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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
La diagnosi sociale è diversa da quella psicologica, non la comprende assomlutamente ma è una cosa a se stante.
I termini diagnosi sociale e valutazione sociale sono usati comumemente come sinonimi, in molti articoli, corsi, seminari, siti internet dei vari ordini regionali.
Ora io non credo che se si parla di diagnosi sociale sul sito di un ordine questa sia una cosa non permessa dalla legge.
avevo postato dei link ad alcuni libri ed articoli di riviste di servizio sociale dove si parla di diagnosi sociale ma giustamente i link non si possono pubblicare per ragioni di pubblicità.
Comunque se qualcuno è scettico può digitare su google " diagnosi sociale" e leggere un pò in giro.
Oppure consultare un testo o un dizionario di servizio sociale.
Quella della diagnosi sociale non è una idea personale mia o di zuccherina, è una formula comunemente usata da personaggi ben più autorevoli di noi
Se dopo aver preso informazioni, ritenete che non sia corretto da parte della comunità scientifica delle scienze del servizio sociale usare il termine diagnosi sociale allora denunciate a chi di dovere, fatevi sentire, muovetevi in tal senso. Chiedete al vostro ordine che vi difenda, vietate agli assitenti sociali di usare il termine diagnosi sociale e se la cosa vi riesce io e Zuccherina non lo useremo più.
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Legge 18 febbraio 1989, n. 56 (1)
Ordinamento della professione di psicologo (2) (3). Pubblicata in G.U. del 24 febbraio 1989, n. 46
1. Definizione della professione di psicologo
1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione,[U] la diagnosi,[/U] le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
Non é che lo crediamo, é così; lo prevede per Legge il nostro Ordinamento Nazionale e noi possiamo farlo, avendone gli strumenti come psicologi.
Nessuno ha mai detto che la diagnosi ( psicologica) non sia tra le vostre competenze. Ma questo non vieta ad altre professioni di fare diagnosi nel loro campo. O di usare la parola diagnosi come se fosse un vostro ambito privato. Quello che definisce l'ambito è l'uso d ell'aggettivo psicologico o di sociale.
La diagnosi sociale è il nostro strumento di valutazione della situazione di un utente e il termine è comunemente usato dagli assitenti sociali senza che nessuno abbia mai avuto da ridire.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
SOLO in AMBITO PSICOLOGICO appunto!!!!!
La/le persone vivono in un contesto sociale ed il lavoro su questo nel contingente e storicamente, per fare diagnosi psicologica, é un punto cardine dei nostri colloqui. Poi, con i dovuti passi, si fa un progetto.
Le persone sono avulse dal sociale ed interpersonale che in tale sociale differenziato o talvolta, troppo omogeneo si distribuisce, oppure non hanno un intrapsichico (indipendentemente dalle teniche psicologiche e/o psicosociali, comprensivi di quelle di implementazione per dirlo in italiano- che fanno parte dei nostri studi- che si utizzeranno) secondo te? Per farle aderire a cosa?
Certo che se con i vostri utenti sate questi toni, c'é da preoccuparsi....
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Originalmente inviato da
monicadal
Nessuno ha mai detto che la diagnosi ( psicologica) non sia tra le vostre competenze. Ma questo non vieta ad altre professioni di fare diagnosi nel loro campo. O di usare la parola diagnosi come se fosse un vostro ambito privato. Quello che definisce l'ambito è l'uso d ell'aggettivo psicologico o di sociale.
La diagnosi sociale è il nostro strumento di valutazione della situazione di un utente e il termine è comunemente usato dagli assitenti sociali senza che nessuno abbia mai avuto da ridire.
Rispondevo a Zuccherina; cmq, moderare i toni qui, in questo Forum, mi sembrerebbe una buona cosa.
Considera che sei partita in quarta l'altra notte da un tuo fraintendimento di un post.......
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Certo che se con i vostri utenti sate questi toni, c'é da preoccuparsi....
