Buone notizie dal beppe grillo blog:
Guardate questo video, un professore di chimica di new york ci dà dei suggerimenti e cita Novara, Treviso e Capannori come esempi italiani da seguire.
YouTube - Interviste del blog beppegrillo.it: Paul Connett
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Buone notizie dal beppe grillo blog:
Guardate questo video, un professore di chimica di new york ci dà dei suggerimenti e cita Novara, Treviso e Capannori come esempi italiani da seguire.
YouTube - Interviste del blog beppegrillo.it: Paul Connett
Milano, Roma, New York...solo per fare qualche esempio...sono città con abitanti in misura maggiore (e di gran lunga) rispetto a Napoli...ergo con una dose di spazzatura maggiore...com'è che lì non c'è un sacchetto fuori posto? Mai una puzza di putrefatto per le strade.
Mai un dover camminare sul ciglio della strada perchè i marciapiedi sono occupati dalla "munnezza"...
Ci siamo mai chiesto il vero motivo?
Si tratta solo di civiltà della gente?
sentito l'ultima trovata?i rifiuti di napoli dove andranno a finire?
in sardegna..
:rolleyes:
Oltre a quotare :lode: il tuo intervento, linko da: Lavoce.info - ARTICOLI
Il rifiuto che scotta
di Mauro Staiano 16.05.2005
La vicenda rifiuti in Campania ha vari aspetti, tecnologici ed economici. Il settore rappresenta una delle maggiori aree d'affari e di occupazione del Mezzogiorno. Se gli oneri per il funzionamento degli impianti dovessero risultare troppo alti e non bilanciati dai crediti ancora in via di definizione, la società che nel 2000 se ne è aggiudicata la lavorazione potrebbe farsi indietro. Si potrebbero allora impiegare gli operatori dei Consorzi di bacino, istituiti per la mai decollata raccolta differenziata. In un difficile equilibrio da cercarsi tra Napoli e Roma.
Nella vicenda rifiuti in Campania è possibile individuare vari aspetti distinti anche se strettamente interrelati.
Il primo è di natura tecnologica. La scelta fatta nel Duemila impone all’aggiudicataria del servizio (la Fibe spa) la lavorazione dei rifiuti raccolti in sette impianti per la produzione di combustibile da rifiuto (Cdr). (1)
Questa produzione determina anche l’ottenimento di frazione organica stabilizzata (Fos) e residui diversi per i quali è necessario provvedere allo smaltimento definitivo. (2)
Il problema di individuare siti adeguati allo scopo è ciò che ha determinato le roventi proteste popolari rimbalzate alle cronache nazionali negli ultimi mesi e che periodicamente torna a riscaldare gli animi in Regione. L’ultimo episodio di un certo clamore è quello in cui si è rimosso il blocco autostradale in corso da giorni solo a seguito di un diretto intervento del capo della Protezione civile Guido Bertolaso che ha garantito il funzionamento dell’impianto di discarica previsto in località Basso dell'Olmo, per un solo anno, da maggio 2005 a maggio 2006, e per un volume complessivo di circa 420mila metri cubi di rifiuti. Solo il Cdr prodotto continuerà a essere stoccato, in attesa di essere impiegato presso i così detti impianti di termovalorizzazione. La realizzazione di questi impianti è ancora di là da venire e le balle accatastate occupano un’estensione complessiva superiore ai 500mila metri quadrati. Si noti che questo fatto, rappresenta di per sé un’eccezione al capitolato d’oneri sottoscritto dalla Fibe: il Cdr prodotto, in assenza di un possibile impiego immediato nella Regione, avrebbe dovuto essere destinato al recupero energetico presso altri stabilimenti al di fuori della Campania.
Le inadempienze
Su questa e altre irregolarità è intervenuta la magistratura mettendo in luce, tra l’altro, l’inadeguata lavorazione dei rifiuti da parte dell’aggiudicataria. Negli impianti il rifiuto non subisce di fatto variazioni qualitative di nessun rilievo. Il Cdr non avrebbe dovuto rappresentare più del 35 per cento del totale conferito ed è invece più del 50 per cento. La stessa composizione merceologica del materiale ottenuto non è corrispondente al dettato del capitolato. Ad esempio, la lavorazione avrebbe, dovuto comportare una diminuzione di peso (per perdita ed evaporazione delle componenti liquide) pari ad almeno il 10 per cento del rifiuto che risulta, invece, assente. Il Cdr ottenuto, insomma, altro non è che rifiuto non lavorato e, semplicemente, compattato in balle, mentre la Fos non risulta regolarmente stabilizzata oltre a contenere ancora rilevanti componenti di rifiuti solidi urbani.
