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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Antinomica
In realtà è pieno di professionisti incapaci (non tutti, ovvio) che acquisiscono lavoro e che non chiudono in quattro e quattr'otto....
Ah sì? Immagini che ci siano molti studi di avvocato o di ingegneria o di architettura che, a fronte di una manifesta incapacità professionale, vanno avanti tranquilli, navigando nell'oro? E secondo te sono questi quelli che producono, innovano, forniscono prestazioni specialistiche? Suvvia...
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Lithium
Da qualunque lato la giro, mi sembra un "furto".
Ottima riflessione, allora non facciamoci derubare. Quando in un certo ambiente diventa difficile distinguere tra ladri e onesti sarà necessario prendere opportuni provvedimenti, se necessario anche allontanandosi per poi tornare con maggiori risorse.
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Lithium
Capisco il tuo desiderio di stimolare la riflessione, ma a mio avviso se non si prende atto del fatto che il dato economico in alcune circostanze è determinante, e le persone possono arrabbiarsi per questo, la riflessione, nella direzione in cui vorresti portarla, resta bloccata. Nessuno nega che per intraprendere questa strada contino anche altri fattori, ma non è rispetto a questi che la gente si lamenta. Per lo meno, non leggo nulla che mi porti a pensarlo, in questo thread.
Mi sembra che se ne prenda atto: esistono delle disparità economiche e sociali, questa è la realtà, e per quanto dolorosa esisterà sempre. Ci piace poco, e questo ci accomuna. Il problema è che non leggo proprio niente su quelli che sono gli altri fattori: formarsi, affinarsi nelle capacità di comprensione ed aiuto con i pazienti, riflettere sui training, confrontarsi su modelli di intervento... Se permettete, tutto ciò mi lascia perplesso, compresa la piega sociologica che sta prendendo la discussione...
Saluti
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gieko
Ah sì? Immagini che ci siano molti studi di avvocato o di ingegneria o di architettura che, a fronte di una manifesta incapacità professionale, vanno avanti tranquilli, navigando nell'oro? E secondo te sono questi quelli che producono, innovano, forniscono prestazioni specialistiche? Suvvia...
Un esempio pratico.....se il figlio di un avvocato non "brilla" nella professione, il padre o chi per lui lo "infila" in studi associati ad occuparsi di infortunistica...E lo studio non chiude per questo. Oppure nel settore pubblico, che è sempre fruttuoso.
Certo poi una persona, che fa un determinato percorso di studi e che acquisisce quotidianamente esperienza, sul campo, in un settore specifico, si auspica che prima o dopo qualcosa apprenda.
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Antinomica
Un esempio pratico.....se il figlio di un avvocato non "brilla" nella professione, il padre o chi per lui lo "infila" in studi associati ad occuparsi di infortunistica...E lo studio non chiude per questo. Oppure nel settore pubblico, che è sempre fruttuoso.
Che bella soddisfazione vivere con il peso di sentirsi un fallito (o, peggio ancora, non accorgersene). Solitamente queste persone poi arrivano nei nostri studi, infatti.
Comunque qui mi sembrava che si parlasse di libera professione nel campo della psicoterapia e di capacità per cui i pazienti poi richiedono la prestazione, non di mediocrità.
Saluti
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gieko
Ottima riflessione, allora non facciamoci derubare. Quando in un certo ambiente diventa difficile distinguere tra ladri e onesti sarà necessario prendere opportuni provvedimenti, se necessario anche allontanandosi per poi tornare con maggiori risorse.
Magari mi sfugge qualche imprescindibile meccanismo economico, ma non vedo i motivi per i quali una scuola di specializzazione debba costare di più di un'università....
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gieko
Mi sembra che se ne prenda atto: esistono delle disparità economiche e sociali, questa è la realtà, e per quanto dolorosa esisterà sempre. Ci piace poco, e questo ci accomuna. Il problema è che non leggo proprio niente su quelli che sono gli altri fattori: formarsi, affinarsi nelle capacità di comprensione ed aiuto con i pazienti, riflettere sui training, confrontarsi su modelli di intervento... Se permettete, tutto ciò mi lascia perplesso, compresa la piega sociologica che sta prendendo la discussione...
Immagino dipenda dal fatto che questo topic è economico (e forse anche un po' sociologico) fin dal titolo.
Se l'interesse diventa invece quello di discutere degli altri fattori, forse è il caso di aprire un altro topic...
