Originalmente inviato da
AndreaM
Permettimi di non essere del tutto d'accordo, senza polemiche e con pacatezza.
Io di anni ne ho 46 anni, figlio di operaio, e di fare l'Università non me l'ha ordinato il dottore ... lavoro da 25 anni e mantengo una famiglia, il mutuo della casa l'ho già finito di pagare.
Non penso sia conformismo, è che il "gioco" dell'Università (come quello del lavoro) ha le sue regole, alle quali ti devi assoggettare ... la rivoluzione come te dici penso che sia controproducente, a meno di palesi e evidenti ingiustizie ... che comunque si possano far presenti nelle sedi opportune.
Non è chinare il capo, è solo giocare con regole chiare, da entrambe le parti.
Occorrerebbe una maggiore umiltà, da professori e studenti, nella consapevolezza che i due ruoli che esistono in funzione uno dell'altro.
Sono anche io contro troppo facili conformismi, ma nel rispetto della persona e delle regole, ho la consapevolezza che un trenta "del c..zo" è comunque meglio di un "18 d m...da". La prima selezione è sul voto, in qualsiasi ambiente.
Imparate a giocare con le regole che sono date !
Per migliorare c'è sempre tempo, occorre però avere il potere di farlo ... e magari dei buoni argomenti a supporto.