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Al 3d “post esame di stato” tre partecipanti hanno espresso la loro opinione sull’argomento di cui stiamo discutendo qui
Chiedo loro se possono postare qui i loro interventi in modo da poterci confrontare più facilmente
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Al 3d “post esame di stato” tre partecipanti hanno espresso la loro opinione sull’argomento di cui stiamo discutendo qui
Chiedo loro se possono postare qui i loro interventi in modo da poterci confrontare più facilmente
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Lo Psichiatra, come il Medico, non dovrebbe, secondo me, fare Psicoterapia.
Il Medico nel corso della Specializzazione in Psichiatria viene formato anche secondo i principi della Psichiatria Psicodinamica in modo da accogliere il paziente nel modo adeguato. Allora perché deve specializzarsi in Psicoterapia?
Fare lo Psichiatra è un lavoro molto difficile che richiede molta passione, lunghi anni di studio in Medicina e Specializzazione in Psichiatria e, infine, ma non meno importante, molta esperienza pratica.
Lo psichiatra fa diagnosi medica segue regolarmente il paziente per portare avanti la terapia farmacologica. Non sarebbe più giusto se proprio vuole altre specializzazioni fare Psiconeurofarmacia? (forse a questa specializzazione sono ammessi solo i farmacisti e non i medici). Allora potrebbe scegliere Neurofisiopatologia o altra specializzazione attinente.
Il Medico o lo Psichiatra ha studiato anni per fare diagnosi medica e terapia farmacologia e dovrebbe continuare ad ampliare le sue conoscenze e la sua esperienza nel campo medico e non in Psicologia o Psicoterapia che non è Medicina.
Ci sono medici che hanno due e anche tre specializzazioni. Ma l’esperienza? Possono fare esperienza in tutti i campi in cui sono specializzati? Quanta esperienza riescono a fare?
Credo sì che sotto ci siano interessi economici e politici anziché la tutela della Professione dello Psicologo e ancora più importante la tutela dell’utente.
Interessi che entrano in pieno conflitto con i principi del Codice Deontologico dello Psicologo.
Tanto per fare un esempio per la nostra Professione, non che l’utente sia meno importante: il Medico che fa anche lo Psicoterapeuta a chi invierà il paziente in cui non ha riscontrato alcuna patologia organica del suo disturbo?
Scusate i tempi della mia risposta
forse non ci crederete ma ho impiegato due ore per redigere questo post, cercando e sperando di essere sintetica ed essenziale rispetto a ciò che volevo dire
Ma sono felice di averlo potuto fare.
Ringrazio tutti quanti voi (MM, Dolce Vita, Francesco, Gorobei) che attraverso i vostri interventi mi avete dato lo spunto e l’opportunità di scrivere quanto ho scritto
Volevo anche dire che ho trovato molto utile ciò che ha scritto MM che non sono cose da ignorante.
MM e tutti,
continuate a scrivere qualunque cosa vi viene in mente perché è utile per tirare fuori, maturare le idee di noi tutti con l’obiettivo di trovare una linea comune.
Ciao a tutti
Ciao benedett, io lo faro' quanto prima, anche perchè oltre ad essere d'accordo con te, mi sembra sull'altro thread, Post esame di Stato, di aver espresso un'opinione molto simile a quella di francesco e, cmq, condivido il fatto che si senta la necessita' di dare una chiara definizione dei ruoli dello psicologo, del medico di medicina generale che non dovrebbe legalmente poter accedere alle stesse scuole di psicoterapia degli psicologi e molte altre cose, per cui avete aperto qs interessantissimo e complesso thread. Spero che anche gli e le altre vengano a farvi visita direttamente ed esprimano le loro opinioni, quanto meno quelle che gia' le hanno espresse dall'altra parte grazie alla tua testimonianza.
A presto e grazie per i vostri importanti contributi.
Gaia
ciao a tutti! Ho letto i vostri post e mi unisco a voi :Ops:
premetto che non ci capisco nulla di leggi e burocrazia, ma di sicuro qualcosa bisogna fare per dare dignità ad una professione importante come la nostra. Io mi sono appena abilitata e iscritta all'ordine, sono ancora piena di speranze, ma mi rendo conto che se le cose non cambiano sarà più dura del previsto e soprattutto mi rendo conto che se non siamo noi a cambiare le cose, queste non cambieranno mai. scusate il giro di parole ma è solo per dire che appoggio in pieno qualsiasi iniziativa partirà da qui.:corteo:
Emme Emme,
come stai?
La tua testimonianza sul “consultorio” è indicativa di un altro fenomeno che riguarda il campo dell’Informazione, purtroppo da sempre gravemente bistrattato, e terreno fertile di manipolazione da parte di chi vuole sempre e ad ogni costo detenere il potere calpestando senza scrupolo i diritti degli altri.
Così accade quasi sempre che finiamo per non sapere dove stia la verità.
Una corretta e attendibile Informazione è alla base di qualsiasi iniziativa che si voglia portare avanti.
