...se ha le spine forse il suo significato simbolico non é dei migliori.....
Perché non un bel rampicante ( tipo edera) rigorosamente finto, da mettere su un mobile alto perché i rami verdi possano "incorniciare" i lati ?
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...se ha le spine forse il suo significato simbolico non é dei migliori.....
Perché non un bel rampicante ( tipo edera) rigorosamente finto, da mettere su un mobile alto perché i rami verdi possano "incorniciare" i lati ?
....per i disturbi alimentari.......
Con pazienti anoressiche o bulimiche rischieresti di creare un turbine di emozioni molto probabilmente sgradevoli, più vicine al panico che al sollievo......
si infatti ho usato 2 anfore grandi per vasi e come pianta finta un edera bianca rampicante che scende lungo i bordi dell'anfora...... bè cmq la pianta grassa ha un bel significato..... nonostante l'aridità del terreno e la trascuratezza le piante grasse riescono a crescere maestosamente riescono a dominare anche i terreni più sfavorevoli.... i climi più aridi.... di certo hanno un significato ben diverso dall'orchidea che dura un giorno.... ma non è detto che il significato della pianta grassa sia negativo.... altresì ho visto ricerche diciamo un pò opinabili sulla scia delle pet terapy che mettevano in risalto gli effetti benefici dell'esposizione ad un acquario.... possibilmente tropicale..... la terapia facilitata da questi animali acquatici tipo delfino, orca, pesci rossi, ecc... andava sotto il nome di ittoterapia, quello che differenziava i pesci nella pet terapy da altri animali tipo cavalli, cani ecc.. è il fatto che il pesce rimane un animale non stressante non nervoso poco comunicativo quindi per determinate patologie è più indicato di altre specie animali... io a mettere un acquario in ufficio ci ho pensato molte volte.... però mi manca un impulso decisivo.... penso sempre che a qualcuno potrebbe salire l'angoscia nel vedere dei pesci prigionieri dietro 4 lastre di vetro..... quindi non capisco se inserire un acquario sia in qualche modo realmente rilassante, distensivo, o se sia solo un capriccio estetico come il terapeuta che si attacca alle pareti un quadro otto dix perchè giusto si abbina con gli arredi....
personalmente voi cosa ne pensate dell'acquario nello studio?
girano voci che gli antisociali amano spaccare gli acquari degli studi privati.. e poi i dissociati hanno la tendenza ad immedesimarsi con i pesci, quindi smetterebbero di parlare. La pianta finta potrebbe avere un significato simbolico archetipico pericoloso, il paziente psicotico potrebbe pensare che tutta la terapia è finta come la pianta e lo studio. Il bonsai è una metafora pericolosa per i naniti.. si può abbeverare quanto si vuole ma non cresce mai.
Una domanda Yezidism, tu ed un tuo amico vi trovate sulla tua barca in un mare in tempesta. Il tuo amico non sa nuotare e spera in te perchè sei l' unico che potrebbe portarvi in salvo. Pensi che sia più utile togliere l' acqua da sotto i piedi del tuo amico oppure accendere il motore, virare e ritornare alla terra ferma?
Tutto ciò che ruota in torno alla terapia vera e propria e alla professionalità del terapeuta conta poco......ma quel poco non é comunque nulla, dunque perché non tenerne conto ?!
si una cosa simile mi è capitata..... ci facemmo una barca io ed un mio amico che nn sa nuotare per andare a pesca..... questo mio amico nelle prime uscite si accorse che oltre a non saper nuotare aveva anche il mal di mare, in più aveva paura delle onde.... nsomma morale della favola decisi di vendere direttamente la barca..... pensai che se dovevo fare il terapeuta ogni volta che uscivo in barca per andare a pesca con il mio amico sarebbe stato più professionale fare un proggetto di veloterapia da proporre ai vari comuni della costa..... in modo di abinare l'utile al dilettevole.... anzichè pagare darsene, comprare carburante ed assistere a psicodrammi su una barca di 5 metri alle 3 di notte col mare mosso a 6 miglia dalla costa..... tu scherzi ma il melodramma che fai come esempio io l'ho vissuto in realtà penso una trentina di volte...... e se in quelle situazione non si mantengono i nervi saldi ti garantisco che nn sono belle esperienze..... soprattutto se arriva il panico...... per salvare uno in acqua che nn sapeva nuotare una volta ho dovuto prima tramortirlo con un pugno e poi trascinarlo a riva altrimenti era talmente preso dal panico che trascinava giù anche me.....
ciao Petunialueta, non ho mai detto che bisogna non tenerne conto o che conta poco; ma affermare ad esempio, che l' odore forte di una pianta provochi ricordi spiacevoli nella stanza di terapia e che è quindi meglio evitare ...Citazione:
Originariamente postato da petunialueta
Tutto ciò che ruota in torno alla terapia vera e propria e alla professionalità del terapeuta conta poco......ma quel poco non é comunque nulla, dunque perché non tenerne conto ?!
