Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Sono d'accordo con le indagini sui familiari, sulla possibile anoressia mentale e il tono dell'umore basso (ma questo lo dice anche nella consegna del caso alla fine che tutti e tre son depressivi) non ci sono tutti i criteri ma un'indagine per capire se c'è un disturbo di personalita dipendente o evitante? l 'evitante il dsm dice che ha spesso sovrapposizione con fobia sociale (possibile motivo per cui la ragazza non esce?)
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Cuon giorno a tutti/tutte: secondo voi può andare questo schemino per approcci per disturbi d'ansia ?
APPROCCI PER DISTURBI D’ANSIA
Disturbo attacco di panico senza agorafobia; terapia espressiva
App.psicodinamico: evidenziare e rielaborare i terminI del conflitto espresso dalla sintomatologia, favorire attraverso il transfert, l’interiorizzazione di un oggetto buono, costante, con elevata capacità contenitiva, a cui fare appello nei momenti di difficoltà, promuovere processore separazione-individuazione
DISTURBO ATTACCO DI PANICO CON AGORAFOBIA:TERAPIA ESPRESSIVA
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto tra dipendenza e indipendenza
Approccio Sistemico: modificare l’equilibrio patogeno del nucleo, mantenuto funzionalmente dal disturbo del capro espiatorio, rielaborando le tematiche di dipendenza e favorendo lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema
Cognitivo comportamentale : tecniche di psicoeducazione (esposizione in vivo)
FOBIE (espressiva)
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto rappresentato simbolicamente dall’oggetto temuto
Approccio cognitivo comportamentale : tecniche di desensibilizzazione sistematica, immersione graduata nelle situazioni ansiogene, flooding. Imitazione di modelli, decondizionamento e ricondizionamento positivo verso le situazioni temute (fobia sociale)
DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (espressiva)
Cognitivo comportamentale: sostituire le idee ossessive, intrusive con pensieri razionali
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto e canalizzazione, soddisfazione e gestione della pulsionalità prorompente inaccettata.
DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS E ACUTO (espressiva con supporto iniziale)
Approccio psicodinamico: elaborazione e consapevolizzazione del vissuto e delle tematiche coinvolte
Approccio cognitivo comportamentale :decondizionamento e ricondizionamento positivo verso gli stimoli traumatici
DIST. ANSIA GENERALIZZATA
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto
Approccio cognitivo comportamentale: sostituzione di pensieri funzionai a quelli dsfunzionali e modificazione delle risposte associate mediante
tecniche di desensibilizzazione sistematica, addestramento al rilassamento (comportamentali)
e acquisizione di competenze tramite addestramento all’assertività, imitazione di modelli, modellamento per approssimazioni successive (cognitive)
Besos
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
R. è un uomo di 40 anni, consulente bancario.
Al primo colloquio si presenta con una giacca di velluto marrone, una polo al collo alto, dei pantaloni jeans e un
giornale sotto il braccio. La sua postura appare leggermente rigida e compassata, il suo sguardo inizialmente
evitante è diretto alla ricerca dello sguardo dello psicologo, come se vi volesse trovare qualcosa. Dice d'essere
stato consigliato da un suo amico, il quale gli avrebbe indicato un percorso terapeutico per "capire meglio se
stesso". E in particolare, racconta d'essere stato spinto dall'ultimo episodio accaduto nella sua vita. Da circa un
mese è stato lasciato dalla sua compagna poiché secondo quanto dettogli da lei "non si sentiva amata".
R. rivela di non capire la motivazione di lei poiché racconta "d'essersi comportato sempre bene" con lei e
aggiunge commentando che è sicuro che lei non troverà nessuno che la sappia amare come lui. Mostrandosi a
parole contrariato ma emotivamente distaccato non sembra provare il dolore della separazione.
Durante il colloquio non emergono sentimenti di gelosia al pensiero che lei possa instaurare una relazione con un
altro uomo, mentre mostra solo il rimpianto per l'impossibilità di realizzare la coppia ideale in grado di
condividere gli stessi interessi, ecc.
R. esprime preoccupazione perché "ormai alla sua età" non potrà più realizzare tale progetto.
Emerge anche che quest'ultimo rapporto come i precedenti è stato di breve durata (non più d'un anno). Si
descrive come persona "complicata" difficile da comprendere, dice: "Poche persone sono in grado di capirmi".
Anche in ambito lavorativo si lamenta che i colleghi non apprezzino le sue capacità. Dalle sue parole sembra
emergere un senso di invidia per chi ha ruoli di potere superiore al suo: "Non è giusto che certi personaggi
facciano carriera alle mie spalle" R. afferma di non aver paura di niente e di nessuno e con un dissertazione
intellettualistica mette in rilievo l'inutilità della paura per l'uomo. Poi dopo una riflessione di alcuni secondi
aggiunge che forse ha paura di diventare un fallito o meglio dice: "Mi vergognerei di me stesso se diventassi un
fallito". A questo proposito, ricorda della vergogna provata di fronte alla classe quando la maestra lo rimproverò
davanti a tutti per non aver svolto bene i compiti.
