Che ti sorride sotto i baffetti?:asd::P
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Beh...secondo te ho scelto la scuola di Spec che ho scelto...tirando una monetina???
O vagliando attentamente ogni possibile approccio?
So cosa mi perdo sapendo cosa sono le associazioni, ma non è uno "strumento" da me condivisibile!
Potrei dirti che tu non sai cosa ti perdi a non usare i "miei"strumenti!
RISPETTO, per ogni approccio!
Scusate, ma trovo che qui, in questo thread tutti voi aderenti all'approccio psicoanalitico, rispondiate ai post, con i paraocchi, vedete SOLO il vostro approccio, sembra neghiate possa esistere qualcosa di diverso:rolleyes:
Eccone un altro!!!!!!!!!!!
Ma che esistono ulteriori approcci oltre al vostro....lo sapete o vi fanno talmente schifo da ignorarali????
E su....non c'è dialogo!!!!
Ok, avete ragione voi, Santifichiamo tutti Freud, Jung, Lacan...e al rogo tutti gli altri!!!!!!!!!!!!
Per setting terapeutico io ho in testa ciò che avviene tra terapeuta e pz, nello studio, o fuori da esso nel caso si esca per mettere in pratica alcuni degli homework...
Ok....leviamo l' ABBRACCIO, che sembra portarci fuori strada...parliamo di sorriso empatico, una mano posata sulla spalla, una carezza sulla mano...
o sono troppo anche questo???
E io non sto dicendo che TUTTI i pz necessitino di tale "accudimento"...anzi!!
ma in certi casi ciò potebbe essere funzionale all'obiettivo che ci poniamo!
Non capisco perchè ne faccia una questione personale. Sei stata molto stringata nel dire che non usi le associazioni e che non vuoi essere una psicoanalista, e sono cose che hai scritto tu. Quindi se vuoi sostenere dal punto di vista teorico e tecnico la tua scelta, ci si può confrontare volentieri, ma non usciamo con cose inesistenti del tipo che manchiamo di rispetto.
Si è parlato di una situazione clinica e delle diverse letture che è possibile darne, e io ed altri abbiamo semplicemente fornito la nostra lettura, motivandola dal punto di vista teorico e proponendo che la faccenda può essere più complessa in base a precisi argomenti. Se ci sono argomenti contrari, tratti dalle proprie teorie di riferimento, esponili dettagliatamente e confrontiamoci.
E' ovvio poi che la scelta di un approccio sia una scelta epistemica ben precisa, e che quindi rispecchi la visione scientifica che si ritiene più fondata, esuastiva, spiegante. Non ci sono giudizi personali in questo (e quindi non c'entra nulla il rispetto) ma posizioni epistemologiche. Quindi nulla a che vedere con lo schifo e la santificazione...
Saluti
Semplicemente...ma proprio semplicemente...non credo di dovermi mettere qui a tirar fuori teorie e "paroloni" (e scusami gieko...ma voi con discorsi "filosoficheggianti" e paroloni siete bravissimi...io no, ma semplicemente perchè il mio approccio guarda al QUI ed ORA, in termini molto pratici, e con parole molto semplici e dirette! Francamente, io, che sono laureata in psicologia e psicoterapeuta in itinere, ho qualche difficoltà a decodificare alcuni dei vostri post!:mumble:Mi immagino un eventuale pz!
E non mi riferisco solo a voi, nel forum, conosco altri psicoanalisti,miei amici, e spesso, molto spesso, mi ritrovo ad ascoltare discorsi per me senza capo nè coda...o ad ascoltare parole a me ignote, e dall'altra parte si da SEMPRE per scontato che io condivida pienamente tutto ciò che ascolto!)
Il rispetto per me c'entra sempre!
