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Riferimento: lavorare all'estero
Indira,
grazie mille per il consiglio su BUPA. Ora gli dò un'occhiata.
Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli all'estero... Avete mai sentito parlare di Diploma Supplement? A quanto pare il Ministero dell'Istruzione un paio di anni fa, se non erro, ha deliberato che tutte le università Italiane devono fornire agli studenti che lo richiedono tale diploma che consta di due parti: una parte in Italiano e una seconda parte con intera traduzione in inglese contenente la descrizione del titolo di studi conseguito, l'elenco degli esami con voti e il voto finale complessivo. Io l'ho richiesto alla mia Università (Bologna) e me lo hanno fatto avere dopo un bel po' (tre mesi circa).
Per maggiori informazioni cercate su google: diploma supplement + miur
Francesco :)
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Riferimento: lavorare all'estero
ottimo, non ne conoscevo neppure l'esistenza...lo richiedo subito alla mia università...
guardate questo sito Che cos'è
anche qui europass-italia.it
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
francesco84
Indira,
grazie mille per il consiglio su BUPA. Ora gli dò un'occhiata.
Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli all'estero... Avete mai sentito parlare di Diploma Supplement? A quanto pare il Ministero dell'Istruzione un paio di anni fa, se non erro, ha deliberato che tutte le università Italiane devono fornire agli studenti che lo richiedono tale diploma che consta di due parti: una parte in Italiano e una seconda parte con intera traduzione in inglese contenente la descrizione del titolo di studi conseguito, l'elenco degli esami con voti e il voto finale complessivo. Io l'ho richiesto alla mia Università (Bologna) e me lo hanno fatto avere dopo un bel po' (tre mesi circa).
Per maggiori informazioni cercate su google: diploma supplement + miur
Francesco :)
io ne avevo sentito prlare de sto diploma supplement e mi ero informata quando cercavo il modo per tradurre tutti i fogli al minimo costo...se ricordo bene mi dissere che era valido solo per quelli del nuovo ordamento poichè il sistema dei crediti era simile all'estero. 'na rosicata!!..beh..alla fine io non ho sborsato una lira....una mia amica americana che parlava l'italiano meglio di me mi ha tradotto tutto (santa donna!),,tramite l'ambasciat inglese ho cercato un solicitor inglese che lavorasse a roma, l'ho contattato e lei, molto gentile mi ha spiegato che LE MARCHE DA BOLLO NON SERVONO...sono solo soldi sprecati perchè il uk gli inglesi pensano che siano semplici francobolli ma più psichedelici.....
per Indira: dai tranky!!!...almeno ora sai come funziona l'interview per LI, ti servirà per quando ne farai un altra. io ringrazio tanto Anto ed Axamer perchè mi hanno dato delle dritte favolose. e poi, un esperienza come support worker, se anche a volte estremamente pesante (io cmq mi sono divertita, ho trovato sempre un bel team ed i pazienti erano davvero dei personaggi!!) qui è valuata molto ai fini della domanda....oggi ha iniziato una altra LI nel mio ufficio, e parlando indovina: inglese e dopo una laurea in psicologia ha fatto la support worker....da che ho capito quasi tutti (inglesi e non) nel mio ufficio sono passati sotto quella porta. è un bel trampolino di lancio. forza e coraggio!!!
in bocca al lupus a todos xx:corteo:
ps: mai sentita di questa BUPA, ma confesso anche che ho cercato altrove...cmq io sono molto dubbiosa quando si fanno le cose dall'Italia...non per luogo comune, ma le peggio soleall'inizio le ho preso da italiani che dall'Italia 'comunicava' con l'inghilterra, o che già erano qui...per ora ne conto 3, e tutte sono state economicamente salate!!!..per cui state sempre attenti!!!..magari fate una telefonata dall'italia alla sede di Londra o dovunque sia, anche solo per farvi confermare che la sede in Italia non è fasulla!!..
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Riferimento: lavorare all'estero
mony io ho contattato la stessa tua solicitor che però si rifiuta di autenticarmi documenti che non ha tradotto lei :(
quindi avendo tradotto tutto da sola e col mio insegnante di inglese non mi resta che la strada del tribunale -.-'
per il diploma supplemento io invece non ne sapevo nulla, oggi ho scritto alla mia università, essendo io NO forse ho qualche speranza, io ho letto sul dreceto legge che dal 2005 dovrebbero darlo in automatico insieme al diploma di laurea ma ovviamente come tutte le cose in Italia non se ne sente manco parlare...
anyway spero saranno obbligati a rilasciarmelo, anche se a saperlo mi sarei risparmiata tante ore e fatica per tradurmi tutto da me -.-'
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Riferimento: lavorare all'estero
già mi ricordo che me lo avevi detto...azz...non so perchè...forse nel mio caso lei si basava sul fatto che non ero io che li avevo tradotti ma una di madre lingua inglese....è l'unica spiegazione che posso trovare.
prova cmq a vedere per sto diploma supplement....anche io mi ricordo che ti veniva dato in automatico, se lo chiedevi, con il diploma....lor si...cmq sono tenuti
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
mony_loves_dogs
già mi ricordo che me lo avevi detto...azz...non so perchè...forse nel mio caso lei si basava sul fatto che non ero io che li avevo tradotti ma una di madre lingua inglese....è l'unica spiegazione che posso trovare.
prova cmq a vedere per sto diploma supplement....anche io mi ricordo che ti veniva dato in automatico, se lo chiedevi, con il diploma....lor si...cmq sono tenuti
opsssss...un dito non mi ha funzionato bene è ha premuto il tasto invio per sbaglio......cmq si, dicevo che l'uny te lo dovrebbe rilasciare e non mi vorrei sbagliare, ma anche gratuitamente.....in bocca al lupo!!
