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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Ciao a tutte e complimenti per la vostra preparazione!
in questi giorni mi sta venendo un dubbio: secondo voi è importante studiare per ogni argomento anche il suo sviluppo? cioè ad esempio per le emozioni voi studiate anche lo sviluppo emotivo?
A me sembra di continuare ad aggiungere carne al fuoco con il rischio di fare solo una gran confusione!!!:mumble:
Per quanto riguarda il tema sulle emozioni, secondo voi se si parla di area clinica con ambito applicativo, è giusto parlare di alessitimia (incapacità di mentalizzare le emozioni che porterebbe ad un sacco di disturbi, come le malattie psicosomatiche) e le relative terapie per migliorare la rappresentazione cognitiva delle emozioni??? ho letto questa cosa oggi, ma non so se va bene...
che stress questo esame!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao francesca! beh intanto posso dirti che io la tua stessa sensazione, sto aggiungendo ogni giorno argomenti in più soprattutto perchè leggo le vecchie tracce e mi prende un senso d'impreparazione per cui sto veramente studiando tantissimo! con la paura di fare confusione come dici anche tu visto che cmq la memoria ha una capacità limitata!
rispetto al discorso dell'alessitimia non lo so, non conosco bene l'argomento, ma se nella parte teorica accenni ad un modello poi l'ambito applicativo di cui parli credo vada bene...beh aspetta qualche opinione di chi ne sa più di me su questo perchè più di così non so che consigliarti!
:ciao:
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
invece io ho da proporvi 2 tracce:
"il problema del linguaggio e/o della cominicazione in un contesto sperimentale o dle lavoro o clinico o scolastico: il candidato definisca il paradigma teorico di riferimento, il metodo d'indagine e gli sviluppi applicativo professionali"
ecco, se leggo la frase fino ai 2 punti mi sembra si possa parlare ad esempio del linguaggio nel colloquio psicologico, anche se cmq non è che riuscirei a scriverci un tema di 4 facciate, però poi leggo dopo i 2 punti e non mi trovo più! mi aiutate per favore?
vi dò anche questa:
"il candidato descriva le problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb e sviluppi le implicazioni professionlai dei risultati ottenuti in questo ambito"
beh vedete, il linguaggio e la comunicazione è stato uno degli argomenti più consistenti che ho studiato e sto studiando per l'esame, eppure, sarà l'ansia, ma in questo momento non riesco a capire come sulla base di ciò che ho studiato potrei svolgere queste 2 tracce! forse ho studiato tanto ma non gli argomenti giusti! aiutatemi vi prego!!!!!! grazie!!!!!!!!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
invece io ho da proporvi 2 tracce:
"il problema del linguaggio e/o della cominicazione in un contesto sperimentale o dle lavoro o clinico o scolastico: il candidato definisca il paradigma teorico di riferimento, il metodo d'indagine e gli sviluppi applicativo professionali"
ecco, se leggo la frase fino ai 2 punti mi sembra si possa parlare ad esempio del linguaggio nel colloquio psicologico, anche se cmq non è che riuscirei a scriverci un tema di 4 facciate, però poi leggo dopo i 2 punti e non mi trovo più! mi aiutate per favore?
vi dò anche questa:
"il candidato descriva le problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb e sviluppi le implicazioni professionlai dei risultati ottenuti in questo ambito"
beh vedete, il linguaggio e la comunicazione è stato uno degli argomenti più consistenti che ho studiato e sto studiando per l'esame, eppure, sarà l'ansia, ma in questo momento non riesco a capire come sulla base di ciò che ho studiato potrei svolgere queste 2 tracce! forse ho studiato tanto ma non gli argomenti giusti! aiutatemi vi prego!!!!!! grazie!!!!!!!!
ciao Balubina!
se ti può confortare anche per me la comunicazione si sta rivelando un argomento super ostico! :sbonk:
per quanto riguarda la prima traccia che hai proposto io risponderei così:
-contesto clinico
-modello psico-sociologico -studi Argyle sulla comunicazione non verbale (metodo sperimentale)
-aspetti applicativi in ambito clinico, nel colloquio (diversi canali attraverso cui passa la comunicazione e importanza nel prestare attenzione a tutti soprattutto in fase di assesment)
ovviamente la mia risposta è un tentativo di adattare il poco che so sulla comunicazione alla domandona che hai proposto!
buono studio e a presto!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Per Francescap1981:
io non studio lo sviluppo per ogni argomento ma lo studio (in breve) per quanto riguarda l'emozione, il linguaggio, e nell'intelligenza (attraverso la descrizione della teoria di Piaget che parla dello sviluppo intellettivo) per il fatto che è stato richiesto in alcune tracce passate.
Anche io non conosco molto l'argomento della alessitimia ma come ti ha detto Balubina, penso anche io che se fai riferimento ad un modello teorico specifico da cui discendono terapie per questo disturbo, l'ambito applicativo di cui parli è ok....
Per BALUBINA:
Belle tracce....
1° TRACCIA: il problema del linguaggio e/o della cominicazione in un contesto sperimentale o del lavoro o clinico o scolastico: il candidato definisca il paradigma teorico di riferimento, il metodo d'indagine e gli sviluppi applicativo professionali
Anche a me in un primo tempo sarebbe venuto da parlare del colloquio in ambito clinico, ma il problema sarebbe poi riferirsi ad uno specifico paradigma teorico (nel senso: che problemi ha dal pdv del linguaggio, in ambito clinico, un approccio teorico rispetto a un altro???boh...)
Altra strada: ambito sperimentale
Teoria di Chomsky: approccio innatista secondo cui l’acquisizione del linguaggio avviene per mezzo di strutture cognitive iscritte nel patrimonio genetico (COGNITIVISMO)--> per paradigma teorico si intende il cognitivismo o l'approccio innatista? Cosa ne dici? (mi sa il cognitivismo....)
metodo di indagine: sulla base delle sue ricerche postula l'esistenza del LAD (vedi prove sperimentali a favore dell'esistenza del LAD)
sviluppi applicativo-professionali: psicolinguistica
Problemi dello studio del linguaggio in ambito sperimentale--> mi vengono in mente le critiche e limiti della teoria di Chomsky:
- il fatto che viene postulata una facoltà di linguaggio indipendente da fattori quali l’interazione sociale, la personalità, le capacità cognitive la memoria l’attenzione.
- non chiare le basi del LAD.
- impostazione rigida rispetto all’eventuale ruolo dell’esperienza e della relazione sociale per l’apprendimento del linguaggio.
e dunque soprattutto il fatto che in laboratorio è difficile studiare il linguaggio in quanto il linguaggio è per natura una dimensione sociale, e non può essere asetticamente studiato in un laboratorio.
2° TRACCIA: il candidato descriva le problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb e sviluppi le implicazioni professionlai dei risultati ottenuti in questo ambito"
Qui mi verrebbe di parlare di comunicazione, visto che nei miei appunti ho trattato la comunicazione verbale e non verbale.
In una parte dei miei appunti ho scritto:
"I segnali sul piano del contenuto danno delle informazioni, mentre i segnali sul piano della relazione danno informazioni sulle informazioni: si stima che la comunicazione non verbale sia determinante in almeno il 70% del messaggio trasmesso. Dunque se emergono delle discrepanze tra i contenuti espressi e il comportamento non verbale, l’efficacia della comunicazione può diminuire notevolmente. Inoltre quando la relazione è difficile o quando le informazioni scambiate sono particolarmente complesse, o sono fonte di preoccupazione e di ansia, i segnali non verbali diventano molto importanti e prevalgono sul piano del contenuto (se infatti un interlocutore ha paura o si sente aggredito o non rispettato, si innesca un parziale blocco delle funzioni cognitive e le emozioni prendono il sopravvento)".
Qui parlo della discrepanza che può esserci tra la comunicazione verbale e quella non verbale e dunque il fatto che se anche si cerca di trasmettere verbalmente un messaggio, se in realtà non si è convinti di quello che si sta dicendo, la conmunicazione non verbale (es. ritmo, silenzi oppure gesti e movimenti corpo ecc...) prevalgono sul cotenuto verbale espresso...
Dunque credo che per problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb intenda questa discrepanza e la necessità di una coerenza tra comunicazuione verbale e non verbale per una comunicazione realmente efficace....