Che tu ci creda o no ieri riflettendo su questa discussione ho pensato che in effetti il termine "accogliere" un paziente era piu' consono di "accudire". E nello specifico (scusate se tiro in ballo la mia esperienza che non fa testo ma che e' l'unico modo che ho per ora di esprimere un po' meglio il concetto) io dal mio terapeuta mi sento accolta. Ecco perche' non ritengo che una sua carezza sia dannosa o fuori luogo. Poi Luigi, e' abbastanza evidente anche a me che sono una studente del terzo anno che un caso non e' uguale all'altro. Che con un paziente isterico, delirante o narcisista le cose sarebbero diverse...magari quella tu tu chiami la "tanto osannata umanita'" in questi casi non verra' a salvarci, ma stai tranquillo che allo stesso tempo non uccidera' nessuno....
Mi hai tolto un peso Barbara...pensavo di avere difficolta' con qualche post causa la mia enorme inesperienza e ignoranza...non amo i toni iratici della psicoanalisi ebbene si! Poi non faccio di tutta l'erba un fascio, ci sono persone in questo forum con un orientamente che so gia' fin da ora che non potra' mai essere il mio ma che mi piace molto leggere perche' hanno garbo nel dire le cose. E soprattutto che sono in grado di farsi capire anche quando parlano di cose piu'...tecniche! Ma per il resto propendo come te per approcci piu' pragmatici, forse perche' mi hanno "tarata" fin dall'inizio cosi' non lo so.
Perchè secondo te il paziente in analisi si mette a decodificare le metateorie freudiane,junghiane...? Eh...mia cara!
D'altro canto ciò che critichi ingenuamente alla psicoanalisi è un problema tuo personalissimo: leggere di psicoanalisi o pensare in tal senso non è di certo come mettersi a leggere o scrivere un romanzo rosa di quelli che vendono nelle edicole...e menomale che la psicologia e la psichiatria ci hanno regalato uomini di una tale complessità! Ben vengano i linguaggi oscuri di Jung,Lacan, Bion...che di tutta questa semplicità, in psicologia, ne abbiamo piene le cosiddette...:skunk:...
Saluti,
Luigi
No...qualcuno ne morirà invece. Forse non il depresso o il deliroide ma, per farti un esempio, molti degli psichiatri che lavoravano un tempo nei vari padiglioni manicomiali si sono spesso ammalati e hanno fatto una brutta fine. Forse peggiore di quella del paziente. Questo per dire che una impreparazione o una preparazione fatta solo di melassa e umanità non è affatto un buon auspicio in psicopatologia. L'umanità è una caratteristica dell'uomo, certo, e che inevitabilmente si dispiegherà in ogni sua pratica terapeutica, ma non è una caratteristica sufficiente o sussistente di per se stessa per dire che un terapeuta è un 'buon' terapeuta.
Saluti,
Luigi
Qui nessuno ha chiesto di usare paroloni e, se non sono chiari alcuni concetti perchè non fanno parte del proprio bagaglio teorico, si possono chiedere chiarimenti. Anche perchè magari possono mettere in luce aspetti non considerati. Per il resto, se ti va, dicci come la pensi usando il linguaggio che più ti aggrada.
Lontano dalle disquisizioni teoriche, inoltre, la psicoanalisi clinica non prevede certo che si parli al paziente in modo inaccessibile, nè che si lavori su temi che non sono importanti nel presente e nel futuro del paziente. Che poi certe questioni siano tanto complesse da necessitare di teorie altrettanto complesse, è una questione che riguarda i terapeuti e che non viene fatta ricadere sui pazienti.
In sintesi: non viene chiesto da nessuna parte di condividere, ma di argomentare come si ritiene più opportuno e di confrontarsi, se lo si ritiene di qualche utilità.
Saluti
Scusa ma non mi pare che Barabara abbia scritto cio'!
Guarda, io di romanzi rosa non ne leggo e comunque di uomini di grande complessita' la storia ce ne ha regalati tanti e non solo in psicoanalisi, ma qui sento fare sempre gli stessi nomi. C'e' qualche grande della psicologia che ammiri davvero e apprezzi anche se non e' uno psicoanalista? Perche' non mi fai qualche nome? Perche' non sento mai terapeuti di altri orientamenti usare questi toni ed esprimere certi giudizzi sulla psicoanalisi? Cura SOLO la psicoanalisi?
Eccolo qua....chiaro esempio di RISPETTO!!!