Nel descrivere la madre la definisce come una "donna isterica" mentre il padre lo definisce come un "uomo
freddo e distaccato" Alla conclusione del colloquio, nel concordare il prossimo appuntamento, R. insiste d'avere
solo uno spazio dalle 14 alle 15 prima della palestra e, nell'impossibilità dello psicologo di aderire alla sua
richiesta, rimane contrariato.
Che ne pensate di questo tizio??
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
narcisista credo, mi sembra che la sintomatologia vada indagata ma si potrebbe supporre un sè grandioso, il fatto che le cose gli siano dovute perchè è bravo,è invidioso,si vergognerebbe a sentirsi un fallito perchè si sente superman ecc
che dite?
come differenziale direi schizoide ma non è socialmente isolato perchè va in palestra, ha avuto varie ragazze, lavora e si confronta coi colleghi e poi ha qualche amico dal momento che viene in consulto proprio per suggerimento di uno di questi
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
[QUOTE=desiree83;2190126]FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è:
paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
riguardo a questo caso proporrei:
-Disturbi del comportamento alimentare (mancano alcuni sintomi, da indagare)
-Dist. distimico ( indagare se dura da più di 1 anno, infatti per gli adolescenti l'umore può essere irritabile anziche depresso e deve durare 1 anno invece di 2).
-pensavo anche a un disturbo di personalità (data l'età di insorgenza e data la situazione familiare).
Riguardo alle "paure", potrebbero far pensare a tratti ossessivi, ma non sono sufficienti per una diangnosi quindi potrebbero far parte dei tratti ossessivi presenti nell'anoressia?
cosa ne pensate?
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
simonapsy
R. è un uomo di 40 anni, consulente bancario.
Al primo colloquio si presenta con una giacca di velluto marrone, una polo al collo alto, dei pantaloni jeans e un
giornale sotto il braccio. La sua postura appare leggermente rigida e compassata, il suo sguardo inizialmente
evitante è diretto alla ricerca dello sguardo dello psicologo, come se vi volesse trovare qualcosa. Dice d'essere
stato consigliato da un suo amico, il quale gli avrebbe indicato un percorso terapeutico per "capire meglio se
stesso". E in particolare, racconta d'essere stato spinto dall'ultimo episodio accaduto nella sua vita. Da circa un
mese è stato lasciato dalla sua compagna poiché secondo quanto dettogli da lei "non si sentiva amata".
R. rivela di non capire la motivazione di lei poiché racconta "d'essersi comportato sempre bene" con lei e
aggiunge commentando che è sicuro che lei non troverà nessuno che la sappia amare come lui. Mostrandosi a
parole contrariato ma emotivamente distaccato non sembra provare il dolore della separazione.
Durante il colloquio non emergono sentimenti di gelosia al pensiero che lei possa instaurare una relazione con un
altro uomo, mentre mostra solo il rimpianto per l'impossibilità di realizzare la coppia ideale in grado di
condividere gli stessi interessi, ecc.
R. esprime preoccupazione perché "ormai alla sua età" non potrà più realizzare tale progetto.
Emerge anche che quest'ultimo rapporto come i precedenti è stato di breve durata (non più d'un anno). Si
descrive come persona "complicata" difficile da comprendere, dice: "Poche persone sono in grado di capirmi".
Anche in ambito lavorativo si lamenta che i colleghi non apprezzino le sue capacità. Dalle sue parole sembra
emergere un senso di invidia per chi ha ruoli di potere superiore al suo: "Non è giusto che certi personaggi
facciano carriera alle mie spalle" R. afferma di non aver paura di niente e di nessuno e con un dissertazione
intellettualistica mette in rilievo l'inutilità della paura per l'uomo. Poi dopo una riflessione di alcuni secondi
aggiunge che forse ha paura di diventare un fallito o meglio dice: "Mi vergognerei di me stesso se diventassi un
fallito". A questo proposito, ricorda della vergogna provata di fronte alla classe quando la maestra lo rimproverò
davanti a tutti per non aver svolto bene i compiti.
Nel descrivere la madre la definisce come una "donna isterica" mentre il padre lo definisce come un "uomo
freddo e distaccato" Alla conclusione del colloquio, nel concordare il prossimo appuntamento, R. insiste d'avere
solo uno spazio dalle 14 alle 15 prima della palestra e, nell'impossibilità dello psicologo di aderire alla sua
richiesta, rimane contrariato.
Che ne pensate di questo tizio??
anch'io direi un disturbo di personalità narcisistico.