L’immediata conseguenza di questi rilievi è stato il sequestro di tutti gli impianti con le immaginabili conseguenze sul sistema di raccolta. di cui si è tornato a parlare circa un mese fa. (3)
A quest’ennesima emergenza, si è rimediato grazie alla concessione da parte della stessa magistratura di un dissequestro a fronte dell’imposizione del ripristino di funzionalità degli impianti "con significativa riduzione percentuale, rispetto agli Rsu conferiti, delle frazioni prodotte a valle", e con la produzione di frazioni di Cdr, Fos e sovvalli "conformi percentualmente alle previsioni di progetto".
Un settore lucroso
I costi dell’adeguamento funzionale sono sicuramente rilevanti e sono stati direttamente sostenuti dall’intervento governativo sotto il cui controllo la Fibe è obbligata a operare e ad adempiere entro le prossime settimane. (4) È a questo punto che si capirà (definitivamente?) se la società potrà sostenere gli impegni assunti in sede di aggiudicazione. E siamo a un’altro punto della nostra analisi.
Il settore rifiuti in Campania rappresenta una delle più grosse aree di affari di tutto il Mezzogiorno italiano. Permetterne l’accesso al settore privato rappresentò la scommessa (finora perdente) del potere politico regionale prima e nazionale poi. Nelle ultime settimane si sono svolte le trattative per la ricapitalizzazione dell’asfittico gruppo Impregilo, di cui la Fibe in Campania, con il suo ancora solo potenziale volume di affari, rappresenta una costola significativa. (5)
Il risultato finale potrebbe voler dire, finalmente, linfa nuova in un settore ormai esanime. La sussistenza dell’attività è basata sul valore commerciale delle attività di conferimento rifiuti presso gli impianti, produzione di combustibile da rifiuto e produzione di energia elettrica. Se, sugli ultimi due aspetti, queste attività non sono ancora partite e la magistratura ci dirà presto se lo faranno mai, sul primo (l’accoglimento dei rifiuti da parte di tutte le ditte operanti in Campania e l’incasso di consistenti corrispettivi) la partita comincia in questi giorni a entrare nel vivo. Gli operatori del settore sarebbero infatti tenuti a corrispondere ragguardevoli cifre per il conferimento finale presso gli impianti della Fibe. Questi corrispettivi, di fatto, non sono però mai stati pagati per l’esiguità delle risorse finanziarie disponibili agli enti locali, ma anche perché c’è una formale contestazione delle inefficienze finora mostrate dalla società nell’accettazione dei rifiuti: code di giornate per lo smaltimento finale di centinaia di mezzi in tutti gli impianti della Regione con disservizi nei centri urbani per la mancanza di personale impiegabile, interessi moratori indebitamente richiesti, e la mancata realizzazione di impianti di termovalorizzazione per i quali è comunque richiesto un costo ai conferenti. Per la sola città di Napoli, ad esempio, a fronte di crediti vantati di circa 47 milioni di euro (fino al 31/12/2004) è in corso una serrata trattativa di ridefinizione su almeno 20 milioni di euro. Il dato dà la misura della incerta solidità finanziaria di questa attività in Regione. È interessante notare che nonostante le contestazioni in corso di definizione, l’ultimo intervento legislativo delega al commissario la potestà di intervenire e farsi garante presso la Cassa depositi e prestiti dell’erogazione dei crediti necessari al ripianamento di tutte le situazioni debitorie nei confronti della Fibe spa. Il punto sarà verificare quanti di questi debiti gli enti locali saranno disposti ad accollarsi.