A cominciare dal "eh...mia cara!"
Ho moooolti più anni di te, "mio caro"!!!:rolleyes:
Chi dice che io sia ingenua???Tu??? Ah beh, allora...:rolleyes:
Ah..tanto per...non leggo romanzi rosa venduti nelle edicole,se ti interessa sto leggendo 2 testi di psiconcologia, un testo di Beck, e uno di Semerari, ma se anche leggessi romanzi rosa non mi ritetrrei un essere inferiore!
Ben vengano i linguaggi oscuri...perchè??? Per ergersi dalla massa???
Per potersi trincerare dietro paroloni per altri incomprensibili, e quindi daaltri non criticabili??
E poi tutta questa semplicità, dove starebbe??
Il pz ha bisogno di semplicità, o di complessità incomprensibile, secondo te???
io scapperei a gambe levate, di fronte ai paroloni di uno psicoanalista, (e non dico siano tutti qui così cervellotici, eh!!)...e non sono l'unica ad averlo fatto!
Certo...qui ora mi tirerete in ballo le resistenze...chissà quali motivi inconsci legati a fasi orali!
Non mettiamo in bocca alla gente parole che non hanno detto per cortesia!
Io ho detto che l'umanita' da sola nella maggior parte dei casi non curera' ma e' altresi' vero che non danneggera' nemmeno se abbianata ad una preparazione consona da parte del terapeuta. Forse non hai letto con attenzione Luigi.
..Scusate era una replica!
Con tutto il dovuto rispetto, e continuando a non comprendere perchè ne stiate facendo una questione personale, di giudizi sprezzanti o anche peggio sulla psicoanalisi se ne sentono provenire da ogni parte. Chi dice che "guardarsi dentro fa male", chi che la "psicoanalisi è iatrogena" e via discorrendo. E non sono studentelli di primo pelo, ma nomi noti.
Ora, non mi pare che qui nessuno abbia detto "il cognitivismo è una scemenza" o "la sistemica è banale", e quindi non vedo dove risieda questa mancanza di rispetto tanto lesiva.
Si è solo detto che, dal punto di vista psicoanalitico (e non solo, dato che neuromancer è cognitivista) un dato fenomeno o comportamento può significare molto di più di quanto non appare. Se non si è d'accordo con questa affermazione la si contesti pure, spiegando il proprio orientamento teorico affronta e risolve le perplessità segnalate da altri.
Anche qui bisognerebbe partire dalla teoria, considerando cosa si intenda per cura. La psicoanalisi è un dispositivo appositamente studiato per il cambiamento strutturale, in base a determinati argomenti. Altri la pensano diversamente (cambiamento sintomale) e portano argomenti differenti. Confrontiamoli, potrebbe essere utile.
Saluti
Si...e con ciò?
Io ho detto che sei ingenua? Dove? Ho detto che le tue critiche erano ingenue perchè non solo non porti ragioni ma pretendi di giudicare un sapere secolare sulla base di tuoi personalissimi impedimenti. Ti pare giusto?
Beh...la mia era una battuta di risposta a cose del tipo: ''discorsi senza capo ne coda'' o ''filosoficheggianti''...ma non eri tu che amavi il 'rispetto'?
Probabilmente perchè la materia che trattano è ''complessa'', che dici? Quanto alle critiche penso ne abbiano ricevute a sufficienza tutti gli psicoanalisti e soprattutto da chi, non avendo modo e tempo di cercare seriamente di capire, preferisce dire le solite cattiverie.
Questa è la prova ulteriore che non vuoi nemmeno porti in ascolto. Ti ho detto infatti che è una stramberia credere che un analista usi paroloni con i pazienti...come vuoi tu cmq.
E il lettino no? E gli archetipi??:asd:
Saluti,
Luigi
Ecco. Appunto. Ognuno porta il contributo che sente di poter dare. Ma non capisco affatto come sia possibile scadere in litigi di sorta. E proporre la solita crociata anti-psicoanalitica che, con tutto il rispetto, non mi pare sia stata motivata da argomenti 'solidi' ma solo da antipatie personali. Mi sbaglio forse?