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Lithium
Magari mi sfugge qualche imprescindibile meccanismo economico, ma non vedo i motivi per i quali una scuola di specializzazione debba costare di più di un'università....
Costa di più perchè, ad esempio, viene svolta una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata. Non sempre è così, purtroppo, quindi meglio aspettare che prendere fregature per cercare di risparmiare. Come giustamente sottolinei, se non è così si tratta di fregatura.
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Lithium
Immagino dipenda dal fatto che questo topic è economico (e forse anche un po' sociologico) fin dal titolo.
Se l'interesse diventa invece quello di discutere degli altri fattori, forse è il caso di aprire un altro topic...
Sì, ma qui le domande centrali da porsi - e per cui non pare che vengano aperte discussioni, fatto piuttosto singolare... - sono altre, almeno a mio parere, dal momento che il mestiere di psicoterapeuta ha a che vedere con la cura della sofferenza altrui, ed è per questo che viene retribuito, non con soldi, prestigio, censo o simili.
Saluti
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gieko
Costa di più perchè, ad esempio, viene svolta una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata. Non sempre è così, purtroppo, quindi meglio aspettare che prendere fregature per cercare di risparmiare. Come giustamente sottolinei, se non è così si tratta di fregatura.
Se ci sono scuole che offrono davvero una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata di quella universitaria (il che immagino dipenda anche dalla formazione ricevuta all'università, quindi è difficile fissare parametri...) posso capire un rincaro dei costi....ma non un rincaro così grande.
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gieko
Sì, ma qui le domande centrali da porsi - e per cui non pare che vengano aperte discussioni, fatto piuttosto singolare... - sono altre, almeno a mio parere, dal momento che il mestiere di psicoterapeuta ha a che vedere con la cura della sofferenza altrui, ed è per questo che viene retribuito, non con soldi, prestigio, censo o simili.
Siamo daccordo sul fine per cui si esercita la professione. Ma qui si parlava non del suo esercizio, quanto della possibilità di accedere a quella formazione che, per legge, ti consente di esercitare. Credo sia per questo che si continua a tornare sul fattore economico.
I problemi e le questioni legate strettamente alla professione immagino non abbiano tantissimo spazio qui sul forum, in generale, perché molti utenti sono universitari o colleghi alle primissime armi, spesso non specializzati. Magari per questo genere di questioni sono più idonee le varie mailing list professionali (ma per esperienza personale direi che nemmeno su quelle hanno tantissimo spazio...)
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gieko
Che bella soddisfazione vivere con il peso di sentirsi un fallito (o, peggio ancora, non accorgersene). Solitamente queste persone poi arrivano nei nostri studi, infatti.
Comunque qui mi sembrava che si parlasse di libera professione nel campo della psicoterapia e di capacità per cui i pazienti poi richiedono la prestazione, non di mediocrità.
Saluti
Premetto che non giudico una persona fallita solo perchè non brilla professionalmente. Si può essere comunque validi in altro modo.
Ingegneri e avvocati li avevi citati tu e io ti ho risposto in merito. Per tornare all'argomento principale, a mio avviso, i "figli di", che siano coscienziosi, studiosi, intelligenti oppure svogliati, disinteressati e non particolarmente brillanti arrivano comunque a svolgere la professione o a occupare ruoli importanti grazie alle conoscenze. Funziona così in tutti gli ambiti, compreso quello medico che più di ogni altro dovrebbe essere avulso da questo genere di meccanismo, e non credo che la libera professione nel campo della psicoterapia sia un caso a sè.
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Funziona così in tutti gli ambiti, compreso quello medico che più di ogni altro dovrebbe essere avulso da questo genere di meccanismo, e non credo che la libera professione nel campo della psicoterapia sia un caso a sè.
Vabbè, ma a questo livello è la scoperta dell'acqua calda, ma non credo che per questo ci siano vie percorribili, se non abbattere questa società e ricostruirla da capo... Cominciate voi? :P
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ikaro78
Vabbè, ma a questo livello è la scoperta dell'acqua calda, ma non credo che per questo ci siano vie percorribili, se non abbattere questa società e ricostruirla da capo... Cominciate voi? :P
io l'ho già accettata questa società, anche se non è il mio ideale, ma visto che si stava dicendo che nella libera professione nel campo della psicoterapia contano perlopiù le capacità personali e professionali, ho ribadito il mio punto di vista.
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Antinomica
io l'ho già accettata questa società, anche se non è il mio ideale, ma visto che si stava dicendo che nella libera professione nel campo della psicoterapia contano perlopiù le capacità personali e professionali, ho ribadito il mio punto di vista.
