bene, concordiamo tutti lo stesso pensiero!:approved:
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Ok, ma è bene chiarire cosa sia il coach, l'ambito ecc. Ai "capi" si consiglia di diventre coach dei propri collaboratori. Sono laureato in Filosfia, ma da 30 anni faccio (anche) il formatore. Occore un albo professionale, magari diviso in aree di competenza.
Non sono d'accordo, io personalmente nella mia vita, ho ottenuto buoni risultati, lavorando con dei coach non psicologi. Il problema, nasce se invece il coach vuole mettersi a fare lo psicoterapeuta!
[QUOTE=bella primavera;2312246]Non sono d'accordo, io personalmente nella mia vita, ho ottenuto buoni risultati, lavorando con dei coach non psicologi. Il problema, nasce se invece il coach vuole mettersi a fare lo psicoterapeuta![/QUOTe
hai perfettameente ragione, l'importante è diffidare degli imroglioni,
il mio modesto parere è che dal vicino 1989, quando è stato istituito l'Albo degli Psicologi, gli psicologi vengono visti come coloro che vogliono rompere le uova nel paniere a tante altre figure (filosofi, professori di italiano, laureati in varie discipline ecc...) che fino ad allora svolgevano mansioni "psicologiche" (non esistendo ancora la professione dello psicologo, riconosciuta dallo Stato e con un Codice Detontologico a garanzia del proprio operato).
Dal 1989 esiste in Italia la figura dello PSICOLOGO, ma questo viene spesso screditato proprio da coloro che, a vario titolo, si occupano di aree di competenza psicologica. E lo si nota anche da questa e altre discussioni del forum.
Le critiche sono sempre rivolte all'esperienza: la frase tipica è: "voi avete studiato, ma non sapete fare niente perché non avete esperienza, siete presuntuosi". OK, ma se lo psicologo come figura professionale esiste da 20 anni, è ovvio che gli psicologi non possono ancora avere l'esperienza di gente che lavora nel settore da più di 30 anni.
Avendo studiato e fatto un esame di stato si presume che la competenza ci sia (ed è certificato dallo Stato Italiano che tramite, appunto, l'Esame di Stato dichiara: "ok, siete competenti in Psicologia"). L'esperienza la si fa col tempo, ma se si è continuamente attaccati e screditati anche da coloro che attualmente "occupano" il mercato, l'esperienza è un po' difficile farsela.
Chi oggi fa queste cose da 30 anni, all'inizio non aveva nessuna esperienza esattamente come uno psicologo che si iscrive all'Albo oggi (e provenendo da percorsi di studio eterogenei forse anche poca preparazione teorica in merito, rispetto a chi si fa 5 anni di psicologia+esame di stato), ma a differenza nostra all'epoca non c'era nessuno che diceva loro "siete presuntuosi, non avete esperienza, pensate di essere bravi solo voi". :argh:
Nellogoi dice: Occore un albo professionale, magari diviso in aree di competenza. Esiste questo albo: è quello degli Psicologi, non ti pare?
Capisco che questo taglia fuori dalla psicologia tante figure che, pur non essendo psicologi, fanno psicologia. Ma oggi esiste una professione che si occupa di psicologia: lo psicologo! E' talmente semplice da rasentare la banalità
In linea di massima, il tuo discorso non fa una grinza, "della mente umana, può operare solamente chi è laureato in quel campo".
Però a livello pratico, secondo il mio parere, esistono persone, che pur non essendo laureate, possono darti input, per migliorare molte aree della vita personale.
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ok mettiamo il caso che si creasse un Albo dei coach. Saremmo al punto di partenza, perché per aiutare un manager a gestire il tempo, gestire i processi decisionali, o quantaltro, non è necessario essere iscritti a un Albo né tantomeno avere un titolo specifico, come ben dimostrano, appunto, i vari coach che non sono psicologi.
Cioè, se un coach può fare queste cose senza essere psicologo (professione regolamentata dallo Stato con tanto di Albo e Codice Deontologico), cosa ti fa credere che un Albo dei coach possa racchiudere in sé tutti coloro che di fatto fanno coaching senza essere coach?
Se non fossero iscritti a questo ipotetico albo dei coach, invece di scrivere sul biglietto da visita "coach" scriverebbero "trainer", e invece di scrivere "aiutiamo nella gesione del tempo", potranno scrivere "facciamo time-menagement", oppure "time-optimisation". Non c'è limite alla fantasia umana nel creare giochi di parole (come fanno molti nei confronti della psicologia e della psicoterapia, appunto).
Spesso i "coach" non si limitano a fare le cose che hai elencato nel tuo ultimo post. Spesso vanno oltre, e sconfinano marcatamente in aree psicologiche se non, addirittura, di competenza di psicoterapeuti/psichiatri. Lo fanno in modo velato, giocando con le parole. Ma di fatto si approfittano della fragilità di chi a loro si rivolge, e nessuno li "sorveglia" non essendo soggetti a nessun controllo
Ci conosciamo da 30 anni. Ognuno fa la sua parte.
è esattamente questo ciò a cui alludevo quando parlavo della svalutazione della figura dello psicologoCitazione:
E poi, tutti i laureati in psicologia e abilitati sono davvero tutti professionalmente validi? Loro possono scrivere “psicologo” sul biglietto da visita .
.Citazione:
Sul mio biglietto da visita non c’è scritto dottore, e lo sono
anche uno psicologo sul biglietto da visita non scrive "dottore", ma "psicologo", in quanto è sottinteso: ogni laureato è dottore nella disciplina in cui ha studiato. Un avvocato è dottore in legge, un commercialista dottore in economia e commercio.
Potresti scrivere dottore in filosofia (mi pare di aver capito che sei laureato in filosofia, se non erro), certo non solo "dottore" e basta, altrimenti uno si chiede: è dottore in cosa?
scusa la curiosità, ma a questo punto: cosa c'è scritto? cioè, come ti definisci?Citazione:
Non c’è scritto coach perché non mi sembra utile. Ma i successi dei miei clienti mi fanno sentire “dentro” di aver aiutato queste persone a migliorarsi;
eh bè ci mancherebbe altro, mica puoi fare psicoterapia :argh: cioè mandare i clienti da uno psicologo/psicoterapeuta quando dicono di avere una psicopatologia non è un optional...però il fatto che ti capitino queste occasioni, mi fa pensare che non tutti i coach potrebbero essere onesti e corretti come te, ed effettivamente c'è la possibilità che qualcuno si improvvisi "terapeuata" e faccia danni.Citazione:
quando un mio cliente mi dice: non ce la faccio più, sono depresso, allora gli fornisco il biglietto da visita di una mia cara amica, psicologa, con tanto di numero di iscrizione dell’albo. E credo sia una delle prime italiane iscritte. Ci conosciamo da 30 anni. Ognuno fa la sua parte.