Vale la pena, ad ogni modo, ricordare che nel momento in cui l’attività economica nel paese dà segni ormai evidenti di ristagno, il settore rappresenta, comunque, uno sbocco occupazionale di primo piano e per il quale sarebbero disponibili, ad esempio, le migliaia di operatori dei diversi Consorzi di bacino (diciotto enti istituiti in Campania nel 1993 per occuparsi della raccolta differenziata mai veramente decollata nella Regione). Se gli oneri imposti dalla magistratura per il funzionamento degli impianti dovessero risultare troppo alti e non bilanciati dai crediti vantati nei confronti degli enti locali e ancora in via di definizione, la Fibe potrebbe farsi indietro e ci sarebbe da subito la possibilità di impiego di tutte queste risorse (umane) disponibili, come di recente fatto più volte notare dallo stesso commissario Corrado Catenacci. Il momento è dunque delicatissimo e la trattativa in corso tra Napoli e Roma è ancora in cerca di soluzioni definitive che, come osservano i più maliziosi, non avrebbero mai potuto arrivare prima delle ultime elezioni regionali: durante la campagna elettorale di tutto si è sentito parlare, tranne che di programmi chiari e risoluti in materia.
(1) Cfr. "L’affare rifiuti" pubblicato su questo sito il 22/4/2004.
(2) I così detti "sovvalli".
(3) Si tratta dei fenomeni di emergenza dovuti alla mancanza di siti di conferimento finale dei rifiuti.
(4) Il Dl 40 del 18/2/2005 poi convertito nella legge legge 53 del 15/4/2005 ha messo a disposizione immediata del commissariato ben 20 milioni di euro per le operazioni di adeguamento. A fronte di questo intervento la Fibe ha formalmente rinunciato a circa il 20 per cento dei propri utili.
(5) A seguito delle delicate audizioni alla Camera dei deputati sul tema, è emersa una esposizione dei gruppi bancari coinvolti (tra cui Banca Intesa, Unicredit, Capitalia e San Paolo Imi) pari a circa 170 milioni di euro concessi in project financing. La situazione è stata infine risolta dall’intervento di una cordata (Gavio) che ha assunto, tra l’altro, il controllo dell’intero gruppo, incluse le attività in Campania della Fibe.
Buona vita
Guglielmo
eh.. ma pare che con un inceneritore i clan non ci possano guadagnare granchè. Hai visto la foto che ho messo sopra, quella con le ecoballe?
Se quei terreni sono di proprietà dei clan, a loro conviene di più affittarli che far distruggere le ecoballe negli inceneritori. Senza contare i soldi che lo stato da per questo stato di emergenza. In tv hanno detto più volte che con i soldi dati alla Campania per risolvere l' "emergenza" in 14 anni di commmissariamento, si sarebbero potuti costruire 14 inceneritori. Invece preferiscono spartirseli in altro modo, continuando a richiederne.
A loro interessa il loro vantaggio economico, non la salute della gente.
Riporto questo pezzo dell'articolo di Saviano
Chi glielo spiega a questi galantuomini che potrebbero anche non pensare agli interessi di se stessi e della loro famiglia, ma anche agli altri?Citazione:
Il collaboratore di giustizia Gianfranco Mancaniello del clan dei Muzzoni di Sessa Aurunca (Caserta) racconta una riunione tra i boss che avevano ricevuto la proposta da alcuni imprenditori del Nordest di 'risolvere' alcune tonnellate di rifiuti tossici. Così il boss inizia a pensare in quante discariche e sotto quale tappeto di terra ficcare i veleni. Un affiliato gli ricorda: "Ma noi così contaminiamo le falde acquifere"; e il boss senza pensarci un momento risponde: "E a noi che ce ne importa, tanto beviamo l'acqua minerale".
Chi ci mandiamo a convincerli a cambiare modo di vedere la vita loro e quella degli altri?
Io ci manderei le ragazze-sante del forum. Quelle che quando dico che un camorrista deve essere eliminato, storcono il naso. Mi parlano di recupero.
