..E allora mettiamo sotto una campana di vetro queste determinate categorie di utilizzatori e risolviamo il problema :asd:
E dai...
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Bandiamo i coltelli da cucina perché potrebbero finire in mano ai bambini di tre anni.
Ciascuno ha le proprie argomentazioni, e tutti sono liberi di replicare. Benché il tuo intervento sia volto a dare riparo a quello di Ale sotto la luminosa egida della libertà di opinione, ti assicuro che non c'è bisogno tu ti spenda con coinvolto spirito di sacrificio: da lei ho avuto già i feedback necessari per leggere bene gli scambi di opinione avvenuti; e allo stesso modo possono farlo tutti, poiché è tutto scritto. Tu così mi riporti noiosamente indietro.
Esatto, esatto!
Innanzitutto comprendo il tuo punto di vista, e so che non intendi fare distinzione - come dici - tra "reato di serie A e reato di serie B"; però alla fine io penso diventi inevitabile cadere in questo errore; almeno stando all'attuale visione comune di coloro i quali si sono manifestati come contrari al videogioco.
Interessa a entrambi capire cosa c'è dietro, è per questo che ho da subito auspicato l'intervento dell'autore: probabilmente ascoltando le intenzioni non tramite proclami d'effetto bensì attraverso un dialogo, potrebbe emergere una porzione consistente della discussione che forse è ancora sopita.
Di sicuro, dietro questa pubblica denuncia non può esserci la motivazione dell'assoluta inopportunità del prodotto, poiché questo non è lesivo di alcuna libertà e anzi, lo sarebbe il cercare di vietarlo.
Già :asd: La signorina Ciccone e la sua gestione dell'immagine personale di artista può rappresentare un problema già di per sé...
Come giustamente diceva Curumullo qualche pagina addietro: "Ma quale genitore potrebbe comprare un gioco del genere al figlio? Uno squilibrato, uno il cui figlio diventa uno stupratore anche senza il videogioco."
E in effetti... :asd:
dunque oltre che pretendere quali argomenti possano entrare nella discussione, ora pretendi anche di intuire le motivazioni dei miei post! 'ndiamo bene. Ripeto trovo irritante il tuo escludere di volta in volta tutti gli argomenti che vengono presentati e non possono essere elusi con una semplice battuta: se tu escludi tutte le aree di problematicità che si legano all'argomento, beh, allora è chiaro resti solo tu coi tuoi argomenti...sembra tu ambisca a quella che a napoli si shiama la "ragione dei fessi":sisi:...scusa se ti annoio:asd:...
Vi calmate se vi dico che l'autore dell'articolo sono io? :look:
scherzo, scherzo :asd:
fine OT...sennò Biz mi sgrida :asd:
...me ne rallegro, sarebbe stato uno scrupolo troppo grande:asd:...io rienterò nella discussione appena avrò un argomento di comprovata ed indubitabile attinenza oltre quelli già scartati...buona prosecuzione dei lavori:approved:....
pss per zingarella, hei, tu dovresti sapere che uno dei modi migliori per esagitare di più gli esagitati è invitarli a rilassarsi:asd:....
basta con tutti sti OT, vah...
...ma che :asd: siamo tutti amiconi qua dentro :asd:
Comunque, riprendendo le fila del discorso, il punto è che in determinate situazioni una parte di cittadini può mobilitarsi o meno per mettere al bando determinati prodotti. Consideriamo il caso della pornografia, visto il videogioco in questione.
1) Un primo punto da considerare è l'intransigenza e il desiderio di limitare la libertà altrui anche nelle cosiddette sfere private di ciascuno, in nome di un'idea, una convinzione, che si ritiene giusta in assoluto. Come dicevo prima, difficoltà ad accettare punti di vista diametralmente opposti ai propri, e volontà di metterli a tacere, quasi voler "redimere" una parte di società forse considerata malata, deviante, "peccatrice", se vogliamo.