Sul bglietto c'è scritto:
Senior consultant
oppure Responsabile area HR
per quanto riguarda il mio titolo di studio mi sto interessando per essere sdottorato. Non ho mai più toccato un libro di filosofia da quando nel 1973 mi sono laureato.
questa discussione mi sembra bizantina: per cui credo di non avre più nulla da aggiungere.
Approfitto per salutare tutti i "postatori"
:mano:
In riferimento alla mancanza di etica. ho trovaTo questo sito vergognoso, se non erro questo master trainer pnl, si spaccia per terapeuta, ho intenzione di segnalarlo all'ordine.
ECCO IL LINK
Terapia PNL
Ciao a tutti, sono Sergio, formatore da 20 anni.
Non sono laureato ma laureando in psicologia (scelta tardiva ma...) e sto cercando di integrare le competenze come formatore con un percorso di coaching.
Lavorando in ambito aziendale, dove gli interventi sono sempre più mirati sulle persone (finalmente il mondo del lavoro si accorge delle persone), la formazione tout court non riesce a "penetrare" sufficientemente e garantire il cambiamento.
Sono d'accordo sul "diffidare dalle imitazioni"; lo psicologo è una cosa, il counsellor un'altra, un'altra ancora il coach.
Sono d'accordo sulla corretta informazione: le persone dovrebbero conoscere le differenze, vantaggi e rischi, obiettivi e applicabilità del ricorso che si fa a ciascuna figura professionale.
Non mi preoccupo dell'albo dei coach, le questioni burocratiche mi interessano poco. Del resto l'iscrizione ad un albo (qualsiasi) non garantisce né l'integrità etico/professionale né la reale competenza della persona. Migliaia di esempi letti in cronaca sono sufficienti credo a suffragare questa affermazione.
Farei attenzione invece al rischio di togliere dignità a ciascun mestiere. I veri professionisti, anche quando pluri-qualificati, per primi dovrebbero tenere ben distinti gli ambiti e spiegare alle persone cui si rivolgono quali sono gli obiettivi, le caratteristiche, le metodologie eccetera di ogni singola tipologia d'intervento.
Il coaching si è rivelato, per mia esperienza diretta, un ottimo STRUMENTO in contesti aziendali. Limitato al contesto e agli obiettivi, passatemi il termine, "para-formativi". Laddove necessario, il coach NON DEVE fare lo psicologo; al più, se si accorge che qualcosa non va (una sensibilità può certamente averla), può far emergere, nelle forme e nei modi dovuti, la necessità del ricorso ad un'altra figura professionale.
Scusate la prolissità :)
S.
Ciao a tutti, chiedo scusa se ritiro su un topic di qualche tempo fa, ho avuto tempo e voglia di leggere tutti gli interventi e vorrei dirvi come la penso.
La premessa generale è che sono uno studente di giurisprudenza che non sa cosa fare della sua vita, e fidandomi di una psicologa (mia madre) mi sono rivolto ad una psicoloterapeuta dell'età evolutiva per fare un colloquio.
Dopo le prime sedute, in cui si è parlato del mio background familiare, ho risposto ad un test con immagini (es: a cosa ti fa pensare questa immagine di uno che lavora nei campi? Al fatto che se non studio finirò nei campi :rolleyes:), ho disegnato due figure umane. A questo punto la Dottoressa mi ha proposto una psicoanalisi a tre sedute a settimana per un periodo di minimo un anno.
Naturalmente, e non mi stupirebbe se questo fosse scritto nel codice deontologico, il servizio offerto non è descrivibile o sintetizzabile per il cliente, e pertanto resterà sempre avvolto dal mistero. O ti fidi, o ti fidi, ciecamente.
E, sempre naturalmente, trattasi di obbligazione di mezzi, pertanto non c'è la garanzia soddisfatti o rimborsati, c'è solo prendersela in quel posto se non funziona.
Io mi sono sparato tre mesi di conversazione sul perché del perché del perché, su mio padre che non è presente e su mia madre ansiosa, eppure ancora non ho scelto l’università, ho i tremori e so che aumenteranno, se resterò ancora molto nell’inazione.
Qui mi fermo, e vi faccio riflettere.
Posto che il nostro sistema è capitalistico, e su questo potete urlare contro i mulini a vento tutto il giorno ma le cose non cambieranno, pensate veramente di poter vendere un prodotto del genere, quando la concorrenza (counseling, pnl, amenità varie) offre se non altro la garanzia soddisfatti o rimborsati?
Pensate che se uno ha un problema , può ipotecare anche solo un anno di vita nella speranza, flebile, di risolverlo? C'è gente che muore da un giorno all'altro, paf. Anche a vent'anni, pensate che ho perso un amico di recente apparentemente sano come un pesce.
Per questo la gente si rivolge a psichiatri, counselor o taumaturgi vari: perchè la terapia promette risultati a breve termine, e se è inefficace c'è sempre tempo di farne un'altra.
Questa la prima considerazione, piuttosto terra terra.
Ora la seconda:
Criticate molto le parapsicologie. Questo è un dato di fatto, lo fate quasi tutti, per tirare acqua al mulino.
Per farlo, invece di spiegare veramente se e perchè una terapia lunga e costosa sia meglio di una breve e costosa, non fate altro che riempirvi la bocca di nomi altisonanti, citazioni, indagini statistiche qui e ordine degli psicologi di là.
Questo, a mio modo di vedere, è sintomo di grande insicurezza e di scarsa autonomia.
L'unica reale utilità delle teorie altrui è il contributo che possono dare alla creazione di un pensiero originale. Non sono il metro per misurare la vostra veridicità, così come non lo sono delle indagini a campione influenzate da mille altri fattori.
L'unico metro per misurare il valore delle vostre teorie, posto che siano vostre idee e non ripetizioni pedanti di un credo sovraimposto (invece che dalla istituzione "chiesa" da quella "facoltà di psicologia"), è l'utilità che ne traete.
E se per qualcuno non funziona, tanti o pochi che siano, ve ne dovete stare.
E se funziona, spesso, è proprio perché le teorie di Festinger sulla dissonanza cognitiva, ci avevano visto lungo.
Dopo sei anni di terapia e soldi buttati nel cesso, difficile avere il coraggio di dire “ma questo progresso incredibile non c’è stato”.