Ecco, ci manderei loro. Fatemi vedere come riuscite a convincerli.
nonostante la solidarietà a chi di questo casino ne sta facendo le spese,la spazzatura in Sardegna proprio no...i napoletani non sono mica gli unici a doversi preoccupare per la loro salute (i rifiuti hanno intenzione di portarli per un anno vicino al mio paese),anche se la colpa è di Soru non dei napoletani...
ciao!
solo ieri ho visto delle immagini da napoli sul corriere della sera del 8 gennaio (c' era anche un articolo di un raffaele la capria, di cui la seconda parte era orribile (mi sembra che alcuni italiani non hanno nella loro testa il termine del "possibile" :asd: -parlo dei giornalisti, che scrivono delle cose facendo delle proposte da risolvere un problema, che sono impossibili!).
anche le immagini puzzavano! provocano dall' una parte un senso di "sorpresa" (in maniera cattiva) e dall' altra un senso di tristezza.
non ci potrei mai immaginare la grandezza del problema solo descritto con parole...
a presto!
sono confusa...lo ammetto...non riesco più a distinguere il giusto dallo sbagliato...mi riferisco alla protesta di questi giorni...e va bene che il problema rifiuti è solo la punta di un iceberg, e va bene che la gente se non vuole il termovalorizzatore protesti...e va bene che protestino anche chi invece lo vuole...insomma finchè si tratta di esprimere opinioni va bene...ma quando poi ci si fa strumentalizzare da altri poteri...questo non va bene...
Possibile che non lo capiscano...gli assalti ai vigili del fuoco di questa notte non possono essere compresi, in nessuna ottica, non c'è giustificazione, e possibile che invece,gente che ci crede nella protesta, perchè crede che il termovalorizzatore procurerebbe solo altre problematiche ( ci sarà no? cioè qualcuno che lotta solo per la propria terra e l'aria buona ci sara???!!!!!) non comprende che si stanno facendo strumentalizzare da chi invece vuole creare solo confusione e dani agli altri? forza campani usiamo il cervello!!! possibile che le cose qui da noi debbano andare sempre male?
Tocca la questione dei rifiuti, ma non solo.
Dal Blog di A. La Grassa, ex docente di economia: RIPENSARE MARX
mercoledì, 09 gennaio 2008
C'E' POCO DA FARE di G. La Grassa
Effettivamente si è ormai a corto di parole (di epiteti) per descrivere la situazione in questo paese. Con chi si ostina a non capire che mai eravamo caduti così in basso, credo sia inutile voler interloquire ancora. Ribadisco, per l’ennesima volta, che questo è il peggiore Governo che abbia mai avuto la Repubblica (non mi spingo più indietro, ma penso lo si potrebbe fare) e che la sinistra su cui si regge è una autentica malattia (temo di gravità irreversibile). Più volte ho ripetuto quale sarebbe la medicina adatta per curarla; adesso lascio però perdere perché ancora non vedo chi potrebbe somministrarla. L’opposizione sta raggiungendo vertici di ridicolo difficilmente raggiungibili: tre tromboni e un vanesio narcisista che si circonda di “belle” donnine e sembra divertirsi a sparare inutili richieste di nuove elezioni.
Ritengo sia superfluo spendere troppe parole sulla “monnezza” a Napoli, anche perché mi sembra incredibile che si faccia tanto can can per non prendere l’unica decisione preliminare ad ogni altra: “rimuovere”, “asportare” e mettere nel “giusto posto” i vertici campani; se poi vi si aggiungesse il ministro dell’ambiente, avremmo già risolto il 50% (e più) del problema (in ogni caso, sarebbe ormai ora che qualcuno cominciasse a pagare). Sciocco che qualcuno (pochi invero) cerchi di far ricadere le responsabilità soltanto su Rastrelli quando da innumerevoli anni il governo di Napoli, e da molti quello dell’intera regione, è tenuto dalla sinistra; per oltre dieci anni ci hanno stonato la testa con il “rinascimento” napoletano, avallato da quei mascalzoni che sono gli intellettuali di tale schieramento (alcuni anche amici, per i quali cambio l’epiteto in “imprudenti”). Mi diverte (si fa per dire) che la sinistra “radicale” abbia accettato come commissario speciale De Gennaro (il “repressore” del 2001 a Genova, di fatto sostituito recentemente ai vertici della Polizia, mentre era possibile farlo continuare). Incredibile che resti al suo posto il ministro dell’ambiente, il quale si è sempre opposto al termovalorizzatore (di Acerra) già proposto da tempo, e adesso parla di scelta appropriata del governo per quanto concerne la decisione di costruirne tre di nuovi. E’ del tutto evidente che i primi a dover essere gettati in una discarica (o nei termovalorizzatori) sarebbero i principali responsabili del disastro. Dopo si possono fare tutti i discorsi sull’infiltrazione della camorra nelle proteste, predisporre l’intervento dell’esercito e via dicendo; ma dopo!