Come implicazioni professionali mi viene in mente l'ambito clinico: lo psicologo deve infatti in sede di valutazione, tener conto non solo dei contenuti portati dal paziente (comunicazione verbale), ma sopratutto di quegli aspetti legati alla comunicazione non verbale, che possono in realtà nascondere altro (inventando un po', direi che ad es. in una coppia, un membro potrebbe dire che le colpe del rapporto insoddisfacente sono di entrambi (per dare un'immagine allo psicologo di persona equilibrata), e poi manifestare un tono di voce e gestualità assolutamete in contrasto, tesi a mostrare che la colpa è solo dell'altro coniuge....)
Non so sto andando un po' di fantasia....
Io scriverei questo, ma non so, forse sono delle forzature per costringere il tema in qualcosa che conosco... Dimmi tu dove quello che ho scritto non regge....
A presto!!!E grazie per il ripasso!!!!
N.b: hai visto cosa ha detto il Prof. Rollo per quanto riguarda la coerenza tra test di approfondimento e formulazione diagnosi (per il caso clinico della seconda prova. Che ne pensi???)
Maria
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
mariacoelli
Per Francescap1981:
io non studio lo sviluppo per ogni argomento ma lo studio (in breve) per quanto riguarda l'emozione, il linguaggio, e nell'intelligenza (attraverso la descrizione della teoria di Piaget che parla dello sviluppo intellettivo) per il fatto che è stato richiesto in alcune tracce passate.
Anche io non conosco molto l'argomento della alessitimia ma come ti ha detto Balubina, penso anche io che se fai riferimento ad un modello teorico specifico da cui discendono terapie per questo disturbo, l'ambito applicativo di cui parli è ok....
Per BALUBINA:
Belle tracce....
1° TRACCIA: il problema del linguaggio e/o della cominicazione in un contesto sperimentale o del lavoro o clinico o scolastico: il candidato definisca il paradigma teorico di riferimento, il metodo d'indagine e gli sviluppi applicativo professionali
Anche a me in un primo tempo sarebbe venuto da parlare del colloquio in ambito clinico, ma il problema sarebbe poi riferirsi ad uno specifico paradigma teorico (nel senso: che problemi ha dal pdv del linguaggio, in ambito clinico, un approccio teorico rispetto a un altro???boh...)
Altra strada: ambito sperimentale
Teoria di Chomsky: approccio innatista secondo cui l’acquisizione del linguaggio avviene per mezzo di strutture cognitive iscritte nel patrimonio genetico (COGNITIVISMO)--> per paradigma teorico si intende il cognitivismo o l'approccio innatista? Cosa ne dici? (mi sa il cognitivismo....)
metodo di indagine: sulla base delle sue ricerche postula l'esistenza del LAD (vedi prove sperimentali a favore dell'esistenza del LAD)
sviluppi applicativo-professionali: psicolinguistica
Problemi dello studio del linguaggio in ambito sperimentale--> mi vengono in mente le critiche e limiti della teoria di Chomsky:
- il fatto che viene postulata una facoltà di linguaggio indipendente da fattori quali l’interazione sociale, la personalità, le capacità cognitive la memoria l’attenzione.
- non chiare le basi del LAD.
- impostazione rigida rispetto all’eventuale ruolo dell’esperienza e della relazione sociale per l’apprendimento del linguaggio.
e dunque soprattutto il fatto che in laboratorio è difficile studiare il linguaggio in quanto il linguaggio è per natura una dimensione sociale, e non può essere asetticamente studiato in un laboratorio.
2° TRACCIA: il candidato descriva le problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb e sviluppi le implicazioni professionlai dei risultati ottenuti in questo ambito"
Qui mi verrebbe di parlare di comunicazione, visto che nei miei appunti ho trattato la comunicazione verbale e non verbale.
In una parte dei miei appunti ho scritto:
"I segnali sul piano del contenuto danno delle informazioni, mentre i segnali sul piano della relazione danno informazioni sulle informazioni: si stima che la comunicazione non verbale sia determinante in almeno il 70% del messaggio trasmesso. Dunque se emergono delle discrepanze tra i contenuti espressi e il comportamento non verbale, l’efficacia della comunicazione può diminuire notevolmente. Inoltre quando la relazione è difficile o quando le informazioni scambiate sono particolarmente complesse, o sono fonte di preoccupazione e di ansia, i segnali non verbali diventano molto importanti e prevalgono sul piano del contenuto (se infatti un interlocutore ha paura o si sente aggredito o non rispettato, si innesca un parziale blocco delle funzioni cognitive e le emozioni prendono il sopravvento)".
Qui parlo della discrepanza che può esserci tra la comunicazione verbale e quella non verbale e dunque il fatto che se anche si cerca di trasmettere verbalmente un messaggio, se in realtà non si è convinti di quello che si sta dicendo, la conmunicazione non verbale (es. ritmo, silenzi oppure gesti e movimenti corpo ecc...) prevalgono sul cotenuto verbale espresso...
Dunque credo che per problematiche connesse agli aspetti psicologici dello studio del linguaggio verb e non verb intenda questa discrepanza e la necessità di una coerenza tra comunicazuione verbale e non verbale per una comunicazione realmente efficace....
Come implicazioni professionali mi viene in mente l'ambito clinico: lo psicologo deve infatti in sede di valutazione, tener conto non solo dei contenuti portati dal paziente (comunicazione verbale), ma sopratutto di quegli aspetti legati alla comunicazione non verbale, che possono in realtà nascondere altro (inventando un po', direi che ad es. in una coppia, un membro potrebbe dire che le colpe del rapporto insoddisfacente sono di entrambi (per dare un'immagine allo psicologo di persona equilibrata), e poi manifestare un tono di voce e gestualità assolutamete in contrasto, tesi a mostrare che la colpa è solo dell'altro coniuge....)
Non so sto andando un po' di fantasia....
Io scriverei questo, ma non so, forse sono delle forzature per costringere il tema in qualcosa che conosco... Dimmi tu dove quello che ho scritto non regge....
A presto!!!E grazie per il ripasso!!!!
N.b: hai visto cosa ha detto il Prof. Rollo per quanto riguarda la coerenza tra test di approfondimento e formulazione diagnosi (per il caso clinico della seconda prova. Che ne pensi???)
Maria
maria sono d'accordo con te sullo svogimento delle tracce proposte da balubina... anch'io per la prima avevo pensato a Chomsky...ma il problema è: QUALE METODO USA? io so solo che a suo favore ci sono: l'esistenza di strutture specifiche nel cervello per l'acquisizione del linguaggio, gli studi di slobin (sui linguaggi creoli) e quelli di lennenberg (sul caso di Genie)...ma hanno usato un metodo sperimentale? o hanno fatto solo delle inferenze??:mumble:
che confusione!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
per maria:
traccia 1
concordo con francesca relativamente alla scelta di parlare di chomsky :mano: perchè le prove sperimentali a sostegno non credo possano essere ritenute metodo d'indagine ed io non so che metodo d'indagine usasse chomsky...
traccia 2
concordo col tuo sviluppo, solo che mi chiedo se vogliono anche che si citi qualche prova sperimentale nel qual caso non saprei cosa rispondere...
risp prof rollo
ho appena letto cosa ti ha risp e in parte mi ha confortato, però mi sa che sulla base di queste informazioni poi sceglierò al momento se tuffarmi del tutto in un unico approccio teorico oppure se osare l'integrazione tra diversi approcci, considerando però che in quest'ultimo caso, se non argomenti bene i motivi, secondo me rischi...quindi in sintesi penso che dipenderà un po' da come mi sentirò in quel momento, se mi verranno delle buone argomentazioni per l'integrazione potrei rischiare se non preferisco scegliere di rimanere in un unico orientamento teorico
per francesca:
credo che anche la tua idea possa andare solo che non conosco gli studi che hai citato quindi devo andarmeli a vedere da qualche parte
per entrambe:
io avevo pensato di risolvere il tutto andandomi a riguardare nel libro di neuropsicologia il linguaggio così lì troverei un po' tutto (modello teorico,metodo d'indagine e sviluppi applicativi), solo che sarebbe una cosa in più rispetto a quello che si studia generalmente per l'eds...secondo voi sbaglierei? boh provo a guardare e poi vi so dire... :mumble:
grazie a tutte!!!! :Ops:
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Ciao balubina!
io non ho fatto l'esame di neuropsicologia del linguaggio e quindi non so dirti se va bene per approfondire le tematiche relative...
posso solo dirti che la preparazione di gente che conosco e che l'ha passato senza problemi di sicuro non era così approfondita! credo che volendo gli approfondimenti possibili per questo esame siano potenzialmente infiniti e che neanche in dieci anni di studio intenso ci si possa sentire completamente pronti!
io sto razionalizzando e credo che il modo migliore sia quello di sapere un adeguato numero di nozioni, saperle bene e soprattutto sapere fare collegamenti...inoltre credo sia importante adattare le domande alle proprie conoscenze...in pratica sfruttare al meglio ciò che conosciamo!:rolleyes:
buono studio come sempre!