2) Il terreno della pornografia, da questo punto di vista, è particolarmente delicato. Io non credo che iniziative che auspicano la censura siano mosse solo dal desiderio di mettere una bella coperta spessa su tutto ciò che in qualche modo porta allo scoperto il tanto temuto mondo della sessualità (e sue deviazioni patologiche), ma sia anche al tempo stesso un grido d'allarme di una parte di individui (definiti spesso i "benpensanti", i bigotti) verso prodotti che in qualche modo rendono esplicito qualcosa che ha a che fare con un mondo che nonostante tutto sarà sempre un po' tabù, diciamocelo. Per seguire l'esempio di Iggy, tutti in fondo sappiamo che una coppia può giocare allo stupro nella propria privatissima camera da letto, fa parte dei giochi erotici. Ma la cosa diventa parecchio differente se questa immagine la spostiamo dal campo del non-detto, dell'implicito, del "si sa ma non si dice", e ne facciamo bella mostra dettagliata in un videogioco. Che succede a quel punto?
Oppure, al Tg del mattino ascoltiamo una delle tante notizie di stupro, magari si indugia pure in quelle irritanti scene strappalacrime in cui un giornalista idiota chiede alla vittima "cosa hai provato?", vediamo lacrime, intuiamo un dolore. La sera stessa, giochiamo a Rapelay. A me tutto questo fa riflettere. E non me ne tiro fuori, perchè ciò che sta dietro i movimenti di censura, a mio avviso, è solo paura. Paura dei bassi istinti, anche. E i bassi istinti non ce li hanno solo quelli che compreranno Rapelay, ma ce li abbiamo tutti. Possiamo spendere tante parole moraliste qui, adesso, e magari stasera stessa giochiamo allo stupro col partner, ci eccitiamo, ci divertiamo. Qual è il punto? Non sarà che si vuole ingenuamente eliminare tutto quell'insieme di aspetti umani che spaventano? Posta così la questione, si capisce che censurare una cosa che esiste non serve a nulla, perchè continuerà ad esistere in tanti altri modi, forme, spazi. Si censura solo il viedogioco, ma non si uccide il "mostro" che ci fa paura.
Detto questo, io onestamente comprendo entrambi i punti di vista.
Ale, nell'ultimo messaggio hai fatto un'ottima fotografia della situazione.
Sono d'accordo su tutte le tue ultime considerazioni, salvo una. Più che altro, è un mio modo di vedere le cose: evito le scale di grigio. Mi spiego meglio...
Semplificando ai minimi termini (e correggimi se sbaglio), tu affermi che la differenza risiede nello spostare un argomento di cui si ha fondamentalmente consapevolezza dall'insieme del "si fa ma non si dice" a quello del "sotto la luce del sole". Ecco, io sono del parere che se qualcosa si fa, che si sappia. Non dev'esserci fraintendimento, né interpretazioni. Intendiamoci, non sto dicendo che si debba andare in giro a dire che ci si fa stuprare per gioco dal proprio fidanzato :asd: Semplicemente, nel momento in cui si pone un problema, è bene scoprire le carte. In questo caso, sapere che in un videogioco si può giocare la parte dello stupratore non mi turba: so che qusto tipo di finzione, di gioco, fa parte di tantissime coppie.
La paura che questa fantasia sfugga a un controllo razionale? Non può certo essere affrontata cercando la messa al bando di un prodotto pornografico. I canali sono molteplici, e fanno tutti capo ad istituzioni sociali, non giudiziarie.