Pertanto, si può veramente dire “non funziona” della pnl come della psicoterapia più suffragata e accreditata dai migliori accademici del mondo, perché non ha senso ragionare in termini assoluti, ma sulla persona presa nella sua singolarità.
Cosa si potrebbe migliorare, secondo me, in questo genere di discussioni:
- esprimere le considerazioni con umiltà, consci del fatto che tutti possono contribuire al progresso dell’umanità e non è una prerogativa dei Dottori.
- valutare l’opinione di un utente non in base a onorificenze ricevute, anni di studio, tirocini, pubblicazioni, ma in base alla nostro, originale, senso critico.
- Essere open-minded. Se la scienza si chiude in se stessa, non lascia spiraglio alla creatività e al genio, non cresce. Se tutti si fossero basati sulle teorie degli altri, la terra sarebbe ancora piatta, la psicologia sarebbe solo il fantasioso parto di un medico impazzito e voi stareste ancora a studiare che l’unico modo per guarire un’isterica è internarla e lobotomizzarla.
Esattamente :rolleyes:Citazione:
KKSERGIO Farei attenzione invece al rischio di togliere dignità a ciascun mestiere.
Bè scusa ma visti i problemi che sono emersi, la psicologa evidentemente c’ha azzeccato a proporti un percorso.Citazione:
LATERAL TALKING Ciao a tutti, chiedo scusa se ritiro su un topic di qualche tempo fa, ho avuto tempo e voglia di leggere tutti gli interventi e vorrei dirvi come la penso.
La premessa generale è che sono uno studente di giurisprudenza che non sa cosa fare della sua vita, e fidandomi di una psicologa (mia madre) mi sono rivolto ad una psicoloterapeuta dell'età evolutiva per fare un colloquio.
Dopo le prime sedute, in cui si è parlato del mio background familiare, ho risposto ad un test con immagini (es: a cosa ti fa pensare questa immagine di uno che lavora nei campi? Al fatto che se non studio finirò nei campi ), ho disegnato due figure umane. A questo punto la Dottoressa mi ha proposto una psicoanalisi a tre sedute a settimana per un periodo di minimo un anno.
Naturalmente, e non mi stupirebbe se questo fosse scritto nel codice deontologico, il servizio offerto non è descrivibile o sintetizzabile per il cliente, e pertanto resterà sempre avvolto dal mistero. O ti fidi, o ti fidi, ciecamente.
E, sempre naturalmente, trattasi di obbligazione di mezzi, pertanto non c'è la garanzia soddisfatti o rimborsati, c'è solo prendersela in quel posto se non funziona.
Io mi sono sparato tre mesi di conversazione sul perché del perché del perché, su mio padre che non è presente e su mia madre ansiosa, eppure ancora non ho scelto l’università, ho i tremori e so che aumenteranno, se resterò ancora molto nell’inazione.
Qui mi fermo, e vi faccio riflettere.
Comunque non ci sono obblighi di nesusn tipo, il cliente è sempre libero in qualsiasi momento di smettere le sedute o di cambiare terapeuta. Se non sei soddisfatto, puoi smettere quando vuoi.
La TERAPIA la può fare lo Psicoterpaeuta. Counselor, coach e compagnia bella non possono fare nulla in presenza di una patologia pena una denuncia per esercizio abusivo dellap rofessione di psicoterapeuta. Neanche lo Psicologo può curare le patologie, ma fare solo "prevenzione". Per fare psicoterapia bisogna fare una scuola di specializzazione. Lo psicoterapeuta infatti può essere medico o psicologo (entrambi con specializzazione post-laurea) e la lunghezza della terapia dipende dal paziente, dai problemi che ha, e dall’orientamento teorico.Citazione:
LATERAL TALKING Posto che il nostro sistema è capitalistico, e su questo potete urlare contro i mulini a vento tutto il giorno ma le cose non cambieranno, pensate veramente di poter vendere un prodotto del genere, quando la concorrenza (counseling, pnl, amenità varie) offre se non altro la garanzia soddisfatti o rimborsati?
Pensate che se uno ha un problema , può ipotecare anche solo un anno di vita nella speranza, flebile, di risolverlo? C'è gente che muore da un giorno all'altro, paf. Anche a vent'anni, pensate che ho perso un amico di recente apparentemente sano come un pesce.
Per questo la gente si rivolge a psichiatri, counselor o taumaturgi vari: perchè la terapia promette risultati a breve termine, e se è inefficace c'è sempre tempo di farne un'altra.
Questa la prima considerazione, piuttosto terra terra
Se la psicologa da cui sei andato ti ha proposto una psicoanalisi di 3 sedute alla settimana evidentemente è una psicoterapeuta a orientamento PSICOANALITICO. Ti potevi scegliere una terapeuta COGNITIVISTA e non ti avrebbe proposto queste sedute.
scusa ma è proprio questo ciò che distingue la psicologia da quella che tu definisci "le parapsicologia": la psicologia in quanto scienza si basa su dati oggettivi e dunque è ovvio che facciamo riferiemnto a dati scientifici come le statistiche.Citazione:
LATERAL TALKING Ora la seconda:
Criticate molto le parapsicologie. Questo è un dato di fatto, lo fate quasi tutti, per tirare acqua al mulino.
Per farlo, invece di spiegare veramente se e perchè una terapia lunga e costosa sia meglio di una breve e costosa, non fate altro che riempirvi la bocca di nomi altisonanti, citazioni, indagini statistiche qui e ordine degli psicologi di là.
- nelle pratiche scientifiche non conta l'umiltà ma la replicabilità dei risultati, chi se ne frega se un ricercatore è umile o arrogante? nessuno, perché nella scienza contato i dati.Citazione:
LATERAL TALKING
Cosa si potrebbe migliorare, secondo me, in questo genere di discussioni:
- esprimere le considerazioni con umiltà, consci del fatto che tutti possono contribuire al progresso dell’umanità e non è una prerogativa dei Dottori.
- valutare l’opinione di un utente non in base a onorificenze ricevute, anni di studio, tirocini, pubblicazioni, ma in base alla nostro, originale, senso critico.
- Essere open-minded. Se la scienza si chiude in se stessa, non lascia spiraglio alla creatività e al genio, non cresce. Se tutti si fossero basati sulle teorie degli altri, la terra sarebbe ancora piatta, la psicologia sarebbe solo il fantasioso parto di un medico impazzito e voi stareste ancora a studiare che l’unico modo per guarire un’isterica è internarla e lobotomizzarla
- Per il secondo punto vale sempre il primo: non conta CHI dice qualcosa, ma i DATI oggettivi a sostegno (è la caratteristica della scienza!)