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Ciao balubina!
io non ho fatto l'esame di neuropsicologia del linguaggio e quindi non so dirti se va bene per approfondire le tematiche relative...
posso solo dirti che la preparazione di gente che conosco e che l'ha passato senza problemi di sicuro non era così approfondita! credo che volendo gli approfondimenti possibili per questo esame siano potenzialmente infiniti e che neanche in dieci anni di studio intenso ci si possa sentire completamente pronti!
io sto razionalizzando e credo che il modo migliore sia quello di sapere un adeguato numero di nozioni, saperle bene e soprattutto sapere fare collegamenti...inoltre credo sia importante adattare le domande alle proprie conoscenze...in pratica sfruttare al meglio ciò che conosciamo!:rolleyes:
buono studio come sempre!
cara francesca,sarà perchè abbiamo lo stesso nome :asd: ma la penso esattamente come te! razionalizzando ovviamente però! inizialmente presa dall'emotività ho cominciato a studiare l'inverosimile ed effettivamente tutto ciò mi stava mandando fuori di testa, per cui ho capito (da 2 giorni...:sbonk:) anch'io che, come dici tu, per risolvere il problema dell'impossibilità di sapere tutto è bene imparare ad adattare le proprie conoscenze alla richieste...d'altronde, conoscendo varie persone che l'hanno già fatto, ho constatato che spesso non l'ha passato chi aveva studiato tantissimo e invece l'ha passato facilmente chi ha studiato ben poco ma come si suol dire "se l'è sempre saputa rigirare"...beh è una grossa capacità che a me è sempre un po' mancata...ma ora come ora mi rendo sempre più conto che nel mio perfezionismo rischio di avere più svantaggi che vantaggi, quindi è ora che impari anch'io! dopotutto sapersela rigirare significa sapere uitilizzare la propria capacità metacognitiva! :D
a presto!
p.s. sei del vecchio o del nuovo ordinamento?
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
...balubina...stesso nome, stesso destino! purtroppo non sempre studiare tanto ripaga... e te lo dice una che di fregature a riguardo se ne è presa tante!
comunque dobbiamo come dici tu usare capacità metacognitive e meno elegantemente: SAPERLA SMENARE... cosa di cui sono capace sottozero...:bah:
io sono del nuovo..haimè!!! e tu?
allora io oggi sto ripassando la memoria...ti propongo questa traccia:
la memoria: indicare 2 teorie, metterne a confronto aspetti positivi e negativi, metodologie e strumenti di indagine.
aiutoooooo!
io per le 2 teorie avevo pensato ovviamente quella modale di atkinson e shiffrin e quella della profondità di codifica di craik...e fin qua ci siamo...
ma aspetti positivi e negativi?
le metodologie credo sperimentali... ma atkinson ha proposto solo un modello non credo ci abbia fatto su degli esperimenti..almeno non li conosco!
io so solo che a favore della teoria modale ci sono glie sperimenti di sperling e quelli peterson e peterson..
e la teoria di craik è supportata da un suo stesso esperimento....
come strumenti di indagine io conosco solo il reattivo di Ray, ma non so a quale teoria fa riferimento!
tu cosa ne pensi?
GRAZIE E a presto!
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
mariacoelli
Ciao a tutti, sto studiando per la prima prova, e nei ritagli di tempo dal lavoro, sto cercando di pensare a come elaborare delle tracce di temi dell'EDS delle passate sessioni.
Ho trovato questa traccia a mio parere difficile:
TEMA: Rapporto tra le TEORIE PSICOLOGICHE e STRUMENTI DI MISURAZIONE di specifiche CARATTERISTICHE MENTALI o CAPACITA’ COGNITIVE. Illustrare, anche con esempi, i rapporti spesso complessi e controversi tra particolari strumenti di misurazione e le teorie psicologiche sottostanti.
prima cosa: per caratteristiche mentali cosa si intende? anche aspetti della personalità? Se si, l' unica cosa che mi è venuta in mente sono i problemi inerenti la misurazione della personalità (la personalità può essere misurata?--> turchi, salvini: problemi epistemologici )
oppure
mi vengono in mente i limiti dei test (es. problemi di validità, influenza della cultura di appartenenza del soggetto, correttezza metodologica di chi somministra il test, influenza dello stato d'animo del soggetto sottoposto al test)
Secondo voi quale è più plausibile? O entrambe queste modalità sono fuori tema? Avete qualche suggerimento su come affrontare questo tema??
Grazie mille a tutti a quanti e ricordiamoci che "l'unione fa la forza" per superare questo benedetto esame!!!
Maria:approved:
ciao!!!
secondo me centra anche la personalità..
un'altro tema potrebbe essere l'intelligenza (fattore G e intelligenze multiple per esempio) per poi andare sui problemi di valutazione e parlare della Wais e del Raven, per esempio.. differenze...
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
maria sono d'accordo con te sullo svogimento delle tracce proposte da balubina... anch'io per la prima avevo pensato a Chomsky...ma il problema è: QUALE METODO USA? io so solo che a suo favore ci sono: l'esistenza di strutture specifiche nel cervello per l'acquisizione del linguaggio, gli studi di slobin (sui linguaggi creoli) e quelli di lennenberg (sul caso di Genie)...ma hanno usato un metodo sperimentale? o hanno fatto solo delle inferenze??:mumble:
che confusione!
Ciao Francascap non nego il fatto che non sia esplicitato chiaramente il metodo di chomsky. Tuttavia io avevo un buon libro (Esame di Stato per la professione di psicologo. Vademecum per la prima prova di Rigoni Stefano, Vicenzi Gaia), che presentava diverse tracce di esame e poi le svolgeva.
In questa traccia "Lo sviluppo del linguaggio: indicare 2 teorie. Metterne a confronto gli aspetti positivi e negativi dei rispettivi approcci di studio. metodologie e strumenti di indagine" i due autori mettevano a confronto la teoria di Chomsky e Vygotskij e per confrontare le metodologie e gli strumenti hanno parlato di "prove sperimentali" per entrambe le teorie. Come "prove sperimentali" a sostegno del LAD (teoria di Chomsky), parlano proprio delle ricerche di cui hai parlato tu, ovvero gli studi di Slobin e Lenneberg.
Per cui o hanno sbagliato anche loro, oppure ci può stare come metodologia....
per francescap e Balubina:
sono assolutamente d'accordo con il fatto che non bisogna esagerare con lo studio delle teorie (anche perchè non so voi ma la mia memoria ha capcità limitata) per evitare poi di perder di vista le cose fondamentali da sapere, per cui il max sarebbe adattare cose che già si sanno, piuttosto che continuare ad aggiungere fuoco sulla brace!!!
Per la traccia
la memoria: indicare 2 teorie, metterne a confronto aspetti positivi e negativi, metodologie e strumenti di indagine.
Anche io avevo vista questa traccia e l’avevo affrontata confrontando il modello di atkinson e shiffrin (che oltre ad essere basato sugli studi di spearling sul registro sensoriale è basato anche sullo studio del caso clinico (caso di H.M) che ha mostrato che l’ippocampo non è coinvolto nell’acquisizione di memorie a BT ma ha un ruolo centrale nel favorire il trasferimento delle info dalla MBT alla MLT) con il modello di memoria di lavoro -working memory di Baddely (vedi esperimento del doppio compito)
- La teoria di Atkinson e Shiffrin ha alcuni punti deboli:
1.ipotizzare un magazzino di memoria a breve termine unitario. Tale ipotesi è sconfermata dal fatto che alcuni pazienti hanno disturbi della memoria a breve termine x specifiche tipologie di informazioni.