Beh infatti concordo con quello che dici, semplicemente cercavo una possibile spiegazione al fenomeno. Poi, per quanto mi riguarda, nemmeno io penso che censurare tutto sia una soluzione
Ot Usare il fascismo a sproposito come una clava morale universalmente riconosciuta da lanciare agli altri immagino che sia invece un comportamento democraticissimo? :asd:
Preferivo di più essere un merluzzo :sisi:
Spostare l'attenzione dall'opinione giusta o sbagliata dell'interlocutore al mettere in dubbio l'esistenza di una opinione (sono un gruppo di utenti di facebook che non avevano nulla di meglio da fare) mi pare questo si indice di un comportamento censorio, pieno di livore e persino offensivo :sisi:
Fine Ot
io penso che giocare allo stupro con la partner, sia comunque diverso che giocare allo stupro da soli con un videogioco: la componente relazionale presente nel primo caso, non c'è nel secondo, cosicchè la possibilità di mediare e metabolizzare i propri vissuti emotivi offerti dalla relazione non c'è....personalmente ritengo che il caso del videogioco sia molto specifico (ho dedicato a questa mia convinzione un lungo e "ridondante" post), ritengo che il lo stupro in un videogioco a tema sia banalizzato, de-responsabilizzato (nel senso che il problema della responsabilità manco si pone, mentre sussiste sullo sfondo se gioco allo stupro con una partner consensiente), sottratto ad ogni elaborazione emotiva e cognitiva..è per questo che non si tratta di censurare gli istinti umani di cui tutti abbiamo coscienza, ma di interrogarsi su un medium che si limita a vellicarli, annullando ogni rischio, ogni elaborazione emotiva, ogni mediazione cognitiva, il tutto col crisma del prodotto ludico ed innocente...si tratta insisto di chiedersi se 'sto prodotto sia adeguato a certe personalità più fragili, non solo per ragioni anagrafiche (in effetti non è detto che un adulto abbia una concezione sana del rapporto col sesso e con l'altro sesso). Per me questo tema ha pari dignità almeno quanto quello della censura, che sembra essere diventato l'unico topos di questo 3d.
Sì ma alla fine la direzione che prende la discussione la decide la maggioranza, per forza di cose....pure io volevo toccare quell'aspetto, ma avendo constatato di non avere appoggio, mi sono adattata ad affrontare la questione tenendo fuori le problematiche che avevo sollevato (forse perchè tendo a guardare tutto da "psicologa") e che sono state ritenute OT.
Hai ragione, giocare allo stupro con la partner è diverso (ma se alcuni si scandalizzano già per questo, figurati per un videogioco del genere)......il viedogioco ha una componente interattiva molto forte e manca invece quella relazionale....tutto vero. Cercavo solo, lo ripeto, di capire chi sta dall'altra parte e vuole censurare evidentemente non solo per il timore che il materiale possa trovare terreno fertile in personalità fragili o in minorenni, ma anche per altri motivi. Cercavo di approfondire questi ultimi.
...:mumble:scusami allora, ma allora quel quadratino blu che è?...io comunque ho pensato che fosse una reputazione negativa dal momento che a quanto pare in questa discussione siamo su posizioni opposte....che dire, mi dispiace per la mia "aggressione"!....e ritiro tutto....
Se un utente ha pochi messaggi, la sua valutazione (positiva o negativa che sia) viene considerata neutra :sisi:
La valutazione "pesa" in relazione alla partecipazione in un forum e a seconda della quantità dei messaggi, venendo conteggiata da >50 :approved:
Iggy, Tu senz'altro hai le tue ragioni che difendi benissimo, ma io sono altrettanto convinto delle mie.
Non parto dal presupposto che si tratti di un reato compiuto, ma semplicemente sostengo che anche la "finzione" come la definisci tu possa in questo caso incitare allo stesso e promuovere l'immagine della sessualità femminile errata.
Ora senza fare della sterile polemica, difenderesti questo gioco (o il principio della non censura) con altrettanta veemenza se si trattasse di un gioco con contenuto pedopornografico (anche se é solo "finzione"). Niente censura?
Ma davvero credi che ciò con qui "nutriamo" la nostra mente non influisca il nostro modo di pensare, vedere le cose, le nostre valutazioni (magari alla lunga) anche se lo facciamo non intenzionalmente??????
Io penso di si, e penso che questo gioco rischia di fare lo stesso e quindi non mi dispiacerebbe una sua censura. Se cosi non fosse, sicuramente io no lo acquisterei e nemmeno lo consiglierei a nessuno.