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Riferimento: lavorare all'estero
grazie carissima, crepi il lupo :) li ho contattati oggi, appena riapriranno le segreterie speriamo mi rispondano ^^'
a settembre poi mi sbatterò in tribunale per autenticare i titoli, sperando che al di là del valore delle marche da bollo, gli vada bene come autenticazione - ma credo di si...
ad ogni modo le ho detto che la traduzione è stata fatta da un madrelingua inglese ma purtroppo mi ha ribadito che se non traduce lei non firma...e che devo fà pazienza, al limite cercherò qualcun altro :(
grazie e un abbraccio :)
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Miyu
a tre anni dalla laurea senza riuscire a farci un emerito piffero stò seriamente valutando l'idea di andar via,visto che l'unica cosa che mi lega al mio paese ed alla sua capitale è la scuola di specializzazione che stò facendo (il mio hobby costoso) ma da dove comincio a pianificare la fuga verso un paese anglofono, freddo e meritocratico? Ho letto che diversi di voi lo hanno fatto, mi date un imput? (85 pagine di thread sono un pò dispersive)
Grazie!!!
Cara Miyu ti quoto per due motivi:
1. fuga verso i paesi anglofoni
2. i placebo :D
Anch'io mi sto informando per capire SE la mia laurea varrebbe in UK e se si quanto.. purtroppo è un pò complicato, tutti quelli a cui ho chiesto nella mia università mi dicono una cosa diversa..
Sarebbe un aiuto almeno capire come è organizzato il lavoro di psicologo in UK e quali sono le possibilità effettive per un neolaureato che si sposta.. ad esempio la laurea triennale vale? posso fare la specialistica in UK?
Qualche anima pia può darci una dritta? :sbonk:
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Citazione:
Originalmente inviato da
VerumA1884
Cara Miyu ti quoto per due motivi:
1. fuga verso i paesi anglofoni
2. i placebo :D
Anch'io mi sto informando per capire SE la mia laurea varrebbe in UK e se si quanto.. purtroppo è un pò complicato, tutti quelli a cui ho chiesto nella mia università mi dicono una cosa diversa..
Sarebbe un aiuto almeno capire come è organizzato il lavoro di psicologo in UK e quali sono le possibilità effettive per un neolaureato che si sposta.. ad esempio la laurea triennale vale? posso fare la specialistica in UK?
Qualche anima pia può darci una dritta? :sbonk:
Per informazioni sulla validità devi rivolgerti al www.naric.org.uk o (meno probabile) all'università che sceglierai.
Tieni presente che in UK ci sono anche università "libere" che però non sono accreditate; di più non so.
Per informazioni sulla professione, le pagine di questo thread sono ricchissime di informazioni. Ciao. :approved:
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
mony_loves_dogs
(...) ho cercato un solicitor inglese che lavorasse a roma, l'ho contattato e lei, molto gentile mi ha spiegato che LE MARCHE DA BOLLO NON SERVONO...sono solo soldi sprecati perchè il uk gli inglesi pensano che siano semplici francobolli ma più psichedelici.....
(...)
Per nostra disgrazia, all'Agenzia delle Entrate le marche da bollo servono eccome... e il non usarle potrebbe comportare la presunzione di evasione fiscale, oltre che di eventuali irregolarità nella documentazione.
L'unico modo per non usarle è farsi fare le traduzioni all'estero, dove però il costo del servizio è maggiore.
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Citazione:
Originalmente inviato da
TheOldBoy
Per informazioni sulla validità devi rivolgerti al
www.naric.org.uk o (meno probabile) all'università che sceglierai.
Tieni presente che in UK ci sono anche università "libere" che però non sono accreditate; di più non so.
Per informazioni sulla professione, le pagine di questo thread sono ricchissime di informazioni. Ciao. :approved:
Okkei leggerò il thread grazie!!
Ti volevo chiedere.. ma esiste un riferimento in Italia a cui ci si può rivolgere per questo tipo di informazioni? Sembra che le università non sappiano mai nulla... :(
Beh intanto grazie dell'aiuto!! :mano:
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Riferimento: lavorare all'estero
Hey raga,
Avrei bisogno di un'informazione moooooolto pratica. Più che altro mi riferisco a chi conosce bene la posizione del support worker. Dando un'occhiata alle varie job descriptions ho notato che molte si riferiscono al fatto che come support worker bisogna occuparsi anche dell'igiene personale dei pazienti. Addirittura ho letto su una di queste descrizioni che i pazienti ammalandosi potrebbero avere problemi quali: diarrea, vomito, ecc. E quindi il compito del support worker potrebbe anche essere quello di "clean them up". Ma funziona sempre così? E mettiamo il caso che nell'intervista mi chiedono se sono disposto anche ad occuparmi di questo e io rispondo NO (che sarà sempre e comunque così... mi dispiace ma questo NO), mi si chiuderebbero inevitabilmente delle porte???
Fatemi sapere per favore.
Francesco
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Riferimento: lavorare all'estero
nemmeno io sono tagliata per questo. è più forte di me, non lo farei mai, altrimenti avrei studiato infermieristica, o simili.
nel qual caso credo che dovremo cercarci qualche altro lavoro limitrofo alla psicologia ma che non implichi questioni simili...
in ogni caso i criteri di ammissione esposti negli annunci sono molto chiari, le qualifiche e le mansioni sono quelle, quindi è ovvio, nel momento in cui uno si candida per un posto deve essere disposto a ricoprirne tutti i ruoli, e con la concorrenza che c'è, suppongo che una rimostranza del genere sia un ovvio motivo per essere scartati...
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
VerumA1884
(...)ma esiste un riferimento in Italia a cui ci si può rivolgere per questo tipo di informazioni? Sembra che le università non sappiano mai nulla... :( (...)
Esiste il Naric Italia ma si occupa prevalentemente di riconoscere i titoli stranieri in Italia.
Logicamente bisogna rivolgersi all'Ente del Paese in cui ci si vuole trasferire.