Perciò è di estrema importanza, soprattutto per noi, in questo momento, mettere in dubbio le informazioni ricevute soprattutto quando notiamo delle evidenti contraddizioni (come ad esempio quello della targhetta di cui parli) e verificare sempre l’attendibilità delle fonti delle informazioni cercando fonti dirette e alternative (ad esempio un esperto legale) che ci possano fornire altre notizie più complete certe e non aleatorie.
Ciò che ti hanno detto sul “consultorio” può essere vero, ma può anche essere falso, oppure parziale e incompleto.
Io so ad esempio che è prevista la figura dello psicologo (art. 3) nei consultori e non si parla di specializzazione (vedi a: LEGGEdel29 LUGLIO 1975n.405
a meno che non ci sia stata una modifica successiva a tale Legge,
ma io non l'ho trovata.
Dolcevita,
non aspettiamoci che siano gli altri a tutelarci
Se siamo qui a discutere è perché siamo abbastanza forti da non permettere di essere schiacciati da altre figure professionali.
Sono d’accordo che medici e psicologi possono e devono coesistere e collaborare.
Suppongo, però, che sei d’accordo con me sul fatto che la collaborazione tra le due professioni non possa e non debba assolutamente avvenire nella stessa persona, altrimenti siamo di fronte a un caso di Personalità Multipla (oggi definita dal DSM-IV-TR Disturbo Dissociativo dell’Identità) per di più grave se si considera che stiamo parlando di figure professionali che dovrebbero aiutare e/o curare delle persone e non degli oggetti.
In base al Codice Deontologico noi Psicologi dobbiamo operare a difesa dell’Utente e della Professione dello Psicologo e dell’autonomia della stessa.
Non intendevo nei miei post precedenti dire di combattere i medici, ma di combattere la situazione paradossale che nella stessa persona, che dovrebbe aiutare chi sta male, coesistano due figure professionali che dovrebbero agire sì in sinergia ma separatamente altrimenti avviene una confusione di ruoli a danno dell’utente e della professione dello Psicologo.
Gli psichiatri, e i medici in generale, che fanno anche gli psicoterapeuti non si pongono il problema. Purtroppo, quando in un momento di crisi economica si ha certo un guadagno economico, non si pensa agli altri, non si pensa se si fa bene o male, se si agisce in Coscienza e Scienza… l’importante è guadagnare
E’ un atteggiamento di tanti.
Mentre noi dopo anni e anni di studi specializzazioni tirocini non pagati non riusciamo ad avere un cliente. La gente quando sta male va dal medico e se il medico è anche psicoterapeuta lo segue lui, se non è lui psicoterapeuta lo invia da un collega medico che è anche psicoterapeuta o psichiatra che è anche psicoterapeuta.
Noi psicologi non dobbiamo stare a guardare
Siamo qui per una causa nobile
Concordo sulla chiara definizione di ruoli e campi che enfatizzi l'importanza della professione di psicologo, che sia necessaria una campagna di informazione, promozione del ruolo di psicologo
Francesco 27,
OK ad una campagna di promozione professionale tramite l'istituzione di banchetti per strada
dove si pubblicizza in termini chiari in dei volantini, brochure e altro materiale, la figura dello psicologo e psicoterapeuta
Ma se non cominciamo a sensibilizzare anche noi stessi (cioè gli Psicologi) non credo che andremo lontano
Lo stesso dico per condurre la battaglia contro le scuole di counseling e coaching che ammettono anche semplici diplomati
E lo stesso dico riguardo ai medici
se non li affrontiamo non andremo molto lontano
Se una battaglia ha una giusta causa perché evitarla? Perché ci vedrebbe soccombere?
“abbiamo molto da vincere e solo la vita da perdere”
Vale tentare e non lasciarci intimorire da qualsiasi lobby.
OK a creare dei sani equilibri e collaborazione fra queste due professioni,
Se con una costante e forte campagna di sensibilizzazione rivolta in primis a noi Psicologi riuscissimo un giorno anche lontano a raggiungere il numero e la forza per promulgare delle Leggi che stabiliscano chiaramente dei limiti precisi tra gli ambiti di intervento del medico (o psichiatra) e dello Psicologo, così come tra quelli dello Psicologo e del counselour, quale lobby potrebbe impedirlo?
Sarebbe giusto che la Legge impedisse l’attività di scuole di counseluor che ammettono diplomati, così come è giusto che vietasse al medico di essere ammesso alle scuole di psicoterapia oppure di vietare allo Psicoterapeuta anche se Medico di prescrivere farmaci o fare diagnosi medica
Con Gorobey sarei d’accordo a promuovere azioni di lobbing per far sentire il nostro peso.
sul sito di psycommunity promuovono a maggio il mese della psicologia dove si fa qualcosa di simile a quello che propone francesco. andate a vedere e direi che sarebbe un buon inizio aderire.