Innanzitutto si sta parlando di un prodotto hentai (così si chiamano i disegni animati e non animati giapponesi con contenuti sessualmente espliciti): questo significa che di per sé è una rappresentazione fantasiosa ed esagerata della realtà. Occhi giganteschi, bocche strette e perlopiù prive di labbra, nasi appena accennati e in generale una cura grossolana per i dettagli di contorno che non riguardino l'espressività dei personaggi. Come in generale per ogni genere di manga, quegli occhioni giganti e tremanti di emozione, o quelle marcate righe rosse che attraversano il volto nei momenti di ira (spesso preludio alla caduta di un incudine da tre tonnellate) non si può dire rappresentino la realtà. In questi confini di esplicita e farsesca fantasia i punti di riferimento reali sono ben pochi, e riguardano perlopiù gli aspetti di contorno.
Inoltre, non vi è contenuto pedopornografico ma solo allusione alla giovinezza, poiché le fattezze androgine e con pochi segni dell'età (al limite rimarcati con dimensioni fisiche o una striscia di rossetto - altrimenti si passa direttamente a una pelle marcatamente raggrinzita), rendono i personaggi di qualunque manga pressoché identici tra loro. Questo fa si che si possa illustrare (in maniera discutibile o meno che sia) situazioni "limite", lavorando più sulla proiezione mentale che non sulla rappresentazione grafica, indubitabilmente povera e artificiosa.
E' poi nota la fantasia dei giapponesi esportata nel mondo (che non necessariamente appartiene loro, ma sicuramente la vendono) che vede nella scolaretta dalla gonna corta blu e camicetta bianca un oggetto di attenzioni sessuali. Può piacere o meno, ma è una realtà arcinota e sulla quale nessuno ha avuto mai qualcosa da ridire poiché fondamentalmente considerata innocua (ci saranno anche voci fuori dal coro, ma numericamente irrilevanti vista la diffusione affermata di questo genere di prodotto/fantasia).
Se la percezione del fenomeno sembra essere improvvisamente e inspiegabilmente cambiata, questo non dipende dai contenuti del videogioco, ma dalla sua componente interattiva. Cosa che - come ho già detto - sembra essere una grottesca rivisitazione del "guardare ma non toccare".
Anche in questo suo ultimo messaggio Iggy ha rimarcato la questione con sempre più chiarezza.
Chi si ostina a dissentire sta puntando i piedi...sul nulla.
Non posso credere che queste persone sarebbero disposte realmente a rendere legittima la censura per evitare la masturbazione di alcuni individui.
(Ovviamente non sto parlando di chavo, nel suo caso sono assolutamente convinto che il suo dissenso nasca da una mentalità sinceramente e profondamente autoritaria, mi riferisco agli studi di Theodor Adorno)
Anche l'autore dell'articolo (che sappiamo tutti chi è) ha compreso il suo errore. Diversamente avrebbe potuto di nuovo, per l'ennesima volta, ricorrere alla censura, reprimendo le critiche che gli sono state mosse.
Se non lo ha fatto vuol dire che nel suo animo è avvenuto un profondo cambiamento.
Per questa sua capacità di cambiare e di ravvedersi è degno della nostra ammirazione e del nostro ringrazionamento.
Grazie Nico!
Preso atto di questo pentimento ho deciso di soprassedere e di non allertare sull'accaduto alcun organo di informazione.
d'accordo...mi sono permesso di evidenziare un passaggio che ancora una volta esprime la questione del dubbio ragionevole, posta da me in precedenza, da alexsandra, ed in generale da tutti coloro che sostengono la criticabilità del prodotto.
Aggiungo che è facile buttarla sulla questione della censura, ma come ha giustamente sottolineato chavo, anche in democrazia si ha la possibilità di scoraggiare pratiche che vanno contro gli stessi principi che la informano: è stata fatta l'ipotesi di un gioco a contenuto pedopornografico; aggiungo qualche altra ipotesi: sarebbe scandaloso proporre di ritirare dal mercato un gioco dove vince chi prende a calci nel c... i "negri"? un gioco dove si può giocare al nazista del campo di concentramento? Sottolineo ancora una volta che qui non si tratta neppure di censurare idee, pensieri, o rappresentazioni di un fatto: il problema è il medium, "gioco", la presenza di certi contenuti in un contesto ludico e di disimpegno. Non si può glissare su questi elementi, che sono alla base delle motivazioni di chi è contro il prodotto.