Citazione:
Originalmente inviato da
francesco84
(...) come support worker bisogna occuparsi anche dell'igiene personale dei pazienti. Addirittura ho letto su una di queste descrizioni che i pazienti ammalandosi potrebbero avere problemi quali: diarrea, vomito, ecc. E quindi il compito del support worker potrebbe anche essere quello di "clean them up". Ma funziona sempre così?
"Support worker" significa letteralmente "lavoratore di supporto", quindi è quello che da noi si chiama "ausiliario" e che appunto svolge mansioni di tipo ausiliario, compreso l'aiutare i pazienti nell'igiene personale o pulire dove loro sporcano/si sporcano. Direi che anche se non è specificato, bisognerà aspettarselo di dover svolgere certi compiti, almeno all'inizio.
Citazione:
Originalmente inviato da francesco84
E mettiamo il caso che nell'intervista mi chiedono se sono disposto anche ad occuparmi di questo e io rispondo NO (che sarà sempre e comunque così... mi dispiace ma questo NO), mi si chiuderebbero inevitabilmente delle porte???
Secondo te? Come credi che reagisca un selezionatore che si sente dire dal candidato che non è disponibile per le mansioni previste per quell'incarico?
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Melody82
nemmeno io sono tagliata per questo. è più forte di me, non lo farei mai, altrimenti avrei studiato infermieristica, o simili.
nel qual caso credo che dovremo cercarci qualche altro lavoro limitrofo alla psicologia ma che non implichi questioni simili...
Guarda, io intanto continuo a dare un'occhiata ai vari annunci come support worker e se vedo che così stanno le cose, cercherò di fare un altro percorso per arrivare ai miei obiettivi. Intanto vediamo se qualcuno che è o è stato un support worker ci fa sapere come stanno le cose. Melody, quindi tu devi ancora partire? Pensi di voler partire nel breve termine? Di dove sei? Dove ti sei laureata?
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Riferimento: lavorare all'estero
io sono di Roma, mi sono laureata alla LUMSA con 110L, fatto esame di stato lo scorso novembre e lavoro in clinica da 5 mesi e in ospedale da 2 anni gratuitamente, faccio sia attività di ricerca che clinica che assisto a seminari, lezioni, psicoterapie allo specchio, riunioni di equipe ecc.
Attualmente sono in procinto di decidere fra rimanere iniziando una scuola di specializzazione in psicoanalisi o psicoterapia psicodinamica, sperando entro un paio di anni, nel frattempo che prendo il diploma, di aprirmi uno studio continuando a coltivarmi gli agganci che tanto faticosamente sto tirando su da prima della laurea col lavoro volontario, oppure andarmene a Londra col mio ragazzo e tentare la strada dello psicologo clinico, titolo che purtroppo qui già ho, ma che non è equiparabile al loro psicologo clinico, che è un vero e proprio dottorato di 3 anni.
sinceramente ancora non so cosa farò, intanto ho fatto tradurre tutti i miei documenti, a settembre li farò convalidare dal tribunale e poi li spedirò alla BPS tanto per avere un primo riconoscimento, nel frattempo deciderò il da farsi.
Da una parte sogno di andarmene dall'asilo, dall'altra lasciare qui tutti i miei amici e la mia famiglia mi pesa molto; inizio a non tollerare più gli italiani e l'italia in generale e a volte mi vergogno di essere italiana, ciononostante amo la mia città e tutti i legami che ho stretto qui, e d'altro canto ho anche paura di mollare tutto quello per cui ho lavorato fin'ora - credimi anche trovare lavoro volontario in ambito clinico a Roma è quasi impossibile se non sei raccomandato e io non lo sono. Da un lato so che se continuerò a faticare tra professori psichiatri psicologi supervisori blablabla, forse un giorno i miei sforzi saranno premiati... ma dall'altro inizio ad avere alcune necessità di indipendenza che qui saranno realizzate chissà quando, ho 28 anni sto ancora a casa e non riesco a lavorare come psicologa, a volte temo che se resto qui e continuo così a 40 anni starà ancora a casa con mamma...
però d'altro canto ho anche paura di trasferirmi, le cose vanno male, torno, ho perso tutti gli agganci che avevo, buttato all'aria tutto il lavoro svolto e devo ricominciare da capo -.-'
l'idea di trasferirmi nascerebbe quindi da un'esigenza sia di indipendenza che di carriera, so che li una volta entrati nel sistema è relativamente probabile scalare i vari gradini, il mio obiettivo sarebbe comunque il riconoscimento di Chartered clinical psychologist (iscritto HPC e tutto), so che ci vorrebbero anni ma almeno anni in cui lavorerei nella speranza di costruirmi un futuro.
qui purtroppo non si lavora e anche quando si ha la fortuna di lavorare si ha sempre la sensazione di non riuscire a costruire mai nulla perchè le paghe sono talmente misere, i trattamenti ricevuti talmente meschini e le prospettive sono talmente poche che a volte penso ci voglia più coraggio a restare che ad andarsene!
ad ogni modo il mio ragazzo vuole partire comunque a gennaio, quindi ho in ballo parecchie questioni :sbonk: credo che intorno a massimo fine ottobre dovrò aver stabilmente deciso cosa voglio fare. staremo a vedere!
@ tornando a noi,
oltre al support worker quali altri lavori sono plausibilmente limitrofi alla psicologia e andrebbero bene per fare la gavetta necessaria a potersi poi proporre per un dottorato o simili?
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Riferimento: lavorare all'estero
Avrei bisogno di un'informazione moooooolto pratica. Più che altro mi riferisco a chi conosce bene la posizione del support worker. Dando un'occhiata alle varie job descriptions ho notato che molte si riferiscono al fatto che come support worker bisogna occuparsi anche dell'igiene personale dei pazienti. Addirittura ho letto su una di queste descrizioni che i pazienti ammalandosi potrebbero avere problemi quali: diarrea, vomito, ecc. E quindi il compito del support worker potrebbe anche essere quello di "clean them up". Ma funziona sempre così? E mettiamo il caso che nell'intervista mi chiedono se sono disposto anche ad occuparmi di questo e io rispondo NO (che sarà sempre e comunque così... mi dispiace ma questo NO), mi si chiuderebbero inevitabilmente delle porte???