Intervengo invece, pur brevemente, su due altri problemi, su cui si accettano le balle che un governo indecente propala cercando di conquistare improbabili (almeno spero) favori. I conti pubblici sono a posto; così ci si sta raccontando. Lasciamo stare che i dati – basti pensare a quelli sull’inflazione – vengono manovrati come pare e piace a seconda delle proprie convenienze; e non lo fa solo il governo italiano, ma l’intera comunità europea. Non c’è più alcuna notizia cui si possa attribuire un minimo di attendibilità. Basti pensare a tutto ciò che concerne le banche, i crediti immobiliari, i derivati, la situazione di crisi incipiente in cui ci si trova, ecc. Tutto è avvolto nelle nebbie di confuse e pasticciate analisi (paludate di dotte sciocchezze ma condite con tanti dati), fatte apposta per non fare capire in quale pericolosa situazione ci siamo infilati.
Vogliamo prendere per buona la notizia che i conti sono a posto, che dal 1999 il famoso rapporto deficit/pil non era mai stato così basso (1,3%)? Intanto, ci si dimentica che è stato fornito un altro dato ufficiale: la pressione fiscale è al 43,7 % (dal 42,7 dell’anno precedente, livello già altissimo), un record assoluto. In secondo luogo, è difficile mettere d’accordo l’affermazione secondo cui sono diminuite le uscite quando si è affermato, poco tempo fa e sempre da fonti ufficiali, che la spesa pubblica continua a correre. A occhio e croce sembra si possa al massimo pensare a un aumento di entrate – dovute ad un picco fiscale mai prima toccato, e non invece all’autentica panzana del successo nella lotta all’evasione; chi evadeva continua a farlo, sono gli altri a pagare ben di più – superiore a quello della spesa pubblica. Per chi non è particolarmente sensibile alle argomentazioni neoliberiste, è questa la constatazione più allarmante? Evidentemente no.
E’ notorio che, nella spesa pubblica prevalgono di gran lunga quelle dette correnti (fra cui quelle per le retribuzioni del personale impiegato in un apparato amministrativo particolarmente inefficiente e di bassissima produttività) rispetto a quelle per investimenti; e fra questi mettiamo la creazione di infrastrutture (effettivamente utili, non le ben note strade, ponti, ospedali, stadi e attrezzature sportive, ecc. lasciate in sospeso e del tutto degradate e inutilizzabili), il finanziamento di una adeguata ricerca scientifica (non quella ad enti diretti da “amici”, magari degli “amici”, dei “potenti” o strappati per concedere un voto in Senato, e via dicendo), il lancio di progetti industriali di largo respiro e altri simili. Ora, secondo i dati riportati in questi giorni, la spesa corrente è aumentata del 3,7% mentre quella in conto capitale è stata più che dimezzata.
Vogliamo inoltre ricordare che normalmente si forniscono aiuti assistenziali ad aziende decotte di settori delle passate stagioni dell’industrializzazione (Fiat in testa com’è ben noto). Mi sembra doveroso non dimenticare, a mo’ di esempio, come si volevano utilizzare i fondi della Cassa Depositi e Prestiti per consentire ad un istituto finanziario (diretto da “amici”) di mettere le mani sulla Telecom (poi, per altre vie, la conclusione della vicenda è comunque stata questa!). Quindi il problema non è il rapporto deficit/pil, non è la spesa pubblica in sé e per sé; è l’assoluta inefficienza di quest’ultima, il suo essere diretta a improbabili risoluzioni di questioni “sociali” (tipo un surplus di impiego pubblico per ridurre la disoccupazione, di cui un buon esempio sono i 1100 spazzini a 1200 euro al mese assunti a Napoli e mai impiegati; uno ha concesso proprio due giorni fa una intervista alla stampa da Madonna del Campiglio, peraltro rivendicando il suo diritto ad essere adibito al lavoro per cui era stato assunto!) oltre che alla “assistenza” di un capitalismo fatto di prevalente finanza e di industria “superata” e in difficoltà. Questo è un capitalismo che assomiglia (vagamente, per carità) a quello delle “borghesie compradore” dei paesi sottoposti a dominio semicoloniale; e questo è straordinario per un paese che comunque fa parte dei G7 o G8. Siamo in evidente declino; e rapido!