La dotta spiegazione sull'estetica "entai" non mi pare tolga nulla al fatto che chi gioca, gioca a stuprare, e che i i personaggi, nella loro efficace maniera stilizzata esprimeranno sicuramente le emozioni del caso (paura-disgusto-sottomissione- chissà, anche piacere...tutto molto educativo, certamente)
Sul fatto dell'interattività, io in particolare, ma mi pare anche altri, abbiamo cercato diffusamente di spiegare che non si tratta della banale riduzione che operi tu (guardare ma non toccare), ma di complesse dinamiche psichiche legate al fatto di "giocare" (non guardare un film, leggere un racconto, giocare di ruolo con una partner)...è ovvio che finchè queste obiezioni non vengono recepite (non nel senso che si debba essere c'accordo per forza, ma che vanno meditate e discusse, non eluse), qualsiasi vostra risposta va fuori bersaglio, rispetto alle nostre preoccupazioni, e viceversa noi continuiamo a riportare il discorso su cose che per voi non hanno senso...
Le obiezioni sono state recepite; potrei dire che non hanno avuto l'efficacia che chi le ha mosse poteva aspettarsi. Ma qui nascerebbe uno scontro. Basti sapere che ho dato questo spunto per discuterne insieme, soprattutto con chi non la pensa come me. Un'idea differente dalla propria, per essere sviluppata, necessita di una solidità che non ho ancora trovato. Ale ha infilato due o tre messaggi abbastanza concisi, e pur non avendo la pretesa di anelare a una risposta pseudoscientifica definitiva ha toccato nel vivo alcuni punti su cui poi si sono sviluppate considerazioni a mio avviso molto interessanti.
Oltretutto si è fatto un gran parlare di fantomatiche "dinamiche psichiche" senza che vi fosse un fondamento scientifico, nemmeno dal punto di vista di una costruzione empirica. In breve, non è responsabilità vostra ma men che meno mia se le dinamiche psichiche e i relativi effetti legati al gioco vi sono pressoché ignoti, e tutto ciò che può muovere una protesta più o meno comune da parte del "blocco" di aspiranti psicologi è poco più di un'indignazione che fatica a trovare appoggi di una certa autorevolezza.
Per quanto mi riguarda, uno degli errori che più indeboliscono un'opinione contraria è rappresentato dal riferimento a presunti e assolutamente non dimostrabili "effetti negativi del videogioco". In definitiva, al "potrebbe essere che" si contrappone un'inevitabile "quindi potrebbe essere anche il contrario": uno scontro inconciliabile e infruttuoso, e per questo a mio modesto avviso assai poco interessante e stimolante.
beh, senza offesa di nessuno, sono conclusioni plausibili a questo punto:
obiezioni già espresse male una volta, non lo saranno meglio la seconda...del resto è anche possibile che le dinamiche psichiche non ti saranno mai meno "fantomatiche" di quanto lo saranno a me i discorsi di macroeconomia, anche se ripetuti più volte...le distinzioni come le analogie condivise nascono sulla base di un accordo, se non c'è, ognuno distinguerà o assimilerà il gioco da\a quello che vuole, con esiti diversi e irriducibili....che dire...sarà come sarà:asd:
Il punto è che in ogni caso la discussione sembra si stia arenando.
Dici che fin'ora nessuno ha apportato argomentazioni solide a sostegno delle proprie opinioni. Ti parlo per me: forse non ho opinioni solide a riguardo, nel senso che il mio riflettere sulla questione abbraccia contemporaneamente più prospettive che ritengo ugualmente ragionevoli e degne di essere approfondite, e questo penso di averlo dimostrato con una certa flessibilità. In sostanza, non ho risposte, e penso si sia visto anche questo.