- ogni ambito della scienza è aperto ai contributi per "crescere", l'importante è che questi contributi vengano poi sottoposti all'indagine scientifica.
Ora non so cosa abbiano a che fare queste cose con il coaching...si trattava di un insieme di critiche (le solite critiche dovute agli stereotipi) alla psicologia.
L'importante è che il coach faccia il coach e nessuno ha nulla da dire
Ci sarebbe da discutere sulla oggettività di tali dati,ma ci sarebbe da discuterne per libri interi.
Intanto perchè i fattori che entrano in gioco sono troppi: la autoconvinzione (la dissonanza cognitiva, da te citata, funzionerebbe col coaching e non con migliaia di euro di analisi? Più il tempo e l'impegno? ), le esperienze eterogenee maturate nel periodo di terapia, comprese letture, rapporti umani, diete, farmaci, congiunture astrali e illuminazioni divine.
La mia impressione (e non voglio sembrare offensivo) è che quando il master trainer di pnl o il counselor avranno un loro titolo accademico, come già succede altrove, e conferiranno una targhetta con scritto Couns. Rossi o Trainer Bianchi, e ci saranno una serie di ricerche che diranno "il 95 % dei pazienti è guarito con questo approccio", allora vi ci butterete a pesce , scoprendo un mondo che per voi magari è fantastico ma non ci mettereste piede per pregiudizio.
Probabilmente, agli albori della TCC o della terapia ericksoniana, la vecchia guardia di psicanalisti avrebbe ragionato come te dicendo che mancavano le basi scentifiche, che l'ordine era in disaccordo eccetera, screditando qualcosa che aveva un potenziale e mancava solo di qualche percentuale.
Si tratta comunque di una mia opinione, e credo sia piuttosto pertinente al topic.
c'è già chi l'ha fatto, e ha preso in considerazione tutti i fattori che hai citato (e anche altri), finché si è giunti ad un metodo standardizzato per valutare l'efficacia della psicoterapia (è di questo che stiamo parlando vero?)
si, effettivamente è così che funziona il mondo accademico: qualunque pratica deve essere validata scinetificamente prima di essere considerata "efficace": se questa pratica si dimostra più efficace delle precedenti, le scalza. Questo è un principio generale della scienza, qiundi anche della Psicologia, di cui fa parte.Citazione:
La mia impressione (e non voglio sembrare offensivo) è che quando il master trainer di pnl o il counselor avranno un loro titolo accademico, come già succede altrove, e conferiranno una targhetta con scritto Couns. Rossi o Trainer Bianchi, e ci saranno una serie di ricerche che diranno "il 95 % dei pazienti è guarito con questo approccio", allora vi ci butterete a pesce , scoprendo un mondo che per voi magari è fantastico ma non ci mettereste piede per pregiudizio.
bè, diciamo che è avvenuto l'esatto opposto: erano gli psicoanalisti che non avevano basi "scientifiche" (perché l'inconscio non è oggettivabile), e qiundi la TCC ha scalzato i vecchi psicoanalisti.Citazione:
Probabilmente, agli albori della TCC o della terapia ericksoniana, la vecchia guardia di psicanalisti avrebbe ragionato come te dicendo che mancavano le basi scentifiche, che l'ordine era in disaccordo eccetera, screditando qualcosa che aveva un potenziale e mancava solo di qualche percentuale.
Anzi il cognitivismo e il comportamentismo (prima metà del '900) sono sorti proprio come reazione alla troppo aleatoria psicoanalisi di fine '800, prendendo in considerazione solo i dati osservabili e misurabili (comportamenti e processi cognitivi), accantonando completamente i concetti "astratti" della psicoanalisi (inconscio, complesso di edipo, e via dicendo).
PS: Questo è l'excursus storico, poi ovviamente la psicoanalisi e il cognitivismo sono 2 approcci completamente diversi e con basi epistemologiche completamente diverse, quindi ognuno mantiene la propria "dignità" e ragion d'essere. La psicoanalisi è tutt'altro che superata, infatti nessun altro approccio indaga quello che viene definito "inconscio" (che per natura non è "empirico")
le opinioni sono sempre intelligenti, l'importante è poi confrontarle con le opinioni altrui o con dati di fatto (io ho cercato di esporti i secondi, visto che ce ne sono) :approved:Citazione:
Si tratta comunque di una mia opinione, e credo sia piuttosto pertinente al topic.
Mi sembra una risposta intelligente la tua, stento ancora a credere alla affidabilità della psicoterapia in particolare psicoanalitica, e non credo che funzioni meglio del counseling o di una bella pizza tra amici su casi come il mio, valutata in rapporto qualità/prezzo. :)
Beh, nessuno cita nomi altisonanti, sono stati citati degli studiosi che hanno fatto ricerche con i criteri della scienza, che per quanto imperfetti nel campo psicologico sono molto più studiati del coaching e della PNL, e quindi per ora sono più affidabili.
Se un medico ti proponesse una cura studiata e una cura che a occhio funziona cosa sceglieresti?
Poi prova a vedere i dati sulla terapia cognitiva-comportamentale o su una psicoterapia breve strategica e vedi se non ci sono dati concreti.
Se nel tuo caso non ha funzionato, non significa che non funzioni. In ogni caso le statistiche mostrano che il tipo di terapia che hai seguito è tra le più lente e inefficaci (ci sono stime che la avvicinano a un puro effetto placebo)
Un buon terapeuta non ragiona in termini assoluti, ma probabilistici, ed i ragionamenti che poni sulla dissonanza cognitiva hanno completamente senso. Il fatto che nel tuo caso non ha funzionato non dimostra che non funzioni per niente, e sicuramente .... se in alcuni casi psicoterapie con anni di studi alle spalle non funzionano ... figuriamoci se funzionano pratiche che non hanno neanche quell'obiettivo, ovvero quello di superare un disturbo come l'ansia ...
Confrontare la facoltà di psicologia alla chiesa è un parere (molto poco umile diversamente da quello che scrivi dopo), che secondo me non ha molto senso, ha senso riferendoci ad alcune persone che si nascondono dietro citazioni non suffragate in ambito sperimentale ed empirico, e non ad occhio.