2.la sopravvalutazione del ruolo della reiterazione: alcuni compiti di apprendimento non necessitano di reiterazione (ad esempio leggere e ricordare un brano dotato di significato) dimostrando come essa non sia indispensabile per la memorizzazione;
3.questo modello implica che soggetti con deficit di memoria a breve termine abbiano problemi anche nell’apprendimento a lungo termine, ma quest’ipotesi non è supportata da dati empirici
Questo modello ha numerosi vantaggi rispetto al precedente:
1.offre una spiegazione dei difetti solo parziali della memoria a breve termine;
2.si occupa sia dell’immagazzinamento attivo (compiti di memoria classici) sia di quello provvisorio (implicato per esempio nella comprensione della lettura);
3.la reiterazione perde il suo carattere fondamentale e diviene un processo facoltativo che si verifica all’interno del loop articolatorio.
Fatemi sapere cosa ne pensate, se può andare bene…
E facciamoci forza in questi ultimi mesi di fatica!!!!!
Un abbraccio
Maria:Ops:
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
mariacoelli
Ciao Francascap non nego il fatto che non sia esplicitato chiaramente il metodo di chomsky. Tuttavia io avevo un buon libro (Esame di Stato per la professione di psicologo. Vademecum per la prima prova di Rigoni Stefano, Vicenzi Gaia), che presentava diverse tracce di esame e poi le svolgeva.
In questa traccia "Lo sviluppo del linguaggio: indicare 2 teorie. Metterne a confronto gli aspetti positivi e negativi dei rispettivi approcci di studio. metodologie e strumenti di indagine" i due autori mettevano a confronto la teoria di Chomsky e Vygotskij e per confrontare le metodologie e gli strumenti hanno parlato di "prove sperimentali" per entrambe le teorie. Come "prove sperimentali" a sostegno del LAD (teoria di Chomsky), parlano proprio delle ricerche di cui hai parlato tu, ovvero gli studi di Slobin e Lenneberg.
Per cui o hanno sbagliato anche loro, oppure ci può stare come metodologia....
per francescap e Balubina:
sono assolutamente d'accordo con il fatto che non bisogna esagerare con lo studio delle teorie (anche perchè non so voi ma la mia memoria ha capcità limitata) per evitare poi di perder di vista le cose fondamentali da sapere, per cui il max sarebbe adattare cose che già si sanno, piuttosto che continuare ad aggiungere fuoco sulla brace!!!
Per la traccia
la memoria: indicare 2 teorie, metterne a confronto aspetti positivi e negativi, metodologie e strumenti di indagine.
Anche io avevo vista questa traccia e l’avevo affrontata confrontando il modello di atkinson e shiffrin (che oltre ad essere basato sugli studi di spearling sul registro sensoriale è basato anche sullo studio del caso clinico (caso di H.M) che ha mostrato che l’ippocampo non è coinvolto nell’acquisizione di memorie a BT ma ha un ruolo centrale nel favorire il trasferimento delle info dalla MBT alla MLT) con il modello di memoria di lavoro -working memory di Baddely (vedi esperimento del doppio compito)
- La teoria di Atkinson e Shiffrin ha alcuni punti deboli:
1.ipotizzare un magazzino di memoria a breve termine unitario. Tale ipotesi è sconfermata dal fatto che alcuni pazienti hanno disturbi della memoria a breve termine x specifiche tipologie di informazioni.
2.la sopravvalutazione del ruolo della reiterazione: alcuni compiti di apprendimento non necessitano di reiterazione (ad esempio leggere e ricordare un brano dotato di significato) dimostrando come essa non sia indispensabile per la memorizzazione;
3.questo modello implica che soggetti con deficit di memoria a breve termine abbiano problemi anche nell’apprendimento a lungo termine, ma quest’ipotesi non è supportata da dati empirici
Questo modello ha numerosi vantaggi rispetto al precedente:
1.offre una spiegazione dei difetti solo parziali della memoria a breve termine;
2.si occupa sia dell’immagazzinamento attivo (compiti di memoria classici) sia di quello provvisorio (implicato per esempio nella comprensione della lettura);
3.la reiterazione perde il suo carattere fondamentale e diviene un processo facoltativo che si verifica all’interno del loop articolatorio.
Fatemi sapere cosa ne pensate, se può andare bene…
E facciamoci forza in questi ultimi mesi di fatica!!!!!
Un abbraccio
Maria:Ops:
ciao maria! :D
non volevo assolutamente mettere in dubbio la tua risp, anzi mostri sempre di essere super preparata come spesso ti ho detto, però ammetterai che "metodi d'indagine" e "prove sperimentali" sono diversi e che dalla traccia che hanno proposto non si capisce cosa vogliono...tant'è che avevo anche pensato si potessero scrivere metodi d'indagine attualmente usati dalla psicolinguistica che è stata fortemente influenzata dal lavoro di chomsky...boh! certo se lo dicono loro sarà anche perchè in nessun libro nè su internet sono riuscita a trovare qualcosa sul metodo sperimentale di chomsky quindi sì penso proprio che intendono metodo sperimentale nel senso di esperimenti che confermerebbero le sue teorie...tra l'altro anch'io ho il libro di cui parli, il vademecum di rigoni...solo che me l'hanno passato insieme ad altri appunti e mi sono accorta che non c'era nulla sul linguaggio, il che mi è sembrato piuttosto strano in effetti, credo se lo siano dimenticati da qualche parte...oppure non me l'hanno voluto dare! :mumble:
riguardo al discorso memoria credo possa andar bene la tua idea, in realtà sui testi studiati da me c'era il modello modale fondamentalmente considerato ancora valido e poi i contributi tra cui baddley che hanno apportato delle importanti modificazioni a questo modello, che è un po' quello che hai scritto anche tu. quindi non si tratta proprio di un confronto tra due teorie in contrapposizione però oh smettiamola di essere pignole! cioè io la devo smettere :asd: e adattiamo le tracce alle nostre conoscenze! :Ops:
ciaoooooooo alla prossima! buon proseguimento!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
per maria e balubina
anche io ho il vademecum...è utilissimo!
per la traccia sul linguaggio sono d'accordo maria! ma anche con balubina (verissimo metodo e prove a favore son 2 cose diverse...)
comunque forse è vero che siam tre pignole e andiam solo a complicarci la vita! :medito:
per la traccia sulla memoria:
anche io avevo capito che la teoria di baddeley e hitch sulla memoria di lavoro non è una critica al modello modale ma solo un approfondimento sulla MBT...
come teoria contrapposta (anche se solo in parte) avevo pensato alla profondità di codifica di tulving (che nega il ruolo della ripetizione subvocalica a favore dell'importanza dei livelli di elaborazione durante la codifica in MBT)...
ma come strumenti di indagine relativi alle teorie voi conscete qualcosa in più del reattivo di Ray? io ho cercato in internet e sembra l'unico test esistente...a meno che come metodi di valutazione non si pensi anche a compiti di ripetizione e rievocazione e riapprendimento, ma quelli sono stati proposti da Bartellet... mah!
sappiatemi dire cosa ne pensate voi! a presto!!!!!!!!!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Per Balubina
Fai bene ad essere precisa, dovrei esserlo anche io di più, ma siccome lavoro non ho sempre tempo per gli approfondimenti necessari...
Hai ragione a dire che "metodi d'indagine" e "prove sperimentali" non è proprio la stessa cosa, ma spero (troppo ottimista???) che la commissione ci passi sopra, guardando l'elaborato nel generale....
Poi a dire la verità sono indietro con la seconda prova e dunque sono focalizzata sopratutto su questa prova, per cui se ne avrete voglia magari fra un po' possiamo provare a fare qualche caso clinico....
per Francescap
quelle critiche al modello di Atkinson e Shiffrin devo averle trovate in qualche libro (siccome ne ho usati tanti, non mi ricordo più neanche in quale, magari vedo se riesco a capire che libro era..).
