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Riferimento: Dentro i libri
Dino Buzzati, da "Il deserto dei tartari" (1940)
"(...) Gli parve che la fuga del tempo si fosse fermata, come per rotto incanto. Il vortice si era fatto negli ultimi tempi sempre più intenso, poi improvvisamente più nulla, il mondo ristagnava in una orizzontale apatia e gli orologi correvano inutilmente. La strada di Drogo era finita; eccolo ora sulla solitaria riva di un mare grigio e uniforme, e attorno né una casa né un albero nè un uomo, tutto così da immemorabile tempo.
Dagli estremi confini egli sentiva avanzare su di sé un'ombra progressiva e concentrica, era forse questione di ore, forse di settimane o di mesi; ma anche i mesi e le settimane sono ben povera cosa quando ci separano dalla morte. La vita dunque si era risolta in una specie di scherzo, per un'orgogliosa scommessa tutto era stato perduto.
Fuori il cielo era diventato di un azzurro intenso, all'occidente tuttavia restava una striscia di luce, sopra i violetti profili delle montagne. E nella camera era entrato il buio, si distinguevano unicamente le sagome minacciose dei mobili, il biancore del letto, la lucida sciabola di Drogo. Di là -capiva- egli non si sarebbe più mosso.
Avvolto così dalle tenebre, mentre di sotto continuavano le dolci canzoni fra gli arpeggi di una chitarra, Giovanni Drogo sentì allora nascere in sé una estrema speranza. Lui solo al mondo e malato, respinto dalla Fortezza come peso importuno, lui che era rimasto indietro a tutti, lui timido e debole, osava immaginare che tutto non fosse finito; perché forse era davvero giunta la sua grande occasione, la definitiva battaglia che poteva pagare l'intera vita.
Avanzava infatti contro Giovanni Drogo l'ultimo nemico. Non uomini simili a lui, tormentati come lui da desideri e dolori, di carne da poter ferire, con facce da poter guardare, ma un essere onnipotente e maligno; non c'era da combattere sulla sommità delle mura, fra rombi e grida esaltanti, sotto un azzurro cielo di primavera, non amici al fianco la cui vista rianimi il cuore, non l'acre odore di polvere e fucilate, né promesse di gloria. Tutto succederà nella stanza di una locanda ignota, al lume di una candela, nella più nuda solitudine. Non si combatte per tornare coronati di fiori, in un mattino di sole, fra i sorrisi di giovani donne. Non c'è nessuno che guardi, nessuno che gli dirà bravo.
Oh, è una ben più dura battaglia di quella che lui un tempo sperava. Anche vecchi uomini di guerra preferirebbero non provare. Perché può essere bello morire all'aria libera, nel furore della mischia, col proprio corpo ancora giovane e sano, fra trionfali echi di tromba; più triste è certo morire di ferita, dopo lunghe pene, in un camerone d'ospedale; più melanconico ancora finire nel letto domestico, in mezzo ad affettuosi lamenti, luci fioche e bottiglie di medicine. Ma nulla è più difficile che morire in un paese estraneo ed ignoto, sui generico letto di una locanda, vecchi e irnbruttiti, senza lasciare nessuno al mondo.
"Coraggio, Drogo, questa è l'ultima carta, va incontro alla morte da soldato e che la tua esistenza sbagliata almeno finisca bene. Vendicati finalmente della sorte, nessuno canterà le tue lodi, nessuno ti chiamerà eroe o alcunché di simile, ma proprio per questo vale la pena. Varca con piede fermo il limite dell'ombra, diritto come a una parata, e sorridi anche, se ci riesci. Dopo tutto la coscienza non è troppo pesante e Dio saprà perdonare."
Questo, Giovanni diceva a se stesso -una specie di preghiera- sentendo stringersi attorno a sé il cerchio conclusivo della vita. E dall'amaro pozzo delle cose passate, dai desideri rotti, dalle cattiverie patite, veniva su una forza che mai lui avrebbe osato sperare. Con inesprimibile gioia Giovanni Drogo si accorse, d'improvviso, di essere assolutamente tranquillo, ansioso quasi di ricominciare la prova. Ah, non si poteva pretendere tutto dalla vita? Così dunque, Simeoni? Adesso Drogo ti farà un po' vedere.
