Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
anche schizofreniforme, schizoaffettivo, delirante, psicotico breve, condiviso, dovuto a una condiz medica gen., indotto da sostanze e non altrim.specificato....
(però per alcuni ho solo i criteri....)
una mia amica l'ha scritta la diagnosi differenziale anche se nn richiesta ed ha preso quasi il massimo....quindi comunque credo sia importante.....
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
e gli strumenti quali studiate?
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
Citazione:
Originalmente inviato da
Celeste
Scusate ma voi fate solo i disturbi principali?cioè mi spiego meglio..ad ex per la schizofrenia fate solo questa o anche gli altri disturbi psicotici?E prestate attenzione anche alle specificicazioni riportate dal DSM o i criteri generali?Certo che a scrivere tutto è una faticaa :sbonk:
A giugno è uscito il disturbo post traumatico da stress, senza diagnosi differenziale..l'ha fatto una mia amica e l'ha passato!Forse quello a scelta è fascia m-z..nn so:argh:
No, una mia amica era nella fascia m-z ed è uscito un caso di depressione maggiore.
Ma come si fa a fare un caso a scelta, comunque? Oddio, che ansia! ......
Riferimento: Re: Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
Citazione:
Originalmente inviato da
tovaglia83
Grazie Tata. Quindi secondo te colloqui + MMPI + test proiettivo (a seconda del caso) va bene?
si io alla domanda sugli strumenti diagnostici metto sempre: COLLOQUI + MMPI-2, solitamtente metto anche il RORSCHACH e se presente un test specifico per il disturbo, se non presente me la cavo con SCID I e SCID II (anche se personalmente non le ho mai viste da vivo)
ad esempio ieri mi stavo dedicando ad una caso in cui era presente un disturbo somatoforme con tratti di personalità istrionica, come test ho messo i soliti colloqui, MMIP-2 e invece del RORSCHACH ho messo il SIS (Somatic Inkblot Series) che è un test proiettivo simil Rorschach per indagare la profondità ed il significato di sintomi somatici. In questo caso era superfluo metterli entrambi.
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
ciao ragazze, anche io metto colloqui o test proiettivi, ma mi chiedevo a volte la diagnosi differenziale potrebbe essere molto lunga per alcuni disturbi, secondo voi basta citare due o tre disturbi? potrebbe bastare?...perchè ho tanta difficoltà a ricordarla bene per tutti i disturbi.
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
Ragazze ma che ne dite se iniziamo a confrontarci su qualche caso delle sessioni precedenti? Io ho iniziato oggi e ho capito di aver bisogno di uno scambio! :asd:
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
si va benissimo, anch'io ne ho bisogno, confrontarci può solo che farci bene!
Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
Ok allora ripropongo il caso che aveva proposto Tata qualche giorno fa, che dite di iniziare da questo?
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma
connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il
padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità
di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla
reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con
esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha
numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza. Tra i 18 e i 24 anni L si
sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un
uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come
segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non
interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la
fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché
“vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad
aumentare l’assunzione di eroina.
Al candidato si chiede di indicare, in un elaborato non superiore alle due pagine:
a. Come procederebbe nella consultazione (specificare i principali aspetti del funzionamento psichico e
relazionale da approfondire e le eventuali indagini testali da proporre e perché);
b. Quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione (specificare il sistema diagnostico e/o il
modello teorico di riferimento e fornire alcuni elementi di diagnostica differenziale);
c. Quali ipotesi di intervento penserebbe di impostare.
Mi son venuti diversi dubbi rispetto alla diagnosi e anche rispetto al trattamento. Mi sono fatta un'idea, ossia che L. abbia un disturbo borderline (per i comp. antisociali, le relazioni instabili, lo scarso controllo degli impulsi nella sessualità e nell'uso di droghe etc), considerando la tossicodipenza come comportamento che fa prte della condotta impulsiva e autolesionistica. tuttavia:
1) sono alquanto incerta sulla diagnosi di dist borderline
2) il fatto che ci sia comunque anche un disturbo da uso di sostanze come porlo? risulta comorbilità tra i 2 disturbi oppure la tossicodipendenza escluderebbe il dist di personalità? su falabella e dsm ci sono pareri contraddittori o non ho capito io???
3) rispetto al trattamento la presenza della tossicodipendenza mi ha messo parecchio in difficoltà, perchè è vero che andrebbe preso di petto l'abuso di eroina, ma è altrettanto vero che, visti tutti i problemi di questa tizia, una p.terapia in cui si affronti tutto il resto andrebbe fatta quanto meno in parallelo o subito dopo la disintossicazione...
voi che ne pensate?
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
ragazze ma la suddivisione dei turni per la prova pratica fascia A-L dove è?io nn la trovo :sbonk:
Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
Riferimento: 3 prova Caso clinico "adulti"
Ciao Tovaglia! Anch'io mi sono posta i tuoi stessi dubbi sul caso della tizia, credo che cmq la diagnosi potrebbe essere un dist borderline, escludendo la tossicodipendenza perchè la ragazza riesce a svolgere una vita lavorativa, il tossicodipendente "puro" non ci riesce. Ma per quanto riguarda i punto b. loro che intendono? Dobbiamo citare il dsm come sistema diagnostico? E come impostazione teorica loro si riferiscono forse ad un'ottica psicodinamica, cognitivo compo ecc ecc?
Aiuto quanti dubbi!
Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
ooooh finalmente qulcuno mi risponde! iniziavo a pensare di essere l'unica dubbiosa :P
comunque si, anche quel punto è un po' ambiguo visto che dice "Quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione (specificare il sistema diagnostico e/o il
modello teorico di riferimento e fornire alcuni elementi di diagnostica differenziale)"
Per l'ipotesi diagnostica credo di basiamo tutti sul DSM, mentre il modello teorico di riferimento io pensavo lo chiedessero più che altro per le aree da esplorare e il trattamento.. comunque davanti ad una domanda del genere crredo scriverei così, cioè DSM per diagnosi e d.differenziale e approccio p.dinamico per il resto. dopotutto le due cose non si escludono a vicenda
Riferimento: Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
Citazione:
Originalmente inviato da
tovaglia83
turni? in che senso?
Questo è l'avviso che c'è sul sito degli esami di stato
http://www.psicologia2.uniroma1.it/h...Id=&pPassword=
ma io leggo che si riferisce alla fascia M-Z
Re: 3 prova Caso clinico "adulti"
ah grazie, ora ho visto.. non ci hanno proprio calcolato!
magari si può provare a chiamare la segretaria della nostra commissione