Riferimento: Cattolica 2012
Eh e quindi come ti prepari scusa? Ripeto la premessa: sono più rimba del solito
Riferimento: Cattolica 2012
Ho provato a svolgere la traccia...Alcune cose sono un po' buttate lì e, come si nota, sono anch'io una frana sui trattamenti:
Enrico si rivolge al Servizio lamentando uno stato di acuta sofferenza che lo accompagna costantemente, giorno e notte. La sua richiesta è presumibilmente spontanea , tuttavia tale aspetto andrebbe approfondito durante incontri successivi, poiché durante il primo incontro non viene esplicitato se l’idea della consultazione sia sua e, sebbene egli riconosca la propria sofferenza e concluda chiedendo allo psicologo di essere aiutato, rimane comunque la possibilità che la moglie o altre figure significative gli abbiano consigliato di rivolgersi ad un esperto avendo notato il suo stato di disagio. In caso contrario, sarebbe interessante capire, durante gli incontri successivi, se i familiari abbiano colto il suo stato di sofferenza o se egli prediliga viverlo in solitudine, senza esprimerlo all’esterno (in tal caso, sarebbe quindi opportuno approfondirne le ragioni).
Nei prossimi incontri sarebbe opportuno rilevare in quali circostanze sia sorto il disagio di Enrico e in quale momento sia divenuto così significativo da impedirgli di cercare di vivere serenamente giorno e notte; inoltre sarebbe interessante cercare di comprendere, insieme ad Enrico, perché abbia deciso di richiedere aiuto proprio ora (o, nel caso in cui sia stato spinto a farlo dai familiari, perché questi ultimi glielo abbiano consigliato proprio in questo momento) e come abbia affrontato, in questi mesi, il proprio disagio. Inoltre, sarà necessario comprendere quali siano le aspettative nei confronti dello psicologo e del percorso da intraprendere (egli si aspetta un percorso di collaborazione oppure si aspetta che sia lo psicologo a risolvere la situazione? Ha aspettative relative ai tempi e modi attraverso cui la sua sofferenza sarà alleviata?)
Sulla base dei dati qui riportati non è possibile formulare un’ipotesi diagnostica precisa, pertanto i futuri incontri dovranno essere volti anche alla comprensione della natura del disagio di Enrico, al fine di indagare se sia significativo anche a livello clinico, ad esempio se sia presente sintomatologia ansiosa o depressiva. Sino ad ora, l’unico dato significativo emerso a tal proposito è l’acuta sofferenza che lo accompagna giorno e notte, ma essa non è stata ben definita, per cui sarebbe utile capire se essa sia accompagnata da pensieri peculiari e da altri aspetti rilevanti a livello sintomatologico.
Sarebbe opportuno riservare un incontro ad una raccolta anamnestica, che consenta di raccogliere gli eventi di vita significativi per Enrico e che potrebbero risultare rilevanti anche ai fini della comprensione del disagio attuale. Successivamente, si potrebbe proporre una batteria testistica che comprenda:
- Genogramma familiare e Disegno Simbolico dello Spazio di Vita Familiare: strumenti da utilizzare in concomitanza alla raccolta dei dati anamnestici, per approfondire meglio i diversi legami familiari e formulare una prima ipotesi circa le rappresentazioni che il paziente ha degli stessi.
- MMPI-2: questionario self-report che consente di rilevare se la sintomatologia sia rilevante a livello clinico, in questo specifico caso sarebbe opportuno prestare particolare attenzione alle scale D e A, rispettivamente relative alla sintomatologia depressiva e ansiosa, inoltre alla scala MDS, che segnala malessere nella relazione familiare, e FAM, relativa alla rappresentazione delle relazioni familiari ed eventuale stato di conflittualità);
- Rorschach (Sistema Comprensivo di Exner): sarà opportuno prestare attenzione prettamente al Cluster degli Affetti (per chiarire, in primo luogo, se sia presente disforia), della Percezione di Sé e delle relazioni interpersonali; inoltre, sarà importante valutare il Cluster relativo a Stress e Controlli, confrontandolo con i dati emersi nel Cluster dello Stress Situazionale, al fine di capire se la situazione attuale vada a integrarsi con peculiari stati tipici della personalità di Enrico.
- STAI Y 1 e 2: questionario autosomministrato atto a rilevare l’ansia di stato e di tratto, al fine di andare a integrare quanto emerso a tal proposito, negli altri test, valutando se sia presente sintomatologia ansiosa e se essa sia solo attuale o meno.
Dai dati sin qui rilevati, il paziente sembra avere un buon esame di realtà e una buona capacità di insight, pertanto si potrebbe proporre un intervento individuale di tipo espressivo, finalizzato a comprendere più approfonditamente il disagio attuale e ad attribuirgli un significato. Tali incontri dovrebbero essere volti a comprendere meglio se nei confronti della moglie siano presenti sentimenti di rabbia inespressa, relativi al fatto che lui abbia rinunciato alle proprie aspirazioni per mantenere la propria famiglia, mentre lei, attualmente, sembra essere realizzata ed ha raggiunto un’indipendenza economica (potrebbe essere per questo che ha perso interesse nei suoi confronti? La perdita di interesse costituisce una difesa? Oppure si tratta di una perdita di interesse più generale nei confronti di ciò che lo circonda?). Relativamente alle aspirazioni personali, sarebbe interessante capire, inoltre, se Enrico si senta realizzato circa il lavoro che svolge attualmente o se, al contrario, permangano sentimenti di rimpianto circa la carriera che ha dovuto abbandonare a favore del mantenimento della famiglia. Altro importante aspetto da considerare è relativo ai legami familiari, poiché dal resoconto attuale emerge un senso di sofferenza anche nei confronti del fatto che la moglie e le figlie possano “fare a meno di lui” (la moglie è economicamente indipendente e le figlie, adolescenti, trascorrono molto tempo coi coetanei ed egli stesso accenna al fatto che “non abbiano più bisogno di lui”). Ci si domanda se ciò sia dovuto al fatto che egli abbia rinunciato alla propria carriera di ingegnere, in favore della famiglia, puntando quindi molto su quest’ultima; sarebbe interessante indagare se ciò faccia emergere in lui sentimenti di inadeguatezza e “senso di abbandono” oppure sentimenti di rabbia e risentimento.