Permettimi di dirti che il tuo punto di vista sembra trovare scarso riscontro, dal momento che nel mondo della psicoterapia i "figli di" non abbondano particolarmente, ed il motivo per cui ritengo che ciò avvenga l'ho scritto sopra.
Comunque, anche se fosse? E' più importante guardare a ciò che fanno gli altri o a come la persona si riesce ad organizzare per affrontare prevedibili difficoltà?
Saluti
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Lithium
Se ci sono scuole che offrono davvero una formazione molto più approfondita, professionalizzante, aggiornata di quella universitaria (il che immagino dipenda anche dalla formazione ricevuta all'università, quindi è difficile fissare parametri...) posso capire un rincaro dei costi....ma non un rincaro così grande.
Non sono un amministratore di una scuola di specializzazione, ma credo che non sia difficile immaginare che i costi di gestione (visto che mediamente ci sono 10-20 allievi per anno) siano molto maggiori che in una università. Poi c'è il valore aggiunto che, credimi, nelle scuole degne di questo nome è tutta un'altra cosa rispetto all'università. E, ovviamente, tutto ciò viene anche monetizzato.
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Lithium
I problemi e le questioni legate strettamente alla professione immagino non abbiano tantissimo spazio qui sul forum, in generale, perché molti utenti sono universitari o colleghi alle primissime armi, spesso non specializzati. Magari per questo genere di questioni sono più idonee le varie mailing list professionali (ma per esperienza personale direi che nemmeno su quelle hanno tantissimo spazio...)
Appunto...
Saluti
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ikaro78
Vabbè, ma a questo livello è la scoperta dell'acqua calda, ma non credo che per questo ci siano vie percorribili, se non abbattere questa società e ricostruirla da capo... Cominciate voi? :P
Il punto è che, appunto, gieko nega recisamente che l'acqua calda esista, di questo si sta discutendo, non di altro...
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doctor2009
Il punto è che, appunto, gieko nega recisamente che l'acqua calda esista, di questo si sta discutendo, non di altro...
Ma quando mai? Eppure mi sembra di non scrivere in cinese mandarino... La mia posizione è semplicemente: stante questa situazione è più proficuo cercare di darsi da fare che non lamentarsi. Inoltre se si va a vedere bene poi, tutti questi privilegi non sono poi così diffusi (il che non significa che non ci siano). C'è e ci sarà sempre chi cerca scorciatoie, ma non mi pare una persona di invidiare, perchè difficilmente portano a risultati concreti e durevoli.
Spero sia più chiaro adesso.
Saluti
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gieko
Permettimi di dirti che il tuo punto di vista sembra trovare scarso riscontro, dal momento che nel mondo della psicoterapia i "figli di" non abbondano particolarmente, ed il motivo per cui ritengo che ciò avvenga l'ho scritto sopra.
Comunque, anche se fosse? E' più importante guardare a ciò che fanno gli altri o a come la persona si riesce ad organizzare per affrontare prevedibili difficoltà?
Saluti
Nell'ambito della psicoterapia non so come funzioni, so come funziona in altri ambiti ed è per questo che mi sembra strano che ci possa essere un'eccezione in questo senso. Se così fosse tanto meglio.
Non è il fatto di guardare a cosa fanno gli altri. Se una persona sente di avere le capacità, ma non ha i mezzi è ovvio che si senta frustrata per non avere la possibilità di dimostrare quanto vale, in un dato momento. Certo si possono fare lavori alternativi, studiare lavorando e quindi accedere alla specializzazione. Ma per quanto possano arricchire ulteriormente, esperienze di lavoro non attinenti, talvolta comportano un dispendio tale di energie da togliere motivazione.Mentre chi ha potuto coltivare la professione, ha acquisito competenze specifiche ed esperienza, senza distrazioni e soprattutto senza dover aspettare la "vecchiaia".
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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gieko
Ma quando mai? Eppure mi sembra di non scrivere in cinese mandarino... La mia posizione è semplicemente: stante questa situazione è più proficuo cercare di darsi da fare che non lamentarsi. Inoltre se si va a vedere bene poi, tutti questi privilegi non sono poi così diffusi (il che non significa che non ci siano). C'è e ci sarà sempre chi cerca scorciatoie, ma non mi pare una persona di invidiare, perchè difficilmente portano a risultati concreti e durevoli.
Spero sia più chiaro adesso.