Penso che si lasci spazio anche alle nuove terapie, ma il discorso era del tutto diverso, se ogni giorno esce un nome nuovo come life coach (nome più altisonante e supponente di tutte le citazioni psicologiche che sono state fatte... secondo me è un nome terrificante che presuppone una persona in grado di allenare gli altri alla vita...ma da quale pulpito!!!) se esce ogni giorno un nome simile io parlo di strategie di marketing, e parlo di gente che suppone senza prove scientifiche nè minimamente osservabili, parlo di gente che vuole fare soldi sulle debolezze altrui, facendo credere all'altro che ci sia un allenamento alla vita, e che questo allenamento alla vita lo conosce lui e nessun altro e questa è religione, mentre la psicologia non è religione, ma è uno studio e c'è chi lo fa male, ma almeno non fa religione.
Scusami Igorino, mi pare che nel tuo ragionamento ci sia di base una ideologia per cui tutto ciò che è venduto, attraverso un'opera pubblicitaria o di marketing che dir si voglia, sia necessariamente una truffa.
Non voglio scadere nella politica, ma mi sembra che rifiutare la logica di mercato, nel 2010 e nel mondo della globalizzazione, sia veramente urlare contro i mulini a vento.
Liberissimo di farlo, ma io credo che esista un margine etico anche nel marketing, e consista nel decidere di promuovere attivamente solo i prodotti di cui si è convinti dell'efficacia.
Pertanto, se uno psicoterapeuta trovasse una terapia funzionante, in cui crede veramente, io non avrei nulla da obiettare se si promuovesse attraverso assurdi nomi americani o advertising su siti google.
Ti faccio presente che, mentre ti sto scrivendo, ho una finestra di facebook aperta con un banner di una scuola di psicoterapia esistenziale :)
Quello che ti chiedo è:
Perchè i risultati ottenuti dalla PNL o dal counseling non sarebbero minimamente osservabili, mentre quelli delle altre scuole sì?
Non è che, semplicemente, non sono state fatte ricerche perchè non ce n'era la necessità o la disponibilità?
Quanto peso diamo alla statistica e all'autorità per toglierne alla nostra autonomia critica?
caro Lateral, quando si parla di SALUTE il marketing per promuovere un certo tipo di trattamento NON E' DEONTOLOGICO. Infatti il Codice Deontologico degli Psicologi impone un certo modo di fare pubblicità (targhe, biglietti da visita, CERTI canali su inernet, ecc...) e vieta esplicitamente qualunque tipo di pubblicità basata sul procacciamento della clientela. Il marketing si fonda proprio su questo: sul procacciamento della clientela.
Tempo fa ero andato ad una presentazione di un corso sulle tecniche di memoria. Ovviamente non era fatto da psicologi, e il tipo ha fatto fare una prova di memoria: dovevamo imparare una lista di parole. Alla fine tutti ricordavamo solo le prime e le ultime. Questo è normalissimo perché leggendo una lista di parole scollegate le parole in mezzo non le memorizziamo, e memorizziamo solo le prime e le ultime, e questa legge in Psicologia Generale si chiama "effetto primacy" e "effetto recency" (le prime vengono ripetute mentalmente, e le ultime sono più vicine nel tempo; quelle in mezzo non le memorizziamo perché siamo mentalmente impegnati a ripetere le prime). Come se non bastasse durante la rievocazione avevano messo anche una musica di sottofondo (che è un fattore distrente). Solo che le povere persone ignare del pubblico non sapevano queste cose, e hanno creduto di essere smemorati, con danni anche alla propria autostima. Tutto ciò era finalizzato a far credere di essere smemorati in modo da promuovere il corso. Ecco questo è il marketing. Ti pare corretto? giocare sull'ignoranza e sulla buona fede per vendere il proprio prodotto.
il peso alla statistica ha senso quando si vuole sapere se un tipo di trattamento è più efficace rispetto ad un altro, c'è poco da fare.Citazione:
Quanto peso diamo alla statistica e all'autorità per toglierne alla nostra autonomia critica?
Inoltre la ricerca in psicoterapia oltre a capire quale tipo di trattamento è più efficace, cerca di capire anche quali fattori determinano questa efficacia (fattori terapeutici)
Non penso quello che hai scritto, il marketing ovviamente non è sbagliato in sè, promuovere un servizio non ha niente di male, però la tanto vantata (presunta) efficacia deve essere messa alla prova.
Mi parli di marketing etico, ma che etica c'è in un prodotto non testato, è come se cercassi di vendere un sapone senza testarne il PH e poi dire che è a Ph neutro mentre magari è acido.
E' un tuo presupposto che io rifiuti la logica di mercato.
Non basta essere convinti, bisogna testare gli strumenti e dire fino a che punto sono efficaci. Nessuno strumento in ambito di "persone" (quindi che si tratti di terapia, di coaching, di interviste di selezione) ha la capacità di predire al 100% un risultato, ma bisogna capire qual è il marketing, e i nomi che vengono venduti con nomi fighi sono pubblicità ingannevole e non marketing etico.
Se si parla della PNL come ho trovato in diversi siti di programmazione neuronale o addirittura di neuroscienza stiamo ingannando il pubblico non stiamo facendo marketing.
La neuro-linguistica non ha niente a che vedere con la PNL, allora perché includere un nome con un altro significato in programmazione neuro linguistica?
E' come se prendessi un big mac e ci scrivessi che dietetic-mac senza testarne i grassi e senza avere neanche l'idea di farlo.
"Se uno psicoterapeuta trovasse una terapia funzionante" non è una cosa che si fa occhio, è come se per testare un prodotto (prendiamo il sapone di prima) usassi come test "spalmare il sapone su qualcuno e vedere che succede". Oppure mangiare una delle 10000000 mozzarelle che produco e vedere se mi faccio del male o meno.
Trovare una terapia funzionante significa identificare un metodo, creare dei protocolli validi per i vari disturbi, tentare e provarne l'efficacia con questionari standardizzati, valutare i sintomi, se scompaiono se sono ancora presenti, creare un addestramento valido... Non a occhio come fanno alcuni presunti metodi.
Qui sono molto d'accordo con te, la tristezza come c'è fuori dalla psicologia c'è anche dentro.
Per quanto riguarda il counseling dipende da quale corrente segui. Per quanto riguarda la PNL non esistono conferme tra i supposti tipi (visivo, auditivo, cenestesico), non esiste una sistematizzazione delle strategie da utilizzare per superare il sintomo, le tecniche non vengono definite bene... Si legge nei libri "tutto è ipnosi" .... "tutto è ancoraggio"...."tutto è ristrutturazione"... Allora se tutto è tutto valuti ad occhio e se valuti a occhio non stai facendo una cosa scientifica. L'unica cosa che puoi fare è prendere dei trainer PNL e confrontarli con un disturbo...ad esempio le fobie che tanto dicono di saper far superare, e fare degli studi con test-retest con questionari standardizzati per la valutazione dell' efficacia della terapia (perché se tanto si parla di far passare l'ansia e le fobie...loro possono anche negare, ma si tratta di terapia). Esiste anche uno studio di questo tipo sull'ansia e non ha avuto un buon effetto...