Potrebbe, inoltre, essere utile proporre un intervento di coppia, seguendo un approccio sostemico-relazionale, finalizzato alla rielaborazione e alla rinegoziazione dei legami di coppia, poiché dai dati qui riportati sembrerebbe che essi non abbiano attraversato la “fase della coppia senza figli” tipica del primo periodo di matrimonio/convivenza, in quanto il matrimonio è avvenuto a causa del concepimento della primogenita. È, quindi, molto probabile che, dovendosi occupare di questioni pratico-organizzative e della neonata, i due coniugi non abbiano avuto modo di negoziare i legami emotivi, tipici del passaggio da coppia senza figli alla coppia con figli piccoli. Probabilmente, ora che le figlie sono quasi giovani adulte e la prospettiva del “nido vuoto” è più vicina, i coniugi stanno iniziando ad affrontare compiti evolutivi tipi di queste due differenti fasi del ciclo della famiglia.
Riferimento: Cattolica 2012
Ok vado a tentare il suicidio.
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pimpa_07
Ok vado a tentare il suicidio.
Ué Ué prima dite a me di non abbattermi e poi vi suicidate voi??? :P
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Io non sono capace di scrivere una roba del genere :( come hai fatto???
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Io non sono capace di scrivere una roba del genere :( come hai fatto???
Mah io son piena di dubbi...Tipo: Ci andavano ipotesi diagnostiche e analisi differenziale??? Io ho solo accennato...
Non so...Quando leggo il caso mi prende il panico, poi pian piano butto giù idee sparse e qualcosina viene fuori...Ma mi sembra di andare molto a naso...
Riferimento: Re: Cattolica 2012
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iamghost
io non so i test in quel modo e non ho intenzione di studiarmi tutte le scale °_° scrivere "gli faccio l'MMPI per vedere il livello globale di organizzazione della personalità" non va bene °_° ?
Penso di sì, l'importante è motivare perché lo usi! Io ricordo un po' di cose perché sto facendo un master (la FAM e la MDS me le sono andate a rivedere perché non le ricordavo, quindi in una prova d'esame non avrei potuto metterle non avendo i libri!!!)
Secondo voi non ci andava la diagnosi???
Riferimento: Cattolica 2012
Secondo me non era possibile farla.... Non c'erano informazioni a sufficienza... Io probabilmente avrei detto che dai dati a disposizione non è possibile ipotizzare una diagnosi in quanto mancano informazioni importante anche se farebbe pensare a un quadro di disturbi dell'umore.. E avrei motivato le ragioni per dire ciò basandosi sulle informazioni della traccia (che avrei ricopiato pari pari!)... Ma io una roba del genere ripeto non so farla :(
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Secondo me non era possibile farla.... Non c'erano informazioni a sufficienza... Io probabilmente avrei detto che dai dati a disposizione non è possibile ipotizzare una diagnosi in quanto mancano informazioni importante anche se farebbe pensare a un quadro di disturbi dell'umore.. E avrei motivato le ragioni per dire ciò basandosi sulle informazioni della traccia (che avrei ricopiato pari pari!)... Ma io una roba del genere ripeto non so farla :(
Secondo me, se ti ci metti qualcosa tiri fuori (anche se l'impressione rimane sempre quella di arrampicarsi sugli specchi), ma comunque io non so se così come l'ho fatta vada bene...
Riferimento: Cattolica 2012
Non lo so sono piena di dubbi.... Perfino sulla parole o frasi da usare... E poi ho paura che determinati approfondimenti sul momento non mi vengano ed è questa imprevedibilità che mi manda in crisi.... Io posso sapere anche i disturbi e saper fare diagnosi differenziali.. Ma se viene fuori un caso in cui non ti chiede la diagnosi come questo???? E quindi ci ai deve attaccare alle aree di malfunzionamento e approfondimenti cosa ne ricavo??? Boh :( ho paura
Riferimento: Cattolica 2012
Una mia amica, che sta preparando la prova, mi sta dicendo che in fondo un'ipotesi diagnostica era richiesta ("...quale il plausibile profilo psicodiagnostico") per cui io metterei comunque qualcosa pur dicendo che i dati sono troppo pochi e che quindi vanno fatti tutti gli approfondimenti...
Anche io ho paura che lì non sarò in grado di farli, qui ho tutti i miei appunti e le mie scalette, ma là sarò da sola...
Riferimento: Cattolica 2012
Consolati... Io come l'hai fatto tu non sarei in grado manco ora che ho appunti e scalette!
Ance io mi ricordo quella dicitura "profilo psicodiagnostico".. Ma non so perché ho pensato ai test :S cannando in pieno direi, anche se cmq l'avrei scritto cmq come dicevo prima...