(cito te in questo caso.. ma potrei farlo anche con altri interventi)Citazione:
anche io penso che per quanto riguarda gli odori e i prifumi sia "pericoloso" scegliere e in realtà imporre ai nostri clienti un qualcosa che noi riteniamo oggettivamente bellissimo ma che a loro potrebbe dar fastidio o ricordare in extremis situazioni spiacevoli....
dove ne può parlare il cliente se non nelle conversazioni psicoterapeutiche? E' vietato provare emozioni spiacevoli in uno studio? Non se ne può parlare?
Io considero questa discussione utilissima nel momento so che se io affermo che il quadro di Dalì potrebbe essere sconveniente perchè suscita scompensi emotivi a certi utenti, siamo consapevoli che stiamo solo 'sviscerando' dei nostri pregiudizi su ipotetiche situazioni e che questo ' svisceramento' risulti utile nel momento in cui effettivamente il cliente racconta di essere turbato dal quadro di Dalì che ho appeso. Per come state avviando questa discussione, sembra che sì 'sviscerate' i pregiudizi però poi questi precludono a priori la possibilità di parlarne con chi vi sta di fronte. A poco a poco, ogni pezzo dell' arredamento che avete citato era destinato a scomparire (quello può provocare manie a quel tizio, quell' altro può favorire un trasfert sfavorevole a caio...); insomma alla fine tutto e niente può essere 'disturbante' per le persone e che si fa allora? Chiudiamo lo studio e ci apriamo un pub, oppure arredo lo studio con i miei gusti e nel momento in cui il cliente mi domanda spaventato della chitarra appoggiata all' angolo del muro, iniziamo a conversare su questa paura?
Non andresti a trovare un amico solo perchè ha in casa un quadro inquietante, colori delle pareti stancanti, piante troppo profumate o un acquario?
Quando parlo dei "miei gusti" naturalmente, questo dovrebbe essere contestualizzato comunque ad uno studio professionale. In questo caso eviterò di appendere il poster degli U2 o di Madonna, ma potrò mettere la chitarra. Se sono un appassionato di balestra è ovvio che non la metterò in bella mostra. Se so che a me la vista e l' odore dei fiori mi rilassano, mi danno l' idea di poter lavorare bene, almeno due vasi li metterò. Se un bis-nonno mi ha regalato un megaorologio a pendolo che ticchettia ogni secondo e ogni ora urla un "dong", lo metterò in casa (rotto) piuttosto che allo studio. Questi sono un pò dei miei pregiudizi che parlano di me e delle relazioni che io ho con certi oggetti, non miei pregiudizi sugli oggetti che potrebbero avere un effetto su altre persone; c'è una grande differenza.
ciaociao
ciao accadue... infatti quello che tu dici per me è sacrosanto... se vedi il mio ufficio ti spaventi.. ho le pareti alte di 4.5 metri tutte completamente bianche... ho solo 2 scrivanie, in una ho il pc e l'altra è vuota... poi ho 3 sedie e una sdraio classica da mare.... non so se è giusto inserire una libreria, un armadietto, un quadro, un acquario... per adesso ho messo 2 piante finte... ma l'ambiente mi sembra ancora molto asettico..... la stanza è grande e voluminosa.... proprio come dici tu mi viene una sorta di paura nell'inserire qualcosa... perchè inizio a pensare che potrebbe essere distorsivo per il setting.... ora mi sto cominciando anche a stranire nel pensare se sia ok installare un condizionatore.... penso che almeno il discorso delle temperature non dovrebbe essere spinoso.... anche se a volte in certi studi terapeutici in inverno ho trovato temperature che sebravano le maldive e a me sinceramente dava fastidio..... sto cercando un modo per rendere accogliente lo studio ma ti garantisco che non è impresa facile..... anche perchè vuoi sia uno stereotipo ma a volte sento clienti di psicologi che più che parlare delle terapie e degli approcci parlano solo di quanto sia bello lo studio del loro psicanalista! ciò mi fa pensare che la gente comune pensa che lo psicologo più abbia lo studio bello più sia bravo..... ma allora mi domando come fanno certi colleghi a rendere il loro studio oggettivamente bello?