Alcune questioni della PNL sono osservabili...come ti scrivo sopra puoi prendere dei trainer e vedere se "funzionano", ma non sono osservabili molte altre cose perché non sono definite....tanto "tutto è ipnosi"...."tutto è ancoraggio"...."tutto è ristrutturazione"
E' un peccato che ci siano poche ricerche sulla PNL, sicuramente non abbastanza per dire che "funziona" e non ce ne sono abbastanza neanche per dire che "non funziona".
Con la seconda domanda (facendo PNL anch' io) utilizzi dei presupposti, ovvero presupponi che ci sia la statistica a un estremo del continuum e l'autonomia critica dall'altra....Ma le cose a mio parere vanno di pari passo, la statistica va letta in maniera critica e non sparando numeri (c'è anche chi fa un cattivo uso della statistica), e proprio perché ritengo giusto valutare sia la statistica che l'autonomia critica, sapendo cos'è la ricerca scientifica psicologica e sapendo che la PNL non ne ha molto, non ho detto a priori che funziona o che non funziona, mi sono letto una quindicina di libri di PNL e mi sono sfogliato i vari siti di gente e presunti esperti (che hanno fatto un corso di 10 giorni) e ho sono letto cosa dicono, e con il mio senso critico oltre ai suggerimenti della statistica, e con l'applicazione delle tecniche ho un mio parere sulla PNL e sulla sua utilità che non è del tutto negativa, ma non confrontiamola con delle terapie studiate sul serio, almeno per ora non ha quello status e spero che in futuro si confronti questa PNL con degli studi veri e non con la buona parola dei presunti guru che girano spesso su internet.
Della PNL trovo efficace:
1. il rispecchiamento
2. ipnosi ericksoniana (è una questione presa dalla psicologia)
3. ristrutturazione (è una questione che non inventano loro e che viene ripresa dalla scuola di palo alto)
4. il linguaggio non verbale(è una questione presa da studi psicologici, antropologici etc...)
5. il linguaggio trasformazionale (ripresa da chomsky)
6. re-incorniciamento (il framing è un concetto psicologico sviluppato da tversky e kahneman e studiato sistematicamente...ha prodotto risultati e infatti funziona e funziona anche bene)
7. leggere la direzione degli occhi
8. meta-modello
9. alcuni aspetti dello sleight of mouth
10. alcuni aspetti del modellamento (non è un concetto di PNL ma è un concetto psicologico)
Sulla PNL trovo inefficace
1. il re-imprinting
2. l'ancoraggio
3. alcuni aspetti dello sleight of mouth
4. come viene comunicata al pubblico (è efficace solo per i loro portafogli)
Questo è il mio parere, che ovviamente non ha validità scientifica però vi invito a osservare come, quanto la PNL abbia inventato poco e quanto riprenda dalla psicologia (d'altronde sono strutturalisti come molto psicologi), e al contempo affermano di contrapporsi alla psicologia e allo stesso tempo vendono metodi che ritengono psicoterapeutici ma li vendono a un pubblico che non ha conoscenze psicologiche, il tutto senza studi!!! Se non è marketing non etico questo.... La PNL è un Big-Mac, e come il big-mac funziona benissimo...per i portafogli di chi fa marketing!!!
Vi ringrazio per questi interventi perchè mi sembra una discussione molto costruttiva... Spero che sia anche per voi una buona occasione per confrontarsi con un ragazzo qualsiasi che giudica "da esterno".
Che la PNL avesse "tratto da" lo sapevo, almeno per quanto riguarda la terapia Ericksoniana.
Il che, di per sè, non sarebbe affatto strano o sbagliato, ma lo diventa nel momento in cui la PNL viene spacciata come l'uovo di colombo, senza le dovute citazioni.
Ora, partiamo dal presupposto che vi siano teorie psicologiche condivise e testate a prova di bomba: nessuno, al di fuori dell'ambiente accademico, vi entra in contatto e la PNL imperversa perchè la gente ha bisogno di saper comunicare, porsi obiettivi, gestire lo stress eccetera, soprattutto nell'ambito lavorativo ed in maniera esponenzialmente crescente... e non avendo la facoltà di intraprendere millanta anni di studi per capire cosa caspita deve fare per migliorarsi, si affida a corsi mirati per la sua problematica, pubblicizzati attraverso una efficace campagna di marketing.
La domanda che mi sorge spontanea è: perchè, per quale recondita ragione, uno psicoterapeuta ericksoniano non può pubblicizzarsi e far capire alle ignare persone che la sua strategia è più efficace, non "ad occhio" ma su basi scientifiche?
Questo codice deontologico a cui fate riferimento, vi è favorevole o è una zappa sui piedi che vi tirate quotidianamente, che vi impedisce di vendere e quindi trasmettere alle persone tutto ciò che avete faticosamente conquistato negli studi?
Io penso che un terapeuta può pubblicizzarsi, ma che la pubblicità deve essere regolamentata, altrimenti non "vince" l'efficacia ma vince il miglior marketing, e penso che sia ingiusto prendere in giro le persone, specie quando si parla di disturbi come l'ansia, le fobie etc... Inoltre penso che se non-terapeuti (ad esempio alcuni di quelli che fanno corsi in PNL) spacciano la propria attività per terapeutica stanno violando la legge perché dicono di svolgere una professione per la quale non sono formati (mi riferisco ad alcuni life coach...counselor etc...) , per quanto riguarda la formazione negli ambienti di lavoro, la pubblicità, anche in quel caso ci deve essere una regolamentazione, in ogni caso secondo me è il nome programmazione neuro-linguistica che è già da solo pubblicità ingannevole, dire che sia un filone di pensiero è molto, sono 3 concetti applicati a tutti i campi possibili (per lo stesso motivo per cui tutto è ipnosi, tutto è ristrutturazione, tutto è ancoraggio), e secondo me vendere la stessa ricetta a per fare primo, secondo e dessert non ha molto senso. Allora dato che PNL come nome vende bene viene appiccicato a qualunque cosa, che si parli di linguaggio del corpo o che si parli di public speaking o di ridurre l'ansia, di superare le fobie. In realtà è un brand che vende bene, ma non è etico usare quel nome perché non è neuro-linguistica.