Saluti
Io credo di capire bene la lingua italiana e in molti tuoi post hai negato alla radice la possibilità che ci fosse chi fa carriera in ambito professionale principalmente in virtù di fattori che con le capacità personali nulla hanno a che fare....
Accolgo però con piacere questa tua precisazione...;)
Colgo l'occasione per precisare a mia volta che non ho MAI parlato di invidia nei loro confronti ( ma quando mai? persone così mi fanno, semmai, ribrezzo, non certo invidia... ) e non penso neanche che la strada migliore per risolvere la questione dell'ascensore sociale bloccato sia lamentarsi...
Penso, al contrario, che bisogna impegnarsi e pretendere ( nelle forme possibili in una società bloccata come la nostra... ) che le cose cambino e che, fermo restando la necessità di una dura selezione all'ingresso nel mondo professionale, questa avvenga sulla base esclusivamente del merito e delle capacità personali, non del censo o delle "amicizie" importanti.
E credo anche che, se la si pensa così, ci si debba continuare ad adoperare a questo scopo anche quando si è varcato il Rubicone e si è passati tra quelli che al traguardo della professione sono arrivati: cosa che, nel mio piccolo, piccolissimo ambito, cerco di fare, aiutando, per quanto mi è possibile, giovani medici in gamba ad iniziare a lavorare e a fare esperienza in condizioni dignitose.
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
gieko
Che bella soddisfazione vivere con il peso di sentirsi un fallito (o, peggio ancora, non accorgersene). Solitamente queste persone poi arrivano nei nostri studi, infatti.
Comunque qui mi sembrava che si parlasse di libera professione nel campo della psicoterapia e di capacità per cui i pazienti poi richiedono la prestazione, non di mediocrità.
Saluti
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Permettimi di dirti che il tuo punto di vista sembra trovare scarso riscontro, dal momento che nel mondo della psicoterapia i "figli di" non abbondano particolarmente, ed il motivo per cui ritengo che ciò avvenga l'ho scritto sopra.
Comunque, anche se fosse? E' più importante guardare a ciò che fanno gli altri o a come la persona si riesce ad organizzare per affrontare prevedibili difficoltà?
Saluti
mi sembra che tu abbia affermato sino ad ora che nel campo della psicoterpia non ci sono "figli di" perchè comunque è una professione che richiede competenze. Che è un pò diverso dall'affermare "stante questa situazione è più proficuo cercare di darsi da fare che non lamentarsi." In questo caso ammetti che questa situazione esiste.
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Antinomica
mi sembra che tu abbia affermato sino ad ora che nel campo della psicoterpia non ci sono "figli di" perchè comunque è una professione che richiede competenze. Che è un pò diverso dall'affermare "stante questa situazione è più proficuo cercare di darsi da fare che non lamentarsi." In questo caso ammetti che questa situazione esiste.
Nell'ambito della psicoterapia mi sembra assai poco diffusa, in altri ambiti è sicuramente più presente. A parte Anna Freud e Melitta Schimdeberg (figlia della Klein) non mi vengono in mente altri esempi illustri. Sicuramente ce ne saranno, sicuramente qualche "avvantaggiato" c'è, ma mi sembra che la categoria, sotto questo punto di vista, veda in particolare andare avanti persone che hanno capacità personali (magari anche non prettamente terapeutiche, come abilità di marketing). Questa è la mia esperienza, almeno rispetto alla realtà milanese che conosco. Se avete altri dati, sono curioso di leggerli.
Per il resto mi pare di essere stato piuttosto chiaro nei miei post...
Saluti
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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doctor2009
Io credo di capire bene la lingua italiana e in molti tuoi post hai negato alla radice la possibilità che ci fosse chi fa carriera in ambito professionale principalmente in virtù di fattori che con le capacità personali nulla hanno a che fare....
Ma quando mai? Forse non ci siamo capiti: la situazione del mercato del lavoro è regolamentata da leggi complesse, che non ho di certo la pretesa di riassumere. Ritengo solamente che la situazione qui dipinta ("chi non è facoltoso non può formarsi", "solo i privilegiati fanno carriera", "se non sei figlio di un professionista rimani bloccato") sia troppo semplicistica e, soprattutto che non ci sia un particolare stimolo ad assumersi in prima persona le difficoltà di una formazione estremamente specifica, quindi costosa, lunga e frustrante. Stimoli che possono portare a risorse inaspettate, anche se implicano dei compromessi.