Non preoccuparti con i miei utenti sono una ottima professionista che sa distinguere il momento lavorativo e il modo di porsi all'interno di esso, da quella che è la mia indole personale, sicuramente passionale, polemica, persino a volte un pò troppo impulsiva, ma che scorre sempre sui binari della regolarità e del rispetto delle regole.
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Rispondevo a Zuccherina; cmq, moderare i toni qui, in questo Forum, mi sembrerebbe una buona cosa.
Considera che sei partita in quarta l'altra notte da un tuo fraintendimento di un post.......
Probabilmente si sono raggiunti toni un pò ostili, forse è vero, e forse la polemica sta esaagerando.
A questo punto credo di aver detto tutto quello che avevo da dire, e forse come suggerivo prima chi non è convinto del corretto uso della dicitura diagnosi sociale da parte degli assitenti sociali potrebbe rivolgersi ad altre sedi più autorevoli di noi.
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Rosa non sono sicura di aver capito bene.....cmq si è vero...le persone vivono in un contesto ma come gli assistenti sociali si limitano quando si tratta di problematiche psicologiche....così gli psicologi devono limitarsi con gli aspetti sociali poichè non ne hanno la competenza.......
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Rosa non sono sicura di aver capito bene.....cmq si è vero...le persone vivono in un contesto ma come gli assistenti sociali si limitano quando si tratta di problematiche psicologiche....così gli psicologi devono limitarsi con gli aspetti sociali poichè non ne hanno la competenza.......
Dovrebbe essere così, perchè se noi dobbiamo limitarci in un campo, loro allora devono limitarsi nell'altro....
..........Oppure capire che gli aspetti psicosociali sono così saldamente concatenati da essere difficilmente scindibili nella valutazione del problema dell'utente e nella successiva costruzione del progetto di aiuto.
Le problematiche affrontate sono spesso le stesse. La differenza tra le due professioni sta negli strumenti usati che non sono esattamente gli stessi , ad esempio gli psicologi hanno i test, noi abbiamo la visita e il colloquio domiciliare ecc., e dal punto di vista attraverso il quale ( una specie di lente virtuale formata dalla nostra formazione) si osserva la situazione della persona....
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ho trovato questo libro......del 1996 "il lavoro socio-clinico dell'assistente sociale" di Piscitelli!
Già se ne parla dal '96 se non prima...........e pensare che le cose da quella data sono cambiate tantissimo!
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Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
NON CREDO CHE TU POSSA PRETENDERE DI DIRMI A COSA SERVE UN COLLOQUIO NEL MIO LAVORO O QUALI SONO GLI AMBITI CHE IO POSSO ESPLORARE DURANTE UN PROCESSO DI AIUTO
Voi non avete capito che tra le competenze degli assitenti sociali non ci sono solo risvolti pratici ( non faccio un colloquio solo per conoscer ele condizioni di vita di un utente come dici tu) ma anche un lavoro interiore sull'utente.
Se per esempio devo aiutare la persona a trovare un lavoro non devo solo fare un lavoro pratico di rete con gli altri i servizi (faccio anche quello certo) ma insieme al lavoro pratico affianco anche un lavoro interiore sul motivo per cui la persona si deve rivolgere a un assistente sociale per trovare lavoro e non ai canali consueti, sul suo passato, sulla motivazione presenti al cambiamento, su come aumentare e mantenere vive queste motivazioni, sui problemi familiari, sociali, ambientali e di relazionali che possono aver portato alla disoccupazione e alla problematic presente.
PER CUI I VISSUTI DEL MIO UTENTE SONO TRA LE MIE COMPETENZE.
Puntualizzo che il lavoro sulle motivazioni dell'utente e sul suo passato non me lo sono inventato io per rubare lavoro agli psicologi, ma è quello che fanno tutti gli assitenti sociali, che è scritto sui libri di servizio sociale e che viene REGOLARMENTE insegnato nelle università.