Come diagnosi differenziale, a causa di alcuni aspetti (molto curato, alcune frasi dette, la rigidità di volere 1 15 minuti di spazio) non potrebbe essere anche un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
[QUOTE=Johnny;2191310]
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è:
paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
riguardo a questo caso proporrei:
-Disturbi del comportamento alimentare (mancano alcuni sintomi, da indagare)
-Dist. distimico ( indagare se dura da più di 1 anno, infatti per gli adolescenti l'umore può essere irritabile anziche depresso e deve durare 1 anno invece di 2).
-pensavo anche a un disturbo di personalità (data l'età di insorgenza e data la situazione familiare).
Riguardo alle "paure", potrebbero far pensare a tratti ossessivi, ma non sono sufficienti per una diangnosi quindi potrebbero far parte dei tratti ossessivi presenti nell'anoressia?
cosa ne pensate?
sa che disturbo di personalitàpensavi?..per il resto sono d'accordo!anch'io pensavo alle paure più come ossessioni dell'anoressia..
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
sa che disturbo di personalitàpensavi?..per il resto sono d'accordo!anch'io pensavo alle paure più come ossessioni dell'anoressia..
in realtà non ho pensato a un disturbo di personalità ben preciso, perché effettivamente non ci sono elementi a sufficienza (magari può essere argomento di approfondimento) però ci sono alcune carattaristiche dei disturbi di personalità in genere: soprattutto l'età di esordio, i problemi a relazionasi, la difficoltò a controllare gli impulsi, e il fatto che la famiglia appaia disfunzionale (quindi si presume che abbia influito sulo sviluppo della paziente).
Però ho un dubbio: è corretto secondo voi parlare di tratti ossessivo come parte dell'anoressia? Infatti, dal punto di vista scientifico, è risaputo che esistono però non sono presenti nei criteri del DSM.
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
anch'io direi un disturbo di personalità narcisistico.
Come diagnosi differenziale, a causa di alcuni aspetti (molto curato, alcune frasi dette, la rigidità di volere 1 15 minuti di spazio) non potrebbe essere anche un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
concordo,decisamente un disturbo narcisistico di personalità..sono indecisa sulla diagnosi differenziale..mi verrebbe da dire schizoide per l'emotività appiattita..
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
[QUOTE=Johnny;2191310]
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
-Dist. distimico ( indagare se dura da più di 1 anno, infatti per gli adolescenti l'umore può essere irritabile anziche depresso e deve durare 1 anno invece di 2).
Riguardo alle "paure", potrebbero far pensare a tratti ossessivi, ma non sono sufficienti per una diangnosi quindi potrebbero far parte dei tratti ossessivi presenti nell'anoressia?
cosa ne pensate?
non è un'adolescente :P inoltre io avevo capito che fosse amenorroica da un anno non che avesse tutta la sintomatologia da un anno, mi son confuso ?
le paure son da indagare si e vedere che senso hanno e la loro importanza
i tratti ossessivi ci possono stare senza problemi nell'anoressia, figurati che alcuni autori la vedono come un disturbo delirante di dismorfismo corporeo e la trattano con antipsicotici
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
anch'io direi un disturbo di personalità narcisistico.
Come diagnosi differenziale, a causa di alcuni aspetti (molto curato, alcune frasi dette, la rigidità di volere 1 15 minuti di spazio) non potrebbe essere anche un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità?
come differenziale hai diritto a scegliere la catogoria che preferisci che ovviamente abbia attinenza, tanto è comunque "sbagliata" devi solo motivare il perchè. io avevo pensato schizoide per emotivita, tu ossessivo di personalita per ordine ecc, devi solo motivare il perchè non vada bene rispetto alla diagnosi principale
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mi chiedevo una cosa..il disturbo schizoide di personalità è simile al disturbo autistico..però nel DSM parlano di disturbo autistico nell'infanzia, ma in età adulta cosa diventa?cioè, se ho un adulto con diagnosi di disturbo schizoide di personalità..posso mettere come diagnosi differenziale il disturbo autistico o è valido solo per l'infanzia?
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è valido solo per l'infanzia perchè viene diagnosticato nell'infanzia poi può evolvere o restare cosi ma non si diventa autistici da adulti
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si,che si evolve nell'infanzia lo so..volevo sapere se poteva essere una diagnosi valida in età adulta..secondo te non ha affinità con il disturbo schizoide o schizotipico?
stavo guardando la diagnosi differenziale che fa il dsm..
Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
si è una diagnosi valida in età adulta ma in realtà è la continuazione di una diagnosi precedente.
l'affinità con lo schizodie o schizotipico sta nel fatto che è chiuso e zitto ma l autistico ha una forte vita emotiva sotto che magari non vedi, poi piange grida o fa qualcosa che non ha senso (magari ti da un pugno o minaccia di farlo) e ti fa capire che a modo suo c'è qualcosa mentre lo schizoide è gelido e freddo e lo schizotipico è talmente tocco che sembra psicotico ma ha interazioni sociali
passami il linguaggio ovviamente non clinico ma volevo rendere l'idea :P