posso dire una cosa?
ma davvero ci pensate così tanto a come arredare lo studio?
io sono andato all'ikea e ho scelto sulla base dei miei gusti personali senza pensare troppo...
anche perchè poi le persone che vengono nello studio poi ne escono anche ed è fuori che passano la maggior parte del tempo e possono incontrare il quadro di dalì o qualsiasi altra cosa li possa turbare...
insomma oltre al fatto che lo studio sia accoliente e pulito non me la menerei troppo... in fondo è inevitabile che i posti che abitiamo parlino di noi e anche renderlo asettico direbbe cmq qualcosa di noi...
per dire questa estate ho fatto il cammino di santiago e ho appeso un poster sul cammino e la compostela che è l'attestato che ti danno quando l'hai completato... magari questo potrebbe dire di me delle cose... ma se crea qualche elemento di discussione col paziente tanto meglio... forse però è anche il setting del mio orientamento che è abbastanza soft e poco strutturato...
boh... va beh volevo solo darvi la mia opinione... in questo periodo sono un po' compulsivo su questo forum...
ciao ad accadueo che è da tanto che non incrociavo!
si vincent... tu hai fatto una scelta... hai improntato lo studio secondo un tuo gusto... lo ritengo coinvolgente anche perchè hai messo un attestato tipicamente religioso.... quindi chiunque entra sa di trovarsi di fronte ad un cristiano... per me è lecito... ma qualcuno già fece storia sul crocifisso nelle scuole.... ora che ognuno di noi sia libero di appendere simboli religiosi nel proprio studio è giusto... non so se per chi entra sia giusto..... un paziente potrebbe rispondere che se ha bisogno di fede va in chiesa non dallo psicologo.... poi che il fatto di avere volutamente improntato da un indirizzo a sfondo di fede il proprio setting è altrettanto lecito secondo me... anche se poi rimane ristretto solo ad un particolare setting di utenza..... esempio estremo del terapeuta che si occupa della fobia di qualche fedele nella pratica della confessione cristiana..... ovvero un fedele che non riesce a fare il sacramento della confessione per qualche motivo... oppure è sociofobico e quindi non riesce ad andare a messa..... capisco che tu vincent hai scelto la strada della personalizzazione dell'arredo dell'ufficio... e ti garantisco che sei in buona compagnia perchè secondo me circa il 90% degli psicologi ha già seguito la tua scelta.... basta dare uno sguardo soprattutto agli studi dei terapeuti dei vip..... quello che cercavo di capire è se era possibile creare uno standard.... almeno dei criteri standard magari suddivisi per orientamenti...... già merita un discorso amplissimo quello delle luci.... che tipologie di luci usare.... come categoria professionale siamo la reggina nello studio della percezione, della sensazione e delle emozioni, nessuna categoria professionale conosce meglio di noi gli aspetti di: ergonomia, percezione, sensazione ecc...
abbiamo milioni di ricerche che riguardano l'interazione con l'ambiente e lasciamo viceversa ai nostri umori l'organizzazione delle nostre variabili sull'arredamento.....
mi domando se con tutte le conoscenze che abbiamo in merito si possa creare un minimo di standard poi chi lo vuole adottare lo adotta chi no sceglie la personalizzazione ma almeno che sulla carta esista uno standard riconosciuto....
mi riferivo sopra alle temperature dell'ufficio perchè cmq lessi che c'è una regola in psicologia ambientale che dice: all'aumentare della temperatura aumenta l'aggressività...... poi dopo mi sembra una certa soglia si arriva alla spossatezza fino allo svenimento..... ci sono poi altri discorsi per le basse temperature...
quindi non mi sorprendo se un cliente reagisce aggressivamente nello studio del proprio terapeuta a 36° gradi di gennaio.... la stesura di un vero iso per quanto riguarda lo studio secondo me neutralizzarebbe anche alcune spiacevoli variabili di carattere ambientale che potrebbero incidere sulla relazione e sul setting.... per esempio nessuno mi viete di usare una lampada rossa, ma uno standard mi permetterebbe di capire perchè sia più indicata una lampada bianca.... lasciandomi poi sempre la libertà di usarla rossa se proprio sono obbligato per questioni di setting....
sai qual'è il bello? che io non sono credente... e il cammino l'ho fatto per altri motivi...
torno a ribadire dallo studio poi si esce... quindi insegnare un po' di tolleranza alla frustrazione non fa male.