Saluti,
Luigi
Io intendevo dire, banalmente, che non puoi impedirti di "associare", tutto qui, per il resto che ognuno segua la teoria di riferimento che crede. Un'ultima cosa: ai pazienti non "spieghiamo" la teoria psicoanalitica, speravo che almeno questo fosse chiaro!Citazione:
Eccone un altro!!!!!!!!!!!
Ma che esistono ulteriori approcci oltre al vostro....lo sapete o vi fanno talmente schifo da ignorarali????
E su....non c'è dialogo!!!!
Ok, avete ragione voi, Santifichiamo tutti Freud, Jung, Lacan...e al rogo tutti gli altri!!!!!!!!!!!!
E tu saresti una che RISPETTA altri orientamenti? Ma per favore... e ancora con 'sta storia che il paziente ha bisogno di semplicità e non di paroloni, ma va?! Guarda non lo sapevamo, in seduta gli psicoanalisti spiegano le teorie!!Citazione:
Eccolo qua....chiaro esempio di RISPETTO!!!
A cominciare dal "eh...mia cara!"
Ho moooolti più anni di te, "mio caro"!!!:rolleyes:
Chi dice che io sia ingenua???Tu??? Ah beh, allora...:rolleyes:
Ah..tanto per...non leggo romanzi rosa venduti nelle edicole,se ti interessa sto leggendo 2 testi di psiconcologia, un testo di Beck, e uno di Semerari, ma se anche leggessi romanzi rosa non mi ritetrrei un essere inferiore!
Ben vengano i linguaggi oscuri...perchè??? Per ergersi dalla massa???
Per potersi trincerare dietro paroloni per altri incomprensibili, e quindi daaltri non criticabili??
E poi tutta questa semplicità, dove starebbe??
Il pz ha bisogno di semplicità, o di complessità incomprensibile, secondo te???
io scapperei a gambe levate, di fronte ai paroloni di uno psicoanalista, (e non dico siano tutti qui così cervellotici, eh!!)...e non sono l'unica ad averlo fatto!
Certo...qui ora mi tirerete in ballo le resistenze...chissà quali motivi inconsci legati a fasi orali!
"guardarsi dentro fa male". Il primo nome noto che mi viene in mente e' quello di Paul Watzlawick...
Ma gieko io credo che nessuno, anche nell'ambito di altri orientamenti, metta il dubbio il fatto che un dato fenomeno o comportamento puo' significare piu' di quello che appare! Per quello che mi riguarda la mia intenzione non e' certo quella di banalizzare o semplificare la complessita di certi fenomeni e comportamenti! Almeno su questo siamo d'accordo! :)
Mmmmh...e' una materia complessa necessita per forza di un linguaggio "oscuro"...chissa perche' non mi hai ancora convinta...
Si, nessuno qui fa crociate anti-psicoanalitiche ne tanto meno e' mosso da antipatie personali. Almeno parlo per me.
Eh, già. Gente che sulla psicoanalisi ne ha dette di ogni. Concorderai quindi se dico: altro che "non sento mai terapeuti di altri orientamenti usare questi toni ed esprimere certi giudizzi sulla psicoanalisi"...
Permettimi di dubitarne rispettosamente, dal momento che non tutti adottano l'ottica dell'inconscio e, di conseguenza, non attribuiscono significati inconsci a determinati fenomeni. Non per niente non si può pensare che "un sorriso possa uccidere" (psichicamente), cosa che può risultare completamente normale per uno psicoanalista. E su queste questioni che volendo ci si può confrontare, volendo...
Saluti
Si...ma questo non significa che Paul Watzlawick non abbia fatto bene il suo lavoro...che poi tu non condivida il suo approccio e orientamento e' un altro paio di maniche...io a questo stadio dei miei studi non mi sento molto propensa a proseguire in direzione psicoanalisi. Ma non ho mai messo in dubbio la validita' e vorrei che questo fosse chiaro.
Certo ti do atto.
Boh, diciamo allore che io condivido cio' che hai detto in proposito. Mi sono espressa male.