Coraggio, Drogo. E lui provò a fare forza, a tenere duro, a scherzare con il pensiero tremendo. Ci mise tutto l'animo suo, in uno slancio disperato, come se partisse all'assalto da solo contro un'armata. E subitamente gli antichi terrori caddero, gli incubi si afflosciarono, la morte perse l'agghiacciante volto, mutandosi in cosa semplice e conforme a natura. Il maggiore Giovanni Drogo, consunto dalla malattia e dagli anni, povero uomo, fece forza contro l'immenso portale nero e si accorse che i battenti cadevano, aprendo il passo alla luce. (...)"
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In sostanza chiedevo un letargo, un anestetico, una certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace del mondo, chiedevo la mia.
La casa in collina - Cesare Pavese
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Riferimento: Dentro i libri
La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi. chi non compie alcuna scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade. perchè l'uomo deve scegliere. in questo sta la sua forza: IL POTERE DELLE SUE DECISIONI.
Monte Cinque- Coelho
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Riferimento: Dentro i libri
"Per forza vuoi trovare un santo. Non ce ne stanno e nemmeno diavoli. Ci sono le persone che fanno qualche mossa buona e una quantità di cattive. Per farne una buona ogni momento è giusto, ma per farne una cattiva ci vogliono le occasioni, le comodità. La guerra è la migliore occasione per fare fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece non ci vuole nessun permesso."
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Un bambino che cresce senza una carezza, indurisce la pelle, non sente niente, neanche le mazzate. Gli restano le orecchie per imparare il mondo.
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E' bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffé. Ci si saluta, ci si conosce tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perchè così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. E' una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.
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Pure le storie di don Gaetano erano assai e stavano in una persona sola. Lui diceva perchè aveva vissuto in basso, e le storie sono acque che vanno in fondo alla discesa. Un uomo è un bacino di raccolta delle storie, più sta in fondo più ne riceve.
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Ci sedemmo sulla branda restando di fianco, illuminati dalla luce d'incendio della fiammella. Mi alzai per abbassarla, poggiandola a terra, mi sedetti di nuovo. "Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco." "Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare."
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Mi passò una carezza gelata sulla fronte che scottava. La mossa mi tolse la paura, un panno che leva la polvere.
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C'era una generosità civile nella scuola pubblica, gratuita che permetteva a uno come me di imparare. Ci ero cresciuto dentro e non mi accorgevo dello sforzo di una società per mettere in pratica il compito. L'istruzione dava importanza a noi poveri. I ricchi si sarebbero istruiti comunque. La scuola dava peso a chi non ne aveva, faceva uguaglianza. Non aboliva la miseria, però tra le sue mura permetteva il pari. Il dispari cominciava fuori.
E. De Luca, Il giorno prima della felicità
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Bisogna stare attenti quando si è giovani perchè la luce in cui abiti da giovane sarà la luce in cui si vivrà per sempre [..] Molti ad esempio sono malinconici da giovani e allora succede che lo rimangono per sempre.
- Alessandro Baricco [Tre volte all'alba]
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Riferimento: Dentro i libri
Ma attenta: non lasciare mai che i dubbi paralizzino le tue azioni.
Prendi sempre tutte le decisioni che ti riguardano,anche senza l’assoluta certezza che stai scegliendo correttamente.
Allorchè agisce, nessuno sbaglia se nel compiere le proprie scelte si attiene a un antico adagio tedesco […]. Se ricorderai questo detto, sarai in grado di trasformare una decisione sbagliata in una decisione giusta. Il proverbio recita "Il diavolo dimora nei dettagli."
brida..Paulo Coelho
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"Per convincersi della sostanziale unità del genere umano non c'è bisogno di escogitare argomenti filosofici. Basta guardare il volto di un bambino in ogni parte del mondo. Quando vedi un bambino, che è un essere più vicino alla natura, non ancora modellato e corrotto dai costumi del popolo in cui è destinato a vivere, non scorgi alcuna differenza, se non nei tratti somatici, fra un piccolo cinese o africano o indio e un piccolo italiano. Quando vedi una madre somala che piange sul suo figlio morto o ridotto a uno scheletro, ti par proprio di vedere una madre diversa dalle altre? Non assomiglia, quel pianto, al pianto di tutte le madri del mondo?"