Se no magari il paziente sta benissimo a 23 gradi, con le lampade bianche, e le poltrone blu....
ma poi quando si trova sul tram a 36 gradi in piedi e con la gente che lo urta, fa un po' fatica a generalizzare...
in pratica il paziente si deve sentire libero di discutere con me qualsiasi cosa lo turbi all'interno del mio studio...
ciao accadue... mi hai letto nel pensiero per adesso sto completamente nella seconda posizione... la secondo foto sembra la fotocopia del mio studio..... ma anche la seconda foto ovvero le condizioni del mio studio basta introdurci un bonsai ed un tavolino basso e abbiamo realizzato quello che è il massimo in eleganza inteso dalla cultura nipponica..... difatti la differenza delle due foto (2 tipi di studio) secondo me mettono in risalto la prima la cultura occidentale e la seconda quella orientale capisco che altresì la seconda tipologia sia più riflessiva più meditativa più introflessa esattamente come lo sono le culture dell'estremo oriente, viceversa la prima foto appare più come un ambiente relazionale, comunicativo, socializzante esattamente come le culture occidentali... un pò come passa la differenza tra un convento eremiti ed una chiesa dove si fa messa....
io personalmente come approccio sono cognitivo in campo clinico opto per gli approcci cognitivo comportamentali e non disdegno lo skinnerismo..... mi interessa anche la bioenergetica i disturbi alimentari la psicosomatica....
una cosa che dici mi ha colpito.... il cammino... ovvero il fuoco.... io c'è l'ho nell'altra stanza... non l'ho voluto nella mia perchè a volte può fare fumo e che faccio proibisco di fumare nello studio e metto un camino che può affumicarmi la stanza? però mi rimane il fascino del fuoco..... molte persone mi dicono che il fuoco acceso da compagnia..... molte volte ho pensato da cosa dipendesse questo legame innato tra l'uomo ed il fuoco.... perchè un cammino è sempre affascinante.... sembra scritto quasi nel nostro dna.... pensare poi che esiste la piromania.... dico per spiegarmi: anche il termosifone, il condizionatore, la stufa scaldano ma perchè non abbiamo con loro lo stesso legame emotivo che abbiamo con il fuoco del cammino? cos'ha il fuoco di così particolare per la nostra specie?
a me il primo mette un'ansia terribile mamma mia..
con quella foto orwelliana che incombe alle spalle...terribile!
comunque io il camino non lo metterei in studio..avevi pensati di metterlo sul serio?
bè se uno è un terapeuta classico, con il tipico lettino, il classico freudiano... un caminetto non guasta.... magari anche un gatto in una cesta vicino al cammino che sonnecchia in penombra... un arredamento con molto legno e luci molto soffuse tipo candela... moquette rossa o palquette... un ambiente quasi ipnotico e rilassante... magari qualche sedia a dondolo....
cmq io ho deciso di aderire al secondo schema...... ecco perchè ho eliminato il cammino... preferisco più uno stile orientale... un minimalismo zen.... tutto lo spazio vuoto per me rappresenta il cliente.... il cliente riempe lo studio e gli da forma.... in sintonia con la filosofia zen vorrei optare per un ambiente fatto di profumi, colori e suoni.... tutti stimoli ambientali più naturali per interagire con l'ambiente cliente.... inserire libri, riviste, titoli, può far capire quello che sapete in modo tale da far capire anche quello che non sapete.... un pò come faceva il discorso sirri sui bigliettini da visita... nel senso che molti considerano il bigliettino da visita un brouchure.... così penso valga per lo studio... chi viene già sa chi siete... inutile tappezzare le pareti di mille attestati....
cmq una curiosità mi rimane... vorrei sapere se qualcuno di voi conosce come sia uno studio attrezzato per l'ipnosi? o meglio quali siano le migliori condizioni ambientali per meglio facilitare il metodo catarchico.....