peccato...
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peccato...
'Nuovi' quesiti sul tempo nello spazio teorico dei vari approcci della psicologia in contesti clinici.
Bene, più o meno abbiamo studiato o appreso da colleghi che ogni indirizzo teorico ha idee "precise" sul tempo che deve trascorrere fra un incontro, seduta, colloquio e un altro con il cliente/paziente/utente.
Tre volte a settimana, una volta a settimana, una volta ogni 15 giorni, una volta al mese, follow up al sesto mese, un anno, 15 anni e ancora: incontri della durata di 50 minuti, 1 ora, 1 ora e mezza, ecc..
E' d' obbligo chiarire in due righe la differenza tra contesti clinici pubblici e privati. Nel primo caso il tempo viene regolato "istituzionalmente" dalle ASL del territorio dove ad esempio, uno psicologo - psicoterapeuta del consultorio familiare epistemologicamente freudiano non può incontrare più di una volta a settimana un utente per il semplice motivo che se dovesse mettere in pratica il "suo tempo" della terapia, il consultorio risulterebbe utilie per un massimo di 6 utenti ogni 6-7 anni. Nel secondo caso, il contesto clinico privato, non essendoci direttive "dall' alto" sul tempo, il clinico è libero di dare sfogo e utilizzare come meglio crede (epistemologicamente parlando) il tempo della seduta. E' in questo secondo caso che esce fuori la propria idea di tempo del cambiamento.
Per voi, quali sono i tempi "ottimali" di ogni incontro con il cliente/paziente? E come mai?
ciaociao
a dire il vero non ho alcuna effettiva pratica terapeutica con miei pazienti dal momento che sono al secondo anno di specializzazione. l'unico vero momento di cui ho esperienza è il tirocinio presso una comunità terapeutica, dove anche lì non ho un rapporto tipicamente "privato" con l'utente. se non colloqui individuali di un ora con frequenza settimanale. i cui obiettivi sono sicuramente differenti dal lavoro da privato. non ho insomma dati sufficienti per fare dei bilanci o abbozzare ipotesi. quindi lascio la parola a chi è più avanti rispetto a me.
potrei dire che le frequenze di incontro possono essere stipulati in funzione di ogni caso, partendo magari da una regola standard di un paio di incontri settimanali, appunto resa flessibile dalla specificità dell'utente.
magari vorrei aggiungere un fattore da non sottovalutare. vale a dire, l'effettivo cambiamento che si presuppone verificarsi lungo la terapia terapeutica, avviene dentro lo studio, nel colloquio settimanale o tra una seduta e l'altra?
come inquadrare gli effetti dei due contesti e dei due tipi di "tempo"?
domande forse maldestre data la mia inesperienza professionale , ancora irrigidita da un costante riscontro teorico.
a voi la parola.
:-)
ciaz
Io domando. Faccio molte domande sul tempo rispetto alla nostra relazione e lo confronto con le mie ipotesi circa il tempo del cambiamento. "Ah signora... io pensavo che il suo cambiamento avvenne quando parlammo di quella questione e invece le ha fatto molto effetto quell' altra questione.. interessante!"..."ma quella questione le ha fatto effetto subito, dentro lo studio, o fuori da qui.. magari dopo qualche giorno?" ... insomma domande che mi aiutino a capire che tempo abbiamo costruito nella nostra relazione.Citazione:
Originariamente postato da neuromancer
magari vorrei aggiungere un fattore da non sottovalutare. vale a dire, l'effettivo cambiamento che si presuppone verificarsi lungo la terapia terapeutica, avviene dentro lo studio, nel colloquio settimanale o tra una seduta e l'altra?
come inquadrare gli effetti dei due contesti e dei due tipi di "tempo"?
ciaociao
P.S. Riguardo i tempi dei set(ting) clinici.. forse è ancora presto per parlarne..
grazie Accadueo.
è un argomento che mi sta a cuore. sono alle prime armi e cerco di analizzare ciascun livello della relazione terapautica, cercando quanto possibile di raffinare il mio ruolo in corrispondenza della irriducibilità della persona che mi sta davanti.
alla prox
ciaz
e ancora tempo.. questa volta meteo. Esiste davvero la metereopatia? Che effetti può avere il clima sulle persone? Conoscete ricerche, libri che parlano di metereopatia?
Ciao
è un pò che non mi faccio sentire, ma sono stata molto presa in questo periodo.
Ho dato una letta ai post precedenti e come la discussione si è sviluppata. Ci sono diversi spunti molto interessanti!
Comunque per quanto riguarda la meteopatia, non ho libri in merito, ma mi sembra che sono state fatte ricerche sull'argomento.
Il tempo fa brutti scherzi quindi magari ti sto dicendo una cavolata. Appena posso faccio un controllo.
Saluti a tutti