Ciao a tutti, sono una delle partecipanti dell'altro thread di cui parava benedett mi unisco a voi qui e intanto vi ripropongo il post che ho scritto dall'altra parte:
"La psicologia è una scienza relativamente giovane la cui regolamentazione è avvenuta anni dopo la nascita di tutte noi scriventi. La derivazione è sempre stata considerata "medica", di fatto lo stesso Freud era un medico che ha iniziato a studiare il cervello partendo dalla vivisezione delle rane!! trovare uno psicologo che insegni nella facoltà di psicologia è pari alla ricerca del Santo Graal, sono tutti o medici o educatori o altro ma di psicologi ce ne sono davvero pochi e queste persone hanno la responsabilità di formarci!! La psicologia ,quindi, è sempre stata considerata ancella della medicina. Io non credo che il problema sia solo la legge 56/89, il problema è che quella dei medici è una vera e propria lobby, il problema è che gli psicologi sono passati al ministero della sanità nonostante la maggior parte di essi non lavori nel campo sanitario (ma in quello sociale per esempio), il problema è che la dignità di una professione viene valutata in base alla relazione che ha con la scienza medica e a quando vi aderisce, il problema è che le risorse proprie di una disciplina non vengono valorizzate nè sfruttate perchè tanto ci stanno gli psichiatri che possono somministrare anche psicofarmaci, così si unisce l'utile al dilettevole, perchè in questo mondo la felicità non è nell'amore o nella fede, ma nel prozac! Io credo che il lavoro da fare sia enorme e non possa partire direttamente da una legge, le norme sono lo specchio di una cultura ed è questa che prima di tutto va cambiata, in modo che il legislatore possa formulare leggi che vi si adeguino. Bisogna promuovere un concetto di rispetto delle risorse e delle differenze proprie di ogni disciplina, si deve far capire alla gente che la differenza tra medici psicoterapeuti, psicologi psicoterapeuti e psichiatri non sta solo nell'uso dei farmaci ma in una competenza e in una forma mentis completamente diversa, in modo tale che anche la scelta possa essere ponderata dal cliente, e il famoso consenso sia davvero informato. Abbiamo un ordine che invece di proteggere l'indipendenza della psicologia l'ha sanitarizzata ancora di più!!! Le perizie in campo legale sono affidate solo agli psichiatri (non si capisce perchè), l'ascolto protetto dei minori vittime di reati sono affidate di nuovo agli psichiatri (con qualche decisamente rara eccezione) e perchè??? per un legame indissolubile con una concezione preistorica che vede i medici ancora come Dei scesi in terra!! Hanno colonizzato tutti i campi possibili e se non difendiamo la dignità e l'autonomia della nostra professione prima di tutto a livello di coscienza sociale non avremo mai speranza di riuscire ad ottenere un riconoscimento a livello legislativo, perchè medici e psichiatri saranno sempre più potenti.
Scusate il tono di sfogo di questo intervento, ma nei confronti di questa mentalità sono davvero furiosa!! "
Ho letto che qualcuno ha visto il passaggio al ministero della sanità come un modo per evitare l'estinzione di questa professione, ma forse non sa che la conseguenza di questo è stato il licenziamento di non so quanti psicologi penitenziari. Finora si è parlato quasi solo di psicoterapia, come se questo fosse un percorso obbligato per ogni psicologo. In realtà il problema è molto più esteso, non c'è campo in cui non si siano infilati medici o psichiatri: le perizie, l'ascolto delle testimonianze, la psicodiagnosi, l'investigazione e chi più ne ha più ne metta. Sono d'accordo con l'agire sulla società e sulla mentalità prima di tutto promuovendo conoscenze dirette rispetto a cosa sia uno psicologo e cosa sia uno psichiatra, nel rispetto delle competenze di tutti. La situazione del counseling se è possibile è ancora più drammatica, bisogna fara capire alla gente che i preti devono dire messa non fare i counselor!!!!!
Faccio l'esempio di un'esercitazione:
durante la valutazione della maturità di una bambina vittima di abuso, per stabilire l'attendibilità della sua testimonianza, mentre io psicologa facevo riferimento alla sua capacità di far coesistere nella stessa persona l'oggetto buono e l'oggetto cattivo, di capire che le persone che l'avevano abusata erano le stesse che considerava amiche, ammettendo che nonostante fossero amiche avevano fatto una cosa sbagliata, lo psichiatra si esprimeva in termini di "linguaggio adeguato, assenza di deficit neurologici e probabile QI intorno a 90". . .
Ora al di là del fatto che il concetto di QI puzza assai di naftalina, credo, con tutto il rispetto parlando, che l'approccio al cliente e al problema sia radicalmente diverso nelle due professioni. E questo la gente deve saperlo.
grazie per l'informazione Gorobei!!!
