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ho detto anche che il professionista sa quando inviare il cliente ad uno psicoterapeuta ed in quel momento fa una diagnosi in cui dice che c'è un problema strutturale di fondo per il cui APPROFONDIMENTO si richiede l'intervento di uno psicoterapeuta!
Ma allora tagliamo la testa al toro e andiamo direttamente dallo psicoterapeuta! Va be' che siamo italiani e tiriamo a campare, però...
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Scusa è come dire.....saltiamo lo psicologo e andiamo direttamente da uno psicoterapeuta!
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i clienti sanno se è il caso di andare da uno psicologo-psicoterapeuta o da un counsellor sociale, pedagogico...etc.......
Capita raramente il fatto che un cliente che si rivolge ad un counsellor presenta poi un problema "strutturale".....come ho già ripetuto il cliente sa cosa vuole ma ha bisogno di "strumenti" per raggiungere il fine auspicato.....
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Data tanta certezza, che in ogni tipo di diagnosi é sempre deleteria come punto di partenza, bisogna vedere se un certo tipo di problema strutturale, viene riconosciuto oltre che dal Cliente, anche dal Counselor e se entrambi possiedono sempre o quasi sempre, gli "strumenti" per farlo e, quindi capire qual'é il fine auspicato.
Vedendo però che sei molto certa sui problemi strutturali, sulla capacità di riconoscerli, degli strumenti necessari per farlo, come per raggiungere il fine auspicato, ce ne fai un esempio?
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Zuccherina, tralasciando un attimo il discorso "strutturale" (anche se non ho ben capito il tuo punto di vista, perché prima hai detto che il cliente sa quand'è strutturale, poi ti sei corretta dicendo che lo sa il professionista, poi di nuovo il cliente) ....comunque, il tuo ragionamento non tiene conto di un altro aspetto fondamentale del primo colloquio (e anche di quelli successivi): l'Analisi della Domanda. Non sempre (anzi quasi mai) la richiesta esplicita coincide con le reali aspettative e richieste implicite e secondo me per poter fare l'analisi della domanda, quindi senza colludere con il paziente in quelle che sono le sue motivazioni implicite, non è sufficiente un corso di counseling "nel vuoto" (cioè senza prima avere una conoscenza approfondita della psicologia).
Quindi i punti, a mio avviso, sono 2:
- Distinguere quando il "problema" è a livello strutturale
- Analisi della domanda
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[QUOTE=IT_Modeler;2024555]Sì Gaia, ho capito che non era rivolto a me, ma sono stato tra i primi a porre il problema e sento di doverlo porre ancora...ho riferito anche di Psicologi triennalisti che lavorano tranquillamente in Centri di Ascolto, senza nessunissima formazione e di ipnoterapeuti che in aula aziendale hanno tentato di mandare in trance una partecipante, anche questi casi reclamano un'etica, oltre ai Counselor o sedicenti tali, ciarlatani improvvisatori.
Anche quelle persone (persone umane) rivoltesi a loro meritavano un trattamento diverso...davvero più umano e, forse, più umanistico.
Sul problema dell'utilizzo dell'ipnosi ed anche di certi "pacchetti" di insegnamento in proposito, ipnosi che come insegna Milton Erikson, per chi lo conosce (e mi sorprendo anche del fatto che nonostante io lo abbia nominato, non sia stato mai qui citato da nessuno, per le "diramazioni" dei suoi insegnamenti) é una cosa seria e non mercenaria, ho proposto diverse pagine fa, una critica in generale a chiunque la utilizzi in tale modo, facendo esempio di una "clinica da spettacolo" che é una contraddizione in termini (ed in realtà non esiste come tale, ma come finzione ed é purtroppo un grave problema), che offende sia, in primo luogo le persone/clienti, potendo apportare in loro anche conseguenze sia chi la utilizza (a livello di dignità e mancanza di etica per ignoranza e/o arroganza) sia gli operatori seri che in questo campo si preparano sulla base degli insegnamenti di M. Erikson- che fa leva sulle risorse dell'inconscio con la sua metodologia di azione sui due emisferi - con programmi quadriennali, che finalmente sono stati riconosciuti anche in Italia. Trovo molto criticabile anche l'utilizzo di psicologi triennalisti (e qui bisogna dire che la riforma 3+2 é stata la rovina in generale delle Università a livello di preparazione nelle diverse Facoltà) in sportelli di ascolto soprattutto se da soli, così come di altri professionisti con altri utenti persone umane che come tali andrebbero sempre trattate e riguardate; sia ed anche da parte di certi Counselor o sedicenti tali che abusano a vari livelli. Mancando appunto di etica.
Riguardo la semplicità del linguaggio, spesso, quando uno tenta moltissime volte di parlare in modo semplice, che non si identifica appunto con facile e così di chiedere ma non viene capito o del tutto inascoltato, quando invece vorrebbe ascoltare, frainteso ed investito inutilmente e ripetutamente con "urla" scritte e piuttosto "vuote" prova a proporre qualcosa di differente, anche per evocare una "mediazione", nella speranza di riuscirci.