Fatemi sapere per favore.
Io ho lavorato qui a londra per pochissimo come support worker con ragazzi con disturbi comportamentali e non mi occupavo della loro pulizia. dovevo pero preparar loro da mangiare quando ero di turno. forse dipende dalle categorie, ma cmq se e' scritto nella 'job description' si deve fare una volta accettato il lavoro.
Vi avevo lasciato qualche settimana fa dicendo che avevo accettato un lavoro come project worker con anziani con disturbi dell'apprendimento.
Ieri ho ricevuto una telefonata. Uno dei colloqui fatti due mesi fa mi ha richiamto dicendo che sono rimasti entusiasti del mio colloquio e purtroppo allora non c'erano due posti disponibili, ma adesso se ne ' liberato uno e vorrebbero me.
Ho accettato questo qui per due motivi:
la paga (molto molto di piu)
la tipologia di service users= homeless young people_high support needs (quindi drug and alcohol abuse e mental helath problems).
Sara' molto piu pesante perche dovro anche fare i turni (l'altro lavoro era in un centro diurno) ma penso di aver fatto la cosa giusta.
Mi chiedo e vi chiedo: che differenza c'e' tra project worker e support worker? A livello di come si viene visti quando dopo un certo periodo si vuole cambaire lavoro. cosa conta di piu? e' semplicemente una questione di mansioni o anche il 'job role' conta?
Grazie in anticipo.
Ah, e nella job description di questo lavoro coi barboni non si fa riferimento alla pulizia :-) ma io personalmente parto dal presupposto che bisogna sempre sparare in alto, ma non sparare in aria. (voglio che questo per me sia l'inizio della mia carriera, e se significa pulire i pazienti lo faro' senza problemi)
Io daltronde so che il passo piu difficile e' cominciare, una volta dentro tutto diviene piu facile; e dai posts si evince che anche persone inglesi laureate in psicologia qui hanno dovuto lavorare come sw e quindi forse pulire i pazienti.
se proprio non ce la fate potreste provare con lavori come project worker. puo essere una idea.
in bocca al lupo
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Riferimento: lavorare all'estero
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Originalmente inviato da
Melody82
io sono di Roma, mi sono laureata alla LUMSA con 110L, fatto esame di stato lo scorso novembre e lavoro in clinica da 5 mesi e in ospedale da 2 anni gratuitamente, faccio sia attività di ricerca che clinica che assisto a seminari, lezioni, psicoterapie allo specchio, riunioni di equipe ecc.
ranza di costruirmi un futuro.
qui purtroppo non si lavora e anche quando si ha la fortuna di lavorare si ha sempre la sensazione di non riuscire a costruire mai nulla perchè le paghe sono talmente misere, i trattamenti ricevuti talmente meschini e le prospettive sono talmente poche che a volte penso ci voglia più coraggio a restare che ad andarsene!
@ tornando a noi,
oltre al support worker quali altri lavori sono plausibilmente limitrofi alla psicologia e andrebbero bene per fare la gavetta necessaria a potersi poi proporre per un dottorato o simili?
WOW! Bella gavetta! Ti ammiro molto per esserti messa così in gioco e per aver tenuto così duro... Ed hai ragione che forse si è più coraggiosi a lasciare l'Italia che rimanere! Sono sicuro che tutte le esperienze che hai fatto e che stai facendo non passeranno inosservate sul tuo curriculum, per cui ti consiglio fortemente di coltivare questo sogno di fare carriera all'estero.
Per quanto riguarda l'ultima domanda che fai, non so se sono la persona giusta che può aiutarti... Da quello che ho capito leggendo questo forum fare il "support worker" significherebbe imparare molto sul campo e da qui partire per ambire a qualcosa di più e, come dice Indira più sotto, non necessariamente "support worker" significa pulire i pazienti... E questo mi rincuora molto. Se si tratta di cucinare e spazzare per terra non mi disturba affatto, lo faccio! Forse un'altra strada che potresti percorrere sarebbe quella di fare domanda come "Assistant Psychologist"... Si tratta di un trampolino di lancio abbastanza significativo se poi vuoi provare ad entrare nei programmi di ClinPsyD (mi pare che si chiamino così), che sarebbero quei training per diventare clinical psychologist a tutti gli effetti e si è finanziati dalla NHS. Altrimenti, come diceva Antonellalondra un po' più sopra (penso pag. 84), ci si può iscrivere a dei master o scuole di counselling psicologico o psicoterapia e in un 2/3 anni ottenere il titolo e cercare lavoro... ma queste sono a pagamento (ma piuttosto che pagare una quasi inutile scuola di psicoterapia in Italia, meglio farlo in England, no??)
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
indira
Mi chiedo e vi chiedo: che differenza c'e' tra project worker e support worker? A livello di come si viene visti quando dopo un certo periodo si vuole cambaire lavoro. cosa conta di piu? e' semplicemente una questione di mansioni o anche il 'job role' conta?
in bocca al lupo
Indira,
per ricambiare il tuo favore, visto che sei stata molto carina a rispondere, ho fatto una veloce ricerca per vedere la differenza tra support e project worker. Credo proprio che si tratti di un vero e proprio avanzamento di carriera (spesso si può notare già dal fatto che la paga sia più alta). Poi ho dato anche un'occhiata alle person specifications per alcuni project workers vacancies e richiedono un livello avanzato di esperienza (addirittura come requisito devi essere già stato un support worker in passato!). Per cui, da profano, ti consiglio fortemente di accettare il lavoro senza dubbi perché non farà altro che arricchire il tuo curriculum.