Il discorso è stato poi ampliato e credo che meriterebbe una riflessione a parte. Ad ogni modo, se in qualsiasi settore e a qualsiasi livello ci sono aree di non produttività e parassitismo, è altrettanto vero che ce ne sono altre che producono ed innovano e che queste ultime funzionano grazie ad effettive capacità (dei singoli, delle istituzioni, delle aziende, dei comparti produttivi, dei settori economici). Sono realtà in cui il "gruppo di lavoro" riesce a tenere di fronte alle spinte degli "assunti di base" (Bion).
Citazione:
Originalmente inviato da
doctor2009
Colgo l'occasione per precisare a mia volta che non ho MAI parlato di invidia nei loro confronti ( ma quando mai? persone così mi fanno, semmai, ribrezzo, non certo invidia... ) e non penso neanche che la strada migliore per risolvere la questione dell'ascensore sociale bloccato sia lamentarsi...
Ottimo, allora siamo in due. "Non ti curar di loro ma guarda e passa..." diceva il sommo poeta. Si lasci i "privilegiati" nelle loro prigioni dorate: chi non ha realmente mezzi, inganna, e chi inganna presto o tardi paga.
Citazione:
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doctor2009
Penso, al contrario, che bisogna impegnarsi e pretendere ( nelle forme possibili in una società bloccata come la nostra... ) che le cose cambino e che, fermo restando la necessità di una dura selezione all'ingresso nel mondo professionale, questa avvenga sulla base esclusivamente del merito e delle capacità personali, non del censo o delle "amicizie" importanti.
Ma sì, certo, è un obbiettivo caro a tutti. Eppure ho la sensazione che, in un modo o nell'altro, il mercato preveda che queste situazioni ci siano. E' così fin dagli albori: una selezione completamente neutrale non esiste, perchè l'essere umano non è mai obbietivo. E purtroppo si finisce per creare così anche delle cancrene. Per me divienta quindi importante cercare di muoversi in parti del corpo sane, anzichè dannarsi l'animo solo ed esclusivamente con le amputazioni.
Saluti
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
Sofismi di Gieko a parte la risposta alla domanda iniziale è NO. O pagano i genitori o dubito che un neo laureato abbia i dindi per la scuola.
I "figli di" sono una parte indelebile della nostra società che certamente non ha fatto della meritocrazia un suo cardine. Molto più comodo avere qualche intrallazzo di famiglia o in mancanza, darsi da fare a leccare il c@@o a qualche docente/primario.
Sono d'accordo sulla posizione di Doctor quando dice che le cose devono (utopia?) cambiare. Un giorno forse.
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
vi assicuro che essere " figli di.." è tutt'altro che bello e non mi ha impedito in questi anni di farmi un mazzo pazzesco , nonostante su ogni mio voto, opportunità o riconoscimento dei professori ci fosse sempre chi dicesse che mi era tutto regalato o peggio . cosa avrei dovuto fare cambiare facoltà e fare qualcosa che mi interessava meno solo per far piacere a loro ? vuol dire che essendo " figlia di.." sono più stupida o meno competente degli altri o che devo rinunciare a delle opportunità ?
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
cecimarghe
vi assicuro che essere " figli di.." è tutt'altro che bello e non mi ha impedito in questi anni di farmi un mazzo pazzesco , nonostante su ogni mio voto, opportunità o riconoscimento dei professori ci fosse sempre chi dicesse che mi era tutto regalato o peggio . cosa avrei dovuto fare cambiare facoltà e fare qualcosa che mi interessava meno solo per far piacere a loro ? vuol dire che essendo " figlia di.." sono più stupida o meno competente degli altri o che devo rinunciare a delle opportunità ?
Non credo affatto che i colleghi intendessero questo. L'argomento era spostato tanto sulla parte economica. Detta in soldoni: i figli di genitori con molti soldi, che possono tranquillamente mantenerli fino a che non finiscono la specialità, forse fanno meno fatica a procurarsi i soldi per la specialità. Chi è costretto a lavorare perché se no non mangia, diciamo che fa fatica a tirare fuori uno stipendio per mangiare e per andare a scuola di specialità, tutto qua.
Ciò non toglie che anche alcuni figli di... lavorino per mantenersi e per studiare, ma forse sono in una situazione un po' privilegiata (se per un mese non guadagnano, la retta qualcuno magari la paga). Tutto qui.
