A Giorgio e Cristian, soprattutto... :hug:
Citazione:
"Tirando le fila di questo intricatissimo discorso possiamo dire che:
1) C’è una prima grossa differenza tra scienze hard vs medicina/psicoterapia/psicologia dinamica (in quanto discipline cliniche che si occupano di un oggetto ‘particolare’ come l’uomo).
2) Assumendo ciò, malgrado in entrambe le professioni la relazione con l’altro sia fondamentale, nella medicina non è l’aspetto centrale, ma lo è invece in psicologia dinamica/psicoterapia.
3) Probabilmente è per questo che i sistemi artificiali riescono a simulare benissimo molti aspetti del ragionamento medico (come dice Criss spesso con percentuali di successo elevatissime), mentre ciò non vale per la psicologia dinamica/psicoterapia.
Che dite, siete d’accordo?"
Sono d'accordo su tutti i punti citati.
Mi piacerebbe iniziare a discutere con chi vuole, in modo più approfondito, il terzo punto. Anche alla luce dell'osservazione di Giorgio:
Citazione:
"Uno degli aspetti del famoso problema dell’embodiment, enorme problema per l’AI"
Perché ha dei collegamenti con le speculazioni e le ricerche circa "la mente" e, secondo me, potrebbe avere dlle ricadute significative nel campo della psicologia applicata, in particolare in psicologia clinica e psicoterapia (di qualunque orientamento).
Così, per introdurre, in allegato posto un saggio breve di Francisco J. Varela, intitolato: "Quattro pilastri per il futuro della scienza cognitiva", comparso su Pluriverso, 2, 2000.
Buona vita e vediamo di continuare a discutere. Ci sono tante cose che non so e che mi piacerebbe imparare da voi due e dagli altri che passano da queste parti.
Guglielmo