Gli eventuali invii ai servizi di psicologia ( ai quali io sono favorevolissima nonostante siano difficili da portare in fondo)
vengono fatti solo per i casi più gravi per vari motivi trai quali:
1) Storica mancanza di psicologi nei servizi pubblici ( difficile fare un invio a uno psicologo privato con relativi costi di un utente dei servizi sociali no?)
2) PErsone altamente problematiche a livello sociale che difficilmente sono d'accordo a seguire una cura psicoterapeutica o a recarsi a un servizio psicologico, ma che accettano i colloqui e il rapporto di fiducia con l'assistnete sociale proprio perchè noi possiamo agire non solo a livello mentale ma anche a livello pratico ( sarete d'accordo con me che non si può obbligare una persona ad andare da uno psicologo se non vuole no?)
E adesso venitemi a dire, sbagliando, che noi non possiamo fare colloqui di questo tipo, che non possiamo occuparci del mondo interiore e dei pensieri dell'utente e che questi sono riservati solamente agli psicologi perchè questo è quello che
la legge ci permette di fare
quello si fa regolarmente nei servizi pubblici e anche nel privato sociale in Italia ( e all'estero) e che ripeto per la ennesima volta è il lavoro degli assitenti sociali da decenni.
Molti vostri colleghi, forse più esperti di voi, forse abituati a lavorare con altri professionisti diversi, non hanno nulla da ridire su questo e ci lasciano fare il nostro lavoro senza pretendere di insegnarci le nostre competenze e i nostri ambiti.
Ultima cosa, e spero di finire qui la discussione altrimenti si scade veramente nell'assurdo: se la cosa non vi convince, se non siete d'accordo avete un ordine, chiedete all'ordine che si faccia portavoce verso il nostro ordine del fatto che noi facciamo qualcosa che è solo di vostra competenza.
Oppure denunciate per abuso di professione psicologica, tutti gli assitenti sociali che si occupano del lavoro sul cambiamento interiore degli utenti, senza dimenticarvi di denunciare anche tutti i docenti di servizio sociale che hanno scritto dei libri di " metodi e tecniche del servizio sociale" insegnando agli studenti ad occuparsi del passato, dei pensieri, degli schemi mentali, della famiglia, e delle relazioni delle persone che si presentano a noi per essere aiutate!!!!
si ma è inutile che ti scaldi tanto, ho fatto un semplice esempio perchè tu hai detto che "sapete fare i colloqui"...allora ho risposto che non è il "saper fare i colloqui" il punto della questione, ma gli obiettivi di questi colloqui. E a quanto pare hai confermato questa osservazone, dicendo che psicologo e assistente sociale si occupano di aspetti diversi.
Citazione:
Originalmente inviato da
evolution
Sono d'accordo che non si può obbligare una persona ad andare da uno psicologo se non vuole, ma non per questo allora si è autorizzati a fare il lavoro dello psicologo!
E' come se lo psicologo a un suo cliente che non vuole andare dal medico gli prescrivesse dei farmaci. Da come la metti tu l'assistente sociale ha le competenze di uno psicologo per agire a livello mentale ma in più ha anche competenze pratiche. Ricordati che non sei preparata e non puoi fare nessun tipo di diagnosi psicologica o mentale e quindi potresti prendere dei grossi abbagli lavorando sul piano mentale ed emotivo; un mio consiglio, vai con i piedi di piombo e non improvvisarti psicologa solo perchè gli utenti non vogliono andare dallo psicologo. Sono convinto che anche molti counselor facciano un ragionamento simile: "sono un benefattore, aiuto queste persone che non andrebbero mai dallo psicologo"...si, le aiutano ad andare al repartino di psichiatria.
esatto
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
La/le persone vivono in un contesto sociale ed il lavoro su questo nel contingente e storicamente, per fare diagnosi psicologica, é un punto cardine dei nostri colloqui. Poi, con i dovuti passi, si fa un progetto.