Ciao Igorino, ci sarebbe però anche da aggiungere che la pnl esiste come approccio terapeutico "ikos di Bari".
Il discorso di dire che le psicoterapie sono qualcosa di più validato, perchè hanno una prassi clinica di studi in termini di efficacia/efficienza, è un discorso giusto, ma saprai che in ambito analitico ciò non è spesso riconosciuto, uscendo dalla pnl, quanti psicoanalisti affermano che i dati clinici che affermano che certe terapie funzionano più delle altre ,sarebbero contestabili per vari motivi....
Ti dico l'ultima un paio di mesi fa, feci un colloquio per una scuola di specializzazione in psicoterapia cognitivo post-razionalista, chiesi alla docente se loro facessero ricerca clinica, la sua risposta fu "no tanto non ci credo, in ambito costruttivistico ognuno può trovare i dati che vuole trovare".
leggiti questa discussione, e renditene conto.
http://www.opsonline.it/forum/psicol...ca-108279.html
ps. sul fatto che la pnl, non si sia inventata nulla, concordo, ma non penso che essa si ponga in modo tale, anche perchè essa è un modello che riprende da approcci psicologici.
Poi lo leggo, sicuramente la ricerca in psicologia è molto manipolabile e i dati possono essre molto rigirate, in ogni caso a uno psicoanalista che dice così (usando la psicoanalisi anch io) gli direi che la sua è una difesa e che può produrre lui stesso dei dati che smentiscono la presunta inefficacia della psicoanalisi, (almeno per il suo caso) se proprio ci tiene.
La PNLt di Bari però segue un percorso diverso (non i corsi di 2 giorni) e anche lì sarebbe opportuno fare ricerca almeno assieme alla fondazione della scuola di psicoterapia, come dicevo prima è un marchio che viene usato ovunque....
mi sembra strano perché il cognitivismo è l'approccio che ci tiene di più a produrre letteratura scientifica, si cerca di documentare tutto, fa proprio parte del cognitivismo.
La risposta di questa docente (mi fido sulla parola che ti abbia detto proprio così, e che tu non l'abbia "ricostruita" a tuo piacimento, a proposito di costruttivismo :P ) mi sembra un po' strampalata.
Se vuoi cambiare scuola di specializzazione, ce n'è una a Padova dello stesso orientamento in cui mi risulta facciano ricerca in modo molto serio e con docento più che validi.
e allora perché non viene considerato un approccio psicologico? (è una domanda seria, non è provocatoria)Citazione:
ps. sul fatto che la pnl, non si sia inventata nulla, concordo, ma non penso che essa si ponga in modo tale, anche perchè essa è un modello che riprende da approcci psicologici.
dipende da chi l'utilizza, come già scritto esiste anche una scuola di specializzazione psicoterapeutica,così come esistono teraputi che comunque la utilizzano come integrazione ad altre tecniche piscoterapeutiche, poi invece c'è anche chi la considera diversa dalla psicologia, perchè diversa era l'ipotesi originaria.
RIguardo alla ricerca clinica del cognitivismo, forse ciò riguarda più l'approcio considerato razionalista che non quello costruttivista, difatti L'American psicology Association, considera da quasi 15 anni , le uniche terapie validate scientificamente le cognitivo comportamentali.
Non tutti gli approcci terapeutici fanno ricerca, o se la fanno non seguono dei protocolli standard, o non considerano la remissione sintomatica come standard di efficacia.
Ecco perche se vogliamo criticare il coaching, critichiamo e denunciamo all'ordine quei coach e counselor che fanno terapia,anzi alla polizia perchè all'ordine non possono fargli nulla (non sono mica iscritti all'album), ma se critichiamo la pnl, perchè non da prove di validità empirica, allora lo stesso potremmo dirlo anche per altre scuole riconosciute di psicoterapia, che pur si fan pagare soldoni per rilasciare diplomi (io difatTi, abolirei l'obbligatorietà della specializzazione, ma questo è un'altro discorso).
ciao
La PNL sicuramente è un "approccio psicologico", inteso unicamente, come ha detto il collega, in quanto approccio che si ispira a diversi "modelli psicologici".
Ma non è e non può essere considerato un "modello psicologico", semplicemente perchè non era questa l'intenzione dei suoi sviluppatori...ma, allora...qual era l'intenzione degli sviluppatori? La risposta permette di capire la PNL, senza neppure <<leggere 15 libri>> o, meglio, c'è da distinguere se i libri sono di "tecniche" (applicazione della PNL) o Modellamento PNL (lo strumento x sviluppare le tecniche dai Modelli - cioè in primis Virginia Satir e, poi, Perls ed Erickson e gli altri tra cui M. Feldenkrais). Il Modellamento, certo, è un <<concetto>> banduriano, ma...come si applica e che risultati può dare??
La PNL è la risposta di due grandi "ricercatori" non galileiani, ma "che si sono messi alla ricerca": uno, R. Bandler, che è riuscito a far trionfare la fase dell'"unconscious uptake" nel Modellamento PNL e Grinder quelle successive, attraverso la strutturazione della grammatica chomskiana e l'implementazione e la verifica dei risultati nella pratica. Lo stesso Grinder ha dichiarato: <<Di fronte a un modello d'eccellenza possiamo ammirarlo o invidiarlo...noi abbiamo scelto una terza strada>> (J. Grinder, 2008).
Le tecniche hanno frammentato la PNL originale, la stessa Satir al termine dell'esperienza con i nostri due e dopo aver visto la diffusione dei risultati si sentiva "tradita". Ecco, in questo posso essere d'accordo sia con il sentimento della Satir, che con alcuni aspetti degli interventi sopra: nella frammentazione delle tecniche si è persa la completezza del modello originale - ad esempio nel modello Satir era presente la sensorialità nel linguaggio, ma Virginia non schematizzava <<visivo, auditivo e cinestesico>> in questo modo, ma utilizzava la sensorialità per la presa di coscienza per giungere a un diverso modo di sentire, ad allargare la "mappa" del cliente (mi riferisco agli interventi di counseling, cioè incontri con coppie e gruppi, in maratone o altro).
La tecnica è stata una scoperta meravigliosa, ma ha necessariamente tagliato qualcosa. E la stessa Virginia se ne era accorta e i suoi più stretti collaboratori lo testimoniano.
