Non c'è nessuno che ha sostenuto questo esame di recente e sarebbe cosi gentile da dirmi altre domande presenti nell'esame? grazie in anticipo
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Non c'è nessuno che ha sostenuto questo esame di recente e sarebbe cosi gentile da dirmi altre domande presenti nell'esame? grazie in anticipo
Ciao a tutti potete dirmi quali domande c'erano al primo appello di giugno?
Grazie:approved:
ma sapete se le domande di caretti e quelle della ragonese sono le stesse?? dicono che la ragonese faccia piu meno sempre le stesse domande, e io sono una delle poche a non sapere quali siano... :(
Ciao ragazze/i, qualcuno potrebbe aiutarmi con le domande "aspetti difensivi del colloquio" e "meccanismi di difesa del paziente"? Quelli del terapeuta sono a pag 138 di "Modelli di colloquio in psicologia clinica" (Del Corno - Lang), ma quelli del paziente non li trovo da nessuna parte :(
qualcuno di relazioni di aiuto che deve sostenere questo esame con caretti con i seguenti testi:
1) Caretti V., La Barbera D. (a cura di) (2010), Addiction. Aspetti biologici e di ricerca, Raffaello Cortina, Milano
2) Dazzi N., Lingiardi V., Gazzillo F. (a cura di) (2009, La diagnosi in psicologia clinica, Raffaello Cortina, Milano
e in piu che domande fanno in genere per relazioni d'aiuto ? grazie in anticipo a chi risponde
Salve ragazzi, qualcuno che abbia fatto in anni precedenti il compito con questo programma(sotto) potrebbe gentilmente scrivere qualche domanda che il prof ha messo nel compito, per capire più o meno come è strutturato l'esame??? Grazie! :)
1) Del Corno F., Lang M. (2007), Modelli di Colloquio in psicologia Clinica, Franco Angeli, Milano.
2) Dazzi N., Lingiardi V., Gazzillo F. (a cura di) (2009), La diagnosi in psicologia clinica, Raffaello Cortina, Milano.
3) Caretti V., La Barbera D. (a cura di) (2010), Addiction, Aspetti biologici e di ricerca, Raffaello Cortina, Milano.
io ho fatto l'esame il 20 settembre e c'erano queste domande: 1) l'analisi della domanda, 2) i pattern dell'addiction, 3) il processo diagnostico, 4) differenze e tratti comuni tra PDM e SWAP, 5)la diagnosi dello psicologo sistemico.
spero di esserti stata utile :)
ciao a tutti! visto che ho provato l esame già un paio di volte, con esito negativo, volevo chiedervi, ma la domanda " elenca e illustra i modelli del colloquio" si riferisce al modello decisionale e a quello analitico?:sbonk:
ciao si riferisce ai mecanismi di difesa messi in atto dal paziente durante le sedute... te li riporto di seguito
Negazione: variante meno grave della denegazione o diniego o forclusione in cui vi è una completa scotomizzazione del dato di fatto conflittuale, senza alcuna consapevolezza di ciò. Nella negazione di livello nevrotico quello che viene negato è solo l'affetto, mentre il rapporto con la realtà è di norma mantenuto. Il diniego, presente solitamente nelle psicosi, viene utilizzato quando il pericolo potenziale per il mantenimento della struttura psichica è estremo. Ovviamente, l'uso massiccio della negazione produce conseguenze negative nei confronti della possibilità di risoluzione di un problema sul piano di realtà; per cui questo meccanismo è in genere disadattativo e disfunzionale. È disadattivo perché non permette la risoluzione di un problema, invece è disfunzionale in quanto provoca un danno all'individuo.
Dissociazione o scissione: separazione ("verticale") delle qualità contraddittorie dell'oggetto (buone e cattive), e di conseguenza dei sentimenti ad esso relativi, spesso vissuti come non integrabili ("tutto o nulla"). I diversi aspetti della realtà mentale o di un evento spesso traumatico restano "relegati" in diversi settori dell'attività cosciente. Tipicamente presente, in senso disadattivo, nei Disturbi Dissociativi dell'Identità, più noti come "personalità multiple", o nelle esperienze di depersonalizzazione e derealizzazione.