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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pimo_eli
Non credo affatto che i colleghi intendessero questo. L'argomento era spostato tanto sulla parte economica. Detta in soldoni: i figli di genitori con molti soldi, che possono tranquillamente mantenerli fino a che non finiscono la specialità, forse fanno meno fatica a procurarsi i soldi per la specialità. Chi è costretto a lavorare perché se no non mangia, diciamo che fa fatica a tirare fuori uno stipendio per mangiare e per andare a scuola di specialità, tutto qua.
Ciò non toglie che anche alcuni figli di... lavorino per mantenersi e per studiare, ma forse sono in una situazione un po' privilegiata (se per un mese non guadagnano, la retta qualcuno magari la paga). Tutto qui.
In effetti l'esperienza portata dalla collega/il collega non risultava pertinente la polemica di partenza...:yahoo:
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
gieko
Ma quando mai? Forse non ci siamo capiti: la situazione del mercato del lavoro è regolamentata da leggi complesse, che non ho di certo la pretesa di riassumere. Ritengo solamente che la situazione qui dipinta ("chi non è facoltoso non può formarsi", "solo i privilegiati fanno carriera", "se non sei figlio di un professionista rimani bloccato") sia troppo semplicistica e, soprattutto che non ci sia un particolare stimolo ad assumersi in prima persona le difficoltà di una formazione estremamente specifica, quindi costosa, lunga e frustrante. Stimoli che possono portare a risorse inaspettate, anche se implicano dei compromessi.
Il discorso è stato poi ampliato e credo che meriterebbe una riflessione a parte. Ad ogni modo, se in qualsiasi settore e a qualsiasi livello ci sono aree di non produttività e parassitismo, è altrettanto vero che ce ne sono altre che producono ed innovano e che queste ultime funzionano grazie ad effettive capacità (dei singoli, delle istituzioni, delle aziende, dei comparti produttivi, dei settori economici). Sono realtà in cui il "gruppo di lavoro" riesce a tenere di fronte alle spinte degli "assunti di base" (Bion).
Ottimo, allora siamo in due. "Non ti curar di loro ma guarda e passa..." diceva il sommo poeta. Si lasci i "privilegiati" nelle loro prigioni dorate: chi non ha realmente mezzi, inganna, e chi inganna presto o tardi paga.
Ma sì, certo, è un obbiettivo caro a tutti. Eppure ho la sensazione che, in un modo o nell'altro, il mercato preveda che queste situazioni ci siano. E' così fin dagli albori: una selezione completamente neutrale non esiste, perchè l'essere umano non è mai obbietivo. E purtroppo si finisce per creare così anche delle cancrene. Per me divienta quindi importante cercare di muoversi in parti del corpo sane, anzichè dannarsi l'animo solo ed esclusivamente con le amputazioni.
Saluti
Perdonami ma le tue mi sembrano opzioni che piu' che sfoggiare vari sofismi ed erudizioni , si concentrano sulla speculazione filosofica anche trapassata del modello americano SE VUOI PUOI... questo alla luce dei risultati che la chiave possibilista della società consumistica ha portato.... ci dice molto poco di pratico...
ma bisogna trovarcisi per capire.
Concordo sulla meafora psicosomatica del cinismo come cancrena etc..
ma una polemica è fine a sè stessa...ed è ovvio che la mia non giungera' a cancrena!! ma voleva fungere da specchio per coloro che la loro camcrena fanno finta di non vederla
Una persona che si incazza non si arrende mai.
Questa è poco filosofica e molto pratica!.
:approved:
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
Ciao,
vorrei dare una risposta alla domanda iniziale, in base alla mia esperienza.
io mi sono laureata ormai tanto tempo fa, 2001 e dal 2002 al 2006 ho fatto la specializzazione pubblica in psicologia del ciclo di vita. sono riuscita ad entrare senza conoscere nessuno, venivo da un'altra università e avevo trovato il bando di concorso per caso su internet la sera prima che scadesse. al concorso eravamo in 25 per 20 posti: ormai le scuole pubbliche non sono più tanto richieste. anche se costano relativamente poco (1500) all'anno, hanno un monte ore pazzesco. beh, ma sapete la bella notizia? per primi classificati ci sono le borse di studio, pari a quelle del dottorato. a me è andata bene, l'ho vinta e mi sono fatta la specializzazione non pagando, ma venendo pagata. e meno male, perchè non avevo una lira. certo, non ha un indirizzo preciso come quelle private, però intanto la fai, ti pigli il titolo, impari un sacco di cose (io per esempio, ho capito che la psicoterapia non mi interessava molto ma apprezzavo di più la neuropsicologica)...ora le stanno riorganizzando quelle scuole, ma se uno vuole a tutti costi provare a fare la specializzazione e non ha una lira...(come me) controlli i bandi dell'università; di solito, la roba delle borse di studio la mettono in corsivo piccolo piccolo così nessuno lo nota.
in bocca al lupo!