Le persone sono avulse dal sociale ed interpersonale che in tale sociale differenziato o talvolta, troppo omogeneo si distribuisce, oppure non hanno un intrapsichico (indipendentemente dalle teniche psicologiche e/o psicosociali, comprensivi di quelle di implementazione per dirlo in italiano- che fanno parte dei nostri studi- che si utizzeranno) secondo te? Per farle aderire a cosa?
....
si ma devi calcolare che nel pensiero comune (ma anche tra molti addetti ai lavori) c'è molta confusione e si pensa che lo Psicologo sia lo Psicoanalista e si occupa dell'inconscio freudiano (quello teorizzato 100 anni fa), analizza i sogni, ecc...
Citazione:
Originalmente inviato da
monicadal
Le problematiche affrontate sono spesso le stesse. La differenza tra le due professioni sta negli strumenti usati che non sono esattamente gli stessi , ad esempio gli psicologi hanno i test, noi abbiamo la visita e il colloquio domiciliare ecc., e dal punto di vista attraverso il quale ( una specie di lente virtuale formata dalla nostra formazione) si osserva la situazione della persona....
appunto, e allora perché ti eri scaldata tanto? E' esattamente quello che avevo detto
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
si ma devi calcolare che nel pensiero comune (ma anche tra molti addetti ai lavori) c'è molta confusione e si pensa che lo Psicologo sia lo Psicoanalista e si occupa dell'inconscio freudiano (quello teorizzato 100 anni fa), analizza i sogni, ecc...
Già, oppure all'opposto - quando le due visioni non coesistono - pensano si limiti all'utilizzo dei test nello svolgimento della sua professione.
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lo psicologo deve analizzare solo ciò che riguarda l'aspetto psicologico delle persone......ANCHE attraverso l'uso di test...ma non solo....l'importante è che resti in quest'ambito poichè gli aspetti sociali sono di competenza esclusiva degli assistenti sociali.......certo la persona appartiene ad un contesto...ma anche in questo contesto si prendono in esame solo gli aspetti psicologici.....è chiaro.....no?
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Mi spiace che la discussione abbia preso un tono "agguerrito", non era il caso a mio avviso, visto che non si è davanti ad un plotone d'esecuzione.:sbonk:
Cmq, anche gli psicologi fanno un colloquio (colloquio clinico) è sono tenuti a conoscere gli aspetti famigliari e sociali di una persona, tant' è vero che siamo obbligati, in taluni ambiti d'intervento, a descrivere l' anamnesi familiare e sociale del soggetto. Questo non lo dico io!!
Quando dicevo che il counseling psicologico è QUALCOSA DI PIù volevo dire che è qualcosa di più perchi opera come psicologo, perchè lo psicologo è tenuto a fare una (seppur breve) valutazione psicoanalitica e una diagnosi psichica (non sociale).
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Originalmente inviato da
Zuccherina
lo psicologo deve analizzare solo ciò che riguarda l'aspetto psicologico delle persone......ANCHE attraverso l'uso di test...ma non solo....l'importante è che resti in quest'ambito poichè gli aspetti sociali sono di competenza esclusiva degli assistenti sociali.......certo la persona appartiene ad un contesto...ma anche in questo contesto si prendono in esame solo gli aspetti psicologici.....è chiaro.....no?
in questo caso allora rilancio la richiesta che Monicadal aveva fatto agli psicologi di non insegnarvi il lavoro degli AS (e per cui si era scaldata parecchio)...anche voi evitate di "insegnare" il lavoro agli psicologi, visto che non sapete quali siano le sue conoscenze e competenze specifiche (quando ci vuole ci vuole).
E comunque, 2 cose: la discussione riguardava il counseling, quindi siamo andati ot...e in secondo luogo evitiamo di fare la guerra perché tanto questa è soltanto una discussione su internet, mentre sappiamo tutti che nella pratica invece si collabora pacificamente perciò non mi sembra il caso di litigare proprio qui per questioni futili
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anche noi nel nostro lavoro e nelle relazioni al giudice analizziamo elementi psicologici.....ma che vuol dire.......?le due cose sono interrelate certo.....ma la profondità di analisi riguardo l'uno o l'altro ambito spetta al professionista "di quel settore"!