Ti posso fare una domanda? Ho cercato di trovare informazioni su di te in base ai commenti che hai lasciato in passato, ma non ho trovato nulla... Mi chiedevo che tipo di percorso hai fatto per arrivare a Londra... Sei arrivata lì e hai cercato lavoro e poi hai iniziato come support worker oppure hai prima fatto lavori nettamente diversi, ads esempio cameriera, barista, ecc? Insomma, sei andata a scatola chiusa? Hai cercato casa direttamente lì oppure ti sei spianata un po' la strada con internet?
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
francesco84
Per quanto riguarda l'ultima domanda che fai, non so se sono la persona giusta che può aiutarti... Da quello che ho capito leggendo questo forum fare il "support worker" significherebbe imparare molto sul campo e da qui partire per ambire a qualcosa di più e, come dice Indira più sotto, non necessariamente "support worker" significa pulire i pazienti... E questo mi rincuora molto. Se si tratta di cucinare e spazzare per terra non mi disturba affatto, lo faccio! Forse un'altra strada che potresti percorrere sarebbe quella di fare domanda come "Assistant Psychologist"...
Se ti assumono come SW o HCA in una unità psichiatrica o in un centro residenziale le probabilità che ci sia da fare "assistenza totale" sono altine. Invece per gli stessi lavori ma con pazienti non in ambito residenziale/ospedaliero è ben difficile che tu debba avere mansioni di quel tipo. In genere le "job descriptions" sono molto chiare.
L'alternativa AP è sicuramente molto + qualificata ma la concorrenza è anche molto ma molto + tosta.
Mi sa che un giro come SW tocca farlo a tutti :asd: Come ha detto Mony anche la maggior parte dei british è partita/partirà da li.
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Riferimento: lavorare all'estero
x francesco84 e x tutti quelli che voglio venirein the u.k. e inixziare come come support worker..
io sono entrata in england con Bupa...è la via piu' easy(credo!)perchè fai il colloquio in italy...roma in genere..se lo superi (se l'inglese è pessimo ti propongono una settimana di corso da loro pagato e poi altro colloquio x vedere se sei migliorato..ma davvero se vedono che una frase la sapete costituire e capite quando parlano vi prendono al volo tanto han bisogno di gente!!ci sono un sacco di casi che escono fuori cntinuamente...
poi in genere si fanno due sett di formazione..in polonia..vi dicono x' un punto d'incontro fra tutte le persone che reclutano da diversi paesi..il fatto è che pagare un vitto alloggio in polonia costa molto meno che in england definetely...
poi vi prendono dall'aeroporto a cui atterrerete in england (potete decidere voi se dalla polonia andare dirett in england o tornare in italia in caso abbiate delle questioni da sbrigare)..
dall'aeroporto vi portano alla casetta del paesello in cui han deciso i mandarvi...in polland in genere vi chiedono se avete preferenze...io nn so da dove veniate(big or small city)..e se vi vada bene qualsisi cosa..sinceram vi convigliodi darecome pref la big city..perchè la proinglese è davvero wild...pero' questo è un punto di vista assolutamente mio...nn dateci peso...
vi aprono loro il conto in banca (alla Lloud e va bene)
vi fissano il cooloquio per avere il Nationa insurance number..che vi serve x la detrazione fiscale, x il medico, x ceracre altro lavoro..ed è a vita..quindi unavolta che l'avete potete andare, venoire e riandare...rimane sempre in vigore!!
..che dire..sbrigano tutto quel malloppo di burocrazia che grava sulle spalle di chi si addrenta in un nuovo paese..per cui very cool come inizio e ingresso!!
mandate il vostro cv..se l'avete in inglese meglio..ma va bene anche in italiano e scrivete pure in italiano se nn ve la sentite in english a:
[email protected]
lei fa parte delle risorse umane della compagnia..è italiana e molto easy!!
dite che avete visto l'annuncio su bakeka o kijiji a febbraio e che siete bla bla..laureati in ...interessati a trasferirvi in inghilterraa..blba blllaa..e lavorare come support worker..
so che la prossima formazione sarà a settembre..nn vi so dire nulla sulle selezioni..affrettatevi a mandare il cv!!!
e in bocca al lupo...
fate sapere come andrà a finire....credo bene!!!!!
ciaooo
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Riferimento: lavorare all'estero
bello davvero quello che hai scritto mony_loves_dogs in data 16.08.09!!!!!
è veramente così!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: lavorare all'estero
scusate..la mia ignoranza con l'informatica continua all'infinito..ma come faccio a cambiare il mio nickname???sono andata in modifica profilo e ho trovate tutte le opsions tranne chequella che mi permette di mettere un altro nick!!!
grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee :)
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
valeriaballari
scusate..la mia ignoranza con l'informatica continua all'infinito..ma come faccio a cambiare il mio nickname???sono andata in modifica profilo e ho trovate tutte le opsions tranne chequella che mi permette di mettere un altro nick!!!
grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee :)
Non si può cambiare. L'unico modo è creare un altro utente.
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
valeriaballari
x francesco84 e x tutti quelli che voglio venirein the u.k. e inixziare come come support worker..
Valeria,
ma sei una grande! Grazie mille per l'informazione... Mi sembra così bello che sembra quasi inverosimile! Ti terrò assolutamente aggiornata!! :)) Non so come altro ringraziarti...
Ciao!! :)
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
indira
Avrei bisogno di un'informazione moooooolto pratica. Più che altro mi riferisco a chi conosce bene la posizione del support worker. Dando un'occhiata alle varie job descriptions ho notato che molte si riferiscono al fatto che come support worker bisogna occuparsi anche dell'igiene personale dei pazienti. Addirittura ho letto su una di queste descrizioni che i pazienti ammalandosi potrebbero avere problemi quali: diarrea, vomito, ecc. E quindi il compito del support worker potrebbe anche essere quello di "clean them up". Ma funziona sempre così? E mettiamo il caso che nell'intervista mi chiedono se sono disposto anche ad occuparmi di questo e io rispondo NO (che sarà sempre e comunque così... mi dispiace ma questo NO), mi si chiuderebbero inevitabilmente delle porte???
