Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia
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Lucio Regazzo
Ciao,
non intendo alimentare infruttuose polemiche, citando denominazioni di specifici modelli; credo che la risposta che hai avuto da Gianli sia sufficiente.
Non condivido il suo entusiasmo per le brevi, né la metafora sul “museo delle cere” ( un po’ aspra); condivido il fatto che i più giovani siano attratti da questi trattamenti che,purtroppo, agendo sull’Asse I sono piuttosto rischiosi.
La condivisione nasce dal fatto che la psicoterapia si trovava ingabbiata, bloccata da esponenti di teorie che si mostralo ostili alla ricerca sperimentale e clinica e indubbiamente, le brevi hanno dato una “scossa” di cui la psicoterapia aveva bisogno.
Questo non mi distoglie dal pensare che le brevi espongano troppo al problema “scompensi”, ma –cosa vuoi – mi viene in mente la metafora dell’ubriaco di Vittorino Andreoli. L’ubriaco perde la chiave di casa e no sa dove, ma insiste a cercarla sotto un lampione non perché è probabile che si trovi lì, ma semplicemente perché è l’unica zona in cui riesce a vedere. Forse i più giovani –studenti e professionisti- hanno capito che si devono allontanare dal lampione per trovare la chiave; il rischio è che si allontanino troppo e si possano trovare nel buio pesto.
Ciao. Lucio
Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Il resto che hai scritto non lo commento perché tanto conosco le risposte: io non sono ubriaco e non cerco sotto al faro.
Buonasera a tutti e buone vacanze.
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gianli86
Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Il resto che hai scritto non lo commento perché tanto conosco le risposte: io non sono ubriaco e non cerco sotto al faro.
Buonasera a tutti e buone vacanze.
Per rimanere in tema..veramente la storiella dell'ubriaco è una citazione di Nardone (1988).
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Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
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Per bella primavera
Non per fare una storia infinita che poco c’entra con la discussione, ma la metafora l’ho sentita da:
1983: Vittorino Andreoli.Conferenza sul tema
Depressione: l'alternativa psicoterapica
Treviso, 27 gennaio, Sala ex linea 10
Magari viene fuori un terzo e/o un quarto che se la attribuisce; comunque era solo una precisazione.
Ciao.Lucio
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Per bella primavera
Non per fare una storia infinita che poco c’entra con la discussione, ma la metafora l’ho sentita da:
1983: Vittorino Andreoli.Conferenza sul tema
Depressione: l'alternativa psicoterapica
Treviso, 27 gennaio, Sala ex linea 10
Magari viene fuori un terzo e/o un quarto che se la attribuisce; comunque era solo una precisazione.
Ciao.Lucio
ok!:approved:
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ikaro78
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
Dipende da quale punto prospettico guardi, se rimani sempre fermo in un punto di osservazione vedi sempre gli stessi aspetti della realtà e non ne cogli altri molto importanti, come quelli del Forum che ho nominato.
Le cifre da capogiro dipendono dal fatto he forse uno soffre di vertigini.
Buonasera.
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ikaro78
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
Appunto di ciechi é pieno il mondo.... e sono arrabbiati.
Però Gianluca vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
Ciao. Lucio
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Lucio Regazzo
vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
La storia ci insegna che ciò che sembra un pericolo oggi è un passo avanti nell'evoluzione domani.
E molto spesso i grandi vengono riconosciuti "dopo".
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Originalmente inviato da
tatee
La storia ci insegna che ciò che sembra un pericolo oggi è un passo avanti nell'evoluzione domani.
E molto spesso i grandi vengono riconosciuti "dopo".
Sono in linea con te, ma i grandi (non capisco a chi ti riferisci) devono informare oggi.
Ciao, Grazie. Lucio
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Originalmente inviato da
gianli86
Dipende da quale punto prospettico guardi, se rimani sempre fermo in un punto di osservazione vedi sempre gli stessi aspetti della realtà e non ne cogli altri molto importanti, come quelli del Forum che ho nominato.
Le cifre da capogiro dipendono dal fatto he forse uno soffre di vertigini.
Buonasera.
E' tipico di chi é chiuso in una difesa estrema del proprio fallimento.
Ciao. Lucio
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Le cifre da capogiro dipendono dal fatto he forse uno soffre di vertigini.
Non credo sia il mio caso, visto che tempo fa, proprio su queste pagine, alludevate al volo di Icaro in riferimento al sottoscritto. Poi certamente, ognuno è libero di dire tutto e il suo contrario..
Citazione:
La storia ci insegna che ciò che sembra un pericolo oggi è un passo avanti nell'evoluzione domani.
E molto spesso i grandi vengono riconosciuti "dopo".
La storia ci insegna tante cose, ciò che sembra un pericolo può essere sicuramente un passo avanti, ma può anche essere solo un pericolo. Del resto anche i grandi errori vengono riconosciuti "dopo". E poi sono d'accordissimo con l'aforisma di Wilde: solo i superficiali non giudicano dalle apparenze.
Citazione:
vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
Io ne vedo uno solo: la stupidità dello psicoterapeuta.
