Riferimento: smpre lo stesso dubbio..
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gieko
Ma ci spieghersti in quale campo un libero professionista ha delle garanzie sul proprio lavoro? Mi sembra inutile accusare le scuole che, ripeto, non sono agenzie di collocamento e non vedo come potrebbero garantire invii di pazienti ad uno studio privato. Visto il tuo insistente richiamo alla realtà ed alla concretezza, mi sento di dire che le certezze non fanno per nulla parte delle attività libero professionali, che dipendono invece dalle capacità del singolo. Se si hanno certe - legittime! - pretese, è più opportuno orientarsi verso lavori dipendenti o attività con minor grado di rischio.
Meglio soprassedere su questa parte... Dici di comprendere ed accettare tutte le posizioni, ma evidentemente sei convinto che siamo persone con chissà quali vantaggi. Contento tu...
Saluti
quoto gieko, in più vorrei fare una provocazione:non lo ha ordinato nessun medico a nessuno di noi di essere uno dei 70mila psicologi italiani(altri 70mila sono in facoltà). Se uno sceglie una professione notoriamente inflazionata già dal novanta non può incavolarsi più di tanto a 5 mesi dal 2010. Bisogna assumersi anche le proprie responsabilità(fine provocazione) inoltre come ho già scritto in passato il lavoro è poco ma ancora qualcosa si trova e ho notato che quelli che lo trovano sono quelli che ci credono. Forse hanno un "motore narcisistico"un pò troppo spinto, ma conosco trentenni liberi professionisti che se ne fregano del sovrannumero e del poco lavoro e vanno avanti con idee e progetti concreti.
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Peterpan1977
Forse hanno un "motore narcisistico"un pò troppo spinto, ma conosco trentenni liberi professionisti che se ne fregano del sovrannumero e del poco lavoro e vanno avanti con idee e progetti concreti.
Beh, il "motore narcisistico" è un'altra cosa a cui stare attenti in questa professione...
Saluti
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Peterpan1977
quoto gieko, in più vorrei fare una provocazione:non lo ha ordinato nessun medico a nessuno di noi di essere uno dei 70mila psicologi italiani(altri 70mila sono in facoltà). Se uno sceglie una professione notoriamente inflazionata già dal novanta non può incavolarsi più di tanto a 5 mesi dal 2010. Bisogna assumersi anche le proprie responsabilità(fine provocazione) inoltre come ho già scritto in passato il lavoro è poco ma ancora qualcosa si trova e ho notato che quelli che lo trovano sono quelli che ci credono. Forse hanno un "motore narcisistico"un pò troppo spinto, ma conosco trentenni liberi professionisti che se ne fregano del sovrannumero e del poco lavoro e vanno avanti con idee e progetti concreti.
ok, siamo tutti d'accordo, se lo sapvamo prma magari avremmo scelto un'altra facoltà.. o magari no. il punto è che NON ci sono possibilità di lavoro nè da psicologi nè da psicoterapeuti...voi tutti sapete che avere in ente un obiettivo è il motore migliore x affrontare sacrifici, ma cosa e come affrontiamo la scuola non avendo nessuna meta definita? il mercato di psi è saturo,non c'entra nulla l'intraprendenza e affini
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esterella
ok, siamo tutti d'accordo, se lo sapvamo prma magari avremmo scelto un'altra facoltà.. o magari no. il punto è che NON ci sono possibilità di lavoro nè da psicologi nè da psicoterapeuti...voi tutti sapete che avere in ente un obiettivo è il motore migliore x affrontare sacrifici, ma cosa e come affrontiamo la scuola non avendo nessuna meta definita? il mercato di psi è saturo,non c'entra nulla l'intraprendenza e affini
Eppure, vedo a spasso molti più operai, tessitori, camiciaie, muratori rumeni, badanti ucraine, tornitori, camionisti. Persino ingegneri informatici.
Metalmeccanici: sono 4.000 quelli in cassa integrazione - Economia - L'Eco di Bergamo
Crisi, a Bergamo colpiti 22 mila metalmeccanici - Rassegna.it - Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale
Bergamo News | il quotidiano online della provincia di Bergamo | Economia | Cassa integrazione straordinaria per tutti alla Legler
Bergamo : OPERAIO 55ENNE IN CASSA INTEGRAZIONE MOBILITA' IMMEDIATA CERCA LAVORO : LUNGA ESPERIENZA ANCHE COME
Bergamo, la crisi corre sul filo del tessile
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esterella
ok, siamo tutti d'accordo, se lo sapvamo prma magari avremmo scelto un'altra facoltà.. o magari no. il punto è che NON ci sono possibilità di lavoro nè da psicologi nè da psicoterapeuti...voi tutti sapete che avere in ente un obiettivo è il motore migliore x affrontare sacrifici, ma cosa e come affrontiamo la scuola non avendo nessuna meta definita? il mercato di psi è saturo,non c'entra nulla l'intraprendenza e affini
Mi ricorda un pò "Perchè non...Si, ma" di Berniana tradizione.