è una buonissima iniziativa, vado subito sul sito che mi hai consigliato!!!
ciao a tutti!
vorrei riportare a tutti quella che è la mia esperienza e di molti amici/colleghi che lavorano dalle mie parti. io mi ritengo fortunato lavoro in un servizio dove collaboro quotidianamente con dei medici, così come i succitati colleghi, e devo dire che la mia professionalità è estremamente rispettata e ricercata. se posso definire un denominatore comune tra me e i miei colleghi che collaborano felicemente con i medici è sicuramente il fatto di avere associato una formazione umanistica e terapeuticca a una fortemente orientata allo sviluppo di competenze tecniche e all'acquisizione di strumenti difficilmente espropriabili da altre figure. mi rendo conto che sono una mosca bianca, tuttavia dobbiamo anche tentare di definire meglio, in pratica visto che sulla carta lo siamo già, la nostra professione affinchè l'utenza ritenga necessaria la nostyra figura al pari di tante altre.
gorobei
:sbonk:come sto???? mhhhh....sono appena rientrata da una selezione ( saprà poi l'esito) per un corso per diventare animatrice...è deprimente vero??? soon una psicologa inoccupata...e forse sarà più facile lavorare come animatrice....:sbonk:
Detto ciò, ho stampato la legge che mi hai indicato, ora la leggo bene, ma ho idea che ciò che con la mia collega abbiamo saputo sia l'attuale realtà, e cioè la necessità di una specializzazione quadriennale per essere iscritti nelle graduatorie....comunque prometto che mi informo.,....legge alla mano, vado e chiedo!!!!! :D voglio chiarezza!!!!!!!
Mi trovi "in dubbio" sul permettere o no agli specializzati in psichiatri di diventare terapeuti,
vorrei dire "non è giusto"
ma conosco un geniaccio di psichiatra, psicoterapeuta, ......e sa tanta di quella psicologia che io mi sento una mosca vicina a lui...
allora ho pensato....
Non bisognerebbe riformare il nostro corso di laurea????? rendere la formazione di noi psicologi "tosta" e non solo teorica.....ma mooooolto pratica???
mi fermo qua, i dubbi crescono......
:) M.
Emme,
anch’io faccio lavoro diverso dalla Psicologa. Lavoro da molti anni. Ho lasciato per molto tempo lo studio e poi ho ripreso a studiare e lavorare. E’ stata dura … ma poi mi sono accorta che il mio studio e la mia passione per la Psicologia si rafforzavano sempre più.
Non scoraggiarti. Il lavoro qualunque esso sia è importante, ti mette a contatto con le varie realtà e impari molte cose che ti torneranno utili anche nell’attività di Psicologa che farai in futuro.
Eppoi siamo qui, ricordati, per risolvere e migliorare la situazione.
Se oggi non troviamo lavoro da psicologhe c’è anche qualcosa sotto che dobbiamo cercare di portare allo scoperto, a parte la crisi economica che lo sappiamo esiste e che non fa trovare lavoro nemmeno ai medici e agli avvocati o agli ingegneri. Ma la sola crisi economica non può spiegare, a mio avviso, la situazione drammatica in cui si trovano oggi, soprattutto, gli Psicologi.
Per dire la mia sulla tua circa i medici
Dico che grazie a loro sono nati gli psicologi, ma grazie a quelli che hanno messo da parte la medicina per dedicarsi anima e corpo all’attività e alla ricerca in Psicologia. Freud e Jung, per fare un esempio, erano Medici che hanno dedicato tutta la loro vita alla Psicoanalisi dando un notevole contributo alla nascita della Psicologia. Dei tempi recenti non saprei chi citare, sebbene sono sicura che ce ne sia qualcuno da qualche parte magari non conosciuto da molti .
Chi conosci tu forse è tra quelli o forse no. Non lo so. Dovrei conoscerlo direttamente per esprimere la mia opinione. E inoltre non metterei a confronto la conoscenza e l’esperienza di tale Psichiatra Psicoterapeuta con quella mia che non sono Psicoterapeuta sebbene Psicologa abilitata e per giunta senza esperienza. Da tale confronto, è ovvio, risulterebbe un dislivello da farmi sentire non una mosca … ma un moscerino.
Riporto un fatto che mi è stato raccontato oggi da una collega non Psicologa:
un giovane che, a dire della mia collega, soffriva di una grave depressione è stato consigliato di rivolgersi da uno Psicoterapeuta che era anche Medico. A distanza di tempo si viene a sapere che tale Psicoterapeuta Medico non aveva fatto la diagnosi giusta. A quanto pare secondo i sintomi che la mia collega mi ha riferito del suo amico, il ragazzo sembrava soffrire di un Disturbo Delirante Tipo di Grandezza e non di Disturbo dell’Umore.
Tuttavia si trattava di un Medico Psicoterapeuta e non di uno Psichiatra. Infatti uno Psichiatra, quanto meno, avrebbe formulato una diagnosi corretta.
Uno Psicoterapeuta Medico ma non Psicologo né Psichiatra può fare diagnosi psicopatologica?
A quanto ne so io la competenza nel fare diagnosi psicopatologica viene acquisita nel corso di laurea in Psicologia indirizzo clinico e su tale competenza si è giudicati all'Esame di Stato per Psicologi o viene acquisita con la specializzazione in Psichiatria.
Potrei comunque sbagliarmi
Dolce e Francesco che sono già specializzati in psicoterapia, potrebbero dirci se nella scuola di specializzazione in Psicoterapia da loro frequentata è stata fornita la competenza nel fare diagnosi psicopatologica?