Citazione:
E' tipico di chi é chiuso in una difesa estrema del proprio fallimento.
Non solo, è anche tipico di chi magari non è cieco e proprio per questo è arrabbiato, perchè vede certe cose e sa distinguere se il nuovo che avanza è progresso o regresso...
Saluti,
ikaro
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
Non si può che essere d'accordo con te, non tanto sulla psicoterapia breve in sè, ma su un sapere mummificato, autoreferenziale, privo di coerenza. Per questo è importante ritornare sugli aspetti epistemici. A mio modo di vedere i pericoli vengono da lì, oltre che dalla persona del terapeuta in sè: saperi che non si aggiornano o che si credono aggiornati ma in realtà presentano discrepanze con gli altri vertici del sapere che vanno tutte chiarite.
In questo modo è possibile distinguere con più criterio tra vertigini che abbagliano e quelle che riorientano.
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Non si può che essere d'accordo con te, non tanto sulla psicoterapia breve in sè, ma su un sapere mummificato, autoreferenziale, privo di coerenza. Per questo è importante ritornare sugli aspetti epistemici. A mio modo di vedere i pericoli vengono da lì, oltre che dalla persona del terapeuta in sè: saperi che non si aggiornano o che si credono aggiornati ma in realtà presentano discrepanze con gli altri vertici del sapere che vanno tutte chiarite.
In questo modo è possibile distinguere con più criterio tra vertigini che abbagliano e quelle che riorientano.
Saluti
Bene; se ci troviamo d'accordo, allora é tutto O.K.
A dre il vero, sulle brevi ho un'opinione diversa ma non é rilevante.
Ciao.
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
A dre il vero, sulle brevi ho un'opinione diversa ma non é rilevante.
Visto il titolo del thread sarebbe interessante parlare dei limiti delle terapie brevi. La mia posizione non è pregiudiziale rispetto al fatto che la psicoterapia debba durare il giusto tempo e che quindi possa essere potenzialmente anche breve. Ovviamente questa variabile è però legata anche all'epistemologia di fondo che sorregge teoria e metodologia di intervento. Se epistemicamente non è sostenibile un intervento sintomale, mentre risulta fondato l'intervento strutturato (non ripeto qui le argomentazioni che sono solito portare in altre discussioni, ad es. qui http://www.opsonline.it/forum/psicol...e-6-66422.html) ciò può significare che i tempi del processo di cura possono essere considerevolmente più lunghi. Ecco perchè credo fermamente che il dibattito vada tenuto su questo livello: si presentano qui fondate critiche sia a modelli come la TBS o la CBT (brevemente: utilizzo della prima cibernetica) o le psicoterapie dinamiche brevi.
Sarebbe interessante dibattere su questo, perchè credo che qui si giochi la possibilità di esplorare meglio la reale efficacia ed i limiti di questi approcci.
Però mi interesserebbe sapere anche quali sarebbero le cosiddette "mummie": mi sembre palese che il riferimento sia alla psicoanalisi che però è tutt'altro che mummificata e che, in alcuni campi, è ancora "pioniera" (ad esempio sulla comprensione e il trattamento della perversione o del narcisismo).
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Visto il titolo del thread sarebbe interessante parlare dei limiti delle terapie brevi. La mia posizione non è pregiudiziale rispetto al fatto che la psicoterapia debba durare il
giusto tempo e che quindi possa essere potenzialmente anche breve. Ovviamente questa variabile è però legata anche all'epistemologia di fondo che sorregge teoria e metodologia di intervento. Se epistemicamente non è sostenibile un intervento sintomale, mentre risulta fondato l'intervento strutturato (non ripeto qui le argomentazioni che sono solito portare in altre discussioni, ad es. qui
http://www.opsonline.it/forum/psicol...e-6-66422.html) ciò può significare che i tempi del processo di cura possono essere considerevolmente più lunghi. Ecco perchè credo fermamente che il dibattito vada tenuto su questo livello: si presentano qui fondate critiche sia a modelli come la TBS o la CBT (brevemente: utilizzo della prima cibernetica) o le psicoterapie dinamiche brevi.
Sarebbe interessante dibattere su questo, perchè credo che qui si giochi la possibilità di esplorare meglio la reale efficacia ed i limiti di questi approcci.
Però mi interesserebbe sapere anche quali sarebbero le cosiddette "mummie": mi sembre palese che il riferimento sia alla psicoanalisi che però è tutt'altro che mummificata e che, in alcuni campi, è ancora "pioniera" (ad esempio sulla comprensione e il trattamento della perversione o del narcisismo).
Saluti
Vedi Gieko, secondo me, il ”giusto tempo” non può essere predeterminato,ma si dovrebbe basare sul tipo di patologia e soprattutto, sulla specificità della struttura e dell’esser-ci del paziente. Per le “mummie”: non credo che tutti gli psicoanalisti siano mummificati; il riferimento non è al modello (sul quale si potrebbe discutere,ma non è argomento di questo 3d) ma a molti, troppi esponenti di rilievo della Psicoanalisi che rifiutano la ricerca (sia empirica che clinica) e respingono gli apporti che derivano da altre scienze e discipline.
Ciao. Lucio