La Specializzazione ti forma. Stop. Il lavoro te lo crei da sola.
Anche gli "orfani" ce la fanno.
Anche io sono passata attraverso la tua stessa fase di rabbia distruttiva, ma poi mi sono rialzata dalle macerie ed ho cominciato a costruire. Un mattone alla volta.
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GIUNONE
Mi ricorda un pò "Perchè non...Si, ma" di Berniana tradizione.
La Specializzazione ti forma. Stop. Il lavoro te lo crei da sola.
Anche gli "orfani" ce la fanno.
Anche io sono passata attraverso la tua stessa fase di rabbia distruttiva, ma poi mi sono rialzata dalle macerie ed ho cominciato a costruire. Un mattone alla volta.
Ma io non sono affatto arrabbiata!! sto solo facendo un'analisi della realtà..rabbia distruttivatra l'altro mi sembra un termine un p forte.. :mumble:
Riferimento: smpre lo stesso dubbio..
Tra l'altro willy hai ragione... il lavoro manca in ogni settore.. la domanda però ,posta a inizo discussione, era: conviene, in termini di un futuro ritorno(economico, di soddisfazione, di mantenimento...) affrontare la scuola?
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willy61
Eppure, vedo a spasso molti più operai, tessitori, camiciaie, muratori rumeni, badanti ucraine, tornitori, camionisti. Persino ingegneri informatici.
Metalmeccanici: sono 4.000 quelli in cassa integrazione - Economia - L'Eco di Bergamo
Crisi, a Bergamo colpiti 22 mila metalmeccanici - Rassegna.it - Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale
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Bergamo : OPERAIO 55ENNE IN CASSA INTEGRAZIONE MOBILITA' IMMEDIATA CERCA LAVORO : LUNGA ESPERIENZA ANCHE COME
Bergamo, la crisi corre sul filo del tessile
per essere in cassaintegrazione prima bisognava avere un lavoro ;-)
il problema della nostra occupazione c'era prima della crisi e soprattutto ci sarà dopo, dato che gli altri verranno integrati e noi saremo sempre più.
comunque molti (quasi tutti) giovani psicologi sono educatori,le cooperative ricevono soldi in base ad appalti finanziati l'anno prima.
comunque essendo nel campo dei servizi alla persona non ci dovrebbero essere tagli.
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esterella
Tra l'altro willy hai ragione... il lavoro manca in ogni settore.. la domanda però ,posta a inizo discussione, era: conviene, in termini di un futuro ritorno(economico, di soddisfazione, di mantenimento...) affrontare la scuola?
Esterella, te lo dico col cuore e con la testa. La domanda, posta in questi termini, non ha senso.
Conviene a te, come persona, diventare una psicoterapeuta? E' il tuo desiderio? Da dove viene questo tuo desiderio? Te ne vuoi assumere la responsabilità o no?
Rispondi a queste domande. Poi vedrai che la domanda che hai posto cambia. Non perché sia sbagliato voler vivere del proprio lavoro. Ma perché se la determinante della scelta è quella, meglio scegliersi un altro mestiere.
Buona vita
Guglielmo
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Originalmente inviato da
esterella
Tra l'altro willy hai ragione... il lavoro manca in ogni settore.. la domanda però ,posta a inizo discussione, era: conviene, in termini di un futuro ritorno(economico, di soddisfazione, di mantenimento...) affrontare la scuola?
Economico:difficile dirlo, se sfondi si
Soddisfazione: se ti piace senza dubbio
Mantenimento: se intendi abbastanza denaro come sopra.
La tua domanda non può avere risposta il posto per lavorare c'è sempre. non puoi parlare per statistiche. Magari su 70mila di noi tu sarai l'unico professionista a lavorare chi può dirlo.
Sarà sempre più difficile ma spetta a te capire se ti va di rischiare e se il gioco vale la candela.
Riferimento: smpre lo stesso dubbio..
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
comunque molti (quasi tutti) giovani psicologi sono educatori,le cooperative ricevono soldi in base ad appalti finanziati l'anno prima.
comunque essendo nel campo dei servizi alla persona non ci dovrebbero essere tagli
:asd::tajo:
Non ci saranno tagli nei servizi alla persona? Ce ne saranno moltissimi.
I comuni stanno tagliando tutti i servizi sociali ( persino le ore nostre che siamo dipendenti comunali) non fanno nuove assunzione, non mettono in piedi nuovi servizi, e tagliano alla grande i progetti vecchi.