Un altro preoccupante problema di cui nemmeno si parla è il motivo reale – da me più volte ipotizzato – per cui questo governo è lasciato marcire, e con esso l’intero paese: l’occupazione di tutti i posti di potere da parte di uno schieramento politico asservito agli agenti capitalistici “similcompradori” di cui detto sopra (ovviamente in posizione “similsemicolonizzata” rispetto al paese predominante centrale, gli USA). Lasciando stare quelli già occupati (il blog se n’è interessato, ma adesso non vado a ripescare quei dati, diffusi del resto a suo tempo dalla stampa, non dalla TV), ricordo che entro gennaio dovrebbero essere rinnovati i vertici di Inps, Inail, Inpdap (il grosso degli enti previdenziali). Non si tratta solo dei presidenti, ma anche di ruoli di alta direzione in settori chiave di questi enti; tutti i dirigenti previsti sono di stretta osservanza di “sinistra”. A primavera poi (aprile), c’è il rinnovo delle presidenze di Eni, Finmeccanica, Enel. Soprattutto nelle prime due imprese, oggi dirette da personaggi troppo remissivi (a mio avviso ovviamente; in particolare quello dell’Eni) ma non “fidati”, il cambio della guardia è sicuro; e i nomi dei papabili sono tutti di uno schieramento preciso (avete già capito quale). Solo se cascasse il governo, tutto potrebbe venire rimesso in discussione (pur in presenza della ridicola opposizione di cui ho detto). Inutile quindi che il Berlusca si agiti per il cambio di governo; dovrebbe esserci un colossale errore di valutazione, un fatto erratico e al momento imprevedibile (un autentico evento-choc) per andare a tale soluzione.
Ci si avvia dunque a una reale dittatura, pur morbida, mascherata da finta democrazia; nessuno però utilizzerà nemmeno quest’ultima, con i suoi riti elettoralistici, fino a quando non sarà garantito un ricambio confacente ai “similcompradori” e ai loro dominatori “similsemicolonizzatori”. Sebbene la prospettiva faccia paura, ci sarebbe quasi da augurarsi che l’evento-choc sia una bella crisi, decisamente più grave di quanto si possa prevedere. Una crisi comunque ci sarà; forse non di quelle “toste” e che sconvolgono le strutture sociali dei paesi – in particolare di uno come il nostro, già allo sfascio – ma comunque non tanto leggera. Di questo è meglio parlare a parte (già del resto l’argomento è stato affrontato da G.P). Lo riprenderemo. Qui dico soltanto che, secondo gli analisti della Merril Lynch, l’economia degli Usa sarebbe entrata nella fase di crisi già da un mese circa. E sul decoupling (il “disaccoppiamento” di cui ha recentemente parlato Turani su La Repubblica) farei pochissimo affidamento. L’ora della verità si approssima. A presto
Non so se abbia ragione o meno, ma su alcune cose sono del tutto d'accordo con questo signore.
Buona vita
Guglielmo
ieri a cagliari è arrivato il primo carico di rifiuti.
come sempre a rimetterci samo noi e il nostro ambiente grazie al caro soru
Non ho letto tutti i post e nemmeno tutto il tuo intervento, ma vorrei dire questo...
rimuovere i vertici campani... è ora, finalmente... ma non risolve il problema. Ora si farà il processo a Bassolino, anche nelle aule giudiziarie. Bassolino pagherà, ma stai certo che il suo fallimento politico, nonchè l'isolamento politico, è arrivato ben prima. Questo è solo un polverone mediatico. Tant'è che molti topi stanno scappando dalla nave che affonda... Della crisi in Regione, da "tenersi" all'inizio del 2008, si parlava almeno dall'estate, e guarda caso è arrivata puntuale.
ora... lungi da me difendere quella classe politica e il loro finto ma finto rinascimento, però....
sulla corruzione e sul versante "consulenze"... bhè... su quello Bassolino è imbattibile :asd:
certo, chi conosce il funzionamento dei fondi europei sa che è in buona compagnia
però c'è un però... sul versante del completamento delle filiera dei rifiuti, insomma sul versante operativo, basslino esce pulito, lindo... vedi Acerra
quanto sono belli, freschi freschi, quelli che non vogliono le discariche, e non vogliono i termovalorizzatori... e poi dell'immondizia cosa ne facciamo? tanti ci hanno fatto carriera e continuano...