Norberto Bobbio - Elogio della mitezza e altri scritti morali
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La tristezza le aveva tarlato tutta l'anima .
Come certi mobili che hanno pochi buchi fuori, ma i tarli li hanno divorati dentro e se li tocchi si sbriciolano, basta un niente.
E' così che succede.
( M.Veladiano - " La vita accanto " )
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Riferimento: Dentro i libri
"Passiamo insomma il novanta per cento della nostra vita senza dire niente, chiusi in noi stessi. Ma quante cose succedono in quel silenzio. Quasi tutto. Agiamo, prendiamo decisioni, pensiamo. Ma facciamo anche cose di cui neanche ci accorgiamo. Per esempio custodiamo le paure, teniamo a freno l'ira, fantastichiamo, giudichiamo, ci lasciamo turbare, controlliamo le emozioni o le cerchiamo, siamo scontenti o contenti, rimuoviamo le angosce, metabolizziamo le cattive notizie, ci accettiamo, ci rifiutiamo, eccetera. Dentro il silenzio diventiamo più bambini oppure ci confessiamo l'inconfessabile, ci rivolgiamo a Dio, non ci vergogniamo dei nostri impulsi, non siamo terrorizzati dai tabù, desideriamo ciò che gli altri ci vietano, ci vien voglia di uccidere, di fare all'amore, di scappare. E tutto questo avviene quando siamo seduti nel vagone della metropolitana, mentre attraversiamo una strada, prendendo un caffè al bar, nelle sale d'aspetto, davanti allo specchio con il pettine in mano, accendendoci una sigaretta. La nostra immensa vita silenziosa e sommersa non scompare d'incanto quando usiamo la parola. Parlare è sempre un po' balbettare, ha in sé qualcosa di repressivo, di formalizzato e contempla sempre, nascostamente, una frustrazione, in quanto la complessità del silenzio (nella quale trascorre gran parte dell'esistenza) non passa attraverso la lingua parlata."
Vincenzo Cerami - Consigli a un giovane scrittore
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Riferimento: Dentro i libri
Sorrise come soltanto i veri timidi sanno sorridere. Non era la risata facile dell'ottimista né il rapido sorriso tagliente dei testardi ostinati e dei malvagi. Non aveva niente a che fare col sorriso equilibrato, usato di proposito, del cortigiano o del politicante. Era il sorriso strano, inconsueto, che sorge dall'abisso profondo, buio, più profondo di un pozzo, profondo come una miniera profonda, che è dentro di loro.
Ernest Hemingway
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Riferimento: Dentro i libri
"Come tutti coloro che hanno ricevuto poco affetto durante l'infanzia, anche lei era attratta dalle persone che promettevano di farla soffrire...una bambina con le ginocchia sbucciate che continuava a cadere dal balcone perchè rifiutava di aggrapparsi alla ringhiera, nel timore che fosse la sbarra di una gabbia."
Massimo Gramellini - L'ultima riga delle favole
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Riferimento: Dentro i libri
Castelli di rabbia, Alessandro Baricco
- Che succede, Pekisch? [...]
- Schifezze - rispose.
- Cosa sono le schifezze?
- Sono cose che nella vita non bisogna fare.
- E ce n'è tante?
- Dipende. Se uno ha molta fantasia, può fare molte schifezze. Se uno è scemo magari passa tutta la vita e non gliene viene in mente neppure una. [...]
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E lì i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
- Sì.
- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.
- Puliti?
- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.
- No.
- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
- Okay.
- E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
- Già.
- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola lì, la schifezza.
- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
- No. [I]Ma sta' attento: dato che noi non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire pur di star dietro a un proprio desiderio. [/I]Si fa la schifezza e poi la si paga. E solo questo è davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.'