Avevo pensato anche io alla teoria della profondità della codifica di Tulving, poi ho scelto la working memory di Baddeley perchè avevo più cose da dire....Come strumenti di indagine avevo capito non in generale sulla memoria, ma in relazione alle 2 teorie presentate per cui nel caso della teoria di atkinson, il compito di rievocazione di Spearling (su cui si basa il modello di atkinson e shiffrin) mentre per la teoria di Baddeley l'esperimento del doppio compito (che a parere mio è ancora un compito di rievocazione...)
Se invece si intendesse strumenti di misurazione in generale della memoria: io avevo trovato oltre al profilo di rendimento mnestico e reattivo delle figure complesse di Rey (PMR), la scala WAIS di Cohen e il test di memoria comportamentale di Rivermead che evidenzia i deficit di memoria nel quotidiano e permette di seguire nel tempo eventuali modifiche dei deficit mnestici dei pazienti cerebrolesi, dopo un lavoro di riabilitazione.
Ma la faccenda si complica sempre più.....
Un bacio e a presto!!!!
Maria
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
maria scusa se assillo ma sto diventando paranoica...
forse hai ragione che si riferivano a metodi di valutazione della memoria usati nelle specifiche teorie! se è così sono compiti di rievocazione!
per interferenza da doppio compito tu ti riferisci all'esperimento di Peterson e peterson (contare da 100 a 1 dopo l'esposizione alle serie di 3 lettere)?
perchè quello io l'avevo trovato come prova a favore dell'importanza della ripetizione nella MBT.. :mumble:
le critiche al modello modale le ho trovate anch io in internet! sono proprio quelle che dicevi tu...:30
io per la seconda prova non sono messa male perchè le scorse settimane presa dal panico ci ho dato dentro!
quando te la senti io sono super disponibile a scambiarci qualche idea!
sempre buono studio!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
stressata82
ciao!!!
secondo me centra anche la personalità..
un'altro tema potrebbe essere l'intelligenza (fattore G e intelligenze multiple per esempio) per poi andare sui problemi di valutazione e parlare della Wais e del Raven, per esempio.. differenze...
TEMA: Rapporto tra le TEORIE PSICOLOGICHE e STRUMENTI DI MISURAZIONE di specifiche CARATTERISTICHE MENTALI o CAPACITA’ COGNITIVE. Illustrare, anche con esempi, i rapporti spesso complessi e controversi tra particolari strumenti di misurazione e le teorie psicologiche sottostanti
Ciao stressata82, anche io avevo ipotizzato di parlare di personalità ma temo (magari a torto) che parlando di strumenti di misurazione e teorie psicologiche in relazione all'argomento personalità, bisognerebbe entrare in questioni epistemologiche non facili (ho fatto l'esame di Turchi e la tesi con lui e per quanto interessantissimo il suo approccio è abbastanza complesso e non me la rischierei in sede di esame). Per questioni epistemologiche intendo: la personalità può essere misurata? La personalità non è un ente/oggetto e così via.... Invece parlando di inelligenza credo sarebbe più facile....
Ho trovato intressante il punto di vista di una ragazza (Tonina) che una volta mi ha risposto a questo tema. Ti incollo la sua risposta:
"sono una laureanda in una piccola università privata in cui ho avuto la fortuna di studiare e applicare con la supervisione i test più diffusi. io credo che la traccia chieda di scegliere dei test in ambito di personalità o cognitivi, esporre le torie psicologiche che ci sono sotto facendo attenzione ai problemi dei livelli teorici, metodologici quindi con un focus dalla teoria all'osservazione clinica, alla proposta delle ipotesi, alle sperimentazioni. per quanto riguarda gli esempi alcuni test hanno dei presupposti teorici chiari come il big five o altri test di intelligenza, altri di grande utilizzo clinico come il Wartegg hanno richiesto studi e contributi per evidenziare l'apparato teorico di riferimento. quando le teorie sottostanti non sono chiare l'utilizzo clinico del test può perdere di validità etc. per trovare questi aspetti bisogna leggere i manuali dei test che decidi di confrontare alle teorie. questo è quello che mi hanno insegnato..."
Mi è sembrato interessante il punto in cui parla di test che hanno pressupposti teorici chiari e altri che invece hanno faticato ad avere un solido apparato teorico di riferimento (tipo Wartegg).
Per cui credo che il punto focale di questo tema sia esporre i rapporti complessi tra lo strumento di misurazione e la teoria sottostante, ovvero proprio questa difficoltà di alcuni test di avere un solido apparato teorico di riferimento.
Io invece l'avevo inteso nel senso dei limiti dei test (es. problemi di validità, influenza della cultura di appartenenza del soggetto, correttezza metodologica di chi somministra il test, influenza dello stato d'animo del soggetto sottoposto al test) ma non credo ci azzecchi molto...
Peccato che non ho più sentito Tonina perchè non ho molto capito cosa intende dire quando dice di fare attenzione ai problemi dei livelli teorici, metodologici e di fare un focus dalla teoria all'osservazione clinica, alla proposta delle ipotesi, alle sperimentazioni (non so se intende la necessità di descrivere come si è giunti alla costruzione del test?)....
Tu cosa ne pensi di quello che ha scritto Tonina?Potrebbe andare bene???
Traccia davvero complessa...
Allora a presto!
Maria
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
[QUOTE=francescap1981;2006930]maria scusa se assillo ma sto diventando paranoica...
forse hai ragione che si riferivano a metodi di valutazione della memoria usati nelle specifiche teorie! se è così sono compiti di rievocazione!
per interferenza da doppio compito tu ti riferisci all'esperimento di Peterson e peterson (contare da 100 a 1 dopo l'esposizione alle serie di 3 lettere)?
perchè quello io l'avevo trovato come prova a favore dell'importanza della ripetizione nella MBT.. :mumble:
le critiche al modello modale le ho trovate anch io in internet! sono proprio quelle che dicevi tu...:30
io per la seconda prova non sono messa male perchè le scorse settimane presa dal panico ci ho dato dentro!
quando te la senti io sono super disponibile a scambiarci qualche idea!
Figurati....mi fa davvero piacere scambiare pareri!
L'esperimento a cui mi riferisco è l'esperimento attraverso cui Baddeley ha scoperto l'esistenza della memoria di lavoro (non ho scritto molto, ma altro non ho trovato...)
Ti incollo quello ho scritto:
"Baddeley e Hitch nell’esperimento del doppio compito, chiedevano ai soggetti sperimentali di acquisire una lista di parole presentate visivamente e contemporaneamente tenere a mente una lista di cifre presentata uditivamente. Poiché il decremento della prestazione non era tale da giustificare una saturazione della memoria a breve termine i due studiosi formularono l’esistenza di una memoria di lavoro/working memory.
La working memory sarebbe un sistema deputato al mantenimento e all’elaborazione temporanea delle informazione durante l’esecuzione di differenti compiti cognitivi, come la comprensione, l’apprendimento e il ragionamento.
Spero che sia più chiaro e a presto...
OK: per la seconda prova, appena sono un po' pronta, mi faccio viva!!!!
N.b: cosa ne pensi della traccia che sto affrontando con stressata82? Tosta eeeeh....
Maria
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Grazie Maria! sei stata chiarissima! io nei miei appunti ho scritto solo che baddeley aveva notato che non vi era interferenza da doppio compito se le informazioni memorizzate vengono presentate visivamente e uditivamente insieme... ma se facevano entrambe parte del registro uditivo il compito di rievocazione non era più risolto fluidamente. ora ho anche l'esperimento da citare! grazie davvero!:D
per la traccia che stai discutendo con stressata..che dire?? speriamo che non capiti???
comunque anch'io l'avevo pensata sui test...l'importanza di un impianto teorico di riferimento e la misurazione di precisi costrutti definiti a livello teorico..oltre che come dici tu, limiti nell'utilizzo, setting, importanza della costruzione, strumenti, campionamento etc...
però forse la domanda parla di SPECIFICHE funzioni...
mi verrebbe in mente l'approccio fattoriale nello studio dell'intelligenza...in cui il legame tra teoria e test è fortissimo... ma quali sono i problemi in tal caso? mi sembra che teoria e test in questo senso non creino nessun problema...
pensando e meditando :medito: forse conviene fare un discorso in generale sui test con relativi aspetti positivi e negativi! non sarà molto pertinente ma per lo meno andiamo sul sicuro... è il solito saperla smenare...:P
grazie ancora e a presto!