Se così fosse, mi chiedo:
1) perché io che sono Psicologa e già questa competenza l’ho acquisita (certo non dico che non debba essere migliorata) devo pagare, frequentare e fare altri esami in una scuola di specializzazione in cui non si fa altro che ripetere almeno nei primi anni le stesse cose fatte all’Università? :swear: ( nel corso di laurea in Psicologia intendo!)
2) un laureato in medicina può raggiungere un livello di competenza psicodiagnostica pari a quella di uno Psicologo di indirizzo clinico che ha alle spalle 5 anni di Psicologia, un anno di tirocinio e mettiamoci anche l’Esame di Stato? :mumble:
Se così invece non fosse, cioè se la specializzazione non fosse una ripetizione del corso di laurea in psicologia, ma qualcosa di più approfondito, mi chiedo:
come fanno i medici a seguire e ad apprendere senza conoscenze di base della psicologia, della psicopatologia e altre materie psicologiche? :zott:
:tajo:
A proposito quasi dimenticavo ...
vorrei proporre di preparare una sintesi una specie di articolo elaborato sulla base di tutte le cose uscite in questo thread per inviarlo a tutte le redazioni delle testate giornalistiche nazionali
Chissà che qualche giornalista non prenda sul serio il nostro caso
Se i riflettori fossero puntati su di noi sarebbe difficile anche alle più potenti lobby toccarci
Inoltre proporrei di trovare uno Psicologo rappresentativo ad esempio docente universitario o ricercatore da contattare.
ad esempio docente universitario o ricercatore da contattare magari per confrontarci, per fargli domande
:smile: A presto, sempre su questo thread
Mi raccomando ;) non mancate!
teniamoci caldi!!!:pugni:
Ciao Benedett, dunque chiarisco che stò finendo il primo anno di psicoterapia.
La diagnosi, ed è un tema in disputa con i medici spetta allo psicologo ovvero chi ha conseguito una laurea in psicologia ed iscritto all'ordine.
Noi nelal specializzazione certo ci stiamo ripassando scale, test di ogni genere ed orientamento, ma è un bel ripasso, niente di trascendentale insomma, anche perchè il mio approccio durante l'assesment prevede la somministrazioni di diversi test, quindi riapprofondirli è cosa buona e giusta.
Comunque sia la conoscenza dei test, la somministrazione e diagnosi è dello psicologo, dopo se uno vuole approfondire ci sono anche master in psicodiagnostica molto utili.
Sul discorso dei medici il lait motiv è sempre lo stesso...
Vuoi dire che nella scuola di specializzazione che fai tu, almeno al primo anno, non insegnano a fare diagnosi?
Dici che la competenza diagnostica secondo la tua scuola si basa solo sui test?
Dici che dei test si fa un ripasso, una ripetizione “niente di trascendentale” di ciò che hai acquisito all’Università?
Vuoi dire che nei corsi di psicodiagnostica si usano solo test?
Dici che trattandosi di ripasso dei test, e niente di trascendentale per te che sei già psicologo, quindi già in grado di fare diagnosi, gli psicoterapeuti medici, almeno quelli che escono dalla scuola che fai tu, non possono in alcun modo essere in grado di fare diagnosi?
C’è una disputa? Cioè i medici psicoterapeuti fanno diagnosi psicopatologica pur non essendo in grado di farla perché nessuna Legge glielo vieta?
Sul discorso dei medici il lait motiv è sempre lo stesso? Cioè?
Scusa le domande, ma voglio capire bene
Grazie
Ho visitato il sito consigliato da Gorobei
Ma le foto ... potevano mandarne di migliori ... certe sono inguardabili
Così temo che la gente non ci vada nemmeno gratis e più che migliorare il loro concetto sulla psciologia e gli psicologi possano peggiorarlo
Non è che l'iniziativa è stata permessa .... proprio per questo?
Scusate ... ma non posso stare a guardare senza esprimere quello che provo
Ciao
PS
ho fatto qualche modifica al post di ieri (3 aprile) ore 23.08
Dolce e Francesco[/FONT][/I] che sono già specializzati in psicoterapia, potrebbero dirci se nella scuola di specializzazione in Psicoterapia da loro frequentata è stata fornita la competenza nel fare diagnosi psicopatologica? [/B]
Se così fosse, mi chiedo:
1) perché io che sono Psicologa e già questa competenza l’ho acquisita (certo non dico che non debba essere migliorata) devo pagare, frequentare e fare altri esami in una scuola di specializzazione in cui non si fa altro che ripetere almeno nei primi anni le stesse cose fatte all’Università? :swear: ( nel corso di laurea in Psicologia intendo!)