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Riferimento: Dentro i libri
Datemi la carica come a un giocattolo, fatemi cadere oltre il bordo del tavolino da caffè, dove il cielo si butta in mare, verso l'ultima fine indicibile.
Charles Bukowski
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Riferimento: Dentro i libri
Sono sempre stata una che si aspetta mille cose: mi sono aspettata fiori e cioccolati, scuse e perdoni, addii e ritorni. Aspetto. Sempre. Anche quando penso di non aver nessun motivo di aspettare. C’è chi aspetta l’autobus e chi la vita, io mi aspetto l’effetto sorpresa.
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Riferimento: Dentro i libri
Non è uno scherzo lasciare qualcuno che fa parte della tua vita.
È una specie di omicidio interiore, senza sangue in apparenza.
Te lo porti dentro, e può tornare fuori in qualsiasi momento, sull’esca solo di un gesto o di una parola.
A.De Carlo - Tecniche di seduzione
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Riferimento: Dentro i libri
A dire il vero fu appena un bacio, la suggestione di un contatto atteso e inevitabile, ma entrambi erano sicuri che quello sarebbe stato l'unico bacio che avrebbero potuto ricordare sino alla fine dei loro giorni e fra tutte le carezze l'unica che avrebbe lasciato una traccia sicura nelle loro nostalgie.
D’amore e ombra- Isabel Allende
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Riferimento: Dentro i libri
"...perché ti piace scrivere, se non sei capace? chiede brusco. Sono davanti a lui...gli rispondo: lo faccio perché mi piace mettere cose sulla carta. Mi piace vedere i miei pensieri, perché altrimenti sono invisibili".
Il quaderno azzurro di James A. Levine
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Riferimento: Dentro i libri
I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero. La memoria, nell’affievolirsi, li allenta; e, nonostante l’illusione di cui vorremmo essere le vittime, e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, inganniamo gli altri, noi viviamo soli. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in sé medesimo, e che, se dice il contrario, mentisce.
Marcel Proust - “Alla ricerca del tempo perduto“
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Riferimento: Dentro i libri
"L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale.
Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo.
La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire"
Pennac
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Riferimento: Dentro i libri
Una donna che scrive poesie e sa di essere donna, non può non tenersi attaccata stretta ai contenuti, perché la sofisticazione delle forme non è mai del tutto sua. La sua voce sarà forse dura e terragna, ma è la voce di una leonessa che è stata tenuta pecora per troppo tempo assennato. È una voce fiacca, grezza e mutilata, che viene da lontano, da fuori della storia , dall'inferno degli sfruttati. Un inferno che non migliora la gente come si crede, ma la rende pigra, malata e nemica di se stessa.
Dacia Maraini
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Riferimento: Dentro i libri
Essere insieme è per noi essere allo stesso tempo liberi come fossimo da soli, e felici come se fossimo in compagnia.
Da Jane Eyre, di Charlotte Brontë
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Riferimento: Dentro i libri
Io mi sono antipatico come certe persone che si incontrano in treno, di cui non si sa niente e alle quali non si ha niente da rimproverare eppure ci sono antipatiche. Il fatto che io non abbia niente da rimproverarmi e mi trovi, come dici tu, perfetto, dimostra soltanto che non è una parte piccola o grande di me stesso che mi dispiace, ma la totalità. Questa pretesa perfezione, in altri termini, se io la guardassi da un punto di vista giusto, si tramuterebbe nel suo contrario, in un'imperfezione completa.
Alberto Moravia
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Riferimento: Dentro i libri
Era una ragazza semplice, di quelle che sognano dietro ai libri e alle poesie, e se la vita è carogna non importa, una ragione buona per sorridere la trovi comunque. Era un tipo così. Ed era carina, questo bisogna dirlo. Non del genere vistoso, quelle che ti giri a guardarle. Più semplice. Ma aveva qualcosa che ti accalappiava, niente da dire, ce l’aveva. Come una specie di limpidezza, di trasparenza. Era quel tipo di donna che quando ce l’hai tra le braccia, sai che lei è lì, proprio tra le tue braccia e da nessuna altra parte. Non so se avete presente. Ma è una cosa rara. E bellissima, nel suo genere.