Una mia amica assistente sociale che lavorava come educatrice in cooperativa non si è vista rinnovare il contratto perchè il suo progetto non è stato rifinanziato.
All'inizio del 2009 con le previsioni di bilancio ci hanno detto di tagliare ( a noi che lavcoriamo in comune) le ore di riunione e di progettazione ed aumentare le ore di sportello con gli utenti, perchè non saranno assunte nuove persone ( nemmeno a progetto) e coloro che si rivologno ai servizi aumentano causa crisi.
Scusa se sono stata un pò " catastrofica" ma in Toscana la situazione degli enti locali è + o meno questa ovunque....
( e per giunta per voi psicologi nei comuni ci sono già pochissimi spazi)
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Originalmente inviato da
monicadal
[/B]
:asd::tajo:
Non ci saranno tagli nei servizi alla persona? Ce ne saranno moltissimi.
I comuni stanno tagliando tutti i servizi sociali ( persino le ore nostre che siamo dipendenti comunali) non fanno nuove assunzione, non mettono in piedi nuovi servizi, e tagliano alla grande i progetti vecchi.
Una mia amica assistente sociale che lavorava come educatrice in cooperativa non si è vista rinnovare il contratto perchè il suo progetto non è stato rifinanziato.
All'inizio del 2009 con le previsioni di bilancio ci hanno detto di tagliare ( a noi che lavcoriamo in comune) le ore di riunione e di progettazione ed aumentare le ore di sportello con gli utenti, perchè non saranno assunte nuove persone ( nemmeno a progetto) e coloro che si rivologno ai servizi aumentano causa crisi.
Scusa se sono stata un pò " catastrofica" ma in Toscana la situazione degli enti locali è + o meno questa ovunque....
( e per giunta per voi psicologi nei comuni ci sono già pochissimi spazi)
non preoccuparti ti capisco.nella realtà marchigiana che conosco come educatori (ancora) non ci sono eccessive modifiche dato che interi servizi sono su cooperative e quindi dovrebbero chiudere, ma staremo a vedere
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Originalmente inviato da
willy61
Esterella, te lo dico col cuore e con la testa. La domanda, posta in questi termini, non ha senso.
Conviene a te, come persona, diventare una psicoterapeuta? E' il tuo desiderio? Da dove viene questo tuo desiderio? Te ne vuoi assumere la responsabilità o no?
Rispondi a queste domande. Poi vedrai che la domanda che hai posto cambia. Non perché sia sbagliato voler vivere del proprio lavoro. Ma perché se la determinante della scelta è quella, meglio scegliersi un altro mestiere.
Buona vita
Guglielmo
allora... forse non è chiaro il mio ragionamento. è scontato che io per questo studio/lavoro go una vra e propria PASSIONE. Mi piace, studierei molto, molto di più di quanto ho fatto fin'ora. nonostante questo, però, la realtà mi impone di pensare al mio futuro. ragion per cui mi interrogo sulla possibilità di affrontare un percorso rischioso e a bassa probabilità di successo come quello della scuola. tutto qui. penso non stia dicendo cose marziane. e penso che la voglia non basti per affrontare una scuola
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Ti rispondo con una frase di Galimberti che se non erro dice così "La psicologia è una scienza, la psicoterapia un'arte".
Bene, se la psicoterapia è un arte, il mestiere dello psicoterapeuta è paragonabile a quello del cantante, attore, ballerino, pittore... Conviene spendere tutti i soldi in lezioni di piano, di canto etc.... per poi magari non sfondare?
Come puoi vedere la domanda non ha una risposta univoca. Ognuna di queste figure professionali se la sarà posta e avrà scelto di conseguenza...
Buona serata
Riferimento: smpre lo stesso dubbio..
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Esterella, te lo dico col cuore e con la testa. La domanda, posta in questi termini, non ha senso.
Conviene a te, come persona, diventare una psicoterapeuta? E' il tuo desiderio? Da dove viene questo tuo desiderio? Te ne vuoi assumere la responsabilità o no?
Rispondi a queste domande. Poi vedrai che la domanda che hai posto cambia. Non perché sia sbagliato voler vivere del proprio lavoro. Ma perché se la determinante della scelta è quella, meglio scegliersi un altro mestiere.
Beh, insomma, la domanda un senso ce l'ha... Voglio dire è più che legittimo chiedersi se ne vale la pena investire tempo e danaro in un percorso di formazione che non garantisce un lavoro e la possibilità di mantenersi economicamente. E’ anche molto difficile, per non dire impossibile, rispondere alle domande che poni prima di aver intrapreso il percorso di formazione: quale desiderio muove questa scelta? Direi che è il cuore della formazione, tutt'altro che scontato…
Un saluto,
ikaro