Fatemi sapere per favore.
Io ho lavorato qui a londra per pochissimo come support worker con ragazzi con disturbi comportamentali e non mi occupavo della loro pulizia. dovevo pero preparar loro da mangiare quando ero di turno. forse dipende dalle categorie, ma cmq se e' scritto nella 'job description' si deve fare una volta accettato il lavoro.
Vi avevo lasciato qualche settimana fa dicendo che avevo accettato un lavoro come project worker con anziani con disturbi dell'apprendimento.
Ieri ho ricevuto una telefonata. Uno dei colloqui fatti due mesi fa mi ha richiamto dicendo che sono rimasti entusiasti del mio colloquio e purtroppo allora non c'erano due posti disponibili, ma adesso se ne ' liberato uno e vorrebbero me.
Ho accettato questo qui per due motivi:
la paga (molto molto di piu)
la tipologia di service users= homeless young people_high support needs (quindi drug and alcohol abuse e mental helath problems).
Sara' molto piu pesante perche dovro anche fare i turni (l'altro lavoro era in un centro diurno) ma penso di aver fatto la cosa giusta.
Mi chiedo e vi chiedo: che differenza c'e' tra project worker e support worker? A livello di come si viene visti quando dopo un certo periodo si vuole cambaire lavoro. cosa conta di piu? e' semplicemente una questione di mansioni o anche il 'job role' conta?
Grazie in anticipo.
Ah, e nella job description di questo lavoro coi barboni non si fa riferimento alla pulizia :-) ma io personalmente parto dal presupposto che bisogna sempre sparare in alto, ma non sparare in aria. (voglio che questo per me sia l'inizio della mia carriera, e se significa pulire i pazienti lo faro' senza problemi)
Io daltronde so che il passo piu difficile e' cominciare, una volta dentro tutto diviene piu facile; e dai posts si evince che anche persone inglesi laureate in psicologia qui hanno dovuto lavorare come sw e quindi forse pulire i pazienti.
se proprio non ce la fate potreste provare con lavori come project worker. puo essere una idea.
in bocca al lupo
allora, che differenza ci sia tra project worker e support worker non lo so, ma so cosa implichi essere support worker perchè ci ho lavorato per quasi due anni.
è vero che il ruolo del support worker ti può anche rischiedere di aiutare i pazienti durante la doccia, o fargli proprio il bagno, dièpende dal loreo grado di indipendenza. ma non è sempre così.
la compagnia per cui lavoravo aveva diversi progetti sparsi per tuta londra e ho potuto conoscere persone che, pur lavorando come support worker, non dovevano fare nulla di ciò, ma solo dare le medicine in tempo, preparare i pasti e accompagnare i pazienti in giro.
altri non cucinavano proprio ma facevano solo gli ultimo due, insomma le masioni variano.
sarebbe buono chiedere bene, al momento del colloquio cosa efettivamente ti chiedono di fare. una volta è capitata una ragazza che aveva lavorato in ul altro project, dove i pazienti erano molt indipendenti per cui non c'era il rischio di dover aiutare i pazienti durante l'igine personale. la poverella, quando è stata trasferita nel mio project poco ci mancava che ci restava dalla shoc. del tutto diverso. da me ci si faceva il mazzo el vero senso del termine. solo 2 pazienti erano del tutto autonomi, gli altri necessitavano di un aiuto parziale o totale. io, a parte il trauma iniziale, poi me la sono cavata e anzi, per quanto a volte potesse non sembrare il sogno dela mia vita, ma anche sto aspetto mi ha insegnato moto si come trattare con i pazienti, come parlarci, come collaborare con loro.
capisco che non tutti possono supportare l'idea di fare sta cosa, e a volte ci possono essere delle situazioni da volta stomaco. ma è bene saperlo e chiedere tutto al momento della interview. alcuni employers tendono ad omettere tante cose. quando ho fatto il colloqui, sia per inesperienza, sia per coglioneria, molte cose non l'ho chieste e mi sono trovata a fare tante cose che decisamente non rientravano nella job description. che poi cmq quel lavoro per me sia stato una buonisssima occasione per fare esperienza è tutta una questione soggettiva. ho sentito di persone che non si sono trovate bene e poi hanno mollato.
una cosa è certa, ci vuole tanta, tanta e dico tanta pazienza, auto controllo, stomaco,e chi più ne ha più ne metta. NON è UN LAVORO SEMPLICE. poi i turni da me erano massacranti fino a che mi sono rotta e ho detto alla manager che, se anche la struttura stesse per andare a fuoco, non avrei più fatto più di 39 ore settimanali. a meno che non si sia fortunati sto lavoro è dal lunedi alla domenica. due gg ti aspettano sempre di riposo, ma non sono sempre sabato e domenica. ci sono state volte in cui ho lavorato 15 gg di continuo (c'era carena di personale), anche con 2 turni al giorno di 16.5 ore. poi ti viene chiesto di fare almeno uno sleep-in. non esistono i back holiday e le feste comandate. io a culo (sorry!!) mi ero organizzata le ferie in modo che avevo 15 gg a cavallo di Natale, ma molto miei colleghi hanno dovuto lavorare tutto il tempo.