Non è affatto una ''scelta'' libera. L'inconscio ti contiene come un acquario contiene i suoi pesci. I suoi confini sono i tuoi e siccome l'Io è fuori dalla verità dell'inconscio, non può che sporgersi su questa dimensione con parole spesso oscuramente intuite, confuse...Jung trovò che la metafora alchemica potesse rendere al meglio questa dimensione, Freud trovò nel destino di Edipo quello da tempo l'uomo isterico già sapeva ma non aveva il coraggio di scorgere:
''Che allora non sarei giunto ad ammazzare mio padre
e ad essere lo sposo infame della mia genitrice.
Or eccomi abbandonato dagli dei, figlio d'impurità,
fecondatore del medesimo solco
onde nacqui io, sciagurato!...''
Ecc ecc...perdonami lo sfogo ''teatrale'':asd:...ma come avrai intuito sono profondamente legato ai vecchi maestri. Mi dispiace se la discussione ha preso una direzione poco dialogica, ma possiamo sempre rifarci come il saggio gieko ritiene da un pò di post a questa parte:approved:
Saluti,
Luigi
No? E a cosa?Citazione:
Non credo che si riferisse a questo...
"Il pz ha bisogno di semplicità, o di complessità incomprensibile, secondo te???
io scapperei a gambe levate, di fronte ai paroloni di uno psicoanalista, (e non dico siano tutti qui così cervellotici, eh!!)...e non sono l'unica ad averlo fatto!
Certo...qui ora mi tirerete in ballo le resistenze...chissà quali motivi inconsci legati a fasi orali!"
Scusate se mi intrometto, ma dopo aver letto il post con le varie affermazioni, risposte e toni polemici, mi sento di dover intervenire a difesa della Psicoanalisi dal mio semplicissimo punto di vista come paziente e non solo. Sono in terapia da 5 anni con una analista freudiana-kleiniana ortodossa -che non è proprio una passeggiata(!)-, ma nonostante il mio impegno da paziente dovendo affrontare l'intensità del transfert, i silenzi, le mancate risposte, le negate gratificazioni con conseguenti frustrazioni...etc., trovo il mio percorso analitico sempre più importante e affascinante - grazie anche alla professionalità e capacità della mia terapeuta -. Quindi comprendo e condivido, se pur a volte con qualche difficoltà dovuta ai miei agiti..., il mancato "abbraccio" o "pacca sulla spalla" che a me nuocerebbe solamente compromettendo il rapporto terapeutico che si è instaurato sulla base di una profonda e intensa empatia e che, nonostante l’atteggiamento rigido e apparentemente distaccato della mia analista, ma umano(!), risulta ad ogni modo magicamente accogliente.
Non mi permetto di criticare altri metodi o scuole di pensiero insieme alla necessità spesso evocata di quei gesti di avvicinamento o accudimento o "umani" -come spesso vengono definiti-, ma l'attacco a priori della psicoanalisi o di chi l'ha fondata insieme ai suoi seguaci mi porta a credere che ciò parta semplicemente da posizioni personali di insofferenza nei confronti di, e non da critiche costruttive, quindi di dialogo e confronto sul metodo. Continuo a pensare che chi mi segue in questo mio percorso è una persona capace di stare in “disparte”, ma nello stesso tempo di partecipare; che magari non mi tocca una spalla o una mano, ma mi tocca nel profondo con il suo ascolto e la condivisione emotiva che, spesso, fa più di tante parole e di tanti gesti. Questa è, se pur breve e povera di concetti più ampi, la mia idea di Psicoanalisi, o meglio della mia psicoanalisi.
Se mi attacchi...io rispondo!
Io comunque non ho affermato che gli psicoanalisti spieghino le loro teorie ai pz, ma che usino paroloni durante la terapia, questo volevo dire, e ripeto che non intendo dire che è una costante!!
La materia può anche essere complessa, ma si può anche semplificare, se vogliamo farci comprendere da chi abbiamo di fronte!
I "miei personalissimi impedimenti"....TU, li vedi come tali, per me non costituiscono certamente un impedimento!