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penso che dire che lo psicologo si occupa dell'aspetto psicologico sia una cosa più che giusta senza aver avuto la presunzione di sapere altro....poichè non siamo scesi nel dettaglio!
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Mi spiace per chi ancora non lo vuole capire, o non gli piace, ma in una attività privata, sarà sempre più importante cercare di distinguere le professionalità.
Il termine "counseling" è usato troppo e a volte a sproposito. sicuramente andando avanti le cose cambieranno e ci sarà un regolamentazione per tutti psicologi, assistenti sociali o quant'altro.
Non venitevene ora a dire la solita cosa che ho visto scritta più volte: che gli A.S. fanno questo di mestiere, che ci sono le leggi e bla bla bla.... Perchè l'ho abbiamo capito e nessuno, almeno qui, vole dire il contrario!!!
Anche noi facciamo il COUNSELING di altro tipo ma lo facciamo e sta qui il problema. Si devono rispettare i confini.
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Nessuno qui ha messo in dubbio il fatto che lo psicologo faccia counselling PSICOLOGICO.
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Aggiungo, che in questa discussione ci sono state persone che hanno usato toni pacati e persone che hanno esagerato.
C'è chi ha avuto rispetto per la professione di altri e chi no e questa è
un' altra cosa che non trovo corretta!!!!
Mi piacerebbe si usassero altri toni!!!!
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sono d'accordo con te porpora2004.
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ATTENZIONE!!! il termine " DIAGNOSI" è un termine usato in ambito clinico non sociale!!!
Se si fa confusione già a cominciare dai termini da usare, stiamo apposto!!!
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se vogliamo dirla tutta il termine diagnosi dovrebbe essere riservato ESCLUSIVAMENTE ai medici.........
se diamo alla parola un significato più ampio...beh allora possono utilizzarla assistenti sociali, psicologi, pedagogisti etc.......
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come giustamernte ha ribadito anche Monica...su tutti i testi di servizio sociale si parla di diagnosi sociale......non credo che ci si possa permettere su tutti i libri di utilizzare un termine non veritiero e non condiviso dalla comunità scientifica...soprattutto se si tratta di libri didattici!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
se vogliamo dirla tutta il termine diagnosi dovrebbe essere riservato ESCLUSIVAMENTE ai medici.........
se diamo alla parola un significato più ampio...beh allora possono utilizzarla assistenti sociali, psicologi, pedagogisti etc.......
Ancora con questa storia ;ma sai leggere? Eppure l'attività Diagnosi è citata per prima nel nostro Ordinamento e prevista dal Codice deontologico. Poi tu continua ad usare il letto di Procuste anche in teoria e puoi dire e fare ciò che vuoi con questo metro.
Lo sai cosa significa diagnosi?
In ogni caso, come vi é già stato chiesto, smettetela per favore di andare Ot per cortesia dato che l'argomento é un altro: Abuso di Professione di psicologo. Se vi dà fastidio o non riuscite a contenervi, ci sono altri thread.....
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La diagnosi è la capacità di ricondurre un fenomeno ad una categoria........e aggiungo.....non ci sono solo categorie psicologiche....ma questo non vi va proprio giù a quanto pare.......la conversazione doveva consentire toni migliori....ma......
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C'è un corso di laurea specifico che si chiama psicologia clinica, e chi se ne occupa fa "diagnostica" gli psicologi ,ad esempio, che si occupano di soggetti con disturbo di panico con presenza di agorafobia prima fanno una serie di colloqui clinici, anamnestici ecc... con test o meno e infine fanno una diagnosi alla quale poi segue un TRATTAMENTO. Il termine io l'ho sempre sentito solo riferito a tale ambito, quello clinico, che poi è anche quello medico, non in altri.
Se poi viene usato in altri contesti.... boooooooouuuu... mha... mi pare poco chiaro.