E' molto semplice e molto facile definire la PNL <<un Big Mac>>: è facile restringere ancor di più la metodologia riportandola ad alcuni concetti psicologici, cioè teorici. Alla PNL va riconosciuto il merito e il coraggio di aver avvicinato e cercato di apprendere la struttura della pratica quotidiana dei grandi modelli in carne e ossa. Apprendere direttamente, quello che anche molti colleghi dichiarano di aver paura di fare in altri Forum - provare a ripetere, capire la struttura e verificare i risultati, certo questo è Modellamento, ma il Modellamento è apprendimento. E quella della PNL è stata una grande esperienza di apprendimento e diffusione di quell'apprendimento.
Si tratta di digerire con calma l'apprendimento e proseguirlo.
Quando definivo la PNL un big mac mi riferivo a PNL come marchio utilizzato a caso per tutto, e non penso di avere minimamente torto, per il resto sono d'accordo con te, si tratta di tecniche e come tutte le tecniche avvicinano la teoria magari generale e ardua da applicare direttamente ad un uso pratico.
In ogni caso non voglio togliere merito alla PNL, ma all'uso che se ne fa, e al fatto che dei grandi concetti psicologici vengano esposti al grande pubblico con questo marchio... Che per me rimane (usato in quel modo) pubblicità ingannevole...
Non mi sembra che venga utilizzato <<a caso>>, anzi viene utilizzato ad hoc anche da molti colleghi. E Ti potrei fare un esempio poco gradevole proprio a proposito di un collega, che ha millantato titoli di PNL, mai posseduti. Se la PNL si richiama "solo" a concetti psicologici generali che ogni Psicologo possiede, che interesse può avere un collega a dirsi "Titolo PNL"-che non ha mai conseguito??
I concetti psicologici vengono diffusi anche in TV e su riviste, quindi non è questo il demerito della PNL, ma "solo", secondo me, di coloro ai quali Ti stai riferendo e che, soprattutto, sul web ingigantiscono a sproposito i "poteri" della PNL.Citazione:
In ogni caso non voglio togliere merito alla PNL, ma all'uso che se ne fa, e al fatto che dei grandi concetti psicologici vengano esposti al grande pubblico con questo marchio... Che per me rimane (usato in quel modo) pubblicità ingannevole...
Se mi riferisco agli studenti che frequento, anche in quel caso nessuno lo usa a caso, anche se parlo dei professori che ne parla usano tutti il termine in maniera corretta (anche se a mio parere è un termine scorretto in partenza)ma io parlavo del grande pubblico (infatti te ne parlavo come marchio).
L'esempio sul collega, che riporti fa riflettere molto...
In ogni caso ora spiego meglio quello che volevo dire per a caso, e per maniera strumentale: ho trovato spesso impropriamente queste accezioni di pnl
secondo me....finchè si parla di comunicazione con la PNL e le tecniche ci siamo pure
ma se si parla di ipnosi PNL, vendita PNL, public speaking PNL (non vedo cosa la PNL abbia da dare al public speaking a parte le stesse regole che può dare in comunicazione in generale che poi nei corsi di PNL non dicono molto di più di quello che dice Watzlawick, ma si scordano di citarlo e citano Bandler e Grinder come se fossero sti personaggioni...li mitizzano.... ) .. . ragazzi ho trovato costi (del costo di 400 euro) sulla seduzione PNL (stiamo scherzano no?) e l ho trovato in collegamento da un formatore di roberto re !!!! stiamo scherzando spero...su youtube trovate anche i video fa accapponare la pelle, a volte si usa il marhcio PNL anche per parlare solo di linguaggio del corpo, a volte si parla di PNL anche come a una specie di new-age o di concetto spirituale, sono riuscito a sentire questa frase: "Eh anche a me piace la PNL, ma non dice niente di più di quello che già diceva Gesù Cristo....ho fatto un mini corso ma poi si dimostrava che la PNL dice di aiutare il prossimo e quindi è Gesù Cristo", si parla poi di rilassamento PNL.
Secondo me in questi casi è usato come brand e in quel senso è un big mac, come insieme di tecniche o di idee mi piace pure e la utilizzo pure, ma secondo me è un male che venga usato come brand perché PNL non è un nome adeguato, ha veramente quasi nulla di neuronale, allora se tanto si è lottato per una psicologia scientificamente legittima, perché dare un nome così irreale a una serie di tecniche che con la scienza hanno poco a che vedere? A me sembra ansia di legittimazione scientifica quando si usano categorie improprimanete....oppure marketing
Sono d'accordo anche se secondo me se i furbi sono ovunque, alla radice c'è il brand PNL che è già da solo ansia di legittimazione scientifica e un uso di categorie improprie
Sui costi, la vedo in modo diverso, se ad un qualcuno interessa fare un certo tipo di corso, perchè per lui è importante e rispecchia i suoi valori, ed è disposto ad investire anche molto, per me fa bene a farlo, l'importante è che il trainer di turno sia preparato e non pari balle!
Guarda, sarò scettico io, ma in alcuni casi mi sembrano prezzi troppo alti, un Roberto Re che fa 680000 euro in quattro giorni o un robbins che fa 6 milioni facendo lezione a teatro mi sembra un prezzo esagerato, fatto sta che la gente ci va a questi corsi e probabilmente per vari motivi ne rimane soddisfatto.
Io non sono d'accordo a parlare di formazione vera se ci sono 6500 spettatori, in quei casi c'è un passaggio di informazioni/suggerimenti, ma non cambia molto allora rispetto alla lettura di un libro o a vedersi un dvd. Come possono essere seguite 6500 persone in 4 giorni?
In ogni caso...se vende ... e se funziona buon per loro (anche se Roberto Re mi dovrebbe spiegare, se i suoi corsi funzionano sempre dove sono ora le 180.000 persone "di successo" che afferma di aver formato) e soprattutto dove sono i milioni di persone "di successo" che Robbins ha formato, e perché dopo aver formato milioni di persone, e dopo aver venduto milioni di libri che vendono la ricetta della felicità, perché stiamo ancora allo stesso punto.
Premesso questo, e premesso che magari anche quelle leizoni o quei testi abbiano un margine di errore... Io ritengo che tutto ciò è giusto farlo, ma se usiamo delle categorie impropriamente stiamo facendo pubblicità ingannevole. Ad esempio la PNL non ha niente di neuronale di più di un qualsiasi altro counseling o di un qualsiasi colloquio o clima aziendale.
Ma se io domani mi alzo e invento il neuro-counseling o il neuro-colloquio di lavoro sto mentendo e sto cercando di legittimare un intervento con parole che hanno altri significati