non è per spaventare nessuno,ma non posso raccontare le favolette. questo è il lavoro del support worker. ci sono parti antipatiche e parti belle. di positivo c'era il fatto che ero key-worker di un paziente e gestivo tutto per lui, dagli appuntamenti col dentista alle visite con la famiglia. poi quando c'erano da fare gli incontri con lo spichiatra o altre figure io ero presente. poi col tempo, conoscendo gli altri pazienti, se anche non ero key-worker, partecipavo agli annual review degli altri, che erano molto interessanti. poi, forse per il tipo di progetto in cui lavoravo, tenevo la contabilità, gestivo documenti,...insomma cose che, se anche non prettamente da psicologo, cmq belle da sapersi. mia nonna diceva 'impara l'arte e mettila da parte!!' saggia donna!!!
poi ecco , ripeto, tutto dipende anche dal posto dove finite, ma onde evitare sorprese è sempre meglio chiedere e magari farsi accompagnare fisicamente nel luogo dove andrete a lavorare. non ve lo possono negare, e se così fosse c'è qualcosa che puzza. e poi cmq, uno si può anche licenziare dopo un po. voi provate, vedete se fa per voi e poi decidete di consequenza.
fattore lingua: è importante e allo stesso tempo non lo è più di tanto: i pazienti parlano e capiscono di norma solo l'inglese per cui se vuoi comunicare con loro, anche nei loro momenti no, è buono avere una certa padronanza della lingua.
ho avuto colleghe che non avevano una certa fluidità e si sono trovate male, ma poi col tempo, dovendo per forza parla sto benedetto inglese, se la sono cavate.
quando ho iniziato non è che ero fluent, anzi!!, ma come si dice 'o magni questa minestra o zompi dalla finestra!!...per cui, ascoltando molto quando i colleghi inglesi parlavo e sforzandosi sempre più, alla fine me la sono cavata.
posso dire che ho un buon inglese, ma è ancora da migliorare. ma cavolo!! è pur sempre una altra lingua, ci vuole tempo!!! per cui non vi scoraggiate. non dovete avere 9 all'Ielts. anche per questo fattore il lavoro del support worker è buono.
per altri lavoro sorry ma non ne so molto!!..anzi non ne so nulla!!..
per i riconoscimento dei titoli io ho mandato tutto direttamente alla BPS. loro mi dissero che non dovevo contattare io il naric,ma ke lo avrebbero fatto loro al poso mio. e così è stato.
provate a chiedere alla bps se fosse cambiato qsa. magari vi risparmiate un botto di tempo.
ciao e good luck a tutti.....:corteo:
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Riferimento: lavorare all'estero
[QUOTE=mony_loves_dogs;2123003]
è vero che il ruolo del support worker ti può anche rischiedere di aiutare i pazienti durante la doccia, o fargli proprio il bagno, dièpende dal loreo grado di indipendenza. ma non è sempre così.
sarebbe buono chiedere bene, al momento del colloquio cosa efettivamente ti chiedono di fare. io, a parte il trauma iniziale, poi me la sono cavata e anzi, per quanto a volte potesse non sembrare il sogno dela mia vita, ma anche sto aspetto mi ha insegnato moto si come trattare con i pazienti, come parlarci, come collaborare con loro.
quando ho iniziato non è che ero fluent, anzi!!, ma come si dice 'o magni questa minestra o zompi dalla finestra!!...per cui, ascoltando molto quando i colleghi inglesi parlavo e sforzandosi sempre più, alla fine me la sono cavata.
posso dire che ho un buon inglese, ma è ancora da migliorare. ma cavolo!! è pur sempre una altra lingua, ci vuole tempo!!! per cui non vi scoraggiate. non dovete avere 9 all'Ielts. anche per questo fattore il lavoro del support worker è buono.
Mony,
non mi sembra affatto che tu abbia dato una versione scoraggiante di tutta la situazione. Sono sicuro che il lavoro da support worker non sia una passeggiata e questo ha anche degli aspetti positivi perchè ti dà la possibilità di metterti in gioco e imparare cose nuove. E' totalmente da seguire il consiglio di chiedere, nel momento del colloquio, informazioni dettagliate sulle mansione che si dovranno poi svolgere, onde evitare shock!
Io più rimango qui in Italia (poi la Calabria sembra essere la brutta copia dell'Italia) più ho voglia di andarmene. Oggi sono particolarmente amareggiato perché è da un mese che vado avanti con una richiesta di fare un volontariato nel dipartimento di salute mentale della mia città. Se la stanno tirando alla grande: carte, cartacce, documenti, assicurazioni... E poi alla fine vado negli uffici competenti e non si fanno trovare. Sapete che gli dico? V*ff*****o! Ma possibile che anche per del volontariato bisogna fare queste trafile?! A fine settembre me ne vado in Inghilterra, con o senza lavoro in mano! Per lo meno mi stanno facilitando le cose e mi rendo più motivato a partire! :P
Grazie Mony :)
Francesco
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Riferimento: lavorare all'estero
condivido alla grande la tua scelta francesco!
fuggi, fuggi se puoi.
questo link a conferma di cio' che gia sappiamo :-)
"Pochi soldi: due lavori o scappi" A Repubblica.it le storie dei precari - economia - Repubblica.it
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Riferimento: lavorare all'estero
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Riferimento: lavorare all'estero
Brava Indira, bel post! :approved:
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Riferimento: lavorare all'estero
Ciao a tutti!
Ho letto quasi tutti i vostri post; sono rimasta entusiasmata dalle vostre esperienze che hanno decisamente incrementato la mia intenzione di trasferirmi in Inghilterra.
Mi sono laureata in Psicologia a Bari l'anno scorso, mi sto abilitando e lavoro da un anno in una clinica psichiatrica, ovviamente senza retribuzione!
Ho abbandonato l'idea della scuola di specializzazione in quanto eccessivamente dispendiosa sia dal punto di vista economico che temporale...ed eccomi qui, a cercare lavoro nello UK.
Vorrei partire il prima possibile, ho letto il consiglio di valeriaballari, molto utile!
Avrei il piacere di condividere questa esperienza con voi!
Un bacio a tutti...siete grandiosi!