Quali sono sti libri dove si parla di " diagnosi " in termini sociali!!????
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Leggi "l'assistente sociale e la valutazione" di De Ambrogio 2007 che oltre a parlare di valutazione dell'assistente sociale quale esperto parla anche di diagnosi sociale......tanto per fare un esempio....poi basta che cerchi su internet tra i libri di principi o metodi e tecniche del servizio sociale.......
Anche per noi.....dopo la diagnosi sociale segue il trattamento di riabilitazione psico-sociale durante tutto il processo di aiuto.......che facciamo interamente noi senza ulteriori scuole!
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Ah poi c'è anche il libro che ho citato prima "il lavoro socio-clinico dell'assistente sociale"....!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
La diagnosi è la capacità di ricondurre un fenomeno ad una categoria........e aggiungo.....non ci sono solo categorie psicologiche....ma questo non vi va proprio giù a quanto pare.......la conversazione doveva consentire toni migliori....ma......
A parte che la diagnosi -psicologica - non é solo questo, mi riferivo alla conoscenza etimologica della parola.
Se vuoi, dopo, ti espongo in cosa consiste, in generale, dato che nonn é il mio campo, differentemente da quello psicologico, la Valutazione sociale...così forse, ti tranquillizzi e capisci un pochino meglio il senso di ciò che una persona scrive. :medito:
Il tema del 3d, non é la l'abuso della professione di AS, é difficile?
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Caspita, torno dal lavoro e vedo che la discussione sulla diagnosi è andata avanti. Dal mio punto di vista stiamo discutendo in modo civile, non ho visto offese personali, è solo che a volte ci si può scaldare un pò.
Quando ho avvertito monicadal che quando l'assistente sociale lavora a livello dei vissuti ecc. (come ha scritto lei stessa) non è in grado di fare diagnosi e quindi dovrebbe andare cauto, intendevo dire che potrebbe non vedere un problema più grosso proprio a livello psicologico (es. nucleo psicotico). L'assistente sociale non è in grado e non può fare diagnosi psicologica, come ad esempio depressione, disturbi di personalità, ecc. e andando a lavorare a livello profondo potrebbe trovare serie difficoltà. Questo era il concetto che volevo esprimere.
Si è poi andati a parlare di diagnosi sociale; qui non posso esprimermi molto non conoscendo bene l'argomento. Posso solo dire che il termine diagnosi è un parolone e altri professionisti (al di fuori di medici e psicologi) non l'hanno nel loro profilo professionale riconosciuto dalla legge. Ad es. i fisioterapisti possono fare delle valutazioni, ma non delle diagnosi. Che poi sui libri di valutazione sociale si parli anche di diagnosi sociale è un'altra cosa.
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Lungi da me dal diagnosticare una depressione...per carità.....questo è chiaro a noi assistenti sociali.......ma gli psicologi non possono pretendere di invadere il campo sociale....poichè non sarebbero in grado di affrontarlo visto la diversa preparazione......
Quando l'utente viene da me......porta con sè un problema che bisogna decodificare.....a volte non è evidente.......nello stabilire il trattamento adeguato gli assistenti sociali devono PER FORZA diagnosticare il problema per poi intervenire....vi pare?.....beh questa diagnosi si basa NON su fattori psicologici bensì sociali.....spero di essere stata chiara!!!!
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Zuccherina
se vogliamo dirla tutta il termine diagnosi dovrebbe essere riservato ESCLUSIVAMENTE ai medici.........
se diamo alla parola un significato più ampio...beh allora possono utilizzarla assistenti sociali, psicologi, pedagogisti etc.......
Chi lo dice che il termine diagnosi dovrebbe essere riservata esclusivamente ai medici? La legge e le competenze dicono che il medico fa diagnosi in ambito medico e lo psicologo fa diagnosi in ambito psicologico. Il medico non può fare diagnosi psicologica, come lo psicologo non può fare diagnosi medica. Ognuno le proprie competenze.