PS ma tu vivi a pd??
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao a tutte! :Ops:
ho letto che una volta era uscita una traccia intitolata "il setting", punto. dove posso trovare qualcosa di sintetico ma completo per un eventuale traccia così orrenda? :argh: su internet non riesco a trovare nulla!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao balubina!
mamma mia che tracce da paura escono ogni tanto!:sbonk:
ma l'hanno data a pd quella sul setting?
io l'unico consiglio che potrei darti è quello di andare a vedere i 2 libri di semi sul colloquio! sono semplici e veloci da leggere...soprattutto il primo che ha scritto che si intitola "tecnica del colloquio"...ovviamente il questo libro si parla di setting in psicoanalisi e non applicato alla psicologia speriementale!
per il livello sperimentale ho letto nel galimberni che il setting riguarda le regole di applicazione di un test, in assenza delle quali è impossibile una rilevazione che abbia consistenza scientifica..tipo determinare le sequenze di presentazione, il tipo di comunicazione verbale, neutralità di chi somministra il test...etc...per evitare contaminazione tra livelli di valutazione professionale e affettiva e non inficiare l'attendibilità dei dati...
ecco io so solo questo del setting...speriam come sempre che capiti una traccia fattibile e che saremo ripagate del nostro studio...:asd:
a presto!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Grazie Maria! sei stata chiarissima! io nei miei appunti ho scritto solo che baddeley aveva notato che non vi era interferenza da doppio compito se le informazioni memorizzate vengono presentate visivamente e uditivamente insieme... ma se facevano entrambe parte del registro uditivo il compito di rievocazione non era più risolto fluidamente. ora ho anche l'esperimento da citare! grazie davvero!:D
per la traccia che stai discutendo con stressata..che dire?? speriamo che non capiti???
comunque anch'io l'avevo pensata sui test...l'importanza di un impianto teorico di riferimento e la misurazione di precisi costrutti definiti a livello teorico..oltre che come dici tu, limiti nell'utilizzo, setting, importanza della costruzione, strumenti, campionamento etc...
però forse la domanda parla di SPECIFICHE funzioni...
mi verrebbe in mente l'approccio fattoriale nello studio dell'intelligenza...in cui il legame tra teoria e test è fortissimo... ma quali sono i problemi in tal caso? mi sembra che teoria e test in questo senso non creino nessun problema...
pensando e meditando :medito: forse conviene fare un discorso in generale sui test con relativi aspetti positivi e negativi! non sarà molto pertinente ma per lo meno andiamo sul sicuro... è il solito saperla smenare...:P
grazie ancora e a presto!
PS ma tu vivi a pd??
Ciao magari ritornerò su questa traccia più avanti ma comunque le cose che dici credo siano tutte pertinenti....
Non vivo a Padova, ci sono stata per qualche anno per finire gli esami, ma poi sono tornata nella mia città natale, e cioè Bergamo. Tu invece abiti proprio a Padova???
Ho visto l'ultimo messaggio di Balubina: non crdevo che anche a Padova potessero uscire tracce di quel genere!!!Speravo uscissero così solo a Torino... nel caso disgraziato magari la rivolto sul discorso dei test come dici tu....
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
scusate! non volevo fare terrorismo psicologico... :sbonk: quella traccia sul setting non l'ho vista su vecchie tracce di pd, però, che ne so, siccome anche nel libro di rigoni dicono che potrebbe uscire qualcosa di clinica, sviluppo o sociale, nonostante sia "fuori legge", io mi preoccupo! lo so sono angosciante, scusatemi ancora, sorry sorry sorry!
in compenso volevo chiedervi un'altra informazione..:Ops: anche se non me la merito lo so...:asd: il fatto è che studiando sempre questo benedetto linguaggio mi chiedevo: volendo contrapporre come teorie vygotskij e piaget credo verrebbe un buon tema, ci sono sufficienti argomentazioni da porre a confronto, però non ho trovato informazioni ben chiare riguardo alla questione "meriti e limiti" di ognuna delle 2 teorie, avreste qualche consiglio?
grazie grazie super grazie!!!!!!
p.s. per francesca, forse te l'avevo già chiesto e non mi hai risp, oppure non te l'ho chiesto, sei anche tu del vecchio ordinamento come maria o condividi con me la disgrazia del nuovo ordinamento? :argh:
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Salve ragazze!
complimenti x la vostra competenza!
dò qualche sbirciata ognitanto alle vstre discussioni,ma sinceramente mi prende l'ansia perchè non sono affatto preparata come voi :jd:
quindi visito un pò meno questa stanza....
però...darò lo stesso l'eds!convintissima!
ciao!
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
haidiPsy
Salve ragazze!
complimenti x la vostra competenza!
dò qualche sbirciata ognitanto alle vstre discussioni,ma sinceramente mi prende l'ansia perchè non sono affatto preparata come voi :jd:
quindi visito un pò meno questa stanza....
però...darò lo stesso l'eds!convintissima!
ciao!
ciao haidy bentornata! :yahoo: sai, mi stupisce questo tuo post perchè fino a poco tempo fa io provavo la stessa sensazione quando leggevo le discussioni che coinvolgevano magari te e maria...curioso no?! quindi che dire, capisco benissimo la tua ansia ma sto cercando di razionalizzare e di studiare non solo il più ma soprattutto il meglio possibile...o per lo meno per quello che credo sia il meglio! :sbonk: perciò riamani tra noi :Ops: anzi amgari potremmo anche incontrarci dal vivo il fatidico 23 giugno... :mano:
p.s ah! e il tuo cagnolino come sta?
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
scusate! non volevo fare terrorismo psicologico... :sbonk: quella traccia sul setting non l'ho vista su vecchie tracce di pd, però, che ne so, siccome anche nel libro di rigoni dicono che potrebbe uscire qualcosa di clinica, sviluppo o sociale, nonostante sia "fuori legge", io mi preoccupo! lo so sono angosciante, scusatemi ancora, sorry sorry sorry!
in compenso volevo chiedervi un'altra informazione..:Ops: anche se non me la merito lo so...:asd: il fatto è che studiando sempre questo benedetto linguaggio mi chiedevo: volendo contrapporre come teorie vygotskij e piaget credo verrebbe un buon tema, ci sono sufficienti argomentazioni da porre a confronto, però non ho trovato informazioni ben chiare riguardo alla questione "meriti e limiti" di ognuna delle 2 teorie, avreste qualche consiglio?
grazie grazie super grazie!!!!!!
p.s. per francesca, forse te l'avevo già chiesto e non mi hai risp, oppure non te l'ho chiesto, sei anche tu del vecchio ordinamento come maria o condividi con me la disgrazia del nuovo ordinamento? :argh:
Ciao Balubina!Io sono del nuovo ordinamento, sfortunate noi!:zott:
Ti dico le critiche che ho trovato io alla teoria di Vygosky (che poi sono quelle che gli fa chomsky) sono:
-linguaggio troppo complesso per essere appreso solo socialmente attraverso l'interazione con l'ambiente, assimilando esperienze.
-il linguaggio non è primariamente sociale (mirato alla comunicazione interperonale) ma si sviluppa per predisposizione linguistica innata
Pro:
-il fatto di prendere in considerazione l'interazione con l'ambiente e la capacità di assimilare esperienze come fondamentali per lo sviluppo del linguaggio (cosa che chomsky sottovaluta)
critica il modello piagetiano (sono critiche generali non specifiche a linguaggio):
-carenza di rigore sperimentale e psicometrico
-sottostima dei fattori motivazionali e affettivi
-ruolo della socializzazione non è fondamentale per la foramzione di strutture per adattamento ad ambiente.
-linguaggio appreso secondariamnte alla formazione di schemi cognitivi.
-manca vera spiegazione di come avviene passaggio tra stadi evolutivio so dirti solo questo, perchè se dovesse uscire il tema del linguaggio io farei un confronto tra chomsy e vigostky.. che nel vademecum è fatto benissimo!
spero di esserti stata d'aiuto!
a presto....