Ps:Sul coaching, mi fa piacere che stai riuscendo a fare qualcosa.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
i clienti sanno se è il caso di andare da uno psicologo-psicoterapeuta o da un counsellor sociale, pedagogico...etc.......
Capita raramente il fatto che un cliente che si rivolge ad un counsellor presenta poi un problema "strutturale".....come ho già ripetuto il cliente sa cosa vuole ma ha bisogno di "strumenti" per raggiungere il fine auspicato.....
Adesso vorrei proprio sapere in che libro o articolo lo hai letto.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Scusa è come dire.....saltiamo lo psicologo e andiamo direttamente da uno psicoterapeuta!
Se non fosse espressione di una tragicità implicita che si evidenzia, sarebbe quasi divertente questo intervento.
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ikaro78
Bah, continuo a restare perplesso, fai una distinzione tra intrapsichico ed extrapsichico molto discutibile (nel senso che sono in continuità), in ogni caso stabilire se la questione è strutturale o no -ammesso che sia possibile il no- dal mio punto di vista è un atto diagnostico, poi fate quel che volete, almeno lo si riconosca...
Saluti,
ikaro
Se come educatrice lavoro con un utente e mi accorgo che ha dei problemi che dovrebbero avere un'attenzione diversa, lo faccio presente.
Ma non faccio nex diagnosi, sarà il professionista che prende il carico il caso a stabilire la sua diagnosi.
Io dico solo che non è di mia competenza.
E' vero, l'intrapsichico e interpersonale sono in continiuità.
Ma come è vero che l'intrapsichico crea un cambiamento nell'interpersonale, è vero anche il contario.
La persona potrebbe avere delle difficoltà a livello interpersonale ma non è detto che ci voglia per forza un lavoro sull'intrapsichico per mettere in moto le sue risorse.
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Originalmente inviato da
rosablu77
Se come educatrice lavoro con un utente e mi accorgo che ha dei problemi che dovrebbero avere un'attenzione diversa, lo faccio presente.
Ma non faccio nex diagnosi, sarà il professionista che prende il carico il caso a stabilire la sua diagnosi.
Io dico solo che non è di mia competenza.
Mi sembra un atteggiamento molto saggio e corretto, senza alcun dubbio.
Resta però il problema rilevato da me e da ikaro riguardo al counselling, considerando che il disagio è sempre espressione della struttura, che essa stessa è relazionale e che quindi la distinzione tra difficoltà interne ed esterne è artificiosa. A meno che non la si riesca a giustificare teoricamente in modo convincente, cosa che, mi spiace constatarlo, in questa discussione non sta avvenendo.
Saluti
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Caro Gieko, comprenderai bene che lo spazio virtuale è di per sè autolimitante.
Nell'analisi transazionale viene fatta una sostanzaile differenza tra interpersonale e intrapsichico.
L'avevo già riportato in un altro post.
Se parlo di modello funzionale (I ordine) vado a intervenire sulle interazioni tra le persone e quindi sul modello interpersonale; questo è il modello in uso ai counsellor, agli insegnanti etc.
Se parlo di struttura, considero invece cosa avviene all'interno dell'individuo.
Gli aspetti intrapsichici prendono in considerazione il modello strutturale (II ordine) di competenza dello psicoterapeuta.
Come vedete non si interviene in alcun modo in maniera intrapsichica.
Il counsellor, sempre rifacendomi all'A.T. usa gli strumenti della "diagnosi comportamentale" (osservazione del comportamento quale tono di voce, gesti, parole e via discorrendo)" e "sociale".
Sono tutti strumenti basati esclusivamente sulle tecniche di comunicazione e che permettono al'individuo di individuare delle disfunzionalità a livello sociale e di interazione con gli altri e di poterle correggere.
Io vi invito a seguire una lezione di counselling o una seduta, solo così potrete farvi un'idea del come si va ad operare, purtroppo è l'unico modo per potersi far un'idea.
Capisco poi quello che tu dici rispetto al non poter scindere i due livelli.
Immagina ad es. in una situazione di contesto scolastico, un alunno e un insegnante.
L'alunno si sente continuamente rimproverato dall'insegnante e, l'insegnante continuamente delusa dall'alunno, che non fa mai quello che gli viene detto.
Se ad entrambi fai capire le posizioni (GAB) da cui partono, quando entrano in relazione tra loro, ossia le loro transazioni, e gli fornisci degli strumenti concreti, tangibili x modificarle e renderle funzionali, stai certo che riusciranno a farlo.
Poi può essere che entrambi, abbiano difficoltà strutturali, come può non essere, ma in quel momento ti interessa la relazione interpersonale, ed è su quella che il consellor lavora.