2) un laureato in medicina può raggiungere un livello di competenza psicodiagnostica pari a quella di uno Psicologo di indirizzo clinico che ha alle spalle 5 anni di Psicologia, un anno di tirocinio e mettiamoci anche l’Esame di Stato? :mumble:
Se così invece non fosse, cioè se la specializzazione non fosse una ripetizione del corso di laurea in psicologia, ma qualcosa di più approfondito, mi chiedo:
come fanno i medici a seguire e ad apprendere senza conoscenze di base della psicologia, della psicopatologia e altre materie psicologiche? :zott:
Benedett,
nella scuola di specializzazione che ho frequentato tutto il quarto anno è concentrato sui disturbi in Asse I e II e su come fare una diagnosi. Ma l'impostazione è diversa dalle competenze che ti possono fornire all'Università, in quanto, almeno nel mio corso, si parte dal DSM ma poi per ogni disturbo vengono illustrate la concettualizzazione e il trattamento secondo i diversi modelli teorici.
Inoltre la scuola di specializzazione non è una ripetizione del corso di laurea, sopratutto i primi anni in cui vengono approfonditi argomenti inerenti alla conduzione di un colloquio, alla relazione terapeutica, alle tecniche terapeutiche, alla comunicazione. Certo ci sono sempre i modelli teorici di riferimento, ma senza quelli niente è possibile. Il tutto non più, come all'università, solo da un punto di vista teorico, ma sopratutto da un punto di vista pratico attraverso esercitazioni, simulate etc..
Per quanto riguarda la seconda domanda, credo che sia impossibile rispondere, perchè dipende dal percorso fatto dal singolo medico, e dalla serietà e competenza del singolo.
Io quando ho svolto il tirocinio in un reparto di psichiatria in un Ospedale, c'erano medici all'inizio della loro specializzazione in psichiatria che erano veramente bravi nel fare la diagnosi. Magari il discorso da fare è sul "dopo" diagnosi, ossia sul diverso tipo di intervento, il loro prettamente medico e farmacologico, e sopratutto sul fatto che il nostro possibile intervento viene considerato meno di zero!
Ovviamente questa è stata la mia esperienza, che magari sarà diversa da quella di molti altri.
benedett vedo che fai tante domande e spero che in qualche modo ti ho risposto, altrimenti continua a chiedere!
Dolce,
Mi fa piacere sapere che la scuola frequentata da te non è una ripetizione
Solo che nei programmi della maggior parte delle scuole che sono andata a visitare mi presentano nei primi due anni un programma che contiene:
-psicologia generale
-psicologia dello sviluppo
niente diagnosi niente terapia
solo al terzo e quarto anno
allora ho pensato:
-che ciò fosse fatto per i laureati in medicina
-che noi laureati in psicologia che già abbiamo fatto quelle materie paghiamo i primi due anni per loro?
A noi psicologi servirebbero solo gli ultimi due anni?
Comunque noto una contraddizione anche nel programma della tua scuola
Non sarebbe più opportuno iniziare dal primo anno con la diagnosi e dopo proseguire con la terapia? O ancora meglio fare insieme diagnosi e terapia nel corso di tutti gli anni?
Al medico quindi non è la scuola di psicoterapia che gli da la competenza se, come dici, la sua competenza dipende dal percorso individuale che fa e dalla serietà del singolo.
Sul fatto che gli psichiatri sappiano fare diagnosi psicopatologica non ho dubbi
ci mancherebbe!
Che il loro intervento sia prettamente medico e farmacologico è giusto
Ma che il nostro possibile intervento viene considerato meno di zero!
Assolutamente è un punto che va chiarito
Interessi delle industrie farmaceutiche?
Dobbiamo lottare e non stare con le mani in mano
Non a caso nel post precedente ho proposto di scrivere a tutte le redazioni dei giornali
E qualche tempo fa ho citato un articolo su Panorama per far capire che qualche giornalista può prendere in considerazione il nostro argomento
La stampa è l'unico potente mezzo di informazione,
Ma dobbiamo essere noi a farci sentire dalla Stampa
L'articolo si trova su Panorama 20 marzo 2008 anno XLVI
Andrò a vedere se lo trovo su Internet e vi farò sapere
Fino alle 21 e 30 di stasera, comunque lavoro e non posso esere qui
Ciao
buona giornata
forse non mi sono spiegato bene, uno la diagnosi la deve saper fare da psicologo, la scuola di psicoterapia è un'implementazione delle conoscenze e delle scale cliniche che andrai ad utilizzare durante il tuo assesment.
Forse ti riferivi alla diagnosi funzionale, che nel mio approccio, ( C.C.) consiste nell'analizzare il comportamento disfunzionale, con antecedenti e conseguenze... e qui ci siamo, sono cose che ho appreso in questo primo anno.
Poi la competenza diagnostica ogniuno se la definisce come gli pare, io parlo della mia esperienza nel campo cognitivo comportam. dove la necessità della diagnosi, seppur differenziale, è importante quindi dev'essere svolta il prima possibile, per diversi motivi, e comunque si affida in larga scala alla somministrazione di test , coadiuvati cartamente da colloqui e quant'altro nella fase di assesment, ma comunque la diagnosi e fortemente connessa all'utilizzo dei test.
Nei master di psicodiagnostica è certo che si studiano i test.