La diagnosi è riservata per legge; e lo si può vedere sui profili professionali dei professionisti. Se un giorno l'assistente sociale avrà qualche esclusiva in ambito diagnostico allora lo troveremo sul suo profilo professionale.
Questo non vuole dire che chi non ha potere diagnostico sia meno importante; c'è solo una differenza di competenze e tutte le figure servono.
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allora ti faccio una domanda:come fa secondo te un assistente sociale a definire un intervento se prima non diagnostica quale sia il problema?o secondo te si basa sul vedere se la persona ha soldi o meno...se ha una casa o meno????risp.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
allora ti faccio una domanda:come fa secondo te un assistente sociale a definire un intervento se prima non diagnostica quale sia il problema?o secondo te si basa sul vedere se la persona ha soldi o meno...se ha una casa o meno????risp.
faccio una domanda..ma è una DOMANDA, RIPETO UNA DOMANDA non scatenate l'inferno.......
sei sicura che quella dell'assistente sociale sia una diagnosi? perché io, girando in internet, leggo sempre "valutazione sociale" (infatti vengono chieste varie informazioni, tipo se ha un lavoro, con chi vive, cosa fa, ecc....) e magari viene definita in modo informale "diagnosi sociale" per comodità, ma in realtà, ufficialmente, è una VALUTAZIONE?
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Originalmente inviato da
Zuccherina
allora ti faccio una domanda:come fa secondo te un assistente sociale a definire un intervento se prima non diagnostica quale sia il problema?o secondo te si basa sul vedere se la persona ha soldi o meno...se ha una casa o meno????risp.
Ripeto che per quanto riguarda l'assistente sociale non sono informato, comunque credo che per definire un intervento l'assistente sociale faccia una valutazione come fa ad esempio il fisioterapista.
Il fisioterapista ad esempio può lavorare anche autonomamente ma non può fare diagnosi di nessun tipo: solo valutazione.
Poi in ambito fisioterapico magari ha più competenze del fisiatra (anche se non credo che con 3 anni di studio abbiano le competenze del fisiatra che ha medicina + specializzazione) ma comunque non può fare diagnosi; così dice il suo profilo professionale, così è per legge.
Non è niente di personale da parte mia, non ho nessun conflitto con assistenti sociali e a dire il vero di persona non ne conosco nemmeno uno. E' solo una constatazione guardando il profilo professionale e la legge.
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Johnny
faccio una domanda..ma è una DOMANDA, RIPETO UNA DOMANDA non scatenate l'inferno.......
sei sicura che quella dell'assistente sociale sia una diagnosi? perché io, girando in internet, leggo sempre "valutazione sociale" (infatti vengono chieste varie informazioni, tipo se ha un lavoro, con chi vive, cosa fa, ecc....) e magari viene definita in modo informale "diagnosi sociale" per comodità, ma in realtà, ufficialmente, è una VALUTAZIONE?
Non scateniamo nessun putiferio poichè quello che tu hai scoperto noi lo diamo per scontato
Diagnosi sociale e valutazione sociale sono usati quasi sempre come sinonimi. e sono entrambi termini "ufficiali" poichè le due diciture sono presenti in molti libri di testo di servizio sociale con questo uso. ( io preferisco personalmente valutazione poichè lo trovo più aggiornato e moderno ma altri usano indifferentemente i due termin)
Il tipo di domande che tu citi sono solo alcune delle domande che si fanno e fanno appunto parte di quella che viene comunemente chiamata diagnosi sociale.
La diagnosi sociale, appunto perchè è sociale si fondo su questo genere di informazione e non ha nulla a che fare con la diagnosi medica o con quella psicologica poichè quello che noi dobbiamo valutare e capire serve per improntare il nostro tipo di progetto e per decidere come è meglio agire con quel dato utente per avviare un processo di cambiamento nella persona che abbiamo davanti.