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due coniugi che si rivolgono ad un professionista poichè non riescono a capire come ci si deve comportare con il proprio figlio ribelle. Ora la ribellione può essere dovuta a tanti fattori: Quando questa ha a che fare con problemi intrapsichici del figlio(un esperienza avuta nel passato che lo ha segnato per sempre)è necessario inviare la famiglia ad uno psicoterapeuta....che agirà sulla struttura del figlio "trasformandola in senso positivo".
Se i genitori non riescono a comunicare con il proprio figlio poichè lo stesso negli ultimi tempi sta frequentando un gruppo di pari non proprio tranquilli...il compito del professionista sarà quello di dire alla coppia il modo di approcciarsi a figlio per far si che si apra con loro e non abbia più come punto di riferimento i compagni"cattivi" ma i suoi genitori...per farla breve...mi sembra un intervento educativo più che psicologico!
Ho detto che il cliente sa benissimo(quasi sempre) la profondità del problema che porta e quasi sempre si rivolge al counsellor con una domanda esplicita....qualora vi fosse una domanda implicita che richiede un approfondimento a livello intrapsichico l'etica del counsellor vuole che egli invia il proprio cliente ad uno psicoterapeuta......anche in questo caso(che sono pochi visto che il counsellor si occupa d'altro)il professionista ha un bagaglio culturale che gli consente di dire se l'intervento deve essere svolto da chi è di competenza!
Ps: nella mia formazione di base(laurea)ho avuto materie quali psicologia clinica, psicologia generale, psicologia sociale, psicologia dello sviluppo, educazione degli adulti, psichiatria, psicologia dinamica...per fare degli esempi oltre alle mie materie specifiche!
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due coniugi che si rivolgono ad un professionista poichè non riescono a capire come ci si deve comportare con il proprio figlio ribelle. Ora la ribellione può essere dovuta a tanti fattori: Quando questa ha a che fare con problemi intrapsichici del figlio(un esperienza avuta nel passato che lo ha segnato per sempre)è necessario inviare la famiglia ad uno psicoterapeuta....che agirà sulla struttura del figlio "trasformandola in senso positivo".
Ma come si fa a stabilire dalle parole dei genitori se la ribellione "ha a che fare con problemi intrapsichici del figlio", posto che la distinzione tra intra ed extra è assolutamente arbitraria? E in ogni caso, se anche lo fosse, lo psicoterapeuta che risponde alla richiesta dei genitori con una presa in carico del figlio, "per trasformare in senso positivo" (?!) la sua struttura, è destinato a fallire miseramente, perchè fino a prova contraria non è il figlio ribelle che sta chiedendo aiuto, ma i suoi genitori ed è questa richiesta che dobbiamo trattare, non quella del figlio!!!
Citazione:
Se i genitori non riescono a comunicare con il proprio figlio poichè lo stesso negli ultimi tempi sta frequentando un gruppo di pari non proprio tranquilli...il compito del professionista sarà quello di dire alla coppia il modo di approcciarsi a figlio per far si che si apra con loro e non abbia più come punto di riferimento i compagni"cattivi" ma i suoi genitori...per farla breve...mi sembra un intervento educativo più che psicologico!
Anche qui è molto ingenuo credere che sia possibile insegnare a 2 genitori come approcciarsi al figlio adolescente ribelle, mi sembra un intervento diseducativo più che educativo, e poi davvero credi che ci siano istruzioni per l'uso? Davvero credi che un adolescente ribelle che frequenta brutte compagnie si aprà con i genitori che, magicamente, imparano "come si fa"?
Più ti leggo e più mi accorgo che effettivamente il counselling che ci racconti è un'operazione troppo rischiosa per i clienti...
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
Zuccherina
i clienti sanno se è il caso di andare da uno psicologo-psicoterapeuta o da un counsellor sociale, pedagogico...etc.......
:jd::jd::jd::jd::jd:
I clienti non sanno nemmeno dell'esistenza di queste figure! Su quali basi distinguono? Più di cento anni di psicoterapia e ancora non è nata una coscienza comune che rispecchi la realtà dei fatti, figuriamoci se mettiamo sul tavolo carte del genere! Al massimo vanno dal medico di base e, al massimo, se il medico è ''acculturato'' in materia psicologica, li manderà dallo psicoterapeuta (meglio psichiatra:asd:). Non capisco su quali basi 'sociologiche' fai inferenze di questo tipo...sul problema 'struttura' nemmeno mi esprimo: immagino che i tuoi clienti sappiano individuare una struttura ossessiva, isterica...insomma ai tuoi clienti che manca? Sanno già tutto! :rolleyes:
Saluti,
Luigi
Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Se vogliamo essere precisi tutta la famiglia deve essere presa in carico...non solo uno dei tre poichè il prooblema riguarda tutti.......è strano come ti attacchi a queste cose scontate......
poi....l'esempio l'ho fatto e come tale è estremamente sintetico....quindi ovviamente manca di particolari.
Non ci sono certo istruzioni per l'uso anche perchè l'intervento è sempre personalizzato sulle caratteristiche dei richiedenti aiuto....quindi non ci sono risposte pre-confezionate......questo però mi sembra fin troppo ovvio!!!!!