Baricco
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Riferimento: Dentro i libri
Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca.
Luigi Pirandello
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Riferimento: Dentro i libri
Voglio tentare di stare con te. Voglio credere che è possibile, anche se non per ora, anche da lontano. Ho bisogno di aspettare qualcuno che non somigli a nessuno e tu sei questo.
Erri de luca
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Re: Dentro i libri
"Tutti gli incastri tra braccia e gambe al mattino sono una dose di tranquillanti"
Fabio Volo
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Riferimento: Dentro i libri
Voi amate il mare, capitano? - Si! L'amo! Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano; è l'immenso deserto in cui l'uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita accanto a sé. ...Il mare non è altro che il veicolo di un'esistenza straordinaria e prodigiosa; non è che movimento e amore, è l'infinito vivente..
Jule Verne, Ventimila leghe sotto i mari
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Riferimento: Dentro i libri
Nessun ragionamento ti aiuterà a superare i blocchi che ti sei creata, ci vuole azione. Finché continui a rimanere a bordo vasca, a discettare sulla temperatura dell’acqua, non riuscirai mai a nuotare. Cerca un trampolino, chiudi gli occhi e tuffati. E se prendi una panciata, non incolpare l’acqua e nemmeno te stessa… intanto avrai imparato a non affogare!
{Massimo Gramellini
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Riferimento: Dentro i libri
Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse, per questo si infranse. Non si esaurì, non finì non morì, semplicemente si infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un’aspettativa troppo ambiziosa.
Troppo amore - Almudena Grandes
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Riferimento: Dentro i libri
...Di una cosa sola gli doleva,
che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov'era.
Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare della roba,
quando arrivate ad averla, che ne vorreste ancora, dovete lasciarla!
E stava delle ore seduto sul corbello,
col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi,
e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare,
e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia,
e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi,
curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe,
per invidia,
e borbottava:
- Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente! -
Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba,
per pensare all'anima,
uscì nel cortile come un pazzo,
barcollando,
e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava:
- Roba mia, vientene con me! -
La roba - G. Verga
P.s. Non vi ricorda nessuno?....:rolleyes:
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Riferimento: Dentro i libri
Perchè chiedersi "Cosa sarebbe stato se...?"e cercare motivi logici e razionale per spiegare il passato? Oggi è un nuovo giorno e noi, a ogni giorno che passa, percorriamo un altro tratto del nostro cammino. La possiblità che ci si offre oggi è la possibilità di oggi. In passato hai avuto molte occasioni di imparare tolleranza , pazienza, espressività, accetazione, cortesia, amore, onestà, rettitudine e cosi via. E se non hai imparato quando eri bambina, ti si presentaranno altre occasioni in avvenire, stanne certa. Se invece hai imparato, benissimo!
Le situazioni non hanno importanza, ciò che conta è la maturazione.
M. Morgan - Il cielo la Terra e quel che sta nel mezzo
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Riferimento: Dentro i libri
"....Ma la nostra casa non è mai stata altro che una stanza da gioco. Qui sono stata la tua moglie-bambola, come ero stata la figlia-bambola di mio padre. E i bambini sono stati le mie bambole. Debbo esser sola per rendermi conto di me stessa e delle cose che mi circondano”.
"Depressa e confusa dalla sua fede nell'autorità, perde la fede nella sua correttezza morale e nella sua capacità di crescere i suoi figli: una madre in una società contemporanea somiglia a certi insetti che fuggono e muoiono quando compiono i loro doveri nella propagazione della loro razza."
Casa di bambola - IBSEN
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Riferimento: Dentro i libri
Avere un figlio significa manifestare un assoluto accordo con l'uomo. Se ho un bambino, è come se dicessi: sono nato, ho assaggiato la vita e ho constatato che essa è così buona che merita di essere moltiplicata.
- Milan Kundera, "Il valzer degli addii
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Riferimento: Dentro i libri
Guardare troppo lontano è un errore..