P.S. ovviamente il fatto di essere specializzati non aumenta di molto la proabilità di trovare lavoro, ma questo ormai è noto, vero?
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
Citazione:
Originalmente inviato da
WUNDERSY
Perdonami ma le tue mi sembrano opzioni che piu' che sfoggiare vari sofismi ed erudizioni , si concentrano sulla speculazione filosofica anche trapassata del modello americano SE VUOI PUOI... questo alla luce dei risultati che la chiave possibilista della società consumistica ha portato.... ci dice molto poco di pratico...
Saranno "sofismi", ma per quanto mi riguarda hanno avuto conseguenze molto pratiche. Per quanto riguarda il riferimento ad eventuali modelli economici, direi che sono lontano da semplificazioni made in USA.
Citazione:
Originalmente inviato da
WUNDERSY
Una persona che si incazza non si arrende mai.
Questa è poco filosofica e molto pratica!.
Tutto molto bello, ma cosa risolve, se non rimanere incazzata vita natural durante? Ma forse sono "speculazioni filosfiche"...
Saluti
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
Citazione:
Originalmente inviato da
annina27
Ciao,
vorrei dare una risposta alla domanda iniziale, in base alla mia esperienza.
io mi sono laureata ormai tanto tempo fa, 2001 e dal 2002 al 2006 ho fatto la specializzazione pubblica in psicologia del ciclo di vita. sono riuscita ad entrare senza conoscere nessuno, venivo da un'altra università e avevo trovato il bando di concorso per caso su internet la sera prima che scadesse. al concorso eravamo in 25 per 20 posti: ormai le scuole pubbliche non sono più tanto richieste. anche se costano relativamente poco (1500) all'anno, hanno un monte ore pazzesco. beh, ma sapete la bella notizia? per primi classificati ci sono le borse di studio, pari a quelle del dottorato. a me è andata bene, l'ho vinta e mi sono fatta la specializzazione non pagando, ma venendo pagata. e meno male, perchè non avevo una lira. certo, non ha un indirizzo preciso come quelle private, però intanto la fai, ti pigli il titolo, impari un sacco di cose (io per esempio, ho capito che la psicoterapia non mi interessava molto ma apprezzavo di più la neuropsicologica)...ora le stanno riorganizzando quelle scuole, ma se uno vuole a tutti costi provare a fare la specializzazione e non ha una lira...(come me) controlli i bandi dell'università; di solito, la roba delle borse di studio la mettono in corsivo piccolo piccolo così nessuno lo nota.
in bocca al lupo!
P.S. ovviamente il fatto di essere specializzati non aumenta di molto la proabilità di trovare lavoro, ma questo ormai è noto, vero?
per curiosità, ora lavori nel campo della psicologia?
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
Sì, sempre un po' qua, un po' là e un po' privatamente, ma faccio la psicologa.
anna
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
cioè ti pagavano come i medici specializandi? ricevevi uno stipendio?
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
il fatto è che in Italia l'istruzione, la formazione e la ricerca ricevono fondi pubblici per una percentuale di PIL nettamente inferiore a tutti gli altri paesi occidentali; si tratta di una percentuale ridicola!
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
scusate ma svegliarsi alla fine del percorso di studi e realizzare che specializzarsi costa e che trovare lavoro nel nostro ambito è difficile è molto strano . in università da noi hanno messo bene in chiaro più volte qual è la situazione del mondo del lavoro e i costi delle scuole di specializzazione sono più o meno quelli da anni quindi dovrebbero essere noti . se uno a fatto una scelta alla fine si arrangia. io sto cercando lavoro in vari campi e so che la scuola di psicoterapia la farò (ovviamente aiutata dai miei )se troverò qualche lavoro che mi dia delle entrate nel frattempo .