bassolino è stato in prima liena a far capire che un termovalorizzatore ad Acerra era un grande segnale anche e soprattutto a quella mafia che ha distrutto l'ambiente lì ben prima.... e dov'erano i cittadini e i 30000 che assediarono la Regione quyalche anno fa, con tanto di vescovo, allora ministri e attuali presidenti della Camera?
conosco persone dell'agro aversano che, mentre la camorra bloccava le linee ferroviarie contro depositi CONTROLLATI di balle di rifiuti, volevano, speravano che ste ecoballe arrivassero, perchè non sarebbero state in mano alla camorra... quando si sversava illegalmente nella zona, nessuno vedeva, quando è arrivato lo stato sì
insomma... processino pure Bassolino, mi pare giusto, ma sarà come al solito... cambiare tutto per non cambiare nulla...
io seguivo le notizie minuto per minuto.la colpa,come sappiamo,è solo di UNA persona,e dico,se proprio la voleva sta monnezza,poteva portarla pure a casa sua.addirittura è andato contro un decreto ben preciso del 2006 che proibisce il transito di rifiuti extraregionali in territorio sardo.è sconvolgente il fatto che nessuno o quasi,tranne l'unione sarda,abbia precisato che non si tratta di un unico carico ma di un carico alla settimana per un anno.sono molto preoccupata,questi rifiuti andranno a finire a 10 minuti di macchina da casa mia.mi dispiace davvero non essere in sardegna per seguire bene la situazione,dato che non posso vedere neanche un tg regionale.
spero che nessuno se la prenda con le persone sbagliate,ma con l'unica persona che ha fatto finta di occuparsi del benessere ambientale della nostra isola istituendo una tassa sul lusso,e poi ci manda la monnezza a casa.VENDUTO.
viste viste,oltretutto hanno mandato forze dell'ordine da fuori perche dei poliziotti sardi non si sarebbero mai permessi di fare quello che hanno fatto.
non so a quanto possa servire ma oggi alle 23 sulle scalinate di bonaria hanno fissato un ritrovo per protestare sotto casa di soru
gli hanno pure buttato i rifiuti in cortile,poverino...quello che secondo me è allucinante è che non hanno neppure ascoltato il vicesindaco,mica pinco pallino, che aveva un decreto ben preciso in mano.
ma non sono andati anche sotto al casic?
si ma a ben poco è servito.io spero che questo sa l'unico e ultimo carico arrivato in sardegna.ieri a sardegna uno soru ha parlato di altruismo e generosita verso la campania.non ho parole,soru con questo ha superato ogni limite ok ci terremmo i rifiuti ma lui se ne ne deve andare!!!:swear::swear:
spero che presto scada il suo mandato,è inutile sperare nelle dimissioni!
so che hanno trasmesso un servizio sul fatto che i manifestanti erano fermi e a mani alzate protestando pacificamente e li hanno caricati come i peggiori teppisti,accusati poi di resistenza a pubblico ufficiale!è ridicolo siamo a livelli dittatoriali ormai!
e quel che è peggio,è che il problema comunque non verrà risolto ma solo rimandato!
Giustissimo!! Soru si deve dimettere... basta non se ne può più... con questa storia dei rifiuti campani ha superato proprio ogni limite... pare che debbano arrivare non so quanti altri carichi di rifiuti.. sono proprio allibita.. senza parole.. la nostra isola bellissima come diventerà?? e poi, soprattutto la sardegna non è una discarica!! :swear:
ragazze,mi hanno detto che al programma di videolina in onda ora,hanno comunicato che stanno arrivando altre 2 navi ad oristano,mentre ho letto da altre parti che Soru ha dichiarato che non ne sono previste altre..incredibile la presa in giro..
ho sentito poi (sempre tramite canali regionali)che sono previste in tutto SEI MILA tonnellate di rifiuti..
bene....ieri è successo un casino....quello che mi lascia perplessa è che già facciamo fatica a smaltire la nostra di monnezza, e come se non bastasse prendiamo anche quella altrui..io poi prima di prenderla cosi avrei fatto in fretta e furia un referendum anche se naturalmente capisco che la situazione richiedeva una celere decisione...