Se uno guarda lontano, non vede quello che ha davanti ai piedi, e finisce per inciampare. Ma anche concentrarsi troppo sui piccoli dettagli che si hanno sotto il naso non va bene. Se non si guarda un po’ oltre, si va a sbattere contro qualcosa. Perciò è meglio sbrigare le proprie faccende guardando davanti a sé quanto basta, e seguendo l’ordine stabilito passo dopo passo. Questo, in tutte le cose, è il punto fondamentale.
Murakami Haruki, Kafka sulla spiaggia
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Riferimento: Dentro i libri
Quando il comportamento di qualcuno ti causa dolore,
potresti nutrire risentimento nei suoi confronti.
Tuttavia non fai altro che ferire te stesso,
poiché il risentimento abbassa l’energia,
l’entusiasmo e l’efficienza.
Ogni parola o gesto scortese
che quell’individuo ha avuto per te
è un riflesso della sua persona;
il suo comportamento
non è un’affermazione sul tuo vero Io.
Quando le persone agiscono in modo scortese,
allontanano la luce e l’amore dalla loro vita
e attraggono esperienze
che tendono ad alimentare la loro insoddisfazione.
Più le persone sembrano sgradevoli,
più hanno bisogno di amore,
che cura l’infelicità e instilla il calore nei loro cuori.
Questo non significa
che devi stare in compagnia di coloro
che sembrano comportarsi
in modo scortese nei tuoi confronti.
Puoi inviare da lontano pensieri d’affetto
e raggiungere comunque il tuo obiettivo.
Quando invii amore verso qualcuno
per il quale provi risentimento,
la “guarigione” avviene su tre livelli:
1) ti libera dal dolore e dal tormento della rabbia.
2) spezza gli schemi indesiderati, poiché tu attrai ciò che pensi.
3) aiuta a guarire l’altra persona.
Quindi, perdona.
Il beneficio che ne trarrai
supererà qualsiasi piacere derivante dal covare risentimento. Perdona e sii libero!
(Doreen Virtue, La guida degli angeli)
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Riferimento: Dentro i libri
"
L’amicizia
è sempre una scelta.
Non dovresti
dover lavorare sull’amicizia.
Se devi lavorarci,
allora
non è davvero amicizia
è solo qualcuno
che frequenti ogni tanto.
Gli amici
semplicemente ti accettano.
(Larry Winget, Sta' Zitto,
Smettila di Lamentarti e Datti una Mossa)
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Riferimento: Dentro i libri
Ama e rispetta te stesso.
Tu non sei mai
responsabile delle azioni degli altri.
Sei responsabile di te stesso.
Se qualcuno
che non ti tratta
con amore e rispetto
si allontana da te,
consideralo un dono.
Forse per un po' soffrirai,
ma alla fine il tuo cuore guarirà.
(Don Miguel Ruiz)
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Riferimento: Dentro i libri
Perché aspetti?
Aspetti che la vita ti faccia un miracolo?
Che le circostanze cambino in tuo favore ?
Aspetti chi? perchè? quanto aspetti?
Se non ti alzi e diventi il tuo Dio non puoi sperare che qualcosa cambi.
Se non cominci, niente si compierà.
Se non bussi, nessuna porta si aprirà.
Se non percorri la tua strada
nessuna mappa ti porterà da nessuna parte .
I miracoli accadono solo quando fai il primo passo verso la tua realizzazione, verso un tuo sogno.
Nessuno ti porterà un pacco regalo,
nessuno ti rendera’ felice
se non tu stesso,
perciò alzati, mettiti in viaggio,
il viaggio della tua felicità.
Naviga il mare delle tue emozioni.
Vivi!
Non rimandare niente, non aspettare nessuno.
La tua mano è capace di disegnare i tuoi sogni,
di scrivere il tuo destino.
Colette Haddad
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Riferimento: Dentro i libri
Ignora le opinioni degli altri.
Qualunque cosa
gli altri sentano,
pensino o dicano,
non prenderla in modo personale.
Gli altri
hanno le loro opinioni,
in accordo
al loro sistema di credenze,
quindi
qualunque cosa pensino di te
non riguarda te,
riguarda loro.
(Miguel Ruiz, I quattro accordi)
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Riferimento: Dentro i libri
Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.
Antonio Gramsci - "Sul Fascismo"