraccio,
Stefano