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
adelitas
cioè ti pagavano come i medici specializandi? ricevevi uno stipendio?
era un po' diverso: le specializzazioni di area medica hanno una regolamentazione a parte, anche in termini dei doveri dello specializzando (poche ore di lezione, tante di lavoro).
io comunque, ricevevo uno stipendio mensile, come quello di un dottorato con borsa.
anna
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
cecimarghe
scusate ma svegliarsi alla fine del percorso di studi e realizzare che specializzarsi costa e che trovare lavoro nel nostro ambito è difficile è molto strano . in università da noi hanno messo bene in chiaro più volte qual è la situazione del mondo del lavoro e i costi delle scuole di specializzazione sono più o meno quelli da anni quindi dovrebbero essere noti . se uno a fatto una scelta alla fine si arrangia. io sto cercando lavoro in vari campi e so che la scuola di psicoterapia la farò (ovviamente aiutata dai miei )se troverò qualche lavoro che mi dia delle entrate nel frattempo .
forse la fai un pò facile..in primis perchè non è così facile trovare un qualsiasi tipo di lavoro..
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
cecimarghe
scusate ma svegliarsi alla fine del percorso di studi e realizzare che specializzarsi costa e che trovare lavoro nel nostro ambito è difficile è molto strano . in università da noi hanno messo bene in chiaro più volte qual è la situazione del mondo del lavoro e i costi delle scuole di specializzazione sono più o meno quelli da anni quindi dovrebbero essere noti . se uno a fatto una scelta alla fine si arrangia. io sto cercando lavoro in vari campi e so che la scuola di psicoterapia la farò (ovviamente aiutata dai miei )se troverò qualche lavoro che mi dia delle entrate nel frattempo .
Cara Cecimarghe
che ti devo dire sei stata fortunata! menomale che da te c'è questo tipo di servizio...quando io mi sono iscritta al SORT ne sapevano meno di me...si vede che tu sei partita con tutte le informazioni a disposizione.
Dalla lieve saccenza che trapela dalle tue parole mi sembra ovvio che tanti problemi tu non ce li hai. Tra l'altro il mio post è di protesta verso chi i genitori che lo aiutano non ce li ha ed è pertanto il tuo post secondo me ad essere strano.
E ancora..."..se troverò qualche lavoro che mi dia delle entrate nel frattempo"...questo mi da l'idea che forse tu ancora devi iniziare a scontrarti con la vita pratica.
Io sono 12 anni che studio e lavoro...e il mio post è indirizzato a chi è povero, senza genitori che lo aiutano, con un età e una vita già attiva (casa/convivenze/figli..).
Uno psicologo secondo me non dovrebbe dire ad una persona che solleva una sua sofferenza "CAZZI TUOI HAI FATTO DELLE SCELTE E ORA TE LE CIUCCI"..Perchè questo è il messaggio che passa e sinceramente se fossi un tuo paziente, da te non ci verrei piu' di una volta.
Saluti
In bocca al lupo
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
esterella
per curiosità, ora lavori nel campo della psicologia?
ciao esterella.. io stavo giusto cercando informazioni su questa scuola, e ti sarei grata se mi raccontassi qualcosa in proposito (ad esempio com'era organizzata la frequenza? quali giorni?).. dimmi la verità, se la mia intenzione per il futuro sarebbe proprio quella di fare la psicoterapeuta, in particolare per l'età evolutiva, avrebbe senso una scuola del genere o non mi formerebbe a sufficienza? non voglio fare una scelta solo nell'ottica del risparmio, ma è pur vero che su aiuti economici non posso contare. ti ringrazio..
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
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Originalmente inviato da
valentina2004
ciao esterella.. io stavo giusto cercando informazioni su questa scuola, e ti sarei grata se mi raccontassi qualcosa in proposito (ad esempio com'era organizzata la frequenza? quali giorni?).. dimmi la verità, se la mia intenzione per il futuro sarebbe proprio quella di fare la psicoterapeuta, in particolare per l'età evolutiva, avrebbe senso una scuola del genere o non mi formerebbe a sufficienza? non voglio fare una scelta solo nell'ottica del risparmio, ma è pur vero che su aiuti economici non posso contare. ti ringrazio..
non sono io ma valentina ad aver fatto la scuola..
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Riferimento: Ma una persona povera non ha diritto a specializzarsi?
x esterella : non la faccio facile ma trovare lavoro è difficile per noi come per gente con lauree diverse, specie se umanistiche. non è certo un bel momento per nessuno e questo lo so vedendo la situazione di molti amici che lavorano in ambiti diversi .
x wundersy: i pazienti che vedo in ospedale per il tirocinio non si sono mai lamentati di me, anzi molto spesso mi hanno dimostrato apprezzamento. Avrò sbagliato il tono ma questo è un forum, non pensavo certo di dover fare un intervento di supporto. Il "tono" non è dovuto a saccenza ma ad anni in cui m sono ben informata sulla nostra professione e a decine di curriculum mandati, per diversi lavori.