Idealizzazione: costruzione di caratteristiche (del Sé o dell'oggetto) onnipotenti e non rispondenti alla realtà oggettiva, al fine di proteggere i bisogni narcisistici. È il meccanismo di difesa attraverso il quale si proietta su una persona una "perfezione" che non c'è. Abbiamo un'idealizzazione primaria, usata nell'infanzia quando il bambino ha un'altissima considerazione nei confronti dei propri genitori. Si può trovare anche nell'innamoramento, specialmente quando ci si innamora di qualcuno che sembra perfetto, e che ovviamente non esiste. Spesso l'idealizzazione è una formazione reattiva il cui scopo è quello di nascondere (con il suo opposto) l'aggressività che si prova per una determinata persona.
Identificazione: auto-attribuzione ed "assunzione" di caratteristiche e qualità proprie dell'oggetto stimato e amato. È fondamentale nello sviluppo del bambino, che "copierà" caratteristiche dei genitori e di altre persone significative nel corso della sua educazione.
Identificazione con l'aggressore: indica l'assumere il ruolo dell'aggressore e dei suoi attributi funzionali, o l'imitarne la modalità aggressiva e comportamentale. Un suo sottotipo particolare è la cosiddetta "sindrome di Stoccolma".
Identificazione proiettiva: processo di proiezione delle qualità percepite come "cattive" dell'Io sull'oggetto relazionale, e successiva identificazione al fine di esercitare un controllo (spesso aggressivo) su di esso. Proiettando sull'altro le proprie qualità inaccettabili l'Io può sviluppare l'illusione di poterle dominare dall'esterno. È un meccanismo di difesa complesso, che opera in seguito ad una scissione. Sui meccanismi dell'identificazione proiettiva si basa la controidentificazione proiettiva, che ne rappresenta una sorta di "completamento relazionale".
Razionalizzazione: tentativo di "giustificare", attraverso comportamenti, ragionamenti ed argomenti un fatto o processo relazionale che il soggetto ha trovato angoscioso. In altre parole, la razionalizzazione consiste nel costruire attribuzioni, ipotesi o ragioni esplicative "di comodo", per poter contenere e gestire l'angoscia.
Intellettualizzazione: controllo razionale delle pulsioni al fine di evitare una compromissione nei confronti di qualità affettive inaccettabili, o che generano difficoltà nella loro gestione. Usata anche nell'adolescenza per fronteggiare la ricca richiesta pulsionale tipica di questa età, spesso causa di sofferenza. Si tratta di un tipo particolare di razionalizzazione, in cui non solo si producono "spiegazioni apparentemente logiche", ma tali spiegazioni vengono direttamente fondate o riferite a dati teorici, scientifici, culturali di una certa astrazione. Si manifesta anche con l'utilizzazione di temi o argomenti colti o culturalmente condivisi per nascondere l'angoscia.
Introiezione: processo di assimilazione e "assorbimento" dell'oggetto o di sue qualità, che vengono riconosciute come proprie. Le caratteristiche introiettate dell'oggetto diventano indistinguibili (a livello rappresentativo) dal Sé. Non si tratta di una "copiatura", ma di un vero e proprio "assorbimento" della rappresentazione dell'oggetto e delle sue qualità nella propria struttura psichica. Meccanismo essenziale nello sviluppo infantile, che consente al bambino di assimilare le figure significative, come i genitori, e di mantenere internamente e "ricorrere" alle loro qualità anche in assenza di esse.