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Ciao Balubina!Io sono del nuovo ordinamento, sfortunate noi!:zott:
Ti dico le critiche che ho trovato io alla teoria di Vygosky (che poi sono quelle che gli fa chomsky) sono:
-linguaggio troppo complesso per essere appreso solo socialmente attraverso l'interazione con l'ambiente, assimilando esperienze.
-il linguaggio non è primariamente sociale (mirato alla comunicazione interperonale) ma si sviluppa per predisposizione linguistica innata
Pro:
-il fatto di prendere in considerazione l'interazione con l'ambiente e la capacità di assimilare esperienze come fondamentali per lo sviluppo del linguaggio (cosa che chomsky sottovaluta)
critica il modello piagetiano (sono critiche generali non specifiche a linguaggio):
-carenza di rigore sperimentale e psicometrico
-sottostima dei fattori motivazionali e affettivi
-ruolo della socializzazione non è fondamentale per la foramzione di strutture per adattamento ad ambiente.
-linguaggio appreso secondariamnte alla formazione di schemi cognitivi.
-manca vera spiegazione di come avviene passaggio tra stadi evolutivio so dirti solo questo, perchè se dovesse uscire il tema del linguaggio io farei un confronto tra chomsy e vigostky.. che nel vademecum è fatto benissimo!
spero di esserti stata d'aiuto!
a presto....
grazie per il tuo contributo francesca! purtroppo anch'io di piaget ho solo le critiche generali e non specifiche sul linguaggio quindi valuterò cosa scegliere...io che, come vi avevo detto ho il vademecum ma non quel capitolo (cavolacci!!!!), avevo come contrapposizioni chomsky-bruner e piaget-vygotskij, ma naturalmente chomsky-vygotskij potrei benissimo contrapporli anche senza vademecum... quindi cmq grazie mille!
p.s. di dove sei tu?
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
ciao haidy bentornata! :yahoo: sai, mi stupisce questo tuo post perchè fino a poco tempo fa io provavo la stessa sensazione quando leggevo le discussioni che coinvolgevano magari te e maria...curioso no?! quindi che dire, capisco benissimo la tua ansia ma sto cercando di razionalizzare e di studiare non solo il più ma soprattutto il meglio possibile...o per lo meno per quello che credo sia il meglio! :sbonk: perciò riamani tra noi :Ops: anzi amgari potremmo anche incontrarci dal vivo il fatidico 23 giugno... :mano:
p.s ah! e il tuo cagnolino come sta?
GRAZIE BALUBINA, SEI MOLTO MOLTO GENTILE!:lode:
il mio cagnolone sta bene!grazie!
ora sto studiando un pò a modo mio (bhè del resto penso che ognuno si prepari come gli riesce meglio) non mi sto ponendo altre tracce-titoli d'esame perchè x ora mi trovo meglio così. però magari più avanti mi faarò viva con te.
Intanto ti mando un abbraccio e ti ringrazio per le collaborazioni precedenti insieme a Maria!
:bacetto:
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
oh ecco qua, ho trovato questa traccia:
"Perché è difficile l’apprendimento di nuove conoscenze? Il/la candidato/a indichi i fattori che possono facilitare od ostacolare l’apprendimento, facendo possibile riferimento ad uno dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale o clinico."
voi cosa rispondereste?
o questa:
"La psicologia studiaa e opera su individui e su sistemi di individui, che sono
tipicamente strutture di carattere dinamico, soggette a costante evoluzione nel corso
della loro esistenza.
La candidata/Il candidato illustri in generale l’importanza della dimensione temporale
(diacronica, longitudinale, evolutiva) nella scienza psicologica: Scelga poi uno specifico
settore della psicologia (ad esempio, processi di conoscenza e di apprendimento,
oppure strutture e dinamiche sociali, oppure paradigmi di psicologia clinica, ecc.), ed in
rapporto ad esso richiami determinati problemi e/o risultati significativi che coinvolgano
in posizione critica i concetti di cambiamento, dinamicità, sviluppo."
p.s. posso dirvi una cosa? ogni volta che leggo le tracce mi prende il panico...a volte hanno scritto tracce tipo "la memoria", "l'attenzione", etc, ma altre cavoli mi viene da piangere...riuscite a dirmi una frase di conforto? sigh, sigh.
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
balubina quanto ti capisco! anche a me a vedere certe tracce prende il panico..ma dobbiamo pensare che prende a tutti...mica solo a noi due!!!!!:asd:
se esce una traccia infattibile come la seconda che hai proposto non bocceranno tutti i candidati??? dai non si è mai visto! quindi calma e serenità!
per la prima traccia io ho pensato a:
-comportamentismo e apprendimento
-ruolo rinforzi (rinforzare comportamento alternativo)
-inutilità punizioni...
-impotenza appresa
in alternativa:
-motivazione nell'apprendimento
-legata ai concetti di: rotter (locus), bandura (percezione di autoefficacia), weiner (cause stabili, interne, controllabili).
Per la traccia sul linguaggio, come ti dicevo io confronto Chomsky e Vigostkij
, ma secondo me va benissimo anche chomsky e bruner come dicevi tu!!!...anche se in realtà bruner accetta l'esistenza della LAD, ma gli accosta anche la SSA... va bene anche vigostkij e piaget (confrontando il tema dell'egocentrismo del linguaggio che in piaget è primario)...
mi raccomando non agitarti, che non serve a nulla! (te lo dico io che sono un'ansiosa cronica...)
PS io vivo a padova...tu?
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao a tutte!
ho una domanda da porvi:
quali temi di psicologia sociale preparate voi?
io sono un pò in crisi..la psicologia sociale non mi è mai piaciuta...e ho fatto solo un esame al triennio su questi argomenti...
per ora io ho letto un pò sulla comunicazione e persuasione e sulle attribuzioni sociali...forse è poco!
mah...:mumble:
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
oh ecco qua, ho trovato questa traccia:
"Perché è difficile l’apprendimento di nuove conoscenze? Il/la candidato/a indichi i fattori che possono facilitare od ostacolare l’apprendimento, facendo possibile riferimento ad uno dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale o clinico."
voi cosa rispondereste?
o questa:
"La psicologia studiaa e opera su individui e su sistemi di individui, che sono
tipicamente strutture di carattere dinamico, soggette a costante evoluzione nel corso
della loro esistenza.
La candidata/Il candidato illustri in generale l’importanza della dimensione temporale
(diacronica, longitudinale, evolutiva) nella scienza psicologica: Scelga poi uno specifico
settore della psicologia (ad esempio, processi di conoscenza e di apprendimento,
oppure strutture e dinamiche sociali, oppure paradigmi di psicologia clinica, ecc.), ed in
rapporto ad esso richiami determinati problemi e/o risultati significativi che coinvolgano
in posizione critica i concetti di cambiamento, dinamicità, sviluppo."
p.s. posso dirvi una cosa? ogni volta che leggo le tracce mi prende il panico...a volte hanno scritto tracce tipo "la memoria", "l'attenzione", etc, ma altre cavoli mi viene da piangere...riuscite a dirmi una frase di conforto? sigh, sigh.
Per Balubina:
Ciao Balubina non essere troppo preoccupata perchè, come dice Francescap di fronte a tracce assurde, tutti hanno le stesse difficoltà e dunque la commissione credo che premi chi fa un discorso che abbia almeno una certa coerenza con la traccia (ho sentito di gente che per affontare lo stesso tema, ha parlato di argomenti diversi ed è stata cmq promossa...speriamo che anche ques'anno siano così clementi).
Poi tra l'altro io non sono così preparata come sembra perchè rispondo alle tue domande sempre con sotto gli appunti...chissà quando me li toglieranno da sotto il naso!!!
Per quanto riguarda le critiche a Piaget, anche io conosco quelle che ti ha scritto Francesca e penso che se mi serviranno le tirerò fuori.
Io cmq farò il confronto tra Vygotskij e Chomsky ma è assolutamente opportuno anche quello tra vigostkij e piaget ...
Per quanto riguarda la traccia: "Perché è difficile l’apprendimento di nuove conoscenze? Il/la candidato/a indichi i fattori che possono facilitare od ostacolare l’apprendimento, facendo possibile riferimento ad uno dei settori psicologici, ossia quello generale o evolutivo o sociale o clinico."
