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oh il Falabela questo dice :mumble: perché non siete d'accordo?
Ho dimenticato di citare la questione della chiarificazione, confrontazione e interpretazione, ma vi assicuro che dice quello che ho scritto nel post.
Pensate che uno psicotico accetti interpretazioni di transfert?
Perché che è sbagliato dire che nella psicosi vi è una disgregazione dell'Io?
Comunque se non va bene il Falabella, vi cito Ogden
"il termine psicosi è utilizzato in firerimento a uno stato di disintegrazione psicologica in cui c'è una indefinitezza dei confini dell'Io, un funzionamento disgregato dell'Io, specialmente nelle aree dell'integrazione e dell'esame di realtà, là dove ha il sopravvento il processo primario del pensiero" (Ogden, l'identificazione proiettiva e la tecnica psicoterapeutica, p. 137)
In sostanza, perché non siete d'accordo con quanto riportato?
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Carissimo johnny, in primo luogo perchè la clinica non si fa con le citazioni...
Certo che uno psicotico può accettare interpretazioni di transfert, se fatte in modo debito, come del resto con tutti gli analizzandi.
Quanto alla "disintegrazione dell'Io" descrivere il funzionamento problematico del mondo psicotico non significa che non ci siano funzioni dell'Io, perchè se no staremmo parlando di un sasso e non di una persona. Le funzioni ci sono, sono quelle proprie di quel soggetto ed in quanto tali vanno considerate, anzichè vederle come un deficit incolmabile. Per assurdo chi siamo per stabilire che noi siamo "integri" e lo psicotico è "disintegro"? Ognuno ha il suo modo di stare al mondo... Se poi ci chiede aiuto perchè suppone che possiamo far qualcosa noi glielo dobbiamo dare secondo il metodo adottato e con gli accorgimenti del caso. Se si usa il transfert, così sia!
Saluti
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Scusa Gieko.....non mi è mai capitato di incontrare la definizione di "strutturazione dell'utente in carico"....e quindi non so cosa sia.....questo può voler dire che non ho approfondito bene e colmato le mie lacune o se usi termini diversi forse capisco cosa intendi!!!
Come counsellor non ci occupiamo della struttura di personalità....quello è il compito di uno psicologo e/o psicoterapeuta....invece sappiamo quando il problema è di tutt'altro genere......e inviare il cliente allo psicoterapeuta...
Ps: quando ho detto che il cliente sa di avere un problema ad un livello più profondo (che richiede modificazioni nella strutura)intendevo dire che lui sa che non è un problema temporaneo ma si porta dietro questo peso da tantissimo tempo e avverte il desiderio di venirne fuori....non vale l'esempio dello psicotico che come tale non ha contatto con la realtà....ma i counsellor non hanno a che fare con gli psicotici....dove è uscita questa?:mumble:
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ma i counsellor non hanno a che fare con gli psicotici....dove è uscita questa?:mumble:
Già, da dove ti è uscita? "Astenersi perditempo e psicotici" ??
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Originalmente inviato da
Zuccherina
che lui sa che non è un problema temporaneo ma si porta dietro questo peso da tantissimo tempo e avverte il desiderio di venirne fuori....
Non è assolutamente vero, può saperlo come no. Ma ormai con te mi arrendo.
PS Ragazzi apprezzo molto le citazioni perchè almeno si capisce che non si parla a vanvera. Però si rischia di fare guerre sante: lavoro in psichiatria e sulla definizione di psicosi ecc ecc ci sono centinaia di autori e centinaia si pensieri.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
ma i counsellor non hanno a che fare con gli psicotici.
E vorrei ben dire!:D
Saluti,
Luigi
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E vorrei ben dire!:D
Il problema è che hanno a che fare invece, solo che non lo sanno...
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Originalmente inviato da
ikaro78
Il problema è che hanno a che fare invece, solo che non lo sanno...
Ma come? Non sanno nemmeno riconoscere i sintomi di primo rango? O la vulnerabilità deliroide? Mah...allora c'è davvero da preoccuparsi...:P
Saluti,
Luigi
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ikaro questa tua risposta è la prova che i discorsi vengono travisati.....ti sembra abbia detto questo?????sono meravigliata.....
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Originalmente inviato da
Zuccherina
ikaro questa tua risposta è la prova che i discorsi vengono travisati.....ti sembra abbia detto questo?????sono meravigliata.....