Formazione reattiva: sostituzione di un desiderio inaccettabile con un suo opposto (spesso un comportamento). Può incidere anche sulla costruzione della personalità del carattere; tanto che un eccesso di formazione reattiva può facilitare la costituzione di un cosiddetto "falso Sé" (ovvero, una personalità non autentica). Spesso alla base del sintomo compulsivo: le coazioni che riguardano, ad esempio, la pulizia (lavarsi continuamente le mani usando ogni volta saponette diverse), risulterebbero così formazioni reattive di sentimenti di sporcizia o inadeguatezza
Rimozione: allontanamento ("orizzontale") degli effetti pulsionali dell'esperienza (traumatica o più generalmente inaccettabile) dalla sfera della coscienza. La rimozione sembra uno dei meccanismi di difesa più arcaici ed universali. Consiste nell'inconsapevole cancellazione di un ricordo, di una esperienza che il soggetto ha vissuto come acutamente angosciante o traumatizzante. Un'esperienza si dice traumatizzante quando soddisfa le seguenti caratteristiche:
Quando accade all'improvviso
Quando produce uno spavento acutissimo
Quando fa sì che il soggetto diventi impotente ed incapace di controllare situazioni.
Quando il soggetto sente di subire qualcosa di così tremendo da produrre un danno, anche fisico, irreparabile. Dalle statistiche si è scoperto che l'evento più traumatizzante è lo stupro e le esperienze di morti improvvise di cui si sia testimoni. Questo meccanismo di difesa dura a lungo ed è antico: si sviluppa, secondo Freud, nella fase edipica a tre-quattro anni ed il bambino, alla fine della fase edipica rimuove i sentimenti e gli aspetti sessuali nei confronti della madre. Si ha nella zona inconscia dell'Io ed è un meccanismo efficace nelle situazioni angosciose ed eventi traumatici.
Proiezione: attribuzione (riconoscimento cosciente) dei propri sentimenti e affetti inaccettati all'esterno, su un altro oggetto o sull'intero ambiente. Opera di frequente assieme alla scissione delle proprie qualità ritenute "buone" e "cattive", ed in cui vengono proiettate all'esterno le ultime. Meccanismo alla base della paranoia
Spostamento: investimento di sentimenti inaccettabili su un oggetto "sostitutivo", che assume il ruolo di oggetto manifesto, o apparente, ed è in stretto rapporto simbolico con l'oggetto reale o la rappresentazione mentale che causa l'attivazione di questa difesa. Interviene spesso nella genesi delle fobie, per cui si 'sposta' il sentimento inaccettabile sull'oggetto detto 'fobigeno'.
Sublimazione: soddisfazione della pulsione mediante il cambiamento dello scopo o dell'oggetto in direzione più accettata culturalmente (per esempio: aspirazioni artistiche al posto delle pulsioni sessuali).
Condensazione: prendere elementi di due rappresentazioni e produrne una terza che condensi in sé le caratteristiche considerate.
Repressione: È quel meccanismo di difesa che consiste nella decisione consapevole di "reprimere" la rappresentazione interna di un'esperienza angosciosa dal campo della coscienza.
Annullamento retroattivo: compiere un'azione al fine di annullarne "magicamente" una precedente. Ad esempio: compulsione a lavarsi necessaria per annullare un atto ritenuto come "sporco" svolto in precedenza, reale o meno che sia. È un tipico meccanismo di difesa della nevrosi ossessiva.
Scusate ma la risposta alla domanda "analisi della domanda" dove si trova? :)
Ciao a tutti ...c'è qualcuno che deve sostenere questa materia giorno 26 giugno? vi prego ditemi di si :))
Io! ma devo ancora iniziarla a ripetere XD dopo l'esame di domani comincio =)
io 9 cfu...
Ho un pò di confusione in testa :S
Sapete dirmi se il processo diagnostico è la stessa cosa del colloquio diagnostico?
quali sono i Sistemi diagnostici?
Differenze e analogie dei sistemi diagnostici?
quali sono gli aspetti difensivi nel colloquio?
meccanismi di difesa nel colloquio terapeutico?
se vi da noia spiegarmeli mi dite dove li trovo nel testo? grazie
ehy emily la risposta alla tua domanda è questa la stavo appena studiando:
Il fatto che un paziente faccia una richiesta di consulenza psicologica, porta il clinico a fare una analisi della domanda.
Essa può essere una domanda terapeutica, di formazione, di diagnosi, di intervento atto a modificare il funzionamento di specifiche strutture organizzative, ma in tutte queste circostanze andrà sempre analizzata e mai agita, attraverso la lettura delle dinamiche motivazionali e della relazione tra utente, consulente e committente.