Per questa traccia anche io come , Francesca parlerei dei concetti del locus of control, autostima e senso di autoefficacia che sono molto importanti in ambito scolastico...
Per quanto riguarda l'altra allucinante traccia mi sembra una traccia scrittta dal Prof Turchi per cui mi verrebbe da rispulciare i suoi appunti di psicologia clinica sul paradigma narrativistico che si situa in una dimensione diacronica
(realtà che cambia e si modifica nel momento stesso in cui si cerca di definirla e che non può mai essere colta nella sua contingenza, in una dimensione sincronica).
Forse in maniera più facile si potrebbe parlare dei processi di apprendimento nella teoria di Piaget ma però boh sono solo ipotesi....non è per niente chiaro cosa chiede il tema...
Per Francescap1981:
Di psicologia sociale studio solo: Jurt Lewin, percezione sociale, teorie sull'attribuzione, pregiudizi e stereotipi, magari mi leggo qualcosa su locus of control, autostima e senso di autoefficacia visto l'ultima traccia proprosta da Balubina.....
Per haidispy:
Bentornata!!!!
Haidi non preoccuparti, almeno per quanto riguarda me, rispondo sempre con sotto gli appunti per cui non sono poi così preparata....Poi tra l'altro non mi sembri così impreparata visto gli ottimi contributi che ci hai dato su Ekman e così via....Dai cerca di partecipare al nostro forum (lo so noi siamo a volte un po' troppo pignole!!!)
Nb: come sei messa per la seconda prova???Io non riesco a venirne fuori, ho un po' di casini in testa, ma a breve vorrei discutere un po' sui casi clinici....
Allora a presto a tutte quante!!!!
Maria
-
Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
per maria:
grazie! sono andata a ripassare tutto il discorso su locus of control etc, effettivamente è una delle tracce più semplici, ma presa dall'ansia mi sembravano tutte difficilissime!
riguardo alla seconda prova ti ho risposto nell'altro post, ad ogni modo posso dirti che se puo usa l'esperienza del tirocinio citandolo. cioè se ad esempio l'hai fatto in neurops infantile ti conviene fare la traccia dell'evolutivo spiegando quello che fanno lì, mi hanno detto che è la cosa migliora, dimostra competenza ed è inconfutabile! quindi chi ha fatto questo tipo di tirocinio può ritenersi a questo proposito fortunata perchè c'è sempre una traccia evolutiva! invece per chi come me l'ha fatto in un settore del clinico, se esce la traccia specifica usi l'esperienza di tirocinio se no ti rifai ai testi. ma mi raccomando, tutti tutti tutti mi hanno detto di mostrare molta poca "sicurezza" cioè fare ragionamenti, ipotesi, dimostrare cioè di saperne ma di non essere assolutamente propenso a dare giudizi affrettati.
a presto! :ciao:
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao care colleghe!
pensavo agli aspetti applicativi riguardanti una teoria sulla memoria.
nel caso io scegliessi la teoria della specificità della codifica, avrei pensato riguardo metodo e applicazioni:
psicologia giuridica con il metodo della riattualizzazione del contesto con l'intervista cognitiva di Fischer.
secondo voi va bene?
mentre sono un pò inguaiata riguardo la Percezione. per quanto concerne il piano applicativo ho letto che Bonaiuto e Canestrari hanno condotto esperimenti sulla deprivazione sensoriale prolungata. ma non ho trovato che 4 righe soltanto sull'argomento.
voi sapete dirmi qualcosa?
Grazie x l'attenzione :ciao:
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
haidiPsy
ciao care colleghe!
pensavo agli aspetti applicativi riguardanti una teoria sulla memoria.
nel caso io scegliessi la teoria della specificità della codifica, avrei pensato riguardo metodo e applicazioni:
psicologia giuridica con il metodo della riattualizzazione del contesto con l'intervista cognitiva di Fischer.
secondo voi va bene?
mentre sono un pò inguaiata riguardo la Percezione. per quanto concerne il piano applicativo ho letto che Bonaiuto e Canestrari hanno condotto esperimenti sulla deprivazione sensoriale prolungata. ma non ho trovato che 4 righe soltanto sull'argomento.
voi sapete dirmi qualcosa?
Grazie x l'attenzione :ciao:
Ciao Haidi io per la memoria mi sono preparata il modello a 3 memorie ad opera di Atkinson e Shiffrin (1968) che ha come aspetti applicativi le mnemotecniche per cui non so dirti sulle applicazioni della teoria della specificità della codifica...
Per quanto riguarda la percezione anche io ho cercato tanto ma non ho trovato praticamente niente: anche io avevo trovato 2 righe che parlavano degli esperimenti sulla deprivazione sensoriale ma non riuscendo a trovare la teoria di riferimento di queste applicazioni, avevo poi scelto di illustrare le teorie associazionistiche e la psicologia della gestalt sebbene di queste non conosca assolutamente gli aspetti applicativi....
Come vedi sono in crisi come te...
Chiediamo aiuto a Balubina e Francesca che sono così brave: voi che teorie sulla percezione illustrate? avete trovato gli aspetti applicativi? GRAZIEEEEEEEE
A presto!
Maria
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
ciao a tutte!
anche io come aspetti applicativi della memoria mi son studiata le memotecniche!che comunque si legano anche alla specificità di codifica, in quanto ad esempio gli ancronimi fanno da indici di richiamo (studiati da craick e tulving nel 75).
io onestamente la percezione non l'ho stuadiata in modo approfondito: non credo che uscirà mai, almeno spero!:zott:
comunque indubbiamnte è superimportante il contributo della teoria della gestal!
i principi di unificazione di wertaime, l'organizzazione figura-sfondo e la percezione del movimento stoboscopico sono tutte state sudiate in primis dalla gestalt!
io poi ho trovato una teoria molto interessante che si chiama New look of percepition (bruner) che sostiene che la percezione è influenzata da emozioni, atteggiamenti, stati d'animo. (esperimento: i bambini poveri vedono le monete come più grandi di quelli ricchi).
come ambito applicativo...mah!:mumble: che ne dite della lettura? (contesto ridondante e lettura di parole anche se mancano delle lettere...)
è tirata per i capelli però!
ecco tutto quello che so.. spero vi sia utile!
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
grazie x il confronto e chiarimenti, ragazze.
è vero Francesca, la teoria del Newlook è interessante e vi appartiene anche Witkin che ha apportato studi interessanti sul rapporto che intercorre tra personalità e percezione. infatti il test della figura nascosta ddi Witkin è un metodo d'indagine utilizzato in campo percettivo utile anche ad una valutazione psicodiagnostica.
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Ho pensato che forse l'Hutt Adaptation Bender Gestalt Test (HABGT) che avevo messo nei metodi di indagine della percezione può essere considerato un aspetto applicativo della teoria della gestalt, in quanto viene usato in ambito clinico con intenti psicodiagnostici. Che ne dite? Ci può stare?
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
eccomi qua! :D
dunque, riguardo alla memoria anch'io ho studiato le mnemotecniche (viva il vademecum... :asd:)
invece riguardo alla percezione parlerei dei modelli (per esempio quello di marr e di lissauer) usati in neuropsicologia per la diagnosi dei diversi tipi di agnosie...
se chiedessero aspetti non patologici citerei gli studi della gestalt sulle illusioni percettive...
ciao donne psy! :Ops:
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Riferimento: proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS?
Citazione:
Originalmente inviato da
mariacoelli
Ho pensato che forse l'Hutt Adaptation Bender Gestalt Test (HABGT) che avevo messo nei metodi di indagine della percezione può essere considerato un aspetto applicativo della teoria della gestalt, in quanto viene usato in ambito clinico con intenti psicodiagnostici. Che ne dite? Ci può stare?
si maria, l'ho in mente anch'io l'HABGT...
Riguardo il test di Witkin,ho sbagliato,è un cognitvo.anche questo distinguendo sogg dipendenti e indipendenti dal campo percettivo è giunto ad individuare 2categorie di soggetti...e quindi uno screening per caratteristiche di personalità.
riguardo il falabella e il gabbard x caso clinico...anch'io ho notato differenti approcci...x es. riguardo i pz paranoici il gabbard sconsigliava la terapia di gruppo,mentre falabella no...quindi pareri contrastanti:psico:
a risentirci, ciao a tutte.