ho appena letto qualcosa sul sito dell'unione sarda,allora,per l'idea che mi sono fatta,se manifestando pacificamente potevamo aver ragione,dal momento in cui si mettono in mezzo persone con pietre,bombe carta e varie,rischiamo di passare al torto,questo vale tanto per i sardi quanto per i napoletani.io spero che la gente si svegli e trovi un altro modo di esprimere il suo parere,contro quella che è stata la prevaricazione di Soru,che è andato PALESEMENTE contro la legge.non è una questione politica,di destra o sinistra,o i sconvolts.
comunque:
1:il fatto che le navi arrivino a oristano implica che devono fare un giro in più..per cui significa che gli scontri a cagliari hanno fatto deviare gli arrivi,o per me non ha senso...
2:ma te guarda dove vive questo qui,a fianco a Bonaria...
Grace, la manifestazione al porto canale doveva essere una manifestazione pacifica.... invece è successo tutt'altro... non per colpa dei manifestanti ma per colpa della polizia che aveva l'ordine di far scaricare i cammion a tutti i costi.. Io ho visto scene paurose, troppa violenza insensata, troppe manganellate a gente che assolutamente non ha mostrato da parte loro nessuna violenza... :corteo: ma lasciamo perdere.. questo è un altro discorso.. forse.. :swear:
quello che non sopporto è che Soru, anche se è il governatore della Sardena, non può prendere una decisione così importante da solo, senza interpellare tutti i cittadini della Sardegna... Soru deve capire che , si lui è il governatore, ma la Sardegna non è sua.... è di tutti... e non tutti sono d'accordo con le sue decisioni.. soprattutto in merito ai rifiuti campani... bastano i nostri... :corteo:
ti quoto e stra quoto.
purtroppo si sa violenza chiama altra violenza e l'altra sera al porto canale i manifestanti non hanno mostrato nessun segnale di violenza avevano chiaramente le mani in alto e sono stati picchiati ugualmente quindi ieri la situazione è degenerata.sono veramente tutti neri
Non c'entra niente... ma avete visto che su ebay vendono dei rifiuti napoletani??????? :tajo: sono tutti impazziti!!!! :tajo:
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sono veramente indignata dall atteggiamento delle altre regioni d'italia...in campania si producono rifiuti come in qualsiasi altro luogo,ma,evidentemente si tratta di una regione che non è adeguatamente adibita a smaltirli...non capisco perchè tutti quanti dicano di "no"di fronte ad una richiesta di aiuto...se ogni regione accettasse di aiutare un pò la campania(che poi sarebbe per un piccolo periodo,non certo per sempre!),non credo proprio che si ritroverebbe sommersa di rifiuti,anzi,la quantità sarebbe accettabile,considerato che in italia ci sono ben 21 regioni.invece,poichè ad essere in difficoltà è una sola regione,si limitano tutti a dire"non è un nostro problema",e cosa che trovo veramente indegna"non vogliamo farci rovinare dai rifiuti campani"...che significa?che la campania non ha nulla da offrire e può crepare sotto cumuli di spazzatura insieme ai suoi cittadini,a differenza del resto dell ' italia?non saprei come chiamarlo se non egoismo.
quincyyy non si tratta di egoismo ma mi sono documentata e sai da quanto va avanti cosi la campania??dal 94,ieri infatti non so chi comunque un politico della regione lombardia ha spieghato il no della loro regione!hanno piu volte aiutato la regione campania ma l'emergenza rifiuti c'è ogni anno!!
io vivo in sardegna regione che ha in questi giorni ha preso 500 tonnellate dei rifiuti campani saro egoista nn saro altruista ma io sono contro questa decisione!!
ma in campania non arrivavano anche i rifiuti delle altre ragioni?
partendo dalla premessa che questa situazione si risolverà, altrimenti john titor ce l'avrebbe detto se fosse passata alla storia :asd:
secondo me questa è solo la punta dell'iceberg, e se la sicilia e sardegna hanno "accolto" i rifiuti della campania, sicuramente avranno un loro vantaggio (tra politici mafiosi forse si aiutano, oppure hanno dei vantaggi economici personali).
detto questo, solo in italia poteva capitare.