Nell'altra domanda, volevo dire che abbiamo ripassato mmpi, wais, cba...
in tutto i maggiori test utilizzati al mondo, i medici che non hanno fatto psicologia potrebbero rischiare di prendere in mano il dsm 4 e assegnare una categoria diagnostica ad un potenziale paziente, in maniera meramente descrittiva e questo potrebbe rappresentare un pericolo ed un rischio.
Poi, il disegno di legge Cancrini se non erro, prevedeva che fosse il medico di base a fare la diagnosi per l'invio del paziente allo psicologo, quindi demandava una forma di diagnosi a loro, che rispondendo alle lobby farmacologiche e quant'altro, non hanno alcun interesse a tirarci in mezzo, ma tendono a far rimanere tutto nell' ambito psichiatrico e appunto farmacologico.
naturalmente le eccezzioni sono le benvenute!!!
Se hai altre domande o se non mi sono rispiegato bene fammi sapere........
per ora ti saluto!;) ciao fra
Ciao a tutti
ho la sensazione che stiamo deviando il discorso: all'inizio volevamo unirci per far sentire la nostra voce e per dare dignità alla nostra professione, ora ci stiamo spostando su come è organizzata una scuola di specializzazione...
Con questo non voglio dire che non si può fare..
anzi!
è per una chiarezza di idee...
e perchè mi dispiacerebbe che finisse tutto in una bolla di sapone!
benedett avevi proposto di scrivere un articolo...
come lo vorresti organizzare???
io direi di andare avanti con le idee ed iniziative....
poi se ci sono dubbi o domande sulle scuole di specializzazioni o apriamo un 3d diverso...
oppure fare domande in pm...
benedett avevi proposto di scrivere un articolo...
come lo vorresti organizzare???
io direi di andare avanti con le idee ed iniziative....
poi se ci sono dubbi o domande sulle scuole di specializzazioni o apriamo un 3d diverso...
oppure fare domande in mp...
:mano:hai ragione.....il lavoro è lavoro....sperando di poter esercitare presto la professione di psicologa....
riguado l'argomento DIAGNOSI io sono molto confusa.....
premetto che io sono laureata con indirizzo psicologia dello sviluppo e della formazione, mi sono avvicinata alla clinica, e al saper/imparar a fare diagnosi solo nel 2°sememstre di tirocinio, e poi per l'esame di stato....
...
ho un dubbio, preferisco non fare nomi, perchè non ho sentito la frase con le mie orecchie, e si sa, a volte le voci che girano sono inaffidabili, ma PARE che un prof. commisario all'EdS si incxxxxx moooolto se un esaminando osava dire "lo psicologo fa diagnosi....ecc" perchè pare che per questo prof. non fosse vero.....cioè, per lui lo psicologo non fa diagnosi....
:skunk::mumble:
bo.....
io penso che faccia diagnosi....e diventi molto competente nel farla attraverso esperienza e studi clinici e/o psicoterapeutici....
:argh:
voi che dite?
forse questo problema del CHI-COME-QUANDO fa diagnosi dovrebbe essere uno dei primi problemi sui quali dovremo far luce....:mano:
...è davvero così???
è scritto nella legge o nel codice deontologico?
e ciò viene rispettato???:mumble:
ecco un altro parere....
ma "la legge" qual'è???? e la "realtà" qual'è???
mi pongo e vi pongo questa domanda, perchè mi pare di capire che c'è confusione......
bessitos!!! :D Emme
Questo significa l'annullamento della possibilità per gli psicologi di effettuare una diagnosi specialistica finalizzata al trattamento psicoterapeutico, ed un salto all'indietro di 20 anni a prima della nostra Legge istitutiva della professione di Psicologo, la Legge 56/89, che invece consente esplicitamente questa possibilità alla nostra categoria.
No alla medicalizzazione della Legge per la Psicoterapia Convenzionata Petition
questo è uno stralcio dalla petizione contro la citata legge cancrini, andate a leggerla tutta...
questo invece è il link della descizione della legge
Proposta di Legge Cancrini per l'accesso alla Psicoterapia: molti lati oscuri e poca Psicologia - Altra Psicologia - il primo movimento di contrinformazione psicologica .................................................. ................., scuola di ps
per cio che mi scrive emme emme, senza la capacità di diagnosi uno psicologo clinico cosa dovrebbe fare , solo colloqui di sostegno?
mi sembra un po poco per 5 anni di studio, ragazzi la diagnosi la dobbiamo rivendicare è nostra non si discute!!!
Lasciamo stare il discorso esame di stato e la coerenza delle indicazioni che ti danno. Senza volervi tediare con le mie esperienze ne riporto un'altra:
durante la terza prova orale la prof.ssa che mi ha interrogato mi ha chiesto "Lei ha avuto modo di somministrare test durante il tirocinio?" io certa del trabocchetto insidioso ho risposto "Assolutamente no, IO HO SOLO OSSERVATO" (questa frase pareva fosse una sorta di formula magica per passare) lei di tutta risposta mi dice "male, lei è psicologa e in quanto tale avrebbe dovuto somministrare test, non si capisce perchè non ve lo facciano fare durante il tirocinio".