…perché invece a me sembra che tu sia convinto di avere risposte definitive a riguardo? Sarà solo una mia impressione, forse dipesa dal tuo modo di esprimerti….. Bè, se sei convinto di avere la risposta giusta già in tasca, forse è normale che qualunque tentativo di problematizzare la questione cada miseramente. Anche i miei ultimi tentativi di seguire la strada da te proposta (strada che, come detto all’inizio, ritengo ugualmente interessante e ragionevole), non mi pare abbiano riscosso molto successo negli altri partecipanti….e me ne dispiace!
…dici bene, al “potrebbe essere” si contrappone inequivocabilmente un “potrebbe essere anche il contrario”. Quello che avrei voluto io, è che fossero stati accolti tutti i possibili “potrebbe essere”, perché solo in questo modo, a discussione esaurita, si può avere una visione del problema un tantino differente e soprattutto più ricca rispetto a quella che si aveva quando la discussione è stata aperta….altrimenti a che serve quello che stiamo facendo?
Vedi, è esattamente questo il punto. Molti commettono l'errore di potersi affidare a non meglio precisate "dinamiche psichiche" (non mi riferisco esclusivamente a Crimson; uso la sua espressione per identificare un discorso più ampio e generale). In realtà, l'unico approccio che ritengo possibile è quello che si lascia alle spalle infruttuose velleità scientifiche per esaminare la questione senza alimentare la macchina da "terrorismo psicologico" che ha portato a uno sconclusionato moto di censura.
Un'ultima cosa: esprimersi secondo i "potrebbe essere" (cioè secondo un atteggiamento possibilista, che vuole approfondire le varie alternative possibili che mira ad abbracciare una visione ampia e articolata del problema) non mi pare un modo infruttuoso di procedere. Solo perchè non è possibile dimostrare scientificamente un'idea, non vuol dire che questa non sia degna di essere approfondita ed esplorata. Non necessariamente si hanno le opinioni già pronte e definitive, sai….magari si sta cercando di arrivarci insieme (non da soli)
Il punto è che dispiace anche a me, perché a mio avviso erano riflessioni molto interessanti, le tue.
Come potrei io avere una risposta, se è proprio quella che vado cercando? Parlo in prima persona, ma questa è una cosa che coinvolge ovviamente tutto coloro che la pensano più o meno come me, che partecipino alla discussione o la leggano soltanto per paura di trovarsi in mezzo al fuoco incrociato di mezza dozzina di persone.
Il mio onere si è esaurito con l'apertura della discussione. Ciò che è nato dopo è indipendente da me e non ruota attorno a me: è uno scambio di idee e opinioni, e mi sembra di non essere l'unico a restare fondamentalmente sulle proprie, salvo qualche apertura dovuta a particolari riflessioni. Se credete che il modo migliore per discuterne sia l'assalto, io rispondo secondo le regole implicite di questa modalità. E non è un caso che l'apertura che ho dimostrato nei confronti delle tue ultime considerazioni non si sia estesa anche ad altri: tu ti sei liberata di qualunque preconcetto, altri invece no. E la cosa fondamentale è questa, perché benché anch'io abbia una mia posizione sono libero dal preconcetto, di cui invece diventa succube chi vorrebbe trincerarsi dietro assiomi di argilla.
Spiegami in quale modo è possibile sviluppare un percorso logico, se impera il condizionale. Non stiamo facendo matematica, non abbiamo delle regole comuni per sviluppare il discorso. Il senso morale di ciascuno è cosa molto personale, e sbaglio o è solo per questioni morali che si è dato vita a questo movimento di rifiuto/censura?
Beh una delle regole potrebbe essere che non si da del bigotto (per tacere degli altri epiteti sentiti in questi giorni (su facebook) da persone che facevano operazioni di trolling
Siamo d'accordo su questo?
Mi sfugge la pertinenza al discorso, e non so a chi tu ti stia riferendo quindi non azzardo valutazioni. Per quanto mi riguarda, qui la discussione è stata finora un esempio di civiltà, soprattutto confrontata a molte altre discussioni di Attualità & Cronaca, anche su temi molto più leggeri e semplici di questo.
Quello che accade sugli Asocial network come Facebook non mi riguarda, perché non ne faccio uso.