L’analisi della domanda è un momento conoscitivo iniziale.
Tecnicamente l’analisi della domanda implica uno spostamento dell’attenzione dai sintomi dichiarati alla motivazione che ha condotto il paziente a richiedere il nostro aiuto. Soltanto in questa maniera sarà possibile permettere il passaggio da una richiesta passiva di aiuto esterno ad un coinvolgimento attivo del paziente nella propria situazione.
La competenza dello psicologo è richiesta per analizzare i criteri, le fantasie, le motivazioni che portano a cercare la sua consulenza. Ciò significa anche che la domanda può essere analizzata, interpretata, capita assieme dallo psicologo e da chi la pone.
L’analisi della domanda, comporta che con la domanda si comunicano dimensioni non ovvie, non auto – evidenti; che si comunicano aspetti di sè e della propria relazione con il contesto, che non sono così facilmente esprimibili attraverso la sola componente intenzionale del discorso, o il solo linguaggio.
La domanda comunica sempre qualcosa che ha a che fare con le emozioni.
Lo psicologo non ha a che fare con singole persone, bensì con relazioni; il problema che è oggetto di analisi della domanda e che viene portato alla psicologo, riguarda la relazione tra individuo e contesto.
Si tratta concretamente di invitare l’interlocutore a guardare criticamente i motivi che stanno sotto la sua domanda. Si tratta di confermare i criteri, le emozioni ad essi associate, che hanno permesso una prima definizione del problema. Si tratta di fare una riflessione sgombra da pregiudizi sui motivi che hanno portato a fare la richiesta.
Si pone il problema di definire gli obiettivi che i soggetti si prefiggono di raggiungere.
Ecco che analizzare la domanda significa cercare di capire “cosa c’è nel contesto”, quali eventi lo hanno messo in crisi, qual è l’equilibrio sulla quale in parte si chiede di riflettere ed in parte si chiede di ripristinare.
AREE DA INDAGARE
- Come pensa possa aiutarla
- Come vive questo invio
- Fantasie e motivazioni che portano alla richiesta di consulenza
- Perché sta ponendo questa domanda cosa c’è nel contesto, qual è l’evento che lo ha messo in crisi
- Cosa ci chiede realmente di fare
- Quale aspettative più o meno realistiche ha
- Quale è la fantasia relazionale prevalente nei nostri confronti
- Elenco dei sintomi (cosa la fa stare male)
- Lei perché pensa di stare male
- I suoi sintomi hanno secondo lei natura psicologica
Qualcuno sa definirmi in modo chiaro (visto che nel libro non si capisce un granchè) la differenza tra diagnosi psichiatrica e diagnosi psicologica?
Ti ringrazio infinitamente eugenia! *_*
Buonasera colleghe/i,
giorno 26 devo sostenere l'esame e l'ansia mi sta logorando!!!!
Una domanda a cui non so ancora dare risposta è: "differenze e punti in comune tra swap e pdm"
Qualcuno di voi potrebbe aiutarmi?
Grazie anticipatamente.
Sapete che domande c'erano nel compito del 4 settembre? :)
Salve a tutti, io dovrei sostenere l'esame il 18 settembre e vorrei qualche chiarimento. Qui ho letto che chiede sempre qualcosa sull'addiction, ma io ho studiato un altro libro "Neonati visti da vicino" dal momento che, a parte i due manuali, dava la possibilità di scegliere il terzo libro tra quelli da lui proposti, quindi in questo caso cosa succede? Poi volevo sapere se ci sono capitoli del manuale "la diagnosi in psicologia clinica" che si possono saltare, principalmente il 7-Ritorno al futuro...grazie
Ciao... leggendo il tuo post mi sono accorta che avevamo dei dubbi riguardanti le stesse domande; visto che devo sostenere l'esame a novembre vorrei sapere gentilmente dove hai trovato le risposte e se puoi mi potresti dire quali domande c'erano nell'ultimo compito??? grazie mille in anticipo.
Queste richieste vanno fatte nella stanza vendo e scambio!