Lo scopo nostro è ovviamente diverso da quello che devono valutare gli altri professionisti e perciò sono diverse le informazioni di cui abbiamo bisogno e le aree di domande che noi esploriamo durante i nostri colloqui. O avevate capito che quando noi si parlava di diagnosi sociale si intendeva dire un qualcosa che serviva per appurare le malattie delle persone? Ma questo non lo avevamo mai detto
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evolution
Ripeto che per quanto riguarda l'assistente sociale non sono informato, comunque credo che per definire un intervento l'assistente sociale faccia una valutazione come fa ad esempio il fisioterapista.
Il fisioterapista ad esempio può lavorare anche autonomamente ma non può fare diagnosi di nessun tipo: solo valutazione.
Poi in ambito fisioterapico magari ha più competenze del fisiatra (anche se non credo che con 3 anni di studio abbiano le competenze del fisiatra che ha medicina + specializzazione) ma comunque non può fare diagnosi; così dice il suo profilo professionale, così è per legge.
Non è niente di personale da parte mia, non ho nessun conflitto con assistenti sociali e a dire il vero di persona non ne conosco nemmeno uno. E' solo una constatazione guardando il profilo professionale e la legge.
Se usare la parola diagnosi sociale è contro la legge allora vai a denunciare coloro che hanno scritto i libri di testo sui quali ho studiato...vai a denunciare coloro che fanno corsi per assitenti sociali dove si insegna a fare diagnosi sociale, vai a denunciare il nostro sindacato e il nostro ordine.
Io non credo assolutamente che fare diagnosi sociale e ripeto uso l'aggettivo sociale dopo la parola diagnosi non sia permesso. Comunque se hai un ordine allora fatti parte attiva per evitare che venga ancora usata dagli assitenti socialil, dagli insegnanti di servizio sociale, sui libri di servizio sociale la parola diagnosi.
Poichè quello di cui parli è una tua convinzione puramente personale, un tuo parere e la tua interpretazione della legge non è condivisa da chi opera nel servizio sociale.
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Originalmente inviato da
evolution
Chi lo dice che il termine diagnosi dovrebbe essere riservata esclusivamente ai medici? La legge e le competenze dicono che il medico fa diagnosi in ambito medico e lo psicologo fa diagnosi in ambito psicologico. Il medico non può fare diagnosi psicologica, come lo psicologo non può fare diagnosi medica. Ognuno le proprie competenze.
La diagnosi è riservata per legge; e lo si può vedere sui profili professionali dei professionisti. Se un giorno l'assistente sociale avrà qualche esclusiva in ambito diagnostico allora lo troveremo sul suo profilo professionale.
Questo non vuole dire che chi non ha potere diagnostico sia meno importante; c'è solo una differenza di competenze e tutte le figure servono.
E l'assitente sociale fa diagnosi sociale che nè medico nè psicologo possono fare. E che non ha nulla a che fare con malattie ne fisiche ne mentali ma con la condizione della persona legata al suo mondo sociale
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Originalmente inviato da
monicadal
E l'assitente sociale fa diagnosi sociale che nè medico nè psicologo possono fare. E che non ha nulla a che fare con malattie ne fisiche ne mentali ma con la condizione della persona legata al suo mondo sociale
Un qualcosa per essere riservato a una professione deve rientrare per legge nel profilo professionale. Un medico o uno psicologo non possono chiedere le situazioni familiari o sociali di un individuo? Uno psicoterapeuta magari con impronta sistemico-relazionale non può raccoglire dati sulle relazioni sociali dell'individuo?
Io posso avere delle opinioni personali, ma mi sembra chiaro che una figura professionale è regolamentata dal profilo professionale. Non sono io a dover sentire l'Ordine; a dire il vero per me non ci sarebbero problemi se foi faceste diagnosi sociale come la avete definita negli ultimi post. Se il termine valutazione sociale non vi va bene e volete usare "diagnosi" siete voi che dovreste sentire il vostro ordine e cercare di fare rientrare questa diagnosi nel profilo.