Riferimento: Psicoterapia e felicità
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francesca63
Cara Rosa, per me sicuramente chi ha bisogno di una terapia, escludendo gli psicoanalisti che dovono farla per la professione, o pochi fortunati che se lo possono permettere a vita senza averne urgente bisogno, esce da delusioni cocenti: un amore finito male, un grave lutto, un tracollo economico, una malattia invalidante, una convivenza con un partner anaffettivo, amici persi , progetti falliti...ecc., ma anche solo entrare in un clichè, in un personaggio, e qualunque cosa tu faccia hai il tuo posto ben definito sul palcoscenico della vita, ma un posto che ti sta sretto, che detesti, che ti fa guardare al domani senza motivazioni, senza voglia di combattere per un obiettivo, un ideale.
Nessun analista può risolvere i problemi concreti, ma almeno avrai qulcuno con cui condividerli e da cui riceverai un'energia nuova per affrontare la vita e sicuramente un certo sollievo, anche se poi il fine della psicoterapia è un qualcosa di molto più complesso e profondo.
Ciao.
Ciao francesca, grazie della risposta, molto completa ed articolata, :approved:cogliendone la complessità delle singole parti e dell'insieme; io aggiungerei tra quelli che tu hai citato, un altro mtivo: la convivenza con un partener che può farci diventare o sentire come fossimo diventati anaffettivi,pur senza esserlo realmente ma come sentimento difensivo da relazioni troppo dolorose quando non "violente", oppure familiare con queste caratteristiche, il che concorda anche con il fatto che il fine della psicoterapia, oltre a quello che hai citato tu per renderlo anche maggiormente intellegibile, é un qualcosa di molto più profondo e complesso, che solo chi ha vissuto o vive, da una parte e dall'altra, in modi diversi, può comprendere e mai totalmente, essendo destino della mente umana quella di interrogarsi sul divenire oltre che sul qui ed ora, strettamente interrelati:medito:
Ciao:):ciao:
Riferimento: Psicoterapia e felicità
:ciao:
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
Ciao francesca, grazie della risposta, molto completa ed articolata, :approved:cogliendone la complessità delle singole parti e dell'insieme; io aggiungerei tra quelli che tu hai citato, un altro mtivo: la convivenza con un partener che può farci diventare o sentire come fossimo diventati anaffettivi,pur senza esserlo realmente ma come sentimento difensivo da relazioni troppo dolorose quando non "violente", oppure familiare con queste caratteristiche, il che concorda anche con il fatto che il fine della psicoterapia, oltre a quello che hai citato tu per renderlo anche maggiormente intellegibile, é un qualcosa di molto più profondo e complesso, che solo chi ha vissuto o vive, da una parte e dall'altra, in modi diversi, può comprendere e mai totalmente, essendo destino della mente umana quella di interrogarsi sul divenire oltre che sul qui ed ora, strettamente interrelati:medito:
Ciao:):ciao:
Ciao Rosa.La cura psicoanalitica offre molto più della eliminazione dei sintomi:STARE BENE E' MOLTO PIU' CHE NON ESSERE MALATI, non consiste nell'assenza della malattia, bensì nella presenza del benessere. Non la mente, né il corpo, ma l'essere umano che pensa e sogna, che ride e piange, l'uomo nella sua totalità .
Per sfuggire al dolore, le soluzioni regressive, come il rifugiarsi nell'isolamento,(o peggio nella droga o nell'alcol), distaccandosi dalla realtà, conducono alla distruttività.
Chiedere aiuto ad una persona competente, invece ci aiuta ad afferrare la verità , superare le soluzioni negative, correlandoci al mondo in modo proficuo con il coglierlo tramite la forza intellettuale ed affettiva.
L'analisi ti fa capire come conoscere, reagire e rispondere a se stessi, alla realtà, a come siamo; a rinunciare alla nostra "volontà" (intesa come desiderio di gestire, governare, soffocare il mondo dentro e fuori di noi) al fine di renderci completamente disponibili e vivi.
Riguardo la felicità e il benessere, la psicoterapia aiuta a comprendere come esperienze, traumi che non sono stati mai filtrati, restano rimossi, esterni alla consapevolezza, inconsci: la comprensione e la conoscenza provocano la trasformazione dell'inconscio nella "coscienza" ponendoci a contatto con la realtà e la verità: la conoscenza può condurre a mutamenti solo nella misura in cui sia anche conoscenza sperimentata, cioè intuizione, consapevolezza.
Il comportamento individuale, il carattere, le circostanze esterne influenzano emozioni e sentimenti felici o angosciosi; l'analisi sviluppa intuizioni per individuare quegli assetti mentali e quei comportamenti che ci possono aiutare. Un utile supporto che ciascuno adatta in modo creativo e personale alla propria vita.
Se il “dolore” e la “felicità” sono le condizioni estreme della nostra esistenza, allora la psicoterapia può aiutare a muoversi verso l’estremo positivo, indipendentemente dalla posizione di partenza. :yahoo:
Ciao