Detto questo io credo ci sia un pò di confusione nelle idee di questi signori che, ribadisco, sono quelli che dovrebbero formarci.
Per quanto riguarda la psicodiagnosi credo che una conoscenza approfondita dei test si possa acquisire solo con una specializzazione mirata (e questo è un limite dell'università che ti insegna 4 concetti di base sui test), la psicoterapia ti insegna a fare diagnosi con altri strumenti. Solo per imparare decorosamente a somministrare un test come il Rorschach ci vogliono due anni di studi , figurarsi per imparare una batteria intera. Neanche quest'ambito è regolamentato per cui chiunque sia in possesso di una laurea o di una specializzazione in psicoterapia, basta che legga due libri e si mette a somministrare test, facendo più danni che altro. Ripeto dovrebbe essere una competenza che si acquisisce nel corso di laurea ma non è così quindi siamo costretti a formarci dopo.
Il concetto fondamentale secondo me è il rispetto delle competenze, è questo che dobbiamo esigere. Un professionista di un settore non può voler fare tutto o pretendere di saper fare tutto, ci vuole una formazione seria e mirata.
Sto frequentando una scuola di psicodiagnosi a cui si è iscritto anche un medico, alla fine del corso questo sarà uno psicodiagnosta come me.
Ma vi pare possibile????
trovo questo articolo utile e interessante....
HT Psicologia: Cosa puo' fare lo Psicologo non Psicoterapeuta?
:five:
vi leggo con passione!!!! :P
dolce e francesco non mi sembrava che le mie domande sulle scuole e il contesto nonchè il modo in cui le ho poste potessero far pensare a una mia intenzione finchè tutto finisse in una bolla di sapone
anzi il contrario
Scriverò stasera
a dopo
no benedett non ce l'avevo assolutamente con te!
ci stavamo dilungando troppo nelle discussioni sulla specializzazione, ma non è colpa tua!!!
un saluto a dopo
ciao
c'è qualcuno?
Dolce,
prima di scrivere un articolo o meglio di contattare un giornale per vedere se è interessato alla pubblicazione di un pezzo sull'argomento sarebbe utile pensare bene su quello che vogliamo dire e su quello che non vogliamo dire ... (continua)
... Se tutti siamo d'accordo sul fatto che un articolo su un giornale possa esserci utile
dobbiamo trovare un'idea comune
per non rischiare di apparire "spaccati" ...
Cioè dobbiamo essere tutti d'accordo su quale tematica puntare i riflettori e su quale argomentazione portare avanti ...
Mi sembra che tu e Francesco, ad esempio, non siete d'accordo nel mettere in ballo l'art. 3 della Legge
Io penso, invece, che tutta la Legge, quindi art. 3 e tutti gli art. connessi, debba essere messa in discussione ...
Le domande che facevo a te sulla scuola di specializazione erano finalizzate a trovare un'argomentazione valida per contestare l'ammissione dei medici nelle scuole...
Mi sembra che tutti siamo d'accordo sull'ingiustizia fatta a noi Psicologi da una Legge che ammette i medici nelle scuole di psicoterapia ...
Ma voi dite che non conviene toccare i medici, perchè rischiamo di perdere ...
Io penso che un modo per toccarli senza rischiare c'è,
e dobbiamo trovarlo
non dobbiamo arrenderci facilmente di fronte ad un'ingiustizia di così vasta portata
Tu Dolce avevi parlato di un modo
riferendoti a un effetto cascata
ma non riesco a immaginare in che modo ciò possa avvenire
Tu sicuramente ce l'avrai chiaro in mente e potrai spiegarcelo
Ma credo che il Forum per spiegazioni di questo tipo non sia, per vari motivi, il luogo ideale
Dovremmo trovare il modo di incontrarci almeno ogni tanto di persona e con quanti più altri partecipanti di questo 3d
per conoscerci, spiegarci bene le cose e capirci meglio
Ciao
PS
domani 4 aprile potrò collegarmi al forum:
dalle 10 alle 12.30
dalle 22 alle 23.30
Buona notte
.................................................. .............................
:sbonk:lo so, è scemo, ma mi sono autoquotata,
vorrei solo esprimere un pensiero....
l'articolo che ho "linkato", dello psicologo Stefano Sirri secondo me è ottimo....
da leggere e perchè no, da "divulgare" almeno tra noi,
mette in luce questioni importanti....
noi vogliamo scrivere un articolo?
forse dovremo avere le idee più chiare (le mie sono nebbiose.....)
e se continuassimo a confrontarci per poi, solo più in la, scriverci sopra un EVENTUALE articolo....:look::noidea:
in parole più spicce....mi sembrerebbe più utile avere le idee chiare sulla mia professione...sul cosa possso e non posso fare e sul come posso frlo, poi l'articolo verrà da se....quello del dott.Sirri è un bell'esempio di articolo scritto da uno che ha le idee chiare....almeno questo è il mio parere....:mano: