Riferimento: Psicologi scolastici
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Giovanna11
I pedofili sono i persecutori dei bambini, le studentesse delle superiori non sono bambine, si presume siano adolescenti, e un certo grado di consapevolezza a partire dai quattordici anni io ritengo una persona già lo debba avere.
Per dovere morale di corretta informazione: le vittime di pedofili sono bambini o adolescenti. Il codice penale prevede la reclusione da 5 a 10 anni se la vittima non ha compiuto 14 anni o se non ne ha compiuti 16 quando il colpevole sia "altra persona a lui legata per ragioni di educazione, di istruzione, abusando dell'autorità della propria posizione (autorità che non è solo sociale ma anche e soprattutto psicologica); la reclusione dai 3 ai 6 anni se ha compiuto 16 anni. Con le circostanze aggravanti si arriva anche a 12 anni.
L'adolescenza è il periodo più delicato del proprio ciclo di vita, è caratterizzato dalla ricerca / costruzione della propria identità. Essa avviene tramite la ricerca di esperienze e persone che consentano di comprendere chi si è, tramite l'adulazione di modelli ( dal cantante, all'attore , all'insegnante, ...), di cui si sente l'autorevolezza (per gusti, potere, plagio,...), che aiutino a trovare la propria dimenssione. Tutto questo fa parte dei compiti evolutivi dell'adolescenza che quindi può essere disseminata di trappole e pericoli che prescindono da una consapevole intenzionalità (ad es. il codice penale non dà per assodata l'imputabilità del minore di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, anni in cui un soggetto può essere facilmente suggestionabile, manipolabile, plagiabile).
Tutte queste nozioni di psicologia dell'adolescenza dovrebbero poter essere patrimonio condiviso di ogni persona che, per istruzione, formazione, educazione, si ponga a fianco di un giovane nel suo percorso di crescita; penso ci sia molto da fare per uno psicologo a scuola in termini di promozione del benessere, ma anche di formazione del personale.
Tanti anni fà facemmo un intervento di formazione in un liceo, fu un'esperienza, aimè limitata nel tempo, molto stimolante. I ragazzi si rivedevano in questi contenuti, gli insegnanti ebbero l'opportunità di ricevere una nuova chiave di lettura dei comportamenti e degli atteggiamenti dei loro allievi, soprattutto quando apparentemente incoerenti od oppositivi. Lo scambio , la socializzazione delle sensazioni, dei concetti, degli stereotipi, ecc. nel gruppo rese molto fertile il piano di lavoro.....
Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao a tutti, c'è qualcuno che lavora come psicologo scolastico? Mi hanno proposto una collaborazione in una scuola e dovrei occuparmi di svolgere colloqui con i genitori e gli alunni. Non avendo esperienza in questo ambito vi chiedo dei consigli, come devo procedere? Quali domande porre? Sono un po preoccupata!
Grazie e saluti.
Riferimento: Psicologi scolastici
Rispondo a Giovanna:...non voglio esprimermi sul caso pedofilia ..almeno non qui...Ma una cosa mi fa riflettere...hai detto che lo psicologo dovrebbe schierarsi da una parte" e che molto è probabilmente starebbe dalla parte del più fragile. ....secondo me questo è solo frutto di uno stereotipo! Lo psicologo NOn si schiera MAI (se è serio e professionale) da nessuna parte....caso mai agevola la comunicazione, aiuta ad esprimere e comprendere bisogni, desideri (a volte nascosti)...e poi..il "più fragile" e chi lo dice chi è più fragile? insomma...chi si mostra forte non è detto che lo sia (anzi...tutt'altro!)...........
lo psicologo è (dovrebbe essere) imparziale e oggettivo..ma empatico e si, è vero non è facile..ne per lo psico ne per gli insegnanti
A parte questo che vuoi dire con questo:? "l'insegnante se la deve cavare con i mezzi propri?"..che vuoi dire?
georgie1981difficile dirti prima le domande da fare....io invece che parlare ti consiglio di ascoltare, ascoltare senza aspettative e giudizi!...che sembra una cosa scontata..ma ti assicuro che non lo è affatto!distanziarsi dalle proprie convinzioni, da ciò che per noi è "normale" solo perché abituale o consueto, da ciò che siamo stati educati a pensare..non è facile per niente!
Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
Rispondo a Giovanna:...non voglio esprimermi sul caso pedofilia ..almeno non qui...Ma una cosa mi fa riflettere...hai detto che lo psicologo dovrebbe schierarsi da una parte" e che molto è probabilmente starebbe dalla parte del più fragile. ....secondo me questo è solo frutto di uno stereotipo! Lo psicologo NOn si schiera MAI (se è serio e professionale) da nessuna parte....caso mai agevola la comunicazione, aiuta ad esprimere e comprendere bisogni, desideri (a volte nascosti)...e poi..il "più fragile" e chi lo dice chi è più fragile? insomma...chi si mostra forte non è detto che lo sia (anzi...tutt'altro!)...........
lo psicologo è (dovrebbe essere) imparziale e oggettivo..ma empatico e si, è vero non è facile..ne per lo psico ne per gli insegnanti
A parte questo che vuoi dire con questo:? "l'insegnante se la deve cavare con i mezzi propri?"..che vuoi dire?
Niente, volevo dire semplicemente dire che, se c'è un insegnante con un problema psicologico o psichiatrico, un problema suo, tutto suo, metti e novantanove su cento è così, che il problema esuli dall'ambiente scolastico, dalle questioni di lavoro, ma sia un problema della vita dell'insegnante, quindi riguardi la sua storia personale e basta,improbabile che chieda pareri allo psicologo scolastico,
, in quanto lo psicologo scolastico sarebbe figura istituzionale e diciamo così, sua controparte legale in un certo senso.
D'altro canto, la figura dello psicologo scolastico viene presentata come qualcosa che tutela Tutti, aiuta tutto l'ambiente nel suo insieme, dite voi, aiuta la comunicazione tra le varie parti, è neutrale, imparziale.
Chiedo, domanda, come può aiutare la comunicazione senza conoscere le situazioni personali di ciascuno?
Si dice che il buon insegnante è colui che conosce i suoi allievi, questo non vale per un eventuale psicologo?
E chi, quindi, dovrebbe conoscere? tutti, dico io, e nei minimi particolari, se è in ascolto, il suo obiettivo sarà quello!! No??
Come testimonianza, posso dire che nella mia carriera ho sperimentato lo sportello, sia in gruppo con altre due colleghe, e si parlava solo dei ragazzi, noi eravamo diciamo in secondo piano, tre entità anonime:))), poi da sola, una volta e tutto era diverso!:))
La conversazione nel secondo caso virava sul personale:)) e la psicologa era molto più interessante:))
per concludere l'intervento, io ritengo che i problemi a scuola nascano quando l'insegnante come si dice manca di equilibrio, perchè è l'insegnante il cardine di tutto il sistema, la figura importante, tutto il resto è noia.( schelzo, ma non troppo)
E sono i rapporti con i docenti che lo psicologo scolastico deve portare avanti per prima cosa, la comunicazione con loro:)
Ciao!
Riferimento: Psicologi scolastici
Dimenticavo prima di andarmene per stasera, di specificare che la precedente risposta è SOLO per Memolememole, mi pare sia solo lei in grado di ascoltare e dotata dell'empatia necessaria appunto per lavorare in una scuola, quindi:)) imparate da lei, si vede che lavora già a scuola e ha esperienza, ecco!!!
Riferimento: Psicologi scolastici
dai Giovanna..sei trooooooooooooooppo forte!!!!!!:asd:
parto dalla fine: perchè è l'insegnante il cardine di tutto il sistema, la figura importante, tutto il resto è noia.( schelzo, ma non troppo)
dico...solo.."ma anche NO!, magari è lo psicologo il cardine di tutto (scherzo, ma non troppo!!!!):asd:
e chi lo dice che è l'insegnante il cardine? :rolleyes:secondo me è il sistema TUTTO il cardine:look:: è la scuola, il dirigente, i bidelli, le insegnantie i ragazzi...TUTTI!,..una scuola funziona se.....TUTTo questo funziona (nei limiti...perchè ovvio siamo nel mondo reale enon in un mondo ideale)!
Poi..oh, sia chiaro....pareri personali, null'altro!
aggiungo:
improbabile che chieda pareri allo psicologo scolastico,Su questo non sono affatto d'accordo! Per esperienza personale, nei due istituti dove ho lavorato, c'era un grande rispetto per il mio/nostro ruolo. Le insegnanti ci contattavano (anche troppo, anche dopo la scuola...)per condividere ansie edolori della vita quotidiana (a dirla tutta un insegnante ha avuto bisogno di un intervento più "serio" ed è grazie al suo coraggio che l'ha portata a condividere con noi i suoi problemi che ha scoperto di aver bisogno di un aiuto..diverso!Diciamo pure che questo fatto secondo me è piuttosto personale....molto secondo me dipende dalla fiducia e stima che questa persona (prima persona, poi insegnante) ha nei confronti dello psico a cui si rivolge....
e aggiungo anche:
Chiedo, domanda, come può aiutare la comunicazione senza conoscere le situazioni personali di ciascuno?
Si dice che il buon insegnante è colui che conosce i suoi allievi, questo non vale per un eventuale psicologo?
mica lo psico è....un indovino o è tenuto a sapere tutto di tutti? Lo psico sa quello che una persona sceglie di dire!:P
Insomma la comunicazione passa attraverso regole esistono aldilà delle situazioni di ognuno.Una buona comunicazione esula dalle situazioni persoanli di ognuno....e ci mancherebbe anche! Poi ovvio,se uno psico si accorge che c'è qualcosa di Non detto, di non specificato che ha la sua rilevanza nella comunicazione...sceglierà (in base all'obiettivo di quel momento, alla situazione e alla capacità del soggetto di recepire il messaggio) come comportarsi! Ma assolutamente NO, non deve sapere tutto per attuare una buona comunicazione!
E per inciso (ma questo NON è oggettivo, è un mio personalissimo pensiero!) anche il buon insegnante NOn è colui che conosce i suoi allievi..ma colui che è disponibile ad accettarli, nonostante le diversità! Chi è capace di distanziarsi dal suo personale punto di vista, mettersi nei panni dell'alunno e....accettarlo per come è(anzi per come si presenta!) ;)
Riferimento: Psicologi scolastici
L'ultimo tuo pensiero è veramente saggio, anche perchè è una regola di vita che vale a scuola, come dovunque, altrimenti si vivrebbe davvero molto male!
Piuttosto con tutta sta storia dei Bes, sai la circolare nuova, dove si aggiungono all'H e al DSA, tutti i bisogni speciali, stranieri, situazioni qualunque di disagio non certificate, ma non è un casino?
Io volevo un'opinione, perchè se mi metto a fare l'elenco dei dubbi, non finisce più-
Primo, esempio, la famiglia lo deve sapere che il Consiglio di Classe ha stabilito che suo figlio è un Bes?
Riferimento: Psicologi scolastici
ma poi, si potrebbero verificare due casi opposti:
nel primo caso, la famiglia viene a dirci, esempio, " è morta la mamma" ( facciamo le corna, è il caso più tragico) "il nostro bambino sta attraversando un periodo difficilissimo, voi insegnanti lo dovete sapere e tenerne conto", e questo diciamo è sempre successo anche senza circolari ministeriali sui Bes.
secondo caso: il bimbo a scuola ha comportamenti violenti e aggressivi,oppure non riesce a seguire le lezioni, non fa nulla, il Consiglio di Classe ne parla ed esamina la situazione, alla luce di quello che viene a sapere dalla famiglia e dall'esterno, e, senza certificazione stabilisce che il bimbo ha dei BES!
Obiettivi minimi, PdP.
La famiglia si oppone, per ipotesi, perchè mio figlio ha il PdP??? E' uguale agli altri, guai a voi, deve fare quello che fanno gli altri, non ha nessun problema!!
gli altri genitori, contemporaneamente, altra ipotesi pazzesca, vengono a sapere dai propri figli che Tizio ha il compito differenziato e viene valutato con un occhio di riguardo perchè i genitori sono appena separati, litigano, sono stranieri, sono disoccupati ecc.
Piombano a scuola e urlano: "anche mio figlio ha i Bisogni speciali":))
Allora noi, secondo voi psicologi, come ci si deve comportare?
Inoltre: all'esame di Stato il Bes col PdP fa le prove Invalsi come tutti, prove che fanno media e prende il punteggio ipotetico "due", o le fa differenziate o con i mezzi compensativi e dispensativi?
Non ci si capisce più nulla!!
Riferimento: Psicologi scolastici
Credo (ma su questo...purtroppo ancora sto cercando di farmi un idea chiara pure io....c'è tanta confusione in merito)....che non può essere semplicemente un genitore a dire che suo figlio è un BES....esiste una ASL di appartenenza, esistono gli specialisti ..credo che siano loro eventualmente a certificare (perchè credo debba essere certificata questa cosa) che un bambino è un BES o meno...altrimenti..sai che caos...come se...di caos nella scuola non ce ne fosse già abbastanza!
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
Credo (ma su questo...purtroppo ancora sto cercando di farmi un idea chiara pure io....c'è tanta confusione in merito)....che non può essere semplicemente un genitore a dire che suo figlio è un BES....esiste una ASL di appartenenza, esistono gli specialisti ..credo che siano loro eventualmente a certificare (perchè credo debba essere certificata questa cosa) che un bambino è un BES o meno...altrimenti..sai che caos...come se...di caos nella scuola non ce ne fosse già abbastanza!
sono d'accordo, ti posto uno stralcio dove dice che non vi devono essere certificazioni:
Fermo restando l'obbligo di presentazione delle cer
tificazioni per l'esercizio dei diritti
conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA,
è compito doveroso dei Consigli di classe o dei
teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in
quali altri casi sia opportuna e necessaria
l'adozione di una personalizzazione della didattica
ed eventualmente di misure compensative o
dispensative, nella prospettiva di una presa in car
ico globale ed inclusiva di tutti gli alunni.
Strumento privilegiato è il percorso individualizza
to e personalizzato, redatto in un Piano
Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di
definire, monitorare e documentare – secondo
un’elaborazione collegiale, corresponsabile e parte
cipata - le strategie di intervento più idonee e i
criteri di valutazione degli apprendimenti.
In questa nuova e più ampia ottica, il Piano Didatt
ico Personalizzato non può più essere inteso
come mera esplicitazione di strumenti compensativi
e dispensativi per gli alunni con DSA; esso è
bensì lo strumento in cui si potranno, ad esempio,
includere progettazioni didattico-educative
calibrate sui livelli minimi attesi per le competen
ze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES,
privi di qualsivoglia certificazione diagnostica,
abbisognano), strumenti programmatici utili in
maggior misura rispetto a compensazioni o dispense,
a carattere squisitamente didattico-strumentale.
ircolare del 6 marzo 2013, poi mi procuro eventuali aggiornamenti
ciao!
Riferimento: Psicologi scolastici
quindi noi abbiamo tre aree in sostanza:
1)disabilità certificate Legge 104
2)disturbi evolutivi specifici ( DSA, Borderline cognitivo, altro) certificate
3) svantaggio ( socioeconomico, linguistico-culturale, disagio comportamentale/ relazionale, altro), non certificato
E dunque avremo PDP redatti dai Consigli di classe in presenzadi certificazione sanitaria, e PDP redatti dai consigli di Classe in assenza di certificazione sanitaria.
E avremo risorse professionali specifiche:
Insegnanti di sostegno
referenti di Istituto
Psicopedagogisti esterni
Poi avremo il coinvolgimento dei docenti curricolari in tutto ciò che è possibile e poi tanti altri aspetti che non sto a elencare
e degli obiettivi di incremento dell'inclusività, si chiama così.
GLI ( gruppo lavoro inclusione) diverso dal gruppo lavoro H ( disabilità certificate)
Questo per spiegare le prospettive.
Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao a tutti!! Vorrei chiedervi un consiglio... Da novembre lavoro come educatrice nella sezione primavera di una scuola del mio paese e qualche settimana fa mi hanno chiesto di presentare un progetto che faccia sì che i bambini siano impegnati in attività formative specifiche prima di iniziare la scuola dell'infanzia. Mi dareste un consiglio su quali attività poter far svolgere a bambini di 2 anni? Premetto che attività di pittura/disegno guidati vengono già svolte.
Grazie in anticipo a chi risponderà! :)
Riferimento: Psicologi scolastici
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Clinica90
Ciao a tutti!! Vorrei chiedervi un consiglio... Da novembre lavoro come educatrice nella sezione primavera di una scuola del mio paese e qualche settimana fa mi hanno chiesto di presentare un progetto che faccia sì che i bambini siano impegnati in attività formative specifiche prima di iniziare la scuola dell'infanzia. Mi dareste un consiglio su quali attività poter far svolgere a bambini di 2 anni? Premetto che attività di pittura/disegno guidati vengono già svolte.
Grazie in anticipo a chi risponderà! :)
ciao :)
così di primo acchito mi viene da pensare ad esempio a delle attività di screening per i presequisiti delle abilità di lettura, scrittura e calcolo, oppure sempre a delle attività di potenziamento cognitivo...oppure a delle attività per favorire lo sviluppo dell'autostima e della socialità :)
a presto
Chiara
Riferimento: Psicologi scolastici
..io opterei x laboratori di fiabe o psicomotricità...sviluppando così varie abilità:attenzione, memorizzazione, lteralizzazione e prerequisiti.....ci puoi lavorare tantissimo!!!!!!
Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
MEMOLEMEMOLE
..io opterei x laboratori di fiabe o psicomotricità...sviluppando così varie abilità:attenzione, memorizzazione, lteralizzazione e prerequisiti.....ci puoi lavorare tantissimo!!!!!!
Si può presentare un progetto di psicomotricità anche se non si è psicomotrcisti?