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Riferimento: lavorare all'estero
ciao viviana, benvenuta tra noi :)
ottima scelta e ottima osservazione (la scuola di specialilzzazione e' dispendiosa)
in bocca al lupo!
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
Viviana84
(...)
Ho abbandonato l'idea della scuola di specializzazione in quanto eccessivamente dispendiosa sia dal punto di vista economico che temporale...ed eccomi qui, a cercare lavoro nello UK.
Vorrei partire il prima possibile, ho letto il consiglio di valeriaballari, molto utile!
Avrei il piacere di condividere questa esperienza con voi!
Un bacio a tutti...siete grandiosi!
Tempo fa un criminologo esperto mi disse che lui abolirebbe tutte le varie scuole di specializzazione perché forniscono pochissima preparazione.
Oltre al costo e alla durata (quasi un'altra laurea!), ci si ritrova anche insufficientemente preparati; e come potrebbe essere diversamente quando la frequenza si limita a un giorno e mezzo la settimana?
Molto meglio, a mio avviso, fare pratica quotidiana continuativa, anche se inizialmente solo a livello di ausiliario; credo che chi arriverà al ruolo di low intensity worker ne saprà di più, soprattutto a livello pratico, di chi frequenta una scuola di specializzazione italiana.
P.S. ti ringrazio per il bacio "formato web", che ricambio. :)
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Riferimento: lavorare all'estero
benvenutaaaaa!!!come diceva il mio tutor del tirocinio ste scuole di specializzazione sono un business!!!
e poi la puoi iniziare ogni momento ch vuoi..in Italy serve esclusivam per scopo burocratico (nulla voglio togliere all'apporto di conoscenza che ti danno...non avendola fata nn ne so nulla...è sicuram formativa pero' nn esiste che ti laurei..nn trovi lavoro degno della tua professione e devi sborsare fior fior di soldi per specializzarti ancora...basta teoria o sì avanti con la teoria ma deve venir dopo la pratica!!)..escono bandi per borse di studio per progtti di ricerca in ospedale ma se nn sei iscritto alla scuola..per una legge mi han detto del '98..nn sono assolutam sicura sulla data...nn puoi fare domanda!!belle cose s'inventano tanto x agevolare e invitare a rimanere nel prorpio paese!!!!
scelta vincente anche se è dura col tempoooo!!!davvero tosto!!
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Riferimento: lavorare all'estero
io ho due amiche psicologhe che frequentano entrambe una scuola di specializzazione. sono costrette a lavorare (e non come psicologhe sia chiaro) per pagare i costi elevatissimi. una di loro e' quasi alla fine e ne parla come esperienza entusiasmante e davvero molto formativa. ma se le chiedi cosa fara' non sa rispondere. l'altra e', dopo un anno, sul punto di mollare.
io un anno fa ho deciso di non provarci nemmeno. un progetto che si vede (forse) realizzato dopo 4-5 anni senza certezze future non mi allettava. non avevo soldi e come hai detto tu valeria, la si puo fare sempre, anche a 50 anni.
concordo con quelli che credono che sia un mezzo per fare soldi non indifferente.
poi, a dirla tutta, sono stanca di lamentarmi dell'italia e di quello che non va.
sapete una cosa? non e' piu' affar mio.
buona fortuna a chi coraggiosamente decide di restarci. la mia stima a coloro i quali hanno coraggiosamente cercato la strada per la crescita vera.
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Riferimento: lavorare all'estero
Buongiorno colleghi :D!
Leggere i vostri commenti è un'enorme spinta motivazionale per tutti!
Io mi sto mobilitando perchè spero di partire subito dopo l'abilitazione (dovrei terminare ad ottobre).
Ho inviato una mail al contatto fornito da Valeriaballari (gentilissima e disponibilissima) e attendo risposta. Inoltre intendo informarmi su tirocini volontari in cliniche tipo "Anna Freud Centre" o "Maudsley Hospital" (che preferirei dato che ho un pò più esperienza in ambito psichiatrico)... che ne pensate? Troppo ambizioso come progetto?
Attendo vostre notizie e suggerimenti!
Grazie a tutto voi!
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Riferimento: lavorare all'estero
ma qualcuno sa dirmi come lavorare in spagna???e quando attivano il progetto leonardo??
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Riferimento: lavorare all'estero
Citazione:
Originalmente inviato da
moleskine
ma qualcuno sa dirmi come lavorare in spagna???e quando attivano il progetto leonardo??
Spagna: v. pagg. 15, 27, 34, 37, 54.
Leonardo: v. pagg. 31, 47.
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qualcuno sa com'è lavorare in olanda?
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Riferimento: lavorare all'estero
io qualche anno fa avevo scritto a mary target (una delle direttrice dell'afc) e mi aveva fisstao un colloquio e proposto un tirocinio non retribuito (in pratica seguire un progetto di ricerca), era stata molto disponibile! devi però avere un livello d'inglese decisamente alto (a me aveva proposto un porgetto di codifica di videocassette di adolescenti).
la mia idea del maudsley hospital (oltre a non essere in una gran zona) è che sia parecchio disorganizztao quindi dovresti ttrovare qualcuno di moooolto motivato ad averti er riuscire ad andarci...
Citazione:
Originalmente inviato da
Viviana84
Buongiorno colleghi :D!
Leggere i vostri commenti è un'enorme spinta motivazionale per tutti!
Io mi sto mobilitando perchè spero di partire subito dopo l'abilitazione (dovrei terminare ad ottobre).
Ho inviato una mail al contatto fornito da Valeriaballari (gentilissima e disponibilissima) e attendo risposta. Inoltre intendo informarmi su tirocini volontari in cliniche tipo "Anna Freud Centre" o "Maudsley Hospital" (che preferirei dato che ho un pò più esperienza in ambito psichiatrico)... che ne pensate? Troppo ambizioso come progetto?
Attendo vostre notizie e suggerimenti!
Grazie a tutto voi!