La risposta di ikaro sottointendeva una questione clinica di estrema importanza, ricollegabile al concetto di struttura: in breve, ci sono molti stati psicotici latenti o fasi morbose difficilmente ''visibili'' nei termini di una diagnosi classicamente intesa (tipo DSM...). Insomma: molti schizofrenici ''in pectore'' (:asd:) si aggirano per le strade affollate delle nostre città: e chissà se uno fra i tanti non si fermi a rimirar lo studio di un qualche consulente!;)
Saluti,
Luigi
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Originalmente inviato da
gieko
Carissimo johnny, in primo luogo perchè la clinica non si fa con le citazioni...
Certo che uno psicotico può accettare interpretazioni di transfert, se fatte in modo debito, come del resto con tutti gli analizzandi.
Quanto alla "disintegrazione dell'Io" descrivere il funzionamento problematico del mondo psicotico non significa che non ci siano funzioni dell'Io, perchè se no staremmo parlando di un sasso e non di una persona. Le funzioni ci sono, sono quelle proprie di quel soggetto ed in quanto tali vanno considerate, anzichè vederle come un deficit incolmabile. Per assurdo chi siamo per stabilire che noi siamo "integri" e lo psicotico è "disintegro"? Ognuno ha il suo modo di stare al mondo... Se poi ci chiede aiuto perchè suppone che possiamo far qualcosa noi glielo dobbiamo dare secondo il metodo adottato e con gli accorgimenti del caso. Se si usa il transfert, così sia!
Saluti
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
PS Ragazzi apprezzo molto le citazioni perchè almeno si capisce che non si parla a vanvera. Però si rischia di fare guerre sante: lavoro in psichiatria e sulla definizione di psicosi ecc ecc ci sono centinaia di autori e centinaia si pensieri.
ok, sono d'accordo con tutto quello che avete detto... le citazione erano una sorta di completamento dei post precedenti, per far vedere direttamente la fonte da cui ho attinto riportandone il riferimento oggettivo.
Per tornare al discorso "psicosi", sono perfettamente d'accordo che ognuno ha un suo modo di essere-nel-mondo e che l'Io c'è. Difatti io non ho mai detto che l'Io è assente (lungi da me, assolutamente). Ma allora, se seguiamo questa linea di pensiero, dovremmo anche evitare di usare il termine "psicosi" e parlare invece di "condizione psicotica" per sottolineare l'aspetto unico e soggettivo dell'esperienza di quel singolo soggetto che non può essere né generalizzata né categorizzata in categorie diagnostiche, acontestuali e astoriche (come ci insegna al'approccio fenomenologico, che fra l'altro è uno dei più interessanti).
Però, molto semplicemente, se tra i sintomi (o meglio, i segni) principali della condizione psicotica ci sono i deliri e/o le allucinazioni, e quindi appare compromesso l'esame di realtà, e se sappiamo che una delle funzioni dell'Io è proprio quella di mantenere l'esame di realtà... come fai a dire che l'Io è integro? Tu stesso, alla fine del post, hai detto che bisogna utilizzare gli "accorgimenti del caso"
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Originalmente inviato da
Johnny
come fai a dire che l'Io è integro? Tu stesso, alla fine del post, hai detto che bisogna utilizzare gli "accorgimenti del caso"
Sono un pò arruginito,perchè all'atto pratico questi discori non si fanno tanto, e lavorandoci si parla d'altro, ma se non ricordo male uno dei problemi è proprio l'io destrutturato.
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scusate ma se la psicosi è latente....prima o poi verrà fuori e allora il counsellor sa già che quella tipologia di utenza non è di sua competenza ed invierà ad uno psicoterapeuta......è così difficile accettare questo?in fondo voi sostenete da sempre che uno psichiatra che riconosce l'esistenza di un disagio psicologico invierà ad uno psicoterapeuta(possibilmente psicologo)....perchè qui non dovrebbe accadere?
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Peterpan1977
Sono un pò arruginito,perchè all'atto pratico questi discori non si fanno tanto, e lavorandoci si parla d'altro, ma se non ricordo male uno dei problemi è proprio l'io destrutturato.
appunto :mumble:
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Originalmente inviato da
Zuccherina
scusate ma se la psicosi è latente....prima o poi verrà fuori e allora il counsellor sa già che quella tipologia di utenza non è di sua competenza ed invierà ad uno psicoterapeuta......è così difficile accettare questo?in fondo voi sostenete da sempre che uno psichiatra che riconosce l'esistenza di un disagio psicologico invierà ad uno psicoterapeuta(possibilmente psicologo)....perchè qui non dovrebbe accadere?
traduciamo su un piano di realtà: un counselor farà un invio?dipende dall'onestà della persona. Per la cronaca zuccherina: uno psichiatra è anche psicoterapeuta e quindi l'utente se lo tiene.